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November 30, 2013

Neve nell\’Oltrepò Pavese

Neve nell’Oltrepò Pavese – Wikinotizie

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Neve nell’Oltrepò Pavese

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sabato 30 novembre 2013
Hanno accolto (volentieri e non) una bella sorpresa gli abitanti del basso Oltrepò, in provincia di Pavia, questa mattina. Difatti verso le 10 circa ha cominciato a nevicare abbondantemente, tanto che nel giro di poche ore il paesaggio ha cambiato aspetto. La situazione è rientrata nel giro di poco, tanto che alle 15:00 il cielo era sereno.


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October 18, 2010

Pavia: militare infedele della Guardia di Finanza forniva a Panorama dati sensibili su personaggi pubblici

Pavia: militare infedele della Guardia di Finanza forniva a Panorama dati sensibili su personaggi pubblici

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Milano, lunedì 18 ottobre 2010

La Guardia di Finanza alla Festa della Repubblica del 2007.

Era pagato per servire la Repubblica Italiana, ma di quella delicata funzione, lui, Fabio Diani, militare della Fiamma Gialle in servizio a Pavia, avrebbe fatto un uso disinvolto e deviato.

Quegli archivi riservati militari e della pubblica amministrazione, a cui il suo ruolo gli dava accesso, Fabio Diani li avrebbe consultati assiduamente, non per contrastare l’evasione fiscale, ma per spiare i dati tributari e sensibili di personaggi pubblici o di vasta notorietà. Non una forma distorta o morbosa di curiosità personale, ma la volontà di carpire dati riservati da fornire illegalmente a Giacomo Amadori, giornalista di Panorama, rivista settimanale del gruppo Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi.

Lo hanno messo in luce le indagini del pubblico ministero di Milano Elio Ramondini e del procuratore aggiunto Alberto Nobili, che hanno portato agli arresti domiciliari il finanziere infedele.

Le violazioni dei doveri d’ufficio risalirebbero agli anni 2008-2009, quando oggetto delle attenzioni intrusive del militare della Guardia di Finanza sarebbero state le posizioni di una vasta e variegata platea di spiati: Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Nichi Vendola, Beppe Grillo, Patrizia D’Addario, numerosi esponenti della famiglia Agnelli (Gianni Agnelli, Marella Caracciolo, Clara e Maria Sole Agnelli, Alain Elkann) fino a Gioacchino Genchi, poliziotto e consulente informatico di vari giudici, tra cui Giovanni Falcone e Luigi de Magistris. Tra gli spiati anche un personaggio della sinistra antagonista, Luca Casarini, attivista no-global e leader dei Disobbedienti.

Tra gli oggetti di intrusione, vi sarebbe anche Raimondo Mesiano, giudice del tribunale milanese, estensore della sentenza sul Lodo Mondadori, e già noto al grande pubblico televisivo per essere stato oggetto di un caso di attenzione mediatica mandato in onda da Claudio Brachino su Mattino cinque, programma giornalistico di Canale 5, canale televisivo anch’esso riconducibile a Silvio Berlusconi.

Ben più vasta sarebbe comunque la platea delle violazioni: i magistrati milanesi hanno contestato al militare un migliaio di accessi abusivi a banche dati riservate. Ma vi è di più: sarebbe stata dimostrata una corrispondenza tra gli accessi legali del finanziere pavese e i pezzi giornalistici pubblicati da Amadori, tra cui quello dal titolo Fisco e patrimoni, ecco quanto dichiarano gli Agnelli, pubblicato dal settimanale del gruppo di Segrate nel mese di ottobre 2009.


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April 3, 2010

Addio al giornalista Maurizio Mosca

Addio al giornalista Maurizio Mosca – Wikinotizie

Addio al giornalista Maurizio Mosca

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Pavia, sabato 3 aprile 2010
Si è spento al Policlinico “San Matteo”, dov’era ricoverato da lunedì scorso, il popolare giornalista sportivo Maurizio Mosca, volto noto al pubblico televisivo per la partecipazione a numerose trasmissioni. Mosca, che aveva 69 anni (ne avrebbe compiuti 70 il 24 giugno), era malato da tempo.

Nonostante la malattia, il giornalista aveva lavorato fino all’ultimo: il suo ultimo articolo, scritto sul suo blog nel sito di Guida al Campionato, riguardava il tormentone del difficile rapporto fra il calciatore dell’Inter Mario Balotelli e il suo allenatore José Mourinho.

La carriera

Maurizio Mosca era nato a Roma il 24 giugno 1940. Figlio dell’umorista e giornalista Giovanni Mosca e fratello dello scrittore Paolo Mosca, aveva iniziato giovanissimo a dedicarsi al giornalismo, collaborando con il quotidiano La Notte e rimanendo in seguito per vent’anni alla Gazzetta dello Sport, dove era stato caporedattore.

In tv era approdato nel 1979. Tra le trasmissioni a cui partecipò, ricordiamo: Calciomania, L’appello del martedì, Guida al campionato, Il Processo del lunedì, Il Processo di Biscardi, Zitti e Mosca, Controcampo.

Gli sketch televisivi e le frasi celebri

Mosca sarà ricordato per i suoi “sketch” televisivi sul mondo del calcio come il “pendolino” sui pronostici delle partite di calcio, le sue “bombe” sulle antipazioni di calciomercato, la “moviola umana”. Rimarranno nella memoria le sue frasi, diventate dei tormentoni, come: «Ciao e buon campionato a tutti!» (frase con cui usava salutare il pubblico del programma Guida al campionato), «Aaaah! Come gioca Del Piero!» e «Chiiii?» (frase che pronunciava spesso quando veniva annunciato l’autore di un servizio che “voleva” far apparire come uno sconosciuto).

Le reazioni di colleghi ed amici

Tra le testimonianze più commosse, vi è quella di Aldo Biscardi, che, in collegamento con Simona Ventura per Quelli che… il calcio , ha ricordato il collega ed amico scomparso, suo collaboratore in TV per ben 23 anni, definendolo «un compagno prezioso». Anche Paolo Liguori ha dichiarato che con Maurizio Mosca non se n’è andato solo un collega, ma «un familiare».


Fonti

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October 7, 2007

Omicidio di Chiara Poggi: proseguono gli accertamenti scientifici

Omicidio di Chiara Poggi: proseguono gli accertamenti scientifici

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domenica 7 ottobre 2007

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Proseguono le indagini scientifiche sul materiale repertato all’interno dell’abitazione della famiglia Poggi: «I risultati sulle impronte digitali sono molto interessanti e possono essere ben inseriti in una certa ottica di ricostruzione dei fatti», ha dichiarato il professor Marzio Capra, consulente dei Poggi, commentando i risultati degli accertamenti tecnici non ripetibili disposti su una serie di impronte digitali dalla Procura vigevanese. Le indagini sono state condotte dai RIS di Parma, alla presenza dei consulenti nominati dalla difesa e dalla parte offesa.

Alcuni dei dermatoglifi raccolti appartengono ai familiari di Chiara Poggi o ad altre persone che, per certo, sono entrate nella villetta di Garlasco. Altri, invece, necessitano di ulteriori indagini: «Gli accertamenti stanno andando avanti bene», ha commentato il professor Capra.

Non sono ancora terminate, inoltre, le indagini sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, che continua a restare l’unico indagato per l’omicidio. Proprio la presenza di DNA della vittima sui pedali aveva portato la Procura di Vigevano a disporre il fermo dello Stasi, poi non convalidato dal GIP. Non sono ancora iniziati, infine, gli accertamenti tecnico-scientifici sulla porta a libro sequestrata solo quattro giorni fa dai Carabinieri.

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Pavia: studente si spoglia in classe, denunciato

Pavia: studente si spoglia in classe, denunciato

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domenica 7 ottobre 2007

A Pavia un sedicenne, che frequentava uno dei corsi organizzati dal CFP per il conseguimento della qualifica professionale di cuoco, si è tolto i pantaloni durante una lezione di matematica per farsi fotografare con il telefono cellulare di uno dei suoi compagni.

La professoressa non ha notato l’accaduto. Ad accorgersene è stato un altro insegnante che ha notato alcuni studenti della stessa classe del ragazzo intenti, durante la ricreazione, a mostrare il telefonino ad altri coetanei. Scattato il sequestro dell’oggetto, le fotografie sono state mostrate al preside.

Il sedicenne è stato denunciato al Tribunale per i minorenni di Milano e rischia inoltre un allontanamento temporaneo dall’istituto.

Fonti

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October 6, 2007

Caso Poggi: Stasi telefona ai familiari della vittima

Caso Poggi: Stasi telefona ai familiari della vittima

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sabato 6 ottobre 2007

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Alberto Stasi, indagato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, ha telefonato ai familiari della vittima. Gentile ma decisa la risposta di Giuseppe Poggi: «Guarda, Alberto, siamo su due piani diversi, ormai. Questo credo che tu lo capisca. Quindi per favore non cercarci più. Non chiamarci».

L’ipotesi che Stasi si sarebbe rifatto vivo era stata valutata dai familiari della Poggi, decidendo – come ha riferito il legale della famiglia, Gian Luigi Tizzoni – che la soluzione migiore era «che ognuno prendesse la propria strada».

Stasi ha fatto recentemente visita alla tomba della ragazza, scegliendo un orario durante il quale aveva correttamente ipotizzato che nessuno della famiglia Poggi sarebbe stato presente.

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September 29, 2007

Omicidio Chiara Poggi: la Procura di Vigevano interviene sulla scarcerazione di Alberto Stasi

Omicidio Chiara Poggi: la Procura di Vigevano interviene sulla scarcerazione di Alberto Stasi

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sabato 29 settembre 2007

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Con un comunicato, il Procuratore della Repubblica di Vigevano, Alfonso Laura, è intervenuto sulla scarcerazione di Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, disposta dal Giudice per le indagini preliminari, Giulia Pravon.

Nella nota, il dottor Laura ha comunicato che «La Procura della Repubblica prende atto della diversa valutazione espressa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vigevano sul quadro indiziario posto da questa Procura a fondamento del provvedimento di fermo di Alberto Stasi e della richiesta di convalida e di applicazione della misura cautelare, riservando anche ai successivi sviluppi delle indagini e in particolare all’esito degli accertamenti in corso, ogni ulteriore valutazione».

Fonti[]

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September 28, 2007

Omicidio Chiara Poggi: scarcerato Alberto Stasi

Omicidio Chiara Poggi: scarcerato Alberto Stasi

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Vigevano, venerdì 28 settembre 2007

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Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi, la ragazza uccisa in circostanze ancora misteriose il 13 agosto scorso e del quale omicidio era stato accusato, è stato scarcerato oggi, dopo cinque giorni di detenzione con l’accusa di omicidio volontario successivamente al fermo che lo aveva portato nella casa circondariale di Vigevano.

Il giovane 24enne, raggiunto oggi dal provvedimento del giudice per le indagini preliminari che non ha convalidato il fermo giudiziario disposto dalla Procura per «insufficienza degli elementi probatori presentati dall’accusa», si è detto soddisfatto per la scarcerazione, ma ancora preoccupato per il proseguimento del processo. Ai giornalisti presenti in massa dinanzi al carcere, ha detto: «Sono uscito da un incubo, non dalla disperazione: sono infatti convinto che finché non troveranno il vero assassino i sospetti continueranno a gravare su di me». Ha poi aggiunto: «È chiaro che essere uscito da lì mi fa sentire meglio – ha poi detto il giovane – ma vorrei tanto che questa storia finisse una volta per tutte, anche se la disperazione per la morte di Chiara non mi abbandonerà mai».

Il fermo era stato disposto a seguito delle indagini condotte dai RIS, che avevano usato come “prova schiacciante” le tracce di sangue di Chiara sulla bicicletta di Stasi, tracce rivelatesi poi inutili ai fini dell’indagine.

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September 24, 2007

Caso Poggi: fermato Alberto Stasi

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Caso Poggi: fermato Alberto Stasi

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lunedì 24 settembre 2007

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Alberto Stasi, l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto un mese fa a Garlasco, nel Pavese, è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

La sua posizione, da subito poco chiara e con degli alibi poco convincenti, è crollata subito dopo che è stato verificato come non abbia lasciato tracce sul muretto che diceva di aver scavalcato per entrare in casa, trovando la ragazza riversa in un lago di sangue.

Stasi è tuttora sotto interrogatorio a Vigevano, per chiarire la posizione non più come semplice indagato, ma come accusato del delitto avvenuto il 13 agosto scorso.

I primi risultati degli accertamenti scientifici compiuti dal RIS dei Carabinieri hanno portato il Procuratore capo di Vigevano, Alfonso Lauro, a dichiarare: «Ora abbiamo delle prove e non più solo degli indizi». Secondo indiscrezioni, la prova più significativa contro il ragazzo sarebbe costituita da alcune macchie del sangue di Chiara Poggi, rinvenute sui pedali della bicicletta di Alberto, sequestrata al ragazzo il 20 agosto scorso. Da sempre, Stasi ha dichiarato di aver raggiunto la casa della Poggi a bordo della sua autovettura e non ci sarebbero, dunque, spiegazioni per il rinvenimento di tracce ematiche della ragazza sulla bicicletta.

Appresa la notizia dal proprio legale, Rita Preda, madre di Chiara Poggi, ha commentato: «È quanto di più doloroso potesse accadere. È la soluzione peggiore che amplifica il nostro dolore».

Fonti[]

Collegamenti esterni[]

Video ricostruzione del delitto Garlasco e dell’accusa di Alberto Stasi – Porta a Porta del 25 settembre 2007:

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September 23, 2007

Omicidio Chiara Poggi: nuovo indizio getta ombre sull\’alibi di Stasi

Omicidio Chiara Poggi: nuovo indizio getta ombre sull’alibi di Stasi

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domenica 23 settembre 2007

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La scientifica ha stabilito che sul muretto che circonda la casa di Chiara Poggi, in via Pascoli a Garlasco, non è stata trovata nessuna impronta.

Questa dichiarazione contrasta con la ricostruzione dei fatti data dal ventiquattrenne Alberto Stasi, che ha affermato di aver scavalcato proprio in quel punto il 13 agosto. L’unica traccia che fa presumere il passaggio di Alberto, al momento unico indagato per l’omicidio, è una scheggiatura nella copertura di marmo della recinzione.

Domani dovrebbe essere resi noti i risultati delle quaranta tracce scoperte dal Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma. Sono state inoltre trovate due impronte maschili di scarpe, di misura 41-43, nel tappetino del bagno dell’abitazione dei Poggi.

Secondo Rosa Muscio, Pubblico Ministero di Vigevano, l’alibi dell’ex fidanzato della vittima presenta almeno 3 contraddizioni.

Giovanni Lucido, che è stato legale di Stasi prima che quest’ultimo si affidasse a Gianluigi Tizzoni, ha accusato nella giornata di ieri i carabinieri di “aver inquinato la scena del delitto”, salvo poi ritirare parzialmente le sue dichiarazioni.

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