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August 20, 2016

Giochi olimpici 2016: USA fuori dal podio per un colpo nel golf femminile

Giochi olimpici 2016: USA fuori dal podio per un colpo nel golf femminile

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sabato 20 agosto 2016

Wikinotizie di oggi
20 agosto

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Il Campo Olímpico de Golfe nella Reserva de Marapendi di Barra da Tijuca, dove si sono svolti i tornei maschile e femminile

È terminato oggi anche il quarto ed ultimo round del torneo femminile di golf. La medaglia d’oro è stata vinta dalla sudcoreana Inbee Park con 268 colpi, seguita dalla neozelanese Lydia Ko (263 colpi) e dalla cinese Feng Shanshan (264 colpi); la statunitense Stacy Lewis non riesce a salire sul podio, avendo chiuso in 265 colpi. Il recente grande interesse dell’Asia verso questo sport viene quindi confermato.

Nei giorni scorsi le condizioni erano ottimali. Non erano mancati infatti gli hole in one nel terzo giorno: ben due sulla buca 8 (par 3) messi a segno proprio da Lydia Ko e dalla cinese Xi Yu Lin, quest’ultima ha chiuso però solo 38ª. Quello di oggi è stato al contrario un round particolarmente afflitto dal vento, difatti ci sono stati numerose palline finite in punti ingiocabili, come acqua o cespugli delle parti incolte.

Il miglior punteggio di oggi, nonché dell’intero torneo, è della russa Maria Verchenova che chiude con soli 62 colpi dovuti anche a buone prestazioni sul green; nonostante l’ottimo punteggio la Verchenova si classifica soltanto al sedicesimo posto, a causa degli scarsi risultati ottenuti nei tre giorni scorsi, dove ha chiuso con 75, 70 e 73 colpi.

La Lewis non riesce a salire sul podio pur avendo chiuso in 63 colpi il secondo giorno, a causa di un terzo round da 76; un suo errore significativo di oggi è stato il mancato birdie alla buca 4 (un par 3), ovvero la stessa buca dove nel torneo maschile Justin Rose segnò un hole in one tra le intemperie.

Classifica[]

  • 1° Inbee Park (Flag of South Korea.svg Corea del Sud), con -16 (66-66-70-66)
  • 2° Lydia Ko (Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda), con -11 (69-70-65-69)
  • 3° Feng Shanshan (Flag of the People's Republic of China.svg Cina), con -10 (70-67-68-69)

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August 12, 2016

Giochi olimpici 2016: si completa il dominio sudcoreano nel tiro con l\’arco con l\’individuale maschile

Giochi olimpici 2016: si completa il dominio sudcoreano nel tiro con l’arco con l’individuale maschile

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venerdì 12 agosto 2016

Il sambodromo di Rio de Janeiro, usato per le finali di tiro con l’arco

Grande giornata per la Corea del Sud che centra il bersaglio di un dominio completo nel tiro con l’arco, infatti oggi pomeriggio si è svolta nel sambodromo di Rio de Janeiro l’ultima finale di tiro con l’arco ai Giochi della XXXI Olimpiade, quella individuale maschile. Una collezione di ori senza precedenti storici per la Corea del Sud.

È Ku Bon-chan a mettere a segno la freccia vincente e a portarsi a casa l’oro, il suo secondo in questi Giochi, nella finale duellata col francese Jean-Charles Valladont. A caldo Ku dichiara: «Questo sarà un trampolino di lancio per tiro con l’arco coreano e per migliorare ulteriormente in futuro.». Infatti, mentre è dai giochi di Seul 1988 che la squadra femminile vince sempre, non è sempre stato così per quella maschile.

Valladont ha dal canto suo conquistato una medaglia in un momento in cui la Francia ne era a digiuno nel tiro con l’arco.

La finale si chiude con un 7 a 3 per Ku, che ha saputo centrare numerose volte l’obbiettivo dei 10 punti, dimostrando accuratezza e precisione noostante il solito vento piuttosto invadente.

Vince la medaglia di bronzo lo statunitense Brady Ellison, battendo 7 a 3 l’arciere dei Paesi Bassi Sjef Van Den Berg.

L’italiano Mauro Nespoli è stato eliminato al primo shoot-off contro Valladont nei quarti di finale, avendo segnato solo un 7 contro il 10 centrato dal francese.

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August 10, 2016

Giochi olimpici 2016: nuovo record nella finale maschile della pistola 50 metri

Giochi olimpici 2016: nuovo record nella finale maschile della pistola 50 metri

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mercoledì 10 agosto 2016

Wikinotizie di oggi
10 agosto
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Il vincitore Jin Jong-oh in un immagine di repertorio dei Giochi olimpici estivi di Londra 2012, dove vinse un’oro

Si è conclusa a Rio de Janeiro la finale di tiro a segno maschile con pistola a 50 m con un nuovo record di punteggio per una finale olimpica: ben 193,7 punti, totalizzati dal sudcoreano Jin Jong-oh, vincitore della medaglia d’oro.

Jin, alla terza medaglia d’oro consecutiva nella stessa specialità, non ha comunque potuto dormire sugli allori, perché Hoàng Xuân Vinh, già vincitore della prima medaglia d’oro del Vietnam nella sfida a 10 m, gli ha tenuto testa fino all’ultimo totalizzando 191,3 punti. Jin ha inoltre rischiato l’eliminazione sparando un colpo molto impreciso nel bel mezzo della finale, ma si è prontamente ripreso negli spari successivi.

Notevole, rispetto agli altri classificati, anche il punteggio di 172,8 ottenuto dal nordcoreano Kim Song-guk, vincitore della medaglia di bronzo. In particolare Kim ha ottenuto un eccellente punteggio di 30,5 nella seconda serie del primo tempo: un risultato che nessun tiratore ha raggiunto in questi Giochi (al massimo un 29,4 del vietnamita Hoàng) e che gli ha consentito di dominare l’inizio della finale.

Il risultato è un podio tutto asiatico di grande livello.

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August 7, 2016

Giochi olimpici 2016: la Corea del Sud continua ad imporsi nel tiro con l\’arco femminile a squadre

Giochi olimpici 2016: la Corea del Sud continua ad imporsi nel tiro con l’arco femminile a squadre

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domenica 7 agosto 2016

Al Sambodromo di Rio de Janeiro sono da poco scoccate le ultime frecce della finale di tiro con l’arco femminile a squadre dei Giochi olimpici: per l’ottava volta consecutiva s’impone al primo posto la squadra della Corea del Sud, guadagnando la medaglia d’oro; è dalla finale di Seoul 1988 che la squadra sudcoreana femminile riesce a centrare il bersaglio meglio di tutti. La squadra della Russia arriva quindi seconda con una medaglia d’argento.

L’intera squadra sudcoreana è stata particolarmente accurata e precisa nei primi tiri dimostrandolo, dopo un 9 iniziale, centrando il bersaglio da 10 punti per 6 volte consecutive, cinque volte al primo turno ed una all’inizio del secondo.

La squadra russa in finale ha comunque mostrato d’essersi ripresa dalla semifinale contro l’Italia, dove specie all’inizio mancava di accuratezza, infatti il passaggio in finale non è stato facile e scontato fino agli ultimi tiri, quando ha avuto l’opportunità di approfittare di un brutto tiro da 3 punti messo a segno da Guendalina Sartori.

Arriva terza con un meritato bronzo la squadra di Taipei Cinese, che ha affrontato e sconfitto la squadra italiana, la quale porta a casa comunque un ottimo risultato storico, se si considera che tutte e tre le italiane erano esordienti ai Giochi e che le precedenti squadre italiane femminili non avevano mai raggiunto livelli simili; in particolare proprio Guendalina Sartori ha dimostrato, errore a parte, ottime capacità centrando numerose volte il centro da 10.

Si è rilevato, anche a detta dei commentatori in diretta di Rai Sport 1, un vento particolarmente variabile durante le semifinali e la finale, dando un tocco di difficoltà in più, anche se ciò non ha spaventato le sudcoreane.


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April 6, 2013

Crisi in Corea del Nord: intervista a Scott Snyder e Robert Kelly

Crisi in Corea del Nord: intervista a Scott Snyder e Robert Kelly

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sabato 6 aprile 2013
Negli ultimi giorni, la Corea del Nord ha minacciato più volte azioni belliche contro la vicina Corea del Sud e gli Stati Uniti. La tensione è salita ed è stata decisa addirittura la chiusura dell’area industriale di Kaesong ai lavoratori sudcoreani.

Wikinews ha intervistato il dottor Robert Kelly dell’Università Nazionale di Busan (Pusan National University, PNU), specializzato in sicurezza e diplomazia, e Scott Snyder, esperto di Corea del Nord del Council of Foreign Relations (CFR).

W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgInnanzitutto, che ruolo ha nella sua istituzione?
Robert Kelly: Sono professore di Relazioni Internazionali alla PNU.
Scott Snyder: Sono senior fellow per gli Studi sulla Corea e direttore del Programma sulla politica estera fra Stati Uniti e Corea presso il CFR.

W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgLa Corea del Nord ha minacciato spesso la Corea del Sud. Che possibilità ci sono che stavolta queste minacce si traducano in realtà?
RK: Molto poche. La Corea del Nord perderebbe la guerra, se mai iniziasse. Se poi utilizzassero le loro armi nucleari, perderebbero ogni appoggio nel mondo e la Cina li abbandonerebbe. Dietro queste minacce, c’è l’intenzione di estorcere aiuti alla Corea del Sud e al suo nuovo presidente, non certo far scoppiare una guerra.
SS: Le minacce nordcoreane servono una varietà di scopi. Alcuni sono di tipo difensivo e sono primariamente intesi a scoraggiare gli altri Stati a prendere posizioni troppo aggressive contro una Corea del Nord debole. Altre sono di tipo tattico, in vista di nuovi negoziati. Altre ancora sono espressione di intenti o aspirazioni che vanno oltre le capacità nordcoreane e che non possono essere attuate senza affrontare gravi conseguenze. Infine, alcune sono minacce specifiche che la Corea del Nord tenterà di attuare nell’ambito di una strategia di guerriglia, in modo da evitare l’escalation e mantenere il vantaggio dell’effetto sorpresa. Le minacce nordcoreane vanno prese seriamente, ma valutate con attenzione per determinare quali sono le circostanze in cui vengono effettivamente portate avanti.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgCome stanno reagendo i cittadini sudcoreani al programma di armamenti nucleari nordcoreano?
RK: Ovviamente non sono d’accordo, ma si preoccupano meno di quanto uno straniero possa immaginare. I sudcoreani vivono da anni con questa spada di Damocle. Il Nord li ha minacciati più volte in passato, quindi è un po’ come il ragazzino che urla “al lupo, al lupo”. Nessuno si aspetta che lancino davvero una bomba.
SS: Sempre più turbati e preoccupati, soprattutto per la possibilità di essere oggetto di un ricatto nucleare. Allo stesso tempo, tutto questo finora ha avuto un impatto trascurabile sulla vita quotidiana dei sudcoreani.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgQuindi i sudcoreani continuano a vivere normalmente?
RK: Sì. Non è come la crisi dei missili di Cuba, quando la gente svuotava gli scaffali dei supermercati e costruiva dei bunker nelle cantine. I miei studenti continuano ad andare e venire dall’università normalmente. Decisamente, la compostezza dei sudcoreani è impressionante.
SS: Sì.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgLa Corea del Nord diventerà ancora più isolata?
RK: Sì. Minacciare una guerra nucleare è una escalation genuina che allontanerebbe qualsiasi Stato. Comunque, la Corea del Nord è già sufficientemente isolata. Siccome la Cina, che è il primo Paese donatore di aiuti, non li taglia, un ulteriore isolamento avrà pochi impatti pratici.
SS: La Corea del Nord è sempre più isolata politicamente, ma è economicamente e informaticamente più connessa di quanto lo fosse dieci anni fa.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgL’esercito sudcoreano è pronto per affrontare un qualsivoglia conflitto con quello nordcoreano?
RK: Sì. L’esercito sudcoreano è moderno, ben addestrato e ben formato, con una superiorità tecnica e organizzativa sostanziale rispetto all’esercito nordcoreano. Al momento, il Sud non ha risposto alle provocazioni del Nord solo per evitare una escalation, non perché non sono in grado di farlo. La superiorità convenzionale del Sud è ulteriormente incrementata dall’aiuto degli Stati Uniti.
SS: La Corea del Sud vincerebbe nettamente larga parte degli scontri convenzionali col Nord, ma è vulnerabile in alcuni teatri d’azione, in cui la Corea del Nord percepisce una mancanza di prontezza o un vantaggio tattico.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgLa chiusura di Kaesong da parte della Corea del Nord è una prova della tensione montante fra i due Paesi?
RK: Sì e no. È un fatto importante, perché Kaesong è una fonte di denaro contante per il Nord, quindi la sua chiusura testimonia che è intenzionata a sopportare alti costi per questa faida. D’altra parte, i media sudcoreani hanno definito la chiusura anticipata dell’area come un segno della determinazione nordcoreana, affermando piuttosto chiaramente che se la Corea del Nord avesse tenuto aperte le industrie, avrebbe voluto dire che non stavano facendo sul serio. In altre parole, penso che il Nord sia stato “costretto” a chiudere Kaesong per non venire meno alla guerra di parole, non perché fosse nei piani.
SS: Finora, è la manifestazione più evidente della crescente tensione, ma non ci sono ancora stati effetti materiali. Vedremo come evolverà la situazione nei prossimi giorni. Kaesong diventerà vulnerabile soltanto quando le operazioni si fermeranno e quando i trasferimenti finanziari connessi al fallimento di queste ultime diventeranno operativi.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgLa Corea del Nord ha spostato uno dei suoi missili a lungo raggio sulla sua costa orientale. È una mossa di cui preoccuparsi?
RK: Non penso che sia una mossa seria come l’hanno descritta i media. Prima di tutto, hanno spostato un solo missile. Secondo, non è chiaro se la Corea del Nord abbia effettivamente delle testate nucleari sufficientemente piccole per essere inserite su dei missili. Loro hanno detto di sì, ma le testate nucleari sono particolarmente pesanti e per questo motivo hanno bisogno di missili sufficientemente larghi, quindi spostare un missile non significa necessariamente che verrà puntato verso gli Stati Uniti o verso Tokyo, che secondo me sono gli obbiettivi più probabili. Non è chiaro se si tratti davvero di un missile nucleare, se sia pronto al decollo… quindi per quanto ne so, mi sembra ancora una volta un bluff. Mi sembra che parlino, parlino, ma che non ci saranno poi reali conseguenze, mi sembra più una “guerra di parole”.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgSi parla molto di Kim Jong-un come di un leader privo di esperienza. Secondo lei, saprà fermarsi sul ciglio del burrone?
RK: Ecco, questa è una bella domanda. No, non lo penso, e questo è il motivo per cui stiamo avendo questa conversazione. Kim Jong-il, il padre di Kim Jong-un, era davvero molto bravo in questo senso — dico “bravo” fra virgolette. Sapeva molto bene come giocare a questo gioco, sapeva molto bene come prendere il Sud, soprattutto per ottenere aiuti, riso, assistenza, carburante… Suo figlio è lì da 14-15 mesi, un anno e mezzo circa al massimo. Non è passato attraverso i processi educativi del regime, non ha avuto esperienze né nell’esercito, né nel partito. E sicuramente non ha alcun addestramento militare, non sembra sia mai andato in un qualche istituto militare. Ha frequentato un collegio in Svizzera, al massimo. Quindi, non è del tutto chiaro cosa davvero sappia fare, se sappia come comportarsi. Ho come l’impressione che sia stato incitato dai suoi stessi generali e che loro lo facciano perché non vogliono che la loro posizione venga ridimensionata nel nuovo ordine. Sotto suo padre Kim Jong-il, l’esercito è stato costituzionalmente elevato a un livello di importanza molto alto, quasi come se fossero il primo pilastro del Governo, quella che noi chiamiamo “strategia dell’esercito prima di tutto”. Penso che adesso siano preoccupati che, per far ripartire l’economia, il nuovo Kim possa ridimensionare il ruolo dei militari, penso sia questo il vero motivo di tutto ciò. Non penso che vogliano davvero una guerra.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgQuindi pensa che queste minacce siano soltanto un metodo per ottenere più aiuti dalle Nazioni Unite?
RK: Non proprio dalle Nazioni Unite, il loro ruolo nella vicenda è piuttosto limitato a dire il vero. Ci sono alcune agenzie ONU specializzate che operano in Corea del Nord — penso che il Programma alimentare mondiale sia la principale fra queste, perché i nordcoreani hanno costantemente problemi di mancanza di cibo — e poi ci sono altre ONG occidentali, organizzazioni benefiche e simili. Io stesso sono stato in Corea del Nord e ho visto come lavorano queste organizzazioni, ho incontrato persone che vivono lì e fanno questo. Ma sono organizzazioni piccole. I nordcoreani hanno paura che gli occidentali possano girare liberamente, creare problemi, parlare alla gente… Ogni tipo di contatto con l’esterno in Corea del Nord è molto, molto limitato. Penso che il vero problema siano in realtà i vicini della Corea del Nord, ossia Giappone, Cina, Stati Uniti e Corea del Sud. La Russia non ha un grande ruolo in tutto questo. E questo è ciò che davvero vogliono, i nordcoreani adesso sono totalmente dipendenti dai soli cinesi. Un tempo riuscivano a mettere i cinesi, i sudcoreani, i giapponesi e gli statunitensi l’uno contro l’altro e a ottenere aiuti e concessioni da ciascuno di loro. Negli ultimi dieci anni, il gioco si è fatto più difficile. Soprattutto Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud hanno serrato i ranghi e non vogliono più affrontare la Corea del Nord da soli, spingendola sempre più verso la Cina. Ma alla Corea del Nord non piace essere dipendente da un Paese solo. E credo che tutto questo sia solo un tentativo di liberarsi da questa dipendenza, ma è piuttosto difficile dal momento che è ormai una colonia economicamente dipendente dalla Cina.


Fonti[]

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di North Korea’s rising tensions: Wikinews interviews Scott Snyder and Dr Robert Kelly, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

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September 3, 2011

Mondiali di atletica leggera 2011: Bolt conquista la medaglia d\’oro nei 200 metri

Mondiali di atletica leggera 2011: Bolt conquista la medaglia d’oro nei 200 metri

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sabato 3 settembre 2011

Usain Bolt, David Alerte 200 m final Berlin 2009.jpg

Dopo la squalifica per la falsa partenza nei 100 metri, Usain Bolt ha conquistato la medaglia d’oro nei 200 metri piani nel mondiale di Daegu, in corso nella città coreana.

L’atleta giamaicano ha chiuso la corsa in 19”40, precedendo Walter Dix (medaglia d’argento con 19”70) e Christophe Lemaitre (medaglia di bronzo con 19”80, tra l’altro record francese).

Bolt non è riuscito a battere il record mondiale fissato da lui due anni fa ai mondiali di Berlino per soli 21 centesimi di secondo.

Al termine della gara l’atleta ha dichiarato ai giornalisti:

[EN]
« I’m still the best. »
[IT]
« Sono ancora io il migliore. »


Fonti[]

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December 3, 2008

Le potenze asiatiche e lo sfruttamento dell\’Africa

Le potenze asiatiche e lo sfruttamento dell’Africa

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mercoledì 3 dicembre 2008

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L’Africa, da secoli vittima di un sistematico saccheggio delle sue risorse, è attualmente sottoposta ad un nuovo fenomeno, quello del Neocolonialismo. Le multinazionali agiscono per conto dei governi, e attuano politiche economiche volte ad incrementare i guadagni per gli investitori, ma impoverire progressivamente il territorio, senza alcun riscontro economico per le popolazioni autoctone.

La Cina, ad esempio, è molto interessata all’agricoltura, dato che il suo territorio sta soffrendo pesantemente delle conseguenze di uno sviluppo aggressivo, che attualmente lascia oltre un terzo del suolo gravemente vulnerabile agli elementi climatici, preludio della desertificazione.

Le perdite stimate dalle autorità cinesi con l’ultima indagine in merito, la più grande dal 1949, sono stimate in 4,5 miliardi di tonnellate di terreno, pari a un centimetro di suolo sull’intera superficie della nazione. Questo stato delle cose non è tollerabile già nel medio periodo, tanto che la produzione agricola si stima che crollerà del 40%, provocando danni economici e ambientali enormi. Si deve ricordare che in Cina il 21% della popolazione dipende dal 9% della terra arabile.

Ma i cinesi non sono i soli a subire tali dissesti, accentuati dall’aumento della coltivazione cerealicola destinata agli allevamenti, conseguenza a sua volta della crescita del reddito medio. E così, senza andare a risolvere quello che per il momento è un problema senza soluzioni, si studiano palliativi. Per esempio, andare in zone dove i terreni sono ancora fertili, ma poco sfruttati per mancanza di risorse.

In Nigeria la Chongquing Seed Corporation ha preso in affitto 30.000 ettari di terreno per la coltivazione del riso, mentre il Mozambico sarebbe in corsa per ben 200.000 ettari nella valle dello Zambesi. I cinesi si stanno espandendo anche in altre zone dell’Asia, fino ad arrivare in Siberia per la produzione di soia.

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In Corea del Sud, la Daewoo ha deciso di affittare per 99 anni 1,3 milioni di ettari del Madagascar, pari a circa metà del Belgio. Questa mossa servirà per scopi alimentari, al fine di produrre in 1 milione di ettari circa 4 milioni di tonnellate di riso e mais ogni anno, mentre il resto servirà per produrre 500.000 tonnellate di olio di palma.

Innanzitutto, come si è detto, l’accordo, dalle dimensioni senza precedenti, porterà via una grossa fetta del territorio alla popolazione malgascia; l’affitto, inoltre, sarà per ben 99 anni, quindi terminerà nel 2107; ancora, si tratta di circa la metà del territorio coltivabile dell’isola; e infine, i sudcoreani, per l’occupazione e lo sfruttamento del territorio (con la produzione prevista di 450 milioni di tonnellate di sementi) non pagheranno nulla.

Infatti, quello che si sono impegnati a fare è semplicemente la messa a cultura il territorio, ovvero opere di bonifica della savana e delle foreste presenti, il dissodamento, la semina, e creazione delle infrastrutture relative. La manodopera non sarà malgascia, poiché verranno impiegate manovalanze sudafricane e sudcoreane, ed anche le sementi verranno importate. L’investimento sarà di circa 6 miliardi di dollari.

Paesaggio africano

Il Madagascar non ha risorse per sfruttare appieno il territorio, di cui solo 2 milioni di ettari su 35 possibili sono sfruttati in termini agricoli; il resto non lo è affatto o è usato per la pastorizia.

L’affare con gli asiatici non produrrà un risultato né diretto né indiretto per la popolazione locale; per 99 anni non potranno prendere possesso della terra così dissodata dai sudcoreani, non ci sarà creazione di posti di lavoro nell’indotto, non ci saranno compensazioni industriali.

Ma questo non esaurisce il discorso. Anzitutto, il Madagascar è uno degli ultimi luoghi relativamente incontaminati del mondo (e per questo i sudcoreani lo hanno scelto), ricchissimo di specie autoctone (per esempio le proscimmie) e questo mega-progetto distruggerà una gran parte dell’attuale habitat.

La biodiversità non è infatti presa in considerazione in questo tipo di progetti. La monocoltura, inoltre, è oramai ben nota per la dannosità verso i suoli, il clima e le attività economiche di sussistenza, come la micro-agricoltura.

Questo, nel mentre per il 2050 l’Africa si prevede il raddoppio della popolazione a due miliardi. La corsa all’accaparramento delle risorse africane non ha nessuna valenza per le popolazioni locali, e non ha nessun effetto benefico per l’ambiente e la biodiversità, anzi tende non solo a distruggerli, ma anche a desertificare e a inaridire i suoli.

Per peggiorare le cose, la Cina ha già cominciato a tagliare una grossa fetta delle foreste del Congo, una concessione enorme di superficie quasi pari a quella malgascia, che doveva essere tagliata entro 20 anni, ma che sta venendo rapidamente consumata. Questo ovviamente impedisce alla foresta di ricrescere e ripianare la perdita, mentre gli elementi e minerali normalmente riutilizzati nel ciclo vitale sono trasportati via e lasciano l’ambiente e il suolo impoveriti, e alla mercé delle piogge tropicali che ne causano il dilavamento.

Flag of Angola.svg

Ma oramai il dato è tratto, e anche l’Angola, che sfrutta solo il 10% del suo territorio sta invitando gli stranieri ad occupare il suo territorio. La britannica Lorho vorrebbe superare i sudcoreani, arrivando ad affittare 2 milioni di ettari di terreni.

L’Africa, il continente più povero, ha anche la maggior superficie coltivabile e la maggior parte delle risorse non ancora sfruttate, governi deboli, poveri o corrotti. Come ampiamente prevedibile, questi accordi sono fatti in maniera tale da non consentire alcun beneficio per le popolazioni indigene né per l’ambiente.

In tal senso si è espresso anche Jacques Diouf, presidente della FAO, che ha denunciato giorni fa i rischi che le nazioni povere possano subire se verranno usate per produrre cibo per le nazioni ricche a spese dei loro stessi cittadini.


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May 5, 2008

Corea del Sud: tempesta provoca tsunami, 9 morti

Corea del Sud: tempesta provoca tsunami, 9 morti

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lunedì 5 maggio 2008

Una forte tempesta, che si è abbattuta sulle coste della Corea del Sud, intorno alla zona di Boryeong Namdo, ha provocato alcune onde anomale che hanno sorpreso decine di bagnanti sulle spiagge della cittadina. Molte le persone trascinate via; per 9 di esse non c’è stato nulla da fare, mentre altre dodici sono state fortunatamente salvate, ma tra i ricoverati cinque persone verserebbero in gravi condizioni.

Un responsabile della Guardia Costiera sudcoreana, Lee Won-Il, ha detto: «Sembra che alcune persone stessero pescando e altre camminando lungo la costa quando si è verificato l’incidente». La sciagura si è verificata a quasi 200 chilometri a sud-ovest dalla capitale Seoul.

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March 24, 2008

La Corea del Sud blocca le importazioni di mozzarella di bufala dalla Campania

La Corea del Sud blocca le importazioni di mozzarella di bufala dalla Campania

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lunedì 24 marzo 2008

Mozzarella di bufala

La Corea del Sud ha temporaneamente bloccato tutte le importazioni di mozzarella di bufala dalla Campania, a causa di alcune analisi che avrebbero riscontrato in un carico di mozzarella, facente parte del quantitativo medio di 10 tonnellate di prodotto caseario importato annualmente dal paese asiatico, la presenza della famigerata diossina, sostanza tossica la cui origine potrebbe essere riconducibile all’inquinamento del foraggio delle bufale da parte dei rifiuti.

Il bando, comunque, è provvisorio e secondo le autorità potrà essere revocato una volta svolti tutti gli accertamenti in merito; dal ministero dell’agricoltura sudcoreano è stato fatto sapere infatti che «appena avremo identificato il produttore responsabile della contaminazione e il periodo di produzione, potremo togliere il bando in tempi brevi».

Mentre la polizia italiana prosegue con gli accertamenti per capire se realmente ci sia e quanto sia esteso l’inquinamento da diossina negli allevamenti, si solleva un coro di polemiche dalle varie associazioni. Il presidente della Società italiana di medicina veterinaria preventiva, Aldo Grasselli, avverte che «l’allarme diossina e il bando sudcoreano non sono giustificati. In questo momento c’è un’attentissima vigilanza e una quantità di controlli tali da consentirci di dire che i servizi veterinari permettono l’immissione sul mercato solo di mozzarelle controllate».

Franco Consalvo, del Consorzio per la tutela della mozzarella di bufala, si ritiene contrario al progetto, promosso dalla Regione Lazio, di istituire «un marchio di qualità con un disciplinare sul latte e la mozzarella di bufala per controllare l’eccellenza del prodotto e la tracciabilità degli animali».

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December 11, 2007

Ripristinato dopo 50 anni il servizio ferroviario tra le due Coree

Ripristinato dopo 50 anni il servizio ferroviario tra le due Coree

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martedì 11 dicembre 2007

Localizzazione della penisola coreana nel continente asiatico

Per la prima volta in oltre metà secolo, è stato ripristinato il regolare servizio di trasporto merci con la linea ferroviaria che attraversa il confine tra le due Coree.

Il treno, con 12 vagoni, viaggia in direzione della città nordcoreana di Kaesong, un centro di produzione industriale che farà da collegamento per i due paesi. Il servizio si svolgerà regolarmente una volta a settimana.

I leader sudcoreani hanno annunciato che i treni-cargo sono solamente un punto di partenza, e che presto potrà partire anche un servizio di trasporto passeggeri: «Sebbene abbiamo cominciato con un servizio di treni-cargo, presto condurrà ad un servizio di treni passeggeri e sarà collegato presto ai treni continentali» ha detto Lee Chul, presidente della compagnia ferroviaria del Sud Corea.

Ad autobus, treni ed autocarri è già permesso attraversare il confine, ma il servizio ferroviario aveva subito delle restrizioni fino ad ora. Le strade che consentono ai mezzi già detti di giungere nella Corea del Nord erano state già ristrutturate dopo il 2000, quando avvenne il primo incontro tra i due paesi, mentre le ferrovie erano state distrutte nel 1950 a seguito della guerra tra le due Coree.

L’accordo per il trasporto di merci attraverso i treni era stato raggiunto nel corso dello storico incontro tra i leader dei paesi asiatici nello scorso ottobre.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di First rail service in 50 years begins across Korean borders, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

Fonti

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