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July 17, 2016

Magherini: tre carabinieri condannati per la morte del giovane

Filed under: Firenze,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Magherini: tre carabinieri condannati per la morte del giovane

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domenica 17 luglio 2016

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17 luglio
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Mercoledì 13 luglio 2016 i giudici, in primo grado, hanno condannato tre dei quattro carabinieri che la notte del 3 marzo 2014, durante un intervento, hanno causato la morte del giovane Riccardo Magherini, nel quartiere di San Frediano di Firenze. Il quarto carabiniere e due volontarie della croce rossa sono stati invece assolti.

Riccardo Magherini quella sera era sotto effetto di stupefacenti, si credeva inseguito da qualcuno che volesse ucciderlo e gridava aiuto, sia prima dell’arrivo dei carabinieri che dopo essere stato immobilizzato a terra da loro a lungo in una posizione che gli ha impedito di respirare regolarmente.


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June 27, 2012

Uffizi, polemiche sul noleggio delle sale

Uffizi, polemiche sul noleggio delle sale

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mercoledì 27 giugno 2012

Il cortile degli Uffizi, visto da Palazzo Vecchio

Madonna, nel tour 2012

Ha suscitato polemiche la decisione della Soprintendenza di Firenze di “noleggiare” temporaneamente la Galleria degli Uffizi alla popstar Madonna, in una pausa del tour 2012. Per la sua insolita visita, la cantante si sarebbe avvalsa di una guida d’eccezione, la stessa soprintendente, in veste di cicerone d’eccezione. Domenica 26 giugno 2012, infatti, dietro pagamento, l’accesso alla celebre galleria fiorentina è stato precluso al pubblico ordinario, e riservato in esclusiva alla popstar, per permetterle un esclusivo tour tra i preziosi capolavori, lontana e al riparo da fan e curiosi.

Non si tratterebbe comunque di un fatto isolato: esso si inscriverebbe, infatti, in una serie più ampia di episodi, con minor visibilità mediatica, in cui la prestigiosa galleria statale fiorentina è venuta meno alla fruibilità pubblica, per essere sede di eventi mondani organizzati da privati. Il giorno successivo alla visita di Madonna, ad esempio, il Corridoio di Ponente degli Uffizi ha ospitato ben due sfilate di moda dello stilista Stefano Ricci: in una di esse, vi sarebbe anche stata, a breve distanza da opere, tra cui il Laocoonte marmoreo di Baccio Bandinelli, l’esibizione circense di una tribù di Masai, catapultata appositamente dall’Africa: muniti di scudi e lance, i guerrieri sarebbero stati impegnati, a beneficio di una selezionatissima platea di prestigiosi ospiti dell’alta società, nella simulazione di una carica guerresca. La manifestazione si sarebbe conclusa con una cena esclusiva, servita dalla prestigiosa Enoteca Pinchiorri, a beneficio degli ospiti, tra cui il sindaco della città, Matteo Renzi.

A rendere più gravi tali episodi vi sarebbe l’irrisorietà dei corrispettivi richiesti dalla Soprintendenza di Firenze: si parlerebbe, infatti, di compensi di alcune decine di migliaia di euro, ben pochi se paragonati ai milioni di euro necessari a Ferragamo per allestire un evento nel Peristilio Denon del Museo del Louvre: ma, nel caso del Louvre, a essere impegnato era solo uno spazio all’aperto, senza contatto con le preziose opere esposte, e senza precludere la fruizione delle sale al pubblico.


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September 11, 2010

Firenze: cade aereo da turismo, morto il pilota

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Firenze: cade aereo da turismo, morto il pilota

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sabato 11 settembre 2010
Un aereo da turismo è caduto nel comune di Greve in Chianti in provincia di Firenze. Il pilota è deceduto.

Il velivolo era da poco partito ed il pilota aveva avvisto la torre di controllo di Firenze che avrebbe effettuato un atterraggio d’emergenza a causa di alcune difficoltà nella guida. Le cause rimangono ancora sconosciute.

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May 17, 2009

Prete accusato di genocidio scoperto in Italia

Filed under: Cronaca,Europa,Firenze,Italia,Pubblicati,Toscana — admin @ 5:00 am

Prete accusato di genocidio scoperto in Italia

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domenica 17 maggio 2009

Emmanuel Uwayezu, un sacerdote cattolico di nazionalità ruandese e di etnia Hutu accusato di essere stato complice nel 1994 della morte di 80 suoi studenti di etnia Tutsi, è stato scoperto in Italia sotto falso nome, in una parrocchia di Empoli.

Nel 1994 Uwayezu era preside di una scuola cattolica a Kibeho. Secondo le accuse, Uwayezu chiamò alcuni soldati Hutu nella propria scuola e collaborò con loro mentre questi assassinarono, scannarono, violentarono e seppellirono vivi circa 80 studenti tra i 12 e i 20 anni.

Storia simile a quella di un altro sacerdote cattolico ruandese, Athanase Seromba, condannato all’ergastolo per la morte di 2000 suoi parrocchiani, uccisi demolendo con i bulldozer la chiesa in cui si erano rifugiati.

Uwayezu è fuggito in Italia e si sarebbe trasferito ad Empoli con l’avallo dell’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, assumendo il nome di Wayezu.

Uwayezu ha dichiarato di non aver preso parte all’uccisione dei suoi studenti e di aver anzi tentato di salvarli.


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April 14, 2009

Mostro di Firenze: morto Mario Vanni, il \”compagno di merende\”

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Mostro di Firenze: morto Mario Vanni, il “compagno di merende”

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martedì 14 aprile 2009

All’età di 82 anni è morto per cause naturali Mario Vanni, accusato di essere uno degli esecutori dei delitti attribuiti al mostro di Firenze. Era stato condannato all’ergastolo per quattro degli “omicidi del mostro”, ma per ragioni di salute nel 2004 gli era stata sospesa la pena ed era ospite di una casa di riposo[1]. Il decesso è avvenuto all’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, dove era stato ricoverato per l’improvviso aggravamento delle sue condizioni.

« Io sono stato a fa’ delle merende co’ i’ Pacciani »
(Mario Vanni)

Con la morte di Vanni scompare l’ultimo dei “grandi imputati” dei processi al mostro di Firenze: Pietro Pacciani morì nel 1998, Giancarlo Lotti nel 2002. E scompare anche una delle figure più controverse di tutto il caso, che presenta ancora numerosi aspetti non chiariti, nonostante lo spessore raggiunto dalle indagini, come rileva ad esempio (e fra i tanti) Carlo Lucarelli nel suo approfondimento.

Soprannominato “Torsolo”[2], Vanni era il portalettere del paese di San Casciano Val di Pesa, e fu acccusato da Lotti, una sorta di “pentito” di questo drammatico caso, di essere stato l’autore delle macabre escissioni di parti intime delle persone appena uccise.

Il ruolo del Vanni nelle azioni più raccapriccianti del “mostro”, è stato stabilito giudiziariamente e confermato dopo la morte del suo principale coimputato Pacciani. Il legale che lo difese ai processi, l’avvocato Nino Filastò, ha ribadito la sua ferma convinzione dell’assoluta innocenza del suo assistito, che del resto ha sempre vibrantemente respinto ogni addebito: “Sono innocente, io non ho fatto nulla. È tutta colpa di quel bugiardo del Lotti, mi accusa, mi infama e non capisco perché”. Filastò, intervistato da La Nazione, ricorda che al processo d’appello fu lo stesso pubblico ministero, che non credeva alle accuse del Lotti, a richiederne l’assoluzione. Ma nel 2000 la Corte di Cassazione aveva confermato la sentenza di primo grado. La stessa espressione “compagni di merende” prese spunto da una delle deposizioni di Vanni.

Pier Luigi Vigna, magistrato che a lungo si occupò del caso del mostro in qualità di procuratore capo di Firenze, ha ribadito al Corriere Fiorentino che la convinzione degli investigatori era che gli autori fossero i tre imputati maggiori, ma che in ogni caso, “con la scomparsa di Pacciani, di Lotti e ora di Vanni, la morte c’ha messo il cappello sopra”. Secondo la stessa testata, Michele Giuttari, capo della SAM, “Squadra Anti-Mostro” della questura del capoluogo toscano, ha commentato che “Con tutta probabilità si porta nella tomba dei segreti che non ha voluto o potuto rivelare, quelli sui mandanti del mostro”.

Su internet proliferano siti semi-seri che lo riguardano, in maggior parte apocrifi (ad esempio un noto MySpace), ma è stato proprio dalla rete che è venuta la notizia del decesso, comunicata da Metropoli Web.


Note[]

  1. Secondo Metropoli Web, la Residenza Sanitaria Assistita “La Cupolina” di Pelago
  2. Michele Giuttari, Il mostro: anatomia di un’indagine, Rizzoli, 2006, ISBN 8817009792

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March 9, 2009

Firenze: ignoti danneggiano il “Ratto di Polissena” nella Loggia dei Lanzi

lunedì 9 marzo 2009

Il Ratto di Polissena. In basso a sinistra, la mano danneggiata tra venerdì 6 e sabato 7

Nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 marzo uno o più ignoti hanno danneggiato il Ratto di Polissena, gruppo scultoreo di Pio Fedi risalente al 18551865 e situato nella Loggia dei Lanzi, in Piazza della Signoria a Firenze.

La scultura rappresenta Polissena, figura mitologica troiana, nell’atto di venire rapita da Pirro, eroe acheo, per essere sacrificata agli déi: questi ha appena ucciso Polidoro, che si era erto a difesa della sorella Polissena. I vandali, probabilmente arrampicatisi sulla scultura, hanno spezzato il dito mignolo e danneggiato altre due dita della mano sinistra della figura di Polidoro.

Solo verso le ore 8 della mattina di oggi ci si è resi conto del vandalismo, allorquando un volontario dell’associazione che si occupa del controllo giornaliero della Loggia dei Lanzi ha scorto il frammento di dito a pochi passi dalla statua. È scattata la denuncia presso i carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale del capoluogo toscano.

L’opera, lievemente danneggiata più volte (nel 1971 e nel 1982 gli ultimi casi) verrà presto riportata alla sua totale integrità. In tempi recenti, nel 2002, era già stata sottoposta ad un restauro.


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Firenze: ignoti danneggiano il \”Ratto di Polissena\” nella Loggia dei Lanzi

Firenze: ignoti danneggiano il “Ratto di Polissena” nella Loggia dei Lanzi

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lunedì 9 marzo 2009

Il Ratto di Polissena. In basso a sinistra, la mano danneggiata tra venerdì 6 e sabato 7

Nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 marzo uno o più ignoti hanno danneggiato il Ratto di Polissena, gruppo scultoreo di Pio Fedi risalente al 1855-1865 e situato nella Loggia dei Lanzi, in Piazza della Signoria a Firenze.

La scultura rappresenta Polissena, figura mitologica troiana, nell’atto di venire rapita da Pirro, eroe acheo, per essere sacrificata agli déi: questi ha appena ucciso Polidoro, che si era erto a difesa della sorella Polissena. I vandali, probabilmente arrampicatisi sulla scultura, hanno spezzato il dito mignolo e danneggiato altre due dita della mano sinistra della figura di Polidoro.

Solo verso le ore 8 della mattina di oggi ci si è resi conto del vandalismo, allorquando un volontario dell’associazione che si occupa del controllo giornaliero della Loggia dei Lanzi ha scorto il frammento di dito a pochi passi dalla statua. È scattata la denuncia presso i carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale del capoluogo toscano.

L’opera, lievemente danneggiata più volte (nel 1971 e nel 1982 gli ultimi casi) verrà presto riportata alla sua totale integrità. In tempi recenti, nel 2002, era già stata sottoposta ad un restauro.


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October 26, 2008

Verso il web 3.0: l\’evoluzione di internet

Verso il web 3.0: l’evoluzione di internet

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domenica 26 ottobre 2008
Stamattina al di Firenze, presso lo stand di Firenze Tecnologie, si è tenuta una conferenza dal titolo “Verso il web 3.0: l’evoluzione di internet” a cui hanno partecipato Carlo Infante, docente di Media Performing e giornalista del Sole 24 Ore, Paola Capitani, del gruppo web semantico di Firenze, Piero Fraternali, docente del Politecnico di Milano e ricercatore per il progetto Pharos, Marco Gori, docente dell’Università di Siena e autore di “Web Dragons: Inside the Myths of Search Engine Technology”, Sandro Galli, di Web-3D, Frieda Brioschi, presidente di Wikimedia Italia.

Carlo Infante ha fatto un intervento introduttivo invitando a riflettere sul futuro del web, sulle domande e sulle idee.

Paola Capitani ha parlato delle difficoltà di comunicazione quando manca una terminologia comune o quando proprio manca una lingua, un dialetto, portando l’esempio della Unione Europea che a fronte di 27 membri e 23 lingue ufficiali produce i bandi unicamente in 3 lingue.

Frieda Brioschi ha parlato delle motivazioni che spingono i wikipediani e sulle loro aspettative (si aspettano di essere prima o poi retribuiti?); rispondendo alle domande del pubblico ha fatto alcune considerazioni sull’evoluzione del web (da web 1.0 a web 2.0, con alcuni spunti sul web 3.0), sulla memoria della rete (la rete ha la memoria del mondo ma non di sé stessa, Wikipedia invece si ricorda di sé tramite le cronologie delle voci) e sulla vera o presunta mancanza di una cultura della partecipazione democratica.

Il prof. Fraternali ha presentato il progetto Pharos: finanziato dalla Comunità Europea, il progetto coinvolge 14 enti di 9 paesi diversi e sta sviluppando un motore di ricerca per contenuti multimediali in grado di indicizzare audio e video non per tag o testo associato, come avviene ora, ma direttamente attraverso il loro contenuto. Fra le difficoltà principali del progetto c’è il tempo di indicizzazione (attualmente servono circa 10 secondi di indicizzazione per ogni secondo di filmato) e la scarsità di materiale video utilizzabile perché quasi tutto protetto da copyright.

Il prof. Gori ha parlato estesamente di Google, della sua storia e del suo modello di business, ponendo particolare enfasi sul trattamento dei dati e sulla poca trasparenza dei criteri di indicizzazione, portando come esempio il caso di BMW (che a febbraio 2006 è stata “bannata” tramite l’azzeramento del ranking perché avrebbe cercato di aumentare la propria popolarità in maniera artificiosa). Il professore ha poi fatto una rapida panoramica delle attività sull’intelligenza artificiale dell’Università di Siena, soffermandosi a presentare il progetto WebCrow (un programma in grado di risolvere cruciverba).

Sandro Galli ha risposto agli stimoli lanciati dal pubblico e dagli oratori che l’hanno preceduto, riprendendo un po’ le fila del tema dell’incontro: il web 3.0.

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October 25, 2008

Industria 2015: nuove tecnologie della vita

Industria 2015: nuove tecnologie della vita

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sabato 25 ottobre 2008

Al di Firenze il dott. Andrea Granelli, del progetto Industria 2015, ha presentato alcune nuove idee nel campo dell’innovazione industriale. Queste nuove proposte sono volte ad aiutare le aziende ad essere maggiormente competitive, nonché a sviluppare nuove tecnologie che consentano di promuovere il made in Italy.

Il progetto Industria 2015 si articolerà in differenti sotto aree alcune delle quali saranno dirette personalmente da Granelli.

Di particolare interesse la prospettiva di riqualificazione dei siti archeologici delle città, che dovrebbero essere finalizzati ad un più corretto uso dello spazio sfruttando le energie creative e individuali del territorio, dei giovani, del lavoro, al contrario, quindi, dei progetti di “città-museo” in cui un bene archeologico è congelato, rappresentando solo arte chiusa e sigillata in involucri precostituiti.

Per ottenere i migliori risultati si è avviato un sistema di consorzio di piccole medie imprese che potrebbero valorizzare e utilizzare nuove tecnologie per la vita, le attività culturali, l’energia e per la cultura.


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October 23, 2008

Italia: proteste contro il decreto Gelmini

Italia: proteste contro il decreto Gelmini

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giovedì 23 ottobre 2008

Striscione di studenti palermitani

In tutt’Italia è partita la protesta degli studenti, ricercatori e professori contro il “decreto legge Gelmini” e i tagli all’università con assemblee nelle facoltà degli atenei e più di 300 cortei per le strade. I manifestanti sostengono che il decreto porterebbe tagli di personale alle università e scuole e la privatizzazione degli istituti di istruzione superiore attraverso fondazioni, mentre per gli istituti inferiori la chiusura dei plessi scolastici nei piccoli centri, le graduatorie a esaurimento, l’introduzione del voto in condotta anche alle scuole secondarie di primo grado e del maestro unico nella scuola primaria.

Mobilitazioni di piazza[]

A Napoli è stato organizzato un corteo insieme alle associazioni e ai collettivi studenteschi mentre a Cagliari è stata organizzata un’assemblea di ateneo.

A Firenze una grande manifestazione regionale contro i tagli alla scuola e all’Università con più di 40 mila partecipanti che in circa tre ore hanno marciato per le vie del centro. Gli studenti hanno scandito slogan contro la riforma, il ministro Mariastella Gelmini e il premier Silvio Berlusconi.

Al termine dell’assemblea delle facoltà dell’Università degli Studi di Milano centinaia di studenti hanno dato il via a una manifestazione spontanea.

A Palermo in diecimila sono scesi nelle piazze gridando “L’università e la scuola non sono in vendita” in riferimento alle ipotesi di tagli, privatizzazione e alla reintroduzione del voto in condotta. Mentre il Rettore Giuseppe Silvestri autorizza l’oscuramento il sito dell’ateneo palermitano per l’intera giornata del 21 ottobre in segno di protesta. Infatti il Senato accademico ha condiviso le argomentazioni dell’Assemblea della Crui, che ha prefigurato a breve un collasso dell’intero sistema universitario, con gravissimo pregiudizio delle capacità innovative e della crescita scientifica e culturale del Paese.

Anche a Bari un migliaio di studenti hanno sfilato nei corridoi delle facoltà del centro murattiano, con una falsa bara (rappresentante la morte dell’università pubblica), prima di aprire un dibattito all’interno del Palazzo Ateneo.

A Trieste quasi 10.000 persone, a detta della questura, hanno sfilato per le vie della città scandendo slogan contro il ministro Gelmini e rivendicando l’integrità della scuola pubblica. I rappresentanti delle 18 scuole superiori della provincia si sono accordati sottoscrivendo un documento elaborato da alcuni studenti, che verrà presentato lunedì pomeriggio al sindaco ed alle autorità affinché possa giungere nelle mani dei membri del governo. Tra i manifestanti oltre a studenti ed a ricercatori, anche famiglie e scolaresche di bambini delle scuole elementari cittadine.

A Pavia è stato organizzato un corteo composto da studenti universitari, liceali e da docenti.

A Chieti il 30 ottobre si è tenuto un corteo composto da studenti e docenti di tutte le scuole medie e superiori della città. L’affluenza è stata notevole (si stimano oltre 1.200 persone) e l’iniziativa ha riscosso un successo decisamente rilevante. La partecipazione emotiva dei manifestanti è stata espressa attraverso numerosi slogan e cori scanditi contro il Ministro della Pubblica Istruzione. Il corteo ha attraversato il Corso principale della città ed è sfociato in una manifestazione nella piazza antistante il Municipio. L’evento è stato di proporzioni tali da bloccare il traffico anche pedonale lungo il Corso per diverso tempo, e anche gli autobus non hanno potuto garantire la totalità delle corse, essendo il Terminal dei bus adiacente alla Piazza del Municipio.

A Pisa è stato occupato un polo didattico, autogestite due facoltà e vari licei della città. L’8 ottobre si è tenuta un’assemblea di ateneo di 3000 partecipanti, seguita dall’occupazione del rettorato abbandonato in serata e del polo didattico “Carmignani” tuttora occupato (dove si è tenuta l’esterna della trasmissione “Annozero” di Michele Santoro del 30 ottobre). Sono state organizzate altre due manifestazioni cittadine, una delle quali conta 40.000 persone (dati della questura) e svariate attività tra cui lezioni in piazza, blocco dei semafori, presidi e attività informative di vario tipo.

Dalla rete[]

Striscione di studenti

La protesta degli studenti prende corpo anche per il web, dove si affollano i siti web, blog e forum infiammati di studenti, di docenti e genitori, quest’ultimi indignati per l’adozione del maestro unico e la revoca del tempo pieno, il taglio agli organici e agli orari di lezione, il blocco del turnover e la chiusura dei plessi scolastici nei piccoli centri.

Il dissenso si è diffuso anche grazie alle e-mail, petizioni online e Flickr dove alcuni rendono disponibili e scaricabili manifesti contro la riforma Gelmini.

È evidente che la protesta passa anche attraverso i nuovi media: blog, instant messenger, SMS e quant’altro.

Risposte alle proteste[]

22 ottobre[]

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha annunciato, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell’Istruzione, che non saranno permesse occupazioni nelle scuole e nelle università, dichiarando l’uso anche delle forze dell’ordine. L’opposizione fa riflettere sul fatto che le parole di Berlusconi sulla scuola «sono molto gravi e cariche di conseguenze». «Il governo – commenta Walter Veltroni – si assume la grave responsabilità di trasformare un problema sociale in un problema di ordine pubblico».

A «sostenere il legittimo diritto di manifestare» degli studenti italiani arriva anche l’Associazione Nazionale Giuristi Democratici. «Gli avvocati aderenti ai Giuristi Democratici – si legge nel comunicato stampa[1] – si impegnano a garantire l’esercizio dei diritti di difesa e la denuncia degli abusi che venissero commessi qualora si volessero utilizzare le forze dell’ordine per porre fine alle proteste in corso in questi giorni nelle università e nelle scuole italiane»

23 ottobre[]

Mentre le proteste e le occupazioni di facoltà e scuole dilagano in tutte le maggiori città italiane, i studenti rispondono alle parole di Berlusconi: «la mobilitazione continua, anzi aumenta», dice l’Unione degli universitari.

Contemporaneamente si vede un’apertura al dialogo del ministro Gelmini al Senato: «Convocherò da domani (24 ottobre nda) tutte le associazioni degli studenti per aprire uno spazio di confronto ad una sola condizione: che si discuta sui fatti». «Si sono scatenate proteste prive di fondamento ma più di questo mi preoccupano le falsificazioni» evidenzia il ministro in sede di replica dopo il dibattito generale sul decreto sulla scuola. E da Trieste il ministro dell’Interno Roberto Maroni annuncia che «ci sarà una riunione alle ore 17 al Viminale».

Spiazzando tutti, da Pechino, Berlusconi interviene nuovamente: «Io non ho mai detto né pensato che la polizia debba entrare nelle scuole. Ho detto invece che chi vuole è liberissimo di manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è della sua idea a rinunciare al suo diritto essenziale». Il primo ministro ribadisce che «Ancora una volta c’è stato un divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà».

24 ottobre[]

Si può dire morto sul nascere il confronto con le associazioni studentesche. «Il decreto resta» conferma il ministro dell’Istruzione. Mentre il coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti delle superiori spiega in un lettera consegnata al ministro: «riteniamo che sia inutile incontrare gli studenti a pochi giorni dall’approvazione del decreto, dopo che loro per due mesi avevano chiesto il dialogo».


Note[]

  1. http://www.giuristidemocratici.it/what?news_id=20081022185409

Fonti[]

Normative[]

Decreto-legge 1 settembre 2008 , n. 137[]

Titolo:”Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”

Legge 6 agosto 2008, n. 133[]

Titolo: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”

Parti interessate: Capo V – Istruzione e ricerca , Capo II – Contenimento della spesa per il pubblico impiego

Collegamenti esterni[]


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