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February 20, 2016

Lutto nel mondo della cultura, è morto Umberto Eco

Filed under: Europa,Italia,Letteratura,Necrologi — admin @ 5:00 am

Lutto nel mondo della cultura, è morto Umberto Eco

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domenica 20 febbraio 2016

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Umberto Eco nel 2002

Umberto Eco, scrittore, filosofo e semiologo di fama internazionale, si è spento venerdì 19 febbraio nella sua casa di Bologna.

Autore di saggi e

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July 10, 2014

Un\’Asti commossa ha dato l\’ultimo saluto a Giorgio Faletti

Un’Asti commossa ha dato l’ultimo saluto a Giorgio Faletti

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giovedì 10 luglio 2014

Una folla commossa ha salutato per l’ultima volta Giorgio Faletti, l’eclettico artista, scrittore, attore, paroliere e comico astigiano, scomparso prematuramente venerdì scorso all’età di 63 anni dopo una lunga malattia.

Sono state oltre 5.000 le persone che hanno partecipato ai funerali svolti martedì pomeriggio nella chiesa della Collegiata di San Secondo di Asti, molte delle quali hanno seguito e assistito alla cerimonia funebre gremendo l’omonima piazza dedicata al Santo Patrono, non essendo riusciti a entrare all’interno della chiesa già strapiena di persone. Tanti amici, fan, gente comune e molti volti noti del mondo dello spettacolo, della musica e della televisione erano presenti per dare l’ultimo saluto, fra cui Antonio Ricci, Ezio Greggio, Sergio Vastano, Enrico Beruschi e Margherita Fumero, compagni d’avventura ai tempi del “Drive In”, ma anche Ugo Conti, Gigi Sammarchi, Franco Neri, Massimo Gramellini, Enrico Ruggeri assieme alla compagna Andrea Mirò, Franco Mussida, Giancarlo Sbriziolo (il chitarrista dei “Dik Dik”), Luca Jurman, Bruno Santori e Luciana Littizzetto.

Assieme a loro, anche gli amici più stretti come Danilo Amerio, Massimo Cotto e Paolo Conte, quest’ultimo visibilmente provato e particolarmente costernato dalla sua perdita: “Ci conoscevamo da tantissimo tempo. Era intelligentissimo e molto sensibile, aveva una reattività di spirito fantastica, unica. Di Giorgio mi mancheranno molte cose, la sua capacità di vedere le cose che rimbalzavano l’una contro l’altra, passando dall’allegro al malinconico e poi mi mancheranno i suoi libri, scritti bene e da Dio. Qui ad Asti, Giorgio era considerato un’istituzione. L’ultima volta che ci siamo visti mi ha raccontato una barzelletta”.

L’arrivo del feretro è stato accolto da un lungo applauso protrattosi per 15 minuti fra due ali di folla, prima di fare ingresso in Collegiata. Introducendo il rito funebre, il parroco don Giuseppe Gallo ha elogiato l’unità della famiglia di Faletti e l’accoglienza degli astigiani. Nell’omelia ha poi toccato numerosi temi, sottolineando come l’artista abbia vissuto “esaudendo i propri più veri e vivi desideri”, pur osservando l’”etica della solidarietà”, ovvero “sentirsi parte della città, dell’umanità”. Solo così Faletti ha potuto scrivere “parole parlanti e non parlate”. Al termine della cerimonia, è stato lasciato spazio agli interventi di chi ha lavorato e collaborato con lui, fra cui quelli toccanti del collega americano Jeffrey Deaver e di Massimo Cotto: “Non so cosa ci sia al piano di sopra. Spero ci siano dischi e libri, spero si mangi bene. Spero ti lascino cucinare. Lo dico per chi è con te: se ti lasciano cucinare poi non ti fanno più smettere”. E ancora: “Spero che tu abbia già rivisto i tuoi genitori, Zuzzurro, gli amici che ti hanno preceduto. Spero che mio padre ti abbia fatto vedere i dintorni”. “Se è vero che una persona smette di vivere non quando muore ma quando viene dimenticata, allora stai sicuro che prima di morire ti ci vorrà un bel po’”. E poi l’immagine commovente dell’ultima notte: “Tu e Roberta siete stretti uno all’altra, immobili, come addormentati, come se niente di quello che stava succedendo fosse vero, come fosse stato solo uno dei tuoi scherzi. Il tuo ultimo capolavoro. Non dimenticherò mai voi due abbracciati, come non esistesse nient’altro al di fuori di voi due” e termina dicendo “Ti saluto, vienici a trovare se puoi e se c’è qualcosa, lassù fammi sapere, e se per caso non ci sei, come non detto”.

Al sindaco della città, Fabrizio Brignolo, è affidato l’ultimo intervento: un saluto a nome della città listata a lutto, un ringraziamento per aver accettato di diventare presidente della Biblioteca Astense, e “per averci fatto ridere, e ci farai ancora ridere, per averci fatto piangere, e ci farai ancora piangere, e per essere stato un grande astigiano”.

Prima della benedizione finale sono state fatte ascoltare due canzoni di Faletti: «Confesso che ho vissuto» interpretata da Angelo Branduardi, e «Identikit». Tantissime persone hanno reso omaggio all’artista anche nella camera ardente allestita al Teatro Alfieri, rimasta aperta fino alle 14. Tra le innumerevoli testimonianze di cordoglio per la morte di Giorgio Faletti, c’è stata anche la telefonata del presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha parlato con la moglie dell’artista, Roberta Bellesini. È stata lei stessa a rivelarlo, ringraziando anche la città per la gran partecipazione e vicinanza mostrata nei confronti dell’amato scrittore e attore. “Per Giorgio – ha detto la vedova – c’è stato un eccezionale tributo d’affetto, dal premier Renzi alle tante persone comuni che hanno voluto rendere omaggio a mio marito”. La salma è stata poi tumulata presso il cimitero di Asti.


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July 5, 2014

Addio a Giorgio Faletti, stroncato da un male incurabile

Addio a Giorgio Faletti, stroncato da un male incurabile

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sabato 5 luglio 2014

Giorgio Faletti (1950-2014)

Lutto nel mondo dello spettacolo e della letteratura: si è spento ieri mattina all’Ospedale delle Molinette di Torino il popolare attore e scrittore Giorgio Faletti. Faletti, che aveva 63 anni, soffriva da mesi di un cancro ai polmoni.

A causa dell’aggravarsi della malattia, l’artista era stato recentemente costretto ad annullare una breve tournée teatrale, come aveva comunicato nel suo sito ufficiale, usando anche una certa ironia nel definire le proprie condizioni di salute. A pochi giorni fa risale invece il ricovero in ospedale.

Giorgio Faletti era nato ad Asti il 25 novembre 1950 ed aveva conosciuto la popolarità negli anni ottanta grazie alla partecipazione alla fortunata trasmissione Drive In.

In seguito Faletti si rivelò come artista poliedrico, in particolare come paroliere e cantautore e scrittore: si ricordano il suo secondo posto al Festival di Sanremo nel 1994 con il brano Signor Tenente e i suoi successi editoriali, tra cui spicca il thriller Io uccido. Al cinema aveva preso parte, tra l’altro, ai film Notte prima degli esami e Ba’aria.

Messaggi di cordoglio per la scomparsa di Faletti sono stati espressi, tra gli altri, da Antonio Ricci e Teo Teocoli e dalla squadra di calcio della Juventus, di cui l’artista era tifoso.

I funerali di Giorgio Faletti si terranno nella sua città natale, dove è stato proclamato per quel giorno il lutto cittadino. La camera ardente sarà aperta lunedì.


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  • «Un’Asti commossa ha dato l’ultimo saluto a Giorgio Faletti» – Wikinotizie, 10 luglio 2014

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April 26, 2014

Roma: Istituto Cervantes non presenterà più il libro sulla mafia che cita Berlusconi

Roma: Istituto Cervantes non presenterà più il libro sulla mafia che cita Berlusconi

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Roma, sabato 26 aprile 2014

L’ex presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Silvio Berlusconi

Il libro “Crónicas de la mafia” scritto dal giornalista spagnolo Íñigo Domínguez non sarà più presentato a Roma presso l’Istituto Cervantes, l’istituto culturale dipendente dal Ministero degli affari esteri spagnolo che ha come finalità la promozione e l’insegnamento della lingua spagnola e la diffusione della cultura spagnola e Hispanidad.

L’annullamento della presentazione[]

Il saggio storico in questione, di oltre 500 pagine, racconta la storia della mafia dall’ottocento fino ad oggi e tratta anche alcune pericolose relazioni di Silvio Berlusconi con l’ambiente malavitoso. Pubblicato a gennaio da “Editorial Libros” e oggi alla terza edizione, con 5 000 copie vendute in Spagna, fu presentato un mese fa a Sergio Rodriguez, il direttore del Istituto della sede romana, che decide di organizzare la presentazione per la piccola comunità di spagnoli presenti a Roma. Dopo qualche settimana, invece, la presentazione viene annullata per “motivi tecnici”.

Non ci fu alcun intralcio per quanto riguarda le presentazioni del libro presso gli Istituti di Madrid, Barcellona, Bilbao e Santander.

L’ambasciata spagnola in Italia

Le reazioni[]

Dell’autore[]

Íñigo Domínguez, che lavora in Italia come giornalista del quotidiano spagnolo El Correo dal 2001, con un misto di rabbia e stupore ha detto che non sa spiegare il rifiuto alla presentazione ma da giornalista lo considera un fatto gravissimo. Ammette che c’è un capitolo finale lungo e approfondito su Berlusconi, sulla sua carriera imprenditoriale, sui rapporti con Marcello Dell’Utri e Cosa Nostra ma, aggiunge, che non c’è nulla in più che non si sappia già e nulla che denigri l’Italia. Ricorda, anche, che Berlusconi è stato condannato dai tribunali italiani e che Dell’Utri è agli arresti a Beirut. La cancellazione della presentazione del volume gli è stata recapitata via mail e secondo le fonti del giornalista, che egli stesso dichiara essere affidabili, il caso era finito all’ambasciata spagnola di Roma e che il libro potrebbe essere scomodo a qualcuno. La censura sembrerebbe arrivare direttamente dall’ambasciatore spagnolo in Italia Javier Elorza, secondo il giornalista. Secondo lui, alla base della censura ci sarebbe solo ignoranza e timore poiché poco più di due settimane fa Teodoro Obiang, il presidente della Guinea Equatoriale che ha dei buoni rapporti con le autorità spagnole nel campo petrolifero e che è criticato dalle organizzazioni internazionali per corruzione, abuso di potere e la violazione dei diritti umani, ha tenuto una conferenza all’Istituto Cervantes di Bruxelles senza alcun problema.

Dell’Istituto e dell’ambasciata spagnola di Roma[]

L’Istituto Cervantes di Roma dichiara che la presentazione è solo una questione d’agenda. Mentre Agustín Galán, il portavoce dell’ambasciata spagnola, ha dato la seguente dichiarazione alla stampa iberica:

« L’Istituto Cervantes deve fare promozione culturale. Un libro sulla mafia è controverso, scomodo e il Cervantes non deve entrare in certi argomenti. È come se l’Alliance Française presentasse a Madrid un libro sull’ETA scritto in francese da un giornalista francese »

Già nel maggio del 2012 l’ambasciatore spagnolo a Roma Javier Elorza ha cercato di impedire al Cervantes una presentazione d’un libro che tratta dell’ultimo decennio della dittatura franchista, intitolato “In memoria dell’alba”.


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August 31, 2012

Suscita polemiche, in Francia, l\’\”Elogio letterario di Anders Breivik\” di Richard Millet

Suscita polemiche, in Francia, l'”Elogio letterario di Anders Breivik” di Richard Millet

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venerdì 31 agosto 2012

Richard Millet al Centre Pompidou nel 2010

Richard Millet è un intellettuale francese, molto apprezzato per il ruolo che ricopre quale raffinato curatore editoriale per la prestigiosa casa editrice Gallimard. Millet è anche un affermato saggista e scrittore. Ha suscitato pertanto scalpore un suo recente saggio, pubblicato per Pierre-Guillaume de Roux, il cui titolo, Éloge littéraire d’Anders Breivik, contiene un provocatorio riferimento al terrorista norvegese, autore degli efferati attentati del 22 luglio 2011 a Oslo e Utøya, da poco condannato a 21 anni di carcere, il massimo della pena prevista dal sistema penale norvegese.

La tesi del saggio[]

Il saggio offre un’analisi personale dei mutamenti sociali e culturali intervenuti in epoca recente nel mondo occidentale sotto le sfide della globalizzazione. Millet prende di mira il dominante multiculturalismo e l’indebolimento del sistema di valori di riferimento della civiltà occidentale. Si tratta di un’evoluzione culturale associata a una complessiva perdita di senso, che accompagna il processo di decadenza dell’intera cultura occidentale, un ripiegamento rispetto al sistema dei suoi valori fondanti. In questa analisi, Anders Breivik viene elevato da Millet a simbolo della perdita d’identità del mondo occidentale, un processo consumatosi nello spazio di pochi decenni, nella negligenza della politica indolente e di una cultura remissiva. Breivik, nell’analisi di Millet, emergerebbe come frutto patologico di questa decadenza culturale. In conclusione, Breivik è quello che si merita un paese come la Norvegia, tra i protagonisti di questa decadenza.

Le accuse e la replica dell’autore[]

Oslo: gli effetti del primo degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia

Il saggio du Millet è stato accusato di avallare una vero e proprio elogio di uno spietato e sanguinario terrorista pluriomicida. Questo uscita letteraria così controversa pone anche, per molti, un serio problema di compatibilità con il ruolo di spicco da lui ricoperto nell’organigramma della casa editrice francese. Lo scrittore, dal canto suo, si dichiara stupito della polemica e si difende dalle critiche mettendo in rilievo l’ironia sottesa dalla scelta del titolo. Ammette comunque, Millet, una certa dose di personale ingenuità nell’aver sottovalutato gli effetti di una scelta così provocatoria.

Breivik, spiega Millet replicando alle accuse, è sicuramente un personaggio negativo, da condannare moralmente senza esitazioni, ma il suo exploit criminale, premeditato, pianificato e portato a termine con lucidità, possiederebbe in sé la “perfezione formale” del gesto, paragonabile, in questo, alla nitida criminosità dispiegata dai terroristi responsabili degli attentati dell’11 settembre 2001 che causarono, tra l’altro, l’abbattimento delle Torri gemelle l’11 settembre 2001. Si profila anche, secondo Millet, la “dimensione letteraria” di un tema antico, quello della fascinazione dell’uomo per il male e per il suo manifestarsi, dotato di una consolidata dignità letteraria, che ha trovato una delle più alte espressioni in Delitto e castigo di Dos.

Intanto, per Millet, vi è chi tenta un ardito accostamento a Louis-Ferdinand Céline, l’autore del celebre Viaggio al termine della note. La casa editrice Gallimard, dal canto suo, si trincera dietro una cortina di riserbo, astenendosi da ogni commento e ogni decisione, attendendo il ritorno della proprietà dalle ferie estive.


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March 25, 2012

Addio allo scrittore Antonio Tabucchi

Addio allo scrittore Antonio Tabucchi – Wikinotizie

Addio allo scrittore Antonio Tabucchi

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Lisbona, domenica 25 marzo 2012

Antonio Tabucchi (1943-2012)

Lutto nel mondo della cultura: si è spento oggi nella sua casa di Lisbona lo scrittore italiano Antonio Tabucchi, aveva 68 anni ed era malato da tempo.

Tabucchi era nato a Pisa il 24 settembre 1943. Già insegnante di lingua e letteratura portoghese (era uno dei massimi conoscitori dell’opera dello scrittore portoghese Fernando Pessoa), aveva esordito come scrittore nel 1975 con il romanzo Piazza d’Italia.

Viveva da anni a Lisbona, città dove aveva ambientato gran parte dei suo romanzi, tra cui Sostiene Pereira, del 1994, premiato con il Premio Campiello, da cui è stato tratto l’omonimo film con Marcello Mastroianni. I suoi romanzi sono stati tradotti in oltre 40 lingue.

Messaggi di cordoglio per la scomparsa sono stati espressi, tra gli altri, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dallo scrittore Roberto Saviano.

I funerali si terranno a Lisbona giovedì prossimo.


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October 6, 2011

Assegnato il premio Nobel per la letteratura 2011

Assegnato il premio Nobel per la letteratura 2011

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giovedì 6 ottobre 2011
Oggi a Stoccolma è stato assegnato il Premio Nobel per la letteratura, quest’anno andato a Tomas Tranströmer

« perché, attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci da accesso a nuove realtà »

Tranströmer, scrittore e poeta svedese, è nato a Stoccolma il 15 aprile 1931. Laureatosi come psicologo, il suo primo libro, 17 dikter, è del 1954.


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March 28, 2011

Premio Bancarella: presentata la sestina vincente

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Premio Bancarella: presentata la sestina vincente

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lunedì 28 marzo 2011
Sono stati presentati a Milano, nella ormai tradizionale sede della Banca Cesare Ponti, in piazza Duomo i sei vincitori del premio Selezione Bancarella 2011, tra i quali nel prossimo mese di luglio verrà scelto il vincitore assoluto.

I sei libri vincitori sono:

  • Il romanzo dei mille di Claudio Fracassi (Mursia)
  • A piccoli colpi di remo di Alberto Cavanna (Arte Navale)
  • Lepanto di Alessandro Barbero (Laterza)
  • La fine del mondo storto di Mauro Corona (Mondadori)
  • Dictator – Il trionfo di Cesare di Andrea Frediani (Newton Compton)
  • Non chiedere perché di Franco Di Mare (Rizzoli)

La formula del premio prevede che siano i librai a scegliere sia i vincitori del Premio Selezione, che di quello finale Bancarella che nelle sue 58 edizioni si è conquistato un ruolo di primo piano tra i premi letterari italiani. La fase finale avverrà a Pontremoli, da cui proviene la gran parte dei librai italiani discendenti di quei venditori di pietre per affilare i rasoi che portavano nelle loro gerle anche un oggetto strano: i libri.

Le opere scelte quest’anno hanno in comune di appartenere al filone storico.


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July 2, 2010

Premio Strega 2010: vince Antonio Pennacchi con \”Canale Mussolini\”

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Premio Strega 2010: vince Antonio Pennacchi con “Canale Mussolini”

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venerdì 2 luglio 2010

Con uno scarto di soli 4 voti, 133 a 129, il libro Canale Mussolini dello scrittore Antonio Pennacchi si aggiudica il prestigioso Premio Strega, riconoscimento letterario nato nel 1949.

Seconda classificata Silvia Avallone, con il libro Acciaio. Cinquantanove preferenze per Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino, 38 per Sono comuni le cose degli amici di Matteo Nucci e 32 per Lorenzo Pavolini con Accanto alla tigre.

Canale Mussolini è il quarto libro consecutivo edito dalla Arnoldo Mondadori Editore che conquista lo Strega. Come il titolo può far capire, la storia è incentrata negli anni del Fascismo e narra il volto popolare della bonificazione dell’Agro pontino, così come la successiva fondazione di alcune importanti città, prima tra tutte Latina.


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Premio Strega 2010: vince Antonio Pennacchi con “Canale Mussolini”

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venerdì 2 luglio 2010

Con uno scarto di soli 4 voti, 133 a 129, il libro Canale Mussolini dello scrittore Antonio Pennacchi si aggiudica il prestigioso Premio Strega, riconoscimento letterario nato nel 1949.

Seconda classificata Silvia Avallone, con il libro Acciaio. Cinquantanove preferenze per Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino, 38 per Sono comuni le cose degli amici di Matteo Nucci e 32 per Lorenzo Pavolini con Accanto alla tigre.

Canale Mussolini è il quarto libro consecutivo edito dalla Arnoldo Mondadori Editore che conquista lo Strega. Come il titolo può far capire, la storia è incentrata negli anni del Fascismo e narra il volto popolare della bonificazione dell’Agro pontino, così come la successiva fondazione di alcune importanti città, prima tra tutte Latina.


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