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May 15, 2011

Pallavolo maschile: Trento campione d\’Italia 2011

Filed under: Europa,Italia,Pallavolo,Pubblicati,Sport,Trento — admin @ 5:00 am

Pallavolo maschile: Trento campione d’Italia 2011

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domenica 15 maggio 2011

Beach volleyball ball.png

L’Itas Diatec Trentino si aggiudica il titolo di campione d’Italia di pallavolo maschile, dopo aver sconfitto nella finale playoff i campioni in carica, la BreBanca Lannutti Cuneo, con un secco 3-0, match disputato a Roma.

Quasi perfetto il percorso della squadra trentina, che aveva concluso la stagione regolare perdendo una sola partita sulle 26 totali, in casa contro Verona alla ventiduesima giornata (1-3). Dopo aver sconfitto senza patemi Perugia nei quarti di finale con tre vittorie su tre (3-0, 3-1, 3-0), ci sono volute tutte e cinque le partite per avere la meglio di Modena in semifinale (3-0, 0-3, 3-0, 1-3, 3-1), mentre Cuneo eliminava con altrettanta fatica Macerata nell’altra semifinale. Praticamente senza storia la finale, con parziali di 25-13, 25-22, 25-9.

Si tratta del secondo titolo di campione d’Italia nella storia di Trento, dopo quello ottenuto tre anni prima nel 2007-2008, nonché del terzo titolo stagionale dopo i titoli di campione del Mondo e di Europa.


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September 10, 2010

Carabiniere fuori servizio blocca rapinatore

Filed under: Cronaca,Europa,Italia,Pubblicati,Trentino-Alto Adige,Trento — admin @ 5:00 am

Carabiniere fuori servizio blocca rapinatore

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venerdì 10 settembre 2010
A Bressanone, un carabiniere fuori servizio ha bloccato ed arrestato un uomo che poco prima aveva rapinato una piscina. Il malvivente, che aveva minacciato la donna allo sportello con un coltello e si era fatto consegnare l’incasso giornaliero, è stato fermato all’uscita dalla struttura.

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September 9, 2010

Trentino: cacciatore muore colpito da una fucilata

Filed under: Europa,Italia,Tassullo,Trento — admin @ 5:00 am

Trentino: cacciatore muore colpito da una fucilata

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giovedì 9 settembre 2010
La stagione venatoria in Trentino è iniziata drammaticamente. A , in Val di Non, un cacciatore è stato colpito da un collega che lo ha scambiato per una preda. Il giovane di 26 anni è stato ferito all’arteria femorale e trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale Santa Chiara di . Dopo due giorni in rianimazione il ragazzo è deceduto.

Guai in vista per il cacciatore che ha sparato accidentalmente, accusato di omicidio colposo.


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Trentino: neonata sottratta alla madre dal tribunale

Filed under: Cronaca,Europa,Italia,Pubblicati,Trentino-Alto Adige,Trento — admin @ 5:00 am

Trentino: neonata sottratta alla madre dal tribunale

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Neonato subito dopo il parto

giovedì 9 settembre 2010
Ad una giovane madre trentina, subito dopo il parto, è stata sottratta la bambina e dichiarata adottabile. Secondo i giudici del tribunale dei minori, la madre ha un reddito troppo basso.

La madre non vede la bimba dal momento del parto e non ha potuto avere neanche notizie dirette. La difesa ha deciso di presentare appello.


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September 8, 2010

Trento: uomo trovato morto in casa dopo vent\’anni

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Trento: uomo trovato morto in casa dopo vent’anni

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mercoledì 8 settembre 2010
A Cadine, paesino in provincia di Trento, è stato trovato il corpo di un uomo morto già da vent’anni, Francesco Vicentini, nato nel 1927. Tutti i compaesani, compresi i parenti, pensavano fosse partito abbandonando per sempre il paese. Il suo corpo mummificato è stato trovato, in maniera accidentale, in seguito del cedimento del tetto dell’abitazione in cui aveva abitato. Per il medico legale si tratta di una morte naturale.

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March 14, 2008

Chiara Lubich è morta

Chiara Lubich è morta – Wikinotizie

Chiara Lubich è morta

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Rocca di Papa, venerdì 14 marzo 2008

Chiara Lubich

Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, un’associazione laico-cattolica diffusa in tutto il mondo, è morta questa notte all’età di 88 anni, nella sua abitazione a Rocca di Papa. Il 10 marzo scorso era stata ricoverata presso il Policlinico Agostino Gemelli, nella capitale, a causa di una grave insufficienza respiratoria, che aveva costretto i medici a tenerla in vita con un respiratore artificiale. Già il 2 novembre di 2 anni fa, però, la Lubich venne ospitalizzata per lo stesso motivo, ma dopo poche settimane aveva fatto rientro nella sua abitazione a , nella sede del Centro internazionale.

Silvia Lubich (il nome Chiara lo adotterà successivamente in onore di Santa Chiara) nacque a nel 1920, da una famiglia di umili origini. Il padre, di ideologia socialista, perse il lavoro a causa delle sue inclinazioni politiche ostili al regime fascista di Benito Mussolini. All’età di 23 anni, mentre frequentava la facoltà di filosofia a Venezia e teneva lezioni alle scuole elementari per pagarsi gli studi, si votò alla fede in “Dio Amore”. Da lì inizio, dapprima con poche amiche, per poi guadagnare, sia in Italia che nel mondo, popolarità e stima, il cammino dei Focolari, che venne subito ben visto dalla Chiesa Cattolica. Carlo De Ferrari, vescovo di Trento, lo approvò nel 1947; nel 1962 seguì una approvazione informale da parte di papa Giovanni XXIII, e, nel 1990, quella ufficiale, con i documenti, di papa Giovanni Paolo II, che aveva visitato Chiara Lubich e il Centro Mariapoli a Rocca di Papa. Durante tutta la sua vita, la fondatrice del movimento ha collezionato numerosi premi per la religione, i diritti umani e la pace, ed ha collezionato 15 cittadinanze onorarie in Italia e numerose altre all’estero.

Rocca di Papa, dove la Lubich è morta questa notte

Negli ultimi anni, le condizioni di salute si erano fatte sempre peggiori, fino a renderne necessario, a fine 2006, il ricovero. In quell’occasione, papa Benedetto XVI le inviò una lettera personale. Pochi giorni fa, la grave ricaduta, il trasporto al Policlinico Gemelli, nel quale aveva sia ricevuto una nuova lettera di Joseph Ratzinger e sia la visita di Bartolomeo I, Patriarca di Costantinopoli, che si trovava a per incontrare il pontefice, e che ha detto: «Ho voluto venire qui per portare il saluto mio personale e del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli alla carissima Chiara Lubich, che tanto ha dato e dà con la sua vita alla Chiesa intera. Le ho pure impartito con riconoscenza la mia benedizione. Sono felice di averla incontrata».

La camera ardente aprirà questo pomeriggio alle 16, ma già tutti i focolarini e le massime autorità comunali si sono recate a rendere omaggio alla Lubich; presenti, tra gli altri, il sindaco rocchigiano Pasquale Boccia, con diversi esponenti della giunta comunale, l’ex sindaco Enrico Fondi e il parroco Don Franz Vicentini, che guida le preghiere dei presenti.

Anche i politici nazionali ricordano la figura della donna scomparsa: Pier Ferdinando Casini, leader dell’UDC, dice: «È morta una grande donna e una grande italiana, laica, cristiana, infaticabile nel mettere in pratica gli ideali della carità evangelica e il sogno di un mondo unito nella solidarietà»; per il ministro degli esteri, Massimo d’Alema, rimane «una luminosa eredità al servizio della pace», mentre il leader del Partito Democratico, Walter Veltroni, ricorda «Le sue parole – il dialogo per noi è vita-, che sono state la sua stella polare. Tutta l’umanità ha bisogno di persone come lei».


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February 11, 2008

Trento: il presidente Napolitano accusa malore mentre parla all\’università, condizioni buone

Trento: il presidente Napolitano accusa malore mentre parla all’università, condizioni buone

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lunedì 11 febbraio 2008

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato colpito da un leggero attacco di ipotensione mentre parlava all’Università di Trento. All’improvviso, mentre teneva il suo discorso, infatti, alcuni docenti e il rettore hanno notato che il presidente faceva difficoltà a parlare, e, con evidente difficoltà, ha fatto capire di aver accusato un malore.

Tutte le persone a lui vicino, quindi, l’hanno rassicurato e aiutato a sedersi, per poter continuare a parlare con meno fatica.

Napolitano stava tenendo una lectio magistralis a margine dell’assegnazione del titolo di professore straordinario dell’ateneo trentino, quando si è sentito male. Al suo personale, subito dopo la fine del discorso, ha fatto sapere che la causa più probabile del malore sia stata la costrizione al collo provocata dalla tunica, indossata durante la lectio.

Il presidente ha ribadito, anche in rapporto alle consultazioni elettorali, la necessità che il Parlamento ratifichi il Trattato di Lisbona: «Certamente è indispensabile che in questo contesto nessuno Stato membro si sottragga alle sue responsabilità e agli impegni ancora una volta assunti». «Il tempo stringe. Non possiamo più esitare. L’Italia deve fare la sua parte, innanzitutto ratificando il trattato anche in questa fase elettorale. È indispensabile che anche alle elezioni europee si giunga potendo presentare ai cittadini il nuovo quadro di obiettivi e regole dell’Unione europea».

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October 4, 2007

Intervista a Marcus du Sautoy

Intervista a Marcus du Sautoy – Wikinotizie

Intervista a Marcus du Sautoy

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giovedì 4 ottobre 2007
Maglietta verde, pantaloni a tre quarti, forse vedendolo non si direbbe ma Marcus du Sautoy è professore di matematica all’Università di Oxford. Non è solo un ricercatore, ma anche un divulgatore: il suo libro L’enigma dei numeri primi ha avuto un grande successo. Il suo ultimo libro Il disordine perfetto (“Finding Moonshine“), pubblicato in Italia da Rizzoli, è stato presentato al Festivaletteratura di Mantova.

Alcuni giorni fa è stato a Levico Terme in Provincia di Trento per un convegno. Wikinews lo ha intervistato.

Marcus du Sautoy


Cosa farà qua a Levico? Parlerà?

In realtà sono un organizzatore. Volevano parlare così tante persone che abbiamo deciso di fare un passo indietro, quindi non parlerò qui. Ma ho molti studenti che parleranno di temi legati a quello che faccio. Il mio lavoro è guardare alla simmetria, qualcosa chiamato teoria dei gruppi, ma usando strumenti della teoria dei numeri, qualcosa chiamato funzione Zeta, che è stata introdotta da Riemann. Così uso questo strumento per cercare di capire per provare e capire, al posto dei numeri primi, che sono veramente difficile da comprendere, quale tipo di simmetria può esistere. È una delle cose principali su cui sto indagando. Questo convegno punta a trovare una strada di legare idee da aree diverse della matematica per aiutarci a capire i gruppi e la simmetria.

Come matematico non si è dedicato solo alla ricerca, ma anche alla divulgazione. Perché?

Credo che essere scienziato non è solo fare scoperte ma anche renderle note. Secondo me non si può veramente dire che una scoperta esiste fino a quando non è stata comunicata ad altre persone. Così, ad esempio in questa conferenza vogliamo comunicare tra pari, ma credo che ci si possa rivolgere a un pubblico molto più ampio. Ma c’è anche un’altra cosa, io sono diventato un matematico perché la generazione precedente alla mia ha fatto lo sforzo di interessare alla matematica il pubblico generale, e ho pensato che avrei voluto fare la stessa cosa quando sarei cresciuto, quindi la mia speranza è che la mia divulgazione incoraggi la prossima generazione di matematici ma anche che incoraggi i politici a riconoscere che la matematica è una parte importante della nostra società e ha bisogno di fondi.

Cosa ci può dire della sua esperienza alla radio e alla televisione?

Ho lavorato molto alla radio, esplorando le idee della matematica alla radio. Comunque le persone non riuscivano proprio a credere che si potesse fare della matematica alla televisione, cosa c’è da vedere? È stato un vero progresso per me riuscire a fare alcuni documentari sulla matematica. In particolare ho fatto un documentario sull’Enigma dei numeri primi, ed è stato fantastico! Era un programma di viaggio perché la matematica è qualcosa di davvero internazionale e così abbiamo viaggiato per il mondo: in India, in Germania, in Grecia. Al momento sto facendo una serie sulla storia della matematica per la BBC, quattro puntate di un’ora dall’Antica Babilonia fino ai giorni nostri. Così siamo stati in giro per il mondo: in Cina, di nuovo in India, Africa… Ho fatto anche un quiz(?) – è stato molto divertente – chiamato Mind Games. Credo che le persone amino fare puzzle(?). Ora è un programma televisivo di grande successo.

Come si spiega il successo del suo libro L’enigma dei numeri primi?

Beh, credo che le persone amino le storie, e ho cercato di scrivere quel libro come un’indagine su un omicidio. Credo davvero che risolvere un problema matematico sia un po’ come scoprire chi è l’assassino. Ho tentato di tenere la linea narrativa molto forte in questo libro, così che le persone lo leggano come un romanzo, e in effetti molte persone hanno detto che lo hanno letto in quel modo. Alla fine in realtà non scopri chi è l’assassino, perché è un problema aperto. In un romanzo è importante una buona struttura narrativa, che era fornita dalla matematica, ma per me è importante far vivere quelli che hanno fatto la matematica. Anche se le persone non capiscono la matematica si di divertono comunque con le storie delle persone, i periodi di cui si parla e possono seguire il percorso della narrativa matematica anche se non comprendono i dettagli. Credo che sia per questo che ha avuto successo.

Cosa ci dice del suo ultimo libro Finding Moonshine?

È stato un progetto letterario più (difficile) per me, perché combina la storia della simmetria con la mia storia personale di quello che faccio come matematico. È diviso in dodici capitoli, che rappresentano ognuno un mese in un anno di lavoro come matematico. Ho provato a combinare quello che faccio – credo che per le persone sia un mistero cosa fa un matematico tutto il giorno – ho provato a dare alle persone accesso al mondo in cui vivo. Ma c’è anche la Storia, un po’ come L’Enigma dei numeri primi ma guardando invece alla simmetria.

Cosa ne pensa del titolo italiano Il disordine perfetto?

Il mio editore ha scelto il titolo, che mi è piaciuto molto. In Inghilterra si chiama Finding Moonshine, una citazione da un’opera che amo, Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, e c’è anche un’idea matematica, chiamata moonshine che è il climax del libro. Mi piace il titolo italiano perché esprime quella tensione che c’è in matematica fra l’apparente caos e disordine e la perfezione, perché tutto deve semplicemente essere così. Credo sia davvero un titolo che cattura la bellissima tensione che c’è in matematica tra una forte struttura con complessità.

Conosce Wikipedia? Cosa ne pensa?

La mia impressione è che la scienza in Wikipedia abbia uno standard incredibilmente alto. Credo che ci siano scienziati di diversi livelli – anziani e giovani – che usano del tempo per scrivere cose su Wikipedia. All’inizio c’erano molti dubbi su quanto potesse essere accurato qualcosa creato dal pubblico per il pubblico. Ma credo che sia nei fatti che la matematica e la scienza hanno uno standard incredibilmente alto. Credo sia uno strumento di grande valore perché le persone possano esplorare le idee matematiche. Quando ricevo domande da lettori (generali) su qualcosa di un po’ più tecnico, ad esempio sui numeri primi, li indirizzo per altri dettagli o su Wikipedia o su un altro buon sito che ha ottimo materiale matematico, cioè Wolfram Creative Mathematica, è un’ottima risorsa enciclopedica per la matematica. È leggermente più tecnico di Wikipedia. Credo che insieme facciano un ottimo servizio.

Questa è la voce che la riguarda sulla Wikipedia in lingua inglese. Cosa ne pensa?

È molto interessante, ci sono piccoli simpatici dettagli – cose carine – che le persone hanno trovato, ad esempio la scuola che ho fatto, è fantastico. Sono andato alla State Comprehensive School chiamata Gillot (che nessuno probabilmente ha mai sentito). Dà qualche informazione in più alle persone su da dove vengo. Qualcuno ha inserito uno specifico articolo che ho scritto in una rivista americana. È abbastanza curioso che abbiano scelto proprio questo quando ne ho scritto centinaia di altri. Credo che Wikipedia possa (?), in un certo senso, perché alcune persone vedono un particolare aspetto invece di altri. Ma è tutto preciso. Ed è un’ottima cosa che ci siano molti collegamenti esterni: si ha la possibilità di approfondire.

Questo è l’articolo sul suo libro L’enigma dei numeri primi

Anche questo è molto accurato. Si può vedere che c’è un’influenza americana perché hanno indicato il sottotitolo americano. In Inghilterra è intitolato The Music of the Primes: Why a Problem in Mathematics Matters e qui invece c’è Searching to Solve the Greatest Mystery in Mathematics.
Wikinotizie
Questa intervista esclusiva riporta notizie di prima mano da parte di uno dei membri di Wikinotizie. Vedi la pagina di discussione per avere maggiori dettagli.

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September 19, 2007

Intervista al matematico e scrittore israeliano Aner Shalev

Intervista al matematico e scrittore israeliano Aner Shalev

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mercoledì 19 settembre 2007
Aner Shalev è un matematico e scrittore israeliano, nato nel 1958 nel Kibbutz Kinneret in Israele. Attualmente è professore all’Università Ebraica di Gerusalemme. Il suo ultimo libro è Dove finisce New York

In questi giorni si trova a Levico Terme, in Provincia di Trento per una conferenza. È stato intervistato per Wikinews.


Aner Shalev

Di cosa parlerà qui a Levico?

Il titolo è Character, walks and words. C’è una materia che si chiama teoria asintotica dei gruppi. Ci sono gruppi che esprimono la simmetria di alcune strutture. Studiare gruppi è un po’ come studiare la simmetria, credo che sia molto bello. E quando lo fai dal punto di vista asintotico non guardi ai piccoli dettagli, ma alla trama generale, come se guardassi dal cielo. C’è un’altra materia molto importante in matematica che si chiama teoria della rappresentazione. Parlerò principalmente di come usare la teoria della rappresentazione per risolvere diversi tipi di problemi e congetture in teoria asintotica dei gruppi.

Perché ha scelto di studiare matematica?

Prima di tutto perché è bella. Quando avevo dieci anni mio padre ha cominciato a mostrarmi alcune cose della matematica è la bellezza e l’immaginazione erano piuttosto evidenti. Mi piace anche la libertà della matematica. Se studi fisica o chimica devi descrivere il mondo reale. Ma in matematica puoi costruire le tue strutture. Puoi camminare in mondi creati dall’immaginazione delle persone. Non sei legato al mondo reale. È come essere Dio in un certo senso. Puoi creare mondi, e studiarli. Credo sia per una combinazione della bellezza, dell’immaginazione e della libertà.

A molte persone, e a molti studenti, non piace la matematica. Perché secondo lei?

Per prima cosa credo che forse abbiamo cattivi insegnanti, il che è un problema. Devi avere un insegnante molto bravo in matematica se vuoi davvero gustarla e avere successo. Probabilmente alcune persone pensano principalmente alla parte scientifica – devi essere preciso – e vedono meno questi elementi di libertà, immaginazione e creazione. Forse non gli piace la natura precisa della matematica. Inoltre quando parlo di matematica mi accorgo che il linguaggio è molto importante e che molte volte le persone non riescono in matematica perché non sanno come scrivere una composizione. Hanno delle idee, ma non sono in grado di formularle nel modo giusto.
Credo che ci siano molte connessioni tra matematica e letteratura, perché praticamente tutte le cose che ho detto sulla matematica valgono anche per la letteratura e per la scrittura. Quando scrivi puoi descrivere il mondo reale, ma puoi anche creare mondi di finzione. Hai l’immaginazione, totale libertà, puoi inventare personaggi, ogni tipo di sviluppo e sorprese, un certo tipo di finale o un altro. Anche il linguaggio è molto importante nella scrittura e nella letteratura. Spesso molte persone non sanno come combinare i due campi. Potrebbe sembrare il contrario: la letteratura è qualcosa di artistico e la matematica è una scienza, ma hanno anche molto in comune, e ci sono stati matematici che erano anche scrittori. Il più famoso è Lewis Carroll, autore di Alice nel paese delle meraviglie.

Lei non è solo un matematico. Ha anche scritto due due raccolte di racconti e un romanzo. Come mai ha cominciato a scrivere?

Quando ero piuttosto giovane ero interessato alla psicoanalisi e ai sogni. Cercavo di interpretare i miei sogni e ho cominciato a scriverli. Mi sono accorto che baravo un pochino nel scriverli. A volte li rendevo più piacevoli di quello che erano effettivamente. Così invece di documentare i sogni gradualmente ho cominciato ad aggiungere elementi di mia creazione, e in questo modo ho cominciato a scrivere, anche poesie, ma soprattutto storie.
Prendo un po’ di ispirazione dai sogni ma quando col tempo ho cominciato a scrivere più seriamente ero più interessato alla struttura, un po’ come nella matematica in un certo senso. Ad esempio il mio primo libro Opus 1 è una raccolta di quattro racconti lunghi con strutture musicali. La prima parte si chiama Legato e la seconda Staccato. Nella prima parte le frasi sono molto lunghe e senza pause, quasi come in flusso di coscienza. Nella seconda parte è come in musica: molte pause e frasi molto molto brevi. È stato un po’ un modo di sperimentare le connessioni tra linguaggio, musica e psicologia . Nel senso libro ho fatto un altro esperimento. È un libro di incipit, l’ho chiamato Overtures, e le storie non finiscono. Ci sono settanta inizi di racconti senza che finiscano. Nel romanzo Dark Matters la struttura è divisa fra normale narrativa e-mail e si continua a passare da una e l’altra. Inoltre ci sono due diversi piani temporali: uno va molto piano e l’altro molto veloce e c’è una sorta di incontro alla fine. È un po’ come Achille e la tartaruga. La storia d’amore, le sorprese e le tragedie mi interessavano, ma mi interessava molto anche questa struttura.

Perché ha scelto questa particolare struttura?

Quando racconto storie non mi piace che tutto risulti chiaro dall’inizio. Mi piace che qualcosa rimanga segreto, o anche un narratore inaffidabile: qualcuno dice qualcosa e all’inizio tu ti fidi di lui ma poi andando avanti a leggere e tutto quanto diventa eccitante. Credo che usando da una parte le email, che sono più la voce della donna, Eva, e la narrativa che è più la voce dell’uomo, Adam, ho messo a confronto loro, le loro diverse prospettive e in qualche modo si può vedere la distorsione nel modo in cui la storia è raccontata. Credo che con questo tipo di struttura ci sia un chiarimento molto graduale sulla relazione.

Perché Adam e Eva?

Sono stato in qualche modo influenzato da due storie. Da una parte la storia biblica di Adamo ed Eva, il primo uomo e la prima donna, e la loro cacciata dall’Eden. Ma ero anche affascinato dalla storia storia scientifica di come il mondo è stato creato, che è legata all’astrofisica, al big bang, al concetto di materia oscura nell’universo e di energia oscura. Questi sono concetti centrali nella cosmologia, nell’astrofisica ora, che non possiamo vedere la maggior parte del mondo perché è materia oscura e non possiamo capire la maggior parte dell’energia perché è energia oscura, che è anti-gravitazionale e provoca l’espansione rapida e in accelerazione dell’universo. Ho cercato di implementare questo nelle relazione tra uomo e donna. È un finale pessimistico. In tutto il libro c’è questo sottile gioco tra forze gravitazionali, come l’attrazione erotica tra l’uomo e la donna, e forze repulsive. Credo di essere stato influenzato dalle teorie astrofisiche e ho cercato di controllare se si potevano applicare alla vita amorosa e alla relazione tra l’uomo e la donna.

In italiano il libro è stato rinominato Dove finisce New York. Le piace questo titolo?

Sì, penso sia molto carino. Normalmente non mi piacciono questi cambiamenti, ma in questo caso il titolo è molto potente, ed anche una citazione dal libro: l’eroe Adam dice a Eva che vuole mostrarle dove finisce New York.

Il romanzo è stato pubblicato in ebraico nel 2004 ma è ambientato prima dell’11 settembre, perché le Torri Gemelle ci sono ancora. Come mai? C’è una ragione particolare?

A dire la verità ho cominciato a scrivere il libro prima degli attacchi, è una buona ragione (ride). Ho cominciato a scriverlo un po’ prima ma ci ho messo del tempo. A dire la verità è una storia piuttosto drammatica.. Ero a New York durante gli attacchi – ho fatto alcune lezione a New York e all’Università di Yale – e avevo già progettato nel libro una visita alle Torri Gemelle – il che era uno dei motivi della mia visita. Avevo scritto una bozza del capitolo e volevo andare alle Torri Gemelle per farne esperienza e per controllare se la bozza era più o meno precisa e per vedere cosa si vedeva da sopra e così via.. la stessa settimana in cui avevo pianificato la visita c’è stato il disastro. Per lungo tempo ho mi sono chiesto se dovevo menzionare o meno quello che era successo e alla fine ho pensato.. ci sono alcuni riferimenti a un tempo nel quale le Torri Gemelle non ci sono più ma non volevo scrivere del disastro, per non abusarne.

Ha altri progetti letterari per il futuro?

Ho cominciato un altro libro, ma è ancora all’inizio quindi probabilmente ci vorrà un po’ di tempo. Ma sì, ho altri progetti in mente.

Lei è professore all’Università Ebraica di Gerusalemme. Com’è la vita là?

Per prima cosa devo dire che l’università è molto buona, e abbiamo anche un buon dipartimento, di cui sono stato direttore. Mi piace sia fare ricerca che insegnare. È un ottimo ambiente. È un posto molto speciale. È una bellissima città. Naturalmente a volte ci sono periodi molto brutti, come l’Intifada , quando autobus esplodevano e persone rimanevano ferite, e a volte ci sono tensioni non solo tra ebrei e arabi, ma anche tra ebrei secolari e ebrei religiosi. Mi piace che non sia un luogo omogeneo. Ci sono popolazioni diverse che interagiscono. Anche se ci sono alcune tensioni che anche qualche forma di cooperazione e armonia.
Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Wikinews interviews Israeli mathematician and writer Aner Shalev, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

Conosce Wikipedia?

Sì, conosco Wikipedia. Ogni tanto la uso, anche in matematica sta diventando un enciclopedia ricca e aggiornata. Ogni tanto quando in matematica voglio essere aggiornato guardo Wikipedia.
Wikinotizie
Questa intervista esclusiva riporta notizie di prima mano da parte di uno dei membri di Wikinotizie. Vedi la pagina di discussione per avere maggiori dettagli.

Collegamenti esterni

  • [EN] Aner Shalev – The Institute for the Translation of Hebrew Literature
  • [EN] Aner Shalev – The Hebrew University of Jerusalem

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July 7, 2007

Incendio in un hotel di Trento: sfiorata la tragedia

Filed under: Cronaca,Europa,Italia,Pubblicati,Trento — admin @ 5:00 am

Incendio in un hotel di Trento: sfiorata la tragedia

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Trento, sabato 7 luglio 2007

Questa mattina un incendio ha devastato un piccolo hotel a Trento. Le fiamme hanno subito avvolto la struttura nei suoi 3 piani, e tutti gli ospiti del primo sono usciti senza problemi, ma quelli che erano rimasti nel secondo, compreso il titolare, un anziano signore di 95 anni, hanno avuto difficoltà a scappare.

In una stanza, proprio all’ultimo piano, sono rimasti intrappolati due bambini, liberati poco dopo e trasportati subito dopo, in condizioni apparentemente disperate, all’ospedale di Bolzano.

Nell’hotel Corona, una struttura che dichiara meno di 25 posti letto, secondo quanto riferito da Fabiano Dalmaso, capo ufficio operativo del corpo permanente dei Vigili del fuoco, sono ancora al lavoro 40-45 uomini in tutto, che tra l’altro hanno praticato sul tetto dello stabile un foro di quattro metri per quattro, allo scopo di facilitare lo spegnimento delle fiamme e la fuoriuscita del fumo.

Buone le condizioni dei feriti[]

La dottoressa Barbara Farina, responsabile della camera iperbarica a Bolzano, ha rassicurato tutti sullo stato di salute degli intossicati, compresi i bambini, che fortunatamente non sono così gravi come era stato ipotizzato in un momento, e sulla salute della madre dei due bambini, che aspetta un altro bambino. Naturalmente verranno seguite le condizioni di salute dei bimbi, poiché l’ipossia può provocare problemi anche a lungo termine.

Fonti[]

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