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December 12, 2008

Colombia estrada negli Usa il narcotrafficante Diego Montoya

Filed under: Colombia,Cronaca,Pubblicati,Stati Uniti d'America — admin @ 5:00 am

Colombia estrada negli Usa il narcotrafficante Diego Montoya

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venerdì 12 dicembre 2008

Diego León Montoya Sánchez

È stato estradato oggi dalla Colombia negli Stati Uniti d’America il narcotrafficante Diego León Montoya Sánchez, conosciuto anche come El Señor de la Guerra o El Ciclista.

Montoya era stato catturato nel 2007 in località settentrionale della Colombia, nella municipalità di Zarzal nel dipartimento di Valle del Cauca.

Prima della sua cattura avrebbe gestito il 70% della droga in uscita dalla Colombia, e per questo era considerato una tra le dieci persone più ricercate dall’FBI, e sulla sua testa perndeva una taglia di 5 milioni di $.

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July 2, 2008

Ingrid Betancourt è stata liberata

Ingrid Betancourt è stata liberata – Wikinotizie

Ingrid Betancourt è stata liberata

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mercoledì 2 luglio 2008
Ingrid Betancourt, da 6 anni in mano ai guerriglieri delle FARC, è stata liberata oggi assieme ad altre 14 persone, dopo un blitz dell’esercito colombiano.

L’operazione ha permesso l’arresto di due membri delle FARC, di uno noto con il nome di battaglia di “Cesar”.

Assieme alla ex-senatrice ed ex-candidata alla presidenza franco-colombiana, sono stati liberati anche 7 soldati colombiani, 4 agenti di polizia e 3 soldati statunitensi. Questi ultimi sono stati rapiti nel febbraio 2003 in seguito all’abbattimento del loro aereo durante un’operazione contro i narcotrafficanti.

Tutti i rilasciati sono già stati trasportati nella base militare di Tolemacida e starebbero bene. La Betancourt, in particolare, sarebbe in «condizioni ragionevolmente buone». Gli ostaggi sono stati liberati a Miraflores, nella Colombia centrale.

La CNN ha rivelato nei giorni scorsi la presenza di due intermediari (uno svizzero ed un francese), notizia che aveva portato in un primo momento ad accreditare l’ipotesi di un rilascio concordato, poi smentita.

Il Ministro della difesa colombiano, Manuel Santos, ha dichiarato in conferenza stampa che il blitz condotto «non ha precedenti e sottolinea la qualità e la professionalità delle forze militari colombiane». Secondo quanto annunciato successivamente dal generale Jaime Padilla de León, l’intervento è giunto a conclusione di una lunga operazione in tre fasi di liberazione degli ostaggi, denominata “Scacco 2”.

I militari hanno circoscritto l’area di azione dopo la fuga del vicesindaco John Frank Pinchao (4 settembre 2007) e soprattutto dopo la liberazione di Clara Rojas (27 febbraio 2008), collaboratrice ed amica della Betancourt. Verso metà febbraio, ha detto il generale Padilla de Leon, «siamo venuti a sapere che alcune persone hanno visto i tre statunitensi bagnarsi in un fiume» ricompreso nella regione di Guaviare, individuata come area di detenzione degli ostaggi. La prima fase dell’operazione ha permesso quindi di infiltrare «nel primo cerchio delle FARC» un uomo dell’esercito che «negli ultimi anni ha avuto incarichi di sorveglianza di un importante gruppo di ostaggi».

Il leader delle FARC Alfonso Cano

La seconda fase è consistita nella liberazione degli ostaggi: sotto la finta copertura di una missione umanitaria, l’esercito ha tratto in inganno il gruppo che sovrintendeva alla sorveglianza dei 15 ostaggi, permettendo la loro riunione in un luogo specifico. I guerriglieri erano convinti di dover incontrare il nuovo capo delle FARC, noto con il nome in codice di “Alfonso Cano”. Ma ad attenderli c’era un elicottero militare che ha costretto i paramilitari ad abbandonare gli ostaggi e a darsi alla fuga. La terza fase sarebbe consistita in un piano alternativo, qualora l’operazione non fosse andata in porto.

Lorenzo Delloye, figlio della Betancourt, ha detto: «È la notizia più bella della mia vita».

Anche Papa Benedetto XVI ha espresso grande soddisfazione per la liberazione, attraverso un comunicato diffuso da padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana: «È una bella notizia e speriamo in un segnale promettente per un cammino di vera pacificazione più ampio e duraturo in tutto il Paese».

Accompagnato dalla famiglia Betancourt, il Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy ha ringraziato per l’azione l’esercito colombiano, il presidente Uribe ed i presidenti di Venezuela, Ecuador ed Argentina Hugo Chavez, Rafael Correa e Cristina Fernández de Kirchner, seguito da un appello ai combattenti perché cessino la loro lotta «assurda e medievale». Sarkozy ha poi riferito che «la Francia è pronta ad accogliere tutti coloro (membri delle Farc) che rinunceranno alla lotta armata»

Il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Silvio Berlusconi, ha detto: «Si è conclusa una lunga e dolorosa vicenda, per la cui soluzione l’Italia si è sempre concretamente battuta. L’auspicio è che questo gesto possa avviare un dialogo costruttivo e democratico tra le forze politiche in Colombia e che possa cessare ogni forma di violenza».

Le FARC, indebolite dagli omicidi mirati dei suoi leader principali come il numero 2 Raul Reyes e il capo Manuel Marulanda Vélez (detto “Tirofijo”, colpo sicuro), tengono prigionieri ancora circa 700 ostaggi. Le FARC, che una volta vantavano oltre 17000 membri, e potevano attaccare ovunque nella Colombia, sono ora costrette a rifugiarsi nella giungla. Il numero dei membri è sceso infatti fino a contare 9000 affiliati.

Le FARC sono considerate la più vecchia organizzazione sovversiva della Colombia, e sono considerate come terroristi dal governo degli Stati Uniti d’America e dall’Unione Europea.

La liberazione della Betancourt è stata salutata con grande gioia anche da parte de l’Unità. Il quotidiano italiano è stato promotore, nelle settimane scorse, di un’iniziativa per assegnare alla più illustre prigioniera delle FARC il Premio Nobel per la pace.

Iniziativa che ha cercato di porre l’attenzione dell’opinione pubblica sulla sua condizione di prigioniera politica, sopratutto dopo che le informazioni sulla sua salute parlavano di un pericolo concreto di vita. Molti nomi famosi hanno aderito: Dario Fo, Rita Levi Montalcini, Walter Veltroni, Dacia Maraini, Margherita Hack, Ottavia Piccolo e il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti.

La madre di Ingrid ha scritto anche una lettera in cui ringraziava per l’iniziativa e la sensibilità dimostrata la redazione del giornale: «I nostri ringraziamenti per la campagna d’informazione che il prestigioso quotidiano che dirige sta svolgendo per la liberazione di Ingrid Betancourt e per il lancio della proposta di assegnarle il Premio Nobel per la Pace».


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March 1, 2008

Duro colpo alle FARC: ucciso il numero 2 dei terroristi colombiani

Duro colpo alle FARC: ucciso il numero 2 dei terroristi colombiani

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sabato 1 marzo 2008

Raúl Reyes

Il portavoce delle FARC, gruppo guerrigliero colombiano, Raul Reyes è stato ucciso dalle truppe della Colombia. A informare dell’accaduto è la radio privata Caracol, la quale ha riferito che il numero due della FARC è stato ferito a morte durante un attacco militare.

Raul Reyes è morto durante un’operazione militare, dopo che era stato localizzato da aerei spia, tramite satelliti. Il ministro della Difesa colombiano Juan Manuel Santos ha affermato che il campo della guerriglia in cui si trovava Reyes era nel territorio ecuadoregno e che è stato ucciso all’alba. A seguito del bombardamento è stato effettuato un attacco terrestre e secondo il ministro, inoltre, sono stati uccisi 18 terroristi.

Raul Reyes, pseudonimo di Luis Edgar Devia, è il primo caduto tra il comando delle FARC in un attacco militare. Santos afferma anche che questa è stata «una operazione congiunta delle Forze armate e della polizia», l’uccisione di Raul Reyes è «il colpo più duro inflitto alle Farc fino a questo momento».

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February 28, 2008

Sarkozy sulla Betancourt: «Disposto a cercarla io stesso»

Sarkozy sulla Betancourt: «Disposto a cercarla io stesso»

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giovedì 28 febbraio 2008

«Sono pronto ad andare io stesso, al confine tra il Venezuela e la Colombia, per cercare Ingrid Betancourt». Così il presidente della Francia, Nicolas Sarkozy, è intervenuto a commentare le ultime notizie, secondo le quali la candidata alla presidenza colombiana, da oltre 6 anni ostaggio dei guerrieri rivoluzionari delle FARC, sarebbe affetta da una grave forma di epatite B che la starebbe condannando a morte sicura.

Il presidente Sarkozy, in visita in Sudafrica, ha poi «rivolto appello alle Farc affinché liberino senza indugi Ingrid Betancourt, è una questione di vita o di morte. Una questione umanitaria» per poi rivolgersi al presidente Hugo Chávez, invitandolo a «usare tutta la sua influenza per salvare la vita d’Ingrid Betancourt».

Un appello ai guerrieri colombiani è giunto anche da Javier Solana, responsabile della politica estera per l’Unione Europea, che ha detto: «Confido che questo passo condurre alla liberazione immediata e senza condizioni degli altri prigionieri, incluso Ingrid Betancourt».

Negli ultimi tempi, la guerriglia ha rilasciato diversi parlamentari, i quali hanno riferito dei gravi problemi di salute dell’ex parlamentare.

E i guerriglieri delle FARC hanno direttamente risposto al presidente francese, chiedendogli «maggiore imparzialità nella mediazione internazionale, che non deve trasformarsi in una serie di favori che facciano perdere la credibilità di una o di entrambi le parti».

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October 15, 2007

Migliaia in piazza in Colombia nonostante le minacce

Migliaia in piazza in Colombia nonostante le minacce

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lunedì 15 ottobre 2007

In tutta la Colombia si è svolta, tra mercoledì 10 e venerdì 12 ottobre, una manifestazione di protesta contro il governo Uribe indetta dalla “Coalizione Democratica”, che raggruppa sindacati, studenti, contadini e gruppi indigeni durante la quale sarebbero avvenuti abusi, minacce e arresti da parte di militari e paramilitari.

I motivi della protesta sono la negoziazione con gli Stati Uniti d’America di un trattato di libero commercio, la privatizzazione di acqua, sanità e scuola, le attuali leggi sul lavoro e gli incentivi offerti alle compagnie straniere, che gli organizzatori hanno definito “vergognosa svendita della sovranità nazionale”. Essi richiedono inoltre la cancellazione delle concessioni per l’estrazione del petrolio ad aziende straniere che il presidente Uribe ha concesso da quando è salito al potere nel 2002, la smobilitazione del gruppo paramilitare AUC (Forze Unite di Autodifesa Colombiane) e il rispetto dei diritti alla terra delle popolazioni indigene.

Tra gli arresti denunciati dagli organizzatori c’è quello di Isaac Lòpez, candidato di sinistra nelle elezioni comunali di Cartagena del Chairá, arrestato mercoledì prima che potesse unirsi ai manifestanti, con l’accusa di far parte delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane). Sette arresti sono stati segnalati nella zona di Cali ed altri trenta arresti “arbitrari”, negli ultimi due mesi a Tolima, Cauca e Santander.

Molti contadini sono stati bloccati mentre raggiungevano le manifestazioni, in parchi attorno alla città o sull’autostrada e sono stati segnalati sette feriti nella giornata di giovedì e quindici in quella di venerdì.

Secondo l’associazione ACVC (Associazione dei Contadini di Valle del Río Cimitarra) il 5 ottobre nella città di Yondó soldati armati hanno strappato i manifesti che convocavano la protesta di questi giorni minacciando i residenti di incendiare le case se avessero trovati di nuovi.

In settembre erano stati distribuiti alcuni volantini esortando la popolazione a non partecipare alla protesta proclamata dalla “Coalizione Democratica”, definendola “atti di terrorismo”. Esponenti del governo, inoltre, hanno pubblicamente accusato i manifestanti di legami con le FARC.

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August 6, 2007

Colombia: uccide quattro figli con pane al veleno

Colombia: uccide quattro figli con pane al veleno

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lunedì 6 agosto 2007

Un contadino colombiano, Pastor Quiroz Vasquez, che aveva più volte minacciato il suicidio qualora la moglie Ana Lucia Moncada lo avesse lasciato, ha atteso che questa si recasse al lavoro e poi ha dato attuazione pratica alle sue minacce: prima di tentare di uccidersi, ha distribuito del pane avvelenato a quattro dei suoi sei figli, che sono morti all’istante, e poi ne ha ingerito a sua volta.

L’uomo, ancora vivo, è stato trovato agonizzante a 200 metri dalla casa, mentre nell’abitazione erano riversi ormai senza vita i corpi dei bambini con parte del pane gettato a terra.

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August 8, 2005

Ciclismo Giro di Colombia 2005

Ciclismo Giro di Colombia 2005 – Wikinotizie

Ciclismo Giro di Colombia 2005

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8 agosto 2005

Libardo Nino vince il Giro di Colombia di ciclismo[]

Il colombiano Libardo Nino vince il Giro di Colombia di ciclismo.
Tutti per i colombiani ai primi tre posti.

Classifica[]

1° Libardo Nino (Col.)
2° Walter Pedraza (Col.) a 1’14”
3° Alvaro Sierra (Col.) a 1’35”

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