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August 11, 2012

Calcio: la Juventus sconfigge il Napoli e vince la Supercoppa italiana 2012

Calcio: la Juventus sconfigge il Napoli e vince la Supercoppa italiana 2012

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Pechino, sabato 11 agosto 2012

Gianluigi Buffon, il capitano della Juventus.

Finisce con la vittoria della Juventus sul Napoli la Supercoppa italiana 2012 disputata oggi nello Stadio nazionale di Pechino: il risultato finale è di 4-2 a favore dei bianconeri. La partita, che si è protratta fino ai tempi supplementari, ha visto quattro gol nei tempi regolamentari e i restanti nei supplementari.

La prima rete della partita è del Napoli, con Cavani al 27′, a cui risponde il neo-acquisto bianconero Asamoah dieci minuti dopo. Il terzo gol è ancora azzurro grazie a un pallonetto di Pandev su Buffon a quattro minuti dal termine del primo tempo. Il pareggio della Juventus arriva nel secondo tempo con un rigore di Vidal al 26′. Successivamente vengono comminate due espulsioni a danno del Napoli, la prima a Pandev, espulso per aver detto qualche parola di troppo all’assistente di Mazzoleni, benché il giocatore affermi di non aver insultato nessuno, successivamente arriva il secondo giallo a Zúñiga a causa di una fallo su Giovinco. Durante la seconda espulsione l’allenatore della squadra partenopea, Mazzarri, viene a sua volta espulso per proteste.

I tempi regolamentari finiscono sul 2-2, e nei supplementari arrivano l’autogol di Maggio e il primo gol stagionale di Vučinić. Per la prima volta Buffon solleva un trofeo come capitano della Juventus mentre tutta la squadra dedica il trofeo all’allenatore Conte, sostituito in panchina da Carrera a seguito della squalifica per lo scandalo italiano del calcioscommesse. Il Napoli successivamente diserta la premiazione e annuncia il silenzio stampa per protestare contro l’arbitraggio di Mazzoleni.

Il tabellino[]

Juventus – Napoli 4-2

  • Juventus (3-5-2): – Buffon; Barzagli, Lúcio, Bonucci; Lichtsteiner (43′ st Padoin), Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Giovinco (11′ sts Giaccherini), Matri (1′ st Vučinić). A disp: Storari, Marrone, De Ceglie, Quagliarella. All: Carrera
  • Napoli (3-5-2): – De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro (17′ st Fernández), Britos; Maggio, Behrami, Inler, Zúñiga; Hamšík (23′ st Gargano); Pandev, Cavani. A disp: Rosati, Aronica, Dossena, Insigne, Vargas. All: Mazzarri

Arbitro: Mazzoleni
Marcatori: 27′ pt Cavani (N), 37′ pt Asamoah (J), 41′ pt Pandev (N), 26′ st rig Vidal (J), 7′ pts aut. Maggio (N), 11′ pts Vucinic (J).
Ammoniti: Britos (N), Cannavaro (N), Behrami (N), Cavani (N), Lichtsteiner (J), Zúñiga (N), Giovinco (J), Bonucci (J). Espulsi: Pandev (N), Zúñiga (N)


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March 25, 2012

Calcio: arrestati quattro ex nazionali cinesi per illecito sportivo

Filed under: Asia,Calcio,Cina,Giustizia e criminalità,Pechino,Pubblicati,Sport — admin @ 5:00 am

Calcio: arrestati quattro ex nazionali cinesi per illecito sportivo

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Pechino, domenica 25 marzo 2012

Da ieri è di pubblico dominio la notizia che quattro ex calciatori della Nazionale cinese, Jiang Jin, Su Maozhen, Qi Hong e Shen Si, sono stati arrestati dalla polizia cinese per aver truccato la partita Shanghai International-Tianjin Teda (1-2) del campionato cinese 2003. La loro squadra era quella che giocava in casa, adesso non più attiva.

Il denaro che i quattro hanno ricevuto è stato di 8 milioni di yuan (957.000 euro). Le accuse nei loro confronti scaturiscono da un’inchiesta che nei giorni passati ha portato in galera alcuni ex dirigenti della Chinese Football Association (CFA), tra cui l’ex vicepresidente Nan Yong; anche l’ex presidente del Tianjin Teda, Zhang Yifeng, è stato arrestato.

L’indagine, una delle più grosse della storia del calcio cinese, ha visto coinvolti altri giocatori, arbitri e alti funzionari.


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November 10, 2008

Nessun compromesso sullo status del Tibet

Nessun compromesso sullo status del Tibet

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lunedì 10 novembre 2008

Bandiera del Tibet

“I nostri colloqui non hanno fatto registrare progressi e loro (i rappresentanti del Dalai Lama) dovrebbero assumersi la piena responsabilità di ciò”, ha detto Zhu Weiqun, vice-ministro del Dipartimento del Fronte del Lavoro Unito cinese, in una conferenza stampa dopo il recente incontro con i rappresentanti del governo tibetano in esilio.

Il governo cinese ha detto che i colloqui sono stati “aperti e sinceri” ma che rimangono “serie divergenze” e che non può essere messo in discussione l’indipendenza del Tibet. Lodi Gyaltsen Gyari, Kelsang Gyaltsen, inviati dal Dalai Lama, erano arrivati a Pechino il 30 ottobre per due giorni di colloqui sullo status della regione himalayana.


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August 25, 2008

Pechino 2008: cosa dice il Medagliere

Pechino 2008: cosa dice il Medagliere – Wikinotizie

Pechino 2008: cosa dice il Medagliere

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lunedì 25 agosto 2008

Chiuse le Olimpiadi di Pechino, è tempo di bilanci. I rapporti di forza del medagliere sono un indicatore dei tempi che cambiano, e i suoi numeri suscitano ovviamente la massima attenzione. La Cina voleva battere gli USA nel medagliere, l’Italia voleva 30 medaglie, e così via.


Posizione Paese Gold medal.svg Silver medal.svg Bronze medal.svg Totale
1 Flag of the People's Republic of China.svg Cina 51 21 28 100
2 Flag of the United States.svg Stati Uniti 36 38 36 110
3 Flag of Russia.svg Russia 23 21 28 72
4 Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito 19 13 15 47
5 Flag of Germany.svg Germania 16 10 15 41
6 Flag of Australia.svg Australia 14 15 17 46
7 Flag of South Korea.svg Corea del Sud 13 10 10 33
8 Flag of Japan.svg Giappone 9 6 10 25
9 Flag of Italy.svg Italia 8 10 10 28
10 Flag of France.svg Francia 7 16 17 40

Iniziando dalla Cina, la sua volontà dichiarata era quella di primeggiare nei giochi Olimpici, battendo anche gli Stati Uniti d’America. Risultato pienamente ottenuto, almeno in termini qualitativi. I Cinesi trattengono in casa ben 100 medaglie, anche se gli Americani se ne portano oltreoceano 110. I Cinesi però ambivano a 44 titoli olimpici, secondo le loro previsioni. Con l’ultimo giorno dei giochi, ieri, hanno vinto la prima medaglia d’oro della loro boxe olimpica; medaglia che li ha fatti arrivare a 51 titoli.

Gli Stati Uniti ieri hanno raggiunto quota 36 con la conquista di due medaglie particolarmente preziose: quella della pallavolo e quella della pallacanestro, battendo Brasiliani e Spagnoli in competizioni serrate. Questi ultimi sono stati piegati solo dopo avere fatto oltre 100 punti al Dream Team, partendo in vantaggio, per poi essere ripresi e mantenuti a distanze davvero ridotte, alle volte di appena 4 punti. Solo una serie di tiri lunghi da 3 punti ha permesso agli Americani di riprendere margine, verso la fine della partita.

Gli italiani proseguono la loro lenta decadenza nel Medagliere. Atlanta 1996, in casa degli Americani: 13 ori, 35 medaglie e 6o posto; Sydney 2000, 13 ori, 34 medaglie e 7imo posto(-2 argenti e +1 bronzi rispetto ad Atlanta); Atene 2004, appena 10 ori, 32 medaglie e 8o posto; attualmente c’è il nono posto, sia come criteri qualitativi (prima l’oro, poi l’argento e poi il numero dei bronzi), sia quantitativi, totale di 28 medaglie. Solo 8 titoli olimpici; per un caso davvero singolare l’Italia ha potuto chiudere con una medaglia d’oro sull’ultima gara, come ad Atene, ma allora era la maratona e oggi, che la maratona ha regalato il 12imo posto, i supermassimi. Anche all’esordio l’Italia ha quasi bissato l’oro nella ciclismo su strada, mancandolo per mezzo metro all’arrivo.

Gli italiani forse mai come stavolta hanno fatto assegnamento alle ‘arti marziali’. Un argento al Taekwondo, oro, argento e bronzo nel pugilato, oro nel Judo, oro nella lotta greco-romana; ma anche due ori e 5 bronzi nella scherma, e infine 1 oro e 3 argenti nei tiri con armi varie: ben 6 titoli olimpici su otto e la maggior parte delle medaglie sono andate a questo settore sportivo.

Le delusioni, in compenso, non sono mancate; il nuoto femminile, con un oro e un argento, avrà raggiunto più o meno gli obiettivi prefissati, ma se la Pellegrini ride, non si può dire altrettanto di Magnini e dei ragazzi in generale, sistematicamente fuori dal podio, fino alla delusione della staffetta in cui, sebbene siano andati in finale, sono arrivati ottavi e pure squalificati. Il canottaggio è stato capace di una sola medaglia d’argento, tanto che Galeazzi ha potuto tirare un sospiro di sollievo dicendo «c’è un Dio anche a Pechino», confessando che altrimenti si sarebbe sentito inutile.

Deludenti le squadre olimpiche: ad Atene se n’erano mandate ben 8, di cui alcune senza speranza di medaglia alcuna; altre invece totalizzarono un oro (pallanuoto femminile), 2 argenti (indimenticabile la faccia di Mastrangelo nascosta sotto la maglietta, dopo la finale col Brasile, allora come oggi giunto fino in fondo al torneo), un bronzo (l’Italia dovette vedersela proprio con l’Iraq, di cui all’epoca occupava la provincia di Nassiriya). Stavolta nulla; fuori la pallanuoto maschile, poi il calcio (contro il Belgio, che anche in dieci ha vinto per 3-2), le pallanuotiste, le pallavoliste, e infine i pallavolisti.

I vice-campioni olimpici della pallacanestro, battuti in finale dall’Argentina (adesso finita bronzo) nemmeno pervenuti alle competizioni. Non è bastato nemmeno lo strapotere delle pallavoliste italiane, che ad un certo punto hanno perso la loro invincibilità: vinta la Serbia per il solito 3-0, hanno affrontato le brasiliane e stavolta il tre a zero lo hanno dovuto subire loro, con 75 punti subiti contro 55 fatti (malissimo il primo set, meglio il secondo, intermedio il terzo). Erano le uniche due squadre imbattute del torneo, e il rapporto di forza non ha lasciato adito a dubbi; le italiane hanno comunque potuto disputare i quarti con le americane; primo set Italia, secondo USA, terzo Italia, poi quarto set USA e infine un quinto set senza storia finito 15-6.

Le campionesse olimpiche della pallanuoto sono state ad un passo dall’eliminazione contro l’Olanda, come del resto gli era capitato ad Atene con Americane e Greche; hanno recuperato in extremis, ma ai rigori hanno sbagliato a tirare il primo; le olandesi no e hanno vinto.

Nell’atletica le cose non sono andate affatto bene: su 47 competizioni e 141 podi, solo una vittoria e una medaglia (2+1 ad Atene). Gli Italiani hanno resistito nell’unica enclave rimasta loro, quella della marcia. Per tutto il resto, anche nella maratona, risultati deludenti. L’Atletica, la ‘regina delle Olimpiadi’ esige selezioni dure tra gli aspiranti campioni; in un Paese ridotto a 1,36 figli per donna la crisi, già significativa da alcuni anni, non poteva non arrivare; e se si aggiungono le gestioni fallimentari di campioni come l’ex-americano Andrew Howe (che ironicamente, in una nota pubblicità veniva scambiato per un turista anziché un atleta), il risultato non può essere che disastroso. L’Atletica è stata il dominio di africani, americani, giamaicani, ma anche dei russi. Per la vecchia Europa Occidentale c’è stato poco posto.

Le altre nazioni hanno segnato alti e bassi: gli USA sono rimasti primi nel medagliere in termini quantitativi: ad Atlanta avevano 101 medaglie di cui 44 d’oro; 97/33 a Sydney, 102/35 ad Atene; con 36 ori e 110 medaglie hanno vinto più medaglie che ad Atene, e più medaglie che nelle precedenti competizioni. Ma stavolta sono stati superati dalla Cina come medaglie d’oro, il che era quanto i Cinesi si prefissavano. La loro progressione nei giochi olimpici equivalenti (dal ’96) è stata: 16 ori su 50 medaglie (quarto posto); 28/59 (3a), 32/63 (2a), 51/110 (prima). Al terzo posto i Russi; la loro evoluzione è stata 26/63(2a), 32/88 (2a), 27/92 (3a), 23/72 (3a). I russi sono stati particolarmente flagellati da controlli antidoping, il che ha eliminato molte possibili star dei giochi data la positività riscontrata su parecchi atleti, ma ha anche suscitato le proteste dei Russi che sospettavano la volontà di ‘far fuori’ i loro atleti a beneficio di quelli di casa. Di sicuro c’è stato un calo.

Chi è salito è invece il Regno Unito; ad Atlanta 1 oro su 8 medaglie, 36imo posto. Dopo questa catastrofe, a Sydney 11 ori su 28 medaglie, 10imo posto; ad Atene 9 ori ma su trenta medaglie, sempre decimo posto. Oggi 3o posto (in vista delle olimpiadi di Londra?) con 19 ori su 47 medaglie complessive. I tedeschi hanno avuto la seguente evoluzione: 20 (ori)/65 (medaglie) (3a), 13/56 (5a), 14/49 (6a), e ora 16 ori su 41 medaglie per un quinto posto nel medagliere, sesto come numero di medaglie. Segue l’Australia in sesta piazza; nelle olimpiadi precedenti era 7a (9/41), 4a (16/58), 4a (16/49). La Corea del Sud ha ottenuto la seguente crescita: Atlanta, 10a con 7/27, a Sydney 12a con 8/28, ad Atene 9a con 9/30. Ora 13 ori su 31 medaglie. Il Giappone decisamente in ribasso, dopo i fasti greci che fruttarono anche il titolo olimpico di maratona femminile, in un lungo inseguimento nell’Atene al crepuscolo (l’inseguitrice era una kenyana). La sua squadra negli ultimi 12 anni ha ottenuto: ad Atlanta 3/14, 23imo posto; a Sydney 5/18 e il 15imo posto; ad Atene 16 ori su 37 medaglie e il 5o posto, nonostante la lontananza geografica dalla madrepatria triplicò il numero di vittorie olimpiche rispetto a Sidney; adesso è sceso all’8 posto con 9 ori su 25 medaglie.

L’Italia ha il non posto sia come medagliere ‘qualitativo’ che come numero di medaglie vinte, cosa piuttosto singolare; recrimina la sfortuna e le ingiustizie subite dalle varie giurie. Nel primo caso la perdita di un oro nel ciclismo su pista, il fotofinish che ha tolto all’eterna Idem, per 4 millesimi (circa 2 cm), l’oro olimpico; i rigori con l’Olanda a pallanuoto, e un numero incredibile di piazzamenti a ridosso del podio; nel secondo caso le decisioni della giuria nel fioretto a squadre femminile, che hanno escluso le italiane dalla finale; e le medaglie da cui sono stati estromessi, sistematicamente quarti, i vari Cassina, le ginnaste, gli anellisti.

La Francia chiude i primi dieci nel medagliere,dopo una rimonta con 3 ori che l’hanno tolta dal 12imo posto, grazie ai risultati negli ultimi giorni di gare; solo 7 medaglie d’oro, ma ben 40 complessive che la pongono in termini di medaglie in un lusinghiero 7imo posto, una delle maggiori sperequazioni tra i due parametri (ori vs podi). Dietro la Francia c’è l’Ucraina, e poi l’Olanda. La prima era 9a ad Atlanta (9/23), 21a a Sidney (3/21), 12a (9/23) ad Atene, adesso è diventata 11a con 7 ori e 27 medaglie in generale. L’Olanda era 14a con 4/19 ad Atlanta, 8a (9/25) a Sidney, 18a (4/22) ad Atene. Quindi con 7/16 ha ottenuto un miglioramento con la 12a piazza. Fortissima la Giamaica che agli ultimi giochi era appena 34a con 2 ori su 5 medaglie, e adesso è 13a con 6 ori su 11 medaglie. Bolt, l’atleta ‘tre in uno’, e una squadra di agguerriti corridori ha fatto sì che questa nazione caraibica, nota per il reggae e tristemente famosa per una delle capitali (Kingston) più malfamate e violente del mondo, stesse in vetta nel settore atletico. Di fatto Bolt ha fatto da degna alternativa al ‘cannibale’ Phelps, vincitore di 8 ori nel nuoto.

Poco sotto c’è la Spagna, nazione che è stata capace negli ultimi giochi di ottenere rispettivamente la 13a piazza (5/17), 15a (3/11), 20a (3/19). Non molto per una nazione ricca di talenti in altri sport, ma quest’anno ha ottenuto 5 ori su 18 medaglie, 14a nel medagliere e 14a anche come numero di medaglie.

Dietro avanza la potenza keniota, la prima d’Africa: 15a piazza, 5 ori, 18 medaglie complessive, finalmente la vittoria nella maratona maschile come preconizzato anche da Baldini, che ragionava sul semplice fatto che i keniani sono i migliori al mondo e prima o poi sarebbe accaduto anche di vincere la medaglia d’oro olimpica. E così è stato; in un forcing incredibile un gruppo di atleti ha staccato da subito tutti gli altri, si è ridotto a 9-10 corridori tutti africani, poi dal 29imo km sono rimasti in 5, e infine uno solo, quello che ha vinto stabilendo il nuovo record olimpico e dando quasi 7 minuti al suddetto Baldini che, sorridendo stravolto dalla fatica (la giornata, nonostante la velocità espressa dai corridori, era veramente calda), ha annunciato il suo addio alla maratona (ma forse resterà sulle gare più brevi).

Se l’Italia prosegue il suo lento declino di una posizione per volta ogni Olimpiade, altre nazioni sono in ascesa, come si è visto, ma altre sono crollate. La Romania, per esempio, a Pechino è 17ima con 4 ori su 8 medaglie. Le tre olimpiadi precedenti era giunta 14a (4/20), 11a (11/25), 14a (8 ori su 19 medaglie). Peggio ancora per Cuba, da cui molti atleti sono espatriati negli anni, impoverendola gravemente e suscitando la rabbia del governo cubano (vedi anche caso Agüero). Era 8a ad Atlanta (9 ori su 25 medaglie), 9a a Sidney (11/29), 11a (9 ori su 27 medaglie) ad Atene. Ora invece, è solo 34ima: 2 ori olimpici appena. Ma nondimeno ha vinto totalmente ben 24 medaglie, che nella classifica quantitativa la pongono ad un non disprezzabile 12imo posto. È rimasta grossomodo sulla sua media storica come numero di podi, ma i soli due titoli olimpici conquistati non soddisfano sicuramente, specie considerando che uno degli atleti cubani è stato cacciato dopo avere picchiato l’arbitro, con relativa brutta figura, e dopo che il Brasile con 3 ori e 15 medaglie gli ha strappato la leadership del medagliere latino-americano.

Altra nazione che è caduta improvvisamente è stata l’Ungheria: la progressione è stata: 12a ad Atlanta (7 ori su 17 medaglie), 13a a Sydney (8/17), 13a ad Atene (8/17), ora solo 21ima sia per qualità che quantità, con 3 ori su 10 medaglie. Male anche la Polonia, che è passata da 7/17, a 6/14, a 3/10 e infine 3 ori e 10 medaglie totali anche adesso, in 20ima posizione, una meglio di 4 anni fa. Hanno fatto peggio altre nazioni: di queste forse la peggiore in assoluto è stata la Svezia, una delle più titolate nazionali olimpiche in termini storici: è finita 56a con 4 argenti e 1 bronzo, dopo che in ciascuna delle due ultime olimpiadi aveva ottenuto 4 ori. Adesso è addirittura l’unica nazione del nord Europa a non ottenere vittorie olimpiche.

L’India, come il Belgio e l’Iran, si consola con un oro olimpico dopo che nelle ultime due olimpiadi aveva conquistato esattamente 1 argento e 2 bronzi. Per il suo miliardo di abitanti una singola medaglia vinta per ciascuna Olimpiade estiva (di quelle invernali, nonostante l’Himalaya, è meglio non parlare) dal ’96 ad oggi. La Grecia, 15a con 6 ori e 16 medaglie nell’ultima olimpiade (di casa), è precipitata al 59imo posto con 2 argenti e 2 bronzi, risultato enormemente deludente se si considera anche i 4 ori vinti in ciascuna delle olimpiadi del ’96 e del ‘2000.

Si potrebbe continuare a lungo nella disamina dei singoli risultati, ma in generale appaiono evidenti vari elementi importanti e assai costanti. Uno è l’assenza di significato nelle distanze tra la madrepatria e il luogo delle competizioni: il Giappone, per esempio, ha triplicato gli ori passando da Sydney ad Atene, poi è calato tornando a Pechino, a due passi da casa. L’Italia ha ottenuto 13 ori negli USA, 13 in Australia, ma solo 10 nell’olimpiade più vicina a casa eccetto quella di Roma del ’60, quando arrivò 3a sempre con 13 ori, dietro URSS e USA e su appena 146 gare previste. L’Italia soffre, come anche altre nazioni occidentali, il problema base della ridotta natalità che incide sopratutto nell’atletica, ma resistendo negli sport di nicchia come la scherma.

Un’altra verità è quella della concentrazione del “potere” sportivo. L’Italia ad Atlanta arrivò 6a con 13 medaglie su 270 gare. Adesso con lo stesso risultato sarebbe 7a. Ma sopratutto, se avesse vinto 8 medaglie d’oro a Sydney, sarebbe giunta 12a, posizione che occupò la Corea del Sud con esattamente gli stessi allori olimpici che la nazionale italiana ha conquistato quest’anno. In altre parole, nonostante le 302 gare, una in più di Atene, le potenze ‘primarie’ delle Olimpiadi inglobano la maggior parte dei successi lasciando solo le briciole agli altri. Ad Atene, con 10 ori, l’Italia arrivò 8a, ma con lo stesso numero di successi a Sydney sarebbe arrivata 12ima.

Insomma, con pochi successi è più facile fare bella figura nel medagliere, paradossalmente proprio perché la maggior parte delle discipline sono appannaggio dei primi. Le prime 5 nazionali di Pechino hanno ottenuto 145 vittorie, quasi la metà del totale messo in palio. Ad Atene erano solo 127 su 301. A Sydney invece erano 129 su 300.

Beijing 2008
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August 24, 2008

Olimpiadi 2008, Atletica leggera: Baldini chiude la maratona al 12° posto

Olimpiadi 2008, Atletica leggera: Baldini chiude la maratona al 12° posto

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domenica 24 agosto 2008

Stefano Baldini alla maratona di Londra

Nella maratona maschile svoltasi nella nottata passata, ha visto Stefano Baldini chiudere al 12° posto.

A causa di un infortunio, uno stiramento, subito il 16 agosto, il maratoneta non si è potuto preparare adeguatamente e nella gara ne ha risentito, staccandosi fin dai primi minuti dalle prime posizioni. Si era infortunato anche alla maratona di Londra, che l’aveva costretto ad uno “stop” di un mese.

L’oro va al kenyano Samuel Kamau Wanjiru che chiude la competizione segnando il record olimpico di 2 ore 6 minuti e 32 secondi.

A fine gara, Baldini ha dichiarato: «A 37 anni, dopo 18 anni di carriera ad altissimo livello, l’orgoglio ci vuole e altrimenti non arrivi. Ho dimostrato che lavorando seriamente con costanza ed essendo pulito si può durare a lungo. Il bilancio è assolutamente positivo, concludo con sei medaglie a livello internazionale, piazzamenti ovunque e record italiani. Mi sono tolto le mie soddisfazioni».

Il maratoneta ha poi parlato della gara appena conclusa affermando: «I primi 10 km sono stati un po’ problematici, però sono partito abbastanza piano, in modo da riscaldarmi bene e in questo modo sono riuscito a gestire abbastanza bene la situazione. Oggi non ho fatto niente di eccezionale, normale per quello che so fare io e quindi, correndo in difesa, è venuta una classifica sufficiente anche se mi sarebbe piaciuto chiudere in un altro modo. Quattro anni fa era un’altra cosa, non credevo di arrivare fino a qua. Alla fine, con tutti i casini che ho avuto in questi quattro anni, credo che sia andata discretamente».

Sì è poi complimentato con il vincitore della competizione, definendolo un “grande erede”, ed ha concluso il suo discorso parlando della situazione sui diritti umani in Cina: «Spero se ne continui a parlare anche da domani in poi. Noi abbiamo fatto il nostro dovere e le gare hanno dimostrato che lo sport è un collante incredibile. Pechino ci ha dato un’immagine di se molto positiva, poi i problemi non si risolvono in 20 giorni».

Beijing 2008
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Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: l\’Italia cerca il terzo posto

Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: l’Italia cerca il terzo posto

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sabato 24 agosto 2008

Nell’ultima giornata delle Olimpiadi di Pechino 2008, si conclude anche il torneo di pallavolo maschile.

La finale per il primo e il secondo posto si disputerà tra Stati Uniti d’America e Brasile, con i verde-oro favoriti per la vittoria finale, ma che dovranno sicuramente tenere alta la concentrazione per evitare di dare il via libera ad una nazionale, quella statunitense, non certo accreditata, all’inizio del torneo, come possibile finalista.

La finale per il terzo e il quarto posto sarà invece tra Italia e Russia. Gli azzurri scenderanno in campo per centrare l’obiettivo di salire sul gradino più basso del podio. Per la nazionale di Andrea Anastasi, questa edizione dei giochi olimpici è stata sicuramente caratterizzata dai continui infortuni, che hanno messo a dura prova la tenuta di squadra e, di conseguenza, le scelte tecniche operate dall’allenatore azzurro.

Beijing 2008
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Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: Italia sconfitta dalla Russia

Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: Italia sconfitta dalla Russia

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domenica 24 agosto 2008

L’Italia dopo aver sperato fino all’ultimo di arrivare sul più basso gradino del podio, esce sconfitta contro la Russia nella pallavolo maschile, finendo al quarto posto.

Una sconfitta netta, con la grintosa Russia che conclude la partita con un 3-0, mettendo K.O. la squadra azzurra. Il primo set con un sofferto 25 a 22, il secondo si chiude con 25 a 19 ed il terzo ed ultimo con un 25-23.

Il match è stato pregiudicato anche dai numerosi infortuni all’interno della squadra, con quelli di Fei, Corsano e Mastrangelo.

Il tecnico della squadra azzurra, Andrea Anastasi, si è detto comunque soddisfatto dei risultati raggiunti: «Abbiamo la consapevolezza di essere tornati tra le grandi. Per come siamo arrivati a questi Giochi ci avrei messo la firma per chiudere quarti. Oggi la Russia ha vinto meritatamente, noi eravamo svuotati di energie: non sapevo più cosa chiedere a questi ragazzi».

Beijing 2008
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Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: agli Stati Uniti la medaglia d\’oro

Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: agli Stati Uniti la medaglia d’oro

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domenica 24 agosto 2008

Volleyball (indoor) pictogram.svg

Nell’ultima giornata delle Olimpiadi di Pechino, gli Stati Uniti aggiungono un altro oro al loro già nutrito medagliere, conquistando il primo posto nel torneo di pallavolo maschile. Battendo il pur titolato Brasile, gli Stati Uniti “vendicano” la compagine femminile a stelle e strisce, sconfitta dalle atlete verdeoro nel torneo femminile.

I ragazzi del coach Hugh McCutcheon si sono imposti per 3-1. Il primo set aveva, visto i brasiliani vincere con un sonoro 25-20. I giocatori agli ordini di Bernardo Rocha de Rezende si sono, però, arresi agli statunitensi, che vincono le successive tre frazioni per 25-22, 25-21 e 25-23, in una sorta di replay della semifinale della World League 2008, terminata con il più tondo successo degli statunitensi.

Le due nazionali avevano superato i rispettivi gruppi eliminatori al primo posto, gli Stati uniti con 10 e il Brasile con 9 punti. Gli statunitensi avevano poi eliminato la nazionale serba (3-2) e quella russa (3-2). I verdeoro avevano superato, invece, la rappresentativa di casa, ovvero la Cina (3-0) e l’Italia (3-1).

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Olimpiadi 2008, l\’Italia chiude con 28 medaglie al nono posto

Filed under: Asia,Cina,Olimpiadi,Pechino,Pubblicati,Sport,XXIX Olimpiade estiva — admin @ 5:00 am

Olimpiadi 2008, l’Italia chiude con 28 medaglie al nono posto

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domenica 24 agosto 2008

Alle Olimpiadi di Pechino l’Italia ha conquistato 28 medaglie (8 ori, 10 argenti, 10 bronzi) chiudendo al nono posto nel medagliere finale, in leggera flessione rispetto ad Atene 2004, dove gli azzurri ottennero 32 medaglie (10 ori, 11 argenti e 11 bronzi, ottavo posto nel medagliere).

Nella classifica finale domina la Cina, paese ospitante, con 51 ori (+19 rispetto ad Atene 2004), davanti Usa (36, stesso risultato di Atene) e Russia (23), un risultato notevole: per trovare un medagliere migliore bisogna tornare indietro a Seul 1988, quando l’Unione Sovietica vinse 55 ori. Storico sorpasso quindi della Cina sugli Stati Uniti, che mantengono comunque il primato nel numero complessivo di medaglie (110) davanti a Cina (100) e Russia (72); 86 i paesi medagliati su 204 partecipanti. “Sono stati soprattutto i Giochi della svolta: a Pechino c’è stato il cambio dei paralleli e dei meridiani dello sport” con la “scontata crescita della Cina e dell’Asia”, ha dichiarato il capomissione Raffaele Pagnozzi. Per l’Europa, risultato record della Gran Bretagna, con 19 ori e 47 podi in totale: dieci ori e 17 medaglie complessive in più rispetto alla precedente edizione dei Giochi olimpici.

L’Italia chiude davanti alla Francia – decima, ma con un bottino di 40 medaglie – cosa che non accadeva da Los Angeles 1984. Rispetto ad Atene 2004, si abbassa l’età media degli atleti saliti sul podio, da 30,47 a 29,84; scende nettamente anche l’età delle medaglie d’oro, da 28,7 a 26,5, considerando anche che quattro degli otto ori azzurri sono atleti esordienti. Sette medaglie sono state conquistate da atleti provenienti dal Veneto e sei dalla Campania; tredici gli atleti classificati ai quarti posti.

“Dovevano essere Olimpiadi difficili, e si sono dimostrate tali – ha dichiatato Gianni Petrucci, presidente del CONI, nella conferenza stampa conclusiva della spedizione italiana – Ma erano 24 anni che non superavamo la Francia. Non era facile rimanere tra i primi paesi nel mondo nello sport: e invece se nell’economia siamo 46esimi su 126, qui siamo noni su 204. C’è soddisfazione. Il nostro marchio evidentemente tira”. Soddisfatto anche Raffaele Pagnozzi: “Le nostre 30 medaglie rappresentavano il confine tra un’edizione ottima e straordinaria. Così siamo sull’ottimo.”

Petrucci ha inoltre aggiunto “Al governo dico grazie per quello che ha fatto, ma chiediamo investimenti nelle strutture. I Paesi che ci hanno preceduto in classifica hanno la scuola, i college e hanno investito nelle Olimpiadi. Non posso negare che il governo ci sia stato vicino. Il ministro Tremonti ci ha garantito tre anni di tranquillità finanziaria ma è difficile fare programmi senza strutture”.

Medagliere – Top ten[]


Posizione Paese Gold medal.svg Silver medal.svg Bronze medal.svg Totale
1 Flag of the People's Republic of China.svg Cina 51 21 28 100
2 Flag of the United States.svg Stati Uniti 36 38 36 110
3 Flag of Russia.svg Russia 23 21 28 72
4 Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito 19 13 15 47
5 Flag of Germany.svg Germania 16 10 15 41
6 Flag of Australia.svg Australia 14 15 17 46
7 Flag of South Korea.svg Corea del Sud 13 10 10 33
8 Flag of Japan.svg Giappone 9 6 10 25
9 Flag of Italy.svg Italia 8 10 10 28
10 Flag of France.svg Francia 7 16 17 40
Medagliere definitivo – (fonte) Olympic rings with white rims.svgWikinews-logo.svg Segui le Olimpiadi con noi!


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Olimpiadi 2008, Taekwondo: il cubano Matos prende a calci e pugni l\’arbitro

Olimpiadi 2008, Taekwondo: il cubano Matos prende a calci e pugni l’arbitro

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domenica 24 agosto 2008

Violenza inaudita, sia verbale che fisica, al termine di un incontro di taekwondo tra un atleta cubano ed uno kazako ai Giochi olimpici in corso di svolgimento a Pechino.

L’arbitro dell’incontro è stato offeso verbalmente dall’allenatore di Ángel Matos, per poi essere preso a calci e pugni dallo stesso Matos, il quale ha tentato di colpire anche gli assistenti del giudice di gara. Furia e rabbia costati cari al cubano, già medaglia d’oro nella categoria 80 kg a Sydney 2000: è in arrivo infatti la squalifica a vita da tutte le competizioni sportive per lui e per il suo allenatore.

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