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October 28, 2007

Montezemolo: \”In questo Governo non c\’è coesione\”

Montezemolo: “In questo Governo non c’è coesione”

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domenica 28 ottobre 2007

Luca Cordero di Montezemolo, Presidente di Confindustria

È duro l’attacco lanciato ieri al Governo dal Presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Parlando a Caserta, in occasione del Forum della piccola industria, il numero uno di viale dell’Astronomia ha dichiarato «Questo Governo non è in grado neanche di tagliare le cravatte di due centimetri. Non è in grado di tagliare nulla. Non c’è coesione. Ma abbiamo bisogno che il Governo governi, che prenda delle decisioni, qualsiasi esse siano».

Quelle di Montezemolo sono, secondo il premier Romano Prodi, «frasi senza senso». «Non avrebbe senso neanche dare una risposta», ha aggiunto il Professore.

C’è invece «grande sintonia di cultura di fondo» tra Confindustria e la Banca d’Italia: «È un fatto molto importante: cultura del cambiamento, del merito, della flessibilità e della modernizzazione», ha commentato Montezemolo, che ha aggiunto: «Vi ricordate? Ho detto che bisogna restituire le tasse a chi le paga. Abbiamo detto anche che chi lavora nelle fabbriche ha lo stesso merito» degli imprenditori.

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October 21, 2006

Finanziaria: da Vicenza protesta l\’opposizione, critiche da Montezemolo e Mussi

Finanziaria: da Vicenza protesta l’opposizione, critiche da Montezemolo e Mussi

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sabato  21 ottobre 2006

Nuove manifestazioni di dissenso sulla Manovra Finanziaria per il 2007 che il governo guidato da Romano Prodi ha portato in Parlamento.

Dopo le levate di scudi proclamate dai Sindaci e dai presidenti delle Province, che hanno avuto l’effetto di migliorie per 1 miliardo di euro nelle penalizzazioni per gli enti locali, arrivano proteste dal leader dell’opposizione, Silvio Berlusconi, dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, e dal Ministro dell’università e della Ricerca, Fabio Mussi.

Da Vicenza, il Cavaliere, in testa alle 8.000 persone scese in piazza contro la manovra, ha detto che «Prodi è un gran bugiardo, è pericoloso e dobbiamo mandarlo a casa». Alla manifestazione mancava solo l’Udc di Pierferdinando Casini. Durante la manifestazione, parte della folla scesa in piazza ha fischiato per ben 6 volte l’Inno di Mameli, tuttavia i personaggi presenti sul palco non hanno condannato tali bordate.

Per conto proprio, Prodi ha risposto ironicamente a Berlusconi che «a casa ci sono già e ci sto benissimo».

Ma le aspre critiche alla Finanziaria non vengono solo dall’opposizione: Montezemolo l’ha definita «mancante di anima e visione», perché «pretende di raggiungere contemporaneamente una quantità di obiettivi ma rischia di mancarli tutto e soprattutto appare sorretta da una logica vecchia».

«Sono riemerse», per il presidente degli industriali, «vecchie locuzioni classiste che dividono il Paese»: più tasse, pochi tagli alla spesa e la pretesa di dettare l’agenda alle imprese.

Un altro autorevole attacco alla Finanziaria Prodi viene dal ministro dell’università e della Ricerca, che spara a zero sulle norme fortemente penalizzanti per il mondo dell’istruzione e della ricefca scientifica, arrivando a minacciare le dimissioni qualora queste norme non fossero cancellate. Il ministro fa riferimento alle decine di migliaia di cattedre eliminate – con conseguente riduzione degli insegnanti e aumento del numero di alunni per classe – e ai forti tali contro scuola e ricerca: «Li stiamo deludendo».

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August 1, 2006

Montezemolo: «Il bilancio di Prodi è magro»

Montezemolo: «Il bilancio di Prodi è magro»

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1 agosto 2006

In un’intervista rilasciata al Wall Strett Journal, il presidente di Confidustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha espresso le sue perplessità sui primi mesi di governo dell’Unione, parlando di un bilancio «magro»: «In questi due mesi non ho visto un solo reale sforzo di riduzione della spesa. E allo stesso tempo le tasse sulle imprese sono aumentate», ha detto.

«Il crescente disincanto all’interno della comunità degli affari per i primi mesi di governo del premier Romano Prodi sta sollevando dubbi sul fatto che Roma sia capace di portare a termine i suoi due principali obiettivi di promuovere la crescita economica e di tagliare allo stesso tempo la spesa pubblica», ha precisato Montezemolo. «Prodi – ha sottolineato – è salito al potere in maggio come leader di una coalizione di centrosinistra appoggiata da una maggioranza molto esigua in Parlamento ed ha ereditato un debito pubblico stellare e l’economia più lenta tra i 12 paesi dell’eurozona. Nel corso della campagna elettorale, e anche dopo essere entrato in carica, ha promesso che avrebbe portato avanti grandi tagli alle tasse sulle imprese per promuovere la crescita».

Forti preoccupazioni sono state espresse dal leader degli industriali circa gli interventi fiscali: «Il ministro delle Finanze di Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, ha ripetutamente promesso l’approvazione di tagli al budget per 2,5 punti percentuali del Pil, equivalenti a 35 milioni di euro, entro la fine dell’anno, ottenuti principalmente con la riduzione della spesa pubblica, che oggi rappresenta il 40% del Pil italiano. Ma le promesse di abbassare le tasse e di tagliare la spesa devono ancora essere mantenute. Nel frattempo, il mese scorso il governo ha avvisato sei regioni italiane del fatto che avrebbero dovuto aumentare il prelievo sulle aziende e sulle persone per coprire spese sanitarie fuori controllo».

Montezemolo è anche intervenuto sulla delicata questione delle liberalizzazioni, definendo il decreto Bersani come «un primo, timido passo verso qualcosa di essenziale per la futura crescita di questo Paese. Credo che, a causa delle sue divisioni interne, per il governo sarà molto difficile portare avanti le liberalizzazioni più importanti».

Secondo il numero uno di Confindustria «la coesione politica è debole», come dimostrato dalle costanti liti interne tra i nove partiti che compongono la compagine governativa.

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June 20, 2005

Confindustria: no ad un anno bianco

Confindustria: no ad un anno bianco – Wikinotizie

Confindustria: no ad un anno bianco

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20 giugno 2005

«Abbiamo bisogno di decisioni, ma siamo di fronte a un anno di campagna elettorale con il rischio di situazione da anno bianco», ha affermato Luca Cordero di Montezemolo all’assemblea annuale di Assolombarda, preoccupato per il possibile stallo delle leggi che lo riguardano più da vicino.

Lancia anche un avvertimento agli Euro-scettici sottolineando che «senza l’euro la nostra situazione sarebbe assai peggiore» proponendo inanzitutto «un rilancio dell’Europa» e richiamando ad uno sviluppo «nella strada dell’integrazione, dell’edificazione di infrastrutture europea, delle liberalizzazioni, della costruzione di politiche esterne comuni.»

Non mancano moniti al Governo affermando che «c’erano impegni pubblici forti e autorevoli. E la necessità di restituire alle imprese un contesto più favorevole alla competizione internazionale. Ciò che è accaduto è sotto gli occhi di tutti», lasciando così alle polemiche la maggioranza che denuncia un influenza partitocratica da parte sua.

Di contro si schiera per la difesa della legge sulla competitività affermando che «i problemi vanno affrontati con rigore e determinazione, senza ascoltare le sirene dei piccoli interessi corporativi e senza indulgere alle politiche delle promesse e dei rinvii. È quanto invece è purtroppo avvenuto sulla vicenda dell’IRAP.»

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May 15, 2005

Montezemolo definisce critica la condizione economica dell\’Italia e critica le richieste del governo

Montezemolo definisce critica la condizione economica dell’Italia e critica le richieste del governo

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15 maggio 2005

In un’intervista a La Repubblica, Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria e del gruppo Fiat, ha definito “drammatica” la situazione economica italiana.

Ha espresso dubbi sui paragoni fatti con gli altri stati europei e ha criticato il tentativo di voler mostrare che la situazione italiana sia simile a quella degli altri stati europei. Inoltre ha duramente criticato la richiesta del presidente del consiglio Silvio Berlusconi che invitava Confindustria e i sindacati a lavorare assieme al governo per risolvere i problemi economici.

Il presidente di Confidustria ha affermato che un tale invito arriva troppo tardi, quando orami la situazione si è sempre più aggravata rispetto ai mesi precedenti quando era stato lui a lanciare gridi d’allarme che non sono stati presi in considerazione dal governo. Ha duramente criticato l’atteggiamento del governo che finora si è mostrato disattento alle richieste sue e di Confindustria.

Inoltre ha precisato che la situazione Italiana è alquanto dissimile da quella degli altri Stati europei. La situazione economica dell’Italia, ha puntualizzato, non dipende soltanto dalla concorrenza cinese e altre condizioni comuni a tutta l’Europa, ma dipende in gran parte da alcune peculiarità soltanto dell’Italia, come i maggiori oneri fiscali ed il maggior costo del lavoro. Inoltre ha criticato il fatto che in Italia non ci sia “una filosofia dell’impresa, non c’è un’attenzione alla concorrenza e anche questo spiega perché oggi le cose vanno così male”.

Montezemolo ha inoltre criticato la situazione rigurdo al rinnovo del contratto degli statali. Si è detto convinto che alla fine l’aumento varrà concesso e che il nuovo aumento insieme a quello di due anni fa del 5,2% concesso da Fini porterà ad un complessivo aumento di più del 10%, mentre l’inflazione ufficiale è del 2% e pertanto non sembra un comportamente coerente né responsabile.

Montezemolo in questa affermazione si riferisce al tasso ufficiale dell’inflazione. Proprio in questi giorni sono stati invece diffusi valori ben più alti riguardo all’aumento dei prezzi al consumo.

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