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November 22, 2013

Signora belga dormiva con la mummia del marito

Filed under: Belgio,Bruxelles,Curiosità,Europa,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Signora belga dormiva con la mummia del marito

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Bruxelles, venerdì 22 novembre 2013

Horror alla Psyco in Belgio, precisamente ad Anderlecht, pochi chilometri distante dalla capitale Bruxelles: in una casa un’anziana signora dormiva con la mummia del marito e mangiava con il cadavere del loro cane accanto al tavolo. Da mesi i vicini sentivano del cattivo odore che proveniva dalla casa, ma lo attribuivano alla spazzatura, poiché nessuno andava fuori a buttarla. Il fatto è stato scoperto dal proprietario dell’abitazione che, andando a consegnare un avviso di sfratto alla signora, che non pagava l’affitto della casa da oltre un anno, e accompagnato dalla polizia, entra nella casa e dopo averla ispezionata arriva alla camera da letto trovando la signora e il cadavere del marito. Nonostante tutto la donna è riuscita a dire alla polizia che il marito era morto solamente la sera precedente. L’anziana signora è stata trasferita in un ospedale psichiatrico mentre il marito, a quanto pare, era deceduto da circa un anno per cause naturali.


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April 1, 2012

Ciclismo: Tom Boonen fa tris, il Giro delle Fiandre è ancora suo

Ciclismo: Tom Boonen fa tris, il Giro delle Fiandre è ancora suo

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domenica 1 aprile 2012

Tom Boonen ha vinto tre Parigi-Roubaix e, con il trionfo di oggi, tre Giri delle Fiandre

Tom Boonen completa la tripletta al Giro delle Fiandre. Dopo i successi del 2005 e del 2006, il trentunenne alfiere della Omega Pharma-Quickstep ha infatti vinto oggi la sua terza “classica dei muri” fiamminga. Battuti in uno sprint a tre gli italiani Filippo Pozzato e Alessandro Ballan, scattati con Boonen sulla salita dell’Oude Kwaremont, a 16 chilometri dall’arrivo.

Il campione di Mol era uno dei favoriti per la vittoria – arrivava infatti dai successi nella E3 Harelbeke e nella Gand-Wevelgem – e non ha deluso le aspettative, conducendo una gara di controllo, evitando le cadute, restando a ruota dei migliori e piazzando infine la stoccata decisiva in vista del traguardo. Sfortunato invece il suo grande rivale, lo svizzero Fabian Cancellara, costretto al ritiro per una caduta a 65 chilometri dall’arrivo.

Il percorso e le squadre[]

Il Paterberg (400 metri, 12,5% di pendenza media) è l’ultimo dei sedici muri del Giro delle Fiandre edizione 2012

Percorso parzialmente nuovo per questo novantaseiesimo Giro delle Fiandre. La partenza è sempre a Bruges, nelle Fiandre Occidentali, mentre l’arrivo non è a Meerbeke, sede d’arrivo dal 1973 al 2011, ma a Oudenaarde, nelle Fiandre Orientali, dopo 256,9 chilometri di corsa. Viene così modificata la parte finale del tracciato: la principale novità è l’assenza del celebre – e ormai tradizionale, dato che veniva “scalato” ininterrottamente dal 1969 – Muro di Grammont.

Al fine di rendere più spettacolare la corsa, gli organizzatori hanno deciso di trasformare gli ultimi 80 chilometri in una sorta di circuito, con Oude Kwaremont (2200 metri al 4,2% di pendenza media) e Paterberg (400 metri al 12,5% di pendenza media) da affrontare per tre volte. Sono in totale sedici i muri di quest’edizione della Ronde van Vlaanderen, 10 in pavé e sei con fondo asfaltato. Apre le danze il Taaienberg dopo 109,3 chilometri di corsa (pendenze medie del 6,6% e massime del 10%), mentre l’ultimo è proprio il terzo Paterbeg, ai meno 13,3 dall’arrivo. Si affrontano anche, dopo 131,3 chilometri, il Molenberg (7% di pendenza media) e, ai meno 70 dall’arrivo, il durissimo Koppenberg, 600 metri all’11,6% con punte del 22%. Sono invece otto i tratti in pavé pianeggianti, tutti nel tratto centrale di corsa.

Partecipano alla gara, ottavo evento del calendario UCI World Tour 2012 e seconda classica monumento della stagione, 199 ciclisti professionisti in rappresentanza di venticinque squadre. Gareggiano tutti e diciotto i team delll’UCI World Tour, oltre a sette formazioni UCI Professional Continental, invitate dagli organizzatori tramite wild-card: sono Accent.jobs-Willems Veranda’s, Argos-Shimano, Farnese Vini-Selle Italia, Landbouwkrediet-Euphony, Team Europcar, Team NetApp e Topsport Vlaanderen-Mercator.

Non è al via il vincitore del 2011, Nick Nuyens, causa una frattura all’anca rimediata alla Parigi-Nizza; curiosità, il dorsale numero 1 è sulle spalle di Matteo Tosatto. Tra i big presenti alla partenza ci sono invece i belgi Tom Boonen, Björn Leukemans, Sep Vanmarcke e Philippe Gilbert, il norvegese Edvald Boasson Hagen, lo svizzero Fabian Cancellara, gli italiani Alessandro Ballan (vincitore del Fiandre 2007) e Filippo Pozzato, lo slovacco Peter Sagan, gli spagnoli Óscar Freire e Juan Antonio Flecha, il francese Sylvain Chavanel e il danese Matti Breschel.

La corsa[]

È in una gremitissima Piazza del Mercato a Bruges che i tifosi accolgono i campioni del ciclismo per il classico foglio firma di inizio gara. La partenza ufficiale è alle ore 10:00; temperature intorno ai 3 °C. Già al primo chilometro un’andatura sostenutissima, con attacchi e controattacchi, anima la competizione. Primo a scattare è il tedesco André Schulze (Team NetApp) ma il gruppo non dà spazio. La fuga buona prende corpo dopo 25 chilometri. Se ne vanno in quindici: il russo Vladimir Isajčev (Katusha), il francese David Boucher (FDJ-BigMat), l’olandese Maarten Tjallingii (Rabobank), il tedesco Andreas Schillinger (Team NetApp), gli spagnoli Pablo Lastras (Movistar) e Pello Bilbao (Euskaltel-Euskadi), i belgi Baptiste Planckaert (Landbouwkrediet-Euphony), Gert Dockx (Lotto-Belisol) e Sven Vandousselaere (Topsport Vlaanderen-Mercator), il danese Anders Lund (Team Saxo Bank), gli italiani Massimo Graziato (Lampre-ISD) e Manuel Belletti (AG2R La Mondiale), l’olandese Tom Veelers (Argos-Shimano), lo statunitense Tyler Farrar (Team Garmin-Barracuda) e l’austriaco Daniel Schorn (Team NetApp).

Fabian Cancellara, capitano della RadioShack-Nissan, era uno dei favoriti, ma è stato costretto al ritiro da una caduta

Dopo circa 85 chilometri di gara i fuggitivi raggiungono il vantaggio massimo di 5 minuti e 40 secondi. A tenerli sotto controllo è la Omega Pharma-Quickstep di Tom Boonen, con il contributo di alcuni uomini in maglia Rabobank e Astana. Caratterizzano la gara problemi meccanici – un po’ una costante nelle classiche del pavé – senza gravi conseguenze per numerosi atleti, tra cui Peter Sagan, Juan Antonio Flecha, Thomas Voeckler, Niki Terpstra; poi anche per il fuggitivo Lastras. Intorno al 140º chilometro dal gruppone provano ad avvantaggiarsi in sei, sono Mathew Hayman (Sky), Tomas Vaitkus (GreenEDGE), Kris Boeckmans (Vacansoleil-DCM), Lars Boom (Rabobank), Aljaksandr Kučynski (Katusha) e Alexandre Pichot (Europcar), ma la loro azione non dura a lungo. Davanti intano il drappello dei fuggitivi perde alcuni pezzi (Graziato, Schorn, Schillinger) e il vantaggio si assottiglia muro dopo muro.

Clamoroso colpo di scena al 192º chilometro di corsa (ne mancano 64 a Oudenaarde), in zona rifornimento: uno dei favoriti per la vittoria, Fabian Cancellara, è coinvolto in una caduta causata, così pare, dall’urto con una borraccia gettata sull’asfalto da un altro atleta. Subito soccorso, lo svizzero è costretto al ritiro: verrà trasportato all’ospedale di Oudenaarde per accertamenti. Prime indiscrezioni parlano di una tripla frattura alla clavicola sinistra. Non era stata facile la gara del campione di Berna, prima era andato lungo su una curva, poi era stato afflitto da problemi meccanici e aveva dovuto cambiare la bicicletta. Già vincitore nel 2010 e terzo l’anno passato, Cancellara è costretto ad arrendersi agli eventi.

Il ricongiungimento del gruppo (una settantina di unità) con i fuggitivi “superstiti” si concretizza a 46 chilometri dall’arrivo, in vista del Kruisberg. Resta davanti il solo David Boucher, ma anche la sua azione si esaurisce poco dopo. Dietro si segnala la brutta caduta, causa urto con uno spettatore, del capitano della GreenEDGE, l’olandese Sebastian Langeveld. La corsa si anima sul secondo Oude Kwaremont, e comincia la bagarre, con il forcing dei vari Chavanel, Ballan, Boonen, Vanmarcke, Sagan, Boasson Hagen: il gruppo si ritrova presto ridotto a circa venticinque unità. In vista del Paterberg va all’attacco l’azzurro Luca Paolini della Katusha, seguito da Flecha e da Vincent Jérôme del Team Europcar, mentre il gruppetto inseguitore si spezza a causa di una caduta che coinvolge tra gli altri Johan Vansummeren e John Degenkolb.

Filippo Pozzato, leader della Farnese Vini-Selle Italia, conduce davanti a Boonen: verrà battuto allo sprint

Nel tratto pianeggiante tra il Paterberg e lo Hoogberg (30 chilometri all’arrivo) i tre attaccanti vengono raggiunti da otto inseguitori: in testa alla corsa restano così in undici, lo slovacco Sagan, i belgi Boonen e Vanmarcke, l’olandese Niki Terpstra (compagno di Boonen alla Omega Pharma-Quickstep), i francesi Chavanel (anch’egli della Omega Pharma-Quickstep) e Jérôme, gli italiani Ballan, Paolini e Pozzato, il kazako Maksim Iglinskij, lo spagnolo Flecha. Poco dietro la coppia formata da Boasson Hagen e da Oscar Gatto viene ripresa da un gruppo numeroso dei quali fanno parte, tra gli altri, anche Breschel e Leukemans. Va all’attacco ancora Jérôme (vantaggio di una ventina di secondi), raggiunto da Terpstra in vista del terzo Oude Kwaremont.

E intanto il secondo gruppone, che poco prima sembrava praticamente tagliato fuori, riesce a rientrare sui nove inseguitori grazie al lavoro degli uomini della Sky, la squadra di Boasson Hagen. Sull’Oude Kwaremont il gruppo è ancora compatto: va allora in avanscoperta un ottimo Alessandro Ballan (BMC Racing Team). Riescono a rientrare su di lui i soli Filippo Pozzato (Farnese Vini-Selle Italia) e Tom Boonen: presto davanti, in vista dell’ultimo muro, il Paterberg, si forma un terzetto con i due veneti e con il campione fiammingo. I tre superano il Paterberg senza particolari scossoni e si avviano compatti verso il traguardo; alle loro spalle rimane il solo Sagan, poi costretto a rialzarsi e riassorbito da un gruppetto di una decina di unità.

All’ultimo chilometro davanti è Ballan, con alla ruota Boonen e Pozzato. Comincia la fase di studio in vista del traguardo, senza rischi dato che i primi inseguitori sono ad un minuto. Negli ultimi quattrocento metri tenta l’attacco Ballan (sicuramente il meno veloce dei tre), Boonen però lo salta con relativa facilità. Prova allora a recuperare Pozzato ma è tardi: vince Tom Boonen, e la festa dei tifosi di casa può iniziare. È per Boonen il terzo trionfo nella gara fiamminga, dopo le vittorie del 2005 e del 2006: raggiunge, quanto a record di successi, i connazionali Achiel Buysse, Eric Leman e Johan Museeuw e l’italiano Fiorenzo Magni. Ma è anche un trionfo che permette a “Tommeke” di completare il filotto nelle classiche fiamminghe di quest’inizio di 2012, dopo E3 Harelbeke e Gand-Wevelgem, e che lo rilancia definitivamente nell’élite del ciclismo mondiale.

La piazza d’onore va a Pozzato, battuto per una bicicletta, terzo è Ballan. Il gruppo degli inseguitori, quaranta ciclisti a comporlo, chiude staccato di 38 secondi e regolato allo sprint da un altro belga, Greg Van Avermaet. Quinto è Sagan, sesto Terpstra, settimo Paolini. Con questo trionfo Boonen sale anche al comando della classifica individuale dell’UCI World Tour, con 266 punti. Lo segue il vincitore della Milano-Sanremo Simon Gerrans, fermo a 210, terzo è Vincenzo Nibali a 182 mentre quarto è Peter Sagan, ora a 179 punti. Cresce adesso l’attesa per la Parigi-Roubaix di domenica prossima, con Boonen favorito d’obbligo e Cancellara quasi sicuramente out.

Ordine d’arrivo (Top 15)[]

Domenica 1º aprile 2012, da Bruges a Oudenaarde, 256,9 chilometri.

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma 6.04’33”
42,282 km/h
2 Flag of Italy.svg Filippo Pozzato Flag of the United Kingdom.svg Farnese Vini s.t.
3 Flag of Italy.svg Alessandro Ballan Flag of the United States.svg BMC a 1″
4 Flag of Belgium (civil).svg Greg Van Avermaet Flag of the United States.svg BMC a 38″
5 Flag of Slovakia.svg Peter Sagan Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
6 Flag of the Netherlands.svg Niki Terpstra Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma s.t.
7 Flag of Italy.svg Luca Paolini Flag of Russia.svg Katusha s.t.
8 Flag of France.svg Thomas Voeckler Flag of France.svg Team Europcar s.t.
9 Flag of Denmark.svg Matti Breschel Flag of the Netherlands.svg Rabobank s.t.
10 Flag of France.svg Sylvain Chavanel Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma s.t.
11 Flag of Switzerland.svg Grégory Rast Flag of Luxembourg.svg RadioShack s.t.
12 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Russia.svg Katusha s.t.
13 Flag of Italy.svg Fabio Sabatini Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
14 Flag of Belgium (civil).svg Björn Leukemans Flag of the Netherlands.svg Vacansoleil s.t.
15 Flag of Norway.svg Alexander Kristoff Flag of Russia.svg Katusha s.t.

Albo d’oro recente[]

Anno Vincitore Secondo Terzo
2003 Flag of Belgium (civil).svg Peter Van Petegem Flag of Belgium (civil).svg Frank Vandenbroucke Flag of Australia.svg Stuart O’Grady
2004 Flag of Germany.svg Steffen Wesemann Flag of Belgium (civil).svg Leif Hoste Flag of Belgium (civil).svg Dave Bruylandts
2005 Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen Flag of Germany.svg Andreas Klier Flag of Belgium (civil).svg Peter Van Petegem
2006 Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen Flag of Belgium (civil).svg Leif Hoste Flag of the United States.svg George Hincapie
2007 Flag of Italy.svg Alessandro Ballan Flag of Belgium (civil).svg Leif Hoste Flag of Italy.svg Luca Paolini
2008 Flag of Belgium (civil).svg Stijn Devolder Flag of Belgium (civil).svg Nick Nuyens Flag of Spain.svg Juan Antonio Flecha
2009 Flag of Belgium (civil).svg Stijn Devolder Flag of Germany.svg Heinrich Haussler Flag of Belgium (civil).svg Philippe Gilbert
2010 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen Flag of Belgium (civil).svg Philippe Gilbert
2011 Flag of Belgium (civil).svg Nick Nuyens Flag of France.svg Sylvain Chavanel Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara
2012 Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen Flag of Italy.svg Filippo Pozzato Flag of Italy.svg Alessandro Ballan


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April 3, 2011

Ciclismo: Nick Nuyens vince il Giro delle Fiandre 2011

Ciclismo: Nick Nuyens vince il Giro delle Fiandre 2011

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domenica 3 aprile 2011

Nick Nuyens ha corso in Rabobank dal 2009 al 2010: oggi corre con il team Saxo Bank-Sungard

Risultato a sorpresa nell’attesissimo Giro delle Fiandre corsosi oggi in Belgio: a imporsi in uno sprint a tre è il fiammingo Nick Nuyens, in forza al team Saxo Bank-Sungard, davanti al francese Sylvain Chavanel e al favorito svizzero, vincitore della passata edizione, Fabian Cancellara.

È sicuramente il successo più importante nella carriera di Nuyens. Nato a Lier il 5 maggio del 1980, si era già aggiudicato il Giro delle Fiandre, ma quello tra gli Under 23, nel 2002 prima di passare professionista l’anno dopo; nel suo palmarès anche l’Omloop Het Volk del 2005 e la Dwars door Vlaanderen del 23 marzo scorso.

Percorso, squadre e favoriti[]

Percorso leggermente differente da quello dell’anno passato, per questa 95ª edizione del Giro delle Fiandre, come al solito l’evento dell’anno nella regione settentrionale del Belgio. Sono 256,3 i chilometri da percorrere, 6 in meno rispetto al 2010, e ben 18 i muri da affrontare, 3 in più del 2010. Partenza da Bruges, primi 70 chilometri privi di asperità, poi al solito comincia la serie di strappi, i cosiddetti “muri” (asfaltati o in pavé), iniziando dal Tiegemberg e concludendo a 12 dall’arrivo col classico Bosberg: in mezzo, al solito, anche il lungo Oude Kwaremont, il breve ma durissimo Koppenberg, il Molenberg e il celeberrimo Kapelmuur, noto anche come Muro di Grammont, là dove l’anno scorso Cancellara piazzò l’attacco decisivo staccando il rivale Boonen.

La Cappella di Nostra Signora di Oudeberg è uno dei simboli del Giro delle Fiandre: è in cima alla salita del Kapelmuur, il Muro di Grammont

Venticinque le squadre al via, le 18 con licenza UCI ProTour più sette squadre invitate tramite wild-card (le belghe Landbouwkrediet, Topsport Vlaanderen-Mercator e Verandas Willems-Accent, le francesi Cofidis, FDJ e Europcar, e l’olandese Skil-Shimano). Favorito d’obbligo il campione in carica Fabian Cancellara (Team Leopard-Trek), già in evidenza alla Milano-Sanremo di due settimane fa, ma possibili protagonisti anche il fiammingo Tom Boonen (Quickstep) e il vallone Philippe Gilbert (Omega Pharma-Lotto); molto attesi anche il campione del mondo Thor Hushovd, lo spagnolo Juan Antonio Flecha e il vincitore 2007 Alessandro Ballan.

Resoconto[]

Le prime tre ore di gara sono caratterizzate dalla fuga di cinque corridori, i britannici Jeremy Hunt (Sky) e Roger Hammond (Garmin-Cervélo), il francese Sébastien Turgot (Europcar), l’australiano Mitchell Docker (Skil-Shimano) e l’olandese Stefan van Dijk (Verandas Willems-Accent). Al settantesimo chilometro hanno tre minuti di vantaggio, al centesimo ne hanno invece 8, di minuti di margine; ma da quel momento in poi il gap, come spesso accade nelle corse di un giorno, comincia a calare inseorabilmente. Sull’Oude Kwaremont, a 86 chilometri dall’arrivo (se ne sono già percorsi 170) un solo minuto separa i cinque fuggitivi dal gruppo; intanto dietro un gruppo di una ventina di unità, tra cui alcuni velocisti, prova ad andarsene.

Sylvain Chavanel è stato in fuga per 60 chilometri: ha concluso al secondo posto

Ripresi Hunt e van Dijk, il gruppo principale riassorbe pure i diciannove contrattaccanti e torna compatto all’inseguimento di Hammond, van Dijk e Turgot. Ma si affronta il Koppenberg, ed ecco allora scattare l’australiano Simon Clarke (Astana) e poco dopo, alla sua ruota, il francese Sylvain Chavanel (Quickstep). Clarke e Chavanel raggiungono e superano gli ultimi tre fuggitivi del mattino, per poi tentare di andarsene da soli benché quasi subito agganciati dall’olandese Lars Boom e dal norvegese Edvald Boasson Hagen: quando all’arrivo i chilometri sono 60, la testa della corsa è composta da quattro atleti, con un vantaggio di 20 secondi sul gruppo, in verità ormai ridotto ad una cinquantina di ciclisti.

Alla testa della corsa si aggiungono presto altre quattro unità (sono Greg Van Avermaet, Tom Leezer, Mathew Hayman e Frédéric Guesdon). Allora sul Molenberg attacca, questa volta da solo, Chavanel, e in poco più di sette chilometri riesce a prendere un margine di un minuto sui primi inseguitori. Intanto nel gruppo principale uno dei favoriti, Philippe Gilbert, fora; riesce a rientrare proprio quando a sferrare il proprio attacco è Thor Hushovd (Garmin-Cervélo), imitato poco dopo da Boonen, Cancellara e dall’italiano Filippo Pozzato. A quel punto, si sta percorrendo il Leberg, Cancellara piazza l’allungo: riesce ben presto a fare il vuoto, a riprendere e superare gli altri sette uomini che compenevano la testa della corsa e a inseguire da solo Chavanel. Il ricongiungimento con il supercombattivo del Tour 2010 è questione di pochi chilometri, e arriva ai meno 32: dietro sono invece in sei (Boonen, Pozzato, Björn Leukemans, Boom, Van Avermaet e Boasson Hagen), e inseguono a 35 secondi di distacco.

Dopo aver raggiunto anche un minuto di vantaggio, Cancellara – l’unico a tirare – e Chavanel approcciano il Kapelmuur, 16 chilometri all’arrivo, con 40″ di margine sul gruppo dei poursuivants, ora lievitato ad una quarantina di unità. Ma questo vantaggio, che sembrava rassicurante per la coppia di attaccanti, viene in breve tempo dilapidato: a scollinare sul Kapelmuur insieme a loro ci sono pure Alessandro Ballan (BMC), Leukemans e Gilbert. Più indietro si forma un drappello di sette atleti. Allora sul Bosberg, l’ultimo muro della corsa, ci prova Gilbert, e scollina con 12″ su Ballan. Ma da solo non può farcela, si rialza e viene ripreso ai meno 9: sono ora in sei al comando, rientrano infatti Cancellara, Ballan, Leukemans, Chavanel e il belga Staf Scheirlinckx (Verandas Willems-Accent); poco dopo davanti diventano dodici, con il ricongiungimento di Juan Antonio Flecha, Geraint Thomas (entrambi della Sky), Sebastian Langeveld (Rabobank), Nick Nuyens (Saxo Bank-Sungard), George Hincapie (BMC) e Tom Boonen.

Cominciano le solite schermaglie, con i tentativi da lontano di Ballan, Langeveld, Gilbert, tutti ben neutralizzati. Ai 3500 metri dall’arrivo riparte quindi Fabian Cancellara, e questa volta solo Nuyens e Chavanel riescono a mettersi in scia, mentre gli altri nove atleti restano attardati. Sul rettilineo finale parte lungo Cancellara, Nuyens lo supera, prova a rinvenire sulla destra Chavanel ma la vittoria è di Nick Nuyens. Quarto, staccato di due secondi, arriva Tom Boonen, autore di un disperato tentativo di rimonta da dietro.

Ordine d’arrivo (Top 15)[]

Domenica 3 aprile, da Bruges a Ninove, 256,3 chilometri.

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Belgium (civil).svg Nick Nuyens Flag of Denmark.svg Saxo Bank 6.01’20”
2 Flag of France.svg Sylvain Chavanel Flag of Belgium (civil).svg Quickstep s.t.
3 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Luxembourg.svg Leopard-Trek s.t.
4 Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen Flag of Belgium (civil).svg Quickstep a 2″
5 Flag of the Netherlands.svg Sebastian Langeveld Flag of the Netherlands.svg Rabobank a 5″
6 Flag of the United States.svg George Hincapie Flag of the United States.svg BMC s.t.
7 Flag of Belgium (civil).svg Björn Leukemans Flag of the Netherlands.svg Vacansoleil s.t.
8 Flag of Belgium (civil).svg Staf Scheirlinckx Flag of Belgium (civil).svg Ver. Willems s.t.
9 Flag of Belgium (civil).svg Philippe Gilbert Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma s.t.
10 Flag of the United Kingdom.svg Geraint Thomas Flag of the United Kingdom.svg Sky Procyling s.t.
11 Flag of Spain.svg Juan Antonio Flecha Flag of the United Kingdom.svg Sky Procyling s.t.
12 Flag of Italy.svg Alessandro Ballan Flag of the United States.svg BMC a 9″
13 Flag of the United States.svg Tyler Farrar Flag of the United States.svg Garmin-Cervélo a 1’24”
14 Flag of Austria.svg Bernhard Eisel Flag of the United States.svg HTC-Highroad s.t.
15 Flag of Canada.svg Dominique Rollin Flag of France.svg FDJ s.t.


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July 6, 2010

Tour de France 2010: ad Arenberg trionfa Hushovd, Cancellara torna in giallo

Tour de France 2010: ad Arenberg trionfa Hushovd, Cancellara torna in giallo

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Thor Hushovd (qui fotografato all’Omloop Het Nieuwsblad 2009) ha vinto la terza tappa del Tour de France 2010

Wallers, martedì 6 luglio 2010
La terza tappa in linea del , quella con il pavé e le strade della Parigi-Roubaix, va al norvegese Thor Hushovd, trionfatore in una volata ristretta tra sei corridori. Nel gruppetto anche Andy Schleck, Cadel Evans e Fabian Cancellara, che dopo solo un giorno si riprende la maglia gialla approfittando del distacco di 3’58” accumulato da Sylvain Chavanel (ieri vincitore).

Resoconto[]

La tappa prende il via da Wanze, in Belgio, mentre l’arrivo è posto all’inizio della foresta di Arenberg, nel comune di Wallers, in Francia, dopo 213 chilometri di percorso. Sette i tratti complessivi di pavé, quelli di Ormeignies (300 metri), Hollain (1200 m) e Rongy (600 m) in territorio vallone, e quelli Sars-et-Rosières (2400 m), Tiloy-lez-Marchiennes (2500 m), Wandignies-Hamage (3700 m) e Haveluy (2300 m) nel dipartimento Nord francese.

Già dopo 11 chilometri davanti si forma un gruppetto di sette fuggitivi: sono il canadese Ryder Hesjedal, il britannico Steve Cummings, i francesi Pierre Rolland e Stéphane Augé, il russo Pavel Brutt, il tedesco Roger Kluge e lo spagnolo Imanol Erviti. Il miglior piazzato nella generale tra essi è Hesjedal, della Garmin-Transitions, 27º a 3 minuti e 43″ da Chavanel. I sette raggiungono un vantaggio massimo di 4’35”, dopo 45 chilometri. Dietro, a tirare il gruppone sono soprattutto il Team Saxo Bank e il Cervélo TestTeam. Si registrano alcune cadute, tra cui, al km 113, quella di David Le Lay che trascina giù con sé un’altra decina di ciclisti; lo stesso Le Lay si ritira. Ai meno 63 cade anche Simon Gerrans, ma, pur ferito allo zigomo, riparte; ai meno 41 altro incidente: cadono, e ripartono, anche Damiano Cunego, Adriano Malori e Charlie Wegelius.

La svolta della corsa arriva ai 27 chilometri dal traguardo, quando sul terzo tratto di pavé una caduta, che coinvolge anche Fränk Schleck (poi ritiratosi) e Mark Cavendish, fa esplodere il gruppone fino a quel momento compatto all’inseguimento dei sette fuggitivi. Questi vengono pian piano tutti ripresi tranne uno, il canadese Ryder Hesjedal, che resta solo davanti (per 18 chilometri condurrà la corsa in solitaria). Alle sue spalle il gruppetto dei cinque composto da Andy Schleck, Cadel Evans, un grande Fabian Cancellara (è quasi sempre lui a tirare), il britannico Geraint Thomas e Thor Hushovd, recupera inesorabilmente. Ancora più indietro, a causa della caduta, si sono delineati diversi altri plotoncini: uno con, tra gli altri, Lance Armstrong e i suoi gregari, ancora più indietro uno più folto, con anche Alberto Contador, Denis Menchov e la maglia gialla Sylvain Chavanel. Ai 20 dall’arrivo il gruppo Cancellara è a 37″ da Hesjedal, quello di Armstrong a un minuto, quello dello spagnolo campione in carica a 1’40”.

Ma ai 16,6 chilometri dal traguardo ecco un altro colpo di scena, importante per lo scenario della classifica generale: sul pavé fora Lance Armstrong. Il texano perde più di un minuto tra attesa e sostituzione della ruota; percorre un bel tratto scortato (o per meglio dire trainato) dal solo compagno Jaroslav Popovyč, ma riesce nell’arco di circa dieci chilometri a rientrare su un gruppo più ampio. Ai 6,8 chilometri dal traguardo termina l’ultimo tratto di pavé, e poche centinaia di metri dopo Ryder Hesjedal viene ripreso dai cinque inseguitori; il canadese vede così svanire il sogno di una vittoria solitaria, ma sarà comunque ricompensato col premio per la combattività al termine della frazione. La volata ristretta vede trionfare come previsto il favorito Thor Hushovd, campione nazionale norvegese in forza al Cervélo TestTeam e maglia verde al . Secondo è Geraint Thomas, terzo Cadel Evans, sicuramente soddisfatto, così come Andy Schleck, per come si è evoluto l’andamento della tappa.

A 53 secondi di distacco giunge il gruppetto di Alexandre Vinokourov e Bradley Wiggins, mentre Contador, fino a poco prima con loro e rimasto leggermente attardato nell’ultimo chilometro, taglia il traguardo perdendo 1’13” da Evans e Schleck. Lance Armstrong arriva a 2’08”, Ivan Basso e Tony Martin a 2’25”. La maglia gialla Chavanel, vittima di due distinte forature sul pavé, giunge all’arrivo, come detto, con 3’58” dal vincitore.

Il simbolo del primato ritorna quindi sulle spalle di Fabian Cancellara; secondo nella generale adesso è Geraint Thomas, campione nazionale britannico, a 23″, mentre al terzo posto, staccato di 38″, si installa il campione del mondo Cadel Evans. Andy Schleck è sesto a 1’09” da Cancellara, Alberto Contador nono a 1’40”, Lance Armstrong 18º a 2’30”, Ivan Basso 49º a 3’20”. La maglia verde passa a Hushovd, quella bianca a Geraint Thomas; la maglia a pois resta a Jérôme Pineau.

E domani frazione da Cambrai a Reims, senza particolari difficoltà e piuttosto breve (153,5 chilometri), l’ideale per recuperare le fatiche della giornata di oggi: previsto, a meno di fughe da lontano, un arrivo in volata.

Risultati[]

Classifica di tappa[]

Wanze Arenberg Porte du Hainaut – 213 km
# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Norway.svg Thor Hushovd Flag of Switzerland.svg Cervélo 4.49’38”
2 Flag of the United Kingdom.svg Geraint Thomas Flag of the United Kingdom.svg Sky s.t.
3 Flag of Australia.svg Cadel Evans Flag of the United States.svg BMC s.t.
4 Flag of Canada.svg Ryder Hesjedal Flag of the United States.svg Garmin s.t.
5 Flag of Luxembourg.svg Andy Schleck Flag of Denmark.svg Saxo Bank s.t.
6 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Denmark.svg Saxo Bank s.t.
7 Flag of Belgium (civil).svg Johan Van Summeren Flag of the United States.svg Garmin a 53″
8 Flag of the United Kingdom.svg Bradley Wiggins Flag of the United Kingdom.svg Sky s.t.
9 Flag of Belgium (civil).svg Jurgen Van Den Broeck Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma s.t.
10 Flag of Kazakhstan.svg Alexandre Vinokourov Flag of Kazakhstan.svg Astana s.t.

Classifica generale – Maglia gialla[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Denmark.svg Saxo Bank 14.54’00”
2 Flag of the United Kingdom.svg Geraint Thomas Flag of the United Kingdom.svg Sky a 23″
3 Flag of Australia.svg Cadel Evans Flag of the United States.svg BMC a 39″
4 Flag of Canada.svg Ryder Hesjedal Flag of the United States.svg Garmin a 46″
5 Flag of France.svg Sylvain Chavanel Flag of Belgium (civil).svg Quick Step a 1’01”
6 Flag of Luxembourg.svg Andy Schleck Flag of Denmark.svg Saxo Bank a 1’09”
7 Flag of Norway.svg Thor Hushovd Flag of Switzerland.svg Cervélo a 1’19”
8 Flag of Kazakhstan.svg Alexandre Vinokourov Flag of Kazakhstan.svg Astana a 1’31”
9 Flag of Spain.svg Alberto Contador Flag of Kazakhstan.svg Astana a 1’40”
10 Flag of Belgium (civil).svg Jurgen Van Den Broeck Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma a 1’42”

Classifica a punti – Maglia verde[]

Thor Hushovd, vincitore di oggi e nuova maglia verde, è campione nazionale norvegese in carica

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Norway.svg Thor Hushovd Flag of Switzerland.svg Cervélo 63
2 Flag of the United Kingdom.svg Geraint Thomas Flag of the United Kingdom.svg Sky 49
3 Flag of France.svg Sylvain Chavanel Flag of Belgium (civil).svg Quick Step 44
4 Flag of Australia.svg Robbie McEwen Flag of Russia.svg Katusha 38
5 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Denmark.svg Saxo Bank 37

Classifica squadre – Numero giallo[]

# Squadra Tempo
1 Flag of Denmark.svg Team Saxo Bank 44.45’55”
2 Flag of the United States.svg Garmin-Transitions a 11″
3 Flag of the United Kingdom.svg Sky Pro Cycling a 22″
4 Flag of Kazakhstan.svg Astana a 2’21”
5 Flag of the United States.svg BMC Racing Team a 2’50”

Classifica scalatori – Maglia a pois[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of France.svg Jérôme Pineau Flag of Belgium (civil).svg Quick Step 13
2 Flag of France.svg Sylvain Chavanel Flag of Belgium (civil).svg Quick Step 8
3 Flag of Estonia.svg Rein Taaramae Flag of France.svg Cofidis 8
4 Flag of Belgium (civil).svg Maxime Monfort Flag of the United States.svg HTC-Columbia 5
5 Flag of Australia.svg Matthew Lloyd Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma 4

Classifica giovani – Maglia bianca[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of the United Kingdom.svg Geraint Thomas Flag of the United Kingdom.svg Sky 14.54’23”
2 Flag of Luxembourg.svg Andy Schleck Flag of Denmark.svg Saxo Bank a 46″
3 Flag of the Czech Republic.svg Roman Kreuziger Flag of Italy.svg Liquigas a 2’01”
4 Flag of Spain.svg José Joaqín Rojas Flag of Spain.svg Caisse d’Ep. a 2’12”
5 Flag of Germany.svg Tony Martin Flag of the United States.svg HTC-Columbia s.t.

Premio combattività – Numero rosso[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Canada.svg Ryder Hesjedal Flag of the United States.svg Garmin


Fonti[]

Commons

Commons contiene immagini e file multimediali su Tour de France 2010: ad Arenberg trionfa Hushovd, Cancellara torna in giallo.


Le tappe del Tour de France 2010

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July 4, 2010

Tour de France 2010: Alessandro Petacchi vince in volata la prima tappa

Tour de France 2010: Alessandro Petacchi vince in volata la prima tappa

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Alessandro Petacchi detto “Ale-Jet” ha vinto la prima tappa in linea del 97º Tour de France

Bruxelles, domenica 4 luglio 2010
Dopo ben sei anni di digiuno il velocista spezzino Alessandro Petacchi è tornato oggi alla vittoria in una tappa del . Con una volata poderosa è andato a precedere, nell’ordine, Mark Renshaw, Thor Hushovd e Robbie McEwen, aggiudicandosi così la prima frazione in linea della 97ª edizione della Grande Boucle. Tante però le cadute – tre delle quali negli ultimi due chilometri – che hanno coinvolto fra gli altri Ivan Basso, la maglia gialla Fabian Cancellara, Óscar Freire e Mark Cavendish, giunti comunque al traguardo.

Resoconto

Frazione completamente pianeggiante, senza Gran Premi della Montagna: la partenza era fissata a Rotterdam, dopo 223,5 chilometri di corsa sulle strade di Paesi Bassi e Belgio si arrivava a Bruxelles, per onorare il “cannibale” Eddy Merckx.

Non hanno preso il via Mathias Frank e Manuel Cardoso, caduti ieri durante il prologo. Dopo solo un chilometro di corsa vanno in fuga in tre, il belga Maarten Wynants della Quick Step, lo spagnolo Alan Pérez dell’Euskaltel-Euskadi e l’olandese Lars Boom della Rabobank (campione del mondo di ciclocross nel 2008). Intorno al cinquantesimo chilometro i tre raggiungono un vantaggio massimo di 7 minuti e mezzo circa, gap che va quindi inesorabilmente a ridursi nel resto della tappa. Al chilometro 60 circa un cane, sfuggito presumibilmente a qualche tifoso sul bordo strada, entra in strada proprio nel momento in cui sta transitando il gruppo: cadono tra gli altri Ivan Basso e David Millar, oggi in maglia verde, senza però gravi conseguenze.

Ai meno 25 il campione nazionale moldavo Alexandr Pliuschin del Team Katusha stacca il peloton e raggiunge Wynants (Pérez e Boom erano stati nel frattempo già riassorbiti), che sta conducendo da solo la corsa con un margine sul gruppo di 30 secondi circa. I due – anche se è quasi sempre il moldavo a tirare – resistono fino ai meno 8,7 chilometri, quando vengono ripresi definitivamente. Si profila così, come previsto, il classico arrivo in volata.

Tempi neutralizzati negli ultimi tre chilometri. Nell’ultima curva a gomito, qualche centinaio di metri prima dell’arco dell’ultimo chilometro, il britannico Jeremy Hunt sbaglia la traiettoria causando la caduta di alcuni corridori, tra cui Óscar Freire, Mirco Lorenzetto e Mark Cavendish. Nell’ultimo chilometro, quando i treni dei velocisti sono già partiti, ecco altre due cadute: la prima, ai 700 metri circa, spezza in due tronconi il gruppo, lasciando indietro (caduti o rallentati) anche nomi importanti come Ivan Basso e la maglia gialla Fabian Cancellara; la seconda vede coinvolto un ciclista dell’AG2R, Lloyd Mondory, probabilmente urtato da un altro corridore. Lo stesso Mondory va peraltro a rallentare un favorito per la volata, lo statunitense Tyler Farrar.

Ai 400 parte l’australiano Brett Lancaster; proprio durante la caduta di Mondory parte quindi Alessandro Petacchi. Ale-Jet, questo il soprannome, nonostante il lavoro dei compagni della Lampre-Farnese Vini rimane al vento già ai meno 300 metri, ma riesce comunque a vincere in volata solitaria sul rettilineo finale (in leggerissima salita). Secondo è Mark Renshaw del Team HTC-Columbia, terzo Thor Hushovd del Cervélo TestTeam, quarto Robbie McEwen del Team Katusha, quinto Matthieu Ladagnous della FDJ.

In virtù delle neutralizzazioni dei tempi la classifica generale rimane invariata; la maglia verde della classifica a punti passa invece sulle spalle di Petacchi. Domani tappa da Bruxelles a Spa: si affrontano diverse côtes caratteristiche della Liegi-Bastogne-Liegi.

Risultati

Classifica di tappa

Rotterdam Bruxelles – 223,5 km
# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Italy.svg Alessandro Petacchi Flag of Italy.svg Lampre 5.09’38”
2 Flag of Australia.svg Mark Renshaw Flag of the United States.svg HTC-Columbia s.t.
3 Flag of Norway.svg Thor Hushovd Flag of Switzerland.svg Cervélo s.t.
4 Flag of Australia.svg Robbie McEwen Flag of Russia.svg Katusha s.t.
5 Flag of France.svg Matthieu Ladagnous Flag of France.svg FDJ s.t.
6 Flag of Italy.svg Daniel Oss Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
7 Flag of Spain.svg José Joaquín Rojas Flag of Spain.svg Caisse d’Ep. s.t.
8 Flag of Germany.svg Christian Knees Flag of Germany.svg Milram s.t.
9 Flag of Spain.svg Rubén Pérez Flag of Spain.svg Euskaltel s.t.
10 Flag of Belgium (civil).svg Jürgen Roelandts Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma s.t.

Classifica generale – Maglia gialla

Fabian Cancellara (fotografato alla partenza della tappa odierna) ha conservato il primato in classifica generale

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Denmark.svg Saxo Bank 5.19’38”
2 Flag of Germany.svg Tony Martin Flag of the United States.svg HTC-Columbia a 10″
3 Flag of the United Kingdom.svg David Millar Flag of the United States.svg Garmin a 20″
4 Flag of the United States.svg Lance Armstrong Flag of the United States.svg RadioShack a 22″
5 Flag of the United Kingdom.svg Geraint Thomas Flag of the United Kingdom.svg Sky a 23″
6 Flag of Spain.svg Alberto Contador Flag of Kazakhstan.svg Astana a 27″
7 Flag of the United States.svg Levi Leipheimer Flag of the United States.svg RadioShack a 28″
8 Flag of the United States.svg Tyler Farrar Flag of the United States.svg Garmin a 28″
9 Flag of Norway.svg Edvald Boasson Hagen Flag of the United Kingdom.svg Sky a 32″
10 Flag of Germany.svg Linus Gerdemann Flag of Germany.svg Milram a 35″

Classifica a punti – Maglia verde

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Italy.svg Alessandro Petacchi Flag of Italy.svg Lampre 35
2 Flag of Australia.svg Mark Renshaw Flag of the United States.svg HTC-Columbia 30
3 Flag of Norway.svg Thor Hushovd Flag of Switzerland.svg Cervélo 26
4 Flag of Australia.svg Robbie McEwen Flag of Russia.svg Katusha 24
5 Flag of France.svg Matthieu Ladagnous Flag of France.svg FDJ 22

Classifica squadre – Numero giallo

# Squadra Tempo
1 Flag of the United States.svg Team RadioShack 16.00’19”
2 Flag of the United States.svg Team HTC-Columbia a 1″
3 Flag of the United States.svg Garmin-Transitions a 2″
4 Flag of the United Kingdom.svg Team Sky a 16″
5 Flag of Kazakhstan.svg Astana a 20″

Classifica giovani – Maglia bianca

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Germany.svg Tony Martin Flag of the United States.svg HTC-Columbia 5.19’48”
2 Flag of the United Kingdom.svg Geraint Thomas Flag of the United Kingdom.svg Sky a 13″
3 Flag of Norway.svg Edvald Boasson Hagen Flag of the United Kingdom.svg Sky a 22″
4 Flag of Italy.svg Adriano Malori Flag of Italy.svg Lampre a 25″
5 Flag of the Czech Republic.svg Roman Kreuziger Flag of Italy.svg Liquigas a 28″

Premio combattività – Numero rosso

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Belgium (civil).svg Maarten Wynants Flag of Belgium (civil).svg Quick Step


Fonti

Commons

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Le tappe del Tour de France 2010

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June 27, 2010

Benedetto XVI contro le perquisizioni in Belgio: «Deplorevoli e sorprendenti»

domenica 27 giugno 2010

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Papa Benedetto XVI ha duramente criticato le scelte della magistratura del Belgio in merito alle indagini sui casi di pedofilia ed in particolare la decisione di aprire i monumenti funerari dei cardinali Jozef-Ernest Van Roey e Léon-Joseph Suenens, che furono arcivescovi della Cattedrale di Malines.

Le parole del Santo Padre sono state raccolte dalla lettera che ha indirizzato all’attuale arcivescovo della diocesi fiamminga, André-Joseph Léonard, nella quale, pur dicendosi a favore del normale corso della giustizia, auspica il «rispetto della reciproca specificità e autonomia» tra lo Stato e la Chiesa di Roma.

Joseph Ratzinger ha invitato «a un riconoscimento senza pregiudiziali di quanti si impegnano a collaborare nel rifiuto di tutto quanto oscura i nobili compiti ad essa assegnati», ma al contempo ha definito come «sorprendenti e deplorevoli le modalità con cui sono state condotte le perquisizioni nella Cattedrale di Malines e nella Sede dove era riunito l’Episcopato belga in una sessione plenaria che, tra l’altro, avrebbe dovuto trattare anche aspetti legati all’abuso di minori da parte di membri del clero».

Prima delle formule rituali di saluto, il papa ha aggiunto nella sua epistola: «Più volte io stesso ho ribadito che tali gravi fatti vanno trattati dall’ordinamento civile e da quello canonico, nel rispetto della reciproca specificità e autonomia».


Fonti

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February 15, 2010

Sciagura ferroviaria in Belgio: almeno 25 i morti

Sciagura ferroviaria in Belgio: almeno 25 i morti

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lunedì 15 febbraio 2010

Mappa con il luogo dell’incidente

Buizingen (Belgio) – È di una ventina di morti (18 accertati, ma si parla di almeno 25-28) e di oltre 150 feriti (di cui almeno una decina in gravissime condizioni) il bilancio provvisorio di uno scontro fra treni di pendolari verificatosi alla porte di Bruxelles.

L’incidente è avvenuto intorno alle 8.30 del mattino, quando, all’altezza della località di Buizingen, nei pressi della stazione di Halle (a circa 20 km dalla capitale), un treno proveniente da Quiévrain e diretto a Liegi, che viaggiava con circa dieci minuti di ritardo, ha impattato frontalmente con un altro treno, proveniente da Lovanio e diretto a Gravenbrakel. A bordo dei due convogli, viaggiavano tra le 250 e le 300 persone, per lo più pendolari che si stavano recando al lavoro e molti dei quali avevano scelto il treno al posto dei mezzi propri per via del maltempo.

Al momento dello schianto, nella zona si stava infatti abbattendo una fitta nevicata. L’incidente pare tuttavia non sia da mettere in relazione con le avverse condizioni meteorologiche.

I soccorritori hanno dovuto provvedere anche a delle amputazioni sul posto per estrarre alcuni dei feriti dalle lamiere contorte. Per le prime cure, si sono mobilitati 14 ospedali della zona.

L’incidente ha interrotto i collegamenti ferroviari internazionali con Bruxelles.

Secondo il governatore del Brabante Fiammingo Lodewijk de Witte, l’incidente sarebbe da imputare al macchinista del treno proveniente da Lovanio, che non avrebbe rispettato il segnale di stop.


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December 30, 2008

Belgio: Herman Van Rompuy è il nuovo primo ministro

Filed under: Belgio,Europa,Politica,Politica e conflitti,Pubblicati — admin @ 5:00 am

martedì 30 dicembre 2008

Belgio

Il re del Belgio Alberto II ha affidato al fiammingo cristiano-democratico, Herman Van Rompuy, il compito di formare il nuovo governo, a dodici giorni dalle dimissioni di Yves Leterme a causa dello scandalo Fortis.

Il nuovo esecutivo dovrà mettere d’accordo cinque partiti comprendenti i cristiano democratici fiamminghi, quelli francofoni, i liberali fiamminghi, quelli francofoni, e i socialisti della Vallonia del Sud.

Secondo il giornale Le Soir l’attuale il ministro dell’Interno Patrick Dewael dovrebbe diventare presidente della Camera al posto di Van Rompuy, mentre Guido de Padt verrà nominato al suo posto agli Interni.

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Fonti

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September 7, 2008

GP2 Series, GP del Belgio: Maldonado si aggiudica Gara 2

Filed under: Automobilismo,Belgio,Europa,GP2,Pubblicati,Sport — admin @ 5:00 am

GP2 Series, GP del Belgio: Maldonado si aggiudica Gara 2

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domenica 7 settembre 2008

La vettura di d’Ambrosio giunta seconda al traguardo.

Un disarmante Pastor Maldonado si aggiudica la Sprint Race del Gran Premio del Belgio davanti al padrone di casa d’Ambrosio e al russo Petrov.

D’Ambrosio, scattato dalla Pole, ha tenuto testa diversi giri a Maldonado prima che quest’ultimo prendesse il sopravvento e si aggiudicasse la vittoria finale. Anche in questa corsa non sono mancati gli incidenti, su tutti quello di Bruno Senna che nella chicane prima del traguardo si tocca con Buemi e pone fine alla sua gara. Il suo contendente al titolo Giorgio Pantano essendo stato squalificato per quello che è successo in Gara1 e di conseguenza escluso da Gara2, non aveva la minima possibilità di racimolare punti.

Da segnalare anche la squalifica di Zuber in Gara1, che ha agevolato la situazione in classifica di Maldonado, il quale a sua volta ha fatto registrare il giro più veloce in 1:58.859, portando a così a casa ben 13 punti.


Fonti[]

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Formula 1, Gran Premio del Belgio: Hamilton penalizzato, la vittoria a Massa

Formula 1, Gran Premio del Belgio: Hamilton penalizzato, la vittoria a Massa

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domenica 7 settembre 2008

Lewis Hamilton

Giornata agonisticamente vittoriosa per Lewis Hamilton, ma vittoria a tavolino per Felipe Massa sul Circuito di Spa-Francorchamps, in Belgio, uno dei più lunghi e impegnativi circuiti di Formula 1 esistenti. Un percorso lunghissimo che regola in appena 44 giri di oltre 7 km l’uno l’intera competizione, con grandi possibilità nei suoi rettilinei di sorpassare i concorrenti più lenti e imporre il proprio ritmo, e provvidenziali larghe vie di fuga, particolarmente apprezzate dati i problemi che si creano quando il clima, come spesso accade, volge al peggio.

La competizione[]

Circuit Spa 2007.png

Gara bagnata per la 14° volta nella storia del piovoso circuito belga. Ma con una distribuzione delle precipitazioni del tutto anomala, che ha reso l’esito sorprendente e ingestibile. Storicamente, il circuito di Spa non sorride a chi ottiene la pole position. Non era quindi necessariamente favorito Hamilton, che pure ha battuto nelle prove tutti gli altri concorrenti. Inoltre uno dei suoi avversari, Kimi Räikkönen, era reduce da numerose vittorie sullo stesso circuito belga. La partenza è avvenuta sul circuito bagnato da piogge recenti, ma in un clima provvisoriamente asciutto.

Parte fortissimo Hamilton, ma non da meno Räikkönen, che sopravanza Massa. Trulli fa una manovra di sorpasso che lo porta rapidamente ai primissimi posti, ma poi viene tamponato e da allora la sua gara sparisce nelle retrovie, come del resto nel caso dell’altro italiano, Fisichella. Questa gara non sarà favorevole nemmeno ad altri piloti più esperti come Rubens Barrichello e David Coulthard. Tornando alla gara, ad un certo punto Hamilton commette un errore, un testacoda che consente il riavvicinamento di Raikkonen che gli si mette in scia e lo sorpassa. La gara ha continuato il suo corso con i due di testa che hanno fatto l’andatura: Hamilton non ha ceduto e ha inseguito il suo avversario.

Il vincitore a tavolino, Felipe Massa

Dietro sono rimasti Felipe Massa e Fernando Alonso, mentre gli altri sono staccati di parecchio. La fase del pit-stop ha tuttavia sfavorito Hamilton, che da qualche secondo di distanza si è ritrovato, intrappolato nel traffico, a circa 5 secondi da Räikkönen. Ma ancora non era finita; Hamilton ha continuato a inseguire il suo avversario sperando, nonostante i rischi gravissimi, che cominciasse a piovere per poterlo raggiungere. Non si accontentava del secondo posto, nonostante i rischi che potevano accadere quando la pioggia, prevista con precisione, sarebbe caduta. Strano il comportamento delle Ferrari; con l’ultimo cambio di gomme, le dure, Räikkönen ha avuto problemi di velocità iniziale, Massa no e ha marciato all’inseguimento di Hamilton, nemmeno tanto lontano, che a sua volta sperava di recuperare i circa 6 secondi da Räikkönen.

Fino a che, a qualche giro dal termine, ha cominciato a piovere. Non molto, ma abbastanza per causare gravi problemi ai piloti. Hamilton ha raggiunto alla fine del terzultimo giro Räikkönen, affiancandoglisi; Räikkönen ha chiuso la strada ad Hamilton spostandolo dentro la curva con tanto di leggera collisione; Hamilton a quel punto è rientrato davanti a Räikkönen, ma questo lo avrebbe penalizzato e così sul traguardo ha ceduto la posizione a Räikkönen. Subito dopo, però, con la staccata sulla curva del rettilineo lo ha di nuovo sorpassato e se n’è andato.

Gli ultimi due giri sono stati una roulette russa. Prima Hamilton ha sbagliato il controllo dell’auto e Räikkönen ha ripreso la prima posizione; poi Räikkönen ha perso il controllo, testacoda e Hamilton ritorna in testa; mentre Räikkönen lo insegue, perde improvvisamente il controllo e si schianta il musetto contro un muro. Tutto questo nei 2 minuti 25 secondi del penultimo giro, più lento di circa 38 secondi rispetto al fastest lap. Räikkönen, che aveva guidato in testa per quasi tutta la gara e stava involandosi ad una importantissima vittoria, ha finito la gara senza vedere il traguardo. Massa da lontano ha seguito senza correre rischi. Hamilton, con le gomme slick, ha continuato a girare in testa e ha vinto girando in 2 minuti e 35 secondi nell’ultima tornata. La situazione di controllabilità sull’asfalto era talmente pericolosa che non sono stati nemmeno fatti i giri di parata post-GP.

Dopogara[]

Kimi Räikkönen

Ora il campionato è stato deciso drasticamente. Come per Massa qualche settimana fa (motore rotto a 3 giri dal termine), Räikkönen ha perso una gara vinta. Hamilton ha dimostrato di sapere guidare con aggressività anche sull’asfalto bagnato, in un circuito in cui il carico aerodinamico delle macchine non è molto alto data la necessità di essere veloci. Räikkönen, ad appena 57 punti, è 23 punti sotto Hamilton, mentre Massa, oggi secondo, è incollato a 8 punti dall’inglese. Ora è chiaro che la Ferrari, a 5 GP dalla fine dell’anno, dovrà fare scelte precise su chi puntare, anche se l’anno scorso Hamilton buttò via un vantaggio di 17 punti in due gare contro Raikkonen (come quando, proprio per via della pioggia, andò KO in Cina durante un pit-stop).

Gara sfortunata per Heikki Kovalainen: partito male, ha recuperato fino alla sesta posizione, ma poi per una decisione piuttosto dura è stato costretto ad un drive trough, che l’ha fatto precipitare nelle retrovie; nell’ultimo giro ha finito anzitempo la gara per motivi non meglio chiariti. Davvero per i finlandesi non è stata una giornata fortunata.

I Ferraristi non l’hanno presa bene e le polemiche sono andate sopratutto sul sorpasso di Hamilton dopo avere lasciato strada a Raikkonen. Il ragazzino, come è stato definito da Luca Baldisseri ha fatto «mosse che non ci sono piaciute». Anche Luca Colaianni ha rilasciato un’intervista molto critica.

C’è stata una coda di polemiche e di indagini sulla gara, concludendo polemicamente il GP che in studio Cesare Fiorio ha definito come il più bello delle ultime stagioni. Norbert Haug ha evitato le polemiche e si è detto dispiaciuto per la fine della gara di Räikkönen. In studio Fiorio ha deplorato (come anche per il caso di Kovaleinen) l’eccessivo rigore degli steward, magari per darsi importanza, nel sovvertire i risultati di un GP che finalmente ha mostrato una gara di piloti e di valore, auspicando che non si rovini un risultato con delle polemiche e con decisioni arbitrarie.

Punizione e ricorso[]

Nonostante che la manovra di resa di Hamilton rispetto a Räikkönen sia stata giudicata corretta dai commentatori Rai (tra cui Jean Alesi) con la solita moviola, vista e rivista, gli steward hanno decretato una penalità di 25 secondi ad Hamilton, come se non avesse ridato strada a Räikkönen.

La McLaren, così, si ritrova post-datata la derubricazione di Hamilton al terzo posto. La McLaren dichiara di voler fare appello, affermando che la manovra di «restituzione» a Räikkönen era corretta, potendo dichiarare che al traguardo Hamilton era 6 km/h più lento della Ferrari secondo i dati telemetrici in loro possesso. La Fia per ora non ha deciso la data dell’appello.

Ora Hamilton è stato declassato a 76 punti, contro i 74 di Massa e i 57 di Raikkonen. Ma anche se questo riduce il vantaggio dell’inglese sul finlandese, non fa altro che il gioco di Massa, che passa da -8 a -2 (mentre Raikkonen passa da -23 a -19). La FIA si riunisce il 23 settembre per deliberare, e il ricorso viene respinto poiché giudicato “inammissibile”[1].


Fonti[]

  1. McLaren, respinto il ricorso

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