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August 15, 2016

Giochi olimpici 2016: oro nordcoreano nella finale di volteggio maschile

Giochi olimpici 2016: oro nordcoreano nella finale di volteggio maschile

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lunedì 15 agosto 2016

Interno dell’Arena Olímpica do Rio, dove si svolgono le gare di ginnastica dei Giochi olimpici.

Si è conclusa oggi pomeriggio la finale di volteggio maschile con l’oro vinto dal nordcoreano Ri Se-gwang.

Al primo dei due volteggi da eseguire il giapponese Kenzō Shirai ottiene il miglior punteggio di tutti: un 15,833; tuttavia nel secondo volteggio commette un errore e totalizza solo 15,066 punti, concludendo 3° con una media di 15,449.

Arriva poi il turno del nordcoreano Ri Se-gwang, che compie quasi perfettamente un difficile esercizio di propria ideazione da 6,40 di coefficiente (considerato alto); ripropone lo stesso esercizio al secondo volteggio migliorandosi e totalizzando 15,766 punti, con una media da medaglia d’oro di 15,691.

Procede poi il russo Denis Ablyazin eseguendo al primo volteggio il medesimo esercizio da 6,40 proposto da Ri Se-gwang ed ottenendo un punteggio simile, ossia 15,600. Al secondo volteggio Ablyazin esegue un buon esercizio chiuso però da troppi “passetti”, il che, insieme ad un coefficiente di 6,20, non gli consente di andare oltre i 15,433 punti; chiude quindi con una media di 15,516 che gli vale la medaglia d’argento.

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March 27, 2014

Gli studenti nordcoreani dovranno portare lo stesso taglio dei capelli del supremo leader

Gli studenti nordcoreani dovranno portare lo stesso taglio dei capelli del supremo leader

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giovedì 27 marzo 2014

La norma che obbliga gli studenti maschi di Pyongyang ad avere lo stesso taglio di capelli di Kim Jong-un è stata approvata 2 settimane fa, ma ora il suo effetto sarà esteso a tutta la Corea del Nord.

Fino ad ora, agli uomini era permesso di scegliere tra 10 stili di taglio diversi, mentre per le donne sono ancora permessi 18 tipi di acconciatura.

Il sudcoreano Korea Times comunica, inoltre, che questo tipo di capelli ha una connotazione negativa tra la popolazione nordcoreana tant’è che fino ad una decina di anni fa era chiamato “il taglio del contrabbandiere cinese”.


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April 6, 2013

Crisi in Corea del Nord: intervista a Scott Snyder e Robert Kelly

Crisi in Corea del Nord: intervista a Scott Snyder e Robert Kelly

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sabato 6 aprile 2013
Negli ultimi giorni, la Corea del Nord ha minacciato più volte azioni belliche contro la vicina Corea del Sud e gli Stati Uniti. La tensione è salita ed è stata decisa addirittura la chiusura dell’area industriale di Kaesong ai lavoratori sudcoreani.

Wikinews ha intervistato il dottor Robert Kelly dell’Università Nazionale di Busan (Pusan National University, PNU), specializzato in sicurezza e diplomazia, e Scott Snyder, esperto di Corea del Nord del Council of Foreign Relations (CFR).

W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgInnanzitutto, che ruolo ha nella sua istituzione?
Robert Kelly: Sono professore di Relazioni Internazionali alla PNU.
Scott Snyder: Sono senior fellow per gli Studi sulla Corea e direttore del Programma sulla politica estera fra Stati Uniti e Corea presso il CFR.

W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgLa Corea del Nord ha minacciato spesso la Corea del Sud. Che possibilità ci sono che stavolta queste minacce si traducano in realtà?
RK: Molto poche. La Corea del Nord perderebbe la guerra, se mai iniziasse. Se poi utilizzassero le loro armi nucleari, perderebbero ogni appoggio nel mondo e la Cina li abbandonerebbe. Dietro queste minacce, c’è l’intenzione di estorcere aiuti alla Corea del Sud e al suo nuovo presidente, non certo far scoppiare una guerra.
SS: Le minacce nordcoreane servono una varietà di scopi. Alcuni sono di tipo difensivo e sono primariamente intesi a scoraggiare gli altri Stati a prendere posizioni troppo aggressive contro una Corea del Nord debole. Altre sono di tipo tattico, in vista di nuovi negoziati. Altre ancora sono espressione di intenti o aspirazioni che vanno oltre le capacità nordcoreane e che non possono essere attuate senza affrontare gravi conseguenze. Infine, alcune sono minacce specifiche che la Corea del Nord tenterà di attuare nell’ambito di una strategia di guerriglia, in modo da evitare l’escalation e mantenere il vantaggio dell’effetto sorpresa. Le minacce nordcoreane vanno prese seriamente, ma valutate con attenzione per determinare quali sono le circostanze in cui vengono effettivamente portate avanti.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgCome stanno reagendo i cittadini sudcoreani al programma di armamenti nucleari nordcoreano?
RK: Ovviamente non sono d’accordo, ma si preoccupano meno di quanto uno straniero possa immaginare. I sudcoreani vivono da anni con questa spada di Damocle. Il Nord li ha minacciati più volte in passato, quindi è un po’ come il ragazzino che urla “al lupo, al lupo”. Nessuno si aspetta che lancino davvero una bomba.
SS: Sempre più turbati e preoccupati, soprattutto per la possibilità di essere oggetto di un ricatto nucleare. Allo stesso tempo, tutto questo finora ha avuto un impatto trascurabile sulla vita quotidiana dei sudcoreani.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgQuindi i sudcoreani continuano a vivere normalmente?
RK: Sì. Non è come la crisi dei missili di Cuba, quando la gente svuotava gli scaffali dei supermercati e costruiva dei bunker nelle cantine. I miei studenti continuano ad andare e venire dall’università normalmente. Decisamente, la compostezza dei sudcoreani è impressionante.
SS: Sì.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgLa Corea del Nord diventerà ancora più isolata?
RK: Sì. Minacciare una guerra nucleare è una escalation genuina che allontanerebbe qualsiasi Stato. Comunque, la Corea del Nord è già sufficientemente isolata. Siccome la Cina, che è il primo Paese donatore di aiuti, non li taglia, un ulteriore isolamento avrà pochi impatti pratici.
SS: La Corea del Nord è sempre più isolata politicamente, ma è economicamente e informaticamente più connessa di quanto lo fosse dieci anni fa.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgL’esercito sudcoreano è pronto per affrontare un qualsivoglia conflitto con quello nordcoreano?
RK: Sì. L’esercito sudcoreano è moderno, ben addestrato e ben formato, con una superiorità tecnica e organizzativa sostanziale rispetto all’esercito nordcoreano. Al momento, il Sud non ha risposto alle provocazioni del Nord solo per evitare una escalation, non perché non sono in grado di farlo. La superiorità convenzionale del Sud è ulteriormente incrementata dall’aiuto degli Stati Uniti.
SS: La Corea del Sud vincerebbe nettamente larga parte degli scontri convenzionali col Nord, ma è vulnerabile in alcuni teatri d’azione, in cui la Corea del Nord percepisce una mancanza di prontezza o un vantaggio tattico.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgLa chiusura di Kaesong da parte della Corea del Nord è una prova della tensione montante fra i due Paesi?
RK: Sì e no. È un fatto importante, perché Kaesong è una fonte di denaro contante per il Nord, quindi la sua chiusura testimonia che è intenzionata a sopportare alti costi per questa faida. D’altra parte, i media sudcoreani hanno definito la chiusura anticipata dell’area come un segno della determinazione nordcoreana, affermando piuttosto chiaramente che se la Corea del Nord avesse tenuto aperte le industrie, avrebbe voluto dire che non stavano facendo sul serio. In altre parole, penso che il Nord sia stato “costretto” a chiudere Kaesong per non venire meno alla guerra di parole, non perché fosse nei piani.
SS: Finora, è la manifestazione più evidente della crescente tensione, ma non ci sono ancora stati effetti materiali. Vedremo come evolverà la situazione nei prossimi giorni. Kaesong diventerà vulnerabile soltanto quando le operazioni si fermeranno e quando i trasferimenti finanziari connessi al fallimento di queste ultime diventeranno operativi.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgLa Corea del Nord ha spostato uno dei suoi missili a lungo raggio sulla sua costa orientale. È una mossa di cui preoccuparsi?
RK: Non penso che sia una mossa seria come l’hanno descritta i media. Prima di tutto, hanno spostato un solo missile. Secondo, non è chiaro se la Corea del Nord abbia effettivamente delle testate nucleari sufficientemente piccole per essere inserite su dei missili. Loro hanno detto di sì, ma le testate nucleari sono particolarmente pesanti e per questo motivo hanno bisogno di missili sufficientemente larghi, quindi spostare un missile non significa necessariamente che verrà puntato verso gli Stati Uniti o verso Tokyo, che secondo me sono gli obbiettivi più probabili. Non è chiaro se si tratti davvero di un missile nucleare, se sia pronto al decollo… quindi per quanto ne so, mi sembra ancora una volta un bluff. Mi sembra che parlino, parlino, ma che non ci saranno poi reali conseguenze, mi sembra più una “guerra di parole”.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgSi parla molto di Kim Jong-un come di un leader privo di esperienza. Secondo lei, saprà fermarsi sul ciglio del burrone?
RK: Ecco, questa è una bella domanda. No, non lo penso, e questo è il motivo per cui stiamo avendo questa conversazione. Kim Jong-il, il padre di Kim Jong-un, era davvero molto bravo in questo senso — dico “bravo” fra virgolette. Sapeva molto bene come giocare a questo gioco, sapeva molto bene come prendere il Sud, soprattutto per ottenere aiuti, riso, assistenza, carburante… Suo figlio è lì da 14-15 mesi, un anno e mezzo circa al massimo. Non è passato attraverso i processi educativi del regime, non ha avuto esperienze né nell’esercito, né nel partito. E sicuramente non ha alcun addestramento militare, non sembra sia mai andato in un qualche istituto militare. Ha frequentato un collegio in Svizzera, al massimo. Quindi, non è del tutto chiaro cosa davvero sappia fare, se sappia come comportarsi. Ho come l’impressione che sia stato incitato dai suoi stessi generali e che loro lo facciano perché non vogliono che la loro posizione venga ridimensionata nel nuovo ordine. Sotto suo padre Kim Jong-il, l’esercito è stato costituzionalmente elevato a un livello di importanza molto alto, quasi come se fossero il primo pilastro del Governo, quella che noi chiamiamo “strategia dell’esercito prima di tutto”. Penso che adesso siano preoccupati che, per far ripartire l’economia, il nuovo Kim possa ridimensionare il ruolo dei militari, penso sia questo il vero motivo di tutto ciò. Non penso che vogliano davvero una guerra.
W@H waves left.svgWNW@H waves right.svgQuindi pensa che queste minacce siano soltanto un metodo per ottenere più aiuti dalle Nazioni Unite?
RK: Non proprio dalle Nazioni Unite, il loro ruolo nella vicenda è piuttosto limitato a dire il vero. Ci sono alcune agenzie ONU specializzate che operano in Corea del Nord — penso che il Programma alimentare mondiale sia la principale fra queste, perché i nordcoreani hanno costantemente problemi di mancanza di cibo — e poi ci sono altre ONG occidentali, organizzazioni benefiche e simili. Io stesso sono stato in Corea del Nord e ho visto come lavorano queste organizzazioni, ho incontrato persone che vivono lì e fanno questo. Ma sono organizzazioni piccole. I nordcoreani hanno paura che gli occidentali possano girare liberamente, creare problemi, parlare alla gente… Ogni tipo di contatto con l’esterno in Corea del Nord è molto, molto limitato. Penso che il vero problema siano in realtà i vicini della Corea del Nord, ossia Giappone, Cina, Stati Uniti e Corea del Sud. La Russia non ha un grande ruolo in tutto questo. E questo è ciò che davvero vogliono, i nordcoreani adesso sono totalmente dipendenti dai soli cinesi. Un tempo riuscivano a mettere i cinesi, i sudcoreani, i giapponesi e gli statunitensi l’uno contro l’altro e a ottenere aiuti e concessioni da ciascuno di loro. Negli ultimi dieci anni, il gioco si è fatto più difficile. Soprattutto Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud hanno serrato i ranghi e non vogliono più affrontare la Corea del Nord da soli, spingendola sempre più verso la Cina. Ma alla Corea del Nord non piace essere dipendente da un Paese solo. E credo che tutto questo sia solo un tentativo di liberarsi da questa dipendenza, ma è piuttosto difficile dal momento che è ormai una colonia economicamente dipendente dalla Cina.


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Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di North Korea’s rising tensions: Wikinews interviews Scott Snyder and Dr Robert Kelly, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

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December 3, 2012

Ue: Corea del Nord non lanciate satellite

Ue: Corea del Nord non lanciate satellite

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lunedì 3 dicembre 2012

Catherine Ashton

La Corea del Nord ha intenzione di mettere in orbita un satellite tra il 10 e il 22 dicembre, la notizia però non è piaciuta all’Unione europea. Catherine Ashton, alto rappresentante della politica estera della Ue, ha dichiarato che ciò che vorrebbe compiere la Corea, è un atto provocatorio che minaccia la pace e la stabilità dell’area, dunque, chiede che a sua volta la nazione si astenga dal lancio.


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October 9, 2012

Corea del Nord: «Con i nostri missili attaccheremo l\’USA»

Corea del Nord: «Con i nostri missili attaccheremo l’USA»

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martedì 9 ottobre 2012

Il governo di Pyongyang ha annunciato che ha intenzione di attaccare quanto prima il suolo americano. La nazione comunista ha così risposto negativamente all’accordo siglato domenica tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti, che prevede l’ampliamento della gittata dei missili di Seul da 300 a 800 chilometri, permettendogli un’area di attacco che potrebbe raggiungere anche la Cina.

Nel 2001 la Corea del Sud avrebbe accettato di limitare la potenza dei propri missili, accettando in cambio lo stanziamento di 28mila soldati statunitense sul proprio territorio. L’accordo più recente è stato ritenuto necessario a causa delle continue ambizioni belliche da parte del regime comunista nordcoreano. La Corea del Nord paragona questo nuovo accordo ad un complotto per far scoppiare nella penisola coreana una guerra. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Monte, la Corea del Nord sarebbe in grado di colpire il territorio statunitense. La Casa Bianca non ha ancora commentato la notizia ma secondo diversi analisti la minaccia sarebbe priva di fondamento. Nonostante ciò gli ultimi test missilistici svolti nell’aprile 2012 nella Corea del Nord non hanno portato i risultati che tutti avrebbero sperato.


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February 16, 2012

Corea del Nord: continuano le parate per Kim Jong-Il

Filed under: Asia,Corea del Nord,Pubblicati,Società — admin @ 5:00 am

Corea del Nord: continuano le parate per Kim Jong-Il

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giovedì 16 febbraio 2012

Kim Jong-Il poco prima della morte

La capitale della Corea del Nord Pyongyan è attraversata da un imponente parata militare volta a celebrare il 70esimo anniversario della nascita del defunto Caro Leader Kim Jong-Il.

Dal 17 dicembre, giorno della morte di Kim Jong-Il manifestazioni in sua memoria si sono tenute in tutto il paese: l’inaugurazione di statue (una delle più importanti, di bronzo e alta sei metri, è di martedì scorso), l’emissione di monete con la sua faccia e l’incisione di immensi slogan sul fianco delle montagne sono eventi quasi quotidiani.
Il giorno della nascita del ex-capo di stato è noto come “il giorno della stella che brilla” e si celebra dal 1995. La televisione di stato mostra in continuazione le immagini della grande parata odierna, dove però spicca per la sua assenza il Brillante Compagno Kim Jong-Un, figlio del Caro Leader e suo successore, che però ha fatto sapere di essere con lo spirito nella capitale. Seppur motivata e nonostante dichiarazioni secondo cui la parata sia una dimostrazione di fedeltà delle forze armate nordcoreane a Kim Jong-Un, l’assenza del Grande Successore alimenta il dubbio su chi sia il vero uomo forte del paese. Vi è forse la possibilità che la morte del Caro Leader abbia riportato alla ribalta suoi possibili successori scartati negli anni, come il secondo figlio Kim Jong-Chul o lo zio del Brillante Compagno Jang Sung-taek.


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October 12, 2008

La Corea del Nord non è sulla \”black-list\”

La Corea del Nord non è sulla “black-list”

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domenica 12 ottobre 2008
Gli Stati Uniti d’America hanno tolto la Corea del Nord dalla lista nera dei Paesi che sostengono il terrorismo. Lo stato nordcoreano era entrato nella lista nera per la presunta distruzione di un aereo di linea sudcoreano nel 1987, in cui erano morti 115 passeggeri. Gli USA avevano subordinato la rimozione della Corea del Nord dalla lista nera alla condizione che il regime di Pyongyang avesse accettato le richieste dell’amministrazione Bush, per la verifica delle sue attività nucleari.

L’accordo è stato raggiunto, nonostante le perplessità avanzate dal Giappone e da parte del negoziatore statunitense Christopher Hill, e prevede l’effettuazione di ispezioni sull’arricchimento del plutonio e dell’uranio, con particolare attenzione al reattore nucleare di Yongbyon, che era stato riattivato nelle ultime settimane come “ritorsione” verso la decisione di Washington di non rimuovere Pyongyang dalla lista nera. «Nell’attività di ispezione avrà un ruolo importante anche l’AIEA (l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica)» ha detto Hill, aggiungendo che «gli esperti potranno avere accesso a tutti i siti nucleari dichiarati e non dichiarati».

Nell’accordo è stata prevista la partecipazione alle ispezioni della Corea del Sud, Cina, Giappone e Russia.

Taro Aso, premier giapponese, esprime la sua perplessità perché l’accordo non menziona alcunché sulla vicenda del rapimento di cittadini giapponesi da parte dei nord coreani.
Il presidente George W. Bush ha contattato telefonicamente Aso per riaffermare «il principio del traguardo di una denuclearizzazione verificabile della penisola coreana» e la necessità che «tutte le parti continuino a lavorare verso l’attuazione dell’impegno della Corea del Nord ad abbandonare tutte le sue armi e tutti i suoi programmi nucleari». Inoltre Bush ha rassicurato Aso sul sostegno degli USA nella vicenda del rapimento dei cittadini giapponesi.

John McCain, candidato repubblicano alla Casa Bianca, critica l’accordo perché è stato raggiunto direttamente tra Washington e Pyongyang «e solo successivamente discusso con gli alleati asiatici al fine di ottenere il loro sostegno». McCain ha espresso perplessità anche sul fatto che l’accordo non prevede il problema dei cittadini giapponesi rapiti.


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La Corea del Nord non è sulla “black-list”

domenica 12 ottobre 2008
Gli Stati Uniti d’America hanno tolto la Corea del Nord dalla lista nera dei Paesi che sostengono il terrorismo. Lo stato nordcoreano era entrato nella lista nera per la presunta distruzione di un aereo di linea sudcoreano nel 1987, in cui erano morti 115 passeggeri. Gli USA avevano subordinato la rimozione della Corea del Nord dalla lista nera alla condizione che il regime di Pyongyang avesse accettato le richieste dell’amministrazione Bush, per la verifica delle sue attività nucleari.

L’accordo è stato raggiunto, nonostante le perplessità avanzate dal Giappone e da parte del negoziatore statunitense Christopher Hill, e prevede l’effettuazione di ispezioni sull’arricchimento del plutonio e dell’uranio, con particolare attenzione al reattore nucleare di Yongbyon, che era stato riattivato nelle ultime settimane come “ritorsione” verso la decisione di Washington di non rimuovere Pyongyang dalla lista nera. «Nell’attività di ispezione avrà un ruolo importante anche l’AIEA (l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica)» ha detto Hill, aggiungendo che «gli esperti potranno avere accesso a tutti i siti nucleari dichiarati e non dichiarati».

Nell’accordo è stata prevista la partecipazione alle ispezioni della Corea del Sud, Cina, Giappone e Russia.

Taro Aso, premier giapponese, esprime la sua perplessità perché l’accordo non menziona alcunché sulla vicenda del rapimento di cittadini giapponesi da parte dei nord coreani.
Il presidente George W. Bush ha contattato telefonicamente Aso per riaffermare «il principio del traguardo di una denuclearizzazione verificabile della penisola coreana» e la necessità che «tutte le parti continuino a lavorare verso l’attuazione dell’impegno della Corea del Nord ad abbandonare tutte le sue armi e tutti i suoi programmi nucleari». Inoltre Bush ha rassicurato Aso sul sostegno degli USA nella vicenda del rapimento dei cittadini giapponesi.

John McCain, candidato repubblicano alla Casa Bianca, critica l’accordo perché è stato raggiunto direttamente tra Washington e Pyongyang «e solo successivamente discusso con gli alleati asiatici al fine di ottenere il loro sostegno». McCain ha espresso perplessità anche sul fatto che l’accordo non prevede il problema dei cittadini giapponesi rapiti.

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December 11, 2007

Ripristinato dopo 50 anni il servizio ferroviario tra le due Coree

Ripristinato dopo 50 anni il servizio ferroviario tra le due Coree

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martedì 11 dicembre 2007

Localizzazione della penisola coreana nel continente asiatico

Per la prima volta in oltre metà secolo, è stato ripristinato il regolare servizio di trasporto merci con la linea ferroviaria che attraversa il confine tra le due Coree.

Il treno, con 12 vagoni, viaggia in direzione della città nordcoreana di Kaesong, un centro di produzione industriale che farà da collegamento per i due paesi. Il servizio si svolgerà regolarmente una volta a settimana.

I leader sudcoreani hanno annunciato che i treni-cargo sono solamente un punto di partenza, e che presto potrà partire anche un servizio di trasporto passeggeri: «Sebbene abbiamo cominciato con un servizio di treni-cargo, presto condurrà ad un servizio di treni passeggeri e sarà collegato presto ai treni continentali» ha detto Lee Chul, presidente della compagnia ferroviaria del Sud Corea.

Ad autobus, treni ed autocarri è già permesso attraversare il confine, ma il servizio ferroviario aveva subito delle restrizioni fino ad ora. Le strade che consentono ai mezzi già detti di giungere nella Corea del Nord erano state già ristrutturate dopo il 2000, quando avvenne il primo incontro tra i due paesi, mentre le ferrovie erano state distrutte nel 1950 a seguito della guerra tra le due Coree.

L’accordo per il trasporto di merci attraverso i treni era stato raggiunto nel corso dello storico incontro tra i leader dei paesi asiatici nello scorso ottobre.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di First rail service in 50 years begins across Korean borders, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

Fonti

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October 2, 2007

Il presidente sudcoreano Roh Moo Hyun incontra Kim Jong Il, leader del Nord

Il presidente sudcoreano Roh Moo Hyun incontra Kim Jong Il, leader del Nord

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martedì 2 ottobre 2007

Il presidente della Corea del Sud Roh Moo Hyun

Il presidente della Corea del Sud Roh Moo Hyun ha lasciato ieri Seoul per incontrare il leader della Corea del Nord Kim Jong Il e per discutere del futuro della penisola coreana, da decenni divisa in due. Sebbene la Guerra di Corea combattuta fra il 1950 e il 1953 tra le due parti non è mai formalmente terminata, l’incontro potrebbe preparare il terreno per una tregua permanente. L’incontro è soltanto un secondo summit fra le due parti.

Il primo aveva avuto luogo nel 2000, e guidato dal precedente presidente sudcoreano Kim Dae-jung, che aveva vinto il Premio Nobel per la pace per la sua politica di sole splendente per la riconciliazione con il Nord.

«Come fare in modo che la pace metta radici sulla penisola coreana sarà la maggiore priorità nell’agenda del summit», ha detto Roh in un discorso di lunedì, che ha aggiunto: «Non sarà un processo privo di eventi, ma una volta che le discussioni su un regime di pace saranno poste sul giusto binario, noi potremo cominciare una tregua militare e stilare un trattato di pace, e anche un accordo sulla riduzione degli armamenti». Roh ha detto che la questione principale della sua agenda era stabilite una pace più forte tra i confini dei due Paesi.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di South Korean President Roh Moo-hyun to meet with Kim Jong-il, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

La Corea del Sud ha possibilità limitate per raggiungere un trattato di pace, poiché non ha firmato il «cessate il fuoco» che pose fine alla guerra di Corea, che fu firmato solo dalle truppe degli Stati Uniti d’America. «Io non credo che la pace possa essere raggiunta con gli sforzi di una sola parte», ha detto il ministro per l’unificazione sudcoreano Lee Jae-joung durante una conferenza stampa a Seul. Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha detto che è disposto a discutere un trattato di pace solo se la Corea del Nord accetterà di dismettere le sue armi atomiche.

Una questione che non è parte dell’agenda del summit è il programma nucleare nordcoreano, che è soggetto a incontri tra una pluralità di nazioni. Personale della Corea del Sud non intende discutere della questione dei diritti umani in Corea del Nord, che pure sono stati ampiamente criticati.

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