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November 20, 2013

Alluvione Sardegna, tra le vittime anche due bambini

Alluvione Sardegna, tra le vittime anche due bambini

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mercoledì 20 novembre 2013

La provincia di Olbia-Tempio è quella più colpita, 13 morti.

È di 16 morti il bilancio ufficiale delle vittime dell’alluvione che ha colpito la Sardegna tra il 18 e il 19 novembre. Tra questi anche due bambini, di appena 2 e 3 anni, morti insieme ai loro genitori.

La provincia di Olbia è quella più colpita, con 13 morti, tre dei quali a causa di un crollo di un argine sulla Provinciale 38 tra Olbia e Tempio, in località Monte Pino. Un uomo di 35 anni è morto insieme al figlioletto di 3 in località Raica, nella strada che porta a Telti. Una donna di 42 anni, e la figlia di 2, sono state travolte da acqua e fango in località Bandinu, in via Cina, sorprese all’interno della propria autovettura. Il compagno della donna, un poliziotto, si trovava insieme a loro ma è riuscito a salvarsi. Due donne di 83 e 88 anni sono morte invece intrappolate nelle loro abitazioni. Infine un’intera famiglia, di origine brasiliana, è annegata all’interno del seminterrato nel quale risiedevano ad Arzachena.

Nella provincia di Nuoro è morto un poliziotto di 42 anni. Stava scortando un’ambulanza sul tratto Oliena–Dorgali quando la sua auto è uscita fuori strada. Gli altri tre colleghi, che viaggiavano con lui, sono in condizioni gravi. Una donna di 88 anni è morta intrappolata all’interna della sua abitazione, mentre un allevatore di 61 è stato trascinato via dalla corrente mentre stava custodendo del bestiame.

Anche nella provincia di Oristano si registra una vittima: si tratta di una donna di 64 anni, morta annegata all’interno della sua casa di Uras.


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November 19, 2013

Ciclone Cleopatra, in Sardegna 18 morti

Ciclone Cleopatra, in Sardegna 18 morti – Wikinotizie

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Ciclone Cleopatra, in Sardegna 18 morti

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martedì 19 novembre 2013
Sono ore critiche per la Sardegna, colpita tra la giornata di ieri e oggi dal ciclone “Cleopatra”, il quale in poche ore ha riversato sull’isola oltre 450 millimetri di pioggia. Il bilancio provvisorio indica 18 vittime, di cui 13 nella sola provincia di Olbia, oltre a 2700 sfollati e numerosi dispersi.

Il Governo Letta ha stanziato 20 milioni di euro per i primi aiuti, decretando lo stato di calamità naturale; a questi si aggiungono i 5 milioni stanziati dalla regione Sardegna. Sono attesi aiuti anche dall’Unione Europea, mentre il presidente José Manuel Durão Barroso ha espresso il suo cordoglio in favore delle vittime.

In Sardegna sono giunti il capo della Protezione civile italiana Franco Gabrielli, per coordinare le operazioni di soccorso, oltre al presidente della ragione Sardegna Ugo Cappellacci, e il primo ministro Enrico Letta. Anche Papa Francesco ha parlato della tragedia che ha colpito la Sardegna, chiedendo a tutti di pregare per le vittime, specialmente per i bambini.

I dati della Protezione civile parlano di un quantitativo di pioggia caduto in queste ore pari alla quantità caduta nei sei mesi precedenti, mentre 306 comuni sardi su 377, pari all’81% del totale, sono a rischio idrogeologico.


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November 11, 2010

Maltempo in Campania, è panico per l\’esondazione del fiume Sele

Maltempo in Campania, è panico per l’esondazione del fiume Sele

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giovedì 11 novembre 2010

La provincia di Salerno

Ormai è il panico in Campania. Il fiume Sele, a causa delle violenti piogge, ha rotto gli argini ed ha allagato tutto ciò che incontrava. Rallentamenti sul ponte, dove sono dovuti intervenire i carabinieri per allontanare alcuni curiosi che si erano fermati ad osservare creando file lunghe chilometri.

Due uomini su un gommone sono stati travolti e sono dispersi. Anche i primi due soccorritori si sono ribaltati dal canotto e sono dispersi in mare. Panico all’ufficio dei carabinieri. Il Sele non è stato l’unico fiume ad esondare, altri tre fiumi nel salernitano hanno creato disagi.


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August 27, 2010

Il Pakistan in ginocchio per le alluvioni, almeno sette milioni gli sfollati

Il Pakistan in ginocchio per le alluvioni, almeno sette milioni gli sfollati

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venerdì 27 agosto 2010

Un’immagine ripresa da un elicottero dell’esercito statunitense mostra gli effetti delle alluvioni su un ponte in Pakistan (Courtesy of United States Army)

Il Pakistan, duramente colpito dalle alluvioni delle settimane scorse, si trova a fronteggiare una situazione che, già dai numeri forniti dalle numerose agenzie di stampa, appare catastrofica. Milleseicento morti, venti milioni di persone colpite e più di sette milioni di sfollati, questi i dati inquietanti che riassumono gli effetti di inondazioni che ancora continuano ad affliggere il paese.

Il portavoce italiano dell’Organizzazione per le Nazioni Unite, Maurizio Giuliano, ha dichiarato che «la situazione nel Sindh sta volgendo di male in peggio. L’Onu sta consegnando gli aiuti il più velocemente possibile, ma i danni provocati dalle alluvioni superano la nostra capacità di risposta».

Le città più colpite, tra le quali figurano Sujawal, Mirpur Bathoro e Daro, nonché Thatta e Faqir Jogoth, sono state in gran parte evacuate su precisi ordini del governo di Islamabad, il quale ritiene fondamentale mettere al sicuro le centinaia di migliaia di persone che vivono in zone alluvionate o vicine ad argini la cui stabilità è messa a dura prova dalle incessanti precipitazioni.

Nel frattempo, gli Stati Uniti d’America hanno criticato il comportamento dell’esercito pakistano, tacciato di distribuire aiuti umanitari in sovramisura al fine di ottenere altro materiale dalla comunità internazionale, e di ostacolare il lavoro delle numerose ONG presenti sul territorio.


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May 17, 2008

Beichuan, Cina: straripa il lago formatosi dopo il sisma, la gente in fuga

Beichuan, Cina: straripa il lago formatosi dopo il sisma, la gente in fuga

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sabato 17 maggio 2008

Il lago che si era formato a Beichuan, in Cina, dopo il devastante sisma di lunedì scorso, che ha provocato decine di migliaia di morti e un numero ancora imprecisato di dispersi, è straripato.

Migliaia di persone, scampate alla furia distruttiva del terremoto, stanno cercando di mettersi in salvo. La situazione è aggravata dal fatto che quasi 50 feriti, in condizioni gravissime, devono essere portati via immediatamente, ma le operazioni di soccorso sono difficili, in situazioni di emergenza come quella attuale.


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August 16, 2006

Corea del Nord, le inondazioni provocano 54mila vittime

Corea del Nord, le inondazioni provocano 54mila vittime

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lunedì 16 agosto 2006

54 000 fra morti e dispersi e 2 milioni e mezzo di senza tetto: è questo il bilancio delle inondazioni che da ormai un mese colpiscono la Corea del Nord. Lo riferisce l’agenzia umanitaria “Good Friends”, citando molte fonti, pur senza citarne alcuna.

La Corea del Nord è ormai oggetto di piogge torrenziali da circa un mese, e in un primo tempo si era parlato di circa 10mila morti, numero subito smentito dal governo di Pyongyang. Tuttavia, in un secondo tempo, i nordcoreani hanno deciso di accettare gli aiuti della comunità internazionale e della Corea del Sud, poiché si avvicinava la catastrofe: oltre ai morti, bisogna considerare le piantagioni e le case distrutte.

Rimane tuttavia molto difficile fare il punto della situazione, poiché la stampa è fortemente controllata in Nordcorea, e il governo non vuole mostrare alcun segno di debolezza.

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August 9, 2006

La Corea del Nord chiede l\’aiuto del Sud contro le inondazioni

La Corea del Nord chiede l’aiuto del Sud contro le inondazioni

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9 agosto 2006
La Corea del Nord ha ufficialmente chiesto aiuto alla Corea del Sud per essere sostenuta negli aiuti contro le inondazioni che da giorni stanno devastando il Paese. La Corea del Sud, anche se fra i due Paesi non sussistono più contatti diplomatici dopo i test missilistici nordcoreani del 5 luglio scorso, ha annunciato che i primi aiuti verranno inviati tempestivamente. La richiesta è stata inoltrata dall’Ufficio della riconciliazione del Nord verso il corrispettivo del sud.

La Corea del Nord ha bisogno di cibo e medicine per la popolazione e materiali e macchinari per la ricostruzione, dopo che le violente piogge hanno distrutto villaggi, strade e ferrovie, causando un disastro di dimensioni gigantesche. Secondo le autorità di Pyongyang i morti sarebbero 150, ma la Croce Rossa sudcoreana ha parlato di migliaia fra morti e dispersi.

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August 2, 2006

Inondazioni in Corea del Nord, oltre 10mila morti

Inondazioni in Corea del Nord, oltre 10mila morti

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2 agosto 2006

Korea north map.png

Due settimane di inondazioni in Corea del Nord potrebbero aver provocato 10 000 morti, almeno secondo quanto comunicano le Ong presenti sul posto. L’agenzia governativa Knca ha però smentito questa stima, giungendo a parlare di alcune centinaia di persone morte.

La Corea del Nord, tuttavia, non collabora con la comunità internazionale, e ha rifiutato gli aiuti provenienti dalla Corea del Sud e dal World Food Programme. La situazione sembra essere disperata per le popolazioni, poiché per tutto luglio le piogge torrenziali hanno imperversato sul Paese, devastando molti villaggi. La pioggia ha poi sofisticato il terreno, e ha ingrossato i fiumi, provocando inondazioni.

Secondo il WFP, ci sarebbero circa 60 000 senza tetto e senza cibo, senza contare che i raccolti sono andati in larga parte distrutti.

L’agenzia dell’ONU aveva preparato 74 tonnellate di cibo, rifiutate da Pyongyang, che ha anche respinto gli aiuti della Croce Rossa.

Già nel 1990 il Paese fu soggetto a copiose piogge che causarono 2 500 000 morti, anche se la crisi fu superata grazie agli aiuti della Cina e della Corea del Sud.

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November 27, 2005

Italia inondazioni del Tevere novembre 2005

Italia inondazioni del Tevere novembre 2005

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27 novembre 2005

Il Tevere in piena è straripato in più punti, allagando i terreni limitrofi in Umbria e nel Lazio.

Centri abitati, campi coltivati, industrie e strade provinciali sono sommersi dall’acqua.

A Fiumicino, in località Passo della Sentinella, sono state sgomberate 80 famiglie. A Roma migliaia di senzatetto sono stati sgomberati da sotto i ponti. L’acqua in poche ore ha invaso la banchina transitabile, sommergendo quasi completamente i cartelli stradali di segnalazione. In 24 ore il livello del Tevere è cresciuto di due metri.
I rischi maggiori li stanno correndo gli abitanti dell’Isola Sacra e della Magliana. Ma il Tevere è attentamente monitorato anche a Castel Giubileo, all’Isola Tiberina e a Ponte Milvio.
Un barcone-discoteca, rimasto bloccato all’ormeggio, è affondato.

Nel Viterbese e nella Tuscia si registrano danni per 40 milioni di euro. Qui sono sotto controllo il Marta e il Mignone.

In Umbria, i centri più colpiti sono Balanzano, San Martino in Campo, Fratta Todino e Torgiano. Qui sono esondati, oltre al Tevere, anche i suoi affluenti Nera e Paglia. Colpita anche la periferia di Perugia.

Negli ultimi due giorni sono caduti tra i 110 e i 130 mm di pioggia.

Fonti

  • «Tevere, la grande piena: paura e sfollati»Corriere della Sera, 28 novembre 2005, pag. 11

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