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July 20, 2016

Turchia: continua la repressione di Erdoğan

Turchia: continua la repressione di Erdoğan

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mercoledì 20 luglio 2016

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Colpo di Stato in Turchia del 2016.

Dopo il fallito colpo di stato della settimana scorsa in Turchia, Erdoğan continua la repressione all’interno del Paese. Dopo aver fatto arrestare 6.000 militari, 8.000 poliziotti e migliaia di giudici, scatenando la reazione di gran parte del mondo occidentale che ha richiesto il rispetto dei diritti civili, in particolare l’Unione Europea ha chiesto che non fosse riammessa la pena di morte, il governo turco ora sta colpendo gli insegnanti ed i docenti universitari, compresi i rettori, che potrebbero essere vicini al rivale Gülen, attualmente in auto esilio negli Stati Uniti.


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July 15, 2016

Fallito colpo di stato in Turchia

Fallito colpo di stato in Turchia – Wikinotizie

Fallito colpo di stato in Turchia

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venerdì 15 luglio 2016

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Colpo di Stato in Turchia del 2016.

Venerdì sera l’esercito turco ha chiuso i ponti sul Bosforo di Istanbul, ha occupato alcuni ministeri e la televisione di stato. Un comunicato degli ufficiali militari afferma di aver preso il potere nel paese e il primo ministro in carica, Binali Yıldırım, ha confermato la notizia. Lo Stato Maggiore starebbe prendendo il controllo delle principali città del paese, in particolare la capitale Ankara e Istanbul.

Istanbul di notte

Non è chiaro chi stia guidando la presa di potere in Turchia. È la quinta volta che i militari prendono il potere in Anatolia, dalla fondazione della repubblica turca nel 1922; l’ultimo risale al 1980. I giornalisti nel paese affermano che i militari hanno preso il controllo delle principali vie di comunicazione. I social network sono al momento bloccati. Sono stati sospesi i voli dall’Europa alla Turchia.

Il presidente Recep Tayyip Erdoğan è riuscito ad atterrare a Istanbul e a riprendere in mano la situazione.


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June 9, 2016

Turchia e curdi, la guerra civile prosegue con le stragi di militari e civili

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Turchia e curdi, la guerra civile prosegue con le stragi di militari e civili

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giovedì 9 giugno 2016
Dopo la vittoria alle elezioni da parte di Erdogan a novembre, è cominciata un’offensiva da parte dell’esercito turco nelle zone abitate dai curdi, che aveva già conosciuto i primi episodi a partire da fine luglio.[1]

L’offensiva è culminata nell’assedio di 79 giorni di Cizre, città al confine con la Siria, da metà dicembre al 2 marzo, che ha provocato la morte di 259 civili, ai quali si aggiungono i centinaia di miliziani del PKK uccisi.[2][1] Numerosi i crimini di guerra denunciati durante questa operazione militare: 177 persone sono state bruciate vive mentre erano intrappolate nei rifugi sotterranei, alcuni soccorritori che issavano la bandiera bianca sarebbero stati colpiti mentre prestavano i soccorsi, numerosi i civili uccisi dai cecchini.[2]

L’offensiva militare prosegue ancora in queste settimane in particolare nella città di Nusaybin, anch’essa sul confine con la Siria, e nella vicina Mardin, provocando decine di morti tra la popolazione.[3]

Nelle principali città turche intanto si susseguono sanguinosi attentati, che da luglio hanno fatto più di 200 morti.[4] Il 10 ottobre, durante una manifestazione per la pace ad Ankara, alla quale partecipavano diversi partiti dell’opposizione tra i quali il curdo HDP, in un attacco sferrato da due kamikaze, 97 persone sono state uccise e 245 ferite. È stato il più grave attentato nella storia della Turchia moderna.

Il 7 giugno un attentato ad Ankara ha colpito un bus della polizia e ha fatto almeno 11 morti e 36 feriti. Il governo ha accusato di questo attacco i curdi del PKK.[4]

Il 20 maggio scorso il governo ha ottenuto dal Parlamento l’approvazione di un emendamento costituzionale che rimuove l’immunità dei deputati turchi, ed ora diversi deputati di opposizione del partito filo-curdo HDP rischiano l’arresto.[5] Anche il Parlamento Europeo ha espresso la sua contrarietà a questa decisione.[6]


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June 8, 2015

Turchia, Erdoğan perde la maggioranza

Filed under: Elezioni,Europa,Politica e conflitti,Pubblicati,Turchia — admin @ 5:00 am

Turchia, Erdoğan perde la maggioranza – Wikinotizie

Turchia, Erdoğan perde la maggioranza

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lunedì 8 giugno 2015

I risultati sono quasi definitivi e in Turchia sta cambiando lo scenario politico: il partito del presidente Erdoğan ha perso la maggioranza in parlamento con il risultato peggiore degli ultimi 13 anni. Il Partito della Giustizia e lo Sviluppo (Akp) ha infatti ottenuto poco più del 40% dei voti e 258 seggi, mentre ne servono 276 per la maggioranza; ha perso il 10% e 67 parlamentari dalle scorse elezioni.

Dietro al partito del presidente il kemalista Chp, all’opposizione, che ha conquistato circa il 25% dei suffragi (131 rappresentanti); il nazionalista Mhp oltre il 16% (82); l’Hdp, partito socialista curdo, ha sfiorato il 13% ed entra per la prima volta in Parlamento con 78 deputati.

Hanno partecipato alle elezioni 53,7 milioni di persone con una affluenza del 86%.

La riforma presidenzialista[]

I risultati di questa elezioni dissolvono la possibilità di approvare una riforma costituzionale in senso presidenzialista. Per approvare la riforma infatti serve il 60% dei consensi in parlamento, che l’Akp non ha ottenuto.

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October 7, 2014

Siria: Stato Islamico a un passo dalla conquista di Kobanê

Siria: Stato Islamico a un passo dalla conquista di Kobanê

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martedì 7 ottobre 2014
Il gruppo terrorista autoproclamatosi Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (Isis), ha conquistato la maggior parte dei quartieri della città siriana di Kobanê, molto vicina al confine con la Turchia, in cui ormai si combatte per strada. Il presidente turco Erdoğan ha dichiarato che gli attacchi aerei occidentali siano stati inutili per trattenere l’avanzata dei terroristi, ed è dunque arrivato il momento di un’azione via terra.

La Turchia ha già schierato l’esercito a poca distanza dalla città siriana, ma per ora sono in attesa di ordini, probabilmente il presidente è in attesa di un riconoscimento ufficiale occidentale. L’unico sostegno da parte della Turchia sono gli aiuti umanitari, che ormai sono inutili, poiché la città è disabitata a causa degli scontri dei giorni scorsi. Chi invece sta combattendo per difendere la città siriana è il gruppo “Unità di difesa del popolo” (YPG), le forze armate curde, lasciate a combattere da sole, peraltro ostacolate dagli stessi militari turchi, i quali alla frontiera stanno fermando il passaggio di armi e aiuti a loro favore.


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December 8, 2013

Mostrano una maglietta per Mandela: Drogba ed Eboué saranno sanzionati

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Mostrano una maglietta per Mandela: Drogba ed Eboué saranno sanzionati

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Istanbul, domenica 8 dicembre 2013

Mostrano una maglietta per Mandela: Drogba ed Eboué sanzionati

Venerdì 6 dicembre il Galatasaray, prossimo avversario di Champions della Juventus, ha anticipato la giornata di campionato andando a vincere per 2-0 in casa contro l’Elazığspor. A fine partita gli ivoriani Drogba ed Eboué hanno mostrato delle magliette per esprimere la loro solidarietà verso , scomparso il giorno prima, che recitavano “Thank You Madiba” (quella di Drogba) e “Rest in Peace Nelson Mandela” (quella di Eboué).

Nonostante il gesto, a causa delle leggi presenti nella federcalcio turca, mostrare messaggi politici è considerato atto illecito e passibile di sanzione. Adesso i due calciatori ivoriani in forza al club giallorosso di Istanbul saranno costretti a presentarsi alla Disciplinare della federcalcio turca per conoscere le sanzioni che essa imputerà loro.


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January 24, 2013

Calcio, Inter: si chiude la telenovela Sneijder, l\’olandese al Galatasaray

Calcio, Inter: si chiude la telenovela Sneijder, l’olandese al Galatasaray

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giovedì 24 gennaio 2013

Il centrocampista olandese Wesley Sneijder, ex Inter, è un nuovo giocatore del Galatasaray. Si conclude così una lunga telenovela di calciomercato iniziata nel novembre dello scorso anno.

La fine del rapporto con l’Inter

Il 26 settembre in Chievo-Inter 0-2 Sneijder si infortuna accusando un problema al flessore.[1] La squadra senza di lui ottiene 10 vittorie consecutive e il rapporto con il club piano piano si deteriora: a novembre si viene a sapere che Sneijder è stato multato per aver annunciato sul suo profilo di Twitter che sarebbe andato in California a curarsi dall’ennesimo infortunio (provvedimento adottato comunque anche per altri componenti della squadra come Álvarez, Guarín e Mudingayi).[2][3][4]
L’olandese rifiuta poi la proposta di rinnovo avanzatagli dal club: allungamento del contratto dal 2015 al 2016 con opzione per il 2017 e una riduzione e spalmatura dell’ingaggio dai 6 milioni netti più bonus attuali a 4 milioni.[5]
Dopo le dichiarazioni del direttore tecnico Marco Branca («Se non firma non gioca»),[6] il giocatore viene messo ai margini della squadra, risultando comunque ancora un componente della squadra e allenandosi regolarmente con il resto della squadra. In sua difesa è intervenuta pure l’Associazione Italiana Calciatori di Damiano Tommasi e quella mondiale, la FIFPro.[7][8] Il 18 dicembre poi, con il permesso del club, si reca nei Paesi Bassi per le vacanze natalizie.[9] Torna in Italia il 3 gennaio ma non scenderà più in campo con la maglia dell’Inter. La sua ultima partita giocata è stata dunque Chievo-Inter 0-2 del 26 settembre.

Con i nerazzurri in totale ha disputato 116 partite e segnato 22 gol in tre anni e mezzo durante i quali ha vinto un campionato italiano, due Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Champions League e un Mondiale per club.

La lunga trattativa con il Galatasaray

Sneijder con la maglia del Galatasaray

Il 7 gennaio 2013 una delegazione della dirigenza del Galatasaray, capitanata dal presidente Aysal Ünal, trova un accordo economico con il presidente dell’Inter Massimo Moratti per il trasferimento di Sneijder al club turco. L’ufficialità della trattativa arriva il giorno seguente tramite il sito del club anatolico.[10] Il 9 gennaio anche lo stesso Moratti conferma di aver trovato l’intesa con i turchi.[11] Nel contempo il club turco inizia le trattative anche con il giocatore olandese. Dopo vari tentennamenti Sneijder avrebbe fatto anche un passo indietro, prendendo in considerazione la proposta dell’Inter di spalmare il suo contratto ma il presidente Moratti avrebbe poi rifiutato anche in virtù dell’accordo scritto già raggiunto con i turchi.[12]

Il 20 gennaio il Galatasaray, tramite il proprio sito ufficiale, annuncia infine di aver ingaggiato il giocatore:[13][14] al club meneghino vanno 7,5 milioni di euro mentre il giocatore ha firmato un contratto valido fino al 30 giugno 2016 sulla base di 5,5 milioni di euro l’anno bonus compresi. Come buonuscita all’olandese andrà l’incasso di un’amichevole tra Inter e Galatasaray oltre all’intero stipendio del mese corrente (500 000 euro netti). L’Inter ha incassato 2 milioni in più di quanti ne sarebbero stati sufficienti per non accusare una minusvalenza di bilancio risparmiando peraltro 30 milioni lordi di ingaggio del giocatore.[15] Sneijder ha scelto di vestire la maglia numero 14, la stessa che indossava un altro grande olandese, Johan Cruijff, anche perchè la numero 10 è già indossata da Felipe Melo, altra conoscenza del calcio italiano.

Dopo essersi congedato dall’Inter e dai suoi tifosi, il giorno successivo, atterrato a Istanbul, è stato accolto come un re da 5 mila tifosi turchi.[16] Ai giornalisti ha subito detto: «Arrivo in una piazza importante dove troverò un grande calore. Con l’Inter tutto è finito bene. Ringrazio Moratti che è un grande uomo, i nostri problemi sono stati solo di natura economica. Mourinho e van Gaal mi hanno convinto a scegliere il Galatasaray».[17] Il 22 gennaio, dopo aver superato le visite mediche, in conferenza stampa ha aggiunto: «Sono molto felice di essere qui, il Galatasaray è un grande club ed è un onore essere qui. Voglio diventare una leggenda qui come Gheorghe Hagi. Gli ultimi anni all’Inter sono stati difficili per i troppi cambiamenti di giocatori e allenatori. Io poi ho iniziato a giocare in ruoli diversi, e non era facile». Al termine Sneijder ha finalmente posto la firma sul contratto.[18]


Fonti

  1. Luca Taidelli. «Inter, sorriso per tre». La Gazzetta dello Sport, 24-novembre-2012, pag. 10.
  2. Inter-Sneijder, cala il gelo per ‘colpa’ di twitter repubblica.it, 9 novembre 2012
  3. Yolanthe Cabau scende in campo per Sneijder: “Basta prendersela con mio marito. Che gli direte quando tornerà a farvi vincere?” goal.com, 9 novembre 2012
  4. TWITTER, STRAMA: “MUDINGAYI TEORICAMENTE DA MULTARE? NON TEORICAMENTE…” fcinter1908.it, 10 novembre 2012
  5. Alessandro Bocci-Andrea Elefante. «Il Diavolo tenta Wes». La Gazzetta dello Sport, 26-novembre-2012, pag. 12.
  6. Inter, Branca: “Sneijder? Se non firma non gioca” La Repubblica, 24 novembre 2012
  7. FIFPro: “Sneijder-Inter è ricatto! Ora Fifa e Uefa intervengano”. Ma l’AIC… fcinternews.it, 28 novembre 2012
  8. CASO SNEIJDER, FIFPRO: “INTERVENGA LA FIFA” sportmediaset.it
  9. Tuttosport – Wes, risoluzione dura. E la speranza… Tuttomercatoweb.com, 19 dicembre 2012
  10. Negotiations for Wesley Sneijder. Galatasaray.org, 8 gennaio 2013. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  11. SNEIJDER VA AL GALATASARAY, A BREVE UFFICIALITÀ E CIFRE. L’INTER PUNTA QUINTERO, BELLOMO E SCHELOTTO cronacamilano.it
  12. DIETROFRONT WES, MORATTI DICE NO sportmediaset.it, 20 gennaio 2013
  13. Wesley Sneijder Hakkında Açıklama. Galatasaray.org. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  14. GALATASARAY: “ACCORDO CON SNEIJDER” sportmediaset.it, 20 gennaio 2013
  15. Matteo Dalla Vite – Andrea Elefante. «Galatasa… vai». La Gazzetta dello Sport, 21-gennaio-2013, pag. 8.
  16. WES, ACCOGLIENZA DA RE sportmediaset.it, 21 gennaio 2013
  17. Galatasaray, Sneijder: “Ecco chi mi ha convinto a scegliere la Turchia” tuttomercatoweb.com, 22 gennaio 2013
  18. Wes: “Ultimi anni difficili all’Inter, troppi cambiamenti” fcinternews.it, 22 gennaio 2013

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December 14, 2012

Turchia: gli Stati Uniti mandano aiuti militari

Turchia: gli Stati Uniti mandano aiuti militari

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venerdì 14 dicembre 2012

Il New York Times ha annunciato che il ministro della Difesa americano Leon Panetta, ha accettato di autorizzare l’invio di ben 400 militari statunitensi in Turchia, inoltre, verranno inviate due batterie contenenti a sua volta missili anti- missili da parte degli Stati Uniti. Anche gli altri stati interverranno, porteranno due batterie per nazione Germania e Paesi Bassi, per un totale di 6 batterie.


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January 16, 2009

Turchia: uccisi 696 ribelli nel 2008

Turchia: uccisi 696 ribelli nel 2008 – Wikinotizie

Turchia: uccisi 696 ribelli nel 2008

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venerdì 16 gennaio 2009

Turchia

Il generale Metin Gurak, portavoce dell’esercito turco, ha reso noto che nel 2008 sono stati uccisi 696 ribelli separatisti curdi del Pkk e 237 sono stati catturati.

È stato precisato inoltre che sono stati 177 i ribelli consegnati spontaneamente, mentre 171 sono stati i militari, gli agenti di polizia e i guardiani di villaggio uccisi dai ribelli.

Il PKK (Partîya Karkerén Kurdîstan), in italiano Partito dei Lavoratori del Kurdistan, è un partito clandestino armato attivo nel sudest della Turchia, zona popolata dall’etnia di lingua curda; il gruppo, che ha basi attive nel nord iracheno, iraniano e siriano, si ispira al marxismo e rivendica la creazione di uno stato sovrano del Kurdistan, indipendente dalla Turchia e che comprenda i territori curdi dell’Iraq, della Siria, dell’Iran e della Turchia.


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November 1, 2008

Somalia: i pirati non si fermano, nave turca sequestrata

Somalia: i pirati non si fermano, nave turca sequestrata

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sabato 1 novembre 2008
Nonostante la presenza delle forze della coalizione, delle unità navali NATO e della guardia costiera yemenita, i pirati non si fermano ed un’altra nave, questa volta turca, è stata assaltata, sequestrata e dirottata nel Golfo di Aden.

La nave, con a bordo 20 persone di equipaggio ed un carico di ferro, proveniva dal Canada ed era diretta in Cina.

Sembra che Il governo turco abbia chiesto l’intervento delle forze navali NATO presenti in zona.


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