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March 9, 2008

Italia: Prodi annuncia il suo ritiro dalla politica

Italia: Prodi annuncia il suo ritiro dalla politica

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domenica 9 marzo 2008

Romano Prodi

L’ex-premier Romano Prodi ha annunciato il suo ritiro dalla politica, con la quale dice di aver «chiuso». L’annuncio arriva subito dopo la decisione di non candidarsi alle elezioni di aprile.

Il capo del governo uscente, intervistato dalla rete satellitare SKY TG24, dice: «Il futuro è sempre sereno perché ci sono cose da costruire. Io ho chiuso con la politica italiana e forse con la politica in generale, ma il mondo è pieno di occasioni dove c’è gente che aspetta aiuto e pace». Aggiunge infine: «C’è più spazio ora che prima».

Quando vinse alle elezioni del 2006 disse già che avrebbe partecipato a una sola legislatura e dopo la crisi di governo annunciò che non si sarebbe ricandidato.

Pronto il commento del ministro degli Esteri Massimo D’Alema: «Lo sentirò e gli farò una telefonata per capire – dice da Venezia – Non è una novità che Prodi abbia deciso di non candidarsi. È stata una decisione sua di lasciare spazio ad una nuova generazione».

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January 24, 2008

Crisi di governo: il Senato sfiducia Prodi

Crisi di governo: il Senato sfiducia Prodi

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giovedì 24 gennaio 2008

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Il governo Prodi II non ha ottenuto la fiducia al Senato della Repubblica. I voti favorevoli sono stati 156, mentre i contrari 161 e gli astenuti 1. Questo voto arriva dopo quello di ieri alla Camera dei deputati, che ha avuto esito favorevole con uno scarto di circa 40 voti. Ci sono stati i voti contrari di qualche senatore dell’Unione, oltre all’UDEUR, dei Liberaldemocratici di Dini, del dissidente Turigliatto e di Fisichella. Il senatore a vita Giulio Andreotti, Sergio Pininfarina e il senatore per la circoscrizione estero Pallaro assenti dalla votazione. L’esito della votazione è stato comunicato dal presidente Franco Marini alle 20.43, subito dopo si sono scatenate bagarre e la Lega Nord ha stappato una bottiglia di spumante. Berlusconi e Fini hanno auspicato le elezioni al più presto. Molto probabilmente il premier Prodi salirà al Palazzo del Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente Giorgio Napolitano.

Episodi scottanti oggi in aula dopo l’annuncio del senatore dell’UDEUR, Cusumano, di votare a favore della fiducia al governo. Urla e insulti da parte degli stessi compagni di partito che lo definiscono “traditore, pazzo di merda, traditore, cornuto”. Un altro senatore dell’UDEUR, Barbato, tenta di andare verso il probabile ex compagno di partito e Cusumano sviene. Arrivano i soccorsi da parte dell’infermeria del Senato e Barbato afferma: “Non l’ho aggredito, certo non l’ho trattato bene. D’altra parte ha votato contro le decisioni dell’ufficio politico e quindi è un traditore”. Prosegue il capo dell’UDEUR, Mastella, che lo definisce “traditore atroce” e prosegue: “Ma non parliamo più di lui, non è mica un eroe”. Insulti a Cusimano anche da Alleanza Nazionale, per bocca del senatore Nino Strano, definendolo “squallida checca”. Ironizza l’ex presidente della repubblica Francesco Cossiga: “Mastella e Barbato, per carità: salvate il soldato Ryan, e cioè il povero Cusumano, che rischia di morire nella trincea, avendo equivocato gli ordini del capo… Magari – rivolgendosi a Mastella – fatevi dare cinque Asl in più in Campania…”.

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January 23, 2008

Crisi di governo: inatteso colloquio tra Napolitano e Prodi a Roma

Crisi di governo: inatteso colloquio tra Napolitano e Prodi a Roma

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mercoledì 23 gennaio 2008

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Il presidente del Consiglio Romano Prodi

Il premier Romano Prodi ha avuto questa mattina un inatteso colloquio di circa 30 minuti al Quirinale con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

L’incontro ha alimentato l’ipotesi che Prodi sia intenzionato a dare le sue dimissioni, nonostante una nota del Quirinale, nella quale si conferma il colloquio, non indichi un’eventuale decisione di Prodi a riguardo.

Il risultato del voto di oggi pomeriggio sarà probabilmente a favore di Prodi, che alla Camera dispone della maggioranza dei seggi anche senza l’appoggio dell’UDEUR, mentre è incerto il voto di domani in Senato.
Alcune fonti governative indicherebbero come possibile l’ipotesi che Prodi rassegni le dimissioni a Napolitano anche prima di questo voto. Si aprirebbero quindi le consultazioni per stabilire se formare un nuovo governo oppure andare alle elezioni anticipate.

È stata ipotizzata anche l’eventualità della formazione di un nuovo governo con appoggio in entrambe le camere e con largo consenso per attuare una riforma della legge elettorale prima delle prossime eventuali elezioni anticipate; questo per evitare la situazione di squilibrio tra le due camere verificatasi con le precedenti elezioni.

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January 22, 2008

La Camera dei Deputati voterà la fiducia all\’esecutivo

La Camera dei Deputati voterà la fiducia all’esecutivo

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martedì 22 gennaio 2008

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La Camera dei Deputati, che stamattina vedrà l’intervento in aula del premier Romano Prodi sullo stato dell’esecutivo, voterà domani la fiducia a questo, dopodiché il presidente del consiglio dei ministri deciderà se recarsi o meno da Giorgio Napolitano per presentare le dimissioni dall’incarico, fortemente richieste in queste ore da tutta l’opposizione e da Clemente Mastella.

L’annuncio del voto è stato dato, dopo la riunione dei capigruppo, dal verde Angelo Bonelli.

In realtà, il voto di domani pomeriggio dovrebbe essere abbastanza sicuro, poiché la maggioranza, che ha perso l’appoggio dell’UDEUR, può comunque contare su uno scarto di circa 60 deputati, ma il voto potrebbe rappresentare una verifica sull’eventuale mancanza dell’appoggio del partito dell’ex guardasigilli.

Differente invece la situazione al Senato, dove il partito di Mastella, che conta tre senatori, potrebbe rappresentare l’ago della bilancia in caso di un voto di fiducia, in quanto il dimissionario ministro della giustizia ha fatto sapere che in occasione di voti di fiducia il suo partito voterà contro, ritenendo le elezioni anticipate l’unica soluzione possibile. Su questa eventualità, è intervenuto nuovamente Angelo Bonelli, che ha detto: «Penso di sì, Romano dovrebbe chiederla anche a Palazzo Madama».

Le reazioni politiche comunque sono molteplici, prima tra tutti quella del leader dell’opposizione, Silvio Berlusconi, che ritiene che le elezioni anticipate siano inevitabili, per poi aggiungere: «Prodi è pervicacemente attaccato al potere, e anche stanotte nella riunione della sua parte politica si è proposto candidato. Secondo lui il leader non deve essere Walter Veltroni ma egli stesso.»

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January 15, 2008

Dopo le proteste, il papa annulla la visita all’università “La Sapienza”. Prodi: “Profondo rammarico”

martedì 15 gennaio 2008

Papa Benedetto XVI

Ingresso dell’Università “La Sapienza” di Roma

Papa Benedetto XVI ha annullato la sua visita all’Università “La Sapienza” di Roma, in seguito alle proteste di alcuni studenti, che l’avevano definita «un evento incongruo da annullare».

L’incontro era previsto per giovedì 17 gennaio al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’università: un gruppo di oltre 60 firmatari avevano però presentato al rettore dell’università, Renato Guarini, una lettera, nella quale avevano chiesto di annullare l’incontro, «in nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia».

Tra le prime reazioni del mondo politico, quella del premier Romano Prodi, che ha espresso il suo «profondo rammarico per la decisione di Benedetto XVI» e «solidarietà forte e convinta alla sua persona», auspicando un ritorno al programma originario. La condanna arriva anche a «i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile, e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell’Italia».

Insieme a lui, il rincrescimento di Franco Marini, presidente del Senato, e di Fabio Mussi, ministro dell’Università, dispiaciuto «che si siano create queste condizioni: l’Università è un luogo che accoglie, non che respinge».

Anche il rettore dell’università “La Sapienza” ha espresso il suo dispiacere, parlando di «una sconfitta per la libertà di espressione e per il mondo laico».

Unanime la condanna anche da parte del centro-destra: se Silvio Berlusconi ha parlato di un «segno dell’intolleranza e di un fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico» e di una «grave ferita per la libertà del nostro Paese da parte di un’ideologia settaria e faziosa», Alleanza nazionale si rivolge «a tutti gli italiani» perché si rechino all’Angelus domenica in piazza San Pietro per «far capire al Papa che non ci sono solo questo pugno di professori, grumo di vergogna per la nazione, ma un popolo che crede nel grande messaggio della Chiesa e ha un’altissima considerazione di Benedetto XVI».

Fonti

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Dopo le proteste, Benedetto XVI annulla la visita all’Università “La Sapienza”. Prodi: «Profondo rammarico»

martedì 15 gennaio 2008

Papa Benedetto XVI

Ingresso dell’Università “La Sapienza” di Roma

Papa Benedetto XVI ha annullato la sua visita all’Università “La Sapienza” di Roma, in seguito alle proteste di alcuni studenti, che l’avevano definita «un evento incongruo da annullare».

L’incontro era previsto per giovedì 17 gennaio al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’università: un gruppo di oltre 60 firmatari avevano però presentato al rettore dell’università, Renato Guarini, una lettera, nella quale avevano chiesto di annullare l’incontro, «in nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia».

Tra le prime reazioni del mondo politico, quella del premier Romano Prodi, che ha espresso il suo «profondo rammarico per la decisione di Benedetto XVI» e «solidarietà forte e convinta alla sua persona», auspicando un ritorno al programma originario. La condanna arriva anche a «i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile, e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell’Italia».

Insieme a lui, il rincrescimento di Franco Marini, presidente del Senato, e di Fabio Mussi, ministro dell’Università, dispiaciuto «che si siano create queste condizioni: l’Università è un luogo che accoglie, non che respinge».

Anche il rettore dell’università “La Sapienza” ha espresso il suo dispiacere, parlando di «una sconfitta per la libertà di espressione e per il mondo laico».

Unanime la condanna anche da parte del centro-destra: se Silvio Berlusconi ha parlato di un «segno dell’intolleranza e di un fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico» e di una «grave ferita per la libertà del nostro Paese da parte di un’ideologia settaria e faziosa», Alleanza nazionale si rivolge «a tutti gli italiani» perché si rechino all’Angelus domenica in piazza San Pietro per «far capire al Papa che non ci sono solo questo pugno di professori, grumo di vergogna per la nazione, ma un popolo che crede nel grande messaggio della Chiesa e ha un’altissima considerazione di Benedetto XVI».

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Dopo le proteste, Benedetto XVI annulla la visita all’Università “La Sapienza”. Prodi: «Profondo rammarico»

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martedì 15 gennaio 2008

Papa Benedetto XVI

File:Université La Sapienza.JPG
L’ingresso principale della città universitaria da Piazzale Aldo Moro

Papa Benedetto XVI ha annullato la sua visita all’Università “La Sapienza” di Roma, in seguito alle proteste di alcuni studenti, che l’avevano definita «un evento incongruo da annullare».

L’incontro era previsto per giovedì 17 gennaio al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’università: un gruppo di oltre 60 firmatari avevano però presentato al rettore dell’università, Renato Guarini, una lettera, nella quale avevano chiesto di annullare l’incontro, «in nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia».

Tra le prime reazioni del mondo politico, quella del premier Romano Prodi, che ha espresso il suo «profondo rammarico per la decisione di Benedetto XVI» e «solidarietà forte e convinta alla sua persona», auspicando un ritorno al programma originario. La condanna arriva anche a «i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile, e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell’Italia».

Insieme a lui, il rincrescimento di Franco Marini, presidente del Senato, e di Fabio Mussi, ministro dell’Università, dispiaciuto «che si siano create queste condizioni: l’Università è un luogo che accoglie, non che respinge».

Anche il rettore dell’università “La Sapienza” ha espresso il suo dispiacere, parlando di «una sconfitta per la libertà di espressione e per il mondo laico».

Unanime la condanna anche da parte del centro-destra: se Silvio Berlusconi ha parlato di un «segno dell’intolleranza e di un fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico» e di una «grave ferita per la libertà del nostro Paese da parte di un’ideologia settaria e faziosa», Alleanza nazionale si rivolge «a tutti gli italiani» perché si rechino all’Angelus domenica in piazza San Pietro per «far capire al Papa che non ci sono solo questo pugno di professori, grumo di vergogna per la nazione, ma un popolo che crede nel grande messaggio della Chiesa e ha un’altissima considerazione di Benedetto XVI».

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December 27, 2007

Conferenza stampa di fine 2007 del governo italiano, Prodi: «L\’Italia ha ripreso a camminare»

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Conferenza stampa di fine 2007 del governo italiano, Prodi: «L’Italia ha ripreso a camminare»

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giovedì 27 dicembre 2007

Romano Prodi

«L’Italia è un Paese che si è rimesso a camminare e che è uscito dalle emergenze. Lo dicono tutti i numeri. La crescita si attesta da due anni attorno al 2% e il debito sta calando costantemente. Chiuderemo l’anno col un deficit molto più basso del previsto: sotto il 2%, cifra inferiore a tutte le previsioni». Queste sono state le parole introducenti di Romano Prodi per presentare le attività svolte dal suo governo e che quindi tocca vari settori. Poi ha proseguito: «Ma le cifre non sono il solo problema, esiste anche una crisi legata alla mancanza di fiducia, che impedisce di camminare spediti. È fondamentale essere rientrati sotto i parametri che chiedeva l’Europa. Un risultato che ci permette di pensare a politiche di programmazione più efficaci. Eppure questo dato non ha cambiato le difficoltà di molte famiglie. Ma la messa in ordine delle nostre casse ci permetterà a fine legislatura di scendere sotto il 100% nel rapporto deficit/PIL , e questo permetterà di liberare risorse per le famiglie, per l’ambiente e per la sicurezza»

Parla della criminalità: «Il 2007 è stato anche l’anno della rimonta contro la mafia. Ma è importante non abbassare la guardia. Comunque il clima è cambiato e in Sicilia molti cittadini hanno trovato la forza di rialzare la testa. Lo Stato non si fermerà nella lotta alla mafia e alla camorra».

Il premier parla delle attività a favore del lavoro e dei lavoratori, menzionando la lotta al lavoro nero e l’eliminazione dello scalone. Un passo anche sulle morti bianche, definendole una “grande emergenza nazionale”: «Le camere hanno approvato un disegno per questo problema: ora gli strumenti devono diventare operativi e ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità».

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Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica

Sul welfare: «Siamo un Paese che invecchia. le famiglie vanno aiutate. La Finanziaria ha stanziato 800 milioni per le famiglie, che comprende investimenti per gli asili ma anche per gli anziani non autosufficienti».

Cita la redistribuzione del reddito: «Il 2007 è stato anche l’anno del tesoretto. L’extra gettito è stato usato per aumentare le pensioni e per l’extra-bonus di 150 euro, che non è una panacea ma è un primo segnale per la redistribuzione del reddito, un problema che va urgentemente affrontato».

Il Presidente del Consiglio ha ricordato i riconoscimenti per i meriti nel campo degli affari esteri e con le politiche internazionali promosse dall’Italia ha invitato a «uno sguardo meno concentrati su se stessi».

Sulla “casta”: «Il 2007 è stato l’anno dell’antipolitica e della “casta”, ma la moralizzazione è stata una priorità del mio Governo molto prima delle inchieste giornalistiche e nella finanziaria, non a caso, è stato annunciato un solido, pacchetto per dare efficienza alla macchina della politica».

Ha fatto poi una previsione per il 2008: «Dovrà essere l’anno in cui proiettiamo l’Italia nel futuro. Ho ben chiare quali sono le politiche e le azioni da adottare. Grazie alla straordinaria azione contro l’evasione fiscale pensiamo che non meno di 20-21 miliardi di euro siano rientrati e questa proseguirà anche nel prossimo anno. Ma la vera sfida è l’efficienza della pubblica amministrazione, che va fatta marciare più speditamente, va resa più snella, più leggera e meno costosa».

Una battuta sugli enti previdenziali: «Vogliamo riformare profondamente gli enti previdenziali, a partire da gennaio. Questo comporterà un risparmio di qualche miliardo di euro. Sempre dal 2008 diminuiremo ancora il numero eccessivo di adempimenti burocratici. L’anno prossimo sarà possibile fare una sola comunicazione obbligatoria per il lavoro e lo stesso per le imprese».

Prodi insistente sulla informatizzazione dei servizi e della burocrazia, citando anche le attività giudiziarie.

Pannelli solari

Toccato il tema ambientale: «Doteremo di pannelli solari tutti gli edifici pubblici, tranne quelli di valore storico, a partire dalle scuole. Sarà obbligatorio anche adottare lampade a basso consumo energetico. Dal 2011 saranno in vendita in Italia solo lampadine a ridotto consumo energetico. Risparmi ci saranno anche sullo spreco di carta».

Il senatore Lamberto Dini

Sulla crescita economica: «Bisogna ridare fiato alla ricerca, per cui stiamo studiando le modalità di finanziamento per rinnovare le dotazioni dei laboratori scientifici delle scuole e poi bisognerà accelerare i tempi per l’assunzione dei 3mila ricercatori in attesa».

Infine il tema dei salari: «In Italia c’è un problema di reddito per i lavoratori i cui salari hanno perso molto potere d’acquisto, al punto che anche lo sviluppo del paese ne risente negativamente. Bisogna agire prontamente, ma prima è necessario che cresca anche la redditività e che siano ridotte le imposte sui salari medio-bassi».

Risponde a una domanda di un giornalista che parla della dichiarazione di Dini che dice che la maggioranza non ha i numeri per governare: «un Governo si abbatte con un voto di sfiducia, non ci sono altri strumenti, non con le dichiarazioni o le interviste».

Flag of the United States.svg

Parla dei rapporti con gli Stati Uniti d’America: «Rispetto alla politica italiana sull’Iraq non c’è necessità di alcun cambiamento e da questo punto di vista non dovrebbero esserci modifiche nell’approccio con gli Stati Uniti impegnati nella campagna presidenziale», proseguendo che «quanto avevo da dire l’ho già detto a Bush» e la decisione di ritirarsi è stata presa «in lealtà e serenità» e quindi «non ci sono stati problemi» e «ho anche avuto il riconoscimento da parte di Bush che mi ha detto che si sarebbe meravigliato se ci fossimo comportati diversamente». Sulle elezioni presidenziali del 2008: «Noi non sosteniamo candidati ma linee politiche. Questo magari porterà a linee più vicine a quelle dei democratici, ma noi non sosteniamo candidati in Paesi stranieri».

Il premier ha detto che in Kosovo «l’Italia farà la sua parte». «Non ci tireremo certamente indietro» rispetto alla missione civile e di ricostruzione dello Stato decisa dall’Ue, è una missione «indispensabile» a fronte di uno scenario «complicato» per l’impossibilità di trovare una soluzione concordata tra serbi e albanesi».

Nel campo delle nomine dei vertici di ENI, ENEL e Poste, il Presidente del Consiglio ha ricordate che queste attività sono state «aiutate dal Governo che ne ha garantito l’indipendenza» e ha confermato che non ci sarà nessun problema per la nomina dei vertici delle imprese, secondo le regole del mercato e internazionali.

La facciata di Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati

Sulle nomine dei vertici di Eni, Enel e Poste, Prodi ha specificato che queste imprese sono state «aiutate dal Governo che ne ha garantito l’indipendenza» e ha assicurato che non ci saranno problemi nell’identificazione delle persone da mettere a i vertici delle imprese, tenendo presente le regole del mercato e del contesto internazionale.

Prodi ha annunciato che la decisione su Alitalia sarà presa a metà gennaio: «La procedura è stata di grandissima trasparenza» ha affermato. È stato chiesto al presidente del consiglio se nella decisione influiranno i sindacati, rivolte o criterio sulla nazionalità. Ha risposto che nessuno di quei motivi influirà, ma solo «la capacità del partner di integrare Alitalia nel sistema mondiale».

Sulle privatizzazioni: «Sono rimaste poche aziende da privatizzare. Andremo avanti con le privatizzazioni, ma in armonia con quanto avviene nel resto d’Europa. Troppe volte ho visto il mercato italiano aperto all’estero, ma non viceversa, quindi non accetto lezioni da chi non è aperto quanto noi al mercato. Non voglio che l’Italia diventi soltanto un soggetto appetibile all’acquisto da parte di imprese straniere».

Parla anche della discussa legge elettorale: «La legge elettorale non è tema del governo ma va fatta dal Parlamento con una grandissima maggioranza. Non voglio cambiarla perché poi sia cambiata con il cambio del Governo». «Io ho sempre pensato che la legge elettorale debba dare stabilità e alternanza. Mi sembra che l’inizio del dialogo sia stato ottimo, ma siamo solo all’inizio, anche perché la legge elettorale deve andare di pari passo con le riforme delle attività parlamentari».

Gli viene chiesta una domanda sulla verifica di governo di gennaio e risponde che il «Il governo funziona, non ci sarà una verifica».

Per il Presidente del Consiglio la tassazione alla rendita finanziaria resta nell’agenda del governo : «Il governo ci sta lavorando. E rimangono nel programma di governo che è un programma quinquennale e sono passati solo 18 mesi».

Sui mutui subprime: «In Italia sui mutui subprime non dovremmo avere conseguenze». «Ci potrebbero essere conseguenze, speriamo limitate, sulla crescita a causa dell’impatto di questo fenomeno sugli Stati Uniti. Non credo però che ci sarà un’ondata a catena che porterà a una crisi generale perché i Paesi asiatici, che crescono a ritmo elevatissimo, dovrebbero bilanciare il problema e impedire il crollo dell’economia mondiale».

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December 26, 2007

Dini attacca Prodi: «Al Senato non ci sono i numeri per governare»

Dini attacca Prodi: «Al Senato non ci sono i numeri per governare»

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mercoledì 26 dicembre 2007

Lamberto Dini

Parole da ultimatum quelle del senatore Lamberto Dini, leader del neonato movimento politico Liberal Democratici: «Il governo in Senato non ha più i numeri per governare. Ed è assurdo che Prodi pensi che soltanto lui possa svolgere quel ruolo». Parole da leader di opposizione rilasciate al GR3.

Indica anche la futura uscita dalla maggioranza: «Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane indicheremo quale sono le misure di cui il Paese ha bisogno per riprendere il suo cammino e superare il declino. Non è con la redistribuzione che si supera il declino, ma si lo si fa rilanciando l’economia e non è con quelle misure che sembra volere annunciare il presidente del Consiglio si possa rilanciare l’azione del governo».

Critico anche sulla nuova idea del governo di distribuire il reddito: «Mi pare che siano mosse disperate. Il governo oggi raccoglie soltanto il 25% del consenso nel Paese, vuol dire che ha perso la metà di quelli che aveva al momento della sua installazione». Dini etichetta poi le proposte del premier Prodi come “disperate” e insiste: «Ci dica dove va a prendere i soldi. Mi pare che l’intenzione sia quella di dare con una mano e riprendere con l’altra».

Attacca infine direttamente Romano Prodi: «Questa sembra essere la dichiarazione di una persona che pensa che soltanto lui possa guidare il Paese: una pretesa assurda. L’opposizione faccia il suo lavoro ed il governo il proprio. Per ora è soltanto perdita di consensi».


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December 10, 2007

Romano Prodi non incontrerà il Dalai Lama

Romano Prodi non incontrerà il Dalai Lama

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lunedì 10 dicembre 2007

File:Tenzin Gyatzo foto 1.jpg
Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama

Nel corso della sua visita di 11 giorni in Italia, il Dalai Lama non vedrà il presidente del consiglio dei ministri, Romano Prodi. Il professore, con un comunicato, ha detto: «Precedenti ed inderogabili impegni internazionali, legati alla mia partecipazione alla firma del nuovo Trattato dell’Unione Europea e al Consiglio Europeo non mi consentiranno di essere a Roma nei giorni in cui si terrà l’incontro dei Premi Nobel, cui è prevista la partecipazione del Dalai Lama».

Nei giorni scorsi, il fatto che Tenzin Gyatso non sia stato ricevuto in visite ufficiali, a causa delle proteste della Cina, ha suscitato molte polemiche negli ambienti politici, con l’intergruppo parlamentare per il Tibet che ha criticato la scelta di Romano Prodi, ma anche con Bruno Mellano, deputato della Rosa nel Pugno, che ha detto: «La visita del Dalai Lama è infatti iniziata il 5 dicembre durerà sino al 17 dicembre: sono certo che il Dalai Lama avrebbe, con un sorriso, modificato il proprio programma di incontri e di iniziative, per incontrare il Presidente del Consiglio italiano. La lotta nonviolenta dei tibetani meritava maggior considerazione».

Il Dalai Lama ha già incontrato i capi di stato e di governo di Canada, Austria, Germania e Stati Uniti d’America; negli USA, il leader buddista è stato insignito della medaglia d’oro del Congresso, la più alta onorificenza concessa ai personaggi di spicco dal governo statunitense.

In Italia, Gyatso è stato ricevuto da Roberto Formigoni, governatore della regione Lombardia e da Letizia Moratti, sindaco di Milano.

Fonti

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