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September 21, 2018

Il decreto Milleproroghe è legge

Il decreto Milleproroghe è legge – Wikinotizie

Il decreto Milleproroghe è legge

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venerdì 21 settembre 2018

Il Senato, con 151 sì e 93 no, ha approvato definitivamente il decreto legge Milleproroghe, nel testo che era stato emendato dalla Camera. Ora con la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale si completerà l’iter. Negli anni precedenti il governo ricorreva ad un decreto legge contenente tutte le proroghe nel mese di dicembre, mentre quest’anno si sono anticipati i tempi. Le norme per cui l’opposizione ha espresso più vivacemente la sua contrarietà sono state la proroga dell’autocertificazione delle vaccinazioni per i bambini che frequentano le scuole e la soppressione degli stanziamenti per le periferie.

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Su Wikisource puoi trovare D.L. 25 luglio 2018, n. 91 – Proroga di termini previsti da disposizioni legislative.

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Su Wikisource puoi trovare D.L. 25 luglio 2018, n. 91 – Conversione in legge: testo approvato.

Fonti[]

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September 19, 2018

La nuova normativa sul trattamento dei dati personali trova applicazione in modo integrale a partire dal 19 settembre

La nuova normativa sul trattamento dei dati personali trova applicazione in modo integrale a partire dal 19 settembre

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mercoledì 19 settembre 2018

Il Garante della Privacy Francesco Pizzetti

Il Garante della Privacy Francesco Pizzetti ha chiarito che il 19 settembre la nuova normativa sul trattamento dei dati personali trova applicazione in Italia nella sua interezza. In tal modo vengono smentite così alcune interpretazioni riprodotte dagli organi a stampa che ci sarebbe stata una fase di applicazione soft per otto mesi. L’unica attenuazione, per un periodo appunto di otto mesi è data dalla possibilità per l’Autorità Garante di graduare le sanzioni.

Il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, aveva trovato applicazione a partire dal 25 maggio 2018. Con un certo ritardo in Italia il Decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101 ha regolato le Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento europeo

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Su Wikisource puoi trovare D.Lgs 10 agosto 2018, n. 101 – Trattamento dati personali.

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Su Wikisource puoi trovare D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 – Codice in materia di protezione dei dati personali.

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September 17, 2018

Decreto dignità: è tempo di incontri e dibattiti

Decreto dignità: è tempo di incontri e dibattiti

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lunedì 17 settembre 2018
Ad un mese dall’entrata in vigore del decreto dignità, nel testo modificato in sede di conversione in legge degli incontri e dei dibattiti, promossi dalle più diverse organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli imprenditori, con la partecipazione dei più rinomati studi legali. Il decreto si occupa di una pluralità di argomenti:

  • Assunzioni under 35
  • Nuova disciplina dei voucher
  • Contratti a termine
  • Contratti in somministrazione
  • Indennità di licenziamento
  • Centri per l’impiego
  • Contrasto alle delocalizzazioni
  • Tutela occupazione con aiuti di Stato
  • Contrasto alla ludopatia
  • Occupazione nell’istruzione pubblica
  • Redditometro e split payment
  • Compensazione debiti/crediti della pubblica amministrazione
  • Cancellazione normativa sulle SSDL
  • Obblighi ministeriali

Su temi così disparati e controversi le posizioni di governo, maggioranza e minoranza parlamentare, associazioni e giuristi sono spesso molto differenziate.


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Su Wikisource puoi trovare D.L. 12 luglio 2018, n. 87 – Disposizioni urgenti per la dignita’ dei lavoratori e delle imprese.

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September 15, 2018

Cambia la normativa sull’acquisizione e la detenzione delle armi da fuoco

Cambia la normativa sull’acquisizione e la detenzione delle armi da fuoco

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sabato 15 settembre 2018

una doppietta aperta

Ieri, in Italia, è entrato in vigore il Decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 104 sull’acquisizione e detenzione delle armi da fuoco che recepisce le indicazioni della direttiva europea. Da un lato c’è una serie di semplificazioni procedurali, ma sono introdotti anche alcuni controlli più stingenti. Per contro sarà più facile acquistare un’arma da fuoco e si potranno detenere più munizioni.

In breve:

  • le armi sportive detenibili passano da 6 a 10;
  • i colpi consentiti nei caricatori per armi lunghe salgono a 10 mentre per le armi corte salgono a 20 (finora limitati rispettivamente a 5 e 15);
  • la validità della licenza di porto d’armi per la caccia/uso sportivo passa da 6 a 5 anni;
  • la denuncia di detenzione a Carabinieri o alla Questura può avvenire anche tramite mail, purché venga usato un portale certificato;
  • non ci sarà più l’obbligo di avvisare i propri conviventi del possesso di armi;
  • “tiratori sportivi”, (autorizzati a comprare armi “tipo guerra”) anche per come Kalashnikov e Ar 15. Che adesso sarà accessibile non solo agli iscritti alle Federazioni del Coni ma anche agli iscritti alle sezioni del Tiro a Segno Nazionale, ai campi di tiro e ai poligoni privati.
  • Testo del D.Lgs

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Su Wikisource puoi trovare D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 104 – Controllo dell’acquisizione e detenzione delle armi.

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December 28, 2013

Cina: rivoluzionato il sistema del controllo delle nascite

Cina: rivoluzionato il sistema del controllo delle nascite

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sabato 28 dicembre 2013
Dopo 34 anni, in Cina è stata modificata la legge per il controllo delle nascite. È stata, infatti, approvata la nuova legge che consente alle famiglie di avere due figli, che va a sostituire la vecchia legislazione che prevedeva che una coppia potesse avere solo un figlio. La legge precedente, promulgata da Deng Xiaoping nel 1979, non comprendeva le minoranza etniche, le famiglie rurali che avevano avuto una bambina come figlio primogenito e le famiglie in cui i due genitori sono figli unici. La nuova legge, invece, si estende anche alle famiglie in cui almeno uno dei due genitori è figlio unico.

Oltre a questa legge, il governo cinese ha approvato l’abolizione dei campi di lavoro forzato, i laogai (勞改, abbreviazione di laodong gaizao, 勞動改造, in cinese “riforma attraverso il lavoro”) a cui erano costretti i condannati che non avevano subito un processo equo. Le pene dei detenuti, tuttavia, non verranno diminuite.


Fonti

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January 30, 2013

La nuova normativa sulle patenti. Il testo coordinato è sul web

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La nuova normativa sulle patenti. Il testo coordinato è sul web

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mercoledì 30 gennaio 2013

Il Decreto legislativo del 16 gennaio 2013 ha introdotto molte modifiche alla normativa sulla patente di guida recependo in pieno le indicazioni delle direttive europee.

Sul sito Normattiva, ed ora anche su Wikisource, si può leggere la laboriosa opera di raccordo tra le nuove norme con quella parte delle precedenti rimasta in vigore.

Dal canto suo il Ministero dei trasporti con sua circolare aveva anticipato le norme per la concessione delle nuove patenti. L’articolazione delle categorie porta a 15 tipi in quanto le patenti conseguite per le sottocategorie permetteranno di condurre solo alcuni tipi di veicoli

Le età minime per conseguire la patente sono state innalzate.

La principale novità che interessa i giovani è l’abolizione del patentino per la conduzione dei ciclomotori, sostituita dalla patente AM, conseguibile a 14 anni, ma che permette la circolazione negli altri stati europei solo a 16 anni.

Il testo di legge[]


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Wikivoyage

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January 26, 2013

Russia: il divieto di propaganda omosessuale è legge

Russia: il divieto di propaganda omosessuale è legge

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sabato 26 gennaio 2013

Il Parlamento russo presieduto da Vladimir Putin ha approvato in data 25 gennaio 2013 la legge che vieta in tutto il paese la propaganda omosessuale, con una maggioranza pressoché assoluta.

Da adesso sarà quindi considerato reato parlare in pubblico dei diritti, degli amori e delle speranze dei cittadini gay, con multe che possono arrivare fino a 15.000 euro; vengono inoltre preventivamente vietati eventi, manifestazioni, concerti che possano essere ritenuti a rischio di “propaganda gay”.

Una trentina di ragazzi sono stati arrestati per aver protestato sotto la Duma, ma i parlamentari si sono giustificati dicendo che «non è una legge contro gli omosessuali quanto una via per proteggere la nostra gioventù i cui valori sono minacciati da certi discorsi, certe immagini scandalose». Putin ha precisato che «la Russia ha un problema demografico, io ho il dovere di occuparmi dei diritti delle coppie che generano prole».

L’istituto di sondaggi Levada Center ha inoltre fatto emergere che quasi il 65% dei russi è d’accordo con la decisione del Parlamento e che due terzi della popolazione ritiene l’omosessualità una malattia.


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June 4, 2012

DdL intercettazioni, il comma ammazza-blog pende nuovamente sul web

DdL intercettazioni, il comma ammazza-blog pende nuovamente sul web

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lunedì 4 giugno 2012

La Camera dei deputati ha posto nuovamente in calendario, tra martedì 19 e venerdì 22[1], la discussione e votazione del Disegno di legge recante «Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche»[2], talvolta citato come “Decreto intercettazioni” e anche denominato “Legge bavaglio” dagli oppositori più critici.

La decisione è stata presa in Conferenza dei capigruppo su richiesta del PdL, dopo che il presidente della Camera Fini aveva posto la necessità di operare una scelta tra i provvedimenti in attesa di calendarizzazione.[3][4]

L’iter[2] del DdL era iniziato alla Camera il 24 luglio 2008, giungendovi ad approvazione l’11 giugno 2009. Tra il 16 giugno 2009 e il 10 giugno 2010 era stato trattato al Senato, dove veniva approvato con modificazioni. Rientrato alla Camera il 17 giugno 2010 nella nuova versione del Senato, dopo aver subito ulteriori modifiche in sede di commissione, vi era rimasto fermo dallo scorso 5 ottobre, quando aveva portato alle dimissioni dal ruolo di relatore dell’on. Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera, e alla sua sostituzione con l’on. Enrico Costa.[5] La storia del provvedimento è costellata da diverse manifestazioni di contestazione, principalmente mirate ai limiti posti all’attività giornalistica e alla disponibilità dello strumento intercettazione per gli inquirenti.[6]

Ad aprile di quest’anno era circolato un nuovo testo[7], attribuito al ministro Severino.[8] È di questi giorni, invece, un botta e risposta a mezzo stampa tra il presidente della FNSI Roberto Natale e il Ministro. Natale ha accusato il Ministro e le forze politiche di adoperare il «diritto-dovere di cronaca» come «merce di scambio politico»[9]. Severino risponde: «Non ho mai considerato il tema del diritto-dovere del giornalista di informare possibile merce di scambio con altri provvedimenti, sia pure importanti, in materia di giustizia»[10].

Il comma 29[]

Uno specifico elemento del provvedimento ha coinvolto anche l’edizione in italiano di Wikipedia, i cui contributori l’ottobre scorso avevano deciso l’oscuramento del sito, a causa dell’obbligo di rettifica nelle 48 ore, disposto indiscriminatamente per tutti i «siti informatici» dal comma 29 del DdL, che si è guadagnato l’appellativo di “comma ammazza-blog”[11].

Le pagine dell’enciclopedia, tra le 19:53 del 4 ottobre 2011 e le 14:00 del 6 furono sostituite da un comunicato[12] che esponeva la preoccupazione di vedere intaccate affidabilità e imparzialità dei contenuti delle voci dell’enciclopedia, nonché la possibilità di contribuire serenamente alle voci potenzialmente problematiche mentre, allo stesso tempo, ribadiva il rispetto delle «tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno» … «dall’articolo 595[13] del codice penale, che punisce il reato di diffamazione».

Questo comma del disegno di legge va a modificare l’articolo 8 della legge n.47 dell’8 febbraio 1948 (Disposizioni sulla stampa) che, nella formulazione vigente[14], impone alle sole testate giornalistiche registrate l’obbligo di pubblicare le rettifiche ricevute. Al netto dei vari emendamenti proposti, il testo approvato in Commissione Giustizia[15] estende tale obbligo anche a tutti i «siti informatici».

In particolare, si segnala l’emendamento[16] presentato in aula il 6 ottobre scorso a firma dei deputati Cassinelli, Palmieri, Scandroglio e Barbareschi, con il quale la maggioranza di allora si era dichiarata intenzionata a emendare l’impatto dell’obbligo di rettifica sui siti web non giornalistici.[5] Non è chiaro se quelle intenzioni siano ancora in essere nell’attuale ripresa dell’iter del provvedimento; a questo proposito, c’è da dire che la bozza attribuita al ministro Severino riporta al comma 25 lo stesso testo del comma 29 uscito dalla Commissione, quindi, su questo punto, non integra né l’emendamento Cassinelli né altri. L’emendamento, peraltro, pur mitigando l’impatto della norma verso i blog amatoriali e altri siti web, e in generale verso gli utenti/produttori, non incide sulle problematiche di gestione del contenuto sollevate dai contributori di Wikipedia.

L’articolo 8 della Legge 47-1948[]

Qui di seguito, come risulterebbe il testo dell’articolo con le modifiche derivanti dal comma 29, sia nella versione corrente non emendata sia nella versione risultante dall’emendamento Cassinelli[16]. Sono depennate le parti che ne vengono espunte ed evidenziate in grassetto quelle aggiunte, i commi sono numerati per comodità di riferimento.[17]

Testo risultante dal 1415-C[]

(versione al netto degli eventuali emendamenti al DdL[15])

Art. 8. – (Risposte e rettifiche).

  1. Il direttore o, comunque, il responsabile e’ tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignita’ o contrari a verita’, purche’ le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.
  2. Per i quotidiani, le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma precedente sono pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui e’ avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.
  3. Per i periodici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, non oltre il secondo numero successivo alla settimana in cui e’ pervenuta la richiesta, nella stessa pagina che ha riportato la notizia cui si riferisce.
  4. Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.
  5. Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate, senza commento, nella loro interezza, purche’ contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.
  6. Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata.
  7. Qualora, trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, e sesto comma, la rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, quinto e sesto comma, l’autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a norma del decimo comma dell’articolo 21, puo’ chiedere al pretore, ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione.
  8. Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva, o delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta.
  9. La mancata o incompleta ottemperanza all’obbligo di cui al presente articolo e’ punita con la multa da tre milioni a cinque milioni di lire.
  10. La sentenza di condanna deve essere pubblicata per estratto nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia. Essa, ove ne sia il caso, ordina che la pubblicazione omessa sia effettuata.

Come modificato dall’emendamento Cassinelli[]

(variazioni date dall’emendamento[16] rispetto alla versione precedente)

Art. 8. – (Risposte e rettifiche).

  1. [identico]
  2. [identico]
  3. [identico]
  4. Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica che recano giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono. Per i siti informatici diversi da quelli previsti nel periodo precedente, il termine è di dieci giorni e decorre dal momento in cui vi è, per il soggetto che ha pubblicato il contenuto, il quale agisce anche in forma anonima, conoscibilità della richiesta di rettifica, che non è valida se inoltrata con mezzi per cui non sia possibile verificarne l’effettiva ricezione da parte del destinatario. Non possono essere oggetto di richiesta di rettifica quei contenuti che, per la loro natura, sono destinati ad un limitato numero di utenti, oppure che si qualificano in concreto quali commenti, corredi o accessori di un terzo contenuto principale. Qualora ragioni tecniche ostino alla pubblicazione di una nota in calce al contenuto oggetto della richiesta di rettifica, colui che lo ha pubblicato indica all’autore della richiesta il recapito di altro soggetto avente la disponibilità tecnica di procedervi, oppure pubblica la nota con la stessa visibilità e le stesse caratteristiche grafiche del contenuto a cui fa riferimento.
  5. [identico]
  6. [identico]
  7. Qualora, trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, e sesto comma contenuti diffusi sulla rete internet, e sesto comma, la rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, quinto e sesto comma i contenuti diffusi sulla rete internet, quinto e sesto comma, l’autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a norma del decimo comma dell’articolo 21, puo’ chiedere al pretore, ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione.
  8. Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva, o delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica o il soggetto che ha pubblicato i contenuti sulla rete internet, non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta.
  9. La mancata o incompleta ottemperanza all’obbligo di cui al presente articolo e’ punita con la multa da tre milioni a cinque milioni di lire. La mancata o incompleta ottemperanza all’obbligo di cui al presente articolo è punita con la sanzione amministrativa da euro 7.500 a euro 12.500. Per i contenuti diffusi sulla rete internet, purché non siano gestiti dalla redazione di una testata registrata presso la cancelleria del tribunale ai sensi dell’articolo 5 e purché la gestione del sito internet non costituisca attività imprenditoriale per il suo gestore o editore, la sanzione amministrativa va da euro 250 a euro 2.500. La sanzione va da euro 100 a euro 500 quando, se non si tratta di sito internet gestito dalla redazione di una testata registrata presso la cancelleria del tribunale ai sensi dell’articolo 5, è indicato un valido indirizzo di posta elettronica certificata a cui trasmettere comunicazioni e richieste di rettifica.
  10. [identico]

Fonti[]

Giornalistiche[]

Documentali[]

Note[]

  1. 1,0 1,1
    « […]

    Martedì 19 (antimeridiana/pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna), mercoledì 20 e giovedì 21 giugno (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 22 giugno) (con votazioni). Seguito dell’esame dei progetti di legge:

    […]

    disegno di legge n. 1415-B – Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato).

    […] »

    Per vedere il calendario, bisogna cliccare la tab CALENDARIO sotto AGENDA DEI LAVORI ed eventualmente selezionare più sotto Comunicazioni - 31 maggio 2012 (da cui l’estratto) oppure Calendario n. 45 - giugno 2012.

  2. 2,0 2,1 Scheda Atto Camera 1415-B, op. cit.
  3. TMnews, «Intercettazioni/ Il ddl a Giugno …», fonte cit.
  4. il Fatto Quotidiano, «Intercettazioni: torna il disegno di legge, …», fonte cit.
  5. 5,0 5,1 Corriere della Sera, «Ddl intercettazioni, la Bongiorno lascia», fonte cit.
  6. [manifestazioni ddl intercettazioni (24-7-2008 – 4-6-2012)] in Google Search. URL consultato il 4 giugno 2012.
  7. Bozza Severino, op. cit.
  8. LeggiOggi, «Intercettazioni, la bozza della riforma», op. cit.
  9. Roberto Natale, Articolo 21, fonte cit.
  10. ASCA, «Intercettazioni: Severino a Fnsi, …», fonte cit.
  11. [“comma ammazza-blog”] in Google Search. URL consultato il 4 giugno 2012.
  12. Wikipedia:Comunicato 4 ottobre 2011, op. cit.
  13. Art.595 c.p. su Wikisource. Si veda anche il 594.
  14. Art.8, L.47-1948 (Disposizioni sulla stampa), op. cit.
  15. 15,0 15,1 Sinottico Atto Camera 1415-C, op. cit.
  16. 16,0 16,1 16,2 Emendamento Cassinelli, op. cit.
  17. I testi pubblicati risultano dalla semplice applicazione delle indicazioni dei provvedimenti citati al testo vigente dell’articolo e non sono stati oggetto di verifica, chiunque dovesse riscontrare errori od omissioni è pregato di correggerli o di segnalarli nella pagina di discussione dell’articolo. Così come per ogni altra imprecisione od omissione.

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May 9, 2012

Paesi Bassi: diviene legge la neutralità della rete

Paesi Bassi: diviene legge la neutralità della rete

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mercoledì 9 maggio 2012

Simbolo di neutralita della rete in italiano.svg

I Paesi Bassi sono il primo paese europeo a dotarsi di una legge a garanzia della neutralità della rete (net neutrality). L’unico precedente mondiale è quello del Cile.

Il provvedimento di legge[1], votato l’estate scorsa dalla Camera bassa, ha ricevuto ieri l’approvazione finale del Senato.

Il principio della net neutrality prevede che la connessione alla rete sia libera da restrizioni di accesso o velocità basati sulla tipologia dei siti o dei servizi cui si accede. In molti casi, anche in Italia, i fornitori di connessione ad internet adottano forme di traffic shaping in particolari orari o in relazione ai servizi adoperati, ripartendo in maniera differenziata la banda disponibile. Tra i servizi maggiormente interessati da queste pratiche, il VoIP e il P2P.

La legge olandese ora proibisce ai service provider di applicare restrizioni di accesso o velocità se non in caso di congestione della rete, per motivi di integrità o sicurezza della rete, per ostacolare la ricezione di contenuti indesiderati dall’utente, o in seguito ad un provvedimento giudiziario. Prevede anche che il cliente debba essere avvertito di eventuali violazioni e messo in condizione di porvi termine, prima che la sua connessione possa essere interrotta o limitata.

Impedisce, inoltre, la costruzione di contratti di abbonamento ad internet con tariffazione basata sulle tipologie di servizio accessibili. In particolare, non sono ammessi i contratti di connessione mobile con interdizione del VoIP, mentre restano invece possibili i contratti che prevedono la fornitura del solo VoIP, in quanto servizio specifico e non generica connessione alla rete.

Vengono anche regolate e limitate le modalità di disconnessione degli utenti e di ispezione del contenuto del traffico internet.


Fonti[]

Collegamenti esterni[]

[EN] Translations of key Dutch internet freedom provisions. www.bof.nl, 27 giugno 2011. URL consultato il 10 maggio 2012. — Contiene link ai documenti originali.

Note[]

  1. www.bof.nl, op. cit.

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April 10, 2012

Dopo il SOPA e il PIPA, nasce il CISPA

Dopo il SOPA e il PIPA, nasce il CISPA – Wikinotizie

Dopo il SOPA e il PIPA, nasce il CISPA

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Washington DC, martedì 10 aprile 2012
Mike Rogers e Dutch Ruppersberger hanno proposto al Congresso degli Stati Uniti un disegno di legge volto a prevenire gli attacchi informatici ai siti Internet e “ad altri scopi”. Il Cyber Intelligence Sharing and Protection Act (CISPA) autorizzerà soggetti privati a monitorare il traffico Internet e le comunicazioni private dei cittadini americani, su richiesta del governo, aggirando le leggi che sono attualmente in vigore.

Kendall Burman, del Center for Democracy and Technology, intervistata a Russia Today, afferma che «La sicurezza in Rete, quando fatta bene e in modo ristretto, può dare benefici a tutti; ma ciò essere fatto in modo incrementale […] e l’approccio oppressivo che stanno adottando con queste leggi […] dà luogo a problemi veri e seri».[1]

Secondo la Electronic Frontier Foundation, «il linguaggio del CISPA è così generico che potrebbe essere interpretato in modo da consentire agli Internet Service Provider (ISP) e a società come Google e Facebook di intercettare i tuoi messaggi e trasmetterli al governo». Anche la protezione di «informazioni private o governative» e di «informazioni personalmente identificabili», secondo EFF, rischia di portare alla chiusura siti come WikiLeaks, i quali attualmente sono protetti dal Primo Emendamento, che garantisce libertà di parola. In aggiunta, rileva la EFF, tra gli obiettivi dichiarati del CISPA c’è anche la lotta all’appropriazione non autorizzata di materiale coperto da proprietà intellettuale, riproponendo con una veste diversa lo scopo dello Stop Online Piracy Act già ritirato al Congresso, e autorizzando anche in questo caso le pratiche come il blocco delle utenze private e l’oscuramento dei siti.

Tra le società che si sono dichiarate favorevoli all’approvazione del disegno di legge, spiccano Facebook[2], IBM, Intel, Microsoft, Oracle, Verizon.[3]. La legge prevede l’immunità per le società che collaborano nel raccogliere e nel comunicare al governo americano le informazioni richieste.

Come riportato da Wired, la National Security Agency americana sta già costruendo un complesso da 2 miliardi di dollari, destinato alla raccolta delle informazioni, noto come Utah Data Center. Si prevede che entrerà in funzione nel settembre 2013.

Desta stupore anche la tempistica: proprio in questo periodo, il governo britannico sta valutando una legge che, se approvata, autorizzerebbe il monitoraggio delle comunicazioni online dei privati cittadini, come le e-mail e le telefonate, con lo scopo dichiarato di aumentare le informazioni a disposizione contro la criminalità.


Fonti[]

Wikipedia

Wikipedia in lingua ingleseha una voce suCyber Intelligence Sharing and Protection Act.

Wikipedia

Wikipedia ha le voci:SOPA· PIPA

Note[]

  1. Tradotto dall’inglese: Cyber security, when done right and done narrowly, could benefit everyone; but it needs to be done in an incremental way with an arrow approach, and the heavy hand that lawmakers are taking with these current bills […] it brings real serious concerns.
  2. Joel Kaplan, Lettera di supporto da parte di Facebook, sul sito della U.S. House of Representatives, Permanent Select Committee on Intelligence.
  3. Elenco su Techfleece.com

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