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July 28, 2012

Giochi olimpici 2012: Aleksandr Vinokurov è oro nella prova in linea di ciclismo su strada

Giochi olimpici 2012: Aleksandr Vinokurov è oro nella prova in linea di ciclismo su strada

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Londra, sabato 28 luglio 2012

Aleksandr Vinokurov ha vinto il decimo oro nella storia del Kazakistan ai Giochi olimpici estivi

È il kazako Aleksandr Vinokurov il nuovo campione olimpico di ciclismo su strada. Il trentanovenne kazako ha coronato la sua carriera—era infatti questa l’ultima gara in linea prima del ritiro—aggiudicandosi la medaglia d’oro nella prova in linea su strada, prima competizione nel programma del ciclismo ai Giochi olimpici di Londra.

Vinokurov, alla seconda medaglia olimpica dopo l’argento in linea vinto a Sydney 2000, ha conquistato l’oro battendo il colombiano Rigoberto Urán in una volata a due dopo 249,5 chilometri di gara. La medaglia di bronzo è invece andata al norvegese Alexander Kristoff, abile a regolare allo sprint il gruppetto di inseguitori. Appena giù dal podio lo statunitense Taylor Phinney e l’uzbeko Sergej Lagutin. Si sono classificati 127 dei 144 ciclisti (in rappresentanza di 64 paesi) al via.

Vinokurov è uno degli sportivi in assoluto più celebri del suo paese, e a questi Giochi chiude la carriera con l’alloro più importante. Nel suo palmarès spiccano comunque anche una Vuelta a España, due Liegi-Bastogne-Liegi, un’Amstel Gold Race, quattro tappe al Tour de France e due bronzi ai campionati del mondo.

Ordine d’arrivo (Top 10)[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Kazakhstan.svg Aleksandr Vinokurov
Gold medal olympic.svg
Flag of Kazakhstan.svg Kazakistan 5h45’47”
43,272 km/h
2 Flag of Colombia.svg Rigoberto Urán
Silver medal olympic.svg
Flag of Colombia.svg Colombia s.t.
3 Flag of Norway.svg Alexander Kristoff
Bronze medal olympic.svg
Flag of Norway.svg Norvegia a 8″
4 Flag of the United States.svg Taylor Phinney Flag of the United States.svg Stati Uniti s.t.
5 Flag of Uzbekistan.svg Sergej Lagutin Flag of Uzbekistan.svg Uzbekistan s.t.
6 Flag of Australia.svg Stuart O’Grady Flag of Australia.svg Australia s.t.
7 Flag of Belgium (civil).svg Jürgen Roelandts Flag of Belgium (civil).svg Belgio s.t.
8 Flag of Switzerland.svg Grégory Rast Flag of Switzerland.svg Svizzera s.t.
9 Flag of Italy.svg Luca Paolini Flag of Italy.svg Italia s.t.
10 Flag of New Zealand.svg Jack Bauer Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda s.t.


Fonti[]

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May 24, 2011

Paolo Nespoli rientra sulla Terra: conclusa la missione MagISStra

Paolo Nespoli rientra sulla Terra: conclusa la missione MagISStra

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martedì 24 maggio 2011

Paolo Nespoli poco dopo l’atterraggio.

Questa mattina alle ore 04h26 CEST (02H26 GMT), con l’atterraggio della navicella Sojuz TMA-20 nella steppa kazaka, si è conclusa la missione spaziale che ha coinvolto Paolo Nespoli (ESA), Dimitry Kondratyev (Roscosmos) e Catherine Coleman (NASA).

La missione, decollata il 15 dicembre 2010 dal cosmodromo di Bajkonur, è durata 159 giorni, durante i quali sono stati portati a termine esperimenti medici e fisici. Durante la permanenza nello spazio l’astronauta italiano ha effettuato molti collegamenti tra la ISS e la Terra illustrando, attraverso le sue bellissime foto[1], la vita e le attività a bordo della stazione.

La scorsa settimana, dopo vari rinvii, lo Shuttle Endeavour si era agganciato con successo alla stazione e per la prima volta due astronauti italiani si sono trovati insieme sulla ISS.


Fonti[]

Collegamenti esterni[]

  1. Album di magisstra. URL consultato il 25-06-2011. – Account flickr con le foto realizzate durante la missione MagISStra da Paolo Nespoli.

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March 6, 2009

L’addomesticazione del cavallo risale a 5.500 anni fa

Filed under: Archeologia,Asia,Cultura e società,Kazakistan,Pubblicati — admin @ 5:00 am

venerdì 6 marzo 2009

Un gruppo archeologico dell’Università di Exeter e di Bristol ha spostato l’origine della domesticazione dei cavalli a 5.500 anni fa, presso la cultura Botai in Kazakistan, retrodatando di 1.000 anni le correnti cronologie.

Analizzando reperti di ossa di equidi risalenti ad un periodo tra 5.100 e i 5.700 anni fa, gli studiosi hanno notato una somiglianza maggiore tra queste ossa e quelle cavallo domestico dell’Età del Bronzo piuttosto che con quelle del cavallo selvatico del Paleolitico. A ciò si aggiunge la presenza di microtraumi sulle ossa del cranio, che ne provano l’avvenuto imbrigliamento, e il ritrovamento di tracce di grassi di latte di giumenta all’interno del vasellame della cultura Botai.

Alan Outram, Università di Exter: «Addomesticare i cavalli ha avuto un immenso impatto sociale ed economico, facendo progredire la comunicazione, i trasporti, la produzione di cibo e la guerra. […] è significativo perché cambia la nostra comprensione di come queste società antiche si sono sviluppate».

Fonti correlate

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L\’addomesticazione del cavallo risale a 5.500 anni fa

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L’addomesticazione del cavallo risale a 5.500 anni fa

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venerdì 6 marzo 2009

Cavalli

Un gruppo archeologico dell’Università di Exeter e di Bristol ha spostato l’origine della domesticazione dei cavalli a 5.500 anni fa, presso la cultura Botai in Kazakistan, retrodatando di 1.000 anni le correnti cronologie.

Analizzando reperti di ossa di equidi risalenti ad un periodo tra 5.100 e i 5.700 anni fa, gli studiosi hanno notato una somiglianza maggiore tra queste ossa e quelle cavallo domestico dell’Età del Bronzo piuttosto che con quelle del cavallo selvatico del Paleolitico. A ciò si aggiunge la presenza di microtraumi sulle ossa del cranio, che ne provano l’avvenuto imbrigliamento, e il ritrovamento di tracce di grassi di latte di giumenta all’interno del vasellame della cultura Botai.

Alan Outram, dell’Università di Exter dichiara: «Addomesticare i cavalli ha avuto un immenso impatto sociale ed economico, facendo progredire la comunicazione, i trasporti, la produzione di cibo e la guerra. […] è significativo perché cambia la nostra comprensione di come queste società antiche si sono sviluppate».


Fonti[]

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December 28, 2005

Dato il via al sistema satellitare Galileo 2005

Dato il via al sistema satellitare Galileo 2005

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28 dicembre 2005

Al via il progetto satellitare Galileo[]

Dal poligono russo di Baykonur è stato messo in orbita il primo satellite dei 30 che faranno parte del sistema satellitare del progetto Galileo. L’intera operazione richiederà tre anni, ma tra poche settimane inizieranno i primi test.
Al primo satellite in orbita è stato dato il nome di “Giove-A” (GSTB-V2/A), dato che fa parte dal programma di prova GIOVE (Galileo In-Orbit Validation Element). È largo quasi due metri e alto 1,65, pesa 600 chili. È provvisto di due pannelli solari, ognuno lungo 4,54 m. Per poter cominciarea lavorare, il sistema satellitare avrà bisogno di almeno 4 satelliti in orbita.
I satelliti saranno distribuiti su tre orbite ad una quota di 23.200 km.

Il progetto europeo farà concorrenza al GPS-Navstar, attivo ormai da quasi trent’anni. Questo sistema permetteva un localizzazione di persone o mezzi in movimento con una precisione inferiore ai dieci metri, che era però destinata ai soli fini militari statunitensi. Per gli scopi civili, la precisione era di molto inferiore. Il nuovo sistema consentirà di ridurre l’errore a soli 45 cm e sarà accessibile anche al mondo civile.
I centri di controllo del sistema saranno al Fucino (Telespazio) e a Monaco in Germania.

L’Italia è tra i protagonisti del nuovo sistema, che ha un costo di 3,2 miliardi di euro.
Il progetto è guidato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ed è finanziato anche dall’Unione Europea e da società private.
Il cuore dei satelliti, un perfezionatissimo orologio atomico “Maser”, è stato realizzato dalla Galileo Avionica, in collaborazione con l’osservatorio svizzero di Neuchatel. I satelliti sono integrati a Roma dalla Alcatel Alenia Space.
A Roma ci sarà anche in centro nazionale, il Galileo Test Range, a cui gli utilizzatori dovranno rivolgersi per realizzare i propri scopi.

Fonti[]

  • Corriere della Sera, 29 dicembre 2005

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November 9, 2005

Decollata la sonda Venus Express 2005

Decollata la sonda Venus Express 2005 – Wikinotizie

Decollata la sonda Venus Express 2005

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9 novembre 2005

La sonda dell’Agenzia Spaziale Europea destinata allo studio di Venere è decollata questa mattina alle 9:33 ora locale (3.33 UTC) dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan. Venus Express, questo il suo nome, si è separata dal vettore Soyuz Fregat 90 minuti dopo il lancio, emettendo il segnale che annuncia l’inizio del viaggio verso il pianeta più simile alla Terra.

È la prima sonda europea destinata allo studio di Venere, che raggiungerà nell’aprile 2006. Una volta in orbita la missione durerà almeno 15 mesi, equivalenti a 2 giorni venusiani, nonostante abbia il carburante per operare 1.000 giorni terrestri.

La sonda, costata 220 milioni di euro, esaminerà la struttura atmosferica, caratterizzata da temperatura e pressione elevatissime, e l’intenso effetto serra del pianeta. Verranno raccolti dati sulle variazioni di temperatura, formazioni di nuvole, velocità del vento e composizione dei gas. I risultati dovrebbero aiutare gli scienziati a capire meglio il riscaldamento globale della Terra.

L’integrazione dell’intero veicolo è stata ottenuta nella “camera bianca” dell’Alcatel Alenia Espace a Torino. Il progetto della sonda è derivato da quello della Mars Express, che è in orbita intorno a Marte dal Dicembre 2003.

Fonti

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di European Venus probe launched successfully, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

Collegamenti esterni

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August 14, 2005

Satellite per telecomunicazioni Galaxy 14 2005

Satellite per telecomunicazioni Galaxy 14 2005

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14 agosto 2005

Alle ore 5,28 locali è partito dal cosmodromo di Baikonur (Kazakistan) il razzo Soyuz che porterà in orbita il satellite statunitense Galaxy 14.

Il lancio è avvenuto con un giorno di ritardo, a causa di problemi tecnici.

Il satellite pesa 2 tonnellate e sarà utilizzato per telecomunicazione dalla PanAmsat, per trasmissione di programmi video digitali e televisione ad alta definizione.

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