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July 5, 2014

Abolito il bollo annuale dei passaporti

Abolito il bollo annuale dei passaporti – Wikinotizie

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Abolito il bollo annuale dei passaporti

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5 luglio 2014

Dal 24 giugno 2014 è decaduto l’obbligo di apporre il bollo annuale da 40,29 € sul passaporto ordinario.

In precedenza il bollo era necessario per ogni anno in cui si avesse intenzione di effettuare uno o più viaggi all’estero. Da notare che la scadenza del bollo avveniva ad ogni ricorrenza del giorno di scadenza del passaporto stesso; regola tanto complicata quanto poco conosciuta.

All’interno dell’Area Schengen era già possibile spostarsi con la sola carta d’identità (valida per l’espatrio). Pertanto in questi casi, non essendo necessario il passaporto, si poteva evitare l’acquisto del bollo.

Grazie alla nuova legge, non servirà più pagare periodicamente questa tassa.

Sebbene nell’arco dei 10 anni di validità di un passaporto si possano risparmiare fino a 362,61 €, bisogna tenere conto che per chi viaggia poco il vantaggio è più ridotto e controbilanciato dal fatto che al momento del rilascio del passaporto sarà necessario comprare un bollo di 73,50 €, quindi più caro del precedente. Anche i minorenni che viaggiano all’estero devono essere dotati di passaporto le cui regole del bollo sono le medesime, quello che cambia è la validità:

  • Da 0 a 3 anni: scadenza triennale;
  • Da 3 ai 18 anni: scadenza quinquennale.

Fonti[]

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April 18, 2014

Approvato dal Consiglio dei Ministri il taglio dell\’IRPEF, Renzi \”Promessa mantenuta\”

Approvato dal Consiglio dei Ministri il taglio dell’IRPEF, Renzi “Promessa mantenuta”

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18 aprile 2014
Oggi il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al taglio dell’Irpef, l’imposta obbligatoria sulle persone fisiche e, di conseguenza, l’aggiungimento di 80 euro in più nella bustapaga a tutti gli italiani con un reddito tra gli 8000 e i 26 000 euro lordi l’anno. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nella conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme al Sottosegratario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio e il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ha dichiarato che la promessa da lui fatta fin dall’inizio del suo mandato di tagliare l’IRPEF è stata mantenuta con successo aggiungendo un “alla faccia” a tutti i rosiconi. Il provvedimento contiene inoltre un taglio molto consistente ai costi sulle auto blu imponendo un limite di non più di 5 auto per Ministero. In un intervento, il Ministro dell’Economia Padoan ha dichiarato che secondo le previsioni con questo provvedimento l’Italia potrà tornare a crescere più di quanto non lo abbia fatto negli ultimi 20 anni.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Dall’opposizione arrivano numerose critiche a cominciare da Renato Brunetta capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati che afferma che il provvedimento varato dal Governo manca di efficacia nei punti chiave come esodati e incentivi alle Imprese. Anche dal Movimento 5 Stelle non mancano critiche alla decisione del CDM. Dalla Lega Nord si fa sentire il segretario Matteo Salvini che dichiara di essere più che certo che nel testo della legge ci sarà una nuova stangata ai Comuni che saranno così costretti a applicare nuove tasse che graveranno su Imprese e famiglie.


Fonti[]

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March 22, 2014

Padoan: \”Nuovo piano di privatizzazioni, senza sfasciare i conti\”

Padoan: “Nuovo piano di privatizzazioni, senza sfasciare i conti”

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22 marzo 2014
Oggi il ministro dell’ Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, durante un intervento al forum di Confcommercio a Cernobbio ha dichirato che il governo ha intenzione di dara una “spinta” alle privatizzazioni già avviate in precedenza dal Governo Letta. Il Ministro ha inoltre sottolineato l’ aumento sempre più preoccupante del numero di italiani a rischio di disagio sociale, partendo dal 25,3% del 2008 al 30% di oggi. La crisi iniziata nel 2007 fino a fine 2013 ha fatto perdere all’ Italia 9 punti percentuali del PIL, spiega il ministro, ha ulteriormente aumento i disagi sociali e, che la ripresa nel 2014 ci sarà ma resterà modesta. Secondo il ministro, il governo metterà subito in atto un programma di privatizzazioni che creranno più competitività e occupazione senza distruggere le finanze pubbliche.

Il ministro dell’ Economia Padoan (a destra) con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano


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March 10, 2014

Padoan da Bruxelles rassicura sui tagli al cuneo fiscale

Padoan da Bruxelles rassicura sui tagli al cuneo fiscale

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10 marzo 2014
Oggi il ministro dell’ Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha partecipato alla riunione dell’ Eurogruppo dove ha tenuto a rassicurare l’ UE sui tagli alla tassazione in Italia precisando che sono disponibili coperture derivanti dai tagli alla spesa e sopratutto dalla “spending review”. Paodoan, sempre da Bruxelles è convinto che ora la priorità assoluta va data alle politiche a favore delle crescita e dell’ occupazione lasciando in secondo piano quelle di bilancio.

Il Ministro dell’ Economia Pier Carlo Padoan

Il ministro Padoan ha però, chiesto all’ Europa un po’ più di tempo anche se, lui è sicuro di aver dato un'”accelerata” alla riforme già avviate dai precedenti governi Monti e Letta. I numeri di PIL e debiti P.A. però non preoccupano il ministro che dichiara che i nostri bilanci e le nostre previsioni sono e rimarranno ottimiste, ciò nonostante egli crede che non sia ancora il momento lasciarsi andare ma di rimanere prudenti e di lavoare cautamente ma bene.


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March 9, 2014

Alfano: nei prossimi giorni riduzione fiscale senza precedenti

Alfano: nei prossimi giorni riduzione fiscale senza precedenti

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9 marzo 2014

Il Ministro dell’ Interno Angelino Alfano

Oggi, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, in un’intervista a Sky TG 24, ha dichiarato: «nei prossimi giorni daremo un segnale di riduzione fiscale senza precedenti» che favorirà in modo consistente famiglie e imprese. Il ministro e leader del Nuovo Centrodestra ha voluto anche precisare che l’aumento dell’imposta Tasi non sarà una botta dolorosa, smentendo le voci di alcuni giorni fa.

Affrontando successivamente il tema caldo delle riforme, in particolare quella elettorale, il ministro spiega che si sta procedendo su due binari paralleli: il governo lavorerà sui piani da mettere in atto in economia mentre il Parlamento penserà alle riforme costituzionali e alla legge elettorale.


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September 17, 2013

Sconto benzina per 1 milione di lombardi

Sconto benzina per 1 milione di lombardi

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martedì 17 settembre 2013

Da questa mattina i residenti di 244 comuni lombardi al confine con la Svizzera potranno acquistare la benzina allo stesso prezzo che troverebbero alle pompe svizzere.

Grazie alla nuova carta sconto, 530 mila cittadini residenti nei comuni di fascia A (cioè entro 10 km dal confine) avranno uno sconto di 35 centesimi al litro, mentre per i 490 mila che risiedono nella fascia B avranno uno sconto di 27 centesimi. Il provvedimento, promesso in campagna elettorale dal presidente di Regione Roberto Maroni, avrà effetto fino al termine del 2013 e servirà a combattere il pendolarismo verso la Svizzera per fare rifornimento di carburante.


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September 1, 2012

Grattacapi con il fisco per Valerio Merola

Grattacapi con il fisco per Valerio Merola

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sabato 1 settembre 2012
Il presentatore Valerio Merola è entrato nel mirino della giustizia italiana, per problemi con il fisco.

A mettere nei guai il popolare presentatore italiano non sono più i risvolti sessuali della sua professione, da cui era stato difeso dal suo avvocato di fiducia, tirando in ballo le spropositate dimensioni del membro gli precludevano una soddisfacente pratica sessuale, da cui il soprannome “Merolone”.

Merola aveva trovato casa, e quindi posto lì la sua residenza, nel Principato di Monaco, famoso paradiso fiscale. Ora, un’indagine della Guardia di Finanza mette in dubbio l’assiduità delle sue frequentazioni monegasche. Infatti, secondo gli occhiuti militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, quella residenza era solo un paravento che dissimulava un’attività svolta interamente in Italia. Con lo schermo di alcune società intestate ad amici e prestanome, e grazie alla residenza stabilita a Montecarlo, Valerio Merola poteva essere immune da qualsiasi formalità o obbligo fiscale.

Le indagini dei militari avrebbero poi portato alla luce una serie di conti correnti a lui intestati, o a riconducibili a suoi prestanome, che rappresentavano i crocevia di ingenti flussi finanziari. Secondo gli accertamenti compiuti, questa architettura societaria e fiscale avrebbe sottratto al fisco emolumenti in nero per 4,6 milioni di euro, e 1,5 milioni di Imposta sul valore aggiunto, in quell’arco temporale di cinque anni al di fuori del quale su ogni rilievo è già intervenuta la scura della prescrizione civile.

Oltre al prevedibile contenzioso civilistico e tributario, per l’addebito di imposte dirette e indirette dovute sui compensi incassati in nero, la conclusione degli accertamenti fiscali ha anche guadagnato, al popolare personaggio televisivo, un avviso per reati tributari che porterà dietro di sé inevitabili strascichi giudiziari. L’interessato nega ogni addebito, sostenendo di aver adempiuto pienamente ai suoi obblighi fiscali nel Principato di Monaco, annunciando, a sostegno delle sue affermazioni, la presentazione di documentazione ufficiale del ministero delle finanze monegasco.

Non si sa, però, se sarà questa la linea di difesa dal suo avvocato di fiducia, o se preferirà ricorrere a strategie non convenzionali, come accaduto quelle dispiegate ai tempi del “Merolone”. Se dovesse ammettere una parte dei rilievi tributari, Valerio Merola, al pari di altri popolarissimi vip, come Luciano Pavarotti, Valentino Rossi e Dolce & Gabbana, potrebbe accedere a uno di quei consistenti sconti che il clemente fisco italiano riconosce ai reprobi famosi.


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March 21, 2012

Il comune di Acquaformosa protesta contro l\’IMU

Il comune di Acquaformosa protesta contro l’IMU

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mercoledi 21 marzo 2012

Il comune di Acquaformosa, in provincia di Cosenza, ha deciso, come protesta contro il governo nazionale, di applicare al minimo consentito il prelievo tributario per la nuova imposta municipale: il 2 per mille per la prima casa e il 7,6 per mille per le seconde case.

Il sindaco della cittadina, Giovanni Manoccio, ha detto in consiglio comunale che il governo «fa diventare gli amministratori degli enti locali i gabellieri dei cittadini». Il comune in base a questa scelta incasserà solo 315 € di IMU sulla prima casa.

L’iniziativa si propone come «civile protesta» per contrastare concretamente la crisi economico-sociale in atto e si accompagna all’invito ad altri enti a seguire la stessa strada per «dare voce al malcontento diffuso delle famiglie meno abbienti» che si ritrovano «a pagare un nuovo balzello iniquo e oneroso».


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August 19, 2011

Riciclaggio, corruzione ed economia legale: Wiki@Home intervista Ranieri Razzante

Riciclaggio, corruzione ed economia legale: Wiki@Home intervista Ranieri Razzante

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Wikimedia Italia in cerca di segnali dal mondo
intervista a cura di Agatino Grillo

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venerdì 19 agosto 2011

Microbiografia[]

Ranieri Razzante presidente di AIRA

Ranieri Razzante è il presidente di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, una organizzazione senza fini di lucro dedita alla diffusione e divulgazione della “cultura dell’antiriciclaggio” in banche e aziende. Razzante, laureato in Economia e in Legge, avvocato, dottore commercialista, revisore dei conti, autore di numerosi testi sul diritto dei mercati finanziari e sulla legislazione antiriciclaggio, docente all’università di Firenze, collaboratore de Il Sole 24 Ore, è anche consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali. È stato membro della Commissione del Ministero dell’Economiaper la redazione del Testo Unico in materia di Antiriciclaggio.

Incontro[]

L’incontro ha avuto luogo il 23 luglio 2011 presso la sede di AIRA a Roma. Sono giorni densi di lavoro per Ranieri Razzante. Nonostante il periodo estivo, la Commissione Antimafia, con la quale Razzante collabora, ha appena approvato all’unanimità la relazione sulle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito ed illecito [1], investendo il Parlamento della necessità di varare con urgenza misure adeguate alla gravità del fenomeno, comprese le misure per impedire il riciclaggio del denaro sporco. Durante l’intervista il cellulare di Ranieri squilla continuamente. Malgrado gli impegni, Ranieri ha voluto comunque concederci l’intervista.

Intervista[]

Riciclaggio, economia sommersa, corruzione, terrorismo[]

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Buonasera Ranieri e grazie per averci concesso questa intervista. Cos’è il riciclaggio di beni e denaro e perché è importante contrastare tale fenomeno?

Il riciclaggio consiste nel “lavaggio di denaro sporco”, cioè in quell’insieme di attività volte a reinvestire nell’economia legale risorse finanziarie o patrimoniali di origini illecite; il riciclatore agisce in modo da nascondere, occultare o comunque ostacolare l’accertamento delle fonti da cui provengono i beni “ripuliti”. Il riciclaggio è un fenomeno che riguarda tutto il mondo, ma in Italia assume contorni e dimensioni particolarmente allarmanti. Infatti, secondo le rilevazioni fatte da Banca d’Italia, confermate da stime Eurispes e dell’Osservatorio Usura di Confesercenti, il riciclaggio in Italia vale circa il 10 per cento del PIL, per un importo complessivo valutato tra i 75 e 110 miliardi di euro, contro il 5 per cento a livello mondiale stimato dal Fondo monetario internazionale.

Banconote

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Il riciclaggio è un reato che generalmente non suscita allarme sociale; si è portati a pensare che si tratti di un fenomeno connesso alla grande criminalità che non riguardi la gente comune. È così?

Purtroppo questa è una falsa percezione ed anche uno degli ostacoli maggiori per chi opera nella prevenzione e nel contrasto di tale fenomeno. Il mancato allarme sociale sul riciclaggio nasce dalla sottovalutazione sia dei volumi sia degli effetti sociali ed economici di questa attività. Per essere chiari: il riciclaggio non è assolutamente un fenomeno che riguardi solo la criminalità organizzata, ma al contrario un fenomeno diffuso anche tra gli “insospettabili” perché strettamente legato alla corruzione, all’economia sommersa e al “nero”, problematiche purtroppo assai diffuse nella nostra società. Deve essere chiaro che è un riciclatore sia il mafioso che ripulisce i proventi del traffico di stupefacenti, sia il piccolo criminale che investe in un’attività commerciale i frutti della sua attività di usuraio, sia infine l’imprenditore, piccolo o grande, che falsifica la propria contabilità per creare fondi occulti da reimpiegare.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Tuttavia alcuni osservano che il riciclaggio in un certo senso contribuisce a creare ricchezza; al di là del riciclaggio “mafioso” che presuppone gravi reati si sostiene che il piccolo “riciclaggio” frutto di evasione fiscale o altri reati minori in realtà non faccia male a nessuno.
Corrupte

Invece è proprio il contrario. Il riciclaggio di beni e capitali illeciti genera gravi distorsioni nell’economia legale, alterando le condizioni di concorrenza, il corretto funzionamento dei mercati e i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse, con riflessi, in definitiva, sulla stessa stabilità ed efficienza del sistema economico. Uno degli effetti più deleteri del riciclaggio è, ad esempio, il mancato sviluppo economico; alcuni studi di Banca d’Italia hanno evidenziato che nelle aree a forte presenza criminale la crescita economica risulta compressa , le imprese pagano più caro il credito, gli investimenti sono disincentivati e “in quelle aree è più rovinosa la distruzione di capitale sociale dovuta all’inquinamento della politica locale[2]“.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Puoi farci un esempio concreto in cui il riciclaggio causa un danno economico alla collettività?

L’esempio classico è l’inquinamento del mercato immobiliare. Se io desidero comprare un appartamento che viene offerto a 300.000 euro per prima cosa farò un’offerta di acquisto a 250.000 per tentare di spuntare un prezzo migliore. Viceversa chi ha soldi da riciclare è disposto a offrire di più del prezzo richiesto, diciamo 400.000 euro, perché il suo vero obiettivo è ripulire legalmente il denaro ottenuto in maniera illegale anche rinunciando ad una percentuale dello stesso. In tal modo il prezzo degli immobili sale non per motivi economici, ma per patologie criminose; in pratica i cittadini onesti sono penalizzati ed i disonesti sono premiati. Vorrei inoltre sottolineare lo stretto legame fra riciclaggio e finanziamento del terrorismo. E dirò di più: oggi senza riciclaggio le grandi organizzazioni criminali non potrebbero sopravvivere e il terrorismo verrebbe fortemente limitato.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Qual è il legame tra riciclaggio e finanziamento del terrorismo?

Attentati dell’11 settembre 2011

Storicamente il collegamento nasce a seguito degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 contro le Torri gemelle di New York. Le indagini rilevarono che i terroristi si erano finanziati grazie al riciclaggio. Da quel momento il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo è diventata una priorità per tutto il sistema internazionale. Già a fine ottobre del 2011 il GAFI, che è un organismo intergovernativo che coordina la lotta al riciclaggio e che fa parte dell’OCSE, pubblicò una serie di “raccomandazioni speciali” per contrastare il finanziamento del terrorismo, raccomandazioni che si aggiungono a quelle che nel 1990 erano già state emanate per il riciclaggio.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  E il legame tra riciclaggio e attività criminosa e mafiosa?

Giovanni Falcone è stato il primo in Italia a capire che per sconfiggere la mafia occorreva colpirne le modalità di finanziamento: la sua strategia consisteva nel tracciare i flussi di denaro che arrivavano alla mafia e nel sequestrarli. È mio convincimento che la mafia può essere contrastata e definitivamente debellata grazie alla regolamentazione contro il riciclaggio, se tutti faremo il nostro dovere e ci impegneremo in prima persona. A riguardo approfitto di questa intervista per sottolineare, al di la´ degli schieramenti politici, la continua azione del governo, della magistratura e delle forze dell’ordine contro le associazioni criminali che sta producendo risultati significativi. Vorrei anche evidenziare l’importante contributo fornito dal mondo bancario e finanziario che sempre più collabora con le autorità su questo fronte[3] .

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Cosa puoi dirci invece del rapporto fra corruzione e riciclaggio?

Il GAFI, l’organismo internazionale che già citavo e che coordina la lotta di tutti i Paesi contro il riciclaggio e la criminalità economica, ha da tempo segnalato i rapporti stretti tra corruzione e riciclaggio. Il 14 giugno 2011 inoltre il GRECO, Gruppo di Stati contro la corruzione, l’organismo del Consiglio d’Europa deputato alla prevenzione e al contrasto della corruzione, ha reso noto il suo rapporto sull’Italia.

Il simbolo del Consiglio d’Europa in un francobollo tedesco del 1999

Il rapporto descrive una situazione in chiaroscuro; desta preoccupazione in particolare la mancata adozione delle norme relative all’Autorità nazionale anti-corruzione. Tuttavia il GRECO riconosce che sono stati fatti passi in avanti specie per quanto riguarda “le segnalazioni” di transazioni sospette legate alla corruzione ed al riciclaggio di denaro grazie all’articolo 41 del decreto legislativo 231 del 2007, il quale “fa obbligo di adottare indicatori di anomalie che possano aiutare ragionieri, commercialisti, notai, avvocati, consulenti, gestori di casinò, agenti immobiliari e società di certificazione a riportare transazioni sospette”; effettivamente indicatori di anomalia di possibili “operazioni sospette di riciclaggio” sono stati emanati dal Ministero dell’Interno (17 febbraio 2011) per gli operatori non finanziari, dal Ministero della Giustizia (16 aprile 2010) per i “professionisti” e dalla Banca d’Italia (24 agosto 2010) per gli “Intermediari finanziari”.

Planisfero illustrante la percezione di corruzione nel 2010, a cura di Transparency International, che rileva il “grado a cui è percepita la corruzione esistente tra pubblici ufficiali e politici”. Un indice più elevato (in blu) indica una percezione minore della corruzione, mentre valori minori (in rosso) indicano un alto grado di percezione.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  In questi giorni la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali ha reso noto la sua relazione finale sul “fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito”[4] con la quale lancia un allarme e chiede al Parlamento di intervenire urgentemente anche per gli aspetti relativi al riciclaggio attraverso le casa da gioco. Tu sei un collaboratore della Commissione per la quale hai lavorato proprio sul tema dell’antiriciclaggio. Qual è la situazione?

Come ho già avuto modo di dichiarare, considero quello tra riciclaggio e gioco un “matrimonio perverso”. La Commissione ha infatti rilevato preoccupanti infiltrazioni della malavita organizzata nel settore giochi e scommesse gestite dallo Stato. Inoltre, il gioco online viene utilizzato per riciclare denaro sporco, sfuggendo ai controlli attraverso lo “stabilimento” delle piattaforme internet all’estero. Quello che però genera veramente allarme è il costo sociale di giochi e scommesse. C’è una crescita esponenziale di cittadini attratti dal gioco, soprattutto tra i giovani e le classi più disagiate, che rischiano di essere “incastrati” in situazioni ancor più gravi come ludopatia e fenomeni di usura. Il gioco, comprese le scommesse su eventi sportivi, per i notevoli introiti che vengono assicurati, è ormai diventato la nuova frontiera della criminalità organizzata di tipo mafioso e per contrastare tali fenomeni è necessario agire con misure preventive concrete.

AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio[]

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  In che modo la società e l’economia sana possono contribuire alla lotta contro il riciclaggio?

L’arma più importante nella lotta al riciclaggio è l’affermarsi di una coscienza sociale su tale fenomeno e sui suoi effetti deleteri. In poche parole, occorre sviluppare una “cultura dell’antiriciclaggio” diffusa. Questa è proprio la missione di AIRA, l’Associazione Italiana dei Responsabili Antiriciclaggio, che ho fondato, con altri amici, nel 2008. L’associazione si rivolge principalmente a chi opera in banca e in azienda nell’ambito dell’antiriciclaggio, ma anche ad una platea più vasta; tra i nostri associati ci sono infatti anche studenti e professori universitari, amministratori, magistrati. La nostra mission è fornire una informazione corretta ed aggiornata sul riciclaggio e sulle modalità di prevenzione e contrasto.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Si può definire, in un certo senso, AIRA come una lobby trasparente finalizzata alla diffusione della sensibilità sociale sui pericoli del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo?

Definizione perfetta. Ai nostri associati offriamo attività di formazione e informazione sui temi del riciclaggio, della legalità economica, del contrasto del crimine economico. Nel corso del 2011 abbiamo organizzato oltre 10 convegni, due edizioni del nostro “corso di specializzazione in compliance antiriciclaggio”, pubblicato centinaia di notizie sul nostro sito web, offerto borse di studio a neolaureati per specializzazioni in antiriciclaggio, eccetera. L’associazione ha inoltre 12 commissioni permanenti di studio sui principali temi dell’antiriciclaggio, pubblica una newsletter mensile, una rassegna stampa quotidiana ed ha recentemente annunciato un percorso di “certificazione” per le competenze antiriciclaggio in banche, assicurazioni e intermediari finanziari. Nel 2010 AIRA, grazie al lavoro delle commissioni e di tutti i suoi associati, ha realizzato un “Libro Bianco” che contiene le proprie proposte al legislatore per migliorare la normativa antiriciclaggio.

L’autoriciclaggio[]

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  La legislazione italiana sull’antiriciclaggio è adeguata o servono dei miglioramenti?

Questo tema è stato al centro di un convegno dal titolo “Mafia e Riciclaggio: l’emergenza criminale e gli strumenti di contrasto” che AIRA ha organizzato il 13 giugno 2011 presso il Senato della Repubblica. Erano presenti sia senatori sia professori universitari che si sono confrontati sul tema della legislazione antiriciclaggio nazionale. Direi che tutti sono stati concordi sul fatto che la normativa italiana, pur essendo stata tra le prime ed essere emanate e unanimemente riconosciuta, all’epoca, come tra le più avanzate, oggi tuttavia soffra di alcune incoerenze e mancanze. Tra queste l’elemento più critico riguarda l’autoriciclaggio.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Cos’è l’autoriciclaggio?

Il nostro codice penale non punisce il riciclatore se questi è l’autore del reato che ha prodotto il denaro o i beni da ripulire. Tale scelta dell’ordinamento italiano, come ha ricordato il direttore dell’UIF[5], costituisce una delle principali cause di inefficacia della repressione penale del riciclaggio. Di conseguenza, da tempo in Italia si discute dell’opportunità di introdurre la “punizione penale” dell’autoriciclaggio anche perché in altri Paesi questo già avviene e inoltre è previsto nella disciplina amministrativa di prevenzione contenuta nel d.lgs. n. 231 del 2007.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  In quali paesi l’autoriciclaggio è perseguito penalmente?

Negli Stati Uniti da tempo l’autore del reato presupposto che ricicla i proventi dell’attività illecita da lui stesso compiuta è perseguito penalmente. Lo stesso avviene in Svizzera, Germania, Regno Unito, Spagna e Portogallo. Anche la Francia ha deciso di inserire da poco l’autoriciclaggio quale reato.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  L’Italia ha intenzione di punire l’autoriciclaggio dal punto di vista penale?

Negli ultimi anni ci sono stati diversi tentativi legislativi per introdurre la punibilità dell’autoriciclaggio. Al momento vi è una proposta di modifica dell’art 648-bis del codice penale, contenuta nel ddl anticorruzione, proposta che consiste nella semplice eliminazione della cosiddetta “clausola di riserva”; in pratica l’autoriciclaggio sarebbe sempre punito. A mio avviso, ciò non è corretto perché creeremmo disparità tra autori di “reati bagatellari”, cioè reati con pene inferiori a 2 anni, presupposto di riciclaggio. Credo invece che l’autoriciclaggio debba essere una sorta di aggravante per chi commette reati puniti con sanzioni inferiori, come quelli fiscali. L`ho anche scritto nei miei due ultimi volumi sul tema, contenenti la proposta da me elaborata per conto della Commissione Antimafia.

Le banche e l’antiriciclaggio[]

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  La “collaborazione attiva” di banche, intermediari, assicurazioni e professionisti è fondamentale per la prevenzione del riciclaggio. Qual è a riguardo la situazione delle banche italiane? Funziona la “collaborazione attiva”?

Il già citato d.lgs. 231 del 2007 è la norma italiana che ha recepito nel nostro ordinamento la terza direttiva europea sull’antiriciclaggio (n. 2005/60/CE); tale direttiva ha introdotto un nuovo approccio alla prevenzione e contrasto del riciclaggio basato, soprattutto, sulla “collaborazione attiva” di banche, intermediari finanziari, assicurazioni e professionisti nelle attività di prevenzione. I risultati, a oltre tre anni dall’entrata in vigore delle nuove norme, sono per quanto riguarda le banche e alcune categorie di intermediari finanziari (money transfer) superiori alle aspettative, almeno sotto il profilo quantitativo. Uno degli adempimenti più importanti previsti da tale “collaborazione” è infatti la segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) presso la Banca d’Italia dell’operazioni sospette di riciclaggio (o finanziamento del terrorismo). L’operazione sospetta è un’operazione che per caratteristiche, entità, natura o per qualsivoglia altra circostanza induce l’operatore in banca a “sapere, sospettare o ad avere motivo ragionevole per sospettare” che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo; in tal caso si deve inviare senza ritardo alla UIF una segnalazione. Le segnalazioni di operazioni sospette hanno segnato negli ultimi anni una crescita continua e sostenuta: 14.600 nel 2008, 21.000 nel 2009, 37.300 nel 2010. Secondo i dati del Ministro dell’Economia (relazione al Parlamento del 2009) , circa il 60% delle segnalazioni ha trovato riscontro in evidenze investigative; dopo gli approfondimenti circa il 20% delle segnalazioni è confluito in procedimenti penali in corso ovvero ha originato nuovi procedimenti per casi di riciclaggio, usura, estorsione, abusivismo finanziario, frode fiscale e truffa. Tuttavia, ci sono anche punti di criticità, recentemente illustrati dal direttore UIF nella sua audizione presso l’Antimafia: vi è ancora poca collaborazione da parte dei professionisti, delle società di intermediazione mobiliare (SIM) e delle società di gestione del risparmio (SGR). Alcune banche, soprattutto cooperative di piccole dimensioni e filiali di banche estere, non hanno fatto nessuna segnalazione negli ultimi due anni.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Qual è l’approccio giusto per l’antiriciclaggio in banca?

In banca l’antiriciclaggio è un tema che riguarda in primo luogo il Consiglio d’Amministrazione e la Direzione Generale. Infatti l’obiettivo generale del d.lgs. 231 del 2007 è la protezione dell’integrità del sistema bancario e finanziario e, di conseguenza, la protezione della stabilità dello stesso. Di fatto la banca deve confrontarsi, ai suoi livelli più alti, con il rischio “riciclaggio”: si tratta di un rischio operativo e come tutti gli altri rischi operativi deve essere gestito in primis a livello di alta direzione.

Rischio di compliance e rischio operativo

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Puoi approfondire maggiormente le caratteristiche del rischio di riciclaggio in banca?

Ho recentemente pubblicato un articolo proprio su questo tema[6]. In banca il rischio di riciclaggio assume tre aspetti:

  • rischio penale “proprio”
  • rischio penale “improprio”
  • rischio di non conformità.

Il rischio di riciclaggio penale “proprio” si riferisce al rischio connesso alla violazione delle norme previste dal codice penale o di altre disposizioni che abbiano natura penale. Il riciclaggio come rischio penale “improprio” nasce dall’introduzione del riciclaggio nella disciplina della responsabilità amministrativa degli enti, il decreto legislativo 231/01. Tale norma richiede che qualunque ente, comprese le banche, si “organizzino” al fine di prevenire una serie di reati tra i quali, appunto, il riciclaggio. Si potrebbe pensare che nel caso delle banche si sia di fronte ad una duplicazione degli adempimenti richiesti dalla normativa antiriciclaggio (il d. lgs. 231/07), ma non è così. Il 231/01 è molto più ampio del 231/07. Si pensi, per esempio, al rischio riciclaggio/ricettazione in cui possono incorrere tutti gli enti nell’attività di gestione degli acquisti. Le aziende, difatti, stipulano costantemente contratti di compravendita e/o fornitura di beni. Il rischio di commissione del reato di ricettazione non è poi così inconsueto, così come non è eccezionale il rischio di pagare fatture tramite denaro (di origine illecita) entrato in precedenza nelle casse dell’ente. Il rischio riciclaggio, dunque, può essere sotteso ad ogni operazione di incasso crediti che comporti un successivo riutilizzo delle somme (di provenienza illecita) da parte dell’ente. Si pensi, ancora, ad eventuali investimenti finanziari o immobiliari effettuati con denaro sporco. Infine, esiste il rischio di riciclaggio inteso quale “rischio di non conformità”, cioè come mancato rispetto delle norme emanate da Banca d’Italia sulla “Compliance”; come dicevo prima si tratta di un rischio operativo, direttamente proporzionale alla quantità e complessità delle norme emanate.

Formazione in banca

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Compliance e antiriciclaggio sembrano sempre più temi fortemente intrecciati in banca …

Effettivamente è così. A marzo e luglio 2011 la Banca d’Italia ha emanato le “Disposizioni attuative” in materia di organizzazione antiriciclaggio in banca e ha chiaramente detto che occorre individuare e nominare un “Responsabile” antiriciclaggio che rientra, a tutti gli effetti, nel novero dei responsabili di funzioni aziendali di controllo di secondo livello tanto che, in certi casi, la funzione può essere attribuita al responsabile della funzione di Compliance o al Risk Manager . Al riguardo, vorrei osservare che il rischio sanzionatorio del riciclaggio si abbatte se il responsabile antiriciclaggio è in grado di ricostruire l’iter valutativo seguito nell’applicazione delle norme. La “tracciabilità delle valutazioni” si ottiene anche grazie alla formalizzazione di efficaci procedure.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Quanto è importante la formazione sull’antiriciclaggio in banca?

Fondamentale. Banca d’Italia è molto chiara su questo punto: è necessaria una adeguata formazione perché “l’applicazione della normativa antiriciclaggio” presuppone la piena consapevolezza delle finalità e dei principi del d.lgs. 231/07. La formazione, ovviamente, deve essere modulata in base alle funzioni svolte dal personale e anche qui AIRA può essere un valido aiuto per la progettazione e la certificazione di tali percorsi formativi.

Proprietà intellettuale, Wikipedia, licenze libere[]

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Hai scritto diversi libri e pubblichi spesso articoli sulla stampa e sul web. Sei anche un avvocato. Cosa pensi delle attuali norme sul diritto d’autore, sulla proprietà intellettuale e del dibattito in corso su come tali norme si applicano sul web?

Internet ha prodotto una vera e propria rivoluzione nel modo di comunicare, dunque è ovvio che debbano prodursi dei cambiamenti anche nel modo di proteggere la proprietà intellettuale degli autori del XXI secolo. Le attuali norme sulla proprietà intellettuale ed il copyright, così come oggi sono intese, nascono secoli fa quando i libri cominciarono ad essere distribuiti in modo massiccio grazie alle nuove macchine “stampatrici”. Sarebbe miope pensare che oggi nulla debba essere cambiato. Ovviamente essendo io un “lavoratore della conoscenza” vorrei che anche in quest’epoca in cui il lavoro intellettuale è facilmente smaterializzabile i miei diritti di autore fossero salvaguardati. Credo però che bisogna essere aperti alle novità e non chiudersi in un recinto. Gli e-book si stanno diffondendo sempre più ed io credo, come autore e come lettore, che ciò sia un bene. Le case editrici e le librerie devono però evitare di fare gli errori che un decennio fa sono stati compiuti dalle etichette discografiche e dalle case produttrici quando la musica digitalizzata via web si è diffusa in modo incontrollabile. Occorre individuare nuovi modelli di business senza chiudere le porte al futuro. Credo che noi autori dobbiamo servirci delle opportunità delle rete ed anche essere “generosi”. Ad esempio, per il mio lavoro di divulgatore sui temi dell’antiriciclaggio, il web è essenziale perché permette, a costi molto accessibili, di comunicare e scambiare informazioni con un numero altissimo di interlocutori. Quello che pubblichiamo, come AIRA, è spesso messo a disposizione di tutta la comunità in modo gratuito attraverso il sito, il blog e gli articoli che pubblichiamo, anche se ovviamente alcuni servizi sono riservati solo agli associati. Io stesso nei mesi scorsi ho pubblicato un articolo con licenza aperta dal titolo “Compliance Antiriciclaggio: le novità del 2010”[7].

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Conosci Wikipedia? Cosa ne pensi?

Conosco bene Wikipedia e la trovo uno strumento utile ed anche un po’ magico. Dico “magico” perché credo che nessuno potesse prevedere che Wikipedia avrebbe assunto le dimensioni ed anche l’autorevolezza che ha conquistato sul campo. Mi sembra “meraviglioso” che tanta gente dedichi il suo tempo a questo progetto al solo fine di aumentare o sistematizzare le conoscenze dell’umanità. Mi piace pensare che Wikipedia sia come il calabrone: un insetto che secondo le leggi della fisica non potrebbe volare. Ebbene Wikipedia secondo le leggi economiche non dovrebbe esistere: se viceversa esiste vuol dire che siamo di fronte a qualcosa di importante e nuovo, una mutazione genetica dell’economia.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Insieme a Wikipedia esistono anche i cosiddetti progetti minori: Wikimedia Commons, Wikibooks, Wikizionario, Wikinotizie (che pubblica quest’intervista). Li conosci? Che ne pensi?

So che esistono ma non li frequento molto. Comincerò a frequentare Wikinotizie dato che mi ha intervistato!

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg  Bene. Grazie Ranieri per il tempo che ci hai dedicato e buon lavoro a te e agli amici di AIRA.

Ranieri Razzante e Agatino Grillo durante l’intervista 23 luglio 2011

Grazie a te e agli amici di Wikipedia.

Collegamenti esterni[]

Interviste ed articoli di Ranieri Razzante disponibili online[]

Siti web delle istituzioni che si occupano di antiriciclaggio[]

Siti web di associazioni[]

Una guida “libera” all’antiriciclaggio[]

Note[]

  1. Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, 22 luglio 2011, “Relazione sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito”, Doc. XXIII, n. 8, in http://www.parlamento.it/documenti/repository/commissioni/bicamerali/antimafiaXVI/Doc%20XXIII%20n.%208.pdf
  2. Mario Draghi, Governatore Banca d’Italia, “Le mafie a Milano e nel Nord: aspetti sociali ed economici”,11 marzo 2011 in http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2011/mafie-al-nord/draghi-110311.pdf, pag. 5
  3. Giovanni Castaldi, Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), “L’azione di prevenzione e contrasto del riciclaggio”, 28 giugno 2011, audizione presso la Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali anche straniere, in http://www.bancaditalia.it/homepage/notizie/uif/AUDIZIONE-COMMISSIONE-ANTIMAFIA.pdf
  4. http://www.parlamento.it/documenti/repository/commissioni/bicamerali/antimafiaXVI/Doc%20XXIII%20n.%208.pdf
  5. Giovanni Castaldi, Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), “L’azione di prevenzione e contrasto del riciclaggio”, 28 giugno 2011, audizione presso la Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali anche straniere, in http://www.bancaditalia.it/homepage/notizie/uif/AUDIZIONE-COMMISSIONE-ANTIMAFIA.pdf
  6. Ranieri Razzante, “Il rischio riciclaggio nell’attività di intermediazione finanziaria”, in Finanziaria – Quadrimestrale di Economia e Finanza Aziendale”, n. 1/2011, qui in pdf http://www.airant.it/system/files/Finanziaria%20n.1-2011.pdf
  7. http://www.compliance-normativa.it/article/compliance-antiriciclaggio-le-novita-del-2010
Wikinotizie
Questa intervista esclusiva riporta notizie di prima mano da parte di uno dei membri di Wikinotizie. Vedi la pagina di discussione per avere maggiori dettagli.

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September 24, 2010

Bruxelles: sotto esame le agevolazioni fiscali dell\’Italia al Vaticano

Bruxelles: sotto esame le agevolazioni fiscali dell’Italia al Vaticano

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venerdì 24 settembre 2010
Mancato pagamento dell’Ici, violazione dell’articolo 149, 4º comma, del Testo unico delle imposte sui redditi e sconto del 50% dell’Ires sugli immobili di Chiesa SpA. Sono le accuse che a metà ottobre verranno ufficialmente formalizzate, mosse dalla Commissione Europea all’Italia. Dopo diversi tentativi falliti, a Bruxelles viene portata avanti una “indagine approfondita” sui privilegi che gli immobili, circa 100 000 tra alberghi, ospedali, scuole e altri edifici, del Vaticano hanno avuto nei confronti della concorrenza.

L’indagine è stata portata a Bruxelles dal radicale Maurizio Turco e da Carlo Pontesilli.

Tale privilegio, legiferato in parte negli anni ’50 in parte alla fine del terzo governo di Berlusconi alla fine del 2005, comporta un risparmio annuo attorno ai 2 miliardi di euro.


Fonti[]

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