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February 17, 2009

Walter Veltroni si dimette da segretario del PD

Walter Veltroni si dimette da segretario del PD

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martedì 17 febbraio 2009

Walter Veltroni, ex segretario del Partito Democratico

In seguito alla sconfitta del suo gruppo alle elezioni amministrative della Regione Sardegna, Walter Veltroni ha deciso di abbandonare il ruolo di segretario del Partito Democratico. La decisione è stata comunicata nella prima mattinata al Coordinamento del partito, da lui stesso convocato a Sant’Andrea delle Fratte, per fare chiarezza sull’esito del voto in Sardegna.

La prima richiesta di dimissioni è stata subito respinta dal Coordinamento del partito; Veltroni però ha ritenuto necessario concedersi un ulteriore periodo di tempo per analizzare la situazione ed i suoi possibili sviluppi. Dopo una lunga discussione con i vertici del partito, Veltroni ha deciso di «mantenere l’orientamento espresso questa mattina e di rassegnare le dimissioni da segretario nazionale del PD»: così fa sapere Andrea Orlando, portavoce del Partito Democratico.

Domattina vi sarà una conferenza stampa tenuta dallo stesso Walter Veltroni nonché la relazione straordinaria del vicesegretario Franceschini sui termini per l’elezione del futuro segretario del partito.


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September 6, 2008

Alla prima Festa Democratica, Veltroni risponde a Parisi

Alla prima Festa Democratica, Veltroni risponde a Parisi

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sabato 6 settembre 2008

Arturo Parisi

Arturo Parisi, notoriamente vicino all’ex Premier Romano Prodi, non perde l’occasione di attaccare i dirigenti del PD e in particolare il segretario Veltroni.

Dal palco della prima Festa Democratica di Firenze non risparmia le bordate. «Berlusconi ha il segno più in cento giorni di governo, Veltroni il segno meno», «C’è stata una falsa partenza, si vede solo confusione», «Il governo ombra? Esperienza fallimentare».

Detta anche la sua linea politica, diametralmente opposta a quella di Veltroni e propone un ritorno all’Ulivo e una aggregazione di tutte le forze alternative a Berlusconi.

Veltroni, che di solito è dipinto come uomo di mediazione e avvicinamento, poco avvezzo allo scontro non può però ignorare l’intervento di uno dei principali esponenti del suo partito e dell’ultimo governo che ha visto il centro-sinistra alla guida del paese fino all’aprile scorso.

«Se entra in crisi il nostro progetto», dichiara, «nel centrosinistra si aprirà una diaspora difficilmente conciliabile». E poi, pur senza mai nominarlo, risponde a Parisi e a chi, come D’Alema, lo ha invitato a rompere gli indugi e ad agire.

Walter Veltroni

L’ex Ministro degli Esteri è stato accusato di «bulimia e ansia da prestazione», mentre a Parisi sono state rivolte durissime accuse: «Chi spara bordate» non si preoccupa «se il corpo collettivo del partito subisce dei danni», «lo fa solo per andare sui giornali», «alcuni dirigenti del partito hanno capito che il modo migliore per avere visibilità è sparare bordate in tutte le occasioni possibili».

Dopo aver attaccato, il segretario difende la sua linea politica e forse si prepara a rivendicare i suoi risultati in vista di un sempre più probabile congresso. La linea del PD è l’unica possibile per evitare «una diaspora difficilmente conciliabile» nella sinistra italiana, l’unica che porta il PD ad essere la forza democratica con la maggior crescita in Europa, e il primo partito riformista che supera il 30% dei consensi in Italia.

L’ultimo affondo di quello che doveva essere un breve saluto finale e sulla scia delle polemiche diventa invece un vero discorso pubblico è per il Governo. Il segretario dei democratici denuncia l’assoluta mancanza di una guida per il paese, che ne sappia capire e indirizzare le contraddizioni, e dichiara che, finiti i fuochi d’artificio, l’azione politica di Berlusconi lascerà solo le macerie.


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August 1, 2008

Veltroni: «La causa di Mediaset contro YouTube è il discrimine tra il vecchio e il nuovo mondo»

Veltroni: «La causa di Mediaset contro YouTube è il discrimine tra il vecchio e il nuovo mondo»

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venerdì 1 agosto 2008

Walter Veltroni

Walter Veltroni e il mondo di Internet. Dal suo profilo su Facebook, il segretario del PD attacca la causa intentata da Mediaset contro i due colossi del web, Google e YouTube: «La causa di Mediaset contro Youtube e Google per illecita diffusione di file audio e video è un discrimine tra il vecchio e il nuovo mondo».

Veltroni parla poi dei social network, che ci aiutano «a comprendere ciò che ci circonda». Quindi, «nel leggere della causa di Mediaset contro YouTube e Google, – continua il leader del partito d’opposizione- per prima cosa mi viene da pensare a quale idea di media sia giusto ispirarsi. Internet e le nuove tecnologie portano con sé una rivoluzione epocale. Per ogni cittadino la rete significa forme nuove di condivisione, produzione, critica, trasmissione e diffusione dell’informazione. Qualcosa che ha a che fare con la libertà, la crescita dell’opinione pubblica, la qualità della nostra democrazia. Per questo guardo a questa polemica come a un discrimine tra il vecchio e il nuovo mondo, tra un’idea chiusa e regressiva e una aperta e avanzata».

L’ex sindaco di Roma ritiene inoltre necessaria una discussione che porti ad una nuova legge sul diritto d’autore, allineato al mondo del web, che protegga il copyright ma che consenta anche una diffusione della conoscenza più libera; Veltroni, dunque, pensa «che siano mature le condizioni per una legislazione basata sulla libertà della comunicazione e della diffusione, che al tempo stesso tuteli il lavoro degli autori e dei creativi», ma anche che sia arrivata l’ora di «una televisione nuova, in cui la condivisione e la partecipazione degli utenti (di noi cittadini nella rete) rompa gli schemi e riconquisti la creatività, la libertà, l’utilità alle potenzialità di questo mezzo straordinario».


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April 11, 2008

Veltroni chiude la campagna elettorale: «Inizia il viaggio per cambiare l\’Italia»

Veltroni chiude la campagna elettorale: «Inizia il viaggio per cambiare l’Italia»

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venerdì 11 aprile 2008

Walter Veltroni

«Il nostro viaggio finisce qui, a Roma, ma ne comincerà un altro: quello per cambiare l’Italia»: inizia così il suo discorso , al termine della campagna elettorale del PD, avvenuta in Piazza del Popolo a Roma. Gli organizzatori hanno stimato la presenza di circa 150 mila persone.

Molti VIP erano presenti oltre alla gente comune: Gigi Proietti, i fratelli Taviani, Ettore Scola, Luigi Magni, Mariangela Melato, Monica Guerritore, Isabella Ferrari, Alessandro Haber, Moni Ovadia, Elsa Morante, Simona Marchini, Vincenzo Cerami, Laura Morante, Massimo Ghini, Fiorella Mannoia, Pippo Baudo, Serena Dandini, Veronica Pivetti.

Veltroni afferma: «Quale che sia il ruolo che ci aspetta da lunedì, voglio dire che l’Italia bisogna amarla e non usarla. L’Italia bisogna servirla con l’onore di farlo e non mi sognerei mai di dire che è come portare una croce, che è un sacrificio, perché è il massimo onore che un italiano possa ricevere ed io lo farei con la voglia di cambiare questo Paese e non solo di governarlo.»

«Io sono ottimista – sottolinea il segretario del Partito Democratico – per assoluta convinzione: c’è la possibilità di fare un cambiamento radicale».

L’ex sindaco di Roma cita anche una canzone del cantante Jovanotti: «Vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare». Lorenzo Cherubini era a fianco di Walter Veltroni e si sono abbracciati.

Alla fine della manifestazione c’è stata l’esecuzione dell’Inno di Mameli, ma ha anche ricordato che «tra i due schieramenti ce n’è uno solo che tutto insieme può cantare l’inno d’Italia: siamo noi».

Veltroni torna sulla polemica di e sull’«imbracciare i fucili»: «Il senso dello Stato è come il coraggio manzoniano, difficile darselo se non lo si ha. È l’abc della democrazia. Sputano sulla Costituzione e sul tricolore e non lo fanno soltanto in un’occasione: quando giurano al Quirinale per andarsene via, poi, con la macchina blu».

«La Lega vuole la secessione, non si riconosce nel tricolore e nell’inno di Mameli», ribadendo il contenuto della lettera inviata a sulla Repubblica. «Lui non può rispondere perché non può sottoscrivere quell’impegno per tutti, io invece quell’impegno lo posso prendere per tutti».

Pronostica poi una «previsione»: «Lunedì pomeriggio il Pdl non ci sarà più».

Il candidato premier per il PD e per l’Idv loda e Carlo Azeglio Ciampi «per il senso della legalità, per il rispetto delle istituzioni, per il loro amore verso la Costituzione», per poi criticare aspramente Berlusconi sulle affermazioni su loro.

Quando Veltroni nomina arrivano fischi dalla platea, ma li frena: «Noi non fischiamo, contrariamente a quanto avvenuto ieri in quella sparuta assemblea di pochi intimi quando – dice, riferendosi implicitamente alla manifestazione del PdL ieri a Roma – nominando il mio nome si sono alzati i fischi e chi parlava ha gongolato»

Ricorda anche Aldo Moro, «sacrificato dalla furia omicida dei terroristi».

Spazio anche a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino: «Sono loro i veri eroi – incalza – e non un loro imputato come ha dichiarato il capo della coalizione avversa”. Il riferimento è verso le frasi dette da Dell’Ultri e dal Cavalieri su Vittorio Mangano. «Che segnale è, se il principale esponente dello schieramento avversario considera un eroe una persona che ha subito tre condanne all’ergastolo per reati legati alla mafia? Che significato ha questa frase? Cosa vogliamo insegnare ai nostri figli e ai ragazzi italiani?».

Torna sulla polemica di Francesco Totti e del leader del Popolo della Libertà: «(Totti n.d.r.) ha manifestato solo la sua amicizia», ricordando «la generosità di questo ragazzo che sa di avere avuto tanta fortuna ma anche di dover restituire e non prendere».

Scherza su Alitalia: «Dove è finita la famosa cordata di cui ha parlato Berlusconi, quella che ha creato solo tensione e disturbo in una vicenda che andava affrontata con ben altra serietà?».

L’ex sindaco della capitale ribadisce che «non ci saranno larghe intese perché sarebbero innaturali». Dice poi che, se eletto, il primo disegno di legge sarà sui precari. «Io personalmente la considero la più inaccettabile disuguaglianza sociale», conclude.

Infine un appello agli indecisi e ai delusi: «L’autunno dell’Italia può finire domenica. Un’Italia più giusta e più moderna si può fare. Domenica possiamo scrivere: lo abbiamo fatto e comincerà la primavera dell’Italia».

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Veltroni chiude la campagna elettorale: «Inizia il viaggio per cambiare l’Italia»

venerdì 11 aprile 2008

Walter Veltroni

«Il nostro viaggio finisce qui, a Roma, ma ne comincerà un altro: quello per cambiare l’Italia»: inizia così il suo discorso , al termine della campagna elettorale del PD, avvenuta in Piazza del Popolo a Roma. Gli organizzatori hanno stimato la presenza di circa 150 mila persone.

Molti VIP erano presenti oltre alla gente comune: Gigi Proietti, i fratelli Taviani, Ettore Scola, Luigi Magni, Mariangela Melato, Monica Guerritore, Isabella Ferrari, Alessandro Haber, Moni Ovadia, Elsa Morante, Simona Marchini, Vincenzo Cerami, Laura Morante, Massimo Ghini, Fiorella Mannoia, Pippo Baudo, Serena Dandini, Veronica Pivetti.

Veltroni afferma: «Quale che sia il ruolo che ci aspetta da lunedì, voglio dire che l’Italia bisogna amarla e non usarla. L’Italia bisogna servirla con l’onore di farlo e non mi sognerei mai di dire che è come portare una croce, che è un sacrificio, perché è il massimo onore che un italiano possa ricevere ed io lo farei con la voglia di cambiare questo Paese e non solo di governarlo.»

«Io sono ottimista – sottolinea il segretario del Partito Democratico – per assoluta convinzione: c’è la possibilità di fare un cambiamento radicale».

L’ex sindaco di Roma cita anche una canzone del cantante Jovanotti: «Vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare». Lorenzo Cherubini era a fianco di Walter Veltroni e si sono abbracciati.

Alla fine della manifestazione c’è stata l’esecuzione dell’Inno di Mameli, ma ha anche ricordato che «tra i due schieramenti ce n’è uno solo che tutto insieme può cantare l’inno d’Italia: siamo noi».

Veltroni torna sulla polemica di e sull’«imbracciare i fucili»: «Il senso dello Stato è come il coraggio manzoniano, difficile darselo se non lo si ha. È l’abc della democrazia. Sputano sulla Costituzione e sul tricolore e non lo fanno soltanto in un’occasione: quando giurano al Quirinale per andarsene via, poi, con la macchina blu».

«La Lega vuole la secessione, non si riconosce nel tricolore e nell’inno di Mameli», ribadendo il contenuto della lettera inviata a sulla Repubblica. «Lui non può rispondere perché non può sottoscrivere quell’impegno per tutti, io invece quell’impegno lo posso prendere per tutti».

Pronostica poi una «previsione»: «Lunedì pomeriggio il Pdl non ci sarà più».

Il candidato premier per il PD e per l’Idv loda e Carlo Azeglio Ciampi «per il senso della legalità, per il rispetto delle istituzioni, per il loro amore verso la Costituzione», per poi criticare aspramente Berlusconi sulle affermazioni su loro.

Quando Veltroni nomina arrivano fischi dalla platea, ma li frena: «Noi non fischiamo, contrariamente a quanto avvenuto ieri in quella sparuta assemblea di pochi intimi quando – dice, riferendosi implicitamente alla manifestazione del PdL ieri a Roma – nominando il mio nome si sono alzati i fischi e chi parlava ha gongolato»

Ricorda anche Aldo Moro, «sacrificato dalla furia omicida dei terroristi».

Spazio anche a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino: «Sono loro i veri eroi – incalza – e non un loro imputato come ha dichiarato il capo della coalizione avversa”. Il riferimento è verso le frasi dette da Dell’Ultri e dal Cavalieri su Vittorio Mangano. «Che segnale è, se il principale esponente dello schieramento avversario considera un eroe una persona che ha subito tre condanne all’ergastolo per reati legati alla mafia? Che significato ha questa frase? Cosa vogliamo insegnare ai nostri figli e ai ragazzi italiani?».

Torna sulla polemica di Francesco Totti e del leader del Popolo della Libertà: «(Totti n.d.r.) ha manifestato solo la sua amicizia», ricordando «la generosità di questo ragazzo che sa di avere avuto tanta fortuna ma anche di dover restituire e non prendere».

Scherza su Alitalia: «Dove è finita la famosa cordata di cui ha parlato Berlusconi, quella che ha creato solo tensione e disturbo in una vicenda che andava affrontata con ben altra serietà?».

L’ex sindaco della capitale ribadisce che «non ci saranno larghe intese perché sarebbero innaturali». Dice poi che, se eletto, il primo disegno di legge sarà sui precari. «Io personalmente la considero la più inaccettabile disuguaglianza sociale», conclude.

Infine un appello agli indecisi e ai delusi: «L’autunno dell’Italia può finire domenica. Un’Italia più giusta e più moderna si può fare. Domenica possiamo scrivere: lo abbiamo fatto e comincerà la primavera dell’Italia».

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April 10, 2008

Veltroni attacca Berlusconi sull\’ipotesi PdL al Quirinale, poi dice: «Proporremo una camera all\’opposizione»

Veltroni attacca Berlusconi sull’ipotesi PdL al Quirinale, poi dice: «Proporremo una camera all’opposizione»

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giovedì 10 aprile 2008

Walter Veltroni

Continua lo scontro politico, a poco più di un giorno dalla chiusura della campagna elettorale. Walter Veltroni, candidato premier per il Partito Democratico, critica duramente le parole di Silvio Berlusconi, che nel corso di un comizio nella giornata di ieri ha detto che il suo partito potrebbe concedere la presidenza del Senato della Repubblica al PD qualora Giorgio Napolitano si dimettesse dalla carica di Presidente della Repubblica.

Nel corso della trasmissione Unomattina, l’ex sindaco capitolino ha detto che le parole del candidato del Popolo della Libertà rappresentano qualcosa che «non si è mai visto nella storia della politica italiana e che fa parte di una concezione delle istituzioni aberrante», per poi aggiungere che «Ciampi e Napolitano sono riferimento per tutta la nazione e meritano il rispetto di tutti. Invece così si vuole tenere il paese sotto stress e continuare con le contrapposizioni».

Silvio Berlusconi

Veltroni attacca poi sulle dichiarazioni di Berlusconi in merito alla figura del boss Mangano: «Quando leggo che il principale esponente dello schieramento a noi avverso definisce eroe una persona che è stata condannata per reati gravissimi, e che è stata condannata all’interno dal processo intentato da Falcone e Borsellino, penso che la differenza sta qui: per me gli eroi sono Falcone e Borsellino e non chi è stato condannato da loro per reati mafiosi».

Il candidato dello schieramento di centro-sinistra torna anche sull’ipotesi di concedere la presidenza di una delle due camere all’opposizione, qualora il PD vincesse la tornata elettorale di domenica e lunedì: «Certo, i toni e le parole che la destra pronuncia rendono difficile questo, ma in caso di vittoria proporremo la presidenza di uno dei due rami del Parlamento all’opposizione». Aggiunge poi: «Mi piacerebbe avere un leader avversario per discutere i grandi temi».

Nel Popolo della Libertà c’è da registrare il silenzio di Gianfranco Fini (AN) sulle parole del suo alleato in merito alla presidenza della Repubblica; Fini infatti ritiene che «quando si è in mezzo alla gente ci si sente chiedere tutt’altro da ciò che si trova sulle pagine dei giornali: i cittadini hanno ben altre esigenze». «La gente vuole sapere cose concrete come quelle relative al potere di acquisto dei salari, non sulle sparate propagandistiche di Veltroni».

Berlusconi è poi tornato sulla polemica, durante la registrazione della puntata odierna di Otto e mezzo, dicendo: «In caso di vittoria non daremo il Senato alla sinistra perché delle tre cariche più importanti ha già la più importante: quella del Quirinale», per poi dire che «al capo dello Stato porto stima, rispetto e simpatia e auguro di finire meravigliosamente il suo settennato»

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March 2, 2008

Domenica di campagna elettorale, Berlusconi ad un collaboratore: «Vecchio, non rincoglionito»

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Domenica di campagna elettorale, Berlusconi ad un collaboratore: «Vecchio, non rincoglionito»

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domenica 2 marzo 2008

Fausto Bertinotti

Nuova domenica di campagna elettorale in Italia, in vista delle elezioni anticipate del 13 e 14 aprile prossimi. Definite già le alleanze nei due schieramenti principali, è maggiore lo spazio dedicato al confronto/scontro tra i candidati e i rispettivi partiti; a tenere banco, inoltre, è il caso Antonio Bassolino, governatore della Campania, che dopo il rinvio a giudizio sull’emergenza rifiuti non ha presentato le dimissioni dalla carica che ricopre, dimissioni chieste dall’opposizione di centro-destra ma anche da alcuni esponenti della sinistra.

Fausto Bertinotti, presidente della Camera dei Deputati e candidato primo ministro per La Sinistra – l’Arcobaleno ha spinto sulla necessità delle dimissioni di Bassolino: «Un intero ciclo è finito ed occorre tornare rapidamente alle elezioni».

Walter Veltroni, leader del Partito Democratico, nel corso di un comizio a Pisa è nuovamente tornato sulla necessità di riformare i regolamenti parlamentari e sulle riforme del sistema istituzionale: «Una riforma si può fare subito in questo Parlamento e non mi stancherò di ripeterlo nei prossimi giorni fino al voto: i capigruppo vadano in aula e si approvi la riforma dei regolamenti parlamentari. Il nostro è un Parlamento dove ci sono 40 partiti, ripeto 40, che talvolta nascono a cena e che godono di benefici, che poi sono risorse dei cittadini. Basta, basta». Ha poi aggiunto: «Insieme si scrivono le regole del gioco, ma poi ciascuno governa sulla base della propria linea e la nostra è quella dell’innovazione e del riformismo».

Walter Veltroni

Nella coalizione di centro-destra si affrontano molte questioni, dalla criminalità alle alleanze, sino al federalismo, bandiera della Lega Nord; proprio oggi, nel corso del comizio del carroccio, il leader Umberto Bossi ha annunciato che il suo partito «vincerà senza usare la spada», ma ha anche avvisato: «Sappia Roma e sappia l’Italia che la Padania ha comunque milioni di giovani disposti a battersi per la libertà. Noi cerchiamo la via democratica ma siamo pericolosi come tutti i popoli a cui viene negata la libertà».

Il senatur annuncia poi che, in caso di vittoria, la coalizione proporrà una riforma della carta costituzionale: «Cambieremo la Costituzione in senso federalista», per poi dire: «Sarà l’ultima volta che la Lega tenterà per via democratica. Dopo se, come l’altra volta, i partiti racconteranno bugie sulla devoluzione per non cambiare niente, questo parlamento si muoverà in un’altra direzione seguendo la via della lotta per la libertà».

Pier Ferdinando Casini

Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale, interviene sulla sicurezza e sulle pene per i criminali e coloro che assumono sostanze stupefacenti: «Chi assume droga va sanzionato» dice, per poi dire che «I criminali vanno condannati a lavorare per lo Stato, per pagare il loro debito». Attacca poi Veltroni: «Veltroni è un caso da psicanalisi, come Houdini cerca di nascondere la realtà, parla come se fosse il segretario di un partito dell’opposizione […] Persino nei manifesti del Pd che sono da gaffe freudiana. Veltroni dice di voler cambiare il governo, ma questo è il suo governo. Non si è mai visto il leader di un partito, che ha tra i suoi esponenti ministri del governo attuale, aprire i suoi comizi dicendo che ‘l’Italia che fa schifo, ma…»

Simpatico intervento del leader del Popolo delle Libertà, Silvio Berlusconi, che ad un suo collaboratore, intento a suggerirgli parti del suo intervento nel corso di un comizio elettorale a Torino, dice: «È inutile che suggerisci perché sarò vecchio ma non sono ancora rincoglionito»; Berlusconi poi, sull’elettorato di centro-sinistra, sottolinea: «Non credo ci sia un italiano dotato di un minimo di buonsenso che possa volere la continuazione di governo di questa sinistra».

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Commenti anche al centro, da parte del leader dell’UDC Pier Ferdinando Casini, che parla di un quadripolo sulla scena politica attuale: «La politica si sta semplificando e in campo ci sono quattro poli: la destra, il centro, il centrosinistra moderato di Veltroni e la sinistra di Bertinotti. Anche i grandi partiti al loro interno hanno grandissima confusione e contraddittorietà su temi eticamente sensibili».

E la politica entra anche nello spettacolo: Pippo Baudo, intervistato dai giornalisti sulle sue preferenze politiche, non nasconde la sua ideologia, ma richiama comunque ad un miglioramento della scena politica: «La mia collocazione politica è nota da quando sono nato. Sono storicamente, familiarmente, psicologicamente, idealmente di centrosinistra: mio padre era allievo di don Sturzo, nella mia vita ho sempre ragionato in quei termini. Lo sa anche Berlusconi» e poi chiude con la speranza che «la situazione politica si chiarisca, la definizione dei poli sia più chiara: mi pare che ci si stia arrivando in maniera confusionale».

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February 17, 2008

L\’UDC corre da solo, Veltroni: «Già recuperati due punti»

L’UDC corre da solo, Veltroni: «Già recuperati due punti»

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domenica 17 febbraio 2008

Pier Ferdinando Casini e la deputata Titti De Simone

Dalla veneziana Mestre, Pier Ferdinando Casini ha annunciato che il suo partito, l’UDC, correrà da solo alle elezioni del 13 e 14 aprile. L’annuncio è arrivato dopo varie discordie tra lui e Berlusconi, perché quest’ultimo pretendeva l’entrata del partito centrista nel Popolo della Libertà, senza altre alternative. Motiva così la sua decisione: «Come stabilito dalla direzione del partito correrò con il nostro simbolo e le nostre bandiere; ho deciso di candidarmi alla presidenza del Consiglio dei ministri e sciolgo positivamente la riserva. Vi sono debitore di una risposta e sono lieto di fare questo annuncio nel cuore del Veneto bianco che grande parte ha avuto nella storia e nella tradizione del nostro partito. Dico anche a Berlusconi che non tutti in Italia sono in vendita, il Pdl che è un movimento populista e demagogico, può comprare i marchi, ma non le idee».

L’ex presidente della Camera ammette la «difficoltà dell’impresa». «Ci sono tanti italiani – ha detto Casini – che non si sentono di delegare il proprio futuro a chi è in campo. Non a Bertinotti o Veltroni, che sono simboli di una coalizione che ha fallito nella storia». Neppure, attaccando il PdL: «a una nuova formazione populista e demagogica, una grande arca di Noè che può comprare i marchi ma non gli uomini e le idee».

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L’indomani della decisione dell’UDC è partito il tour elettorale del Partito Democratico a Pescara: «Cominciamo questo viaggio unico ed incredibile. Voglio andare, e lo farò, in tutte e 110 le province italiane. Ho voluto cominciare da qui per ragioni scaramantiche – afferma Walter Veltroni. Ogni volta che sono venuto a Pescara poi abbiamo vinto le elezioni». Fa un cenno ai sondaggi: «Stiamo risalendo a una velocità impressionante».

«Non do sondaggi – aggiunge l’ex sindaco di Roma – potete guardare i giornali ma la distanza che ci divide è di sei punti che divisi per due fa tre. Vorrei dire che in una settimana abbiamo recuperato un po’ più di due punti».

Walter Veltroni

Veltroni annuncia anche che il capolista del PD al Senato nella regione Calabria sarà il prefetto Luigi De Sena, «uno dei protagonisti della lotta contro la mafia e la criminalità».

Dalla città abruzzese, il segretario del Partito Democratico afferma: «Le dodici proposte che abbiamo presentato sono in primo luogo aumento dei salari e aiuto alle donne e ai figli, perché oggi gli italiani fanno fatica ad arrivare a fine mese. Dobbiamo e possiamo farlo, non è una proposta demagogica». – continua- «Gli imprenditori non vanno considerati come avversari. Io non voglio dividere gli operai dagli imprenditori, il Nord dal Sud, i giovani dagli anziani perché altrimenti il Paese andrà a pezzi. Noi siamo la forza che vuole riunire l’Italia».

Prima della campagna elettorale Veltroni ha visitato il militare ferito in Afghanistan, Enrico Mercuri. Ha poi assicurato che le truppe italiane resteranno in Afghanistan: «I nostri ragazzi sono lì perché sentono di avere motivazioni grandi: pace, solidarietà, umanità. Sono elementi importanti sia del loro lavoro in quel paese, sia più in generale, di un’idea di un mondo che non lascia chi soffre in condizioni di abbandono ma offre a chi ne ha bisogno aiuto e sostegno».

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February 13, 2008

Roma: Veltroni si è dimesso da sindaco

Roma: Veltroni si è dimesso da sindaco – Wikinotizie

Roma: Veltroni si è dimesso da sindaco

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mercoledì 13 febbraio 2008

Walter Veltroni

Il segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni, ha presentato le proprie dimissioni da sindaco di Roma nella seduta odierna del Consiglio Comunale della capitale, convocato con, all’ordine del giorno, Comunicazioni del Presidente e Comunicazioni del Sindaco.

Veltroni lascia la poltrona di primo cittadino di Roma dopo 7 anni. Il suo mandato, infatti, è iniziato il 1° giugno del 2001, e si è concluso quest’oggi, dopo essere stato rieletto per la seconda volta nel 2005. Il segretario del PD, per poter liberamente partecipare alle elezioni politiche anticipate del 13-14 aprile prossimi, ha dovuto rinunciare al suo incarico di sindaco.

Nel discorso d’addio, il sindaco ha detto: “Ho cercato di tenere unita questa città, cercando di riconciliarla anche nella memoria e non l’ho fatto per furbizia politica” ma “ho cercato di ricongiungere questa città nella memoria e anche socialmente, di unire una comunità che si è trasformata in questi 7 anni e lo abbiamo fatto insieme con i cittadini, con l’orgoglio di essere romani”. Prima della fine dell’intervento, il sindaco non è riuscito a trattenere le lacrime, ed è scoppiato a piangere mentre tutti i membri della maggioranza gli porgevano un vassoio d’argento con le loro firme incise in dono. Al discorso erano presenti Gianni Letta e la moglie dell’ormai ex-sindaco.

Forte indecisione c’è, in ambo gli schieramenti, per la scelta del candidato alle elezioni comunali anticipate che, visto l’accorpamento deciso con l’Election Day, si potrebbero tenere proprio in concomitanza con quelle politiche. Il centro-sinistra sembra propenso a candidare l’ex sindaco Francesco Rutelli, che non ha sciolto la riserva in merito, mentre il centro-destra presenta una rosa di possibili “papabili” piuttosto ampia, dal leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini alla collega di partito, e vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgia Meloni, sino al noto critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Articoli correlati[]

  • «Vittorio Sgarbi annuncia la candidatura a sindaco di Roma» – Wikinotizie, 28 gennaio 2008
  • «Rutelli sulla candidatura a sindaco di Roma: “Decido entro dieci giorni”» – Wikinotizie, 7 febbraio 2008

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February 10, 2008

Inizia la campagna elettorale del PD, Veltroni: «Ridurre le tasse e aumentare i salari»

Inizia la campagna elettorale del PD, Veltroni: «Ridurre le tasse e aumentare i salari»

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domenica 10 febbraio 2008

Il segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni

È iniziata oggi la campagna elettorale del Partito Democratico in Umbria. A Spello, cittadina della provincia di Perugia, ha parlato il segretario del partito, Walter Veltroni, che ha detto: «È possibile ridurre le tasse» parlando da una terrazza del piccolo Eremo di San Girolamo.

«Grazie al risanamento portato avanti dal governo Prodi oggi è possibile venire incontro agli italiani con la riduzione delle tasse e l’aumento dei salari» ha proseguito il sindaco di Roma, affermando poi che il bipolarismo «è stato incapace di uscire dall’ideologia».

Veltroni spiega gli obiettivi del suo partito: «Il Partito democratico è nato per unire l’Italia, un Paese – continua – piegato e oppresso da nodi strutturali che nessuno sembra in grado di sciogliere». Secondo Veltroni nessuno dei due poli «è riuscito a vincere per due volte di seguito», in quanto ha «deluso» le aspettative degli italiani. I due schieramenti sono stati «incapaci di uscire dallo scontro ideologico», seppur sia avvenuta la conclusione delle ideologie.

Infine, una battuta sul centro-destra di Berlusconi: «Dall’altra parte sembrano più preoccupati di come vincere piuttosto del perché vincere». «È la politica che deve rialzarsi, non l’Italia» rispondendo allo slogan del PDL “Rialzati Italia” secondo il leader del PD è la politica che deve migliorare perché «è solo un mezzo e non un fine».

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