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February 6, 2013

Storica visita di Ahmadinejad in Egitto

Storica visita di Ahmadinejad in Egitto – Wikinotizie

Storica visita di Ahmadinejad in Egitto

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mercoledì 6 febbraio 2013

Il presidente egiziano Mohamed Morsi.

Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è arrivato ieri al Cairo, in Egitto, per una visita ufficiale nel paese e per partecipare al dodicesimo summit dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica, previsto oggi e domani. Si tratta del primo viaggio nel paese dal 1979, anno della rottura delle relazioni con l’Egitto in seguito alla rivoluzione iraniana (l’Egitto accolse lo shah di Persia, Mohammad Reza Pahlavi, in fuga) e alla pace con Israele. Il summit ha intenzione di discutere la crisi siriana, argomento su cui le due nazioni non trovano ancora un accordo.

Nella giornata di ieri Ahmadinejad ha incontrato Ahmed el Tayyeb, imam dell’Università al-Azhar e massima autorità dell’islam sunnita. Nonostante la diversa fede del presidente iraniano – di tradizione sciita – entrambi sono convinti della possibilità di una ripresa delle relazioni diplomatiche bilaterali. Un primo segnale era giunto nell’agosto scorso quando all’incontro a Teheran del Movimento dei paesi non allineati i due presidenti si erano incontrati: l’Egitto ha trasmesso la presidenza del movimento al presidente iraniano.


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September 5, 2012

Iran: per Ahmadinejad l\’effetto delle sanzioni è «come la guerra»

Iran: per Ahmadinejad l’effetto delle sanzioni è «come la guerra»

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mercoledì 5 settembre 2012

File:Ahmadi nejad 2012 pakistan.jpg
Ahmadinejād quest’anno in Pakistan

Il Presidente dell’Iran Mahmud Ahmadinejād ha affermato ieri che l’effetto delle sanzioni economiche imposte dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti sul programma nucleare iraniano è «come la guerra»; e ha aggiunto «[…] stiamo lavorando per bypassarle giorno e notte».

Il commento, in diretta televisiva, costituisce la prima ammissione da parte di un personaggio importante dell’Iran dell’impatto delle sanzioni. Queste comprendono restrizioni finanziarie e il divieto da parte dell’UE di esportazione di petrolio greggio, da cui l’economia iraniana riceve l’80% del reddito estero. Nella sua ultima relazione mensile, l’OPEC ha affermato che l’esportazione di petrolio greggio iraniano è scesa a 2,8 milioni di barili al giorno, il livello più basso degli ultimi vent’anni. Il leader supremo del paese, l’Āyatollāh Alī Khāmeneī, ha descritto la dipendenza dell’economia iraniana dalle esportazioni di petrolio come “una trappola” risalente alla rivoluzione iraniana del 1979, da cui il paese dovrebbe liberarsi.

Barili di petrolio

Tra le misure adottate dall’Iran per aggirare le sanzioni c’è anche il cambiamento di bandiera da parte delle navi cisterna, inizialmente battendo le bandiere di Cipro e Malta e, più recentemente, di Tanzania e Tuvalu. Nel mese di agosto, i registri di navigazione di queste ultime due nazioni hanno ceduto alle pressione dei legislatori statunitensi, non accettando più le navi iraniane. Howard Berman, politico del Partito Democratico, membro della commissione degli Affari Esteri della Camera, ha poi commentato: «L’Iran sta imparando, nel modo più duro, che noi non demorderemo nell’applicare sanzioni paralizzanti sul regime, e gli altri stanno imparando che eludere le sanzioni internazionali è una strategia perdente».

Ieri Ahmadinejād ha anche predetto che l’Iran avrebbe superato gli effetti della sanzione, pur riconoscendo che i controlli finanziari incidono pesantemente sulla capacità del paese per le necessità di base.


Fonti[]

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Effect of sanctions ‘like war’ says Iran’s Ahmadinejad, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

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August 3, 2009

Iran: Khamenei conferma Ahmadinejad alla presidenza

Iran: Khamenei conferma Ahmadinejad alla presidenza

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lunedì 3 agosto 2009

L’ayatollah Alī Ḥoseynī Khāmeneī, in una cerimonia pubblica, ha confermato Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza dell’Iran, nonostante i mesi di proteste degli oppositori politici che avevano duramente contestato il risultato elettorale, denunciando brogli in favore di Ahmadinejad, che sarebbe stato sconfitto alle urne da Mir Hosein Musavi.

Per la guida suprema della teocrazia iraniana, «La vittoria di Ahmadinejad è il frutto di una battaglia contro l’arroganza e per la giustizia», mentre i candidati dell’opposizione hanno duramente condannato la riconferma del presidente uscente, bollando l’esecutivo che si andrà a formare nei giorni a venire come «illegittimo».

Secondo i dati ufficiali pubblicati all’indomani della chiusura dei seggi, Mahmoud Ahmadinejad avrebbe ricevuto il 63% delle preferenze, con Musavi fermo al 34%. I risultati, duramente contestati dal popolo iraniano, hanno generato scioperi e proteste soffocate con una durissima repressione che ha fatto vittime e numerosi arresti. Proprio le proteste, secondo il rieletto presidente, sarebbero state preparate con l’appoggio di altre nazioni: «Io dico ai governi che si intromettono – ha dichiarato Ahmadinejad – che avete commesso un’ingiustizia contro il popolo durante questa elezione e che avete utilizzato male i vostri mezzi politici e finanziari».

Al massimo entro quindici giorni il governo sarà formato, mentre tra due giorni il presidente si recherà al Parlamento per il consueto giuramento.


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August 2, 2009

Iran: inizia il processo contro i dimostranti

Iran: inizia il processo contro i dimostranti

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domenica 2 agosto 2009
Oltre 100 tra attivisti politici e dimostranti sono sul banco degli imputati da sabato 1 agosto a Teheran, accusati di rivolta e cospirazione per far cadere il governo, dopo le dimostrazioni seguenti alle elezioni presidenziali in Iran. Tra gli accusati ex membri del parlamento, rivoluzionari della prima ora e l’ex vicepresidente dell’Iran.

Con indosso delle uniformi grigie da carcerato e visibilmente provati dalla detenzione in carcere, alcuni degli accusati hanno rilasciato confessioni, affermando che il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha vinto le elezioni del 12 giugno senza alcun broglio. Solo i media locali possono seguire il processo.

I sostenitori degli accusati negano le accuse e affermano che le confessioni sono state strappate sotto pressione.

“Chi ha organizzato questo processo dovrebbe essere a sua volta processato” afferma Emad Afroogh, ex sostenitore di Ahmadinejad, secondo il sito Fararoo.ir.

Le accuse dettagliate contro gli imputati, la maggior parte dei quali supporta il candidato sconfitto, Mir Hossein Mousavi, “sono l’inizio di un tentativo di ripulire il sistema politico iraniano”, dicono gli analisti. Se i dissidenti vengono arrestati, i loro partiti possono essere dichiarati illegali e i loro seguaci indicati come anti-rivoluzionari.

Gli imputati rischiano la pena di morte.


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June 25, 2009

Iran: infuria la polemica sui risultati elettorali

giovedì 25 giugno 2009

Mahmoud Ahmadinejad

Oltre agli scontri di piazza, che sono in corso a Teheran, si profila uno scontro fra il presidente degli Stati Uniti d’America Obama ed il presidente iraniano Ahmadinejad, che ha lanciato le sue accuse a seguito della denuncia di brogli elettorali avanzata dal candidato dell’opposizione candidato Mir Hossein Mousavi. Mahmoud Ahmadinejad ha infatti ammonito Barack Obama di non interferire negli affari interni dell’Iran.

Due giorni fa il presidente americano aveva espresso «dubbi» sul voto in Iran e nello stesso tempo aveva dichiarato che gli USA non avrebbero interferito.

Al contempo, la denuncia di annullamento delle elezioni presidenziali iraniane del 12 giugno per brogli ha scatenato le manifestazioni di piazza, che vengono represse dall’intervento armato delle forze governative.

Sarebbero 105, infine, i parlamentari iraniani che avrebbero declinato l’invito alle celebrazioni per la vittoria elettorale di Ahmadinejad, secondo fonti della BBC.

Fonti

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Iran: infuria la polemica sui risultati elettorali

Iran: infuria la polemica sui risultati elettorali

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giovedì 25 giugno 2009

Mahmoud Ahmadinejad

Oltre agli scontri di piazza, che sono in corso a Teheran, si profila uno scontro fra il presidente degli Stati Uniti d’America Obama ed il presidente iraniano Ahmadinejad, che ha lanciato le sue accuse a seguito della denuncia di brogli elettorali avanzata dal candidato dell’opposizione candidato Mir Hossein Mousavi. Mahmoud Ahmadinejad ha infatti ammonito Barack Obama di non interferire negli affari interni dell’Iran.

Due giorni fa il presidente americano aveva espresso «dubbi» sul voto in Iran e nello stesso tempo aveva dichiarato che gli USA non avrebbero interferito.

Al contempo, la denuncia di annullamento delle elezioni presidenziali iraniane del 12 giugno per brogli ha scatenato le manifestazioni di piazza, che vengono represse dall’intervento armato delle forze governative.

Sarebbero 105, infine, i parlamentari iraniani che avrebbero declinato l’invito alle celebrazioni per la vittoria elettorale di Ahmadinejad, secondo fonti della BBC.

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December 16, 2008

Israele: richiusi i valichi, la Siria propone sul Golan, l’Iran rifiuta il riconoscimento

martedì 16 dicembre 2008

Wikinotizie di oggi
16 dicembre
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Israele ha deciso una nuova chiusura dei valichi con la Striscia di Gaza a seguito del lancio in mattinata di 4 razzi. L’azione è stata rivendicata dalla Jihad Islamica Palestinese in risposta all’uccisione da parte dalla polizia israeliana a Jenin, in Cisgiordania, di uno dei suoi esponenti, Jihad Nawhada.

Già ieri si era registrato il lancio di qassam verso la città di Ashqelon, mentre quelli di oggi sono precipitati nel Neghev.

Da Damasco il presidente Bashar al-Assad ha affermato che la Siria vorrebbe prendere una posizione chiara sulle alture del Golan prima di intavolare trattative di pace con Israele. Per questo motivo, attraverso una mediazione turca, è stato inviato allo stato ebraico una documento che propone la definizione dei confini dell’area contesa.

Secondo delle fonti: «Il presidente (Assad ndR) è stato chiaro sul fatto che la Siria vuole sapere il punto di vista israeliano riguardo il territorio siriano occupato, prima che si facciano dei progressi» e «Secondo il pensiero siriano, un accordo con Israele su sei punti (geografici), potrebbe contribuire ad intavolare una pace per il prossimo anno. Ma Israele potrebbe non essere in grado di fornire una risposta in un tempo utile, in quanto è scosso da sconvolgimenti politici».

I colloqui indiretti tra Siria e Israele erano stati interroti tre mesi fa, a seguito delle dimissioni del il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert.

Dall’Iran il presidente Mahmud Ahmadinejad ha affermato, in un comizio ad Awaz, che la Repubblica Islamica «non riconoscerà mai Israele, e chi vuole avere rapporti con Teheran deve tenerlo a mente».

Il politico iraniano ha sostenuto ciò in seguito all’affermazione del presidente francese Nicholas Sarkozy il quale aveva detto che si sarebbe rifiutato di stringere la mano al suo omologo a seguito delle sue opinioni circa la necessità di cancellare Israele dalle carte geografiche.

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Israele: richiusi i valichi, la Siria propone sul Golan, l\’Iran rifiuta il riconoscimento

Israele: richiusi i valichi, la Siria propone sul Golan, l’Iran rifiuta il riconoscimento

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martedì 16 dicembre 2008

Israele e territori palestinesi

Israele ha deciso una nuova chiusura dei valichi con la Striscia di Gaza a seguito del lancio in mattinata di 4 razzi. L’azione è stata rivendicata dalla Jihad Islamica Palestinese in risposta all’uccisione da parte dalla polizia israeliana a Jenin, in Cisgiordania, di uno dei suoi esponenti, Jihad Nawhada.

Già ieri si era registrato il lancio di qassam verso la città di Ashqelon, mentre quelli di oggi sono precipitati nel Neghev.

Da Damasco il presidente Bashar al-Assad ha affermato che la Siria vorrebbe prendere una posizione chiara sulle alture del Golan prima di intavolare trattative di pace con Israele. Per questo motivo, attraverso una mediazione turca, è stato inviato allo stato ebraico una documento che propone la definizione dei confini dell’area contesa.

Secondo delle fonti: «Il presidente (Assad ndR) è stato chiaro sul fatto che la Siria vuole sapere il punto di vista israeliano riguardo il territorio siriano occupato, prima che si facciano dei progressi» e «Secondo il pensiero siriano, un accordo con Israele su sei punti (geografici), potrebbe contribuire ad intavolare una pace per il prossimo anno. Ma Israele potrebbe non essere in grado di fornire una risposta in un tempo utile, in quanto è scosso da sconvolgimenti politici».

I colloqui indiretti tra Siria e Israele erano stati interrotti tre mesi fa, a seguito delle dimissioni del il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert.

Dall’Iran il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha affermato, in un comizio ad Awaz, che la Repubblica Islamica «non riconoscerà mai Israele, e chi vuole avere rapporti con Teheran deve tenerlo a mente».

Il politico iraniano ha sostenuto ciò in seguito all’affermazione del presidente francese Nicolas Sarkozy il quale aveva detto che si sarebbe rifiutato di stringere la mano al suo omologo a seguito delle sue opinioni circa la necessità di cancellare Israele dalle carte geografiche.


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Wikivoyage

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Israele: richiusi i valichi, la Siria propone sul Golan, l’Iran rifiuta il riconoscimento

martedì 16 dicembre 2008

Israele ha deciso una nuova chiusura dei valichi con la Striscia di Gaza a seguito del lancio in mattinata di 4 razzi. L’azione è stata rivendicata dalla Jihad Islamica Palestinese in risposta all’uccisione da parte dalla polizia israeliana a Jenin, in Cisgiordania, di uno dei suoi esponenti, Jihad Nawhada.

Già ieri si era registrato il lancio di qassam verso la città di Ashqelon, mentre quelli di oggi sono precipitati nel Neghev.

Da Damasco il presidente Bashar al-Assad ha affermato che la Siria vorrebbe prendere una posizione chiara sulle alture del Golan prima di intavolare trattative di pace con Israele. Per questo motivo, attraverso una mediazione turca, è stato inviato allo stato ebraico una documento che propone la definizione dei confini dell’area contesa.

Secondo delle fonti: «Il presidente (Assad ndR) è stato chiaro sul fatto che la Siria vuole sapere il punto di vista israeliano riguardo il territorio siriano occupato, prima che si facciano dei progressi» e «Secondo il pensiero siriano, un accordo con Israele su sei punti (geografici), potrebbe contribuire ad intavolare una pace per il prossimo anno. Ma Israele potrebbe non essere in grado di fornire una risposta in un tempo utile, in quanto è scosso da sconvolgimenti politici».

I colloqui indiretti tra Siria e Israele erano stati interroti tre mesi fa, a seguito delle dimissioni del il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert.

Dall’Iran il presidente Mahmud Ahmadinejad ha affermato, in un comizio ad Awaz, che la Repubblica Islamica «non riconoscerà mai Israele, e chi vuole avere rapporti con Teheran deve tenerlo a mente».

Il politico iraniano ha sostenuto ciò in seguito all’affermazione del presidente francese Nicholas Sarkozy il quale aveva detto che si sarebbe rifiutato di stringere la mano al suo omologo a seguito delle sue opinioni circa la necessità di cancellare Israele dalle carte geografiche.

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Israele: richiusi i valichi, la Siria propone sul Golan, l’Iran rifiuta il riconoscimento

martedì 16 dicembre 2008

Israele ha deciso una nuova chiusura dei valichi con la Striscia di Gaza a seguito del lancio in mattinata di 4 razzi. L’azione è stata rivendicata dalla Jihad Islamica Palestinese in risposta all’uccisione da parte dalla polizia israeliana a Jenin, in Cisgiordania, di uno dei suoi esponenti, Jihad Nawhada.

Già ieri si era registrato il lancio di qassam verso la città di Ashqelon, mentre quelli di oggi sono precipitati nel Neghev.

Da Damasco il presidente Bashar al-Assad ha affermato che la Siria vorrebbe prendere una posizione chiara sulle alture del Golan prima di intavolare trattative di pace con Israele. Per questo motivo, attraverso una mediazione turca, è stato inviato allo stato ebraico una documento che propone la definizione dei confini dell’area contesa.

Secondo delle fonti: «Il presidente (Assad ndR) è stato chiaro sul fatto che la Siria vuole sapere il punto di vista israeliano riguardo il territorio siriano occupato, prima che si facciano dei progressi» e «Secondo il pensiero siriano, un accordo con Israele su sei punti (geografici), potrebbe contribuire ad intavolare una pace per il prossimo anno. Ma Israele potrebbe non essere in grado di fornire una risposta in un tempo utile, in quanto è scosso da sconvolgimenti politici».

I colloqui indiretti tra Siria e Israele erano stati interroti tre mesi fa, a seguito delle dimissioni del il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert.

Dall’Iran il presidente Mahmud Ahmadinejad ha affermato, in un comizio ad Awaz, che la Repubblica Islamica «non riconoscerà mai Israele, e chi vuole avere rapporti con Teheran deve tenerlo a mente».

Il politico iraniano ha sostenuto ciò in seguito all’affermazione del presidente francese Nicholas Sarkozy il quale aveva detto che si sarebbe rifiutato di stringere la mano al suo omologo a seguito delle sue opinioni circa la necessità di cancellare Israele dalle carte geografiche.

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