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October 22, 2013

Rosy Bindi presidente della Commissione Antimafia

Filed under: Elezioni,Europa,Italia,Mafia,Politica,Pubblicati,Rosy Bindi — admin @ 5:00 am

Rosy Bindi presidente della Commissione Antimafia

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martedì 22 ottobre 2013

Rosy Bindi, ex Presidente del PD.

Oggi, Rosy Bindi è stata eletta Presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Ma l’elezione è avvenuta al secondo voto, avvenuto con l’astensione di Scelta Civica e l’assenza del PdL, sin dall’inizio contrario. Durante la votazione il Partito Democratico e SEL hanno supportato Bindi; il MoVimento 5 Stelle ha portato avanti la candidatura di un proprio parlamentare; Scelta Civica ha preferito votare l’astensione (che comunque conta come voto favorevole) perché non approvare la nuova maggioranza interna alla Commissione Antimafia; il PdL ha invece lasciato l’aula in segno di protesta.

Renato Brunetta ha intimato la neo-presidente a dimettersi. Addirittura Fabrizio Cicchitto ha minacciato che il PdL non prenderà parte per tutta la Legislatura alla Commissione. Rosy Bindi, difesa dal segretario del PD Guglielmo Epifani, ha detto che cercherà di risanare le fratture ma anche che non ha intenzione di dimettersi.

Intanto da New York, l’ex Procuratore Nazionale Antimafia ed attuale Presidente del Senato Pietro Grasso, ha chiesto che la Commissione entri in servizio nonostante le diatribe interne, poiché in realtà essa doveva cominciare il suo lavoro di lotta alla mafia già da qualche mese.


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October 1, 2010

Berlusconi: barzelletta sessista su Rosy Bindi con finale blasfemo

Berlusconi: barzelletta sessista su Rosy Bindi con finale blasfemo

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venerdì 1 ottobre 2010

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi

Il fatto è accaduto in Abruzzo, in un giorno imprecisato del 2009, dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 e prima del G8 dell’Aquila. Silvio Berlusconi si rivolge a un gruppo di persone che lo accompagnano, tra cui alcuni militari dell’Esercito italiano: il premier, disteso e sorridente, dispensa agli astanti una delle barzellette per cui è famoso. La storiella di stampo sessista è condita da un finale blasfemo, che però non gli impedisce di avere successo tra gli ascoltatori.

Nei desideri del premier, il siparietto era destinato a rimanere segreto, ma qualcosa non è andato secondo i suoi voleri: uno dei presenti ha ripreso la scena con una videocamera e così, a distanza di oltre un anno, la notizia è giunta alla cronaca.

Rosy Bindi, di nuovo oggetto dello scherno sessista berlusconiano

Bersaglio satirico del premier è ancora una volta Rosy Bindi, stavolta nel contesto di una festa danzante.

Ciascuna delle dame in attesa del cavaliere si esprime pronunciando il nome di un fiore a cui l’aspirante cavaliere risponde volgendolo al maschile, e la coppia si forma.

Un tipo che si trova a questa festa si avvicina a una dama, che gli si propone dicendo «margherita!»; lui replica «margherito!», e i due possono iniziare le danze. Poi va verso l’altra, e a «rosa!» risponde con «roso!».

In un cantuccio, poco visibile perché coperta dall’ombra, è in attesa anche Rosy Bindi. Un cavaliere le si avvicina e lei fa: «orchidea!». Lui si fa avanti, la guarda e prorompe in una bestemmia: «Orcodd…».

L’esclamazione finale, dal tono blasfemo, è sottolineata gestualmente con una plateale espressione di ripulsa. La barzelletta è accolta da sonore risate e un accenno di applauso, interrotto dall’esortazione agli astanti a una complicità goliardica e cameratesca: «Oh, nessuno mi tradisca… eh!». Questo, almeno, nel desiderio del dicitore, prima che qualcuno rispolverasse quella vecchia registrazione.


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October 15, 2007

Walter Veltroni è il segretario del Partito Democratico italiano

Walter Veltroni è il segretario del Partito Democratico italiano

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lunedì 15 ottobre 2007

Il segretario del Partito Democratico italiano, Walter Veltroni

Walter Veltroni, come da pronostici, è il segretario del nascente Partito Democratico italiano. Il sindaco di Roma è stato eletto con il 75,7% dei voti. Un successo, secondo esponenti della maggioranza, poiché sono andati alle urne circa 3 038 000 milioni di persone, meno delle primarie del 2005, che portarono alle urne oltre quattro milioni di elettori, ma è da considerare che queste consultazioni erano teoricamente aperte a solo una parte del centrosinistra. I partiti di sinistra e quelli di centro, infatti, non avevano candidati, che in questo caso, non considerando i due outsider, provenivano dagli ormai disciolti partiti dei Democratici di Sinistra e de La Margherita. Le operazioni di voto, tuttavia, non sono ancora chiuse, poiché all’estero, in America, si sta ancora votando, causa il fuso orario.

A buona distanza da Walter Veltroni si sono piazzati Rosy Bindi, con il 14,1% dei voti, e quindi Enrico Letta, con il 10,1%. Molto distanziati gli outsider, il blogger Mario Adinolfi, con lo 0,1%, e l’economista Pier Giorgio Gawronski (apparentato con il candidato Jacopo G. Schettini), con la stessa percentuale di voti. Gli ultimi due candidati, tuttavia, sono stati penalizzati dal fatto di non avere avuto la possibilità di organizzare liste in tutti i 475 seggi.

Una giornata lunga e piena di notizie, quella trascorsa da centrosinistra. Nel corso della giornata i candidati si erano mantenuti cauti sul numero dei votanti, mantenendosi sui due milioni. Ma già dalla mattina si erano formate lunghe code ai seggi, e nel pomeriggio in alcuni seggi le schede sono andate esaurite e si è dovuto ricorrere a delle fotocopie. Alla fine le urne sono rimaste aperte fino a oltre le venti, data preventivata per la chiusura, al fine di smaltire le code degli elettori che desideravano votare. Alla fine il coordinamento ha affermato che gli elettori sono stati tre milioni e trecentomila.

Il neo segretario, che ha atteso i risultati non nella sede storica dell’Ulivo, in piazza Santi Apostoli, segnando una rottura simbolica con il passato, ha parlato dalla Camera di Commercio di Roma, affermando che «Non sarà un partito di correnti e il 50% degli organismi dirigenti sarà composto da donne. Non sarà un partito che nasce dal leader o per un leader ma per le persone reali per questo paese reale». Veltroni ha anche parlato degli avversari del centrodestra: «Lo schema della Cdl – ha detto Veltroni – è vecchio e corrisponde ad una vecchia stagione politica italiana» e che «anche la Cdl  verificherà il suo schema».

Secondo Veltroni, inoltre, che ha incontrato Romano Prodi e gli altri candidati a Piazza Santi Apostoli, il Partito Democratico si candida, grazie a queste elezioni, ad essere il primo partito italiano.

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October 14, 2007

Speciale elezioni primarie del Partito Democratico italiano 2007

Speciale elezioni primarie del Partito Democratico italiano 2007

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domenica 14 ottobre 2007

Le elezioni primarie del Partito Democratico italiano del 2007 si sono svolte il 14 ottobre 2007, dalle 7 alle 20. Queste elezioni sono volte all’elezione del segretario del nascente partito e, contestualmente, dell’assemblea costituente della nuova formazione politica. Per controllare se ci sono nuove notizie, clicca su aggiorna.

Dati sull’affluenza alle urne
Dati de l’Ulivo: 3.400.000 votanti[1]

Elezioni primarie del PD 2007: dati provvisori

Walter Veltroni
Walter Veltroni
75,81%
2.666.750 voti
Scheda di Walter Veltroni
Rosy Bindi
Rosy Bindi
12,88%
453.067 voti
Scheda di Rosy Bindi
Enrico Letta
Enrico Letta
11,07%
389.271 voti
Scheda di Enrico Letta
Mario Adinolfi
Mario Adinolfi
0,17%
5.906 voti
Scheda di Mario Adinolfi
Pier Giorgio Gawronski
Pier Giorgio Gawronski
0,07%
2.376 voti
Scheda di Pier Giorgio Gawronski

Note

  1. Sito del Partito Democratico

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Italia: iniziate le elezioni per la scelta del segretario del Partito Democratico

Italia: iniziate le elezioni per la scelta del segretario del Partito Democratico

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domenica 14 ottobre 2007

Sono iniziate alle ore 7 di questa mattina, e si concluderanno alle 20, le operazioni di voto per la scelta del segretario del Partito Democratico, la nuova formazione di centro-sinistra nel quale confluiranno i due maggiori partiti della maggioranza di Governo: La Margherita, di ispirazione cattolico-centrista e i Democratici di Sinistra, di ispirazione socialista-democratica.

I candidati che si affronteranno saranno 5:

  • Mario Adinolfi, 36 anni, scrittore , giornalista e blogger
  • Rosy Bindi, 56 anni, politico, attualmente Ministro delle Politiche per la Famiglia
  • Pier Giorgio Gawronski, 50 anni, economista e giornalista
  • Enrico Letta, 41 anni, politico, segretario alla presidenza del Consiglio dei ministri (succeduto allo zio, Gianni Letta)
  • Walter Veltroni, 52 anni, politico, sindaco della città di Roma

Il candidato favorito è Walter Veltroni, che potrebbe raccogliere oltre il 60% dei voti. Il numero complessivo di votanti, secondo le stime degli organizzatori, potrà raggiungere quota 3-4 milioni (superando così il dato delle primarie dell’Unione che, nel 2005, scelsero Romano Prodi come candidato premier).

Le operazioni di voto

I seggi, ben 11 195, sono stati allestiti in oltre settemila comuni italiani. Per queste consultazioni, inoltre, come novità assoluta, basterà aver compiuto il sedicesimo anno di età per poter votare. L’intenzione dei candidati, infatti, è quella di preparare i sedicenni attuali alle elezioni europee nel 2009, nelle quali, avendo questi raggiunto la maggiore età, potranno votare.

Per i minorenni basterà un documento d’identità per votare, mentre i maggiorenni dovranno esibire, oltre al documento, la tessera elettorale che viene usata per le elezioni politiche, amministrative, comunali ed europee.

Le schede sono due, una di colore azzurro e l’altra di colore grigio: la prima serve per l’elezione dell’Assemblea Costituente nazionale, mentre la seconda per la costituzione di quella regionale.

All’atto dell’adesione, gli organizzatori chiederanno una somma simbolica di adesione, di almeno 1 euro.

Essendosi registrati entro l’11 ottobre è inoltre possibile votare dall’estero tramite internet al sito votonline.ulivo.it in modo completamente gratuito.

I primi dati sull’affluenza

I primi dati diffusi dagli organizzatori sull’affluenza alle ore 11, ovvero 4 ore dopo l’apertura dei seggi, parlano di oltre 600 000 persone (italiani dai 16 anni in su e stranieri residenti nel nostro paese) che hanno espresso la loro preferenza. Il sindaco della capitale, Veltroni, ricevendo i dati dalla sede del partito, in Piazza Santi Apostoli, si è detto entusiasmato.

Le prossime previsioni sull’affluenza sono programmate alle 17 e alle 20, alla chiusura dei seggi, mentre i primi risultati si attendono tra le 22 e le 23.

Le stime sull’affluenza a metà pomeriggio (tra le 14 e le 15) parlano intanto di oltre un milione di persone che hanno già espresso la loro preferenza, ovvero una media di oltre centomila persone in una sola ora. Va ricordato infatti che, con la possibilità di voto allargata ai minori di almeno 16 anni, e comunque non vincolata ai soli sostenitori dei due partiti “di partenza”, i possibili elettori sono moltissimi.

Alle 17, ovvero dopo 10 ore dall’apertura dei seggi e a 3 ore dalla loro chiusura, poiché si è scelto di far svolgere le operazioni elettorali in un solo giorno, avevano votato oltre un milione e mezzo di persone. Hanno votato tutti i candidati, il premier Prodi, diversi ministri (D’Alema ha votato insieme al sindaco di Bari) e moltissimi cittadini. Intanto, il rettore della Pontificia Università Lateranense, Monsignor Rino Fisichella, ha parlato delle primarie come di “un fatto molto importante, che esprime il desiderio di democrazia e può fare gioire”.

Alle 18.15 (dopo 11 ore) i votanti, secondo i sondaggi di Demos-Ipsos, erano 2 milioni; nel frattempo Rosy Bindi ha parlato di 3 milioni di elettori entro la chiusura dei seggi, alle 20.

Le prime reazioni politiche

  • Romano Prodi, presidente del Consiglio dei Ministri: «A chi avrà la enorme responsabilità della conduzione del Pd, va fin da ora il mio incoraggiamento in questa esaltante sfida. Chi vincerà, ma non solo lui, avrà il dovere di lavorare sempre per un obiettivo comune e per il consolidamento di un progetto che non può essere frutto di personalismi»
  • Arturo Parisi, ministro della difesa: «Voglio una rilevazione che dia conto tempestivamente dei risultati: quello che viene fatto nelle elezioni normali. Un contributo positivo alla certificazione del risultato, alla sua legittimazione e cioè al contrasto di ogni tentativo di delegittimazione».

Le parole dei candidati

  • Walter Veltroni, rispondendo ai giornalisti di Rai News 24, ha attaccato la sua avversaria Rosy Bindi dicendo: «Avrei preferito una campagna nella quale ciascuno dicesse ciò che pensava piuttosto che ogni giorno attaccare e criticare e, talvolta come nel caso di oggi, aggredire chi la pensa diversamente: mi sarebbe piaciuta di più una campagna positiva. Però è andata così, non ci si può fare niente.»
  • Enrico Letta, che insieme ad Adinolfi è il candidato più giovane, ha in qualche modo criticato la gerontocrazia che si è andata delineando nella scelta dei candidati, dicendo che “senza di esso l’età media dei candidati sarebbe di 60 anni”. In realtà, la media dell’età dei 5 candidati è di 46,8 anni.

La situazione politica italiana

Le elezioni del 10 e 11 aprile 2006 hanno restituito ai cittadini una maggioranza di governo ristretta al Senato e più compatta alla Camera dei Deputati. Proprio sulla scarsa tenuta della coalizione di centro-sinistra nella “camera alta” si sono basati i numerosi attacchi dell’opposizione di centro-destra, spesso infruttuosi, ma che invece hanno avuto successo nel febbraio di quest’anno quando, a seguito di un voto sfavorevole sulla relazione del ministro degli esteri Massimo D’Alema sulla gestione della politica estera, il presidente Prodi ritenne necessario rimettere il mandato nel capo dello stato, per poi, su proposta di questo, ripresentarsi alle Camere, dalle quali ottenne di nuovo il voto di fiducia.

Lo scarto di soli 2 senatori, infatti, è frutto della nuova legge elettorale, varata nel dicembre del 2005, che è andata a sostituire la “Legge Mattarella”, varata 13 anni prima. La legge, che l’ex ministro Roberto Calderoli definì “una porcata”, contiene dei premi di maggioranza a base regionale al Senato e a base nazionale alla Camera dei Deputati e ha contribuito a produrre questa situazione così indefinita.

Con le ultime dichiarazioni, il leader della Casa delle Libertà si è detto certo che, dopo la caduta del governo, ci saranno nuove elezioni in primavera, mentre gli esponenti della maggioranza continuano a dichiararsi certi che il governo rimarrà in carica per cinque anni (la durata di una legislatura).

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February 9, 2007

Unioni di fatto: il Governo approva i \”Dico\”

Filed under: Cronaca,Italia,Politica,Pubblicati,Rosy Bindi — admin @ 5:00 am

Unioni di fatto: il Governo approva i “Dico”

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venerdì  9 febbraio 2007

Nella serata di ieri, 8 febbraio 2007, il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il disegno di legge che andrà a regolamentare le unioni di fatto. Il decreto è frutto del lavoro conginuto dei ministri della famiglia e delle pari oppurtunità, Rosy Bindi e Barbara Pollastrini. Il ministro Bindi suggerisce di “non chiamarli PACS, perché si chiameranno DICO“. Dico è un acronimo di “diritti e doveri dei conviventi”. Il ministro della Giustizia, Mastella, non ha partecipato al voto affermando di essere contrario ai Dico, ma di continuare a sostenere il governo Prodi. Tra i ministri assenti, anche il ministro all’Ambiente Pecoraro Scanio, segretario dei Verdi, fiducioso di un cambiamento del disegno di legge in fase parlamentare. Il ministro per la solidarietà Ferrero ha espresso la sua perplessità rispetto alla quantità di anni necessaria per ottenere i diritti.

Ecco, per sommi capi, il contenuto del Decreto:

  • La dichiarazione di convivenza all’anagrafe potrà essere resa in maniera non contestuale dai conviventi. Ciò significa che i due conviventi possono recarsi all’anagrafe in momenti diversi, e che non è prevista alcuna cerimonia, come nel caso dei matrimoni civili.
  • Per la successione di immobili e per la tutela in materia lavorativa, serviranno almeno 3 anni di convivenza; 9 gli anni di convivenza necessari per tutti i diritti successori.
  • Il Decreto sui Dico non prevede ancora nulla rispetto alla reversibilità della pensione del convivente: viene rimandato ad un riordino successivo dell’intera materia, dove dovrà esprimersi il legislatore.

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May 17, 2006

Prodi annuncia la sua squadra di governo

Prodi annuncia la sua squadra di governo

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17 maggio 2006

Bandiera italiana

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Romano Prodi

Romano Prodi ha sciolto la riserva riguardo il nuovo governo italiano, presentando l’elenco dei nuovi ministri della Repubblica. Sono passati esattamente 10 anni da quando presentò la lista dei ministri del precedente governo nel 1996.

In tutto sono 25 i ministri, uno in più del precedente governo Berlusconi, di cui 9 sono dei DS, 6 della Margherita, 5 dell’Area Prodi (3 Democratici e due della Sinistra Indipendente), 1 tecnico e i rimanenti distribuiti tra i partiti che compongolo la coalizione dell’Unione. Le donne sono 6, equivalente al 24% sul totale, di cui solo una con portafoglio, il 6% tra quelli con portafoglio.

Il nuovo governo della Repubblica Italiana

Presidente del Consiglio
Romano Prodi
Leader dell’Unione

Vicepresidenti del Consiglio
Francesco Rutelli
La Margherita
Massimo d’Alema
Democratici di Sinistra

Ministri con portafogli

Ministro degli Interni
Giuliano Amato
Area Prodi

Ministro degli Esteri
Massimo d’Alema
Democratici di Sinistra

Ministro della Difesa
Arturo Parisi
La Margherita

Ministro dell’Economia e finanze
Tommaso Padoa Schioppa
Tecnico

Ministro della Salute
Livia Turco
Democratici di Sinistra

Ministro della Giustizia
Clemente Mastella
Udeur

Ministro dell’Istruzione
Giuseppe Fioroni
La Margherita

Ministro dell’Università e ricerca
Fabio Mussi
Democratici di Sinistra

Ministro del Lavoro e politiche sociali
Cesare Damiano
Democratici di Sinistra

Ministro delle Politiche agricole e forestali
Paolo De Castro
I Democratici

Ministro dell’Ambiente e tutela del territorio
Alfonso Pecoraro Scanio
Federazione dei Verdi

Ministro delle Infrastrutture
Antonio Di Pietro
Italia dei Valori

Ministro dei Trasporti
Alessandro Bianchi
Area Prodi

Ministro delle Attivita’ produttive
Pierluigi Bersani
Democratici di Sinistra

Ministro dei Beni culturali
Francesco Rutelli
La Margherita

Ministro delle Comunicazioni
Paolo Gentiloni
La Margherita

Ministro della solidarietà sociale
Paolo Ferrero
Rifondazione Comunista

Ministri senza portafoglio

Ministro degli Affari regionali
Linda Lanzillotta
La Margherita

Ministro dei Rapporti con il Parlamento e le riforme
Vannino Chiti
Democratici di Sinistra

Ministro della Funzione pubblica
Luigi Nicolais
Democratici di Sinistra

Ministro delle Politiche comunitarie
Emma Bonino
Rosa nel pugno

Ministro dell’Attuazione del programma
Giulio Santagata
Area Prodi

Ministro delle Pari opportunità
Barbara Pollastrini
Democratici di Sinistra

Ministro dei Giovani e sport
Giovanna Melandri
Democratici di Sinistra

Ministro della Famiglia
Rosy Bindi
La Margherita

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