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July 13, 2014

Cresce l\’apprensione per le condizioni di salute di Carlo Azeglio Ciampi

Cresce l’apprensione per le condizioni di salute di Carlo Azeglio Ciampi

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domenica 13 luglio 2014

Il Presidente Emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, 93 anni e mezzo, si trova da venerdì pomeriggio ricoverato all’ospedale di Bolzano, in seguito a un malore causato da un’ipotensione arteriosa, accusato mentre si trovava a Siusi in Alto Adige, dove stava trascorrendo un periodo di vacanza.

Il quadro clinico si è aggravato ulteriormente nelle ultime ore, e come recita il bollettino medico emesso nella tarda mattinata odierna, sarà sottoposto «a un intervento chirurgico di appendicectomia» che sarà effettuato in giornata.

“L’intervento sarà effettuato dal primario della Chirurgia generale, il dottor Federico Martin, e dalla sua equipe”, dice il bollettino dell’Azienda sanitaria altoatesina, firmato dal direttore del Comprensorio di Bolzano, Umberto Tait.

Anche lo scorso agosto la vacanza altoatesina di Ciampi era stata interrotta da un ricovero ospedaliero, per un’operazione all’anca.[1]

Al capezzale intanto, ad assistere l’ex Presidente, sono giunti la moglie Franca e i due figli.


Fonti[]

Note[]

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December 9, 2010

L\’ex presidente Ciampi compie 90 anni

Filed under: Carlo Azeglio Ciampi,Cronaca,Europa,Italia,Pubblicati — admin @ 5:00 am

L’ex presidente Ciampi compie 90 anni – Wikinotizie

L’ex presidente Ciampi compie 90 anni

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giovedì 9 dicembre 2010

Il Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi compie oggi 90 anni.

Ciampi, nato il 9 dicembre 1920, dal 1960 al 1975 fu stretto collaboratore dell’allora governatore della Banca d’Italia Guido Carli. In seguito fu governatore della stessa dal 1987 al 1993, quando fu chiamato a presiedere un governo composto solo da ministri tecnici in grado di affrontare la turbolenta stagione di Tangentopoli. È stato Ministro del Tesoro dal 1996 al 1998 nel primo governo Prodi avendo il merito di fare entrare l’Italia nell’area Euro. Nel 1999 venne eletto con larga maggioranza in Parlamento Presidente Della Repubblica, carica che detenne fino al 2006, anno in cui cessò il mandato. Da allora riveste la carica di Presidente Emerito, a pieno titolo, su approvazione di un decreto ministeriale.


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April 1, 2008

Berlusconi: «Con Ciampi mio governo come nelle forche caudine», Quirinale: «Parole gravi»

Berlusconi: «Con Ciampi mio governo come nelle forche caudine», Quirinale: «Parole gravi»

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martedì 1 aprile 2008

Polemica questa sera per una dichiarazione del candidato premier del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi, che parlando del rapporto tra il suo governo e la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi, ha detto che ci furono difficoltà a governare per «le forche caudine di un capo dello Stato che sta dall’altra parte». Il Cavaliere ha poi precisato che la frase non era, direttamente o indirettamente, un riferimento all’attuale capo di Stato, Giorgio Napolitano, «con cui ho un ottimo rapporto e a cui porto affetto e stima che so essere condivise».

Dura e secca la risposta della Presidenza della Repubblica, che in una nota riferisce: «La Presidenza della Repubblica – chiunque ne fosse il titolare – ha sempre esercitato una funzione di garanzia nell’ambito delle competenze attribuitele dalla Costituzione senza mai sottoporre a interferenze improprie le decisioni di alcun governo, e considera grave che le si possano attribuire pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi parte politica».

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May 3, 2006

Ciampi: \”Non sono disponibile ad una rielezione\”

Ciampi: “Non sono disponibile ad una rielezione”

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3 maggio 2006

Presidential flag of Italy.svg

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Facciata del Quirinale

In una nota, il Presidente della Repubblica italiana Ciampi ha confermato la propria «non disponibilità» ad un rinnovo del mandato presidenziale, già «anticipata nel messaggio di fine anno». «Nessuno dei precedenti nove presidente della Repubblica è stato rieletto. Ritengo – continua il Presidente – che questa sia divenuta una consuetudine significativa. È bene non infrangerla. A mio avviso, il rinnovo di un mandato lungo, quale é quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato».

L’intervento ufficiale si è reso necessario dopo che ieri, in un comunicato stampa, la Casa delle Libertà aveva fatto «appello al Parlamento ed ai rappresentanti delle regioni perché interpretino il corale sentimento degli italiani» rieleggendo Ciampi al Quirinale.

Questa mattina, nel corso della sua ultima visita istituzionale a Livorno, sollecitato dai cittadini ad accettare un reincarico presidenziale, il Capo dello Stato aveva risposto: «Ora vedremo».

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April 18, 2006

Ciampi: \”Farò il senatore a vita\”

Ciampi: “Farò il senatore a vita” – Wikinotizie

Ciampi: “Farò il senatore a vita”

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18 aprile 2006

Presidential flag of Italy.svg

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Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi

«Per fortuna l’anagrafe è dalla mia parte e in un certo senso scongiura l’eventualità di una riconferma da presidente. E, poi, sono convinto che sette anni quassù siano già tanti. Raddoppiarli significherebbe… sì, forse, una specie di monarchia repubblicana. In ogni caso non mi ritiro affatto: farò il senatore a vita e ci metterò lo stesso impegno che ho sempre cercato di assicurare in tutti gli incarichi che mi sono stati affidati. In quella veste continuerò a seguire gli sviluppi politici e istituzionali del Paese… e darò il mio contributo». Queste le parole del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi sul Corriere della sera, intervenendo sulla possibilità di essere rieletto al vertice dello stato.

Parlando delle sue presunte «debolezze» contro l’ascesa di Berlusconi in un regime privo di un’adeguata normativa sul conflitto di interessi, Ciampi ha ricordato che «alla fine degli anni ’90, ai tempi del centrosinistra a Palazzo Chigi, ci fu un disegno di legge sul conflitto d’interessi attorno al quale si era formata una larghissima maggioranza». Ma, «a un passo dal varo di una disciplina costruita con un accordo generale, si preferì lasciar giacere al Senato quel pacchetto di norme», e questo ormai alla vigilia del voto del 2001.

Una nota del Quirinale rilasciata nel tardo pomeriggio sottolinea che «il testo comparso oggi sul Corriere della Sera è una libera ricostruzione di un incontro privato tenutosi il 3 aprile [dunque precedentemente alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile n. d. r.] scorso al Quirinale con l’autore e l’editore di un saggio sulla Presidenza della Repubblica».

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Ciampi al Papa: \”L\’Italia e la Chiesa tutelano la libertà e l\’uomo\”

Ciampi al Papa: “L’Italia e la Chiesa tutelano la libertà e l’uomo”

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18 aprile 2006

Papa Benedetto XVI - 21 settembre 2005.jpg

In occasione del primo anno di pontificato, il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha scritto una lettera a Benedetto XVI: “Il profondo legame fra lo Stato italiano e la Chiesa consolida il condiviso impegno nella tutela dei valori fondamentali della libertà e della dignità della persona umana; costituisce il terreno del fecondo operare dell’autorità civile e dell’autorità religiosa, ognuna nel proprio ambito”, ha scritto Ciampi a Papa Ratzinger, rinnovando “a nome del popolo italiano e mio personale, l’espressione della mia ammirazione per la Sua alta missione apostolica e del mio grato apprezzamento per l’amichevole attenzione che dimostra nei confronti dell’Italia”.

“Tenendo alta l’inestimabile eredità di Giovanni Paolo II, che ha additato nell’Uomo ‘la prima e fondamentale via della Chiesa’ – ha proseguito il Capo dello Stato – Ella ha posto al centro del Suo Magistero l’obiettivo di una pace radicata nella solidarietà ‘con ogni dolore, con ogni speranza e con ogni sforzo che accompagna il cammino umano’. Ed ancora: “Il Suo appello ad ‘infrangere le barriere tra le razze e le classi’ ha richiamato la comunità internazionale alla responsabilità di operare più incisivamente, attraverso il dialogo per il superamento di conflitti e tensioni, per fare del mondo “una Terra di pace e di fratellanza. Il nostro scambio di visite, un anno or sono, ha confermato il comune sentire dell’Italia e della Santa Sede su aspetti essenziali per la difesa della pace: il rispetto dei diritti fondamentali dei popoli; una più equa distribuzione delle risorse del pianeta; la ricomposizione della frattura fra Nord e Sud del mondo; l’utilizzazione del progresso economico e scientifico per promuovere il benessere comune”.

Secondo Ciampi, “vi è un’unica strada percorribile: il rafforzamento della collaborazione internazionale imperniata nel sistema delle Nazioni Unite, indispensabile strumento universale per dare sostanza alla solidarietà fra tutte le nazioni, attraverso un’accresciuta consapevolezza dei valori e delle responsabilità condivise. In questo ambito, l’Unione Europea, portatrice di una comune identità radicata nei valori umanistici e cristiani e di una straordinaria esperienza di riconciliazione, si pone come essenziale fattore di stabilità e di progresso: innanzi tutto nel Mediterraneo, dove è indispensabile condurre a buon fine il processo di pace in Medio Oriente per ricreare, nel luogo storico d’incontro fra civiltà e religioni, le condizioni per l’armoniosa convivenza e la proficua collaborazione fra tutti i popoli”. “In questo spirito – conclude la nota del Quirinale – unisco ai sentimenti di fiducia per la Sua opera fervidi auguri per il proseguimento del Suo alto Magistero al servizio della Chiesa e dell’umanità intera”.

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February 10, 2006

Torino 2006, Ciampi: \”Nessuno turbi la tregua olimpica\”

Torino 2006, Ciampi: “Nessuno turbi la tregua olimpica”

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10 febbraio 2006

Il presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, in visita al villaggio olimpico, lancia il suo messaggio: «le Olimpiadi sono un’occasione di comunione dei popoli di tutto il mondo, in una cornice di lealtà e di reciproco rispetto». Aggiunge poi che i giochi «sono un momento di pace. Per questo voglio unire la mia voce a quella del segretario generale dell’Onu Kofi Annan, nell’augurio che la tregua olimpica non venga turbata e che lo spirito di fratellanza prevalga nel mondo».

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January 27, 2006

Ciampi chiede garanzie scritte a Berlusconi sulle elezioni 2006

Ciampi chiede garanzie scritte a Berlusconi sulle elezioni 2006

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27 gennaio 2006

Elezioni politiche italiane 2006

Nell’incontro di oggi tra il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio, durato 20 minuti, è stato definito per iscritto l’iter istituzionale sulle prossime elezioni politiche.

Ciampi ha voluto avere la garanzia scritta di Berlusconi sulla convocazione del Consiglio dei Ministri per l’11 febbraio, nel quale verrà fissato il voto per il 9 e 10 aprile e varata la par condicio. Verificato ciò, il Presidente ha garantito il congedo delle Camere nella mattina dello stesso 11 febbraio. In questo modo è stato risolto il contenzioso aperto pochi giorni fa, subito dopo che Berlusconi aveva iniziato a ritrattare sulla data delle elezioni, sancito con un accordo senza precedenti nella storia della Repubblica. Finora infatti questi passaggi sono sempre stati regolati informalmente.

Il Quirinale ha accettato quindi di spostare di 2 settimane lo scioglimento delle Camere dalla data del 29 gennaio, ma solo dopo aver constatato che il decreto approvato mercoledì rimuove l’impedimento di candidabilità dei sindaci e dei presidenti delle Province e il numero raddoppiato di firme richieste ai partiti non rappresentati in Parlamento per presentarsi alle elezioni.

Notizie precedenti

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January 24, 2006

Ciampi risponde alla provocazione di Berlusconi 2006

Ciampi risponde alla provocazione di Berlusconi 2006

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24 gennaio 2006

Ciampi risponde alla provocazione di Berlusconi sullo scioglimento delle camere

Elezioni politiche italiane 2006

Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

Secondo il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi l’ipotesi di allungare ulteriormente la legislatura è una vera e propria provocazione, un “ricatto” da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al quale non si può cedere in alcun modo.

Tutto è iniziato il 20 gennaio, quando il Presidente aveva rimandato alle camere la legge sulla riforma dell’appello, perché a «carattere disorganico e asistematico» e palesemente incostituzionale.

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Passati 2 giorni, Berlusconi si è recato al Quirinale per chiedere uno slittamento di 2 settimane nel proscioglimento del Parlamento, per poter modificare e riproporre al Capo dello Stato la legge bocciata, ma Ciampi risponde ricordando: «c’era un impegno e io mi attengo a quell’impegno». Un colloquio durato ben 140 minuti, in cui il Presidente ha ribadito che l’accordo raggiunto tra maggioranza e opposizione prevede lo scioglimento delle camere il 29 gennaio e questa data potrà esser spostata solo se si raggiungerà un nuovo accordo. Uscendo, Berlusconi ha commentato a proposito della legge Pecorella: «e allora noi la riapproviamo così com’è. E in tempi brevissimi».

Ieri Berlusconi è tornato alla carica e, durante la registrazione della trasmissione di Paolo Bonolis Il senso della vita, ha avanzato l’ulteriore proposta di spostare le elezioni dalla data del 9 aprile fino a maggio, andando così ad interferire con le elezioni presidenziali ed amministrative.

Non si fa attendere la replica secca ed irritata dal colle che, durante il colloquio col Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini proprio per ripresentare il 30 gennaio la legge respinta, risponde a tono: «A maggio? Vuole votare a maggio? E allora io sciolgo il 29 gennaio. Lo avevamo concordato ed è stato lui a dirlo in pubblico. Non si può continuare in questo modo».

Notizie precedenti

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January 20, 2006

Italia Ciampi non firma la legge Pecorella 2006

Italia Ciampi non firma la legge Pecorella 2006

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20 gennaio 2006

Ciampi rimanda alle camere per incostituzionalità la legge Pecorella sulla riforma dell’appello[]

Carlo Azeglio Ciampi rimanda alle camere la legge Pecorella sulla riforma dell’appello. Il presidente mette in evidenza il «carattere disorganico e asistematico» e le «palesi incostituzionalità», come la trasformazioni della Corte di Cassazione da giudice di legittimità e giudice di merito e l’aumentata disparità di trattamento tra accusa e difesa.

Rognoni, vicepresidente del CSM, esprime la sua soddisfazione.
Casini si appella affinché non venga strumentalizzata la decisione del Presidente. Berlusconi afferma che «Modificheremo quella norma e ci fregeremo anche di questa nuova importante riforma».
Gaetano Pecorella, presidente della commissione di giustizia, è convinto che la legge sia immodificabile: «O non si fa o si fa così».

Notizie precedenti[]

  • Diventa legge la riforma dell’appello, 12 gennaio 2006

Fonti[]

  • Corriere della Sera, 21 gennaio 2006

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