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August 26, 2012

Lazio: Renata Polverini decreta la preapertura della stagione venatoria

Lazio: Renata Polverini decreta la preapertura della stagione venatoria

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domenica 26 agosto 2012

Renata Polverini, presidente della Regione Lazio

Un tam-tam fiducioso si rincorreva da giorni, passando di bocca in bocca tra gli appassionati di attività venatoria della regione laziale. A sollecitare le più rosee aspettative aveva contribuito anche l’iniziativa politica pubblicizzata, negli scorsi mesi, da Francesco Storace, da tempo impegnato a favore della rimozione di vincoli, balzelli, lacci e lacciuoli, che, a suo dire, ostacolano l’esercizio dell’esperienza venatoria. L’uomo politico, appoggiato dal collega Roberto Buonasorte, aveva perorato un consistente anticipo, alla fine di agosto, dell’apertura della stagione venatoria.

Il decreto della Polverini[]

Forse pungolata dall’azione del suo predecessore, forse solleticata dal serbatoio di voti garantito dai cacciatori e dai loro familiari (un vero e proprio tesoretto elettorale, tradizionalmente molto sensibile alle lusinghe della politica in tema di liberalizzazione della caccia), Renata Polverini ha infine rotto gli indugi e, come auspicato dal suo sodale e predecessore Storace, ha firmato il decreto con cui si anticipa al 1º settembre l’apertura del calendario venatorio della stagione 2012-2013.

A dare l’annuncio pubblico è stata Angela Birindelli, assessore regionale alle Politiche agricole e alla valorizzazione dei prodotti, che ha voluto così anticipare ai mass media la buona notizia riservata ai cacciatori, prima ancora che questa trovasse una sua veste ufficiale con la pubblicazione sul Bollettino della Regione Lazio.

Non si tratta dell’unica lieta novella, per i cacciatori laziali, in questa calda estate 2012. Essa fa séguito a una che la aveva preceduta: l’anticipo della cosiddetta “transumanza venatoria” verso l’Umbria, che permette ai cacciatori laziali di espandere la propria sfera di tiro attraverso il “nomadismo” verso le ambite zone di caccia della verde regione confinante. Già nel mese di agosto, infatti, torme di cacciatori laziali erano sciamate in massa, per la prova dei loro amati e fedeli cani da caccia, tra pascoli, colline e boschi del “cuore verde d’Italia”.

Una nuova specie cacciabile: il colombaccio[]

Nidiata di colombacci, che da settembre entreranno legalmente nel mirino dei cacciatori laziali

Tra le novità del provvedimento, ve n’è anche una molto attesa dai cacciatori, l’inclusione di nuove specie nella lista di quelle cacciabili. La speranza, anche questa volta, non è andata delusa: a partire da settembre 2012, i cacciatori del Lazio, oltre che godere dell’anticipo del calendario, potranno rimpinguare i propri carnieri con una preda molto ambita e ricercata, il colombaccio (Columba palumbus), specie selvatica pregiata, da non confondere con il banale piccione comune. L’annuncio di questa apertura politica sulla caccia al colombaccio è stato accolto con viva soddisfazione da parte dei cacciatori laziali e delle associazioni venatorie.

Polemiche[]

Anche quest’anno, era prevedibile, l’anticipo della stagione venatoria ha innescato alcune polemiche, come quella sollevata dall’associazione Accademia Kronos, che ha definito l’iniziativa delle regione Lazio «una follia […] dopo il caldo africano di agosto, lo stress degli animali e il rischio che, andando a sparare, si possono generare nuovi devastanti incendi». Per questa serie di motivi, l’associazione ha esortato la Polverini a un ripensamento.

Da tempo, comunque, si erano addirittura levate voci in favore di una restrizione del calendario venatorio, al fine concedere una tregua alle specie di volatili fiaccate dalla siccità e dagli incendi di un’estate di fuoco come quella 2012. Un appello pubblico, a questo proposito, è stato sottoscritto da personalità in vista, di diversa estrazione e di vario segno politico: tra questi, due ex ministri, Michela Brambilla e Umberto Veronesi, l’astronoma Margherita Hack, le scrittrici Susanna Tamaro e Dacia Maraini, gli uomini di spettacolo Franco Zeffirelli, Edoardo Stoppa e Maurizio Costanzo, lo stilista Elio Fiorucci, l’ex giornalista Vittorio Feltri, e il religioso don Luigi Lorenzetti.


Fonti[]

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December 8, 2007

Storace: \”Parlerò al pm della vita e della famiglia di Napolitano\”

Storace: “Parlerò al pm della vita e della famiglia di Napolitano”

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sabato 8 dicembre 2007

Il segretario del partito La Destra, Francesco Storace, ha rilasciato nuove dichiarazioni in merito alla vicenda delle accuse al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che lo vede accusato per vilipendio al capo di Stato: «Il silenziatore dell’informazione sull’inchiesta pretesa da Napolitano nei miei confronti è apprezzabile, perché mi renderà più libero di raccontare al magistrato senza pressioni mediatiche dettagli interessanti su vita e famiglia di Giorgio Napolitano e sulle sue smemoratezze rispetto al cosiddetto vilipendio delle istituzioni».

Storace è stato indagato dopo aver rilasciato commenti ingiuriosi nei confronti di Napolitano, che si era espresso in favore di Rita Levi Montalcini, accusata dagli esponenti della Lega Nord di approfittare dei finanziamenti dello stato per il suo istituto di ricerche.

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October 15, 2007

Francesco Storace indagato per le offese a Giorgio Napolitano

Francesco Storace indagato per le offese a Giorgio Napolitano

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lunedì 15 ottobre 2007
Francesco Storace, resosi nei giorni scorsi protagonista di una brutta vicenda con forti accuse al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che aveva difeso il ruolo dei senatori a vita, è stato indagato per reato di offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica dalla Procura di Roma.

L’indagine si è resa necessaria dopo che il parlamentare, eletto nelle liste di Alleanza Nazionale ed attualmente iscritto nel Gruppo misto dopo la fondazione del partito La Destra, aveva definito il Presidente indegno di ricoprire il suo ruolo.

Secondo la legge, l’autorizzazione a procedere potrà essere data soltanto dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella che, se decidesse di non procedere, potrebbe far archiviare il procedimento per mancanza delle condizioni di procedibilità.

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October 14, 2007

Italia, Storace attacca Napolitano: è polemica

Italia, Storace attacca Napolitano: è polemica

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domenica 14 ottobre 2007

Il Presidente Giorgio Napolitano

Francesco Storace, segretario del neonato partito La Destra, in seguito alla difesa da parte di Giorgio Napolitano verso i senatori a vita (specialmente Rita Montalcini), ha attaccato con parole dure il Presidente della Repubblica Italiana: «Napolitano non può dar lezioni per ragioni che riguardano la storia personale del Presidente che ancora deve farsi perdonare; ma anche per l’atteggiamento nepotistico delle istituzioni e per l’evidente faziosità istituzionale. Napolitano difende chi lo vota contro chi non lo ha votato. E dunque è Napolitano, viste le posizioni che ha assunto, a meritarsi la patente di indegnità. Anche perché si muove a sostegno di una senatrice importante, per la quale il governo nella finanziaria ha stanziato tre milioni di euro ‘ad personam’. Nobel o non Nobel, i ricatti sono ricatti. Se dovessi scherzare dovrei considerare improbabile che il Capo della ‘casta’ mandi i corazzieri a sedare i tumulti a Villa Arzilla».

La condanna è unanime in tutto il centro-sinistra e nell’UDC: spiega il primo a ribattere, Piero Fassino, che giudica quelle di Storace «espressioni vergognose e irresponsabili che squalificano chi le pronuncia». Seguono Angelo Bonelli dei Verdi («vergognose parole fasciste in libertà») e da Oliviero Diliberto (PdCI, «Storace fascista era e fascista resta») che accusano il leader del partito “La Destra” (fondato dopo dissensi in AN con Gianfranco Fini) di estremismo. Aggiunge il Presidente del Senato Marini: «Comportamento assolutamente inaccettabile: affermazioni palesemente ingiuste e assolutamente non veritiere, ha abbondantemente oltrepassato il confine di una corretta dialettica politica» mentre il Presidente del Consiglio Romano Prodi invita l’opposizione a distaccarsi dalle parole di Storace.

Si è aggiunto il candidato favorito alla presidenza del Partito Democratico Walter Veltroni ma anche dall’opposizione il segretario dell’Unione Democratici di Centro Lorenzo Cesa, che ha dichiarato: «Storace dimostra concretamente cosa sia l’estremismo che condiziona la vita politica italiana, e quanto bisogno di moderazione ci sia».

Ribattono anche il Presidente della Camera Fausto Bertinotti, il Ministro degli Affari Esteri Massimo D’Alema ed il Ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli. Secondo il primo «Storace è estraneo allo spirito della Repubblica e le sue dichiarazioni sono incompatibili con la civiltà politica perché il Capo dello Stato conosce i canoni della civiltà e il dettato di questa Repubblica di cui è stato uno dei costruttori. Storace no», secondo il Ministro «la volgarità e al indecenza di quello che ha detto Storace non ha bisogno di commenti», mentre il terzo, concisamente, «Solo due parole: Si vergogni».

Storace si difende dicendo: «Le critiche della casta provocano solo sbadiglio. Se Napolitano mi dà calci io rispondo».

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  • «Storace: “Parlerò al pm della vita e della famiglia di Napolitano”» – Wikinotizie, 8 dicembre 2007

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March 2, 2007

Laziogate: Storace rinviato a giudizio

Laziogate: Storace rinviato a giudizio – Wikinotizie

Laziogate: Storace rinviato a giudizio

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venerdì 2 marzo 2007

L’ex ministro ed ex presidente della Regione Lazio, attualmente senatore di Alleanza nazionale, Francesco Storace, è stato rinviato a giudizio dal gup di Roma, Enrico Imprudente, nell’ambito delle indagini sul cosiddetto “Laziogate”. L’inchiesta riguarda alcuni accessi non autorizzati nel sistema informatico dell’anagrafe capitolina al fine di danneggiare Alternativa sociale, la lista di Alessandra Mussolini in occasione delle regionali del 2005. La prima udienza si terrà il 15 maggio prossimo. L’accusa per Storace ed altri cinque suoi collaboratori è accesso abusivo a sistema informatico.

Gli altri indagati sono il Direttore tecnico di Laziomatica Mirko Maceri, l’investigatore privato Pierpaolo Pasqua, i collaboratori di Storace Tiziana Perreca e Nicola Santoro e l’attivista di An Vincenzo Piso. Prosciolto dalle accuse, infine, il Consigliere comunale di Roma Fabio Sabbatani Schiuma.

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March 10, 2006

Si è dimesso il ministro Storace

Si è dimesso il ministro Storace – Wikinotizie

Si è dimesso il ministro Storace

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10 marzo 2006

Il ministro della salute Francesco Storace si è dimesso questa mattina al seguito dello scandalo intercettazioni che ha riguardato uno dei suoi più stretti collaboratori, Nicolò Accame. Accame, infatti, avrebbe assoldato investigatori per tenere sotto controllo i principali concorrenti del ministro, come Piero Marrazzo, governatore della regione Lazio, e Alessandra Mussolini, che pure partecipò l’anno scorso alla corsa elettorale per il posto da governatore, dove era candidato pure Storace.

Il ministro ha avvisato il segretario del partito di appartenenza e vice premier Gianfranco Fini, per comunicargli la sua decisione di rimettere il mandato, adducendo spiegazioni di carattere di onorabilità: “Sono indignato per le accuse e combatterò perché venga salvaguardata la mia onorabilità politica”. Il ministro, che già l’anno scorso era stato accusato di aver tentato dei brogli durante le Regionali, nel tentativo di estromettere la Mussolini dalle elezioni, presenterà le proprie dimissioni a Silvio Berlusconi e al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Il premier Berlusconi ha immediatamente commentato le dimissioni, apprezzando la volontà di Storace di evitare strumentalizzazioni, seguito da buona parte della Casa delle libertà, pur con delle eccezioni, come il ministro della Giustizia Roberto Castelli, che ha parlato di “una brutta storia, che spero venga chiarita”.

Attacca invece la sinistra con Piero Fassino, che sottolinea la presenza di “marcio” nelle fila del centrodestra, e che ricorda i molti casi avvenuti durante la gestione del centrodestra, come il coinvolgimento del ministro Alemanno nel crack Parmalat.

Non sono mancati plausi anche dal centrosinistra, specialmente dalla Margherita che ha apprezzato il gesto responsabile di Storace, mentre il leader della Federazione dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, ammonisce Berlusconi di non assumere l’interim del ministero per avere una persona di qualità come responsabilità per affrontare nel modo migliore l’incombente .

Le dimissioni di Storace sono solo le ultime di questi cinque anni di governo Berlusconi, le ventesime di questa legislatura, che arrivano appena ventuno giorni dopo quelle del ministro Calderoli.

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April 4, 2005

Regionali in Italia: Storace e Fitto recuperano

Regionali in Italia: Storace e Fitto recuperano

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4 aprile 2005

Regionali in Italia: Storace e Fitto in risalita nel Lazio ed in Puglia

Stando alle terze proiezioni Nexus i due governatori del centrodestra, impegnati nei confronti più difficili di queste elezioni, riacquistano percentuali nei confronti di Marrazzo e Vendola.

  • Puglia: Fitto 49,4% – Vendola 49,4%
  • Lazio: Marrazzo 49% – Storace 48,6%

Si conferma invece il vantaggio del centrosinistra in Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Campania e Calabria e quello del centrodestra in Lombardia e Veneto.

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