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August 9, 2016

Giochi olimpici 2016: nel rugby a 7 il Giappone batte a sorpresa la Nuova Zelanda

Giochi olimpici 2016: nel rugby a 7 il Giappone batte a sorpresa la Nuova Zelanda

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martedì 9 agosto 2016

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9 agosto
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Il Deodoro Stadium, dove è avvenuta la sorprendente partita

Al Deodoro Stadium si è da poco conclusa con la vittoria del Giappone la partita di rugby a 7 maschile ai Giochi di Rio de Janeiro 2016 giocata contro la Nuova Zelanda.

Il Giappone conclude il primo tempo già con un sorprendente 7 a 0, il quale fa risvegliare i neozelandesi che rimontano incredibilmente fino a dodici punti, impedendo varie volte l’andata a meta dei giapponesi.

La rimonta degli “All Blacks” viene combattuta tenacemente dai giocatori del Sol levante, conducendo ad un inatteso 14 a 12 per il Giappone.

La Nuova Zelanda ne esce parecchio scioccata; scioccato anche il pubblico in tribuna, ma forse anche da casa, che si aspettava, come nel torneo femminile, un percorso che avrebbe portato i neozelandesi al consueto scontro con gli australiani.

Il Giappone continua quindi a sorprendere nel rugby, come quando un anno fa battè al campionato mondiale la forte squadra del Sudafrica.

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July 24, 2016

Nuova Zelanda: trovata correlazione tra consumo di alcol e cancro

Nuova Zelanda: trovata correlazione tra consumo di alcol e cancro

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domenica 24 luglio 2016

Un team di ricerca del Dipartimento di medicina preventiva e sociale alla Università di Otago, in Nuova Zelanda, guidato dalla dottoressa Jennie Connor, analizzando precedenti studi biologici ed epidemiologici ha riscontrato forti evidenze per una correlazione tra il consumo di alcol e lo sviluppo di tumori in sette diverse zone del corpo: orofaringe, laringe, esofago, fegato, colon, retto e alla mammella.

Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Addiction, non sarebbero solo gli assidui consumatori a essere a rischio, ma anche chi consuma alcol moderatamente. Infatti, anche se non si comprendono ancora completamente i meccanismi di correlazione, l’epidemiologia mostra una relazione tra i due fattori.

Le prove sono state trovate nei dati raccolti e censiti negli ultimi dieci anni dal World Cancer Research Fund, dall’American Institute for Cancer Research e altre istituzioni, e nella meta-analisi effettuata dal team di Vincenzo Bagnardi sugli effetti dell’alcol e singoli tumori.[1]

La ricerca della Connor ha raccolto prove per cui l’alcol ha causato quasi mezzo milione di morti nel 2012, pari al 5,8% delle morti globali. La ricerca ha anche rivelato che la teoria secondo cui un’assunzione moderata di alcol fornisca protezione contro le malattie cardiovascolari potrebbe essere sbagliata.


Note[]

  1. Bagnardi V. e al. (3 febbraio 2015). Alcohol consumption and site-specific cancer risk: a comprehensive dose-response meta-analysis.. DOI:10.1038. URL consultato il 24 luglio 2016.

Fonti[]

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November 19, 2015

Rugby: Richie McCaw annuncia il ritiro

Rugby: Richie McCaw annuncia il ritiro – Wikinotizie

Rugby: Richie McCaw annuncia il ritiro

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19 novembre 2015

Richie McCaw con la Coppa del Mondo 2011

Benché informalmente nell’aria, non era stato ancora ufficializzato. Nella notte europea, a 24 ore di distanza dalla notizia della morte della leggenda del rugby neozelandese e mondiale Jonah Lomu, il capitano degli All Blacks freschi bicampioni del mondo Richie McCaw ha annunciato alla stampa il suo ritiro definitivo dall’attività agonistica.

La sua è una carriera dai numeri difficilmente ripetibili e paragonabili con quelli di qualsiasi altro campione che abbia calcato un campo di rugby. A livello di club vanta quattro vittorie nel Super Rugby con i Crusaders, franchise di Christchurch al quale fu legato per tutta la sua carriera e della quale era capitano; ma sono i numeri da internazionale che gettano quasi un’aura da leggenda sul suo palmarès.

Esordiente negli All Blacks nel 2001, infatti, ha disputato nei successivi 14 anni 142 incontri internazionali (record); ha vinto tre volte a livello personale il premio di miglior rugbista dell’anno (anch’esso record, a pari merito del connazionale Dan Carter) ed è il primo capitano a guidare la propria squadra a due vittorie nella coppa del mondo, per giunta consecutiva (entrambi record anch’essi).

A titolo statistico, McCaw è stato presente in 131 dei 413 test match vinti dalla Nuova Zelanda dal 1903 al 2015 (il 32 per cento), ed è stato capitano in 110 di tali 131 vittorie; inoltre dopo il suo debutto in Nazionale nel 2001 ha visto esordire altri 132 giocatori, ovvero circa il 10 per cento di tutti gli internazionali neozelandesi.

McCaw, già in possesso di un diploma di volo, ha annunciato di voler prendere l’abilitazione tecnica di elicotterista civile e voler intraprendere l’attività di pilota turistico.


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November 8, 2008

Nuova Zelanda: John Key è il nuovo primo ministro

Nuova Zelanda: John Key è il nuovo primo ministro

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sabato 8 novembre 2008

Nuova Zelanda

Le elezioni tenute ieri in Nuova Zelanda hanno portato alla vittoria John Key, 47enne, leader del partito conservatore.

Considerato il deputato più ricco del parlamento neozelandese, Key è un tipico esempio di self-made man: di origine umile, è stato allevato solo dalla madre dopo la morte, quando aveva sette anni, del padre alcolizzato.

Il partito laburista, che guidava il paese da 10 anni, è uscito sconfitto dalle urne con solo il 34% dei voti. L’attuale primo ministro Helen Clark ha telefonato a Key congratulandosi della vittoria.


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January 11, 2008

Nuova Zelanda: morto Edmund Hillary, fu il primo a scalare l\’Everest

Nuova Zelanda: morto Edmund Hillary, fu il primo a scalare l’Everest

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venerdì 11 gennaio 2008

Sir Edmund Hillary, l’alpinista neozelandese che il 29 maggio 1953 salì per primo, insieme al suo sherpa Tenzing Norgay, sulla cima del monte più alto della Terra, l’Everest (8.844 metri), è morto oggi ad Auckland a 88 anni.

Sir Edmund Hillary

Nato nel 1919, Hillary scoprì la sua vocazione di scalatore da ragazzo, quasi per caso: sedicenne, durante una gita scolastica sulle Alpi Neozelandesi scoprì un’inusuale resistenza fisica nella camminata in salita, cosa che lo spinse verso l’alpinismo.

Notato durante una ricognizione in Himalaya nel 1952 dallo scalatore britannico lord Hunt, fu da questi invitato a partecipare alla spedizione del 1953 che lo consegnò alla storia. Con un’altra spedizione britannica fu il terzo uomo della storia nel 1958 a raggiungere il Polo Sud dopo il norvegese Roald Amundsen e il britannico Robert Scott.

La Regina Elisabetta gli conferì quasi subito l’onorificenza di Cavaliere Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico (KBE); nel 1987 il suo Governo gli concesse quella di membro dell’Ordine della Nuova Zelanda (ONZ) e il 23 aprile 1995 fu ammesso nell’Ordine della Giarrettiera (KG); fu l’unico neozelandese ancora in vita a essere raffigurato su una banconota del suo Paese.

La notizia della morte di Sir Edmund Hillary è stata data dal primo ministro neozelandese, la signora Helen Clark, che ha ricordato come egli sia stato il suo concittadino più conosciuto in tutto il mondo; ha inoltre affermato che la sua morte è una grave perdita per la nazione. A Hillary verranno tributati i funerali di Stato.

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October 6, 2007

Rugby Coppa del Mondo 2007: fuori Wallabies e All Blacks, la prima semifinale è Inghilterra – Francia

Rugby Coppa del Mondo 2007: fuori Wallabies e All Blacks, la prima semifinale è Inghilterra – Francia

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sabato 6 ottobre 2007

VI Coppa del Mondo di rugby

È Inghilterra – Francia la prima semifinale della VI Coppa del Mondo di rugby. Le due nazionali europee hanno eliminato oggi le due superpotenze oceaniche, rispettivamente Australia e Nuova Zelanda, con due gare accorte e intense: lasciatesi alle spalle le incertezze della prima fase (la Francia sconfitta nella gara inaugurale dall’Argentina proprio a Parigi, l’Inghilterra umiliata 0-36 dal Sud Africa), hanno entrambe sfoderato una prestazione agonistica di tutto rispetto, come a voler sottolineare che con la fine della prima fase a gironi è iniziato un altro Mondiale.

L’inglese Wilkinson, sugli scudi contro l’Australia

Nel pomeriggio a Marsiglia, davanti a un Vélodrome gremito, l’Australia pareva aver preso le misure ai campioni del mondo in carica: memori della sconfitta di misura rimediata nell’ultima Coppa del Mondo proprio in casa, i Wallabies sono partiti in maniera aggressiva e si sono portati in vantaggio, ma l’Inghilterra, recuperati Wilkinson e Robinson e con il ritorno ad alti livelli delle prime linee Vickery (il capitano) e Regan, non ha mai perso lo spirito combattivo, dando vita a un incontro molto agonistico in puro stile anglosassone, ed è sempre rimasta in gara (100% nelle mischie e 94 placcaggi contro i 70 australiani): i primi tre punti sono stati australiani (piazzato di Mortlock), ma l’Inghilterra, con due calci di Wilkinson, ha ribaltato il punteggio. La disciplina inglese non è venuta meno neppure quando l’Australia ha realizzato una meta (trasformata) e si è portata sul 10-6, risultato sul quale si è chiuso il primo tempo. I primi 20’ della ripresa sono stati decisivi: un’ordinata formazione inglese ha avuto ragione della frenesìa australiana e la difesa dei Bianchi britannici ha neutralizzato gli avanti avversari, mentre un paio di situazioni favorevoli nella metà campo australiana hanno portato a due calci con i quali Wilkinson prima ha accorciato le distanze, poi ha sorpassato gli oceanici. Il risultato non è più cambiato e l’Inghilterra può continuare a difendere così il suo titolo mondiale: 12-10 il risultato finale.

La Nuova Zelanda, invece, attesa a Cardiff contro quelli che – comunque – per diritti d’organizzazione sono i padroni di casa della Francia, sulle prime non ha tradito le attese: avanti per 13 a zero (2 piazzati e una meta nella prima mezz’ora), gli All Blacks hanno dato l’impressione di controllare agevolmente il match, ma la reazione dei francesi non ha tardato a giungere: un calcio piazzato allo scadere di tempo ha cancellato lo zero dallo score dei Bleus (primo tempo 10-3), poi nella ripresa un altro calcio e una meta hanno portato a 25’ dalla fine le due squadre in parità. Da quel momento è nata una nuova partita, fatta di attacchi veementi da parte neozelandese e di tattica da quella francese, sostanzialmente conclusasi in parità, con una meta per parte: a fare la differenza è stata la trasformazione francese, mentre il calcio neozelandese è terminato fuori dai pali. 20-18 con gli All Blacks che a 30’ dalla fine hanno tentato un improbabile drop tra i pali francesi da centrocampo, come a voler simboleggiare l’ultimo, disperato, tentativo di rimanere dentro il torneo, che non riescono a vincere dalla prima edizione del 1987.

I tabellini[]

Quarto di finale n° 1[]

Marsiglia (Francia), Vélodrome, 6 ottobre 2007, ore 15

INGHILTERRA – AUSTRALIA 12-10 (6-10)

Marcatori: 6’ Mortlock c.p., 22’, 25’, 51’ e 59’ Wilkinson c.p., 33’ Tuquiri meta (tr. Mortlock).

INGHILTERRA: Sheridan, Regan, Vickery, Shaw, Kay, Corry, Moody, Easter, Gomarsall, Wilkinson, Lewsey, Catt, Tait, Sackey, J. Robinson.
A disposizione: Chuter, Stevens, Dallaglio, Worsley, Richards, Flood, Hipkis.
Allenatore: Brian Ashton.

AUSTRALIA: Dunning, Moore, Shepherdson, Sharpe, Vickerman, Elsom, Smith, Palu, Gregan, Barnes, Tuqiri, Giteau, Mortlock, Ashley-Cooper, Latham.
A disposizione: Freier, Baxter, McMeniman, Hoiles, Waugh, Huxley, Mitchell.
Allenatore: John Connolly.

ARBITRO: Irlanda Alain Rolland.

SOSTITUZIONI: 26’ Richards per Gomarsall; 52’ Chuter per Regan; 59’ Stevens per Vickery; 64’ Mitchell, Waugh e McMeniman per Ashley-Cooper, Smith ed Elsom, e Flood per Catt; 66’ Baxter per Sheperdson e Worsley per Moody; 69’ Dallaglio per Easter; 73’ Freier per Moore; 76’ Hoiles per Palu.

Quarto di finale n° 2[]

Cardiff (Regno Unito), Millennium Stadium, 6 ottobre 2007

FRANCIA – NUOVA ZELANDA 20-18 (3-13)

Marcatori: 13’ e 30’ Carter c.p., 17’ McAlister meta (tr. Carter), 40’ e 46’ Beauxis c.p., 54’ Dusautoir meta (tr. Beauxis), 63’ So’oialo meta, 69’ Jauzion meta (tr. Elissalde).

FRANCIA: Milloud, Ibanez, de Villiers, Pelous, Thion, Betsen, Dusautoir, Bonnaire, Elissalde, Beauxis, Heymans, Jauzion, Marty, Clerc, Traille.
A disposizione: Szarzewski, Poux, Chabal, Harinordoquy, Michalak, Dominici, Poitrenaud.
Allenatore: Bernard Laporte.

NUOVA ZELANDA: Woodcock, Oliver, Hayman, K. Robinson, Williams, Collins, McCaw, So’oialo, Kelleher, Carter, Sivivatu, McAlister, Muliaina, Rokocoko, MacDonald.
A disposizione: Hore, Tialata, Jack, Masoe, Leonard, Evans, Toeava.
Allenatore: Graham Henry.

ARBITRO: Inghilterra Wayne Barnes.

SOSTITUZIONI: 5’ Harinordoquy per Betsen; 41’ Poux per Milloud; 50’ Jack per K. Robinson; 52’ Chabal e Szarzewski per Pelous e Ibanez; 56’ Evans, Leonard e Hore per Carter, Kelleher e Oliver; 64’ Masoe per McCaw; 68’ Michalak per Beauxis; 70’ Dominici per Heymans; 71’ Toeava per Evans.


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September 15, 2007

Rugby Coppa del Mondo 2007: Inghilterra travolta, Nuova Zelanda a valanga, Irlanda a fatica

Rugby Coppa del Mondo 2007: Inghilterra travolta, Nuova Zelanda a valanga, Irlanda a fatica

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sabato 15 settembre 2007

VI Coppa del Mondo di rugby

Nel big match della prima fase della VI Coppa del Mondo di rugby, disputatosi ieri sera allo Stade de France, il Sud Africa ha travolto l’Inghilterra campione del mondo con un umiliante 36-0. Mai in partita, gli inglesi hanno subìto 3 mete (trasformate) e 5 calci piazzati dagli Springboks.

Una delle mete sudafricane nell’incontro di ieri

A peggiorare le cose, la perdita di Robinson (strappo dei legamenti), che fu il marcatore della meta inglese nella finale del 2003 contro l’Australia, ha segnato la definitiva resa degli inglesi, che già devono partecipare al torneo senza il loro miglior uomo, Jonny Wilkinson. Nonostante il largo punteggio i sudafricani non hanno conseguito il bonus per via delle sole tre mete realizzate, mentre adesso l’Inghilterra è terza a pari punti di Figi, seconda per differenza mete. Sugli scudi Montgomery, autore di 18 dei 36 punti sudafricani: allo stato attuale i verde-oro di Johannesburg sembrano gli unici seri contendenti della Nuova Zelanda per il titolo finale.

Nei match odierni, nel girone dell’Italia è toccato al Portogallo il compito di tentar di reggere a Lione l’impatto proprio della citata Nuova Zelanda, con scarsi risultati: gli All Blacks hanno sepolto i lusitani sotto 16 mete (14 trasformate) per un totale di 108-13. Nonostante la sconfitta, i portoghesi sono riusciti ad andare in meta una volta e a realizzare un calcio e un drop, e non hanno mai rinunciato a proporre il loro gioco, benché il compito fosse proibitivo fin dal primo minuto di gioco. Nuova Zelanda a punteggio pieno nel girone, e che probabilmente recriminerà sul fatto che il bonus venga assegnato solo una volta per incontro al raggiungimento della quarta meta.

Al Millennium Stadium di Cardiff ha conquistato il bonus pure l’Australia, che ha battuto 32-20 un combattivo Galles. 4 mete (2 trasformate) a 2 lo score per i Wallabies finalisti del 2003, che hanno arrotondato lo score con due piazzati (su 5). Un piazzato e un drop gallese hanno poi consolidato il punteggio.

Infine, in serata a Bordeaux, l’Irlanda ha vinto ma non convinto contro un’ostica Georgia che ha dato battaglia fino all’ultimo minuto, e alla quale sono mancati un paio di metri nel finale per realizzare la meta che le avrebbe dato una clamorosa vittoria. 2 mete a 1 per gli irlandesi, e un piazzato per i georgiani avevano infatti fissato il punteggio sul 14-10, che i verdi stavano tenendo a fatica. Proprio allo scadere, un recupero provvidenziale della linea arretrata ha impedito che la Georgia andasse a marcare i 5 punti che le avrebbe permesso il sorpasso. Quattro punti all’Irlanda e 1 alla Georgia, che esce a testa alta dal campo.

Tabellino[]

Saint-Denis (Francia), Stade de France, 14 settembre 2007, ore 21

SUD AFRICA – INGHILTERRA 36-0 (20-0)

Marcatori: 6’ Smith meta (trasf. Montgomery), 11’ Steyn c.p., 36’, 46’, 55’ e 79’ Montgomery c.p, 38’ e 64’ Pietersen meta (2 trasf. Montgomery).

SUD AFRICA: Montgomery; Pietersen, Fourie, Steyn, Habana; James, du Preez; du Randt, Smit, B.J. Botha, Bakkies Botha, Matfield, van Heerden, Smith, Rossouw.
A disposizione: du Plessis, van der Linde, Muller, Skinstad, Pienaar, Pretorius, Olivier.
Allenatore: Jake White.

INGHILTERRA: Robinson; Sackey, Noon, Farrell, Lewsey; Catt, Perry; Sheridan, Regan, Stevens; Shaw, Kay; Corry, Rees, Easter.
A disposizione: Chuter, Freshwater, Borthwick, Moody, Gomarsall, Richards, Tait.
Allenatore: Brian Ashton

ARBITRO: Flag of France.svg Joël Jutge

Gli altri risultati[]

Nuova Zelanda – Portogallo 108-13
Australia – Galles 32-20
Irlanda – Georgia 14-10

Fonti[]

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September 8, 2007

Rugby Coppa del Mondo 2007: Nuova Zelanda – Italia 76 – 14

Rugby Coppa del Mondo 2007: Nuova Zelanda – Italia 76 – 14

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sabato 8 settembre 2007

VI Coppa del Mondo di rugby

Era noto che ad attendere gli Azzurri al Vélodrome di Marsiglia vi fosse un impegno proibitivo già prima di scendere in campo, ma la sconfitta contro gli All Blacks neozelandesi nella seconda giornata della Coppa del Mondo di rugby è di quelle dure, benché gli italiani possano andare soddisfatti di avere tenuto il campo fino all’ultimo minuto e di non aver mai rinunciato a cercare la meta: lo score finale parla di 11 mete (di cui 9 trasformate, più un piazzato) a 2 (trasformate) per la Nuova Zelanda, ma su questo pesa soprattutto il black-out azzurro nei primi 20’, in cui il punteggio è salito fino a 43-0. Da quel momento la squadra di Berbizier ha iniziato a reagire e a placcare più duro in mischia, i neozelandesi non hanno più marcato e, anzi, su un errore della propria difesa hanno permesso a Stanojevic di andare in meta (trasformata da Bortolussi) e chiudere il primo tempo 7-43.

Nel secondo tempo, l’Italia ha continuato a giocare in maniera più aggressiva sui portatori di palla, ma la superiore abilità tecnica dei neozelandesi alla lunga ha pesato, sebbene non in maniera così vistosa come nel primo tempo: se nella prima frazione, infatti, era bastato poco più di un minuto agli All Blacks per andare in meta, nella seconda ci hanno messo 11’, per poi arrotondare il punteggio intorno alla mezz’ora. Anche nel secondo tempo la meta di chiusura è stata italiana, con Mirco Bergamasco. Un’ulteriore meta di Galon a pochi minuti dal termine, inizialmente convalidata dall’arbitro inglese Barnes, è stata poi annullata dopo consulto con il giudice televisivo.

La Nuova Zelanda si porta subito in testa al girone C con 5 punti (4 + 1 di bonus per via delle mete segnate) mentre l’Italia rimane a 0. I prossimi impegni per gli Azzurri saranno contro la Romania, il Portogallo e soprattutto Scozia, sconfitta a Edimburgo nell’ultima edizione del Sei Nazioni.

Tabellino

Marsiglia, Vélodrome, 8 settembre 2007, ore 13:30

NUOVA ZELANDA – ITALIA 76-14 (43-7)

Marcatori: 2’ e 7’ McCaw mt (2 tr. Carter), 11’ Carter cp, 12’, 55’ e 59’ Howlett mt (2 tr. Carter), 15’ Muliaina (tr. Carter), 18’ e 28’ Sivitavu mt (2 tr. Carter), 38’ Stanojevic mt (tr. Bortolussi), 51’ Jack mt (tr. Carter), 69’ e 70’ Collins meta (1 tr. Carter), 71’ Mirco Bergamasco mt (tr. de Marigny).

NUOVA ZELANDA: MacDonald; Howlett, Muliaina, McAlister, Sivivatu; Carter (61’ Mauger), Kelleher (51’ Leonard); So’oialo, McCaw, Collins (44’ Tialata); Williams (55’ Lauaki), Jack; Hayman, Mealamu (51’ Oliver), Woodcock.
Allenatore: Graham Henry.

ITALIA: Bortolussi (67’ Galon); Robertson, Masi, Mirco Bergamasco, Stanojevic; de Marigny, Troncon (67’ Griffen); Mauro Bergamasco, Parisse, Zanni (41’ Vosawai); Dellapè (58’ Bernabò), Bortolami; Castrogiovanni (54’ Perugini), Ongaro (55’ Festuccia), Perugini (41’ Lo Cicero).
Allenatore: Pierre Berbizier.

ARBITRO: Flag of England (bordered).svg Wayne Barnes.

Fonti

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July 3, 2007

Alinghi vince la XXXII America\’s Cup

Alinghi vince la XXXII America’s Cup – Wikinotizie

Alinghi vince la XXXII America’s Cup

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martedì 3 luglio 2007

L’America’s Cup. Alinghi è stata la prima squadra a riportare il trofeo in Europa

È Alinghi ad aggiudicarsi la trentaduesima edizione della America’s Cup di vela, disputatasi nelle acque spagnole di Valencia. Il consorzio svizzero difende quindi il titolo già vinto nel 2003 sul Team New Zealand, battendo nuovamente gli oceaniani con un punteggio di 5 regate a 2.

New Zealand ha avuto accesso alla finalissima battendo gli italiani di Luna Rossa Challenge circa un mese fa nella Louis Vuitton Cup, ma non è riuscita a ripetersi per la conquista del titolo che manca dalle coste di Auckland dal 2000.

La competizione inizialmente sembrava a fasi alterne: Alinghi vince la prima regata, ma viene superata dai kiwi nella seconda e nella terza. Dalla quarta alla settima è predominio dell’equipaggio di Ernesto Bertarelli. La regata odierna, che ha garantito la festa svizzera, è stata senz’altro la più emozionante: partenza tiratissima delle due imbarcazioni, praticamente appaiate alla prima boa (girata per prima da Alinghi). Nel primo lato di poppa l’imbarcazione trainata da Dean Barker si interpone tra Alinghi e il vento in prossimità della boa, recuperando tutto lo svantaggio e prendendo un buon margine di vantaggio.

Al termine del terzo lato, durante il quale Alinghi ha nel frattempo raggiunto l’imbarcazione elvetica, i neozelandesi poggiano moltissimo (invertono praticamente a U in prossimità della lay-line) nella speranza di lasciar sfilare Alinghi mantenendo ancora una posizione buona per contrattaccare successivamente. L’equipaggio svizzero intuisce la mossa e poggia anch’esso, mettendosi in rotta di collisione. I neozelandesi non hanno modo di lasciare acqua agli svizzeri, i quali hanno la precedenza per mure a dritta: Alinghi è costretta ad un’orzata (un cambiamento di rotta) onde evitare la collisione. Team New Zealand incorre di conseguenza nella penalità.

Incredibile è ciò che succede a poche centinaia di metri dal traguardo: di colpo il vento cambia direzione; lo spinnaker di Alinghi collassa (rottura del tangone), mentre New Zealand recupera nuovamente il gap (con il fiocco issato), distanziando nettamente la compagine timonata da Brad Butterworth, lenta nella manovra. A causa della sanzione da scontare da parte degli avversari, Alinghi riesce comunque a superarli, beffandoli per un solo secondo.

Resta quindi in Europa la Coppa delle 100 Ghinee.

Risultati della XXXII America’s Cup[]

La prua di Alinghi.

N° regata Imbarcazione vincente Imbarcazione perdente Distacco
1 Alinghi b. Team New Zealand 35″
2 Team New Zealand b. Alinghi 28″
3 Team New Zealand b. Alinghi 25″
4 Alinghi b. Team New Zealand 30″
5 Alinghi b. Team New Zealand 19″
6 Alinghi b. Team New Zealand 15″
7 Alinghi b. Team New Zealand 1″



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June 6, 2007

XXXII America\’s Cup: New Zealand vince la Louis Vuitton Cup e vola in finale

Filed under: Italia,Nuova Zelanda,Pubblicati,Sport,Vela — admin @ 5:00 am

XXXII America’s Cup: New Zealand vince la Louis Vuitton Cup e vola in finale

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6 giugno 2007

NZL-92, imbarcazione vincitrice della Louis Vuitton Cup. Le resta da affrontare Alinghi.

È l’Emirates Team New Zealand il challenge che affronterà Alinghi a partire dal 23 giugno per la vittoria finale dell’America’s Cup.

I neozelandesi, vincendo contro Luna Rossa con un secco 5 a 0 nelle acque di Valencia, si aggiudicano la Louis Vuitton Cup. Solo nella prima e ultima regata la sfida italiana timonata da James Spithill ha dimostrato di poter tener testa alla barca degli oceanici, smentendosi negli altri confronti.

New Zealand, quindi, ritroverà il defender svizzero tre anni dopo la sconfitta nel golfo di Hauraki. Per i neozelandesi è la quinta finale nelle varie edizioni della Coppa America, già vinta due volte (1995 e 2000 – quest’ultima proprio contro Luna Rossa, con il medesimo risultato -).

Risultati della finale LVC[]

N° regata Imbarcazione vincente Imbarcazione perdente Distacco
1 Team New Zealand b. Luna Rossa 8″
2 Team New Zealand b. Luna Rossa 40″
3 Team New Zealand b. Luna Rossa 1′ 38″
4 Team New Zealand b. Luna Rossa 52″
5 Team New Zealand b. Luna Rossa 22″


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