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March 4, 2014

Viaggio umanitario del CIS in Costa d\’Avorio

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Viaggio umanitario del CIS in Costa d’Avorio

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4 marzo 2014

Resoconto del viaggio riportato da Pier Luigi B., presidente onlus CIS.[1]

Strada per Nouakchott, Mauritania

La Partenza

Il 23 gennaio in una fredda giornata invernale dopo la sosta di rito alla Medicina dell’ospedale di Nizza m.to per i saluti ed un breve caffè il CIS (Cooperazione Italiana Solidarietà) riparte da Canelli con imbarco dell’ambulanza sul traghetto a Genova per Tangeri. Siamo in quattro: Bruno, Piergabriele e Luciano più il sottoscritto. Due giorni di ottima navigazione con arrivo nel primo pomeriggio al porto nuovo di Tangeri circa 40 km ad est della città.

Marocco

Appena arrivati in dogana comincia subito l’incubo che durerà per tutto il viaggio: ci faranno passare? Negli anni precedenti non abbiamo incontrato alcun problema pagando le solite cauzioni ma ora ci fermano ed i doganieri dicono che l’ambulanza non può entrare in Marocco anche se solo per transito, oltre ai mille documenti fatti fra cui quello del Ministero della sanità della Costa d’Avorio che dichiara di accettare il mezzo con i materiali, le autorità marocchine pretendono un certificato redatto dall’Ambasciata della Costa d’Avorio in Marocco a (Rabat) che dice di accettare il dono. È sabato e gli uffici sono chiusi, non c’è problema dicono perché con un transiteur lunedì mattina in un attimo ripartiremo; è una pura formalità burocratica. Decidiamo di andare in città ma con autobus perché il mezzo è sequestrato in dogana. La Medina di Tangeri è molto suggestiva come anche il mercato del pesce; lunedì mattina alle 8 come concordato siamo in dogana, il transiteur questa volta dice invece che ci sono problemi e ci affida al capo dogana, arcigno signore sulla cinquantina dallo sguardo glaciale che ci dice senza mezzi termini di tornare indietro perché l’ambasciata a Rabat dovrà ricevere il nulla osta dal Ministero della Costa d’Avorio! Cerco con ogni mezzo di risolvere il problema ma lui è irremovibile. Cerco e trovo una persona già incontrata in precedenza che per un congruo contributo si presta ad aiutarci nelle tante pratiche. La sera dopo un estenuante via vai agli uffici doganali Ciano ed io siamo stanchi, abbiamo il morale a terra, non abbiamo mangiato, fa freddo, piove, insieme raggiungiamo gli amici e comunichiamo loro che possiamo partire il giorno dopo.

Mauritania.strada fra Nouakchott ed Aleg

Altra notte a Tangeri. Martedì mattina partenza con arrivo a Tiznit la sera via Casablanca ed Agadir ; un buon pesce con patatine fritte servitoci alle ore 23 ci rincuora un po’. Due giorni dopo nella famigerata terra di nessuno ci insabbiamo e la spinta per tirarci fuori ci costa € 40.

Mauritania

Siamo in Mauritania dove in dogana si ripete la stessa musica del Marocco, ci dicono che dobbiamo accettare una scorta pagata profumatamente ma che partirà fra qualche giorno, alle mie rimostranze verbali, avevo portato lì e donato ambulanza 3 anni fa accettano di farci passare. La sera siamo a Nouadhibou da padre Jerome già noto per altre 2 visite. Per qualche ora ci rilassiamo in compagnia. Un sacerdote francese a cena ci tranquillizza sulla strada che avevamo scelto per arrivare in Malì e che dalle notizie fornite ci era stata indicata come molto pericolosa per sequestri; visito un bambino di 2 anni affetto da grave malformazione encefalica, purtroppo il caso è inoperabile e spiego la cosa alla povera mamma con il dovuto tatto. Scarichiamo materiale per l’ospedale e per la missione, sono molto poveri! Siamo in ritardo sulla tabella di marcia e decidiamo di tentare la strada più corta evitando quella più sicura del Senegal. Per oltre 450 km non troviamo rifornimento di benzina, in pieno deserto l’ambulanza vola letteralmente sulla strada costellata da paurose buche e plana su una di queste. Risultato 2 cerchioni rotti con gomme afflosciate. Piero alla guida aiutato da Luciano navigatore ma intento a filmare se la prende con chi doveva aggiustare la strada responsabile secondo lui dell’incidente! Abbiamo una sola ruota di scorta, come si fa? Fermiamo due camionisti che si prodigano all’inverosimile per aiutarci, decidiamo di fare aggiustare la ruota di scorta da un meccanico molto più in là. La caotica capitale Nouakchott non suscita particolare interesse e proseguiamo in direzione di Aleg. È l’una, il sole picchia implacabile, da ore non si vede un posto riparato per pranzare, vedo un po’ d’ombra sotto un’acacia cui è legata una capra ma Luciano, l’aristocratico del gruppo, si rifiuta di mangiare in compagnia di quell’animale selvatico! Dopo un po’ appare una tenda di tuareg, chiedo ai proprietari di poter mangiare all’ombra sotto la tenda, i 3 pastori gentilmente accettano e ci scambiamo del cibo, è un’atmosfera simpatica e curiosa, prima di ripartire Bruno regala una confezione di dolci che ci viene prestamente restituita perché scaduta!

Malì, strada Nioro Sikasso

Che figura! Verso sera il paesaggio è molto suggestivo perché le dune illuminate dal sole calante assumono un colore rossiccio a volte roseo, spuntano rari alberi di acacie alternati a più frequenti fichi d’India che dominano il paesaggio. È sera cala lentamente il buio, la prudenza ci consiglia di fare sosta a Boutilimit ridente paese nel cuore della Mauritania ma i cui distributori di benzina riforniscono solamente gasolio cosa che avevamo già in parte capito appena entrati in Mauritania. Poco più in là una coppia di turisti francesi nel 2009 erano stati vittima di un grave attentato. La mattina successiva all’alba si riparte, strada costellata di buche che presto cede il posto ad una pista di oltre 100 km, la cosa strana è che di fianco alla pista corre la nuova strada in via di asfalto ma il traffico per circa 100 km è deviato sulla vecchia pista molto malconcia col risultato che a causa del transito di camion il fondo stradale è sconnesso e la polvere sollevata da questi automezzi ci ricopre di una sabbia rossiccia che arriva anche in bocca, si infila persino negli zaini ed inceppa alcune macchine fotografiche. Stiamo attraversando una delle zone più belle ma più pericolose del paese, verso le nove di sera la gendarmeria stupita della nostra presenza ci ferma affidandoci ad una scorta armata che ci conduce ad una cittadina di confine Ayoùn el Atroùs circa 210 km dopo Kiffa. La polizia ci avverte che da lì in poi la strada sarà molto pericolosa per noi occidentali e la responsabilità di quanto ci potrà accadere sarà solamente nostra!

Mali

Il mattino dopo siamo in Malì ed a Nioro la gendarmeria dice che anche qui non possiamo procedere oltre per gravi motivi di sicurezza e ci porta nella loro sede squallido campo senza bagno dove restiamo fermi per oltre 26 ore insieme ad altri 3 equipaggi di europei ignari della data di partenza. Non possiamo assolutamente uscire da soli se non scortati. Dobbiamo rinunciare a mangiare in città perché la scorta se n’è andata senza avvertirci! Alle nostre rimostranze i militari ci urlano di rimanere in ambulanza. Pazienza ceniamo e dormiamo in ambulanza preparata per l’occorrenza dal solerte ed ingegnoso Bruno. Dopo un giorno di forzato riposo finalmente ripartiamo per raggiungere la frontiera della Costa d’Avorio con sosta per la notte in un hotel della capitale Bamakò grande metropoli di stampo occidentale.

Periferia di Bamakò, Malì

Dobbiamo scaricare materiale sanitario per l’ospedale, come facciamo con quei gendarmi alle calcagna? Chiamo Yacouba l’amico maliano sindaco di Kassarò comune distante circa 100 km, lo aspetto per tutta la notte ma lo incontro solamente alle 7 di mattina fuori dell’albergo; chiediamo ai militari se ci lasciano scaricare il materiale per l’ospedale ma invano ci salutiamo poco dopo, non mi do per vinto rifaccio la stessa domanda con più vigore e questa volta il soldato accetta, tiro un respiro di sollievo e dopo aver scaricato il materiale medico ripartiamo.

Centro di Bamakò, capitale del Malì.

Il Malì contrariamente alla Mauriania è un paesaggio ricco di acqua e quindi di verde,piante dal fusto alto.Forse il tenore di vita sembra migliore a giudicare dal numero impressionante di moto e di venditori di ogni cosa! Breve sosta a Sikasso per pranzare in uno squallido ristorantino dove la nostra USL non oserebbe neppure entrare, riprendiamo il viaggio verso le ore 15; forse se non perdiamo altro tempo possiamo ancora farcela, gli amici sono stanchi, la strada è pessima, decidono senza consultarmi di fare il viaggio con la coppia di belgi che si fermano prima per la perdita di acqua dal radiatore e poi per una foratura con grave danneggiamento del cerchione. Li aiutiamo per la foratura ed aspettiamo pazientemente che il meccanico aggiusti la ruota di scorta. Per esperienza so che in questi casi le persone dopo un viaggio stancante cercano ogni scusa per fermarsi, è comprensibile! Il tempo passa si avvicina la sera, insisto per andare subito in dogana perché penso che chiudano alle 18, gli amici mi dicono invece che è aperta tutta la notte, so che non è vero!

Costa d’Avorio

Arriviamo in dogana alle 20, come prevedevo è chiusa e dobbiamo pernottare lì. Il programma va cambiato, non possiamo più portare il mezzo all’ospedale prescelto ma tirare diritto per la capitale per chiedere il visto all’ambasciata della Guinea. Il capo dogana assente perché ammalato di malaria viene ugualmente a salutarci per ringraziarci per il dono dell’ambulanza attrezzata! In meno di tre ore le pratiche doganali sono concluse; un pignolo impiegato sanitario pretenderebbe anche il certificato contro la meningite che non abbiamo fatto perché non obbligatorio. Alle 11 ripartiamo per Nielle, gli “amici belgi” non ci hanno aspettato, ma Bruno, Ciano e Piero sperano invano di essere da loro contattati per una visita della città come promesso! Avverto suor Rosanna di venirci incontro. Nella nuova capitale Yamoussoukro, di fronte ad una mastodontica chiesa copia di San Pietro a Roma con il colonnato perfettamente identico all’originale del Bernini avviene il tanto desiderato incontro con suor Rosanna della missione delle suore salesiane di Duekouè. Doniamo anche alla suora il gagliardetto della sezione alpini di Asti che ci ha sempre aiutato nei nostri viaggi. Sono emozionato, abbiamo terminato il viaggio umanitario e consegnato l’ambulanza, mi viene un nodo alla gola. Ci siamo persi purtroppo la cerimonia di consegna del mezzo con tanto di festa in mezzo ai bambini e la diretta radiofonica. Pazienza non si può sempre avere tutto! In serata suor Rosanna ci accompagna dai salesiani ad Abidjan, mangiamo in tarda serata stanchi ma contenti. Utilizziamo le ottime razioni di cibo che Bruno ha pazientemente ed intelligentemente portato dall’Italia e che ci sono servite per colazione e pranzo a volte anche per cena durante tutto il viaggio, brindiamo con l’ottima barbera dell’amico Domenico recentemente scomparso. Qui almeno possiamo bere il vino in tranquillità perché non ci vede nessuno! Mattino dopo giovedì in ambasciata per il visto rilasciatoci in 24 ore dopo una mia telefonata in Guinea per contattare un dirigente del Ministero senza il cui aiuto non avremmo di certo ottenuto il visto in così poco tempo perché, tanto per cambiare l’impiegato ci aveva escluso di darci il visto prima dei soliti tre giorni. Alla missione salesiana di Abidjan in Costa d’Avorio efficiente struttura di allegri giovani sacerdoti ho visitato un prete con grave restringimento delle arterie coronariche, diabete, obesità,colesterolo, pressione ed acidi urici alle stelle e che non mostrava alcun sintomo. Ho insistito con i suoi superiori per ulteriori esami, gli ho fatto io stesso un ECG risultato molto alterato! Al rientro mi hanno poi detto che attualmente il sacerdote si trova in Spagna per esami. Sono in contatto via e-mail con questo caso che seguirò personalmente. Abidjan è come ogni città africana caotica e colorita, ha una bella laguna con un lungomare ricco di costruzioni francesi dei primi del secolo e con palmeti a ridosso della spiaggia. Anche qui persone gentili e non invadenti. Ottima cena (con pastasciutta) e serata dalle intraprendenti e simpatiche suore salesiane che danno l’opportunità a Bruno ed a Luciano di parlare finalmente delle proprie impressioni di viaggio.

Yamoussoukro, Costa d’Avorio. Incontro dei partecipanti con suor Rosanna

A parte le visite mediche di rito la cosa che mi ha più colpito è stata la visita al campo salesiano di recupero dei bambini di strada; bambini dai 6-7 ai 12 anni che letteralmente vivono di espedienti sulla strada immaginatevi le bambine !Qui dopo 3 mesi di accoglienza vengono dati in carico ad un altro centro gestito dalle suore che insegnano loro a leggere e scrivere cercando di rintracciare qualche familiare che li possa poi seguire. Il giorno successivo siamo all’aeroporto per andare da Riccardo in Guinea, ma le sorprese non sono finite; il volo è stato cancellato, dobbiamo ripartire il giorno successivo. Al momento della partenza in dogana a Piero e Luciano vengono sequestrate le 2 bottiglie di vino che dovevamo portare a Riccardo. Insisto con un’impiegata, le bottiglie ci vengono restituite! Luciano contento le rispedisce impacchettate in stiva.Viaggio tranquillo con l’ottima compagnia Air Cote d’Ivoire .

Guinea

A Sobanè (Bofanet)vicino Boffa Riccardo e Daniela ci accolgono con la solita simpatia nella loro Maison des enfants eccezionale villaggio da loro creato in mezzo alla foresta ed in riva all’oceano atlantico! Siamo rimasti colpiti da quanto riesce a fare per i 450 bambini orfani questa coppia di bresciani che di certo non è più nel fiore degli anni e comincia ad avere qualche problema di salute. La cosa per loro più importante è dare amore ai piccoli, forse quell’amore che a Lui Riccardo bambino orfano è mancato. La bellissima spiaggia bianca tropicale, le rocce eruttive vulcaniche, il sole caldo ma mitigato dal vento, la moltitudine di festosi bambini mi ripagano da tante fatiche e tensioni, mi mescolo volentieri fra loro, mi vogliono tutti toccare, abbracciare, salutare. Qui visito anche un bambino di 7 anni con grave malformazione cardiaca. Per un eventuale intervento ho chiesto esami di approfondimento. Sarà il prossimo caso dopo la piccola Aminata del Senegal che verrà operata al Gaslini a metà Marzo; sarò presente in sala operatoria;il CIS si è fatto carico di metà della spesa per l’intervento. Purtroppo la diretta prevista con radio Veronica di Torino(che ci segue ormai da anni!) per cui mio fratello Gian Carlo si era attivato non può essere fatta per problemi di connessione, nella foresta non ci sono ripetitori e rimane quella fatta ad Abidjan.

Yamoussoukro,Basilica Nostra Signora della Pace Costa d’Avorio

Il giorno successivo ritorniamo a Conakry, in attesa del volo notturno chiamo il dott. Abbass del Ministero della Salute che ci aveva aiutato lo scorso anno ed anche in questo viaggio. Un’ultima serata in ristorante in terra d’Africa in sua compagnia ci fa chiudere questo viaggio ricco di avventure, imprevisti, sensazioni ed emozioni così diverse ma che credo ci hanno lasciato dentro qualche cosa che ci rimarrà per sempre. Ringrazio tutti gli amici che hanno partecipato al viaggio da Bruno a Piero ed a Luciano che ha portato a termine il suo compito in modo impareggiabile, non potevo scegliere persona migliore, ha deciso con la moglie di adottare a distanza un bambino del villaggio. Mi hanno sopportato per tutti questi 20 giorni, ed io ho sopportato loro! Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato con materiale e con denaro, a mia moglie Ivana che ho stressato per mesi per la preparazione, a suor Rosanna che ci ha accompagnati per 2 giorni ad Abidjan, ai salesiani che ci hanno accolto, a padre Jerome, a Riccardo e Daniela, a mio fratello Gian Carlo, a Silvana di Castino, ai giornalisti che ci hanno seguito con i loro articoli.

I bambini di strada dai salesiani ad Abidjan.Costa d’Avorio


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April 12, 2011

Arrestato Gbagbo, la Costa d\’Avorio cerca la pace

Filed under: Africa,Costa d'Avorio,Politica e conflitti,Pubblicati — admin @ 5:00 am

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martedì 12 aprile 2011

Laurent Gbagbo

L’arresto ieri di Laurent Gbagbo pone fine allo stallo politico seguito alle elezioni presidenziali dello scorso novembre, nelle quali l’affermazione di Alassane Ouattara non venne mai riconosciuta dal presidente in carica Gbagbo, neanche dopo le pressioni internazionali pressoché unanimi.

Decisivo per la risoluzione del conflitto apertosi in tutto il paese a seguito di questo braccio di ferro tra presidente eletto e presidente uscente, è stato l’intervento delle forze francesi, grazie alle quali, ieri, dopo una settimana d’assedio, è stato espugnato il bunker di Gbagbo.

Alassane Ouattara

Ouattara, appena insediatosi, assicurando un processo a Gbagbo, alla moglie Simone e ai suoi più fedeli, ha invitato le proprie milizie a sciogliersi per porre fine a questa sanguinosa parentesi, appendice della guerra civile che già negli anni scorsi aveva dilaniato il paese.

La situazione è particolarmente drammatica proprio nella capitale Abidjan, rimasta pressoché isolata da diversi giorni e dunque allo stremo. Ouattara ha fatto appello all’ONU e alla Francia perché si impegnino a scongiurare quello che si presenta come un disastro umanitario imminente, che può evitarsi solo con un intervento immediato e risoluto.

Ban Ki-moon, segretario generale dell’ONU, ha diffuso un appello volto ad «evitare un nuovo bagno di sangue» e rappresaglie contro i sostenitori di Gbagbo. «I responsabili di violazioni dei diritti umani, di qualsiasi affiliazione politica, ne devono rendere conto» ha aggiunto Ban Ki-moon, che ha appoggiato Ouattara anche nella sua intenzione di istituire una commissione per la verità e la riconciliazione.

Nella serata di ieri la televisione ha diffuso immagini dell’arresto di Gbagbo e dei festeggiamenti per le strade, ma tutti i maggiori analisti reputano la situazione nel paese tutt’altro che normalizzata.


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January 3, 2011

Costa d\’Avorio: il giorno della mediazione

Costa d’Avorio: il giorno della mediazione

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lunedì 3 gennaio 2011

La Costa d’Avorio

Giorno chiave oggi per la Costa d’Avorio. Il paese dell’Africa occidentale nel quale, dopo le elezioni presidenziali dello scorso novembre, lo sconfitto Laurent Gbagbo mantiene il suo posto rivendicando, sulla base di una sentenza di un tribunale verosimilmente da lui stesso controllato, la vittoria su Alassane Ouattara.

Le pressioni internazionali con il riconoscimento della vittoria di Ouattara da parte di ONU, Unione europea, USA, Unione Africana e dell’ECOWAS, non sono bastate. Così, dopo un primo incontro, oggi, una nuova delegazione dell’Unione africana, comprendente il primo ministro del Kenya Raila Odinga raggiungerà il presidente uscente Gbagbo per convincerlo a lasciare pacificamente il potere.

Il leader dei “Giovani patrioti” Charles Blé Goudé ha, per l’occasione, sospeso l’ordine di assaltare il quartier generale di Ouattara, mentre Gbagbo ha comunque fatto sapere che rifiuterà ogni proposta di mediazione africana.

Ouattara attende l’esito della mediazione ad Abidjan, protetto da 800 caschi blu dell’ONU. Un eventuale esito negativo della trattativa potrebbe dare il via libera ad un conflitto aperto.

Per altro, dopo il voto del 28 novembre scorso, le opposte fazioni si sono già scontrate più volte e c’è il sospetto che almeno 200 oppositori del potere di cui non si ha più traccia, siano stati uccisi e sepolti in fosse comuni allestite poco fuori la capitale, e sulle quali l’ONU sta indagando.


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December 27, 2010

Costa d\’Avorio: sciopero generale contro il presidente Gbagbo

Filed under: Africa,Costa d'Avorio,Politica e conflitti,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Costa d’Avorio: sciopero generale contro il presidente Gbagbo

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lunedì 27 dicembre 2010

Laurent Koudou Gbagbo

Alassane Dramane Ouattara

La Costa d’Avorio

Abidjan. La Costa d’Avorio, paese dell’Africa occidentale, primo produttore mondiale di cacao, è in sciopero generale per protestare contro il presidente Laurent Gbagbo, che non cede il potere ad Alassane Ouattara, vincitore delle ultime elezioni presidenziali.

Nonostante il riconoscimento internazionale di ONU, Unione europea, USA, Unione Africana e dell’ECOWAS, il presidente uscente non ha intenzione di andarsene. Il perdurare di questa situazione ha determinato uno stallo politico dopo le elezioni di novembre che avrebbero dovuto far voltare pagina al paese, ancora segnato dalla guerra civile del 2002-2003, e che invece hanno portato nuova violenza e uccisioni tra i due gruppi rivali.

Alassane Ouattara ha proclamato ieri lo sciopero generale nazionale per respingere la decisione di un tribunale che ha rovesciato l’esito elettorale, che nei risulati parziali, lo dava chiaramente per vincente, e che nei definitivi invece ha dato inspiegabilmente per vincente Gbagbo.

L’ECOWAS ha minacciato anche di ricorrere all’uso della forza se il presidente uscente dovesse continuare nel suo ostruzionismo. Domani stesso è previsto l’arrivo in Costa d’Avorio di tre presidenti dell’Africa occidentale per comunicare ufficialmente l’ultimatum a Gbagbo.


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February 14, 2007

Ritrovati i più antichi utensili usati da primati

Ritrovati i più antichi utensili usati da primati

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mercoledì  14 febbraio 2007

L’archeologo Julio Mercader dell’Università di Calgary ha scoperto in Costa d’Avorio alcuni utensili simili a martelli, databili a circa 4 300 anni fa. Si pensa che quegli utensili siano stati usati da primati per rompere le noci.

Tali utensili non sono stati usati da esseri umani, in quanto troppo pesanti. Inoltre, non si hanno tracce del passaggio di esseri umani in quella zona in quel periodo, per cui i primati non possono avere imparato a utilizzare quei “martelli” imitando una specie più evoluta.

Mercader sostiene che questo implica che i primati avevano quindi imparato a utilizzare simili strumenti o indipendentemente, oppure da un antenato comune con gli esseri umani.

C’è da aggiungere, fra le prove che sosterrebbero la tesi che tali utensili siano stati usati da primati e non da uomini, il fatto che le noci rotte con tali strumenti non facevano parte della comune dieta umana.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Archaeologist finds earliest tools used by non-human apes, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

Mercader argomenta nel suo studio: «Alcune delle noci richiedono una compressione superiore a mille chili per rompersi. Inoltre, rompere il guscio senza fracassarlo non è una tecnica semplice da attuare».

Da una simile scoperta deriverebbero anche conseguenze politiche e sociali. L’antropologo Agustín Fuentes (dell’Indiana’s University of Notre Dame) ha detto che «questo mette la parola fine alle tesi di coloro i quali sostengono che l’uso di strumenti da parte delle scimmie sarebbe atipico».

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