Wiki Actu it

August 22, 2012

Dopo Pompei, anche Roma fa la sua parte: crolla un muro al Pincio

Dopo Pompei, anche Roma fa la sua parte: crolla un muro al Pincio

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 22 agosto 2012

La salita da piazza del Popolo al Pincio

Dopo che Pompei, con le sue storie di ordinario abbandono, aveva giustamente monopolizzato le cronache mediatiche, anche la Città eterna ha iniziato a reclamare un suo ruolo, cominciando a farsi spazio nei media con vicende di degrado del suo enorme patrimonio architettonico e archeologico.

Se ne era avuto un assaggio con la caduta di pezzi d’intonaco dal Colosseo, a cui avevano fatto da controcanto il crollo delle Mura leonine, la caduta di frammenti della Basilica di San Pietro in Vincoli e, infine, il collasso di un muro a Villa Medici.

Il crollo del mattonato al Pincio[]

La crepa nel muro, il giorno prima del crollo. Si noti il restauro appena concluso del muro vicino: evidentemente la manutenzione (e il collaudo) non comprendevano la cortina di mattoni, ma solo il muro intonacato.

Ora è toccato al Pincio il triste ruolo di protagonista della stagione di degrado dell’architettura capitolina.

Durante la notte, intorno alle 4.00 del mattino, si è letteralmente sbriciolato, per una lunghezza di 9 metri e una profondità di 20 centimetri, il rivestimento murale in mattoni che protegge il secondo dei tre tornanti attraverso cui si sonda la strada, ora intitolata a Gabriele D’Annunzio, che, secondo il progetto dell’architetto Giuseppe Valadier, parte da Piazza del Popolo e si sonda in salita fino a raggiunge la terrazza panoramica del colle.

Fortunatamente, l’ora notturna ha scongiurato conseguenze peggiori: non si registrano, infatti, ulteriori danni a persone o cose.

Dichiarazioni delle autorità[]

Il sovrintendente Umberto Broccoli

Il sindaco Gianni Alemanno

I sopralluoghi delle autorità e dei tecnici di Roma Capitale sono iniziati intorno alle 8.30, in una via Gabriele D’annunzio prontamente transennata, per motivi di sicurezza, dalla polizia municipale.

Dichiarazione del soprintendente Umberto Broccoli[]

Il sovrintendente ai Beni Culturali di Roma, Umberto Broccoli, se la prende con gli eccessi del clima, quell’avvicendarsi gli inverni molto piovosi e nevosi con estati infuocate, che avrebbero messo a dura prova la stabilità di quel muro, ma il vero responsabile, in questo come in altri episodi, sembra essere l’irrimediabile incuria e l’insensibilità dell’uomo e delle istituzioni, incapaci di proteggere, dalle ingiurie del tempo e del clima, le emergenze architettoniche che costellano gli antichi centri storici delle città.

Documentazione fotografica dello stato di pericolo[]

Peraltro, lo stato precario del paramento laterizio era apprezzabile da tutti: come documentato dall’immagine acclusa a questo articolo, risalente proprio al giorno precedente il crollo, una profonda e minacciosa incrinatura verticale, per quasi tutta l’altezza del muro, si offriva, ben visibile, non solo all’occhio competente di tecnici specializzati, ma anche allo sguardo inesperto di semplici passanti, privi di ogni specifica competenza tecnica.

Stima provvisoria dei danni[]

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, giunto sul posto per un sopralluogo, si è dichiarato comunque ottimista circa i tempi dell’intervento di messa in sicurezza e ripristino.

Il sindaco ha fatto notare che il danno non si può definire gravissimo, dal momento che il cedimento riguarda la sola cortina esteriore in mattoni, senza interessare, né lambire, la struttura portante del muro.

Per questo motivo, i lavoro di restauro, per i quali le squadre sono già all’opera, dovrebbero richiedere un lasso di tempo quantificabile in giorni e non in mesi.

Il danno per le casse del comune è stato da lui provvisoriamente stimato in ben 300 000 euro. La fonte ANSA di questa notizia, non specifica come si sia giunti a tale conclusione, che porta alla quantificazione di una somma davvero importante: se la stima provvisoria si rivelasse fondata, si tratterebbe di un esborso ingente: oltre 30 000 euro per ciascun metro lineare.


Articoli correlati[]

  • «Pompei: sopravvissuta al Vesuvio, cade sotto l’incuria degli uomini. Crollata la Schola armaturarum» – Wikinotizie, 6 novembre 2010

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 16, 2009

Incomincia la undicesima edizione di “Uto Ughi per Roma”

mercoledì 16 settembre 2009

Uto Ughi in concerto all’università di Enna nel 2006.

Avrà inizio a partire dal ventuno di settembre, per terminare addì sette ottobre la tradizionale rassegna di concerti del maestro violinista Uto Ughi nella città di Roma, la: “Uto Ughi per Roma”, giunta alla undicesima edizione.

Sono programmati undici concerti gratuiti, allestiti all’interno di chiese e teatri di città e provincia.

La rassegna è stata annunciata dal sindaco capitolino Gianni Alemanno, dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, dall’assessore comunale romano alla cultura Umberto Coppi, da Pino Battaglia in rappresentanza della provincia di Roma, nonché dallo stesso maestro Ughi.

Alemanno ha così chiosato: «La presenza di Letta rappresenta un bollino di qualità per un’iniziativa che lega carattere sociale ed educativo e che rappresenta uno dei gioielli della città di Roma»; mentre Letta ha apologato: «[La iniziativa] servirà per il miglioramento del Paese soprattutto perché è rivolta ai giovani: è educativa ma anche formativa».

La prima esibizione sarà presso l’Auditorium della Conciliazione; il venticinque Ughi suonerà insieme agli allievi delle scuole romane per un concerto-lezione all’interno della basilica di Santa Sabina all’Aventino. Il 26 vi sarà un concerto benefico a favore della Associazione Antea, per la cura dei malati terminali curati palliativamente. Sarà la volta dell’Orchestra sinfonica abruzzese di suonare con il maestro il cinque ottobre.

Stella polare di queste iniziative sono, per il maestro Ughi, i giovani, che ha così dichiarato: «I risultati non sono immediati ma ci vuole pazienza e perseveranza. La musica è un linguaggio di fratellanza e l’orchestra è l’embrione della società perché tutti devono ascoltare anche le voci degli altri»; il maestro ha anche parlato dei problemi di attualità: «È importante dare occasioni di lavoro ai giovani che dopo tanti anni di sacrifici e di studio trovano grandi difficoltà ad entrare nel mondo della musica».

L’iniziativa prevede anche un fuori-programma: il dieci ottobre ci sarà una serata di beneficenza durante il torneo di golf; scopo, raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione del conservatorio aquilano “Alfredo Casella”, danneggiato dal sisma.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Incomincia la undicesima edizione di \”Uto Ughi per Roma\”

Incomincia la undicesima edizione di “Uto Ughi per Roma”

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 16 settembre 2009

Uto Ughi in concerto all’università di Enna nel 2006.

Avrà inizio a partire dal ventuno di settembre, per terminare addì sette ottobre la tradizionale rassegna di concerti del maestro violinista Uto Ughi nella città di Roma, la: “Uto Ughi per Roma”, giunta alla undicesima edizione.

Sono programmati undici concerti gratuiti, allestiti all’interno di chiese e teatri di città e provincia.

La rassegna è stata annunciata dal sindaco capitolino Gianni Alemanno, dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, dall’assessore comunale romano alla cultura Umberto Coppi, da Pino Battaglia in rappresentanza della provincia di Roma, nonché dallo stesso maestro Ughi.

Alemanno ha così chiosato: «La presenza di Letta rappresenta un bollino di qualità per un’iniziativa che lega carattere sociale ed educativo e che rappresenta uno dei gioielli della città di Roma»; mentre Letta ha apologato: «[La iniziativa] servirà per il miglioramento del Paese soprattutto perché è rivolta ai giovani: è educativa ma anche formativa».

La prima esibizione sarà presso l’Auditorium della Conciliazione; il venticinque Ughi suonerà insieme agli allievi delle scuole romane per un concerto-lezione all’interno della basilica di Santa Sabina all’Aventino. Il 26 vi sarà un concerto benefico a favore della Associazione Antea, per la cura dei malati terminali curati palliativamente. Sarà la volta dell’Orchestra sinfonica abruzzese di suonare con il maestro il cinque ottobre.

Stella polare di queste iniziative sono, per il maestro Ughi, i giovani, che ha così dichiarato: «I risultati non sono immediati ma ci vuole pazienza e perseveranza. La musica è un linguaggio di fratellanza e l’orchestra è l’embrione della società perché tutti devono ascoltare anche le voci degli altri»; il maestro ha anche parlato dei problemi di attualità: «È importante dare occasioni di lavoro ai giovani che dopo tanti anni di sacrifici e di studio trovano grandi difficoltà ad entrare nel mondo della musica».

L’iniziativa prevede anche un fuori-programma: il dieci ottobre ci sarà una serata di beneficenza durante il torneo di golf; scopo, raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione del conservatorio aquilano “Alfredo Casella”, danneggiato dal sisma.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

December 12, 2008

Roma, il Tevere è in piena, il maltempo manda l\’Italia in tilt

Filed under: Gianni Alemanno,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Roma, il Tevere è in piena, il maltempo manda l’Italia in tilt

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

venerdì 12 dicembre 2008

Il Ponte Milvio dove, al momento, l’acqua ha raggiunto le arcate

La Capitale è stata messa a dura prova dai temporali che hanno investito l’intera Penisola italiana: il Fiume Tevere rischia di straripare, la zona nord di Roma è già in pericolo e si attende l’apice dell’ondata di piena per l’una di questa notte, quando, a detta del sindaco Gianni Alemanno, il sistema fognario potrebbe collassare.

E, intanto, tutta l’Italia è messa a dura prova dal maltempo: neve al nord, piogge torrenziali al centro e nel meridione, dove ci sono stati tre morti, di cui due in Calabria. Mentre si freme per le sorti di Roma, sono già crollati ponti nel resto del Paese, lo stesso fiume Tevere ha inondato le campagne umbre, provocando forti disagi alla viabilità.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 8, 2008

65° anniversario della difesa di Roma. Napolitano, Alemanno e La Russa a Porta San Paolo

lunedì 8 settembre 2008

Si è celebrata oggi la commemorazione del 65° anniversario della difesa di Roma. Alle celebrazioni hanno partecipato il sindaco della capitale Gianni Alemanno, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il ministro della difesa Ignazio La Russa.

Le celebrazioni di oggi

Il Presidente Giorgio Napolitano rende omaggio al monumento dei militari caduti

Alle 8.30, presso la Basilica di Santa Maria in Ara Coeli, si è tenuta una messa in suffragio dei caduti; alle 10, il presidente Napolitano ha deposto una corona d’alloro al monumento dei militari caduti negli anni 1943-19445, presso il Parco della Resistenza, in viale Aventino.

Alle 10.20 a Porta San Paolo, in piazzale Ostiense, la commemorazione dell’anniversario della difesa di Roma, con i discorsi di Napolitano e di Alemanno in memoria dei caduti.

La mancata difesa di Roma

L’8 settembre 1943, durante la Seconda guerra mondiale, il Capo del Governo Pietro Badoglio annunciò alla radio l’entrata in vigore dell’armistizio firmato a Cassibile con gli Alleati il 3 settembre. Subito dopo la proclamazione dell’armistizio, i militari tedeschi iniziarono le operazioni per l’occupazione di Roma, che fu facilmente presa.

Nella mattinata del 9 settembre le avanguardie tedesche investirono Roma, contrastate in vari punti della cintura urbana dalla reazione spontanea e non coordinata di singoli reparti militari e di civili armati che opposero un’eroica quanto vana resistenza alle truppe tedesche. Negli scontri di Porta San Paolo, la Storta, la Montagnola, caddero 1 167 militari e oltre 120 civili.

Gli interventi alla commemorazione

Il Presidente Giorgio Napolitano a Porta San Paolo

«La data dell’8 settembre, che celebriamo quest’anno con particolare impegno nel 65° anniversario di quella drammatica giornata del 1943, segnò insieme uno dei momenti più bui della nostra storia nazionale unitaria e una delle prove più luminose della forza vitale della patria italiana.» Ha esordito così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel suo intervento alla cerimonia di Porta San Paolo.

«L’8 settembre 1943 sancì il crollo – nella sconfitta e nella resa, nonostante il sacrificio e l’eroismo dei nostri combattenti – di quel disegno di guerra, in alleanza con la Germania nazista, che aveva rappresentato lo sbocco fatale e l’epilogo del fascismo. Ma quell’8 settembre annunciò nello stesso tempo la nascita della Resistenza, nel duplice segno che la caratterizzò fino all’insurrezione vittoriosa e alla Liberazione del 25 aprile del ’45.»

Napolitano ha poi richiamato il «senso del dovere, della fedeltà e della dignità che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei seicentomila deportati nei campi tedeschi, rifiutando l’adesione alla Repubblica di Salò

Napolitano depone una corona d’alloro alla lapide commemorativa dei caduti di Porta San Paolo

«L’Italia – ha aggiunto il Capo dello Stato – rinacque nello sforzo di ricostruzione del paese devastato e avvilito, e di edificazione di una nuova democrazia, quale fu disegnata nella Costituzione repubblicana. Si ritrovano oggi, e sempre più possono ritrovarsi, tutte le componenti ideali, sociali e politiche della società italiana nel sentire come propria la Costituzione di cui quest’anno abbiamo celebrato il 60°: nel rispettarla, nel trarne ispirazione, nell’animare un clima di condiviso patriottismo costituzionale.»

In conclusione, il Presidente Napolitano ha incoraggiato tutti a rafforzare il «comune impegno di memoria, di riflessione, di trasmissione alle nuove generazioni del prezioso retaggio della battaglia di Porta San Paolo, della difesa di Roma e della Resistenza.»

Il sentimento patriottico, per il sindaco di Roma Gianni Alemanno, «tornava a unirsi in quei giorni al sentimento della Libertà. Si trattava di reagire a un esercito invasore, ma si trattava soprattutto di riconquistare la libertà e la democrazia dopo gli anni del regime fascista.»

«Comprendere la complessità storica del fenomeno totalitario in Italia e rendere omaggio a quanti si batterono e morirono su quel fronte in buona fede, non significa non condannare senza esitazione l’esito liberticida e antidemocratico di quel regime» ha sottolineato il sindaco Alemanno.

«La difesa di Roma dell’8, 9 e 10 settembre rimane un grande esempio di generosità, di valore, di sacrificio e eroismo. Una pagina importante non solo per la storia della Capitale ma per la storia della Nazione».

Il Presidente Giorgio Napolitano, accompagnato dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, passa in rassegna un reparto di Granatieri di Sardegna

In conclusione al suo discorso, ha ricordato fra gli altri l’alto tributo in vittime pagato dai Granatieri e dai Lancieri di Montebello (639 caduti e 428 feriti), «da sempre soldati di Roma, ieri coraggiosamente impegnati nella difesa della nostra Città dagli invasori nazisti; oggi, ancora una volta, dispiegati nelle strade di Roma a difendere la sicurezza dei cittadini».

Nel discorso del ministro La Russa, un riferimento ad alcuni militari dell’esercito della RSI, che «dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della Patria. Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia».

Dopo la cerimonia, il ministro della difesa ha precisato la non esistenza di contrasti di opinione con il presidente della Repubblica; nel suo intervento, tale omaggio, rivolto «non genericamente ai soldati della Rsi, ma ai militari caduti della Nembo», è «inserito in un ampio, costante, grato omaggio e riconoscimento a quanti si immolarono in quell’8 settembre per la libertà e la democrazia.»

Reazioni

Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del PDL, interviene sulle dichiarazioni di Napolitano: «L’appello del presidente della Repubblica a costruire un patriottismo costituzionale fondato sulla memoria della Resistenza scaturisce da un’idea nobile e generosa ma esprime una lettura insolitamente parziale. La Repubblica è nata dalla guerra di Liberazione al cui interno si iscrive il capitolo della Resistenza, con la sua nobiltà e le sue tragedie come Napolitano stesso ebbe modo di riconoscere qualche tempo fa a Genova dove aveva evocato la Resistenza come una guerra anche civile. Quelle considerazioni valgono ancora oggi».

«Nel discorso di Alemanno non c’è stata una condanna del fascismo. Penso che continueremo a parlarne». Così Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma, che ieri aveva chiesto lumi al primo cittadino di Roma sulle sue affermazioni sulle leggi razziali. «Credo – ha aggiunto – che si debba sviluppare questa polemica in senso positivo. Vogliamo mettere dei paletti ben fissi dicendo che non esiste un fascismo buono e uno cattivo. Quella ideologia ha portato alle leggi razziali». Pacifici ha sottolineato infine che «coloro che militavano nella RSI immaginavano a loro modo di combattere per l’Italia, ma stavano dalla parte sbagliata».

Critico Fabio Mussi, leader del movimento Sinistra Democratica, che disapprova le dichiarazioni di Alemanno e La Russa. «A 60 anni dalla Resistenza e dalla nascita della Repubblica in Italia si può orgogliosamente dire “io sono fascista”, omaggiare le truppe della Repubblica di Salò a Porta San Paolo, o rivalutare il fascismo. Ogni tanto corre qualche brivido e c’è una reazione, come alle inconcepibili parole pronunciate da Alemanno. Sarebbe interessante se Giuliano Amato, uscendo dal suo naturale riserbo, ci dicesse se intende continuare a collaborare con Alemanno».

Paolo Gentiloni (PD) su Alemanno: «Nella consueta correzione di tiro del giorno dopo, il sindaco di Roma commette oggi un errore persino peggiore. Condannare l’esito liberticida e antidemocratico del fascismo senza criticarne alla radice la genesi significa di fatto avallarne la natura».

Marina Sereni, vicepresidente dei deputati del PD: «È inquietante che persone che hanno responsabilità di governo del Paese e della capitale d’Italia esprimano giudizi che hanno il sapore di un revisionismo storico capace soltanto di riaprire ferite. Gli storici stanno facendo e continueranno a fare il loro mestiere. L’8 settembre ’43 è stato insieme un momento di dramma e di riscatto per l’Italia tutta: la sconfitta e la resa di quel giorno furono anche il seme della Resistenza che portò alla Liberazione dal fascismo».

Massimo Donadi (IdV): Alemanno e La Russa «hanno dato il via ad un patetico tentativo di revisionismo. Hanno pronunciato parole che offendono la nostra memoria collettiva e la coscienza civile del Paese. Ora si scusino e riconoscano il valore della resistenza, su cui si fonda la nostra democrazia».

Francesco Storace (La Destra), sul suo sito, chiede: «Ma era proprio necessario? Ma chi consiglia Gianni Alemanno? Questa continua avventura nella storia che caratterizza molti uomini che vengono dal Msi sta diventando ridicola. Tutti abbiamo detto che le leggi razziali costituiscono un’inaccettabile discriminazione; ma mettere tutto in discussione è il mestiere di chi campa ancora di antifascismo, non dovrebbe essere tipico di un uomo di destra. Se lo è ancora. Almeno La Russa ha ricordato, pur con moltissima prudenza, i caduti della Rsi».

Sempre su Alemanno l’attore Ascanio Celestini: «Consiglierei al sindaco di occuparsi delle leggi razziali che sono state fatte adesso, cioè del provvedimento di prendere le impronte ai rom, non di quelle di 70 anni fa».

Fonti

  • Commemorazione 8 settembre, difesa di Roma – Cenni storici, Comune di Roma.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

July 23, 2008

Roma, in fiamme campo rom alla Magliana

Roma, in fiamme campo rom alla Magliana – Wikinotizie

Roma, in fiamme campo rom alla Magliana

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 23 luglio 2008

Un violento incendio si è sviluppato la notte scorsa a Roma nel campo rom di via Candoni nel quartiere della Magliana.

Le fiamme, che si sono velocemente propagate nelle sterpaglie intorno all’insediamento lambendo tende e baracche, sono state domate solo dopo l’intervento di 10 mezzi dei vigili del fuoco. «Stanotte abbiamo avuto paura, i bambini erano terrorizzati ma per fortuna l’arrivo dei vigili del fuoco ha evitato il peggio» è il racconto di una delle abitanti del campo.

Secondo la testimonianza di uno dei giovani volontari a cui è affidata la custodia del campo che ha effettuato la chiamata al 113, l’incendio, che non ha visto vittime né feriti, sarebbe stato generato dal lancio di una molotov da parte di un gruppo di giovani italiani a viso scoperto poi fuggiti su tre macchine. L’ipotesi è poi stata smentita dagli agenti della Digos che hanno setacciato l’area alla ricerca di resti di eventuali ordigni, ed hanno scartato l’ipotesi di un incendio doloso, ponendo sotto inchiesta il giovane per procurato allarme.

Il campo, nella periferia sud-ovest della città, ed attualmente diviso in una parte regolare ed una abusiva, è abitato da comunità bosniache, slave e romene e la settimana scorsa era stato uno dei primi interessati dal censimento della Croce rossa. In serata l’arrivo del sindaco Gianni Alemanno, giunto sul posto per accertarsi della situazione. «Faremo piena luce sull’episodio – ha dichiarato – Se ci sono dei responsabili saranno puniti duramente».


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

April 28, 2008

Elezioni amministrative italiane 2008: è Gianni Alemanno il nuovo sindaco di Roma

Elezioni amministrative italiane 2008: è Gianni Alemanno il nuovo sindaco di Roma

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

lunedì 28 aprile 2008

Il candidato del Popolo della Libertà, Gianni Alemanno, è il nuovo sindaco di Roma. Succede a Walter Veltroni, dimessosi per partecipare quale candidato premier alle ultime elezioni politiche.

Alemanno ha incassato il 53,66% dei voti, contro il 46,34% ottenuto dall’altro candidato ammesso al ballottaggio, Francesco Rutelli (PD).

Al primo turno, Alemanno aveva raccolto il 40,45% delle preferenze, sorpassato dal candidato del PD, che si era attestato al 46,06%.

Si è registrato un netto calo nell’affluenza: al secondo turno, nella capitale, si è recato alle urne il 63,03% degli aventi diritto. Durante l’election-day del 13 e 14 aprile, avevano votato per le amministrative capitoline oltre 73 elettori su 100.

«Eravamo convinti di poter vincere – ha spiegato Simone Turbolente, portavoce di Alemanno -, ma questo distacco è superiore alle nostre previsioni. Tanto più che si è andato consolidando a mano a mano che lo spoglio delle schede procedeva». Nella sede del comitato elettorale del candidato del centrodestra si iniziano a registrare i primi assembramenti di persone esultanti.

Entusiasta il primo commento del nuovo titolare del Campidoglio: «Abbiamo vinto una lunga battaglia. Quando si vince bisogna essere generosi, ci lasciamo alle spalle tutte le polemiche e i veleni di questa campagna elettorale. sarò il sindaco di tutti, senza distinzioni. Oggi non ha una vinto una parte, ha vinto tutta Roma», ha dichiarato Alemanno.

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

February 25, 2008

Roma: il PDL candida Alemanno alla poltrona di sindaco

Roma: il PDL candida Alemanno alla poltrona di sindaco

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

lunedì 25 febbraio 2008

Come già preannunciato, la sfida alla poltrona di primo cittadino di Roma sarà tra Francesco Rutelli, sindaco della capitale dal 1993 al 2001, e Gianni Alemanno, che ha ricevuto quest’oggi l’investitura dal Popolo delle Libertà, il partito che fa capo a Silvio Berlusconi.

Alemanno, che sfidò l’uscente sindaco già nelle elezioni di due anni fa, si presenta all’elettorato abbastanza sicuro di poter vincere le comunali: «Per la prima volta i sondaggi dicono che Rutelli è battibile, che è sotto il 50 per cento e che finalmente possiamo cambiare volto a questa città».

Nel curriculum politico, Gianni Alemanno, esponente di Alleanza Nazionale, vanta la presenza al Parlamento da quattro legislature consecutive, e l’incarico di Ministro delle Politiche Agricole e Forestali durante i due governi Berlusconi della XIV legislatura.

Nel frattempo, continuano a rincorrersi le voci sulle candidature eccellenti nei due principali schieramenti, per le politiche del 13 e 14 aprile. Il Partito Democratico avrebbe chiesto all’ex prefetto della capitale, Achille Serra, di candidarsi in Campania. Serra, intervistato dai giornalisti, non ha rilasciato dichiarazioni precise, ma si è limitato a dire: «Sottolineo che una persona si candida dopo aver ricevuto un’offerta e io non ho ricevuto nessuna offerta di candidatura». «Con Veltroni abbiamo lavorato per Roma, assieme per tanti anni: lui in qualità di Sindaco della Capitale e io di Prefetto».

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Powered by WordPress