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February 2, 2016

2015 TB145 e WT1190F. Intervista a Marco Micheli.

2015 TB145 e WT1190F. Intervista a Marco Micheli.

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Wikimedia Italia in cerca di segnali dal mondo
intervista a cura di Alexmar983

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martedì 2 febbraio 2016

Un’immagine del detrito spaziale WT1190F, mentre si disintegra in una palla di fuoco sopra i cieli dello Sri Lanka.

Marco Micheli (Brescia, 1983) è un ricercatore in astronomia, esperto a livello internazionale dell’osservazione e lo studio della dinamica degli asteroidi, in particolare dei near-Earth objects, cioè quegli asteroidi con orbite tali da poter collidere in un futuro prossimo con il pianeta Terra. Astronomo amatoriale presso l’osservatorio Serafino Zani di Lumezzane fin da giovanissimo (ha scoperto il suo primo asteroide, (177853) Lumezzane, a 22 anni con Gianpaolo Pizzetti), è stato alunno del corso ordinario della Scuola Normale Superiore a partire dal 2002, a luglio 2007 ha discusso presso l’Università di Pisa una tesi di Laurea Specialistica in Astronomia e Astrofisica dal titolo “Effetto YORP sulle proprietà rotazionali degli asteroidi” con relatore Paolo Paolicchi. Ad agosto 2007 si è trasferito negli USA dove ha iniziato il suo dottorato presso l’University of Hawaii. Dopo aver completato quest’ultimo con una tesi intitolata “Exploring connections between near-Earth objects and meteoroid streams”, ha iniziato a lavorare al NEO Coordination Centre dell’ESA, con sede a Frascati.[1]

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su 2015 TB145.

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Wikipedia in lingua inglese ha una voce su WT1190F.

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgI mass media non mancano di mostrare un interesse continuo per gli argomenti di astronomia “classica”, che trattano al pari dell’astrofisica e delle nuove frontiere nello studio dell’universo. Negli scorsi mesi, ad esempio, altri due oggetti passati sopra le nostre teste sono balzati all’attenzione della stampa generalista: 2015 TB145, un asteroide, e WT1190F, un probabile detrito di origine umana. Secondo te alla base c’è una forte richiesta da parte del pubblico? Soprattutto, continuerà in futuro?

Micheli : Nei primi anni del mio interesse amatoriale per l’astronomia ho avuto l’occasione di partecipare ad attività di divulgazione astronomica, grazie ad eventi organizzati dall’osservatorio Serafino Zani di Lumezzane, o scrivendo per la rivista Astronomia; fin da subito ho notato che molte persone sono attratte verso la scienza in generale, ma verso l’astronomia in modo ancor più particolare. Forse perché anche le semplici osservazioni astronomiche a occhio nudo sono un’esperienza che colpisce profondamente. L’astronomia inoltre è oggigiorno quasi unica tra le scienze sperimentali, perché gode ancora del contributo di parecchi appassionati competenti, che anche con strumentazioni amatoriali e poco costose riescono a ottenere risultati scientifici di valore, non solo come soddisfazione personale, ma anche come contributo generale alla scienza. Questo fatto, già da solo, dice molto di questa disciplina, capace di catturare l’interesse e l’investimento di tempo ed energie di migliaia di persone, dalla formazione più variegata. La scoperta di nuovi asteroidi per esempio è stata per anni una delle principali attrattive per gli astronomi amatoriali, e ha dato grandi soddisfazioni a centinaia di astrofili.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgSul passaggio di 2015 TB145 e WT1190F sei già stato intervistato o ripreso da varie testate giornalistiche italiane e straniere (Wired, LaVanguardia, der Standard). Quando hai iniziato la carriera d’astronomo ti aspettavi di dover interagire così tanto con i mezzi di informazione?

Micheli : L’interazione con i media, italiani o esteri, è effettivamente una delle componenti fondamentali in questo lavoro. Già dagli inizi della mia passione astronomica avevo avuto occasione di essere intervistato da media locali, ad esempio il Giornale di Brescia. Ora che lavoro al centro sui NEO dell’ESA la comunicazione degli eventi sugli asteroidi è diventata una delle nostre mansioni ufficiali, e quindi i nostri risultati, e anche le immagini che produciamo, vengono spesso riprese da testate anche internazionali.[2]

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgHai seguito entrambi gli oggetti per conto del SSA NEO Coordination Centre. Cosa è esattamente?

Micheli : Il NEO Coordination Centre è stato fondato alcuni anni fa dall’ESA, all’interno del suo programma Space Situational Awareness (SSA), che si occupa di raccogliere informazioni su tutti i pericoli per la Terra che possono venire dallo spazio. Ha due compiti chiave: produrre e distribuire informazioni aggiornate sui NEO a scienziati, pubblico, media e decision-makers (in caso di pericolo di impatto reale e concreto), e allo stesso tempo raccogliere osservazioni di asteroidi pericolosi, grazie ad un network mondiale di osservatori e collaboratori. La mia mansione specifica è proprio questa seconda parte.[3]

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgEntriamo nel dettaglio del primo evento. Il 31 ottobre, intorno alle 18, l’asteroide 2015 TB145 (circa 400 m di diametro) ha sfiorato il nostro pianeta alla distanza di 1,3 volte che ci separa dalla luna. L’asteroide ha avuto il nomignolo di spooky o great pumpkin per la concomitanza con la festa di Halloween. Non è il primo di questi eventi a finire sui giornali negli ultimi mesi: per esempio 2004 BL86, dal diametro di mezzo chilometro, si è avvicinato alla Terra il 26 gennaio 2015. Sbaglieremmo a pensare che questi avvistamenti stiano quasi diventando routine?

Micheli : Il passaggio di 2015 TB145 non è in realtà stato particolarmente eccezionale dal punto di vista scientifico. Oggetti di questo tipo si avvicinano alla Terra abbastanza spesso: come giustamente dici un evento simile è avvenuto per esempio all’inizio di quest’anno. Un oggetto di queste dimensioni, transitato così vicino alla Terra, sarebbe stato comunque scoperto entro pochi giorni dal passaggio ravvicinato, e quindi mi aspetto che la frequenza totale di questi passaggi rimanga abbastanza costante. Quello che probabilmente è cambiato nell’ultima decade è la maggiore attenzione mediatica, talvolta giustificata e altre volte, a mio parere, eccessiva.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgRispetto a altri sfioramenti avvenuti negli anni passati, 2015 TB145 è stato in qualche modo “particolare”? Per esempio alcune fonti d’informazione generalista hanno posto in rilievo la possibilità di ottenere per la prima volta delle immagini radar di oggetti simili con una buona risoluzione per conoscere così qualcosa di più sulla natura degli asteroidi.

Micheli : L’aspetto che rende 2015 TB145 interessante è che, a differenza della maggior parte di NEO grandi, questo oggetto è stato scoperto solo poche settimane prima del passaggio ravvicinato, e non molti anni prima. Ad oggi la maggioranza degli oggetti di queste dimensioni sono stati scoperti, ma il fatto che alcuni siano ancora ignoti rende evidente che le campagne di monitoraggio del cielo sono ancora necessarie (e lo saranno per molte decadi a venire). Quanto all’osservazione via radar ad alta risoluzione, questo oggetto non è stato particolarmente eccezionale. Immagini simili di qualche decina di oggetti sono state ottenute negli ultimi anni, e 2015 TB145 non si è rivelato particolarmente interessante neanche da questo punto di vista.

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgLa notizia di fine ottobre è stata poi oscurata dal più piccolo WT1190F, del quale già a fine mese era stato previsto un impatto il 13 novembre e che si riteneva essere, per forma e densità, un probabile rifiuto di qualche missione spaziale. Molte fonti sostenevano che fosse stato identificato infine con una parte del vettore dell’Apollo 10, ma la cosa non è stata mai del tutto chiara. Si è capito alla fine cosa era probabilmente WT1190F?

Micheli : Purtroppo no, nessuno è riuscito a determinare con certezza cosa fosse. L’ipotesi di essere un componente dell’Apollo 10 è quella che ha circolato di più sui media, probabilmente per il fatto che la missione è ben nota al grande pubblico, e forse anche per l’attraente nomignolo “Snoopy” associato all’oggetto. L’unica cosa che sappiamo per certo è che l’oggetto era in orbita terrestre almeno dal 2009, perché siamo riusciti a trovare osservazioni di quell’epoca. Potrebbe ovviamente essere anche molto più vecchio, ma sicuramente non più recente.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgCercando fra i risultati su Google Notizie, l’arrivo di WT1190F è stato in effetti più ripreso del passaggio del precedente 2015 TB145. Anche per la comunità astronomica uno degli eventi si è rivelato più interessante? Lo suo studio di WT1190F è stato inoltre diverso da quello di 2015 TB145 mentre si avvicinava alla terra?

Micheli : Decisamente. Il rientro di WT1190F ha fornito un’occasione irripetibile per studiare un oggetto in traiettoria di impatto con la Terra. Nonostante l’oggetto fosse artificiale, data la sua orbita molto lontana dalla Terra, e fuori dall’atmosfera, questo evento è stato una perfetta simulazione di cosa fare nel caso di un futuro impatto asteroidale. Per esempio, il nostro centro si è attivato per ottenere più osservazioni possibili, anche con grandi telescopi, per studiarne l’orbita, la composizione e il moto, e i risultati sono stati ottimi.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgAlcune fonti riportavano un probabile spettacolo di una palla di fuoco nel cielo diurno. L’impatto era anche relativamente vicino alle coste dello Sri Lanka, non in pieno oceano. Alla fine almeno a leggere la stampa generalista però non sembra che si sia organizzato uno studio sul campo di più ravvicinato, come mai? Non si ha ancora o non si avrà mai una tale reattività a livello operativo?

Micheli : Al contrario, è stato fatto molto! Il rientro dell’oggetto nell’atmosfera, e la sua disintegrazione, sono stati osservati da un team di astronomi (compreso un nostro collaboratore) che hanno organizzato un sorvolo aereo, con un business jet.[4] Vari altri team hanno anche tentato osservazioni da terra, dalla costa Sud dello Sri Lanka, ma purtroppo le pessime condizioni meteo hanno precluso ogni risultato. Queste osservazioni del rientro sono molto importanti. Ad esempio, si spera che i dati che hanno ottenuto possano rivelare informazioni utili per determinare meglio le caratteristiche e la composizione dell’oggetto, e quindi ridurre il range di candidati possibili e magari identificarlo con certezza. In generale, esiste già un network di astronomi che è “in allerta” per organizzare campagne di osservazioni sul campo in caso di impatti. In questo caso il network ha reagito molto bene perché avevamo un preavviso di molte settimane, ma l’obiettivo è quello di avere un sistema con ramificazioni in vari paesi, in grado di mettere un team sul campo entro 24-48 ore dal momento in cui si sappia di un impatto imminente.

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgIl nome WT1190F ha causato qualche ilarità[5]. In genere hai anche tu avuto l’impressione in questi anni che la divulgazione generalista si focalizzi poco sullo spiegare il nome degli oggetti? Per esempio balza agli occhi che 2015 TB145 è una sigla che riporta chiaramente l’anno, mentre WT1190F no, perché?

Micheli : La storia del nome di WT1190F è stata effettivamente oggetto di molta attenzione. In realtà la spiegazione di questa denominazione “anomala” è molto semplice. Ogni volta che un nuovo oggetto viene identificato da survey di scoperta, questi assegnano internamente un “codice” identificativo, spesso generato da calcolatori con algoritmi vari e più o meno casuali. Nei casi normali questo codice sopravvive solo pochi giorni, perché appena ulteriori osservatori confermano l’esistenza dell’oggetto, questo riceve una designazione ufficiale anno+lettere+numeri (come quella di 2015 TB145) che sovrascrive la designazione temporanea. Per WT1190F però questo processo non è accaduto, perché ci si è subito resi conto che l’oggetto era probabilmente artificiale, e quindi non gli è mai stata assegnata una designazione asteroidale. Dato che purtroppo non era noto a che oggetto corrispondesse, la designazione temporanea assegnata al momento della scoperta è rimasta l’unica disponibile.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgPiù in generale, sfogliando la stampa generalista, quali informazioni, specifiche o peculiarità dei due eventi secondo te non è stato generalmente colto o comunque divulgato?

Micheli : Per 2015 TB145 non ho visto nessun media generalista che abbia fatto notare il preavviso abbastanza piccolo con cui era stato scoperto, pur essendo un evento di routine. Per WT1190F, invece, la mancanza più grave a mio parere è stato il focalizzarsi sull’identificazione, senza menzionare che in ogni caso l’evento era estremamente interessante come test in vista di un futuro impatto di un oggetto naturale.

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgSempre parlando di divulgazione, tu sei anche sporadicamente attivo come wikipediano registrato, un po’ di più come IP. Editi soprattutto su wikipedia in inglese, giusto? Che giudizio daresti sulla copertura dell’evento sulle piattaforme wiki? Le voci sui due oggetti ti sembrano ad esempio abbastanza complete e accurate?

Micheli : Riferendomi alla versione inglese delle pagine di questi due oggetti, personalmente le giudico entrambe ottime, in particolare quella su WT1190F che fornisce anche informazioni non banali rendendole accessibili al pubblico. Purtroppo noto che l’edizione italiana non ha invece alcun articolo riguardo a WT1190F, a conferma della mia convinzione che non abbia ancora raggiunto, almeno in ambito astronomico, un livello di profondità e accuratezza al pari della prima.

Note[]

  1. Marco MICHELI. 2010. URL consultato il 27-01-2016.
  2. N.d.R.: alcune informazioni sui diritti di riutilizzo delle immagini ESA sono disponibili su Intellectual Property Rights
  3. NEO Coordination Centre
  4. WT1190F Reentry on 13 November 2015
  5. twitter.com/wt1190f/…

Fonti[]

Anna Lisa Bonfranceschi. «Come seguire online l’asteroide di Halloween». Wired, 30-ottobre-2015.

«Dove è caduto il detrito spaziale WT1190F le previsioni esatte per metà». http://it.blastingnews.com/, 16-novembre-2015.


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December 6, 2015

Conferimento del premio Erasmo 2015 a Wikipedia

Conferimento del premio Erasmo 2015 a Wikipedia

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domenica 6 dicembre 2015

Wikinotizie di oggi
6 dicembre
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La grande sala del Palazzo Reale in attesa del Re; in prima fila Jimmy Wales.

La comunità internazionale di Wikipedia è stata premiata col prestigioso premio Erasmo. Di seguito un breve resoconto del conferimento e degli eventi connessi da parte di un Wikipediano presente.

Il 25 novembre ad Amsterdam è stato assegnato il premio Erasmo alla comunità internazionale dei Wikipediani. Facendo parte della delegazione tedesca ho avuto la possibilità di partecipare a questo evento speciale nel Palazzo Reale della capitale olandese, essendo l’unico italiano presente. Visto che il conferimento di questo premio assai prestigioso è un evento unico, Wikimedia Nederland (WMNL) ha organizzato una serie di eventi connessi. Il convegno Reading Wikipedia della KNAW in collaborazione con l’Università di Amsterdam, tenutosi il 23 novembre, non l’ho potuto attendere; l’evento successivo invece, la lezione Wikipedia and Governance di Jimmy Wales con discussione generale, ha servito come introduzione alla serata del conferimento: nella sala evento del club Paradiso il fondatore di Wikipedia ha spiegato la struttura gerarchica del progetto, basandosi soprattutto sulla Wikipedia inglese, e le difficoltà che si incontrano e che si incontreranno in futuro. Problemi principali per Wales sono una mancanza di amministratori (a causa di criteri di elezione troppo rigidi) e la non-comprensione del wikitesto da parte di nuovi utenti. Ha anche difeso il principio del neutral point of view, che secondo lui non è impossibile raggiungere, come suggerito da altri. D’altro canto ha dichiarato che raggiungere un livello di citabilità anche scientifica per lui non è un obiettivo principale di Wikipedia, rispondendo a domande a proposito di studenti e professori universitari.

Per tutta la settimana, l’Università di Amsterdam ha offerto ai Wikipediani e agli altri interessati un’esclusiva mostra della propria collezione di enciclopedie storiche. Si potevano sfogliare vecchi libri e conoscere fatti storici sulle prime enciclopedie e anche su primissimi casi di plagio. Molto impressionanti i disegni dettagliatissimi che nei diversi volumi accompagnavano il testo.

Il momento del conferimento; da sinistra: Adele Vrana, Lodewijk Gelauff, Phoebe Ayers, Re Guglielmo Alessandro e Martijn Sanders.

Alle quattro di pomeriggio, la parte ufficiale del conferimento è iniziata. Eravamo all’incirca 60 Wikipediani europei e un gran numero di Wikimediani di tutto il mondo; vederli tutti vestiti così seriamente non è proprio un’esperienza di tutti giorni. La sera è stata introdotta da un breve filmato, trattando soprattutto Wiki Loves Monuments con la partecipazione di Wikipediani austriaci, ed è proseguita con discorsi di Martijn Sanders, Max Sparreboom e Bregtje van der Haak (da parte della Stichting Praemium Erasmianum). Nel momento principale, il premio è stato simbolicamente conferito da parte del re dei Paesi Bassi a tre Wikip/mediani: Lodewijk Gelauff, Phoebe Ayers e Adele Vrana. Dopo un breve intermezzo musicale, i tre premiati hanno tenuto i loro discorsi di accettazione, congratulandosi con i Wikipediani internazionali. Al termine è seguito un ricevimento, offerto dal Re, durante il quale è stato possibile incontrare colleghi/e internazionali. Ma anche Jimmy Wales e molti collaboratori di Wikimedia erano presenti. Per tutti gli interessati, la sera si è poi conclusa con un Wikimeet nel ristorante galleggiante Sea Palace, organizzato da WMNL, dove si continuava col networking internazionale.

Il conferimento del premio Erasmo non solo mi ha reso possibile trascorrere due giorni nella Venezia del nord, ma mi resterà impressa nella mente come un’esperienza unica che per tutti noi dovrebbe essere un altro grande stimolo a continuare con ciò che facciamo: il nostro lavoro è importante, è basato su un modello unico e raggiunge milioni di persone in tutto il mondo!

Collegamenti esterni[]

Commons

Commons contiene immagini e file multimediali su Conferimento del premio Erasmo 2015 a Wikipedia.

Fonti[]


Notizia originale
Questo articolo contiene notizie di prima mano comunicate da parte di uno o più contribuenti della comunità di Wikinotizie.

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July 10, 2015

Un maestro dell\’incisione. Intervista a Pietro Diana

Un maestro dell’incisione. Intervista a Pietro Diana

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intervista a cura di Alexmar983

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venerdì 10 luglio 2015

Il 28 dicembre di quest’anno Pietro Diana compirà 84 anni. Anni che ha trascorso un po’ defilato dal grande pubblico sopratutto per scelta personale, ma che lo hanno visto vivere una carriera artistica indubbiamente intensa e sfaccettata. Pietro Diana è stato un maestro nel vero senso del termine, essendosi dedicato con passione anche all’insegnamento per oltre quarant’anni, titolare della prima cattedra di tecniche dell’incisione della Accademia di belle arti di Brera dal 1976 al 1997. È un artista poliedrico, e non solo nelle tematiche affrontate, caratterizzandosi per grande laboriosità e perfezionismo. Approfittiamo della sua esperienza per riflettere sul mondo dell’arte incisoria degli ultimi decenni.

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Wikipedia ha una voce su Pietro Diana.

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgLei si è dedicato all’insegnamento con convinzione, prima come assistente e poi come docente. Ritiene che questa esperienza abbia influito in qualche modo sulla sua produzione, ponendola in contatto con il cambiamento o con le novità in un modo diverso da altri suoi colleghi? Ci sono ad esempio sperimentazioni che non avrebbe intrapreso se non avesse insegnato all’Accademia?

Diana : Con gli allievi si stabilisce un dialogo, talvolta un’osmosi. Degli scambi avvengono, ma non è detto che nel campo dell’arte la sperimentazione conduca a risultati concreti apprezzabili, come in un laboratorio di chimica o di biologia. Ci possono essere delle conquiste, condivisibili, che possono suggerire nuove aperture, nuove strade verso cui avviarsi. Non è molto frequente, tuttavia, imbattersi in suggerimenti significativi. Nel mondo dell’arte ricerca e sperimentazione incidono meno che in altri campi.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgCome insegnante ha aiutato i giovani ad esprimere la propria creatività trasferendo loro adeguate competenze tecniche. Secondo lei è possibile che nelle società postindustriali l’impoverimento di queste ultime riduca drasticamente la voglia di sperimentare, a livello pratico, del singolo individuo? Nella ricerca accademica e tecnico-scientifica la sperimentazione è inoltre divenuta difficile senza grandi investimenti, possibili solo con il supporto di grandi complessi industriali o iniziative transnazionali. C’è, anche nel mondo dell’arte, il rischio che l’originalità a livello di tecnica sia sempre meno nelle mani del singolo e che la sperimentazione perda di profondità?

Diana : Dipende molto dal tipo di ricerca, dal campo. In certi settori la ricerca richiede investimenti significativi e gioco di squadra, una sinergia, una collaborazione tra specialisti diversi. L’intuizione però raramente deriva da un lavoro di squadra: costituisce l’aspetto propriamente creativo, presente anche nella ricerca scientifica, e l’intuizione di gruppo non è fenomeno frequente. Anche in campo artistico ci sono stati e ci sono tuttora dei gruppi: i risultati variano, come anche la loro persistenza. Ma non si può escludere d’incappare nel rischio di voler “semplificare” un po’ troppo. Per il resto, ai giovani si forniscono solo degli strumenti, lasciandoli il più possibile liberi nelle loro scelte.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgSempre parlando di sperimentazione tecnica, lungo il suo percorso artistico lei si è dedicato anche alla creazione di automates, congegni meccanici animati, a metà fra la scultura e l’oggetto fantastico. Questo interesse si è protratto per decine di anni, e può essere considerato almeno inizialmente simile a un hobby. Secondo lei queste lunghe sperimentazioni sono oggi alla portata di chi fa arte per vivere e si deve confrontare con un mercato molto dinamico?

Diana : Secondo un noto aforisma, la differenza tra bambini e adulti sta nel prezzo dei loro giocattoli. Gli automates sono per me dei giocattoli di un certo lusso: per me il giuoco consiste appunto nell’idearli e costruirli, e non risponde a logiche economiche. Naturalmente è un discorso personale, non generalizzabile. Anche se per amore di verità devo precisare che quando ne esposi per la prima volta, a Torino, città legata a una tradizione esoterica, magica e misterica, mi capitò di venderne cinque. Avevo incontrato altri cui piacevano gli stessi giocattoli.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Pensa che la diffusione dell’arte concettuale nei mezzi di comunicazione di massa abbia contributo a svilire la percezione del pubblico del ruolo che la preparazione (l’abilità tecnica e le competenze storico-artistiche) gioca nella formazione di un artista?

Diana : Se accettiamo, almeno come ipotesi di lavoro, l’asserto di Klee secondo il quale “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”, lo sforzo maggiore dell’artista dovrebbe essere teso a tentare di “esprimere l’inesprimibile”. Non è un problema di tecnica, o di sperimentazione. Alle competenze tecniche è stata attribuita un’importanza sempre minore, il più delle volte puntando alla ricerca di soluzioni “nuove”, in realtà sempre più semplici: “Fare con meno”. Ma non sempre le scorciatoie pagano appieno. Si è poi finito per privilegiare l’idea in sé, senza badare alla sua (eventuale) realizzazione. Ma è ancora lo stesso “fare arte”?

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgIl copyright è un aspetto interessante che si affronta pochissimo nella scuola dell’obbligo, anche se per chi svolge un lavoro creativo è indubbiamente un aspetto centrale. Nell’arte dell’incisione ci sono voluti ad esempio decenni per produrre una definizione operativa di originalità; un dibattito che ha portato alla “Dichiarazione di Incisione Originale” del 1994 e a cui all’epoca lei ha partecipato, ricordando l’importanza di distinguere fra tecniche di espressione e tecniche di riproduzione. I mezzi offerti dal progresso tecnico, favorendo la riproducibilità, pongono da più di un secolo la tutela della creatività del singolo di fronte a sempre nuove sfide. Com’è possibile a suo avviso portare, se non i cittadini, almeno i giovani artisti a inquadrare correttamente il fenomeno?

Diana : L’argomento è complesso, e piuttosto spinoso. Le incisioni di Pieter Bruegel sono tuttora apprezzate e richieste, ma lui non ha mai toccato una lastra, ha solo eseguito i disegni. Sono opere “da” e non “di” Bruegel. E non è stato certo il solo, in questo. In tempi più recenti artisti famosi si sono affidati a litografi per la realizzazione delle matrici, con o senza supervisione: erano anche lavori ben fatti, ma non “di mano” di chi poi li ha firmati. Senza parlare poi delle falsificazioni vere e proprie. La “Dichiarazione” ha voluto regolamentare la materia, per quel settore specifico. Poi c’è sempre chi non rispetta le regole del giuoco. Il problema della tutela della paternità di un’opera d’arte è però molto più vasto e complicato e non ritengo sia il caso di addentrarsi nel ginepraio, in questa sede. Irrinunciabile è il “diritto morale” dell’autore, ma i casi di plagio non sono rari, anche illustri, nella storia dell’arte. Lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello, in fondo, non è un plagio dal Perugino, pur restando un capolavoro?

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgNello specifico qual è stato, a suo avviso, l’impatto della rete sul mondo dell’arte e del copyright? Con la capillare diffusione delle immagini sulle piattaforme sociali e lo sviluppo di motori di ricerca sofisticati, secondo lei anche la percezione di un artista in merito alla tutela del diritto d’autore potrebbe evolvere?

Diana : Certo, la riproducibilità tecnica e l’avvento della rete hanno ampliato il fenomeno. Ma il limite, a mio parere, consiste nello sfruttamento economico dell’immagine. E non penso a poster realizzati senza autorizzazione, ma all’utilizzo delle immagini a scopo pubblicitario. Anche solo nel campo della fotografia, non può essere consentito che chiunque voglia si serva liberamente dell’immagine di Marilyn Monroe con la gonna alzata per reclamizzare indumenti intimi, di Che Guevara con il sigaro per la pubblicità del tabacco, o di Hemingway con una bottiglia in mano … Ricordo ancora bene la Gioconda leonardesca utilizzata come etichetta, per dei biscotti, una robiola, e altro. Può sembrare scortese da parte mia, ma mi permetto di aggiungere che non mi sembra ottimale neppure che Wikipedia, per pubblicare la riproduzione un’opera d’arte a scopo esemplificativo, a scanso di possibili complicazioni future chieda all’autore l’accettazione preventiva di qualsiasi eventuale abuso in merito (”Dichiaro di essere a conoscenza del fatto che concedo a chiunque il diritto di usare l’opera in un prodotto commerciale e di poterla modificare a seconda delle proprie esigenze”). Mi sembra un punto debole in un’organizzazione per altro ammirevole e più che meritoria, un punto da rivedere.

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgLa rete è anche uno dei fattori che ha reso il mondo sempre più globale negli ultimi venti anni. L’altro è stato la nascita di un mercato mondiale progressivamente unificato. In un’intervista del 1994 lei, parlando del mercato, diceva che “quello europeo è una cosa, quello americano un’altra”. In un’epoca successiva alla nascita del WTO e all’esplosione economica dell’Asia una frase del genere ha ancora senso nella stessa misura?

Diana : Certo, il mondo è diventato sempre più globale, e la sfera delle conoscenze è sempre più condivisa. Il mercato dell’arte tuttavia è rimasto disomogeneo, con scale diverse. Gli artisti italiani sono poco presenti, e quotati, sul mercato internazionale, salvo poche note eccezioni, mentre artisti “internazionali” sono stati imposti sul mercato mondiale, e accettati. A monte ci sono state operazioni di marketing che hanno avuto origine strategiche di natura estranea alle logiche dell’arte in sé e del suo commercio. Sul finire degli anni Quaranta la potenza egemone ha voluto acquisire anche quella supremazia, e c’è riuscita: New York ha soppiantato Parigi come principale piazza mondiale del mercato dell’arte e correnti artistiche che in qualche modo potevano essere dichiarate “made in USA”, come l’espressionismo astratto, hanno conquistato mercati e primati. Sono stati fenomeni indotti, ormai ben conosciuti e studiati a fondo: alla Bocconi, almeno, se non a Brera. Ora si profilano scenari nuovi: tutto è in evoluzione, e non mi sento in grado di tentare di fare il profeta.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgIn un mondo “globalizzato” spesso l’immagine mediata dai mass media dell’artista è anche quella di un cittadino del mondo, di un globetrotter in cerca di sperimentazione nelle grandi aree urbane postmoderne. Potrebbe stupire quindi leggendo la sua biografia apprendere che lei abbia insegnato a Brera per molti anni, abbia conosciuto a Milano sua moglie e lavori da una vita sempre nel capoluogo lombardo in uno studio in via Panzini. Ha sicuramente viaggiato come molti, ma come artista i suoi viaggi maggiori rimangono tuttavia quelli della mente. Alla luce del suo percorso, crede che si possa ancora, al giorno d’oggi, restare legati in quanto artisti a una città?

Diana : Che io mi trovi fisicamente in California o sul Fiume Giallo influisce poco sulle mie tematiche: me le porto dentro, dovunque vada. Gli spunti dall’esterno incidono poco anche sul mio linguaggio. Non sono tenuto a seguire le mode locali. Semmai colgo degli spunti, che vengono poi assimilati ed elaborati, riemergendo a distanza di tempo. Per il resto … sì, a Milano mi sento a casa, tuttora.

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgLei ha partecipato alla Seconda Biennale d’Arte Sacra nel 1955, mentre al 1975 risalgono le Sei incisioni per la Pace in occasione dell’anno santo. Anche considerando la sua esperienza personale, come pensa che si evolverà il rapporto fra arte e religione, soprattutto in un paese come l’Italia dove è stato profondo (e fecondo) per secoli?

Diana : Il senso del Sacro è una delle tante componenti dell’animo umano, anche se nel tempo si è molto ridimensionato. Il nostro contesto culturale è rimasto quello della tradizione cristiana e cattolica. Ma è difficile possano ripetersi i fasti del passato, che erano stati resi possibili dalla concomitante presenza di geni dell’arte, di esponenti della Chiesa illuminati e competenti, e di disponibilità economiche grandiose. In tempi recenti, Papa Roncalli conosceva personalmente Manzù e gli concesse carta bianca: non è da tutti. Papa Montini aveva come segretario Monsignor Pasquale Macchi, persona notevole per competenza e buon gusto. Oggi il Cardinal Ravasi è un esponente di vastissima cultura e di sicure competenze, ma non credo sia in grado di commissionare grandi opere. Oltre alla preparazione e all’ampiezza di orizzonti (che non è detto coincidano sempre) occorrono anche mezzi finanziari e volontà d’impiegarli per la cultura e l’arte. Temo ci si debba accontentare di lavori minori e di qualità più modesta. C’è molta mediocrità, ovunque, attualmente. E ci si accontenta.


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April 13, 2015

Wikivoyage raggiunge i suoi primi 5.000 articoli!

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Wikivoyage raggiunge i suoi primi 5.000 articoli!

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lunedì 13 aprile 2015

Il logo celebrativo di Wikivoyage

Lo scorso 11 aprile 2015, la versione italiana di Wikivoyage, con la pubblicazione dell’articolo sui Patrimoni mondiali dell’umanità in Italia, raggiunge quota 5.000!

Lo sforzo di tutti i partecipanti al progetto (dai più assidui a quelli occasionali) è stato significativo, infatti dall’ingresso di Wikivoyage nella fondazione Wikimedia, il numero di articoli è più che raddoppiato, migliorando sensibilmente la copertura della guida.

Il lavoro svolto non è solo misurabile con la quantità di articoli, ma anche con la qualità degli stessi. Nell’arco di questi due anni si è cercato di creare dei modelli più adeguati da seguire per la creazione di tutti i nuovi articoli, uniformando al contempo tutti gli esistenti. Si è cercato inoltre di incentivare la creazione di bozze con informazioni minime, e non di pagine contenenti il mero modello vuoto.

Il progetto è comunque ancora molto giovane, quindi la strada da fare per trasformare ogni articolo presente in una guida vera e propria è lunga. Tuttavia sono molti gli articoli che Google premia mostrandoli nella prima pagina dei risultati di una ricerca; un esempio di Stato è la Finlandia, uno di città è Pskov, uno di quartiere è Pest, e moltissimi altri.

Quasi in concomitanza dell’agognato traguardo, il gruppo di lavoro della versione italiana di Wikivoyage è riuscito anche a sviluppare e implementare delle novità tecniche, tra cui l’integrazione degli articoli col sistema GPX. Tramite l’apposita icona situata in alto a destra di ogni articolo, è possibile scaricare il tracciato GPX dei POI (Point Of Interest, in italiano punti d’interesse) elencati in tale articolo, e i percorsi ad esso associati. Questo tracciato potrà essere caricato in un qualsiasi dispositivo GPS compatibile, per poter visitare un determinato luogo seguendo i suggerimenti di Wikivoyage anche in assenza di connessione internet.


Fonti[]


Notizia originale
Questo articolo contiene notizie di prima mano comunicate da parte di uno o più contribuenti della comunità di Wikinotizie.

Vedi la pagina di discussione per maggiori informazioni.


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April 11, 2014

È morta Adrianne Wadewitz, attivista di Wikimedia

È morta Adrianne Wadewitz, attivista di Wikimedia

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Stati Uniti d’America, 11 aprile 2014

Video in inglese del 2012 in cui Adrianne parla dell’impatto di Wikipedia

Adrianne Wadewitz

Ieri mattina perso, sul sito del social network Facebook, è stata resa nota la notizia della morte, durante un’arrampicata in montagna, di Adrianne Wadewitz, attivista di Wikimedia. Adrianne era ben conosciuta nella comunità di Wikimedia per il suo attivismo e il suo aver puntato l’attenzione sulla scarsa percentuale di contribuzioni femminili a Wikipedia. Era anche molto attiva all’interno della dirigenza della Wiki Education Foundation, l’associazione senza scopo di lucro che promuove i progetti educativi in Canada e Stati Uniti.

Adrianne Wadewitz è stato uno dei volti noti nei mezzi di comunicazione come rappresentante delle donne contributrici a Wikipedia (secondo alcuni calcoli solo il 10% dei contributori totali). Durante la sua vita è stata più volte intervistata da organizzazioni importanti come la BBC, The Huffington Post e LIFO. Come si può facilmente immaginare, Adrianne è stata anche molto attiva come contributrice in prima persona alla versione inglese di Wikipedia. Tra i suoi contributi vanno segnalati:

  • Mary Wollstonecraft
  • Thoughts on the Education of Daughters
  • Mary: A Fiction
  • A Vindication of the Rights of Woman
  • Maria: or, The Wrongs of Woman
  • Timeline of Mary Wollstonecraft
  • Fanny Imlay
  • Mary Shelley
  • Anna Laetitia Barbauld
  • Sarah Trimmer
  • Mary Martha Sherwood

I suoi primi contributi risalgono a luglio 2004. Durante la sua attività di insegnante ha coinvolto due classi di suoi studenti nel progetto ed è stata attiva con nel FemTechNet Wikistorming, un tentativo accademico di incoraggiare più donne a contribuire accademicamente a Wikipedia. Il mese scorso ha scritto molteplici pagine di blog su HASTAC, un progetto collaborativo dedicato a coloro che contribuiscono sui temi accademici su Wikipedia.

Al momento della morte, era Fellow del Mellon Digital Scholarship all’Occidental College e nel 2011 aveva ottenuto il PhD dall’Indiana University.

Gli altri wikipediani stanno ora adornando la sua talk su Wikipedia con immagini floreali. Una nota in cima alla pagina invita gli utenti a lasciare delle condoglianze, che in effetti stanno arrivando a dozzine. Un contributore ha scritto:”Questa è una perdita tremenda per la comunità di Wikipedia e per il mondo intero. Non ce ne sono altre come lei”. Un altro ha scritto: Adrianne riuniva in se genialità, determinazione ed entusiasmo in qualsiasi cosa facesse”.

Fonti[]

Commons

Commons contiene immagini e file multimediali su Adrianne Wadewitz.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Wikimedian activist Adrianne Wadewitz dies, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

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August 9, 2013

È iniziata Wikimania 2013 ad Hong Kong

È iniziata Wikimania 2013 ad Hong Kong – Wikinotizie

È iniziata Wikimania 2013 ad Hong Kong

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venerdì 9 agosto 2013

Un momento della cerimonia d’inaugurazione di Wikimania 2013 ad Hong Kong.

In mattinata alla Polytechnic University di Hong Kong è stato dato il via a Wikimania 2013, la conferenza annuale dedicata ai progetti della Wikimedia Foundation, quest’anno ospitata nella città di Hong Kong. Jimbo Wales, il fondatore di Wikipedia, ha tenuto gli onori di casa presentando lo stato attuale dei progetti wiki. È stato ricordato il nuovo asteroide a cui è stato dato il nome Wikipedia e le tre edizioni – italiana, spagnola e russa – che hanno raggiunto il ragguardevole traguardo di un milione di voci. Rémi Mathis è stato scelto come wikipediano dell’anno: ad aprile aveva creato una voce su una base militare francese, utilizzando informazioni già rese pubbliche. Nonostante l’intimazione delle autorità francesi perché la voce venisse cancellata, in reazione all’evento la pagina è stata tradotta in quasi 50 edizioni di Wikipedia e ha ricevuto notevole attenzione globale, dando vita al cosiddetto effetto Streisand.

La conferenza prosegue per altri due giorni, con un programma che prevede oltre sette sessioni in contemporanea. Sono attesi centinaia di partecipanti, provenienti da ogni parte del mondo. Si tratta della nona edizione, cui seguirà nel luglio 2014 quella ospitata da Londra.


Fonti[]

Wikimania 2013 su meta.wikimedia.org

Collegamenti esterni[]

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April 10, 2013

Francia: per \”sicurezza nazionale\”, amministratore di Wikipedia costretto a cancellare una voce

Francia: per “sicurezza nazionale”, amministratore di Wikipedia costretto a cancellare una voce

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mercoledì 10 aprile 2013

La Direction Centrale du Renseignement Intérieur (DCRI, il servizio di intelligence interno francese) ha ottenuto da un contributore volontario della Wikipedia francofona che rimuovesse un articolo il cui contenuto avrebbe violato il segreto della difesa nazionale.

Ai primi di marzo, la DCRI ha contattato la Wikimedia Foundation, l’organizzazione no-profit che ospita l’enciclopedia Wikipedia, in merito ad una voce pubblicata nella versione francese, relativa ad una installazione militare francese. A giudizio della DCRI, la voce sarebbe stata una minaccia per il segreto della difesa nazionale e ne esigeva quindi l’immediata rimozione. La Wikimedia Foundation ha chiesto alla DCRI di specificare quali parti dell’articolo ritenesse problematiche. la DCRI non ha comunicato questi dettagli e ha ripetuto la richiesta di rimozione completa dell’articolo. Wikimedia Foundation ha respinto la richiesta della DCRI, ritenendo le informazioni fornitele non sufficienti a valutare la contestazione dell’articolo incriminato.

Insoddisfatta della decisione, la DCRI ha convocato nei suoi locali, giovedì 4 aprile, un collaboratore volontario della Wikipedia in lingua francese dotato dell’accesso allo strumento di cancellazione delle pagine, nonché presidente dell’associazione “Wikimédia France”[1]. Il volontario è stato sollecitato a procedere alla cancellazione dell’articolo incriminato in presenza degli stessi agenti, sotto pena di essere immediatamente sottoposto a fermo[2] e poi incriminato[3], nonostante le sue spiegazioni sul funzionamento dell’enciclopedia online. A fronte di queste pressioni, ha quindi deciso di ottemperare e di avvisare gli altri amministratori che avrebbero rischiato di incorrere nello stesso trattamento qualora avessero ripristinato la voce cancellata.

L’associazione Wikimédia France precisa che il volontario in questione non ha alcun rapporto con l’articolo in questione: non è l’autore del contenuto dell’articolo e ne ha scoperto l’esistenza nei locali della DCRI.

L’articolo incriminato si riferisce alla stazione radio militare di Pierre-sur-Haute, un sito militare “dedicato alle comunicazioni interarma francesi”. Radio France Inter sottolinea che il contenuto non sembra particolarmente sensibile, a prima vista.

Inoltre, il sito Rue89[4] ha sottolineato che i servizi segreti non hanno fornito dettagli sulla natura delle informazioni in questione né sul loro grado di riservatezza. Ora, per la legge francese, non è concepibile richiedere la rimozione di informazioni secretate senza fornire prova della loro secretazione.

Una volta cancellato, l’articolo è stato rapidamente ripristinato, per l’intervento di altri contributori di Wikipedia. Questo tentativo di rimozione ha rivoltato il web contro la DCRI. La voce è stata replicata, condivisa e tradotta nelle versioni di Wikipedia in altre lingue. Con circa 47 000 visualizzazioni, è la voce in francese più consultata del 6 aprile[5], le tre successive sono intorno alle 20 000 visualizzazioni ciascuna. Si tratta del fenomeno chiamato effetto Streisand.

Vi è un secondo effetto Streisand: diversi media stranieri si interessano alla vicenda, arrivando anche a parlare di tentativo di “censura” da parte della Francia nei confronti dell’enciclopedia collaborativa. Una ben negativa pubblicità, considerata la quantità degli utilizzatori di Wikipedia.

Vi è ancora un terzo effetto Streisand, in questo caso. Allo scopo di sottrarsi a qualsiasi ulteriore intimidazione, quattro amministratori della Wikipedia in francese particolarmente esposti hanno chiesto la sospensione del loro diritto di cancellazione delle pagine. Sotto minaccia o no, non sarebbero più soggetti ad eventuali nuove richieste della DCRI.


Fonti[]

Wikipedia

Wikipedia in lingua francese ha una voce su Wikipédia:Affaire Pierre-sur-Haute.

Note[]

  1. Wikimédia France, Association pour le libre partage de la connaissance – Il sito dell’associazione.
  2. [FR] Garde à vue en droit français, in fr.wikipedia.
  3. [FR] Mise en examen, in fr.wikipedia.
  4. [FR] Rue89, in fr.wikipedia.
  5. [Le voci più visitate del 6 aprile 2013]. wikiscan.org. URL consultato il 10-04-2013.
Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di La DCRI menace un administrateur de Wikipédia pour supprimer un article, pubblicato su Wikinews in lingua francese.

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February 2, 2013

L\’asteroide 274301 viene denominato \”Wikipedia\”

L’asteroide 274301 viene denominato “Wikipedia”

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sabato 2 febbraio 2013

L’orbita dell’asteroide 274301 Wikipedia

L’asteroide 274301 è stato uffcialmente denominato 274301 Wikipedia, in onore dell’omonima enciclopedia libera online.

La richiesta di denominazione era stata inizialmente proposta da Andriy Makukha, membro del consiglio direttivo di Wikimedia Ucraina, e quindi supportata da Jurij Ivaščenko, proprietario dell’osservatorio astronomico di Andrušivka, in Ucraina, dove era stato scoperto nell’agosto del 2008.

L’ufficializzazione della dedica è avvenuta il 27 gennaio 2013, con la pubblicazione da parte del Committee for Small Body Nomenclature dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU) della notizia nella Minor Planet Circular, a pagina 82403.

La motivazione della denominazione riporta:

« Wikipedia è un’enciclopedia online libera, gratuita, realizzata collaborativamente, lanciata nel 2001. In 11 anni di compilazione è diventata una delle più grandi opere di consultazione ed uno dei siti web più visitati su Internet. È realizzata in più di 270 lingue da parte degli appassionati di tutto il mondo. »

L’asteroide[]

274301 Wikipedia è un asteroide della fascia principale osservato per la prima volta dall’osservatorio di Andrušivka il 25 agosto 2008 alle ore 22:47 (UTC), e che nel settembre dello stesso anno ha ricevuto la denominazione provvisoria “2008 QH24“.

Gli studi compiuti sull’orbita compiuti avevano inoltre confermato che si trattava in realtà di un asteroide già osservato in precedenza: sia l’osservatorio francese Caussols-ODAS che gli osservatori Arizona Mount Lemmon Survey e Steward Observatory lo avevano in passato nominato rispettivamente 1997 RO4 e 2007 FK34.

Il 18 aprile 2011 è avvenuta l’assegnazione del numero 274301, in attesa di unirvi la denominazione.


Altri progetti[]

  • Collabora a Wikipedia Wikipedia contiene una voce riguardante 274301 Wikipedia

Fonti[]


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January 30, 2013

La nuova normativa sulle patenti. Il testo coordinato è sul web

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La nuova normativa sulle patenti. Il testo coordinato è sul web

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mercoledì 30 gennaio 2013

Il Decreto legislativo del 16 gennaio 2013 ha introdotto molte modifiche alla normativa sulla patente di guida recependo in pieno le indicazioni delle direttive europee.

Sul sito Normattiva, ed ora anche su Wikisource, si può leggere la laboriosa opera di raccordo tra le nuove norme con quella parte delle precedenti rimasta in vigore.

Dal canto suo il Ministero dei trasporti con sua circolare aveva anticipato le norme per la concessione delle nuove patenti. L’articolazione delle categorie porta a 15 tipi in quanto le patenti conseguite per le sottocategorie permetteranno di condurre solo alcuni tipi di veicoli

Le età minime per conseguire la patente sono state innalzate.

La principale novità che interessa i giovani è l’abolizione del patentino per la conduzione dei ciclomotori, sostituita dalla patente AM, conseguibile a 14 anni, ma che permette la circolazione negli altri stati europei solo a 16 anni.

Il testo di legge[]


Fonti[]


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Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Italia.

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January 22, 2013

Wikipedia in italiano raggiunge il milione di voci

Wikipedia in italiano raggiunge il milione di voci

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martedì 22 gennaio 2013

Il logo celebrativo di Wikipedia in italiano

Wikipedia in italiano, una delle numerose versioni linguistiche dell’enciclopedia online Wikipedia, l’enciclopedia libera, ha raggiunto oggi il traguardo storico del suo primo milione di voci.

L’edizione in italiano è stata la quinta a raggiungere questo traguardo, dopo le edizioni in inglese (2006), tedesco (2009), francese (2010) ed olandese (2011), ed è quindi a tutti gli effetti una delle più importanti e consultate al mondo.

La milionesima voce[]

L’attribuzione del titolo di milionesima voce non è però certa: la voce che ha fatto tagliare il traguardo sembra essere quella sugli 8mm, un gruppo musicale californiano, inserita alle 4:50 del 22 gennaio; altri possibili candidati sono Scautismo e guidismo in Portogallo e Federação Escotista de Portugal, ma (meno probabilmente) anche Archeanactide, una dinastia ellenica del V secolo a.C. e Le Formiche, un gruppo di scogli vicino a Ponza: tutte queste voci sono state create infatti in meno di un minuto.

L’Associazione Wikimedia Italia, corrispondente italiana ufficiale di Wikimedia Foundation, ha dichiarato nel proprio comunicato stampa che sarebbe insomma più corretto assegnare l’ex aequo a tutte queste voci. Al “Bar” di Wikipedia in italiano, luogo virtuale di incontro e discussione tra gli utenti del Progetto italofono, l’argomento è stato ampiamente dibattuto e, anche se sarebbe tecnicamente possibile risalire all’ordine preciso degli inserimenti, ciò pare essere troppo complesso: l’orientamento dei Wikipediani sembra quindi coincidere con quello di WMI, ovvero di assegnare il “premio virtuale” a più voci, in piena linea con lo spirito di condivisione alla base dell’enciclopedia online.

La storia[]

L’edizione in italiano di Wikipedia è stata aperta nel gennaio del 2001 e ad agosto ha visto la creazione della prima voce. Nel febbraio del 2003 contava mille voci, nel giugno 2004 10 000 e nel settembre 2005 erano già 100 000: negli ultimi sette anni, ogni circa sette-tredici mesi si aggiungevano altre centomila voci. Ciò significa che, in media, ogni giorno vegono create trecento nuove voci enciclopediche.

Ogni mese, su Wikipedia in italiano vengono effettuate oltre mezzo milione di singole modifiche, più o meno corpose (dalla “singola virgola” all’aggiunta di interi paragrafi): dal 2001 ad oggi, i singoli “salvataggi” sono stati, in totale, oltre 38 milioni. Circa i due terzi delle voci di it.Wiki sono più lunghe di 1000 caratteri e un quinto supera i 4000.

Il numero totale degli utenti iscritti a Wikipedia, benché l’iscrizione non sia obbligatoria, ha superato gli 800 000, con una media di quasi 500 utenze create ogni mese: di tutti gli utenti iscritti, oltre 8 000 hanno effettivamente contribuito nell’ultimo mese.

L’associazione[]

Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia Italia, afferma che «Il traguardo raggiunto è davvero importante, e ci rende fieri del lavoro che è stato compiuto in poco più di dieci anni. Ma siamo convinti che la quantità non debba essere disgiunta dalla qualità. Tantissime persone consultano l’enciclopedia, ma sono ancora pochi quelli che hanno il coraggio – “be bold”, letteralmente sii audace, è uno dei motti di Wikipedia – di correggere gli errori che trovano. Non possiamo essere esperti su tutto lo scibile umano, ma correggere un errore di ortografia è alla portata di tutti, e contribuisce ad avere un’opera sempre migliore».

«È poi naturale» continua Codogno «che al crescere del numero di voci e dell’importanza di Wikipedia anche il numero di diatribe all’interno dell’enciclopedia sta crescendo. Non bisogna però dimenticare che è la comunità di Wikipedia che mette in pratica le poche regole, i cosiddetti Cinque pilastri, che sono alla base dell’approccio collaborativo che è stato così fruttuoso per la crescita dell’enciclopedia. Il punto di vista neutrale è alla base di Wikipedia; la pubblicità e la promozione sono contrari al suo spirito».

Per Frieda Brioschi, presidente di Wikimedia Italia, quello di oggi «è un bellissimo traguardo, che dieci anni fa non sognavamo nemmeno. Quando abbiamo iniziato a porci degli obiettivi per avere un’enciclopedia completa e paragonabile, almeno per dimensioni, a quelle esistenti, ragionavamo su cifre decisamente più basse. Avere raggiunto una milestone così importante tuttavia non deve distogliere l’attenzione dalla continua revisione dei contenuti, al fine di fornire delle informazioni sempre più attendibili al lettore. Il prossimo obiettivo importante riguarderà il numero di utenti attivi: ora sono poco più di 8000 ed è un numero stabile ormai da diversi anni, sarebbe ora di farlo crescere».


Fonti[]


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