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April 13, 2014

Torino: manifestazione contro la vivisezione in piazza Castello

Torino: manifestazione contro la vivisezione in piazza Castello

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domenica 13 aprile 2014

Ieri in piazza Castello a Torino si è svolta la manifestazione organizzata da “NO RBM NO Vivisezione”[1], organizzazione che promuove il superamento della sperimentazione animale.

Hanno partecipato vari gruppi animalisti tra cui E.N.P.A. Sez. di Parma, l’Associazione dei Volontari La Pulce, l’Associazione Animalista La Lupa e Radiobau. Inoltre, erano presenti ospiti come Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi, il Prof. Bruno Fedi, Andrea Cisternino, Edoardo Gandini, la sosia di Liz Taylor ed il sosia di Gabriel Garko. Lo stesso giorno, sempre in piazza Castello, dalle ore 11.00 è stato anche allestito un banchetto informativo.

Stando agli organizzatori la partecipazione da parte dei cittadini è stata numerosa.

Fonti[]

Note[]

  1. Pagina Facebook “NO RBM NO Vivisezione”. URL consultato il 14-04-2014.

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March 6, 2014

Piemonte, 7 giorni a Cota per indire nuove elezioni

Piemonte, 7 giorni a Cota per indire nuove elezioni

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6 marzo 2014
Oggi il Tar del tribunale della regione Piemonte ha dato una settimana al Presidente della regione Piemonte Roberto Cota per indire delle nuove elezioni, se cio non verrà fatto, il caso verrà subito presentato al prefetto di Torino Paolo Basilone, queste sono le conclusione del Tar, che ha accolto così in favore l’intervento del consigliere dell’ M5S Davide Bono che chideva l’annullamento delle elezioni reginali 2010 e dell’ immediato ritorno alle urne.

Le nuove possibili elezioni si terranno il 25 maggio, in parallelo con quelle Europee. Ricordando che il Presidente del Piemonte era stato indagato a seguito di presunti rimborsi per le spese personali usando il denaro pubblico come rimborso, nel quale un po’ buffamente possiamo ricordare l ‘acquisto di mutande rigorosamente verdi.

Roberto Cota ad una manifestazione della Lega Nord nel 2013, alla sua sinistra Mario Borghezio


Fonti[]

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May 1, 2012

1º maggio, Torino: Fassino contestato, scontri tra polizia e autonomi

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martedì 1 maggio 2012

Wikinotizie di oggi
1 maggio
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Piero Fassino

Un 1º maggio piuttosto turbolento per il sindaco di Torino, Piero Fassino, che è stato contestato da un gruppo di giovani appartenenti al centro sociale Askatasuna.

Indice

L’aggressione sventata

La contestazione si è verificata alla partenza del corteo dei sindacati. Una trentina di militanti di Askatasuna ha fatto irruzione nella via nella quale si svolgeva la manifestazione e si è subito diretta verso la testa del corteo, dove si trovava il sindaco di Torino. Il contatto non è tuttavia avvenuto grazie alla rapida reazione della forze dell’ordine, che si sono frapposte tra i manifestanti e i giovani del centro sociale, impedendo così fisicamente a questi ultimi di scontrarsi con i primi. La Polizia ha dovuto ricorrere a una carica per allontanare i contestatori, che si sono effettivamente dispersi poco dopo. Da segnalare l’esplosione di una bomba carta. Al termine degli scontri alcuni giovani (tre o quattro, a seconda delle fonti) dei centri sociali sono stati portati in Questura.

I contestatori isolati e controllati a vista

Con il proseguire della manifestazione, un centinaio di giovani appartenenti a gruppi No Tav e ai centri sociali sono riusciti a prendere parte al corteo, ma la loro partecipazione non ha causato ulteriori disordini in quanto un cospicuo cordone di poliziotti in assetto anti-sommossa si è posizionato davanti a loro, “spaccando” in questo modo il corteo in due parti, per evitare il contatto tra autonomi e uomini delle istituzioni.

Fischi e spintoni

Non sono mancate le contestazioni anche quando il sindaco Fassino ha parlato dal palco in Piazza San Carlo, dove sono stati uditi numerosi fischi. Da registrare ulteriori tensioni anche durante la chiusura della manifestazione, quando alcuni giovani del Partito Democratico ed altri dei gruppi No Tav e CUB sono venuti alle mani.

Il commento dei sindacati di Polizia

A commentare gli avvenimenti Pietro Di Lorenzo, segretario provinciale SIAP, che ha parlato, riferendosi ai contestatori di Fassino, di «professionisti del disordine» che «hanno cancellato la presenza e la voce di chi è sceso in piazza per dimostrare la propria angoscia». Anche Massimo Montebove e Silverio Sabino, consiglieri nazionali SAP, seguono una linea analoga e parlano di «vile tentativo di aggressione al sindaco Fassino».


Fonti

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March 24, 2012

Sciolti per mafia sette comuni d\’Italia

Sciolti per mafia sette comuni d’Italia – Wikinotizie

Sciolti per mafia sette comuni d’Italia

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venerdì 24 marzo 2012

Il Consiglio dei Ministri italiano ha deliberato[1] ieri secondo quanto disposto dall’art. 143 del D.Lgs. 267/2000 lo scioglimento per infiltrazioni mafiose di sette comuni italiani. Si tratta di due comuni siciliani Salemi (amministrato da Vittorio Sgarbi) e Racalmuto, di due comuni campani Pagani e Gragnano, di due comuni calabresi Bova Marina e Platì e di un comune piemontese Leinì (che si va ad aggiungere agli altri tre comuni sciolti nel nord Italia).

La decisione è stata presa sulla base delle relazioni dei vari prefetti competenti che hanno riscontrato la presenza delle organizzazioni criminali all’interno delle pubbliche amministrazioni, con influenze che andavano dal settore appalti pubblici alle concessioni e autorizzazioni amministrative). Ora verranno nominate, con decreto del Presidente della Repubblica italiana, le varie commissioni straordinarie che guideranno gli enti per i prossimi 18 mesi prorogabili fino ad un massimo di 24 mesi.

Sempre di ieri la notizia che il governo intende estendere il criterio di scioglimento anche ai comuni e alle province che non si adoperino adeguatamente contro la corruzione. Il Ministro della Giustizia, Paola Severino, annuncia che il provvedimento sarà presentato alla Camera entro la fine di marzo.[2]

Approfondimenti in Wikipedia[]

  • Legge contro le infiltrazioni mafiose negli enti locali
  • Consiglio comunale – Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose
  • Commissario prefettizio – Scioglimento per infiltrazioni o condizionamenti mafiosi
  • Commissario straordinario – Il commissario straordinario per la gestione di enti locali sciolti per infiltrazioni della criminalità organizzata di tipo mafioso


Fonti[]

Note[]

  1. Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, fonte cit.
  2. il Fatto Quotidiano – La corruzione come l’infiltrazione mafiosa …, fonte cit.

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October 23, 2011

Corteo NO TAV, conclusa la manifestazione, evitati gli scontri

Corteo NO TAV, conclusa la manifestazione, evitati gli scontri

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domenica 23 ottobre 2011
Si è conclusa alle tre del pomeriggio con una dichiarazione di Alberto Perino la manifestazione NO TAV svoltasi in Val di Susa. Secondo gli organizzatori della protesta i partecipanti erano almeno 20 000. In testa al corteo erano presenti i sindaci dei paesi della valle. L’obiettivo era quello di raggiungere pacificamente la zona rossa creata dalle forze dell’ordine per tagliare le reti che la delimitavano, tale azione è stata compiuta e inoltre non sono avvenuti scontri con la polizia, come era avvenuto nelle precedenti contestazioni.

Dopo aver tagliato la recinzione che delimita la zona rossa il corteo si è diviso e qualche centinaio di manifestanti ha raggiunto la baita della Val Clarea, costruzione divenuta uno dei simboli del movimento NO TAV. All’interno della baita i manifestanti hanno fatto un’assemblea nella quale Alberto Perino, storico leader del movimento ha dichiarato:

« Credo che possiamo dirci più che soddisfatti. La manifestazione ha raggiunto gli obiettivi »

E ha aggiunto

« È andato tutto bene chi voleva che finisse male non ci è riuscito »

I manifestanti hanno quindi posto fine alla manifestazione ma hanno dichiarato che la baita verrà comunque presidiata permanentemente da un gruppo di NO TAV.


Fonti[]

Wikivoyage

Wikivoyageha un articolo suVal di Susa.

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September 6, 2011

Torino: sordomuto uccide il compagno, forse la gelosia come movente

Torino: sordomuto uccide il compagno, forse la gelosia come movente

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martedì 6 settembre 2011

Un grave omicidio è avvenuto nella serata di ieri nel centro di Torino, dove il quarantaduenne affetto da problemi di salute Ettore Brachetto ha ucciso un uomo – a quanto pare suo compagno di vita – con estrema efferatezza, secondo quanto descritto dai vicini di casa, e poi verificato sulla scena del delitto dalle forze di pubblica sicurezza, che al momento dell’irruzione in casa hanno trovato il carnefice ancora intento ad accanirsi sul corpo ormai esanime di Michelangelo Nicotra.

Secondo alcune testimonianze raccolte tra coloro che vivevano nello stesso stabile della presunta coppia, il possibile movente che ha scatenato la furia omicida del Brachetto potrebbe essere la gelosia, se non – ma non è ancora chiaro il movente – una questione meramente economica.


Fonti[]

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June 6, 2010

Arte: al via a Torino la mostra “Ex indumentis – Reliquie d’artista”

Filed under: Arte,Cultura e società,Europa,Istruzione,Italia,Piemonte — admin @ 5:00 am

domenica 6 giugno 2010

La fata turchina disse, rivolgendosi ai tre medici riuniti intorno al letto di Pinocchio: “Vorrei sapere da loro signori se questo disgraziato burattino sia morto o vivo!”. A quest’invito il Corvo, facendosi avanti per primo, tastò il polso a Pinocchio, poi gli tastò il naso, poi il dito mignolo dei piedi; e quand’ebbe tastato bene bene, pronunciò solennemente queste parole: “A mio credere il burattino è bell’e morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio che è sempre vivo!”. “Mi dispiace” disse la Civetta, “di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me invece il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero!”.

Questa metafora continuata di Carlo Collodi, ne Le Avventure di Pinocchio ben esprime la condizione umana in generale e più ancora quella dell’uomo d’ingegno che sopravvive a se stesso nella memoria collettiva, per quanto fatto e prodotto, diventando noto o famoso: scienziati, filosofi, santi, statisti, atleti, condottieri, cantanti, artisti… e guarda la sorte, anche Collodi e Pinocchio sono divenuti per l’universalità una sorta di reliquia degli antenati, e tutti i libri pubblicati di quella grande storia dei veri e propri ex-indumentis della coscienza di esistere e della conquista della coscienza e dell’umano valore.

Il mondo dell’artista estinto come reliquia: è questo l’ambizioso tema che intende affrontare la nuova mostra curata dal C.A.U.S. Centro Arti Umoristiche e Satiriche di Torino. I suoi curatori, Raffaele Palma e Vinicio Perugia, hanno infatti invitato un nutrito gruppo di noti artisti a reinventare per la contemporaneità un rito antico quanto il mondo: l’esposizione di venerabili reliquie. In questo caso si tratta di cimeli neo-moderni, che potrebbero divenire anch’essi antichi, concepiti e realizzati interpretando immagini, rimandi, indizi, feticci, atmosfere, oggetti “smessi” da star dello spettacolo o da altri artisti. Demitizzando, gli iconoclasti hanno fatto il massimo per regalare al visitatore atmosfere magiche e inattese: le scarpe di Jackson Pollock dipinte da Marco Piva, Riccardo Giordano con Helmut Newton, Maria Antonietta Onida con Lucio Fontana, Elisabetta Viarengo Miniotti con Piero Manzoni, solo per citarne alcuni.

Un impegno di gran pregio: saranno, infatti, ben 39 le “stravaganze” esposte negli spazi espositivi della Galleria d’Arte Fogliato di Torino, in Via Giuseppe Mazzini 9. Durante l’inaugurazione, sabato 12 giugno 2010 alle ore 17, il pubblico potrà ammirare in anteprima assoluta le antiche “neo-reliquie”, realizzate con indumenti d’uso quotidiano, ricordi di vestimenti legati ad un passato più o meno lontano, feticci d’autore, lavori personali o icone destrutturate di famose opere d’arte. Le tecniche utilizzate spazieranno dalla pittura alla grafica; dalla scultura, agli assemblati sino alla fotografia.

L’esposizione proseguirà sino al 3 luglio 2010 ad ingresso libero con il seguente orario: tutti i giorni 10 – 12,30 / 16 – 19,30. domenica e lunedì mattina chiuso. Tutte le opere, scaricabili gratuitamente, sono visibili al seguente indirizzo: http://www.caus.it/ex-indumentis.shtml


Fonti

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June 4, 2010

Torino: abbecedari protagonisti al VI Concorso Internazionale Calligrafico

Filed under: Arte,Cultura e società,Europa,Istruzione,Italia,Piemonte,Torino — admin @ 5:00 am

venerdì 4 giugno 2010

Abbecedario che Figura

SESTO CONCORSO CALLIGRAFICO INTERNAZONALE 2010

Abbecedario figurato una bella innovazione, che porterà una ventata di novità nella didattica nell’afabetizzazione e nell’ istruzione. Questi nuovi abbecedari sono i protagonisti del tradizionale Concorso Internazionale Calligrafico promosso dal C.A.U.S. Centro Arti Umoristiche e Satiriche di Torino.

La sfida proposta dal designer ed umorista Raffaele Palma, era difficile: impiegare lettere e numeri senza un diretto rapporto con le figure dimostrative. I nuovi abbecedari non ostentano più una lettera, vicino a un oggetto (il cui nome per questa inizia), bensì mostrano animali, persone, cose, paesaggi, che celano in se lettere, numeri e punteggiatura. Una filastrocca, indovinello, frase sollecita inoltre nel fruitore, la curiosità di scoprire le lettere e i numeri celati nel disegno. Tutto ciò favorisce l’allenamento della memoria visiva all’associazione d’immagini e idee, in grandi e piccini.

Le adesioni all’iniziativa sono state molteplici, dall’Italia, all’India, dalla Moldavia all’Iran. Diverse le sezioni del concorso, riservate ad artisti internazionali, nazionali, università, istruzione superiore e scuola dell’obbligo. Ne sono scaturiti interessanti elaborati, fantasiosi o rigorosi, in cui ogni lettera, numero o punteggiatura è l’iniziale dell’immagine di riferimento, ma diviene parte dell’immagine stessa.

Gli artisti hanno dimostrato che le variabili, grafiche ed interpretative, possono diventare infinite. Per esempio il calligramma A, può trasformarsi nell’immaginario dei concorrenti nel becco di un uccello, nell’ala di un insetto o in un cappello da clown. C’è chi ha utilizzato tutte le 26 lettere dell’alfabeto per disegnare un’immagine, chi solamente i 10 numeri, chi ancora ha concepito una figura usando le sole vocali, la punteggiatura e i numeri.

Le medaglie d’oro, sono state per ora consegnata, virtualmente, sul web! La manifestazione avrà, infatti, la propria conclusione ufficiale Martedì 23 novembre 2010. In quella giornata il Salone d’Onore dell’ Accademia Albertina di Belle Arti a Torino, ospiterà il Convegno “L’Arte del disegno negli abbecedari, strumenti didattici per l’alfabetizzazione, con l’alto patrocinio della Città di Torino e della stessa Accademia Albertina.

Negli ultimi duecento anni non vi è stata alcuna innovazione per quanto riguarda la composizione e l’impiego degli abbecedari. Se è ben vero che in questo lungo periodo, grafici ed artisti hanno realizzato splendide opere, trattando l’illustrazione di lettere e numeri, è altrettanto vero che nessuna novità è stata espressa in termini pedagogici, formativi, stilistici e semantici.

L’Expò, con le opere scaricabili gratuitamente, di concorrenti e vincitori è visibile al seguente indirizzo: http://www.caus.it/abbecedario-che-figura-autore.shtml


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May 27, 2010

Bancarotta dell’Università della Terza Età: indagato il presidente Campra

Bancarotta dell’Università della Terza Età: indagato il presidente Campra

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giovedì 27 maggio 2010

Torino è ancora al centro di uno scandalo, per la presunta gestione personalistica di un prestigioso ente culturale l’ Unitre – Università della Terza Età. La vicenda che coinvolge il suo presidente, Giuseppe Campra, ricorda per alcuni aspetti il più eclatante caso Soria, ex patron del Premio Grinzane Cavour.Erano mesi che le voci di dissidi interni emergevano come notizia ufficiosa, sino alla triste conclusione di qualche giorno fa, quando il malumore per la gestione di Giuseppe Campra è divenuto scontro aperto.Riportiamo, in sintesi, parte della lunga nota del Comitato Promotore, che annuncia: «[…] d’aver avviato, unitamente al Comitato Organizzativo e al Collegio dei Docenti, la costituzione della nuova Sede Locale di Torino […] ciò si è reso necessario a seguito dell’emersione di gravi inadempienze ed irregolarità gestionali ed amministrative verificatesi durante la gestione dell’Associazione Università della Terza Età riconducibili all’operato del signor Giuseppe Campra, non unico, bensì co-fondatore dell’Associazione di cui è stato Presidente fino al giugno 2009. Tali irregolarità sono state fatte oggetto dell’interesse dell’Autorità Giudiziaria competente, le cui indagini sono in corso […]»

Gli accertamenti riguarderebbero le violazioni di legge commesse nella gestione dei contributi pubblici e delle quote associative. Non secondaria la questione relativa alla sede dell’associazione. Per la Campra Geom. Cornelio & Figli Srl, (società di costruzioni di Giuseppe Campra), è infatti scattata la procedura fallimentare. L’immobile di Corso Francia 27, a Torino, sede dell’Unitre, rientra in tale procedura ed è sottratto a qualsiasi attività. Legittimo, quindi, il sospetto che il denaro dell’Unitre fosse utilizzato per appianare gli ammanchi di tale società, ma questo lo stabilirà l’inchiesta in corso.

Le irregolarità, comunque, si perpetuavano da anni, ed hanno portato l’Unitre al limite del collasso economico e morale. Morale a terra anche fra iscritti e docenti, che si sentono confusi, offesi e strumentalizzati. Hanno con entusiasmo profuso energie, attività e risorse finanziarie, ed è per questo che si accingono a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria competente.Per quanto riguarda i docenti, è necessario puntualizzare che la loro importante opera di divulgazione e istruzione è sempre stata resa a titolo gratuito, come ha dichiarato uno degli interessati: «Abbiamo prestato gratuitamente il nostro servizio all’Unitre. Il volontariato era il nostro credo, il minimo comune denominatore della nostra azione e ora davvero non si capisce dove siano finiti i soldi, visto che l’Associazione ha sempre usufruito di cospicui contributi pubblici, ma — spiega l’anonimo testimone — da qualche tempo qualcosa non andava… problemi di locali, bilanci, inesistenti, farraginosi e incompleti!»

L’Unitre scomparirà allora dalla scena culturale torinese? Niente affatto. È stato recentemente approvato il nuovo statuto, da cui è nata la nuova Unitre, ormai riconosciuta dai vertici nazionali. «Esiste un nuovo comitato promotore», ha dichiarato Gian Franco Billotti, vicepresidente dell’Unitre, «e nella nuova associazione si riconoscono quasi tutti i docenti e gli iscritti». Denaro a parte, esiste anche una questione di democrazia, continua Billotti: «L’associazione è sempre stata gestita in maniera personalistica. Da dieci anni dovevamo rivedere lo statuto, perché non era più in linea con la legge. Ma Campra non voleva saperne». Era quindi in gioco una sorta di supremazia personale che contrastava con le nuove norme, che prevedono nuovi statuti per queste associazioni, capaci di garantire trasparenza nella gestione, assemblee e vertici eletti periodicamente, con mandato limitato nel tempo.

Tutti d’accordo, dunque, tranne Campra, che ha dichiarato: «Non c’è una nuova Unitre! Esiste quella nata nel 1975: fondata da me. Se qualcuno vuole fare da sé, faccia pure, ma trovi un altro nome all’associazione e si cerchi altri docenti».In conclusione, Campra non ha alcuna intenzione di farsi mettere in pensione proprio dall’associazione che fa studiare i pensionati.

Intanto, a giorni sarà inaugurata la nuova sede torinese, nell’ex asilo di Corso Grosseto e Giuseppe Campra non ci sarà. La nuova associazione ha ormai avvisato tutti di non iscriversi, e di non versare la quota sul vecchio conto corrente. L’anno prossimo i corsi si sposteranno all’Educatorio della Provvidenza e in una scuola superiore ancora da stabilire.


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Bancarotta dell\’Università della Terza Età: indagato il presidente Campra

Bancarotta dell’Università della Terza Età: indagato il presidente Campra

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giovedì 27 maggio 2010
Torino è ancora al centro di uno scandalo, per la presunta gestione personalistica di un prestigioso ente culturale l’ Unitre – Università della Terza Età. La vicenda che coinvolge il suo presidente, Giuseppe Campra, ricorda per alcuni aspetti il più eclatante caso Soria, ex patron del Premio Grinzane Cavour. Erano mesi che le voci di dissidi interni emergevano come notizia ufficiosa, sino alla triste conclusione di qualche giorno fa, quando il malumore per la gestione di Giuseppe Campra è divenuto scontro aperto. Riportiamo, in sintesi, parte della lunga nota del Comitato Promotore, che annuncia: «[…] d’aver avviato, unitamente al Comitato Organizzativo e al Collegio dei Docenti, la costituzione della nuova Sede Locale di Torino […] ciò si è reso necessario a seguito dell’emersione di gravi inadempienze ed irregolarità gestionali ed amministrative verificatesi durante la gestione dell’Associazione Università della Terza Età riconducibili all’operato del signor Giuseppe Campra, non unico, bensì co-fondatore dell’Associazione di cui è stato Presidente fino al giugno 2009. Tali irregolarità sono state fatte oggetto dell’interesse dell’Autorità Giudiziaria competente, le cui indagini sono in corso […]»

Gli accertamenti riguarderebbero le violazioni di legge commesse nella gestione dei contributi pubblici e delle quote associative. Non secondaria la questione relativa alla sede dell’associazione. Per la Campra Geom. Cornelio & Figli Srl, (società di costruzioni di Giuseppe Campra), è infatti scattata la procedura fallimentare. L’immobile di Corso Francia 27, a Torino, sede dell’Unitre, rientra in tale procedura ed è sottratto a qualsiasi attività. Legittimo, quindi, il sospetto che il denaro dell’Unitre fosse utilizzato per appianare gli ammanchi di tale società, ma questo lo stabilirà l’inchiesta in corso.

Le irregolarità, comunque, si perpetuavano da anni, ed hanno portato l’Unitre al limite del collasso economico e morale. Morale a terra anche fra iscritti e docenti, che si sentono confusi, offesi e strumentalizzati. Hanno con entusiasmo profuso energie, attività e risorse finanziarie, ed è per questo che si accingono a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria competente. Per quanto riguarda i docenti, è necessario puntualizzare che la loro importante opera di divulgazione e istruzione è sempre stata resa a titolo gratuito, come ha dichiarato uno degli interessati: «Abbiamo prestato gratuitamente il nostro servizio all’Unitre. Il volontariato era il nostro credo, il minimo comune denominatore della nostra azione e ora davvero non si capisce dove siano finiti i soldi, visto che l’Associazione ha sempre usufruito di cospicui contributi pubblici, ma — spiega l’anonimo testimone — da qualche tempo qualcosa non andava… problemi di locali, bilanci, inesistenti, farraginosi e incompleti!»

L’Unitre scomparirà allora dalla scena culturale torinese? Niente affatto. È stato recentemente approvato il nuovo statuto, da cui è nata la nuova Unitre, ormai riconosciuta dai vertici nazionali. «Esiste un nuovo comitato promotore», ha dichiarato Gian Franco Billotti, vicepresidente dell’Unitre, «e nella nuova associazione si riconoscono quasi tutti i docenti e gli iscritti». Denaro a parte, esiste anche una questione di democrazia, continua Billotti: «L’associazione è sempre stata gestita in maniera personalistica. Da dieci anni dovevamo rivedere lo statuto, perché non era più in linea con la legge. Ma Campra non voleva saperne». Era quindi in gioco una sorta di supremazia personale che contrastava con le nuove norme, che prevedono nuovi statuti per queste associazioni, capaci di garantire trasparenza nella gestione, assemblee e vertici eletti periodicamente, con mandato limitato nel tempo.

Tutti d’accordo, dunque, tranne Campra, che ha dichiarato: «Non c’è una nuova Unitre! Esiste quella nata nel 1975: fondata da me. Se qualcuno vuole fare da sé, faccia pure, ma trovi un altro nome all’associazione e si cerchi altri docenti». In conclusione, Campra non ha alcuna intenzione di farsi mettere in pensione proprio dall’associazione che fa studiare i pensionati.

Intanto, a giorni sarà inaugurata la nuova sede torinese, nell’ex asilo di Corso Grosseto e Giuseppe Campra non ci sarà. La nuova associazione ha ormai avvisato tutti di non iscriversi, e di non versare la quota sul vecchio conto corrente. L’anno prossimo i corsi si sposteranno all’Educatorio della Provvidenza e in una scuola superiore ancora da stabilire.

Ancora una storia di dispotismo personalistico a cui è stato impossibile non ribellarsi?


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