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August 15, 2016

Giochi olimpici 2016: nuovo record nella finale dei 400 m maschile

Giochi olimpici 2016: nuovo record nella finale dei 400 m maschile

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lunedì 15 agosto 2016

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15 agosto
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Wayde van Niekerk mentre porta la bandiera del Sudafrica alla cerimonia d’apertura dei Giochi

Ieri sera si è svolta nel Stadio Nilton Santos la finale dei 400 metri piani maschile: sul podio al primo posto il sudafricano Wayde van Niekerk, al secondo il grenadino Kirani James, infine al terzo lo statunitense LaShawn Merritt. In questa finale Wayde van Niekerk ha fissato un nuovo clamoroso record arrivando al traguardo in soli 43,03 secondi.

Wayde van Niekerk è arrivato con notevole distacco dagli altri medagliati, arrivati rispettivamente in 43,76 e 43,85 secondi.

Il precedente record di 43,18 s apparteneva dal 1999 allo statunitense Michael Johnson.

Tra le curiosità il fatto che l’allenatrice del sudafricano sia Anna Botha, una donna di 74 anni.

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August 13, 2016

Giochi olimpici 2016: un oro, tre argenti e niente bronzo, è podio storico nel nuoto

Giochi olimpici 2016: un oro, tre argenti e niente bronzo, è podio storico nel nuoto

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sabato 13 agosto 2016

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13 agosto

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L’Estádio Aquático Olimpico, dove ha avuto luogo la storica finale.

Il risultato è stato ufficialmente confermato: nella finale di nuoto 100 metri farfalla maschili, avvenuta ieri sera a Rio de Janeiro, in ben tre nuotatori hanno toccato la piastra del cronometro nel medesimo istante.

Invidiabile la prestazione da oro del singaporeano Joseph Schooling, che avendo nuotato in 50,39 s ha fissato il nuovo record olimpico, ma ancor di più stupiscono le prestazioni dei nuotatori Michael Phelps, Chad le Clos e László Cseh, rispettivamente di Stati Uniti d’America, Sudafrica ed Ungheria, che sono arrivati contemporaneamente dopo 51,14 s, guadagnando tutti e tre la medaglia d’argento.

Non era mai successo nella storia del nuoto una fatto simile; al contrario accade non raramente un podio con due medaglie uguali, come quello di ieri con due ori della finale dei 100 m stile libero femminile.

A causa del pari merito non è stata assegnata la medaglia di bronzo, ma “solo” l’oro e i tre argenti.

Il terzo tempo è stato segnato dal 5° classificato: il cinese Zhuhao Li, che ha terminato in 51,26 s.

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August 9, 2016

L\’economia del Sudafrica potrebbe peggiorare

L’economia del Sudafrica potrebbe peggiorare

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9 agosto 2016

La cattiva gestione economica in Sudafrica da parte dell’ANC, l’ex partito di Nelson Mandela, che ha causato un’altissima disoccupazione e una crescita economica di poco superiore allo 0% è stata la causa principale per cui l’ANC ha ricevuto la percentuale di consensi più bassa dalla sua legalizzazione come partito politico nel 1990.

Gli investitori sperano che alle elezioni generali del 2019 l’ANC di Jacob Zuma possa perdere in favore dell’Alleanza Democratica di Mmusi Maimane. Tuttavia, gli esperti sono convinti che anche se alle prossime elezione dovesse vincere il centro-destra l’economia peggiorerà comunque. Infatti, secondo questi, nei prossimi 10 anni la disoccupazione, altissima, stenterà a migliorare, facendo così rimanere povera la maggior parte della popolazione sudafricana.


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May 2, 2016

È morto l\’ex rugbista Nelie Smith, portò lo scudetto a Rovigo

È morto l’ex rugbista Nelie Smith, portò lo scudetto a Rovigo

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2 maggio 2016

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2 maggio
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Nelie Smith, ex giocatore e allenatore sudafricano di rugby a 15, è morto nella mattinata di oggi a Città del Capo, a 82 anni ancora da compiere.

In Italia è noto per essere stato l’allenatore che diede al Rugby Rovigo lo scudetto della Stella nel 1988.

Nato a Bloemfontein l’8 maggio 1934, Smith, il cui nome completo era Cornelius Michael, militò nella formazione provinciale dell’Orange Free State per 9 stagioni con 60 partite; in Nazionale sudafricana dal 1963, esordì contro l’Australia a Johannesburg e successivamente divenne capitano in quattro dei sette incontri che disputò in due anni fino al 1965; dopo l’attività agonistica divenne allenatore: guidò il Free State alla sua prima Currie Cup nel 1976, gli Springbok nel biennio 1980-81 e fu in Italia, al Rovigo, dal 1986 al 1989. In Veneto guidò la squadra alla conquista del suo decimo scudetto alla fine della stagione 1987-88.

Tornato in Sudafrica, guidò ancora il Free State e successivamente l’Eastern Province.

Vedovo, viveva a Strand, sobborgo di Città del Capo, e in mattinata, sei giorni prima del suo 84° compleanno, è morto a causa di un’insufficienza cardiaca. Gli sopravvivono tre figli.

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December 7, 2013

È morto Nelson Mandela

È morto Nelson Mandela – Wikinotizie

È morto Nelson Mandela

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Johannesburg, sabato 7 dicembre 2013

Nelson Mandela, detto amichevolmente Madiba dai sostenitori.

Giovedì 5 dicembre è scomparso Nelson Mandela, primo presidente sudafricano ad essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993. Aveva 95 anni.

Nato nel 1918 a Mvezo da una famiglia di etnia Xhosa, dopo la scuola metodista si iscrisse all’Università di Fort Hare per poi trasferirsi a Johannesburg, dove studiò legge all’Università del Witwatersrand, frequentando militanti e dirigenti del primo partito fondato dai neri in Sudafrica (1912), l’African National Congress (ANC). La vittoria del partito razzista “Fronte nazionale” nelle elezioni del 1948 radicalizza le sue posizioni. Nel 1952 aprì il primo studio legale gestito da neri in Sudafrica insieme a Oliver Tambo nel centro di Johannesburg.

Nel dicembre del 1956 venne arrestato con l’accusa di tradimento in un processo che si concluderà cinque anni dopo, con l’assoluzione. Nello stesso anno fondò il braccio armato dell’ANC, la “Lancia della Nazione”. Nel 1962 venne arrestato e condannato a cinque anni di prigione per attività sovversive ed espatrio illegale al rientro da una lunga missione in Africa e Europa. Nel 1964 fu condannato ai lavori forzati a vita al processo di Rivonia e trasferito nel carcere di Robben Island, al largo di Città del Capo, dove passò diciotto dei suoi ventisette anni di prigione. Si laureò in legge per corrispondenza all’Università di Londra. In prigione la sua fama e la sua popolarità aumentarono tanto da portarlo a diventare il simbolo della lotta al regime razzista.

Nel 1982 venne trasferito nella prigione di Pollsmoor. Tre anni più tardi Mandela rifiutò la proposta del presidente Botha, che gli offrì la libertà in cambio alla rinuncia incondizionata alla violenza. Nel 1988 fu trasferito nella prigione di Victor Verster (Città del Capo), dove le condizioni di detenzione migliorarono. Nel 1989 Botha venne sostituito alla presidenza da Frederik Willem de Klerk, che il 2 febbraio 1990 annunciò la liberazione di Mandela. Eletto presidente dell’ANC, Madiba iniziò un difficile periodo di negoziato col governo di De Klerk, che proseguì per quattro anni. Nel 1993 ricevette il Nobel per la pace insieme allo stesso De Klerk e il 27 aprile 1994 L’ANC vinse col 62% le prime elezioni multirazziali nella storia del Sudafrica: Mandela divenne il primo presidente nero del suo Paese.

Dopo il 1999 l’anziano leader aveva continuato a spendere le sue energie e il suo nome per numerose cause umanitarie. Nel 2004 aveva annunciato l’intenzione di ritirarsi dalla vita pubblica per dedicarsi alla famiglia. Nel novembre 2009, l’ONU ha proclamato il 18 luglio “Mandela day”.

Intorno alle 20:50 del 5 dicembre 2013, Nelson Mandela si è spento nella sua casa a Johannesburg.


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Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Nelson Mandela.

Wikiquote

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February 14, 2013

Dramma Pistorius: uccide la fidanzata

Dramma Pistorius: uccide la fidanzata – Wikinotizie

Dramma Pistorius: uccide la fidanzata

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Pretoria, giovedì 14 febbraio 2013

Un’immagine di Oscar Pistorius

L’atleta paralimpico sudafricano Oscar Pistorius è da questa notte in stato di fermo per l’omicidio della fidanzata, la modella ventinovenne Reeva Steenkamp. La donna è deceduta nella casa dell’atleta a Silver Lake, nei dintorni di Pretoria, dopo essere stata colpita da quattro colpi di pistola che l’hanno raggiunta alla testa e alle braccia.

Il tragico evento si verificato intorno alle 4:00 del mattino (ora locale; le 3 del mattino in Italia). Il portavoce della polizia, Katlego Mogale, ha dichiarato che, accanto al corpo della donna, è stata trovata una pistola da nove millimetri e che è stato arrestato un uomo di 26 anni, di cui, inizialmente, non sono state dichiarate le generalità. Tutto, però, ha fatto subito pensare che doveva trattarsi proprio del ventiseienne Oscar Pistorius.

Le circostanze in cui si è consumata la tragedia sono tuttora da chiarire. Tuttavia, secondo le prime dichiarazioni fornite alla polizia da Pistorius, si sarebbe trattato di una tragica fatalità: pare infatti che la donna si fosse introdotta in casa di nascosto per fare una sorpresa al fidanzato (forse in occasione della festa di San Valentino) e che l’atleta, convinto di aver sorpreso un ladro (considerando anche che quella dell’alto tasso di criminalità è una delle piaghe che flagellano il Sudafrica, tanto che quasi ogni cittadino è in possesso di un’arma da fuoco), abbia fatto fuoco per questo motivo. La polizia pare tuttavia non essere convinta di tale ricostruzione, ritenendo improbabile l’intrusione di un estraneo in una casa sempre sorvegliata, e ha parlato di precedenti segnalazioni di violenza domestica.

Comprensibilmente, sia il padre di Oscar Pistorius sia la famiglia della Steenkamp si sono dichiarati sotto shock.

Oscar Pistorius, privo di entrambi gli arti inferiori amputatigli per una grave malattia che l’aveva colpito in età infantile, è diventato molto noto per essere stato il primo atleta a poter correre, munito di protesi, in gare per normodotati, comprese le Olimpiadi di Londra. La vittima, Reeva Steenkamp, era invece una modella di fama internazionale ed era apparsa nelle copertine di varie riviste. Nata a Città del Capo il 19 agosto 1983, era considerata tra le 100 donne più sexy al mondo. Pistorius e la Steenkamp erano fidanzati dallo scorso novembre.

Oscar Pistorius dovrà comparire alle 14.00 locali davanti al giudice per fissare la cauzione.


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August 16, 2012

Sudafrica: polizia spara sui minatori in sciopero, numerose le vittime

Sudafrica: polizia spara sui minatori in sciopero, numerose le vittime

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giovedì 16 agosto 2012

Una miniera d’oro in Sudafrica

È degenerato, in maniera imprevista, e con esiti gravissimi, lo sciopero che vede coinvolti, da giorni, migliaia di minatori sudafricani.

Lo sciopero dei minatori[]

Lo sciopero, motivato da rivendicazioni salariali, era in atto già da giorni, con un corollario di tensioni e scontri, degenerati anche in episodi violenti e perfino cruenti. Uno di questi, venerdì scorso, uno scontro tra dimostranti appartenenti a sigle sindacali diverse e antagoniste, ha portato alla morte di dieci persone, otto manifestanti e due poliziotti.

Proprio la necessità di controllare e reprimere episodi di violenza, in un clima di tensione crescente, ha portato le autorità a disporre un massiccio rafforzamento nel dispiegamento di forze di polizia.

La sparatoria a Marikana[]

È accaduto così che oggi, in una miniera di platino di proprietà della multinazionale londinese Lonmin, a Marikana, nel nord del Paese, circa 70 chilometri da Johannesburg, la tensione tra dimostranti e forze dell’ordine ha conosciuto un’escalation improvvisa, sfociata in un esito drammatico. Un manipolo di minatori in sciopero, imbracciando dei machete, si è avvicinato minacciosamente a un gruppo di poliziotti che li tenevano sotto controllo, armati di mitra spianati ad altezza uomo. Questo è bastato a far precipitare la situazione e a scatenare l’improvvisa reazione della polizia, che ha ingaggiato una breve ma violentissima sparatoria, in cui si è visto stramazzare al suolo un numero imprecisato di lavoratori. Terribile la scena, approdata subito sui circuiti televisivi internazionali, che mostra i poliziotti aprire il fuoco, e i corpi degli scioperanti cadere in un nugolo di polvere, per poi agonizzare per terra.

Bilancio delle vittime[]

Un primissimo bilancio ufficiale delle vittime, ancora provvisorio, è stato diffuso immediatamente: parlava di 7 morti tra i dimostranti, con nessun danno tra gli appartenenti alle forze dell’ordine. Un successivo dispaccio ha aggiornato la contabilità delle vittime, alzandone il bilancio a ben diciotto caduti.


Fonti[]

Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Sudafrica.

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January 28, 2011

Ricoverato e dimesso, condizioni stabili per Mandela

Ricoverato e dimesso, condizioni stabili per Mandela

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venerdì 28 gennaio 2011

Nelson Mandela nel 2008

Il novantaduenne Nelson Mandela, ex presidente del Sudafrica, ha trascorso le ultime quarantotto ore nell’ospedale Milpark di Johannesburg. Colto da un’infezione acuta alle vie respiratorie, Mandela è stato trasportato con un volo militare nella struttura sanitaria, dove è stato sottoposto ad alcuni test di routine e poi dimesso. Sarà seguito dai medici nella sua residenza di Houghton.

In passato il premio Nobel per la pace aveva già sofferto di queste patologie, dopo aver contratto la tubercolosi durante gli anni di reclusione a Robben Island, la prigione in cui è stato rinchiuso per le sue idee anti-apartheid. Il medico dell’esercito Ramlaken Vejaynand ha mostrato ottimismo, dichiarando che le sue condizioni sono stabili e che sono malattie tipiche per persone della sue età.

Mandela si è ritirato dalla vita politica nel 2001, e la sua ultima apparizione risale all’11 luglio scorso, durante la finale dei mondiali di calcio. Alla notizia del suo ricovero la popolazione si è radunata attorno all’ospedale, addobbando i cortili con auguri di pronta guarigione.


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July 11, 2010

Calcio, Mondiali 2010: ¡España campeona del mundo!

Johannesburg, domenica 11 luglio 2010

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È Andrés Iniesta l’uomo della storia. Un gol del giocatore del Barcellona a pochi minuti dal termine del secondo tempo supplementare consegna la vittoria alla formazione iberica, che si laurea campione del mondo per la prima volta nella sua storia. L’Olanda, per la terza volta perde in finale.

Al Soccer City di Johannesburg l’incontro è caratterizzato da una comprensibile tensione; nel primo tempo si è visto poco calcio e molti calci, soprattutto da parte olandese; l’arbitro ha estratto svariati cartellini gialli, risparmiando anche un rosso a Nigel de Jong, autore di un fallo molto pericoloso (calcio sul petto di Xabi Alonso).

La prima occasione dell’incontro arriva al quinto minuto ed è Sergio Ramos, di testa, ad impegnare Maarten Stekelenburg. Pochi minuti dopo David Villa calcia sull’esterno della rete. A tempo quasi scaduto Arjen Robben costringe Iker Casillas alla deviazione in angolo.

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Si arriva alla ripresa. Al 62′ Robben ha un’occasione colossale: lanciato a tu per tu davanti al portiere da un passaggio illuminante di Wesley Sneijder, il fantasista del Bayern Monaco non calcia benissimo e Casillas riesce a parare di piede.

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Al 69′ l’occasione d’oro è per la Spagna: sul cross di Jesús Navas, John Heitinga manca l’intervento e favorisce Villa, che calcia verso la porta ma trova la pronta respinta dello stesso Heitinga.

Andrés Iniesta, l’uomo che ha consegnato alla Spagna la prima Coppa del Mondo in 100 anni di storia della RFEF

Al 78′ nuova grossa occasione per Sergio Ramos che, liberissimo sugli sviluppi di un calcio d’angolo, non colpisce bene di testa, mandando il pallone oltre la traversa.

All’83’ Robben è nuovamente lanciato in contropiede; Carles Puyol lo trattiene, ma l’olandese continua nella sua azione e Casillas interviene. Robben si lamenta con l’arbitro per la mancata assegnazione del fallo e quest’ultimo lo ammonisce per proteste.

È l’ultima occasione dei tempi regolamentari. Dopo un primo tempo molto teso ed un secondo decisamente più spettacolare, si va sullo 0-0 ai tempi supplementari.

Al 94′ Cesc Fabregas è servito con un ottimo passaggio da Iniesta: davanti al portiere, ignora il compagno Fernando Torres meglio piazzato e calcia sul piede del portiere Stekelenburg.

Due minuti dopo, al 96′, Joris Mathijsen colpisce di testa dopo un calcio d’angolo e la palla finisce alta di poco.

Al 101′ Jesús Navas conclude verso la porta: determinante è la deviazione del capitano olandese Giovanni van Bronckhorst, che fa terminare il pallone sull’esterno della rete.

Nel secondo tempo supplementare, al 109′, l’Olanda rimane in 10 uomini per l’espulsione di Heitinga, che ferma Iniesta lanciato a rete. L’arbitro non considera l’azione come chiara occasione da gol, ma il difensore olandese era già ammonito e riceve un secondo cartellino giallo.

La superiorità numerica sembra non sortire inizialmente i suoi effetti, ma al 116′ arriva l’azione decisiva del campionato del mondo: Fabregas lancia Iniesta in area ed il centrocampista del Barça incrocia perfettamente, insaccando alle spalle dell’estremo difensore oranje.

L’Olanda tenta le ultimissime carte con la forza della disperazione, ma non trovano il pari. Dopo 2 minuti di recupero, Howard Webb emette il triplice fischio che consegna il titolo mondiale alla Spagna.

Questa vittoria porta con sé una serie di “prime volte”: è la prima vittoria spagnola, è il primo mondiale vinto da un’europea al di fuori dell’Europa, è la prima volta che una nazionale vince il titolo dopo aver perso il primo incontro.

Si chiude il sipario su questo mondiale. Appuntamento al 2014 in Brasile.


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July 10, 2010

Calcio, Mondiali 2010: la Germania conquista il terzo posto

Calcio, Mondiali 2010: la Germania conquista il terzo posto

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Port Elizabeth, sabato 10 luglio 2010

Dopo una partita gradevole, pur condizionata da una pioggia battente, la giovane e multietnica Germania vince per 3-2 contro l’Uruguay, conquistando, per il secondo mondiale consecutivo, la terza posizione finale. Per la nazionale sudamericana, un quarto posto che è comunque un successo, dal momento che gli obiettivi della Celeste non erano certo così ambiziosi.

Per l’incontro di questa sera, il commissario tecnico tedesco Joachim Löw decide di premiare con la maglia da titolare alcuni calciatori meno impiegati durante il torneo. Entrano così nell’undici di partenza Hans-Jörg Butt, Cacau, Marcell Jansen, Dennis Aogo. Dopo la giornata di squalifica, che probabilmente ha condizionato la corsa della Germania, rientra anche il giovane Thomas Müller, grande rivelazione di questo torneo. L’Uruguay scende in campo praticamente con la formazione titolare.

L’Uruguay ha la prima occasione dell’incontro, al 7′ con Diego Forlán, che su punizione calcia a lato di poco. Al 10′ Arne Friedrich colpisce la traversa di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Mesut Özil. La Germania si porta in vantaggio dopo 19 minuti di gioco con Thomas Müller, al quinto gol mondiale, che ribatte in rete dopo una goffa parata di Fernando Muslera su tiro dalla distanza di Bastian Schweinsteiger. Al 28′ arriva il pareggio della formazione uruguaiana, in contropiede dopo un pallone perso a metà campo dallo stesso Schweinsteiger. La rete è messa a segno da Edinson Cavani, lanciato da Luis Suárez. Dopo un’occasione non sfruttata dai sudamericani al 42′ non succede più nulla fino al termine della prima frazione.

Al 48′ Butt si esibisce in una parata di istinto che impedisce a Suárez di segnare. Al 51′ l’Uruguay passa in vantaggio: Egidio Arévalo crossa un pallone verso il centro, poco all’interno dell’area si trova Forlán, che si coordina e calcia al volo di destro superando sul primo palo l’estremo difensore tedesco Butt. Anche per l’attaccante dell’Atletico Madrid è il quinto gol della manifestazione. Cinque minuti dopo arriva il 2-2: su cross di Jérôme Boateng, il portiere Muslera esce male e Marcell Jansen spinge in rete di testa.

Al 63′ Suárez impegna dalla distanza Butt, che interviene con una parata spettacolare; il portiere si ripete due minuti dopo su Forlán. Al 76′ ha una buona occasione Stefan Kießling, che costringe Muslera alla parata in extremis. All’83’ arriva il gol decisivo: su calcio d’angolo di Özil, la palla danza per alcuni istanti al centro dell’area di porta, fino a quando Sami Khedira non colpisce di testa mandando la palla dove Muslera non può arrivare. Per il tedesco di origine tunisina è la prima rete in assoluto nella Nationalmannschaft.

L’ultima occasione è sui piedi di Forlán, che su punizione all’ultimo minuto di recupero colpisce la traversa. Si conclude così il brillante mondiale di Germania ed Uruguay, che lasciano la manifestazione a testa alta.


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