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June 24, 2016

Il Regno Unito esce dall\’Unione Europea

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Il Regno Unito esce dall’Unione Europea

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venerdì 24 giugno 2016

Grafico dei risultati del referendum Brexit

In mattinata è arrivata la conferma. Al quesito referendario intitolato «il Regno Unito dovrebbe continuare a far parte dell’Unione Europea o lasciare l’Unione Europea?» il 51,9% dei britannici ha risposto di voler lasciare l’Unione (Leave) mentre il 48,1% ha votato per rimanere (Remain).

In mattinata il Premier David Cameron ha anche annunciato che ad ottobre si dimetterà. Secondo il Ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni la volontà degli elettori andrà rispettata e bisognerà attivare le procedure di uscita dall’Unione.

Le borse internazionali hanno intanto risentito della cosiddetta Brexit e sono crollate.


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April 15, 2016

Referendum del 17 aprile sulle trivellazioni petrolifere

Filed under: Europa,Italia,Politica e conflitti,Pubblicati,Referendum — admin @ 5:00 am

Referendum del 17 aprile sulle trivellazioni petrolifere

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venerdì 15 aprile 2016

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15 aprile

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Domenica 17 aprile si vota per il referendum sulle trivellazioni petrolifere. Il quesito sul quale il popolo italiano è chiamato a decidere riguarda la durata delle concessioni, che in Italia sono perenni, fino ad esaurimento del giacimento.

Si tratta di una questione economica, data dal fatto che la società estrattrice che riceve la concessione, deve pagare ogni anno allo Stato il 7% di royalty, ad esclusione delle prime 50 mila tonnellate di petrolio che sono esenti dal pagamento.

Grazie a questa franchigia, solo 18 su 69 concessioni in mare pagano le royalty e solo 22 su 133 a terra. Questo perché le aziende preferiscono estrarre lentamente dai pozzi giusto per non pagare.

Votando SI a questo referendum si obbligano le aziende petrolifere ad estrarre tutto il petrolio contenuto dal pozzo entro un tempo limite, superando quindi la soglia minima e facendo pagare le royalty allo Stato. Votando NO si lascia in vigore la legislazione attuale. Perché il risultato sia valido, deve esser raggiunto il quorum, cioè devono andare a votare almeno il 50% + 1 degli aventi diritto al voto.

È da ricordare che in Italia la tassazione delle ditte petrolifere è estremamente bassa, se confrontata per esempio alla tassazione del 80% sugli utili presente in Norvegia.

Il referendum è stato proposto dai consigli regionali di Veneto (LN), Liguria (FI), Marche (PD), Molise (PD), Puglia (PD), Campania (PD), Sardegna (PD), Basilicata (PD) e Calabria (PD).


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February 10, 2014

Referendum sull\’immigrazione in Svizzera

Referendum sull’immigrazione in Svizzera

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10 febbraio 2014

In Svizzera l’iniziativa popolare (vedi: referendum) che pone un tetto agli immigrati così come alla quota di immigrati che possono lavorare nel Paese è passato con un ristrettissimo margine di appena 50,3% con una differenza di soli 19 500 voti.

Dopo l’annuncio dell’approvazione arrivano pesanti critiche da parte di tutta Europa. La portavoce della Commissione Pia Hansen commenta: «l’UE esaminerà le implicazioni sull’insieme delle nostre relazioni con la Svizzera. Certo questo voto non è di buon auspicio per l’avvio dei negoziati per un accordo istituzionale che regolamenti le relazioni tra UE e Svizzera».

Critiche arrivano anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel che parla di «notevoli problemi» ciò nonostante, il governo di Berlino ha sottolineato che rispetterà il risultato del referendum e che cercherà di portare avanti relazioni corrette con la Confederazione. La Francia sulla stessa linea d’onda della Germania, il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius dice che così facendo la Svizzera si penalizza da sola e fa presente inoltre che si dovranno rivedere gli accordi economici, fattore che per Fabius è di vitale importanza perché la Svizzera ha il 60% del suo export verso l’UE.

L’Italia, con il ministro degli Esteri Emma Bonino, dichiara: «L’impatto si sta valutando, anche in termini quantitativi ma è molto preoccupante sia per quanto riguarda l’Italia, ma anche per gli altri accordi con la UE tra cui quelli fiscali».

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Accordi bilaterali tra Svizzera e Unione europea.


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June 13, 2011

Referendum 2011: l\’Italia vota quattro sì

Referendum 2011: l’Italia vota quattro sì

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lunedì 13 giugno 2011

Le urne per il referendum del 12-13 giugno 2011 sono state chiuse dopo che ha votato il 57% degli aventi diritto.

I quesiti riguardavano l’abrogazione di norme che prevedevano:

  • la privatizzazione della gestione dell’acqua pubblica (abrogata con il 95,74% dei voti);
  • la possibilità dei privati di farne del guadagno d’impresa operando tariffazioni secondo logiche di mercato (abrogata con il 96,21%);
  • la costruzione di nuove centrali nucleari in territorio nazionale (abrogata con il 94,61%);
  • il legittimo impedimento per le alte cariche dello stato (abrogata con il 95,03%).

Per manifestare la contrarietà a queste norme bisognava porre una croce sul “Sì”; chi invece fosse stato favorevole avrebbe dovuto porre una croce sul “No”.

Le votazioni sono durate due giorni: alla sera del primo giorno l’affluenza totale alle urne era stata del 41%.

Ha fatto discutere una dichiarazione giunta in mattinata del ministro Maroni secondo la quale il quorum era già stato raggiunto ma le urne sarebbero state chiuse alle 15:00 e gli ultimi dati certi erano quelli del giorno prima. Secondo alcuni si è trattato di un invito a non votare.

Altre critiche sono state mosse verso i telegiornali nazionali Tg1 e Tg2 per aver sbagliato le date dei giorni durante i quali si teneva il referendum.


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February 16, 2009

Venezuela: referendum approva nuova costituzione

Venezuela: referendum approva nuova costituzione

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lunedì 16 febbraio 2009

Venezuela

È passato con il 54% delle preferenze il referendum che chiedeva ai venezuelani il cambiamento della loro carta fondamentale.

Il presidente Hugo Chávez ora potrà candidarsi per la terza volta alle elezioni del 2012, in quanto è stato cancellato il limite della doppia rielezione.

Il governo gode ancora di molti consensi tra la popolazione. Un commerciante di Caracas ha dichiarato: «Ci sono molti poveri che sono rimasti ai margini della vita sociale, e ora hanno scelto chi gli piace di più. Ed è una realtà».

Critico uno studente: «Anche i giornali hanno scritto che la macchina del No girava a vuoto… Non sono d’accordo, ma ha vinto lui, e non ci posso fare niente».


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October 7, 2008

Sardegna: al voto il 20% della popolazione, non passa il referendum

martedì 7 ottobre 2008
Il referendum della Regione autonoma della Sardegna del 5 ottobre 2008 riguardante la gestione dell’acqua potabile e la pianificazione paesaggistica e tutela del territorio regionale non ha raggiunto il quorum richiesto per consentirne la validità.


Regione autonoma della Sardegna – Referendum del 5 ottobre 2008
Aventi diritto al voto Votanti %Votanti Quorum
1.471.797 300.859 20,44% 35,5%


Indice

I quesiti proposti

Referendum n. 1

Volete voi l’abrogazione dell’art. 3 della L.R. 17/10/1997, n. 29 recante: “Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della Legge 5 gennaio 1994, n. 36” che recita come segue:

Art. 3 – Delimitazione degli ambiti territoriali ottimali.

  1. Il territorio regionale, in applicazione dell’articolo 8, comma 1, della Legge n. 36 del 1994, è delimitato in un unico ambito territoriale ottimale.
  2. I confini territoriali di tale ambito e gli enti locali in esso ricadenti sono quelli della Regione Sardegna.

Referendum n. 2

Volete voi l’abrogazione dell’art. 15 della L.R. 17/10/1997, n. 29 recante: “Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della Legge 5 gennaio 1994, n. 36” che recita come segue:

Art. 15 – Tariffa d’ambito.

  1. La tariffa d’ambito, determinata secondo il metodo, i criteri e le modulazioni di cui agli articoli 13 e 14 della Legge n. 36 del 1994, è unica.
  2. La Tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato che dev’essere posto a carico dell’utenza. Essa è determinata in modo da consentire, sulla base degli atti di indirizzo e di pianificazione assunti dalla Regione ai sensi dell’articolo 2 della presente legge, la copertura dei costi di esercizio e di investimento, ivi compresi gli oneri finanziari conseguenti alla contrazione di mutui da parte della Regione per la realizzazione di interventi nel settore idrico, anche cofinanziati dall’Unione Europea.
  3. Qualora venga assunta la decisione di salvaguardare gestioni esistenti, l’Autorità d’Ambito adotterà gli opportuni provvedimenti, comprese eventuali compensazioni tra le varie gestioni, al fine di uniformare le tariffe.

Referendum n. 3

Volete voi l’abrogazione della Legge Regionale 25 novembre 2004, n. 8 recante “Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la Pianificazione Paesaggistica e la tutela del Territorio Regionale”?

Retroscena politico

L’abrogazione delle leggi era fortemente voluta dal PdL e appoggiata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi. Per il centro-sinistra sardo, attualmente maggioranza guidata dal governatore Renato Soru, questa è stata la prima sconfitta elettorale della coalizione guidata da Berlusconi dopo le ultime elezioni politiche.

Probabilmente la sconfitta dell’ex Casa delle Libertà avrà ripercussioni nella scelta del prossimo candidato che guiderà la coalizione di centro-destra nella regione.

Il candidato più quotato era Mauro Pili, ma dopo i risultati della campagna referendaria, che l’ha visto in prima linea come leader, la sua quotazione è in calo.

Molto vivace è stata la discussione sul terzo quesito. La legge in vigore prevede grandi limitazioni per le nuove costruzioni sulle coste, un limite di cinque chilometri. Queste limitazioni non sono gradite agli impresari edili ed anche dai proprietari di terreni lungo le coste. Il comitato referendario sperava invece molto nel risentimento delle popolazioni costiere.

Fonti

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September 23, 2008

Referendum a Magasa e Valvestino: sì al Trentino

Referendum a Magasa e Valvestino: sì al Trentino

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martedì 23 settembre 2008

Panorama di Magasa

È stato divulgato nella giornata di oggi il risultato del referendum tenuto nei comuni bresciani di Magasa e Valvestino riguardo al fatto di lasciare la regione Lombardia ed entrare nella Provincia autonoma di Trento.

I favorevoli al cambio di regione hanno vinto in entrambi i comuni: a Magasa con 99 voti su 119 votanti, in Valvestino 126 sì su 171.

Due le motivazioni che hanno spinto le amministrazioni a puntare su questo referendum:

  1. il fattore economico di appartenere ad una regione a statuto speciale (tra cui spicca la promessa di una gallaria di collegamento con le Giudicarie);
  2. il fattore storico, che riporta come fino al 1934 i due comuni fossero parte del Trentino.

Da oggi i due comuni della provincia di Brescia si aggiungono a Pedemonte, che alcune a settimane fa ha deliberato con una simile risoluzione l’adesione alla Provincia autonoma di Trento.


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June 13, 2008

Unione Europea: attesa per l\’esito del referendum irlandese

Unione Europea: attesa per l’esito del referendum irlandese

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venerdì 13 giugno 2008

Inizieranno oggi alle 10.00 (CEST) gli spogli delle schede in Irlanda, dove ieri si è tenuto il referendum sul Trattato di Lisbona. Il fronte del “si” è dato in leggero vantaggio, ma l’alta astensione rischia di favorire gli euroscettici del “no”.

Bandiera dell’Europa

Il Trattato di Lisbona, firmato dai capi di stato e di governo dei paesi membri dell’UE alla fine del 2007, è una sorta di riedizione della Costituzione Europea del 2004; infatti prevede le stesse riforme delle procedure di decisione (estensione della procedura della maggioranza qualificata, che sostituisce l’unanimità in una serie di campi) e delle ponderazioni degli stati.

Dopo il cammino della Costituzione nel 2004-2005 interrotto dai referendum di ratifica di Francia e Paesi Bassi, la maggior parte dei paesi hanno scelto di ratificare il trattato attraverso le procedure parlamentari. Solo l’Irlanda ha optato per un referendum, lasciando così il destino di 500 milioni di Europei sospeso al voto di appena 3 milioni di loro.

Le riflessioni sulla legittimità della ratificazione parlamentare e della procedura di decisione alla maggioranza qualificata si estendono dunque all’applicazione del referendum in un solo paese, e le critiche a questa scelta irlandese potrebbero rivelarsi molto virulente.

Alle ore 13h01 il sito della Repubblica da il “no” in leggero vantaggio.


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December 6, 2007

Chávez sul referendum costituzionale: «Vittoria di merda»

Chávez sul referendum costituzionale: «Vittoria di merda»

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giovedì 6 dicembre 2007

A pochi giorni dal referendum costituzionale in Venezuela, che ha visto la riforma proposta da Hugo Chávez rifiutata per uno scarto minimo di voti, il presidente ha rilasciato una dichiarazione molto diversa da quella che aveva fatto subito dopo il risultato della sconfitta.

Rivolgendosi a tutti coloro che hanno votato no al quesito referendario, ha infatti detto: «La sappiano amministrare la loro vittoria, perché già la stanno riempiendo di merda. È una vittoria di merda mentre la nostra, la chiamino pure sconfitta, ma è fatta di coraggio».

Inoltre, Chávez ha detto che sottoporrà di nuovo all’elettorato venezuelano una riforma del testo costituzionale entro la fine del suo mandato presidenziale, che scadrà nel 2013: «Lo rifaremo. Abbiamo lanciato la prima offensiva per la grande riforma costituzionale ma non credete che sia finita qui. Preparatevi, perché vedrete una seconda offensiva verso la riforma costituzionale».


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December 3, 2007

Referendum in Venezuela: respinta la proposta di modifica voluta da Chávez

Referendum in Venezuela: respinta la proposta di modifica voluta da Chávez

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lunedì 3 dicembre 2007

Lunghe code fuori dei seggi elettorali di Caracas per il voto sul referendum costituzionale

Il Venezuela ha respinto di misura il referendum costituzionale che prevedeva la modifica di 69 dei 359 articoli della carta fondamentale del Paese: secondo il 90% dei voti sinora scrutinati, poco più della metà dei sedici milioni di votanti ha respinto la proposta voluta dal presidente Hugo Chávez. Fino a poche ore fa sembrava invece scontata la vittoria dei sì.

La modifica costituzionale avrebbe prolungato di un anno, fino a sette, il mandato del presidente e ne avrebbe permesso la rielezione a vita, oltre ad aumentarne i poteri. In base alla modifica, il governo avrebbe avuto il controllo dei media in caso di emergenza, mentre, per quanto riguarda la politica monetaria, il governo avrebbe potuto controllare le decisioni della Banca centrale.

Fra le misure approntate per portare avanti il progetto dell’economia socialista, la modifica affidava al governo il potere di espropriare i terreni, mentre proibiva la privatizzazione delle aziende statali. Fra le altre modifiche, erano anche previsti l’abbassamento dell’età per il diritto di voto dai 18 ai 16 anni, la riduzione di due ore degli orari di lavoro e l’introduzione di varie forme di assistenza sociale.

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