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August 4, 2016

Virus Zika: zanzara vettore resiste a potenti insetticidi e nuovi casi sospetti a Miami

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Virus Zika: zanzara vettore resiste a potenti insetticidi e nuovi casi sospetti a Miami

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giovedì 4 agosto 2016

Mappa globale aggiornata al 30 luglio 2016 con evidenziati gli stati con infezioni da Zika

Il virus Zika continua a diffondersi negli Stati Uniti e ormai i casi accertati totali sono 1.657, tra i quali 1.641 che hanno viaggiato in paesi dove il virus è endemico, 15 che sono stati contagiati per via sessuale, infine un contagiato in laboratorio. Fra i contagiati vi sono 40 persone dell’esercito che hanno operato in ambienti a rischio, di questi una donna che era in gravidanza.

In particolare a Miami sono stati accertati 15 nuovi casi certi di contagio su oltre 400 persone osservate, tra le quali 55 donne gravide.

La diffusione del virus attualmente è a carico di zanzare appartenenti al genere Aedes, in particolare Aedes aegypti, che però riescono a resistere anche ai potenti insetticidi finora impiegati. Vista quest’altra difficoltà, le autorità sanitarie statunitensi hanno perciò dichiarato off-limits la zona di Miami per le donne gravide o che abbiano in programma una gravidanza.

Il virus è spesso la causa di microcefalia fetale.

La questione politica[]

Marco Rubio, nato a Miami ed attuale senatore della Florida, cerca di far porre l’attenzione politica degli Stati Uniti verso il problema di questo virus che, a detta sua, viene visto come un problema lontano e che non riguarda direttamente la nazione; difatti il mancato accordo su tal problema al Congresso è un esempio di questo disinteresse.

Tre giorni fa sono stati chiesti da Rubio almeno 300 milioni di dollari al fondo federale per fronteggiare la crisi.

Il vaccino è lontano[]

Mercoledì scorso i ricercatori del Governo hanno annunciato l’avvio della prima sperimentazione di un vaccino contro il virus Zika, e in parallelo anche altri gruppi di ricercatori procedono a tal scopo, tuttavia non ci si aspetta di ottenerlo prima di almeno un paio d’anni.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Virus Zika.

Fonti[]

Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Miami.

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April 9, 2012

Il panda a rischio estinzione per colpa del sesso

Il panda a rischio estinzione per colpa del sesso

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Washington DC, lunedì 9 aprile 2012

Il panda è un animale di cui è noto il pericolo di una possibile estinzione. In particolare i motivi di ciò, oltre ai cambiamenti climatici o l’intervento dell’uomo, sono stati riscontrati anche nel fattore riproduttivo in quanto le femmine provano eccitazione sessuale solo prima dell’ovulazione, ovvero in un breve periodo che va da uno a tre giorni tra il mese di febbraio e quello di maggio: un lasso di tempo breve in cui il maschio può facilmente “perdere l’occasione” e rimandare il tutto.

Questo studio è stato condotto dallo Smithsonian Conservation Biology Institute[1] negli Stati Uniti e pubblicato sulla rivista Biology of Reproduction. Il veterinario Copper Aitken-Palmer spiega anche che «Abbiamo scoperto che anche i panda maschi hanno cicli ugualmente brevi e restrittivi. Il testosterone e la produzione di sperma migliora durante l’inverno per raggiungere il culmine in marzo e aprile, dopodiché termina improvvisamente in giugno». In questo modo, se il maschio e la femmina hanno cicli riproduttivi diversi, la riproduzione è di fatto impossibile.

I panda in cattività subiscono l’inseminazione artificiale proprio per ovviare a questo problema dell’accoppiamento naturale.


Fonti[]

Note[]

  1. Wikipedia:
    • [IT] Smithsonian Institution
    • [EN] Smithsonian Conservation Biology Institute

Collegamenti esterni[]

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September 8, 2010

Ricercatori britannici scoprono il primo antibiotico ricavato dagli insetti

Filed under: Biologia,Pubblicati,Regno Unito,Scienza e tecnologia — admin @ 5:00 am

Ricercatori britannici scoprono il primo antibiotico ricavato dagli insetti

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mercoledì 8 settembre 2010

Una foto di Escherichia coli

Un gruppo di ricercatori dell’università di Nottingham nel Regno Unito, guidato da Simon Lee, ha scoperto che i cervelli di alcune specie di locusta e blattoidei contengono sostanze tossiche per gli organismi resistenti agli antibiotici. Gli scienziati hanno considerato il cervello come la zona più vitale da proteggere per l’insetto e perciò ne hanno esaminato l’attività antibatterica. I risultati sono stati positivi e gli scienziati stanno analizzando la composizione chimica del cervello per determinare quale molecola o composto gioca il ruolo chiave. La scoperta potrebbe portare a nuove cure contro i batteri resistenti ai cocktail di farmaci.

La ricerca si è concentrata sugli insetti a causa dell’habitat poco salubre in cui spesso vivono. Lee ha affermato che «gli insetti spesso vivono in ambienti poco salubri e non igienici, dove trovano diversi tipi di batteri. È logico quindi che abbiano sviluppato dei modi per proteggersi dai microorganismi.»

Inizialmente, gli scienziati hanno esaminato l’intero insetto, fino a quando non hanno scoperto che il cervello è la zona maggiormente protetta. Lee ha commentato così: «Senza [il cervello] muoiono, mentre possono sopravvivere perdendo arti come le zampe. Dal punto di vista delle locuste è importante che il sistema nervoso centrale sia protetto continuamente contro batteri e altri agenti patogeni.»

Gli estratti chimici del cervello hanno ucciso alcuni batteri resistenti ai normali antibiotici. Ulteriori studi ed analisi hanno mostrato che nove molecole hanno ucciso l’Escherichia coli, il microorganismo che causa l’avvelenamento da cibo, e sette di esse hanno ucciso il mortale Staphylococcus aureus, resistente alla meticillina.

Adesso il compito principale è quello di identificare i precisi estratti chimici che servono per sconfiggere tali microorganismi. I ricercatori hanno osservato che gli estratti hanno smesso di funzionare quando sono stati esposti ad enzimi che demoliscono le proteine. Quindi gli scienziati hanno supposto che alcune proteine partecipino attivamente agli attacchi.

Gli estratti non danneggiano le cellule umane, come hanno mostrato gli studi, ma Lee ha affermato che c’è bisogno di molto lavoro ancora, in modo da raggiungere più specifiche conclusioni: «Siamo molto lontani dal far diventare farmaci questi composti».


Fonti[]

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di UK researchers discover first antibiotics originating from insects, pubblicato su Wikinews in inglese.

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August 28, 2010

Ambiente: scienziati dell\’Università di Berkeley scoprono un microbo \”mangia-petrolio\”

Ambiente: scienziati dell’Università di Berkeley scoprono un microbo “mangia-petrolio”

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sabato 28 agosto 2010

Il logo della Università della California, Berkeley

Un gruppo di ricercatori condotto da Terry Hazen, un ecologo della Lawrence Berkeley National Laboratory, hanno scoperto una nuova specie di microorganismo. Il team di Hazen ha incominciato le ricerche a maggio di quest’anno. I loro ritrovamenti si sono basati su 200 campioni raccolti da 17 siti in acqua profonda del Golfo del Messico raccolti tra il 25 maggio e il 2 giugno. La nuova specie si distingue per la sua attività di smaltimento del petrolio in numerose condizioni, e gioca un ruolo importante nello smaltimento delle perdite di petrolio nell’area.

Gli scienziati erano confusi dalla scomparsa di petrolio dopo il disastro ecologico della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. Erano state fatte delle mappe dettagliate delle perdite di petrolio e della sua diffusione sottacqua; tuttavia, del petrolio sembra essere scomparso.

La ricerca è stata finanziata con una borsa di studio della Energy Biosciences Institute, un accordo tra l’Università di Berkeley e l’Università dell’Illinois che ha fruttato 500 milioni di dollari, e una borsa di studio per dieci anni di ricerca dalla BP. La ricerca è stata inoltre supportata dal Dipartimento di Stato per l’Energia statunitense.

Le analisi dei campioni sono state facilitate perché i ricercatori hanno usato un campionatore di DNA tascabile usato nei laboratori di Berkeley, il PhyloChip, che ha consentito ai ricercatori di rilevare la presenza di migliaia di specie di batteri in campioni prelevati da diverse sorgenti ambientali, senza bisogno di creare delle colture di batteri come si fa solitamente nei laboratori. Con il dispositivo, Hazen e i suoi collaboratori hanno scoperto che un microbo dominante, che costituiva il 90% dei batteri, era una nuova specie, molto simile ai membri della famiglia delle Oceanospirillales, più precisamente Oleispirea antarctica e Oceaniserpentilla haliotis.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Oil-eating microbe found in the Gulf of Mexico, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.


Fonti[]

Collegamenti esterni[]

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April 4, 2010

Paleoantropologia: trovato scheletro quasi intatto di un primate di transizione verso Homo habilis

Paleoantropologia: trovato scheletro quasi intatto di un primate di transizione verso Homo habilis

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domenica 4 aprile 2010

Il professor Lee Berger

Nelle caverne di Malacapa, nella zona di Sterkfontein (Sudafrica), è stato scoperto un primate di transizione tra i più antichi australopitechi e Homo habilis.

Si tratta dello scheletro quasi completo di un bambino che si colloca tra l’Australopiteco, vissuto 3,9 milioni di anni fa, e l’Homo Habilis, comparso in Africa 2,5 milioni di anni fa. Autore della scoperta il sudafricano Lee Berger, dell’università di Witwatersrand di Johannesburg.

Si ritiene che la grotta abbia difeso perfettamente lo scheletro dagli elementi naturali. Il professor Berger e i suoi collaboratori non hanno ancora fatto dichiarazioni sull’entità della scoperta, ma nella comunità internazionale, scrive la stampa britannica, l’aspettativa è molto elevata. Scoperte come questa vengono spesso etichettate come anelli mancanti nella catena evolutiva umana, ma si tratta di un concetto scientificamente non significativo.

Si suppone che la scoperta potrebbe apportare significative novità alla storia dell’evoluzione umana. Resti di specie analoghe erano già stati trovati in passato, ma si trattava sempre di piccoli frammenti di ossa. Sono state notate anche caratteristiche dell’Homo Habilis, ossia la capacità di stare eretto e di manipolare oggetti. Il paleontologo Philip Tobias, uno dei primi a classificare l’Homo Habilis come specie umana nel 1964, ha definito la scoperta “meravigliosa ed entusiasmante”.


Fonti[]

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August 24, 2008

Venduto su eBay un insetto di 50 milioni di anni

Venduto su eBay un insetto di 50 milioni di anni

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domenica 24 agosto 2008

Sono stati spesso trovati degli organismi preistorici nell’ambra

L’insetto era imprigionato in una goccia d’ambra e venduto su eBay per 20 dollari.

È successo a un inglese, Richard Harrington, vicepresidente della Royal Entomological Society. Ha comprato il fossile da un lituano e senza riuscire ad identificarlo lo ha fatto esaminare da un esperto danese in fossili, Ole Heie, il quale ha scoperto che si trattava di una specie di afide non ancora catalogata, vissuta 50 milioni di anni fa e “grande quanto una pillola”.


Fonti[]

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July 25, 2008

Creato il pomodoro nero ricco di antociani

Creato il pomodoro nero ricco di antociani

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venerdì 25 luglio 2008

È stata creata una nuova varietà di pomodoro dal colore quasi nero, senza ricorrere a tecniche di ingegneria genetica: non si tratta quindi di un OGM.

Il frutto dovrebbe combattere l’invecchiamento.

Caratteristiche

Questo ortaggio, ottenuto dall’incrocio di due diverse varietà di pomodoro, è stato chiamato “Sun Black” (sole nero). La sua particolarità consiste nell’essere l’unico pomodoro destinato alla commercializzazione ad essere ricco di antociani, una sostanza utile a rallentare l’accumulo di radicali liberi (e quindi prevenzione delle malattie e miglioramento della qualità del metabolismo) ed è presente in natura nelle bacche dei mirtilli, uva nera, nelle melanzane e altri frutti dalla pigmentazione molto scura. In questo modo un solito pomodoro può racchiudere in sé, in un solo frutto, tante proprietà nutritive molto importanti per la salute.

Nonostante la sua colorazione fuori dal comune il frutto conserva il solito gusto e anche la polpa color rosso.

La ricerca

Nella ricerca sono stati coinvolti la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e gli atenei di Pisa, Modena, Reggio Emilia e Tuscia ed il tutto è stato finanziato dal ministero dell’Università e della ricerca scientifica. Il progetto, denominato “Tom-Anto”, punta a combattere l’invecchiamento e cerca anche una possibilità di entrare nel circuito commerciale.

La ricerca dura ormai da due anni.

Commenti

Dal laboratorio sono stati giunti i seguenti commenti: “Il risultato rappresenta una conferma della vitalità della ricerca in Italia. Con circa 150 mila euro messi a disposizione dal ministero dell’Università è stato possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l’alimentazione”.


Fonti

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November 1, 2007

Sequenziato per la prima volta il genoma di un gatto domestico

Sequenziato per la prima volta il genoma di un gatto domestico

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giovedì 1 novembre 2007
È stata oggi completata la prima mappa dei geni di Cannella, il gatto domestico che ha aiutato la scienza. Il sequenziamento del genoma del felino ha permesso agli scienziati di stimare la presenza di più di 20 000 geni, il 65% del suo DNA. Questa sequenza, da quanto dichiarato dagli scienziati Stephen O’Brien, Joan Pontius e Marilyn Raymond, sarà utile allo studio di malattie umane comuni al gatto; infatti il gatto domestico può essere portatore di circa 250 malattie genetiche, per lo più comuni anche al genere umano.

Nel genoma del felino sono state trovate le tracce dell’evoluzione, da 100 000 anni fa sino ad oggi. Prima di questo esperimento, annunciato nel 2005, erano già stati mappati i genomi di scimpanzé, topo, mucca, ratto e cane, oltre a quello dell’uomo.


Fonti

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October 6, 2007

\”Il cromosoma è interamente artificiale\”: Craig Venter lancia la prima forma di vita completamente sintetica

sabato 6 ottobre 2007
Si chiamerà Mycoplasma laboratorium e sarà la prima specie completamente sintetica. Craig Venter, il controverso scienziato statunitense noto per aver sfidato il Progetto Genoma Umano nella corsa al sequenziamento del genoma, ha affidato alle pagine di The Guardian il suo ultimo annuncio shock. Il team di 20 uomini da lui coordinato avrebbe infatti realizzato il primo cromosoma completamente artificiale, ottenuto per completa sintesi chimica.

Come è fatto il cromosoma sintetico

Il cromosoma sintetico annunciato da Venter è il primo ad essere stato completamente ottenuto a partire da composti chimici di sintesi (e non a partire dal materiale prelevato da altri sistemi biologici, come è finora avvenuto per numerosi cromosomi artificiali).

Il codice contenuto in tale cromosoma è stato scritto a partire da quello di Mycoplasma genitalium, un comune parassita delle vie genitali umane, di cui è stato eliminato circa un quinto di genoma. Il cromosoma annunciato dallo scienziato statunitense, dunque, contiene 381 geni per circa 580000 paia di basi ed è del tutto autonomo da Mycoplasma genitalium.

Per tale motivo, tale cromosoma è dunque del tutto indipendente ed inseribile all’interno di una qualsiasi cellula batterica (privata del materiale genetico), di cui è in grado di prendere il controllo. Questo procedimento, comunemente utilizzato con gli attuali cromosomi artificiali, secondo Venter è utilizzabile anche con il cromosoma sintetico.

L’inserimento del cromosoma all’interno di una cellula indipendente, dunque, genera una specie del tutto nuova, in grado cioè di replicarsi e di sintetizzare tutte le macromolecole necessarie per il proprio metabolismo. In senso stretto, l’inserimento del cromosoma all’interno di una cellula pre-esistente non è definibile come specie completamente sintetica, poiché il cromosoma utilizzerebbe i sistemi biologici preesistenti per potersi replicare. Tuttavia, dal momento che il DNA contiene anche le informazioni per realizzare tali sistemi biologici, a partire dalle successive generazioni (che conterrebbero tali sistemi biologici neosintetizzati a partire dal cromosoma) si può davvero parlare di specie sintetica.

I dettagli del progetto non sono ancora stati presentati ufficialmente, nè sono stati per ora pubblicati su alcuna rivista scientifica. In ogni caso, Venter presenterà probabilmente già lunedì, nel corso dell’annuale incontro del suo centro di ricerca di San Diego, quello che lui stesso definisce un importante passo filosofico nella storia della nostra specie. Stiamo passando dalla capacità di leggere il nostro genetico a quella di scriverlo noi stessi. Questo ci apre a delle possibilità ipotetiche per fare cose che non avremmo nemmeno mai immaginato prima.

Ed è proprio sulle prospettive che si aprono che si è già scatenato il dibattito. Pat Mooney, direttore della ETC, una organizzazione canadese che si occupa di bioetica, ha definito il cromosoma sintetico di Venter con un telaio su cui è possibile costruire di tutto. Può essere un grande contributo all’umanità, come un nuovo farmaco, o una gigantesca minaccia per l’umanità, come un’arma biologica. Mooney sottolinea anche che i governi, e la società in generale, non riescono a stare dietro allo stato dell’arte. Questo annuncio è come una sveglia per tutti noi: cosa significa creare nuove forme di vita in provetta?

Venter puntualizza che la ricerca è stata portata avanti con grande attenzione per i problemi etici. Riteniamo che questa sia buona scienza, ha detto, e non abbiamo paura di portare avanti cose che sono importanti solo perché invitano a riflettere. Noi stiamo parlando di grandi idee: stiamo cercando di creare un nuovo sistema di valori per la vita. Quando si lavora a questo livello, non possiamo aspettarci che tutti siano entusiasti.

Lo scienziato statunitense, inserito tra i cento uomini più influenti del mondo secondo la rivista Time nel 2007, è infatti certo che la possibilità di scrivere genomi abbia incredibili potenzialità. Nel lungo termine, infatti, spera di poter utilizzare questa tecnologia per produrre forme di energia alternativa precedentemente impensabili. Sarà possibile, secondo lui, la realizzazione di batteri in grado di consumare tutta l’anidride carbonica responsabile del riscaldamento globale, o produrre carburanti (come butano o propano) prodotti esclusivamente a partire da zuccheri.

Fonti

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