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September 5, 2008

Gli atleti azzurri delle Olimpiadi di Pechino ricevuti al Quirinale

Gli atleti azzurri delle Olimpiadi di Pechino ricevuti al Quirinale

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venerdì 5 settembre 2008

Napolitano durante l’incontro con gli atleti

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto stamane al Quirinale una delegazione delle atlete e degli atleti azzurri che hanno partecipato ai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Gli atleti – assenti dei 40 medagliati Federica Pellegrini e Davide Rebellin – sono giunti al Palazzo del Quirinale a Roma su autobus scoperti recanti il logo dell’Italia.

Presenti alla cerimonia Giorgia Meloni, Ministro per le Politiche giovanili, Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Guido Possa, Presidente della Commissione Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato, l’onorevole Giovanna Melandri, Raffaele Pagnozzi, Segretario Generale del CONI, Mario Pescante, Manuela Di Centa e Franco Carraro, componenti italiani del CIO, i rappresentanti del CONI, i Presidenti, i Segretari e i Commissari tecnici delle Federazioni delle discipline olimpiche vincitrici di medaglie e i vertici delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato.

Il Presidente Giorgio Napolitano con la Bandiera Nazionale riconsegnata con le firme degli Atleti vincitori di Medaglia Olimpica di ritorno da Pechino

«Grazie per averci ricevuti a pochi giorni dalla conclusione dei Giochi, torniamo da lei con i vincitori delle medaglie olimpiche e con l’orgoglio di avere mantenuto fede alle promesse fattele due mesi fa», ha dichiarato subito Giovanni Petrucci, presidente del Coni, rivolto a Napolitano, aggiungendo, a nome degli atleti madagliati, di sentirsi orgoglioso «di aver fatto onore all’Italia e di aver mantenuto il nostro Paese nell’elite sportiva mondiale, pur dovendosi confrontare con la fortissima concorrenza di nuove realtà emergenti, in primo luogo la Cina, e davanti a molte nazioni di consolidata tradizione sportiva come la Francia.»

Dopo il saluto di Petrucci e di Rocco Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport, il portabandiera Antonio Rossi ha restituito a Napolitano il tricolore consegnatoli il 7 luglio 2008 prima della partenza per la Cina e che ha sfilato nelle cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi. Sulla bandiera, le firme di tutti gli azzurri vincitori di una medaglia olimpica. «Si conclude la spedizione olimpica, riportiamo la bandiera al presidente, che ce l’aveva affidata a luglio, con tante firme. Potevano essere di più considerati i tanti quarti posti», ha detto il canoista.

Il Capo dello Stato ha quindi espresso alcune parole di ringraziamento verso i presenti: «Grazie a voi tutti a nome dell’Italia – so di poterlo dire – per l’impegno, la forza di volontà, lo slancio con cui avete partecipato ai Giochi di Pechino e avete fatto onore all’Italia.» Napolitano ha rivolto un saluto, tramite un collegamento video con Pechino, anche a Luca Pancalli, Presidente della Federazione Italiana Sport Disabili, e agli atleti paralimpici italiani che parteciperannno ai XIII Giochi Paralimpici estivi, che si terranno sempre nella capitale cinese dal 6 al 17 settembre 2008.

Napolitano con Josefa Idem e il figlio

«Abbiamo tutti – voi che eravate lì e noi che vi seguivamo di qui – condiviso l’emozione del veder salire in alto la bandiera tricolore e nel sentir risuonare l’inno di Mameli. Perché anche di queste cose – ha dichiarato Napolitano – è fatta l’identità di una nazione, il sentirsi nazione nel mondo, riconosciuta e rispettata.» Il presidente ha poi rivolto un pensiero alle Forze armate che «che tanto hanno contribuito, insieme con le società sportive e in piena sinergia con il Coni, ai nostri successi alle Olimpiadi 2008 e che tanto contribuiscono, in generale, alla valorizzazione dei nostri talenti sportivi e al costante sforzo di preparazione che è necessario» e «una parola affettuosa, in modo particolare, alle nostre atlete che sono state protagoniste di una eccezionale affermazione femminile italiana, e specialmente alle atlete mamme che hanno mostrato di saper combinare l’affetto e la cura per i propri figli, e – perché no – anche per i propri mariti, con la passione e l’abnegazione sportiva.»

Al termine della cerimonia, Napolitano ha consegnato agli azzurri una medaglia raffigurante una Vittoria alata. Conferite, inoltre, su iniziativa del Presidente, le onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Il Presidente con Roberto Cammarelle

Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Josefa Idem, Alessandra Sensini e Rossano Galtarossa sono stati dichiarati Grandi Ufficiali; stessa onorificenza per l’alfiere Antonio Rossi e il tiratore Andrea Benelli per “le loro prestigiose presenze in numerose Olimpiadi”. Grado di commendatore a tutte le medaglie d’oro: Giulia Quintavalle, Matteo Tagliariol, Federica Pellegrini, Chiara Cainero, Andrea Minguzzi, Alex Schwazer e Roberto Cammarelle; stessa onorificenza anche per Ilario Di Buò e Giovanni Pellielo “in considerazione delle loro presenze in numerose olimpiadi”.

Grado di Ufficiale per Mauro Nespoli, Davide Rebellin, Francesco D’Aniello, Alessia Filippi, Luca Agamennoni, Simone Venier, Mauro Sarmiento e Clemente Russo. Decorazione di Cavaliere a Tatiana Guderzo, Stefano Carozzo, Diego Confalonieri, Ilaria Salvatori, Diego Occhiuzzi, Diego Romero, Elisa Rigaudo, Vincenzo Picardi, Andrea Facchin e Antonio Scaduto.


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August 25, 2008

Pechino 2008: cosa dice il Medagliere

Pechino 2008: cosa dice il Medagliere – Wikinotizie

Pechino 2008: cosa dice il Medagliere

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lunedì 25 agosto 2008

Chiuse le Olimpiadi di Pechino, è tempo di bilanci. I rapporti di forza del medagliere sono un indicatore dei tempi che cambiano, e i suoi numeri suscitano ovviamente la massima attenzione. La Cina voleva battere gli USA nel medagliere, l’Italia voleva 30 medaglie, e così via.


Posizione Paese Gold medal.svg Silver medal.svg Bronze medal.svg Totale
1 Flag of the People's Republic of China.svg Cina 51 21 28 100
2 Flag of the United States.svg Stati Uniti 36 38 36 110
3 Flag of Russia.svg Russia 23 21 28 72
4 Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito 19 13 15 47
5 Flag of Germany.svg Germania 16 10 15 41
6 Flag of Australia.svg Australia 14 15 17 46
7 Flag of South Korea.svg Corea del Sud 13 10 10 33
8 Flag of Japan.svg Giappone 9 6 10 25
9 Flag of Italy.svg Italia 8 10 10 28
10 Flag of France.svg Francia 7 16 17 40

Iniziando dalla Cina, la sua volontà dichiarata era quella di primeggiare nei giochi Olimpici, battendo anche gli Stati Uniti d’America. Risultato pienamente ottenuto, almeno in termini qualitativi. I Cinesi trattengono in casa ben 100 medaglie, anche se gli Americani se ne portano oltreoceano 110. I Cinesi però ambivano a 44 titoli olimpici, secondo le loro previsioni. Con l’ultimo giorno dei giochi, ieri, hanno vinto la prima medaglia d’oro della loro boxe olimpica; medaglia che li ha fatti arrivare a 51 titoli.

Gli Stati Uniti ieri hanno raggiunto quota 36 con la conquista di due medaglie particolarmente preziose: quella della pallavolo e quella della pallacanestro, battendo Brasiliani e Spagnoli in competizioni serrate. Questi ultimi sono stati piegati solo dopo avere fatto oltre 100 punti al Dream Team, partendo in vantaggio, per poi essere ripresi e mantenuti a distanze davvero ridotte, alle volte di appena 4 punti. Solo una serie di tiri lunghi da 3 punti ha permesso agli Americani di riprendere margine, verso la fine della partita.

Gli italiani proseguono la loro lenta decadenza nel Medagliere. Atlanta 1996, in casa degli Americani: 13 ori, 35 medaglie e 6o posto; Sydney 2000, 13 ori, 34 medaglie e 7imo posto(-2 argenti e +1 bronzi rispetto ad Atlanta); Atene 2004, appena 10 ori, 32 medaglie e 8o posto; attualmente c’è il nono posto, sia come criteri qualitativi (prima l’oro, poi l’argento e poi il numero dei bronzi), sia quantitativi, totale di 28 medaglie. Solo 8 titoli olimpici; per un caso davvero singolare l’Italia ha potuto chiudere con una medaglia d’oro sull’ultima gara, come ad Atene, ma allora era la maratona e oggi, che la maratona ha regalato il 12imo posto, i supermassimi. Anche all’esordio l’Italia ha quasi bissato l’oro nella ciclismo su strada, mancandolo per mezzo metro all’arrivo.

Gli italiani forse mai come stavolta hanno fatto assegnamento alle ‘arti marziali’. Un argento al Taekwondo, oro, argento e bronzo nel pugilato, oro nel Judo, oro nella lotta greco-romana; ma anche due ori e 5 bronzi nella scherma, e infine 1 oro e 3 argenti nei tiri con armi varie: ben 6 titoli olimpici su otto e la maggior parte delle medaglie sono andate a questo settore sportivo.

Le delusioni, in compenso, non sono mancate; il nuoto femminile, con un oro e un argento, avrà raggiunto più o meno gli obiettivi prefissati, ma se la Pellegrini ride, non si può dire altrettanto di Magnini e dei ragazzi in generale, sistematicamente fuori dal podio, fino alla delusione della staffetta in cui, sebbene siano andati in finale, sono arrivati ottavi e pure squalificati. Il canottaggio è stato capace di una sola medaglia d’argento, tanto che Galeazzi ha potuto tirare un sospiro di sollievo dicendo «c’è un Dio anche a Pechino», confessando che altrimenti si sarebbe sentito inutile.

Deludenti le squadre olimpiche: ad Atene se n’erano mandate ben 8, di cui alcune senza speranza di medaglia alcuna; altre invece totalizzarono un oro (pallanuoto femminile), 2 argenti (indimenticabile la faccia di Mastrangelo nascosta sotto la maglietta, dopo la finale col Brasile, allora come oggi giunto fino in fondo al torneo), un bronzo (l’Italia dovette vedersela proprio con l’Iraq, di cui all’epoca occupava la provincia di Nassiriya). Stavolta nulla; fuori la pallanuoto maschile, poi il calcio (contro il Belgio, che anche in dieci ha vinto per 3-2), le pallanuotiste, le pallavoliste, e infine i pallavolisti.

I vice-campioni olimpici della pallacanestro, battuti in finale dall’Argentina (adesso finita bronzo) nemmeno pervenuti alle competizioni. Non è bastato nemmeno lo strapotere delle pallavoliste italiane, che ad un certo punto hanno perso la loro invincibilità: vinta la Serbia per il solito 3-0, hanno affrontato le brasiliane e stavolta il tre a zero lo hanno dovuto subire loro, con 75 punti subiti contro 55 fatti (malissimo il primo set, meglio il secondo, intermedio il terzo). Erano le uniche due squadre imbattute del torneo, e il rapporto di forza non ha lasciato adito a dubbi; le italiane hanno comunque potuto disputare i quarti con le americane; primo set Italia, secondo USA, terzo Italia, poi quarto set USA e infine un quinto set senza storia finito 15-6.

Le campionesse olimpiche della pallanuoto sono state ad un passo dall’eliminazione contro l’Olanda, come del resto gli era capitato ad Atene con Americane e Greche; hanno recuperato in extremis, ma ai rigori hanno sbagliato a tirare il primo; le olandesi no e hanno vinto.

Nell’atletica le cose non sono andate affatto bene: su 47 competizioni e 141 podi, solo una vittoria e una medaglia (2+1 ad Atene). Gli Italiani hanno resistito nell’unica enclave rimasta loro, quella della marcia. Per tutto il resto, anche nella maratona, risultati deludenti. L’Atletica, la ‘regina delle Olimpiadi’ esige selezioni dure tra gli aspiranti campioni; in un Paese ridotto a 1,36 figli per donna la crisi, già significativa da alcuni anni, non poteva non arrivare; e se si aggiungono le gestioni fallimentari di campioni come l’ex-americano Andrew Howe (che ironicamente, in una nota pubblicità veniva scambiato per un turista anziché un atleta), il risultato non può essere che disastroso. L’Atletica è stata il dominio di africani, americani, giamaicani, ma anche dei russi. Per la vecchia Europa Occidentale c’è stato poco posto.

Le altre nazioni hanno segnato alti e bassi: gli USA sono rimasti primi nel medagliere in termini quantitativi: ad Atlanta avevano 101 medaglie di cui 44 d’oro; 97/33 a Sydney, 102/35 ad Atene; con 36 ori e 110 medaglie hanno vinto più medaglie che ad Atene, e più medaglie che nelle precedenti competizioni. Ma stavolta sono stati superati dalla Cina come medaglie d’oro, il che era quanto i Cinesi si prefissavano. La loro progressione nei giochi olimpici equivalenti (dal ’96) è stata: 16 ori su 50 medaglie (quarto posto); 28/59 (3a), 32/63 (2a), 51/110 (prima). Al terzo posto i Russi; la loro evoluzione è stata 26/63(2a), 32/88 (2a), 27/92 (3a), 23/72 (3a). I russi sono stati particolarmente flagellati da controlli antidoping, il che ha eliminato molte possibili star dei giochi data la positività riscontrata su parecchi atleti, ma ha anche suscitato le proteste dei Russi che sospettavano la volontà di ‘far fuori’ i loro atleti a beneficio di quelli di casa. Di sicuro c’è stato un calo.

Chi è salito è invece il Regno Unito; ad Atlanta 1 oro su 8 medaglie, 36imo posto. Dopo questa catastrofe, a Sydney 11 ori su 28 medaglie, 10imo posto; ad Atene 9 ori ma su trenta medaglie, sempre decimo posto. Oggi 3o posto (in vista delle olimpiadi di Londra?) con 19 ori su 47 medaglie complessive. I tedeschi hanno avuto la seguente evoluzione: 20 (ori)/65 (medaglie) (3a), 13/56 (5a), 14/49 (6a), e ora 16 ori su 41 medaglie per un quinto posto nel medagliere, sesto come numero di medaglie. Segue l’Australia in sesta piazza; nelle olimpiadi precedenti era 7a (9/41), 4a (16/58), 4a (16/49). La Corea del Sud ha ottenuto la seguente crescita: Atlanta, 10a con 7/27, a Sydney 12a con 8/28, ad Atene 9a con 9/30. Ora 13 ori su 31 medaglie. Il Giappone decisamente in ribasso, dopo i fasti greci che fruttarono anche il titolo olimpico di maratona femminile, in un lungo inseguimento nell’Atene al crepuscolo (l’inseguitrice era una kenyana). La sua squadra negli ultimi 12 anni ha ottenuto: ad Atlanta 3/14, 23imo posto; a Sydney 5/18 e il 15imo posto; ad Atene 16 ori su 37 medaglie e il 5o posto, nonostante la lontananza geografica dalla madrepatria triplicò il numero di vittorie olimpiche rispetto a Sidney; adesso è sceso all’8 posto con 9 ori su 25 medaglie.

L’Italia ha il non posto sia come medagliere ‘qualitativo’ che come numero di medaglie vinte, cosa piuttosto singolare; recrimina la sfortuna e le ingiustizie subite dalle varie giurie. Nel primo caso la perdita di un oro nel ciclismo su pista, il fotofinish che ha tolto all’eterna Idem, per 4 millesimi (circa 2 cm), l’oro olimpico; i rigori con l’Olanda a pallanuoto, e un numero incredibile di piazzamenti a ridosso del podio; nel secondo caso le decisioni della giuria nel fioretto a squadre femminile, che hanno escluso le italiane dalla finale; e le medaglie da cui sono stati estromessi, sistematicamente quarti, i vari Cassina, le ginnaste, gli anellisti.

La Francia chiude i primi dieci nel medagliere,dopo una rimonta con 3 ori che l’hanno tolta dal 12imo posto, grazie ai risultati negli ultimi giorni di gare; solo 7 medaglie d’oro, ma ben 40 complessive che la pongono in termini di medaglie in un lusinghiero 7imo posto, una delle maggiori sperequazioni tra i due parametri (ori vs podi). Dietro la Francia c’è l’Ucraina, e poi l’Olanda. La prima era 9a ad Atlanta (9/23), 21a a Sidney (3/21), 12a (9/23) ad Atene, adesso è diventata 11a con 7 ori e 27 medaglie in generale. L’Olanda era 14a con 4/19 ad Atlanta, 8a (9/25) a Sidney, 18a (4/22) ad Atene. Quindi con 7/16 ha ottenuto un miglioramento con la 12a piazza. Fortissima la Giamaica che agli ultimi giochi era appena 34a con 2 ori su 5 medaglie, e adesso è 13a con 6 ori su 11 medaglie. Bolt, l’atleta ‘tre in uno’, e una squadra di agguerriti corridori ha fatto sì che questa nazione caraibica, nota per il reggae e tristemente famosa per una delle capitali (Kingston) più malfamate e violente del mondo, stesse in vetta nel settore atletico. Di fatto Bolt ha fatto da degna alternativa al ‘cannibale’ Phelps, vincitore di 8 ori nel nuoto.

Poco sotto c’è la Spagna, nazione che è stata capace negli ultimi giochi di ottenere rispettivamente la 13a piazza (5/17), 15a (3/11), 20a (3/19). Non molto per una nazione ricca di talenti in altri sport, ma quest’anno ha ottenuto 5 ori su 18 medaglie, 14a nel medagliere e 14a anche come numero di medaglie.

Dietro avanza la potenza keniota, la prima d’Africa: 15a piazza, 5 ori, 18 medaglie complessive, finalmente la vittoria nella maratona maschile come preconizzato anche da Baldini, che ragionava sul semplice fatto che i keniani sono i migliori al mondo e prima o poi sarebbe accaduto anche di vincere la medaglia d’oro olimpica. E così è stato; in un forcing incredibile un gruppo di atleti ha staccato da subito tutti gli altri, si è ridotto a 9-10 corridori tutti africani, poi dal 29imo km sono rimasti in 5, e infine uno solo, quello che ha vinto stabilendo il nuovo record olimpico e dando quasi 7 minuti al suddetto Baldini che, sorridendo stravolto dalla fatica (la giornata, nonostante la velocità espressa dai corridori, era veramente calda), ha annunciato il suo addio alla maratona (ma forse resterà sulle gare più brevi).

Se l’Italia prosegue il suo lento declino di una posizione per volta ogni Olimpiade, altre nazioni sono in ascesa, come si è visto, ma altre sono crollate. La Romania, per esempio, a Pechino è 17ima con 4 ori su 8 medaglie. Le tre olimpiadi precedenti era giunta 14a (4/20), 11a (11/25), 14a (8 ori su 19 medaglie). Peggio ancora per Cuba, da cui molti atleti sono espatriati negli anni, impoverendola gravemente e suscitando la rabbia del governo cubano (vedi anche caso Agüero). Era 8a ad Atlanta (9 ori su 25 medaglie), 9a a Sidney (11/29), 11a (9 ori su 27 medaglie) ad Atene. Ora invece, è solo 34ima: 2 ori olimpici appena. Ma nondimeno ha vinto totalmente ben 24 medaglie, che nella classifica quantitativa la pongono ad un non disprezzabile 12imo posto. È rimasta grossomodo sulla sua media storica come numero di podi, ma i soli due titoli olimpici conquistati non soddisfano sicuramente, specie considerando che uno degli atleti cubani è stato cacciato dopo avere picchiato l’arbitro, con relativa brutta figura, e dopo che il Brasile con 3 ori e 15 medaglie gli ha strappato la leadership del medagliere latino-americano.

Altra nazione che è caduta improvvisamente è stata l’Ungheria: la progressione è stata: 12a ad Atlanta (7 ori su 17 medaglie), 13a a Sydney (8/17), 13a ad Atene (8/17), ora solo 21ima sia per qualità che quantità, con 3 ori su 10 medaglie. Male anche la Polonia, che è passata da 7/17, a 6/14, a 3/10 e infine 3 ori e 10 medaglie totali anche adesso, in 20ima posizione, una meglio di 4 anni fa. Hanno fatto peggio altre nazioni: di queste forse la peggiore in assoluto è stata la Svezia, una delle più titolate nazionali olimpiche in termini storici: è finita 56a con 4 argenti e 1 bronzo, dopo che in ciascuna delle due ultime olimpiadi aveva ottenuto 4 ori. Adesso è addirittura l’unica nazione del nord Europa a non ottenere vittorie olimpiche.

L’India, come il Belgio e l’Iran, si consola con un oro olimpico dopo che nelle ultime due olimpiadi aveva conquistato esattamente 1 argento e 2 bronzi. Per il suo miliardo di abitanti una singola medaglia vinta per ciascuna Olimpiade estiva (di quelle invernali, nonostante l’Himalaya, è meglio non parlare) dal ’96 ad oggi. La Grecia, 15a con 6 ori e 16 medaglie nell’ultima olimpiade (di casa), è precipitata al 59imo posto con 2 argenti e 2 bronzi, risultato enormemente deludente se si considera anche i 4 ori vinti in ciascuna delle olimpiadi del ’96 e del ‘2000.

Si potrebbe continuare a lungo nella disamina dei singoli risultati, ma in generale appaiono evidenti vari elementi importanti e assai costanti. Uno è l’assenza di significato nelle distanze tra la madrepatria e il luogo delle competizioni: il Giappone, per esempio, ha triplicato gli ori passando da Sydney ad Atene, poi è calato tornando a Pechino, a due passi da casa. L’Italia ha ottenuto 13 ori negli USA, 13 in Australia, ma solo 10 nell’olimpiade più vicina a casa eccetto quella di Roma del ’60, quando arrivò 3a sempre con 13 ori, dietro URSS e USA e su appena 146 gare previste. L’Italia soffre, come anche altre nazioni occidentali, il problema base della ridotta natalità che incide sopratutto nell’atletica, ma resistendo negli sport di nicchia come la scherma.

Un’altra verità è quella della concentrazione del “potere” sportivo. L’Italia ad Atlanta arrivò 6a con 13 medaglie su 270 gare. Adesso con lo stesso risultato sarebbe 7a. Ma sopratutto, se avesse vinto 8 medaglie d’oro a Sydney, sarebbe giunta 12a, posizione che occupò la Corea del Sud con esattamente gli stessi allori olimpici che la nazionale italiana ha conquistato quest’anno. In altre parole, nonostante le 302 gare, una in più di Atene, le potenze ‘primarie’ delle Olimpiadi inglobano la maggior parte dei successi lasciando solo le briciole agli altri. Ad Atene, con 10 ori, l’Italia arrivò 8a, ma con lo stesso numero di successi a Sydney sarebbe arrivata 12ima.

Insomma, con pochi successi è più facile fare bella figura nel medagliere, paradossalmente proprio perché la maggior parte delle discipline sono appannaggio dei primi. Le prime 5 nazionali di Pechino hanno ottenuto 145 vittorie, quasi la metà del totale messo in palio. Ad Atene erano solo 127 su 301. A Sydney invece erano 129 su 300.

Beijing 2008
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August 24, 2008

Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: Italia sconfitta dalla Russia

Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: Italia sconfitta dalla Russia

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domenica 24 agosto 2008

L’Italia dopo aver sperato fino all’ultimo di arrivare sul più basso gradino del podio, esce sconfitta contro la Russia nella pallavolo maschile, finendo al quarto posto.

Una sconfitta netta, con la grintosa Russia che conclude la partita con un 3-0, mettendo K.O. la squadra azzurra. Il primo set con un sofferto 25 a 22, il secondo si chiude con 25 a 19 ed il terzo ed ultimo con un 25-23.

Il match è stato pregiudicato anche dai numerosi infortuni all’interno della squadra, con quelli di Fei, Corsano e Mastrangelo.

Il tecnico della squadra azzurra, Andrea Anastasi, si è detto comunque soddisfatto dei risultati raggiunti: «Abbiamo la consapevolezza di essere tornati tra le grandi. Per come siamo arrivati a questi Giochi ci avrei messo la firma per chiudere quarti. Oggi la Russia ha vinto meritatamente, noi eravamo svuotati di energie: non sapevo più cosa chiedere a questi ragazzi».

Beijing 2008
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Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: agli Stati Uniti la medaglia d\’oro

Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: agli Stati Uniti la medaglia d’oro

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domenica 24 agosto 2008

Volleyball (indoor) pictogram.svg

Nell’ultima giornata delle Olimpiadi di Pechino, gli Stati Uniti aggiungono un altro oro al loro già nutrito medagliere, conquistando il primo posto nel torneo di pallavolo maschile. Battendo il pur titolato Brasile, gli Stati Uniti “vendicano” la compagine femminile a stelle e strisce, sconfitta dalle atlete verdeoro nel torneo femminile.

I ragazzi del coach Hugh McCutcheon si sono imposti per 3-1. Il primo set aveva, visto i brasiliani vincere con un sonoro 25-20. I giocatori agli ordini di Bernardo Rocha de Rezende si sono, però, arresi agli statunitensi, che vincono le successive tre frazioni per 25-22, 25-21 e 25-23, in una sorta di replay della semifinale della World League 2008, terminata con il più tondo successo degli statunitensi.

Le due nazionali avevano superato i rispettivi gruppi eliminatori al primo posto, gli Stati uniti con 10 e il Brasile con 9 punti. Gli statunitensi avevano poi eliminato la nazionale serba (3-2) e quella russa (3-2). I verdeoro avevano superato, invece, la rappresentativa di casa, ovvero la Cina (3-0) e l’Italia (3-1).

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Olimpiadi 2008, Taekwondo: il cubano Matos prende a calci e pugni l\’arbitro

Olimpiadi 2008, Taekwondo: il cubano Matos prende a calci e pugni l’arbitro

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domenica 24 agosto 2008

Violenza inaudita, sia verbale che fisica, al termine di un incontro di taekwondo tra un atleta cubano ed uno kazako ai Giochi olimpici in corso di svolgimento a Pechino.

L’arbitro dell’incontro è stato offeso verbalmente dall’allenatore di Ángel Matos, per poi essere preso a calci e pugni dallo stesso Matos, il quale ha tentato di colpire anche gli assistenti del giudice di gara. Furia e rabbia costati cari al cubano, già medaglia d’oro nella categoria 80 kg a Sydney 2000: è in arrivo infatti la squalifica a vita da tutte le competizioni sportive per lui e per il suo allenatore.

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Olimpiadi 2008, Pugilato: a Cammarelle l\’ultimo oro di Pechino

Olimpiadi 2008, Pugilato: a Cammarelle l’ultimo oro di Pechino

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domenica 24 agosto 2008

Roberto Cammarelle

Roberto Cammarelle ha vinto l’oro nel pugilato nella categoria supermassimi alle Olimpiadi di Pechino 2008, battendo il cinese Zhang Zhilei per k.o tecnico.

All’atleta di Milano, in forza alla Polizia di Stato, era richiesto di dare il massimo per sconfiggere, oltre all’avversario, anche la pressione dell’ambiente, che voleva veder assegnato alla Cina l’ultima mediaglia d’oro di questi giochi. Così è stato.

Cammarelle è andato subito all’attacco, e già alla fine della prima ripresa il divario era di 1 a 6 per l’italiano. Dopo una seconda ripresa sugli stessi ritmi, con Cammarelle che aveva raddoppiato il suo vantaggio (3 a 11), i due pugili hanno intrapreso una fase di rilassamento e la terza ripresa è terminata con un parziale di 1 a 2. A pochi secondi dalla quarta ripresa, invece, il cinese getta la spugna e riconosce l’ormai evidente superiorità di Cammarelle.

Per la seconda volta consecutiva, l’Italia è la protagonista della chiusura dei Giochi Olimpici estivi, chiudendo questa volta con la finale di pugilato.

Medagliere definitivo[]


Posizione Paese Gold medal.svg Silver medal.svg Bronze medal.svg Totale
1 Flag of the People's Republic of China.svg Cina 51 21 28 100
2 Flag of the United States.svg Stati Uniti 36 38 36 110
3 Flag of Russia.svg Russia 23 21 28 72
4 Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito 19 13 15 47
5 Flag of Germany.svg Germania 16 10 15 41
6 Flag of Australia.svg Australia 14 15 17 46
7 Flag of South Korea.svg Corea del Sud 13 10 10 33
8 Flag of Japan.svg Giappone 9 6 10 25
9 Flag of Italy.svg Italia 8 10 10 28
10 Flag of France.svg Francia 7 16 17 40


Beijing 2008
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  • Diretta televisiva su Rai Due

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Il sacro fuoco di Olimpia si spegne su Pechino, ma l’ombra già si proietta a Londra 2012

domenica 24 agosto 2008

Lo Stadio Nazionale di Pechino, protagonista della cerimonia di apertura e chiusura della XXIX edizione delle Olimpiadi estive

Dal severo Guo Jinlong all’intraprendente Boris Johnson, passando per Jacques Rogge, il passaggio della bandiera con i cinque cerchi segna la fine dell’Olimpiade cinese e da il via al quadriennio di attesa che si concluderà a Londra, nel 2012, con l’apertura della trentesima edizione dei Giochi Olimpici.

La cerimonia di chiusura è iniziata puntualmente alle 14 ore italiana, aperta dal countdown a -29 secondi, richiamando il numero dell’edizione di queste olimpiadi (appunto, la 29°esima), prima attraverso computer grafica sugli schermi dello stadio e poi nei cieli a partire da -10 secondi, con l’ausilio dei fuochi artificiali.

Un minuto dopo, la bandiera della Cina si alza seguita dall’inno cinese, che apre ufficialmente gli spettacoli di questa cerimonia. L’inno è seguito dalla proiezioni di un breve video in computer grafica che mostra le figure di alcuni atleti nei vari stati del mondo. Da ogni territorio, si leva poi una linea color bianco che va a formare una spirale intorno al nome di “Beijing” (Pechino).

Segue il vero spettacolo che vede all’opera 7.000 figuranti, che vestono abiti tipici della cultura cinese di colore giallo-arancio, che scandiscono a suon di tamburo la musica. Nello stesso frangente di tempo entrano in scena dei tamburi giganti che volano intorno alla zona in cui si sta svolgendo lo spettacolo, mentre entrano in scena da 4 diversi punti, donne vestite di giallo che indossano campanellini argentati e piccoli led luminosi.

Si viene a formare un cerchio completo, definito dai telecronisti di Rai Due che seguivano l’evento, il cerchio cinese. Si esibiscono nei pressi del cerchio le donne con i campanellini, andando a formare figure di diverso tipo: a raggiera, a cerchio, a fiore per poi distendersi per tutto lo stadio, formando un piccolo disegno. Su questo disegno sfileranno, pochi minuti più tardi, 60 ruote di luce, seguiti ancor prima da 8 carri a forma di vela.

A 15 minuti dall’inizio della cerimonia, si chiude il primo spettacolo, che dall’alto assume colori stupendi, che vanno dalle tonalità giallo-rosse a quelle celesti-fucsia.

Atleti delle varie nazioni partecipanti ai Giochi, durante l’entrata nello stadio degli atleti, dopo le delegazioni, verso le 14:20

Così, alle 14:16, si parte con la sfilata delle delegazioni, costituita solo dai portabandiera, che è stata divisa in 2: la prima partita dal lato di sinistra ha visto entrare per prima la Grecia, la seconda, dalla parte destra, ha visto sfilare per prima l’Arabia Saudita. Le varie delegazioni, seguendo un percorso preciso, si sono disposte in cerchio. 5 minuti dopo entrano gli atleti delle varie nazioni che hanno partecipato a questa olimpiade, in ordine sparso, per tutto lo stadio.

Nel frattempo, sul cerchio cinese, si esibiscono delle tamburine vestite di rosso e due bambine, al centro, alla batteria.

Dopo aver contenuto la gioia di tutti gli atleti ed aver ricomposto le varie file, avviene la cerimonia di premiazione della maratona, che ha visto al primo posto il kenyano Samuel Kamau Wansiru, seguito a 44 secondi dal marocchino Jaouad Gharib ed il bronzo dell’etiope Tsegay Kebede.

Dopo la premazione, con la consegna delle ultime medaglie di questa olimpiade, sono seguiti l’incontro dei volontari con i nuovi eletti del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e l’inno della Grecia, la nazione da cui sono nate le olimpiadi.

Alle 14:50 circa, hanno preso parola Hu Jintao e Jacques Rogge.

Il presidente del CIO ha affermato: «Il mondo ha imparato qualcosa di più della Cina e la Cina ha imparato qualcosa sul mondo. Questa notte giungono alla fine 16 giorni gloriosi di gara che ricorderemo per sempre. Grazie al popolo cinese, a tutti i meravigliosi volontari del BOCOG. Gli atleti di 204 comitati olimpici hanno illuminato gli impianti, nuove stelle sono nate, stelle dei passati Giochi ci hanno meravigliato di nuovo. Abbiamo condiviso la loro gioia, le loro lacrime, e siamo rimasti impressionati dalla loro abilità. Ricorderemo a lungo i risultati a cui abbiamo assistito».

Rogge ha chiuso il suo discorso con un’affermazione sullo spirito olimpico: «Voi atleti siete dei modelli di comportamento avete mostrato il potere unificante dello sport. Lo spirito olimpico vive nel caldo abbraccio di atleti rivali provenienti da nazioni in guerra. Tenete vivo questo spirito quando ritornerete a casa. Sono stati davvero dei Giochi eccezionali».

Dopo i due discorsi, arriva il momento dell’alzabandiera della Gran Bretagna accompagnata dal suo inno nazionale, nazione che ospiterà la prossima edizione dei Giochi olimpici, seguito subito dopo dall’inno greco, cantato, come è stato per la cerimonia d’apertura, da bambini cinesi.

Terminato il piccolo spettacolo pirotecnico composto dai cerchi olimpici, fanno il loro ingresso nel Nido d’uccello, il sindaco di Pechino Guo Jinlong ed il sindaco di Londra Boris Johnson, che si recano insieme al portabandiera del CIO, da Jacques Rogge. La scaletta ha visto passare la bandiera dal primo cittadino di Pechino al presidente del CIO, e da questo al primo cittadino di Londra. Tutto questo per segnare il passaggio del testimone dei giochi olimpici.

Tipico autobus londinese, simile a quello fatto girare intorno allo stadio per la presentazione di Londra 2012

Alle 15:08 sugli schermi dello stadio viene mandata in onda un promo delle prossime olimpiadi, che si concentra sulla fermata ed il percorso di un autobus: innovativa e dai colori brillanti, la pubblicità ha rispecchiato la vita londinese ed ha fatto vedere un po’ della sua città. Ma tutto ciò si è trasformato in realtà, con l’autobus doppio girare per lo stadio. Un autobus tipico londinese, colore rosso, con la scritta “London – Beijing – London” e davanti “London 2012”.

Dal mezzo scende una bambina di 9 anni che si scambia con una bambina cinese un pallone da calcio. Fatta risalire su di esso dopo aver attraversato un tappeto su cui sono state disegnate delle striscie pedonali, ed accompagnato dal vigile, il bus si è subito trasformato in un palco, che ha visto protagonisti Leona Lewis e Jimmy Page con la canzone “Whole Lotta Love“. Dallo stesso palchetto è poi emerso dal basso David Beckham che ha calciato il pallone verso la platea.

Leona Lewis, protagonista insieme a Jimmy Page, sul palco sopra l’autobus a due piani, nell’esecuzione della canzone “Whole Lotta Love

Alle 15:19 si apre l’ultima parte della cerimonia: uno schermo con la tabella di partenze e arrivi di un aereoporto internazionale, una scala che conduce all’ingresso di un aereo immaginario, 3 persone he guardano verso la fiamma olimpica ed una pergamena, quella stessa pergamena, anche se ridotta, che alla cerimonia d’apertura conteneva un particolare disegno. Elementi che hanno dato il saluto a Pechino e che hanno seguito lo spegnimento della fiamma olimpica: momento, accompagnato da una colonna sonora malinconica, per dire che Pechino difficilmente dimenticherà questi Giochi, ed una tela su cui vengono inseriti i vari video dei momenti più belli delle giornate passate, che pian piano si congiungono fino a raggiungere il sacro fuoco di Olimpia, che di fronte ai 3 viaggiatori, si spegne, lasciando il segno nella Cina moderna. Alle 15:24 del 24/08/2008 la fiamma olimpica inizia così il viaggio, anche se non realmente, per raggiungere nel 2012 Londra.

Nel frattempo a Buckingham Palace era iniziato il “London 2012 Party” una festa – concerto che ha dato inizio alla preparazione per questi prossimi giochi olimpici.

Ma lo spettacolo non si conclude con questo triste momento, bensì continua, e vede l’inizio del segmento “Carnevale – Io amo Pechino”, che vede protagonisti 396 figuranti, che si dispongono sulla “Torre del Ricordo”, simulando il movimento della fiamma olimpica. La torre si tinge di azzurro, e grazie ai movimenti artistici dei cinesi presenti sull’edificio, viene simulato l’apertura di 3 boccioli di fiori di rosa, color rosso vivo, in perfetta sincronia.

Logo delle prossime Olimpiadi, quelle di Londra 2012

Alcuni dei figuranti scesi poco prima, risalgono velocemente lungo la torre formando una spirale color arancio, e che viene pian piano ricoperta da dei teli dalle tonalità giallo-arancio che si elevano in aria, scoprendo la torre che vede raffigurato il logo delle Olimpiadi di Pechino 2008, costituito da tutti e 396 gli uomini partecipanti a questa segmento dello spettacolo.

Una serie di artisti e cantanti si esibiscono in quest’ultimo pezzo, ridonando un po’ di allegria alla cerimonia. Pezzo giovanile e brillante, moderno che rispecchia lo stile del video proiettato minuti prima sulle olimpiadi di Londra.

La cerimonia si conclude con il fastoso spettacolo pirotecnico, da 19 punti della città, che illumina parte della città a giorno.

A cerimonia conclusa il presidente del CONI, Gianni Petrucci, durante la conferenza stampa ha dichiarato: «Erano Olimpiadi difficili, lo sono state. Per questo arrivare noni, superare la Francia dopo 24 anni, è un risultato importante. Certo, ci sono state anche delle delusioni. Ma se per il World Economic Forum, l’Italia è al numero 46 su 125 Paesi censiti, nel medagliere olimpico siamo noni su 204. Ci sono stati più finalisti rispetto ad Atene. Per andare avanti servono cose che in Italia non ci sono. Ci vogliono tante risorse, noi non ce la facciamo».

Si chiudono così i Giochi di questa ventinovesima edizione, che hanno visto primeggiare la Cina, seguita subito dopo dagli Stati Uniti d’America, nel medagliere. Una edizione al centro dei dibattiti sui diritti umani, sin dal suo primo annuncio. Il testimone ora è nelle mani della capitale brittanica, che dovrà cercare di ripetere, seppur con un budget minimo, lo spettacolo svoltosi nella capitale cinese.

Medagliere definitivo


Posizione Paese Gold medal.svg Silver medal.svg Bronze medal.svg Totale
1 Flag of the People's Republic of China.svg Cina 51 21 28 100
2 Flag of the United States.svg Stati Uniti 36 38 36 110
3 Flag of Russia (bordered).svg Russia 23 21 28 72
4 Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito 19 13 15 47
5 Flag of Germany.svg Germania 16 10 15 41
6 Flag of Australia.svg Australia 14 15 17 46
7 Flag of South Korea (bordered).svg Corea del Sud 13 10 10 33
8 Flag of Japan (bordered).svg Giappone 9 6 10 25
9 Flag of Italy.svg Italia 8 10 10 28
10 Flag of France.svg Francia 7 16 17 40
11 Flag of Ukraine.svg Ucraina 7 5 15 27
12 Flag of the Netherlands.svg Paesi Bassi 7 5 4 16
13 Flag of Jamaica.svg Giamaica 6 3 2 11
14 Flag of Spain.svg Spagna 5 10 3 18
15 Flag of Kenya.svg Kenya 5 5 4 14
16 Flag of Belarus.svg Bielorussia 4 5 10 19
17 Flag of Romania.svg Romania 4 1 3 8
18 Flag of Ethiopia.svg Etiopia 4 1 2 7
19 Flag of Canada.svg Canada 3 9 6 18
20 Flag of Poland.svg Polonia 3 6 1 10
21 Flag of Hungary.svg Ungheria 3 5 2 10
22 Flag of Norway.svg Norvegia 3 5 2 10
23 Flag of Brazil.svg Brasile 3 4 8 15
24 Flag of the Czech Republic (bordered).svg Repubblica Ceca 3 3 0 6
25 Flag of Slovakia (bordered).svg Slovacchia 3 2 1 6
26 Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda 3 1 5 9
27 Flag of Georgia (bordered).svg Georgia 3 0 3 6
28 Flag of Cuba.svg Cuba 2 11 11 24
29 Flag of Kazakhstan.svg Kazakistan 2 4 7 13
30 Flag of Denmark.svg Danimarca 2 2 3 7
31 Flag of Mongolia.svg Mongolia 2 2 0 4
32 Flag of Thailand.svg Thailandia 2 2 0 4
33 Flag of North Korea.svg Corea del Nord 2 1 3 6
34 Flag of Argentina.svg Argentina 2 0 4 6
35 Blank.pngFlag of Switzerland.svgBlank.png Svizzera 2 0 4 6
36 Flag of Mexico.svg Messico 2 0 1 3
37 Flag of Turkey.svg Turchia 1 4 3 8
38 Flag of Zimbabwe.svg Zimbabwe 1 3 0 4
39 Flag of Azerbaijan.svg Azerbaijan 1 2 4 7
40 Flag of Uzbekistan.svg Uzbekistan 1 2 3 6
41 Flag of Slovenia (bordered).svg Slovenia 1 2 2 5
42 Flag of Bulgaria (bordered).svg Bulgaria 1 1 3 5
42 bandiera Indonesia 1 1 3 5
44 Flag of Finland (bordered).svg Finlandia 1 1 2 4
45 Flag of Latvia.svg Lettonia 1 1 1 3
46 Flag of Belgium (civil).svg Belgio 1 1 0 2
46 Flag of the Dominican Republic.svg Repubblica Dominicana 1 1 0 2
46 Flag of Estonia (bordered).svg Estonia 1 1 0 2
46 Flag of Portugal.svg Portogallo 1 1 0 2
50 Flag of India.svg India 1 0 2 3
51 Flag of Iran.svg Iran 1 0 1 2
52 bandiera Brunei 1 0 0 1
52 Flag of Cameroon.svg Camerun 1 0 0 1
52 Flag of Panama.svg Panama 1 0 0 1
52 Flag of Tunisia.svg Tunisia 1 0 0 1
56 Flag of Sweden.svg Svezia 0 4 1 5
57 Flag of Croatia.svg Croazia 0 2 3 5
57 Flag of Lithuania.svg Lituania 0 2 3 5
59 Flag of Greece.svg Grecia 0 2 2 4
60 Flag of Trinidad and Tobago.svg Trinidad e Tobago 0 2 0 2
61 Flag of Nigeria.svg Nigeria 0 1 3 4
62 Flag of Austria.svg Austria 0 1 2 3
62 Flag of Ireland.svg Irlanda 0 1 2 3
62 Flag of Serbia (bordered).svg Serbia 0 1 2 3
65 Flag of Algeria (bordered).svg Algeria 0 1 1 2
65 Flag of the Bahamas.svg Bahamas 0 1 1 2
65 Flag of Colombia.svg Colombia 0 1 1 2
65 Flag of Kyrgyzstan.svg Kirghizistan 0 1 1 2
65 Flag of Morocco.svg Marocco 0 1 1 2
65 Flag of Tajikistan.svg Tagikistan 0 1 1 2
71 Flag of Chile (bordered).svg Cile 0 1 0 1
71 Flag of Ecuador.svg Ecuador 0 1 0 1
71 Flag of Iceland.svg Islanda 0 1 0 1
71 Flag of Malaysia.svg Malesia 0 1 0 1
71 Flag of South Africa.svg Sudafrica 0 1 0 1
71 Flag of Singapore (bordered).svg Singapore 0 1 0 1
71 Flag of Sudan.svg Sudan 0 1 0 1
71 Flag of Vietnam.svg Vietnam 0 1 0 1
79 Flag of Armenia.svg Armenia 0 0 6 6
80 Flag of Chinese Taipei for Olympic games.svg Taipei Cinese 0 0 4 4
81 Flag of Afghanistan.svg Afghanistan 0 0 1 1
81 Flag of Egypt.svg Egitto 0 0 1 1
81 Flag of Israel.svg Israele 0 0 1 1
81 Flag of Moldova.svg Moldavia 0 0 1 1
81 Flag of Mauritius.svg Mauritius 0 0 1 1
81 Flag of Togo.svg Togo 0 0 1 1
81 Flag of Venezuela.svg Venezuela 0 0 1 1
Medagliere definitivo – (fonte) Olympic rings.svgWikinews-logo.svg Segui le Olimpiadi con noi!


Beijing 2008
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Olimpiadi 2008, Pallanuoto maschile: l\’Ungheria vince la medaglia d\’oro per la terza volta consecutiva

Olimpiadi 2008, Pallanuoto maschile: l’Ungheria vince la medaglia d’oro per la terza volta consecutiva

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
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domenica 24 agosto 2008

Water polo pictogram.svg

Ancora una volta la squadra ungherese maschile di pallanuoto conquista la medaglia d’oro. Anche a Pechino 2008 i magiari salgono sul gradino più alto del podio, battendo la nazionale statunitense. Il gruppo guidato da Denes Kemeny porta a Budapest la nona medaglia d’oro olimpica nella storia della rappresentativa nazionale, la terza consecutiva. L’ultima nazionale ad aver vinto tre ori di seguito di seguito era stata la rappresentativa britannica, nel 1920.

Biros e soci si sono imposti per 14-10 nella finale del torneo maschile. Le due squadre si erano qualificate prime nei rispettivi gruppi di qualificazione, 9 punti per l’Ungheria, 8 per gli Stati Uniti. Gli ungheresi avevano poi battuto il Montenegro in semifinale con il punteggio di 11-9, mentre il gruppo U.S.A. aveva eliminato la serba (10-5).

Il bronzo è andato alla Serbia, che ha battuto il Montenegro con il punteggio di 6 a 4.

Beijing 2008
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Il sacro fuoco di Olimpia si spegne su Pechino, ma l\’ombra già si proietta a Londra 2012

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Il sacro fuoco di Olimpia si spegne su Pechino, ma l’ombra già si proietta a Londra 2012

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domenica 24 agosto 2008

Lo Stadio Nazionale di Pechino, protagonista della cerimonia di apertura e chiusura della XXIX edizione delle Olimpiadi estive

Dal severo Guo Jinlong all’intraprendente Boris Johnson, passando per Jacques Rogge, il passaggio della bandiera con i cinque cerchi segna la fine dell’Olimpiade cinese e da il via al quadriennio di attesa che si concluderà a Londra, nel 2012, con l’apertura della trentesima edizione dei Giochi Olimpici.

La cerimonia di chiusura è iniziata puntualmente alle 14 ore italiana, aperta dal countdown a -29 secondi, richiamando il numero dell’edizione di queste olimpiadi (appunto, la 29°esima), prima attraverso computer grafica sugli schermi dello stadio e poi nei cieli a partire da -10 secondi, con l’ausilio dei fuochi artificiali.

Un minuto dopo, la bandiera della Cina si alza seguita dall’inno cinese, che apre ufficialmente gli spettacoli di questa cerimonia. L’inno è seguito dalla proiezioni di un breve video in computer grafica che mostra le figure di alcuni atleti nei vari stati del mondo. Da ogni territorio, si leva poi una linea color bianco che va a formare una spirale intorno al nome di “Beijing” (Pechino).

Segue il vero spettacolo che vede all’opera 7.000 figuranti, che vestono abiti tipici della cultura cinese di colore giallo-arancio, che scandiscono a suon di tamburo la musica. Nello stesso frangente di tempo entrano in scena dei tamburi giganti che volano intorno alla zona in cui si sta svolgendo lo spettacolo, mentre entrano in scena da 4 diversi punti, donne vestite di giallo che indossano campanellini argentati e piccoli led luminosi.

Si viene a formare un cerchio completo, definito dai telecronisti di Rai Due che seguivano l’evento, il cerchio cinese. Si esibiscono nei pressi del cerchio le donne con i campanellini, andando a formare figure di diverso tipo: a raggiera, a cerchio, a fiore per poi distendersi per tutto lo stadio, formando un piccolo disegno. Su questo disegno sfileranno, pochi minuti più tardi, 60 ruote di luce, seguiti ancor prima da 8 carri a forma di vela.

A 15 minuti dall’inizio della cerimonia, si chiude il primo spettacolo, che dall’alto assume colori stupendi, che vanno dalle tonalità giallo-rosse a quelle celesti-fucsia.

Atleti delle varie nazioni partecipanti ai Giochi, durante l’entrata nello stadio degli atleti, dopo le delegazioni, verso le 14:20

Così, alle 14:16, si parte con la sfilata delle delegazioni, costituita solo dai portabandiera, che è stata divisa in 2: la prima partita dal lato di sinistra ha visto entrare per prima la Grecia, la seconda, dalla parte destra, ha visto sfilare per prima l’Arabia Saudita. Le varie delegazioni, seguendo un percorso preciso, si sono disposte in cerchio. 5 minuti dopo entrano gli atleti delle varie nazioni che hanno partecipato a questa olimpiade, in ordine sparso, per tutto lo stadio.

Nel frattempo, sul cerchio cinese, si esibiscono delle tamburine vestite di rosso e due bambine, al centro, alla batteria.

Dopo aver contenuto la gioia di tutti gli atleti ed aver ricomposto le varie file, avviene la cerimonia di premiazione della maratona, che ha visto al primo posto il kenyano Samuel Kamau Wansiru, seguito a 44 secondi dal marocchino Jaouad Gharib ed il bronzo dell’etiope Tsegay Kebede.

Dopo la premiazione, con la consegna delle ultime medaglie di questa olimpiade, sono seguiti l’incontro dei volontari con i nuovi eletti del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e l’inno della Grecia, la nazione da cui sono nate le olimpiadi.

Alle 14:50 circa, hanno preso parola Hu Jintao e Jacques Rogge.

Il presidente del CIO ha affermato: «Il mondo ha imparato qualcosa di più della Cina e la Cina ha imparato qualcosa sul mondo. Questa notte giungono alla fine 16 giorni gloriosi di gara che ricorderemo per sempre. Grazie al popolo cinese, a tutti i meravigliosi volontari del BOCOG. Gli atleti di 204 comitati olimpici hanno illuminato gli impianti, nuove stelle sono nate, stelle dei passati Giochi ci hanno meravigliato di nuovo. Abbiamo condiviso la loro gioia, le loro lacrime, e siamo rimasti impressionati dalla loro abilità. Ricorderemo a lungo i risultati a cui abbiamo assistito».

Rogge ha chiuso il suo discorso con un’affermazione sullo spirito olimpico: «Voi atleti siete dei modelli di comportamento avete mostrato il potere unificante dello sport. Lo spirito olimpico vive nel caldo abbraccio di atleti rivali provenienti da nazioni in guerra. Tenete vivo questo spirito quando ritornerete a casa. Sono stati davvero dei Giochi eccezionali».

Dopo i due discorsi, arriva il momento dell’alzabandiera della Gran Bretagna accompagnata dal suo inno nazionale, nazione che ospiterà la prossima edizione dei Giochi olimpici, seguito subito dopo dall’inno greco, cantato, come è stato per la cerimonia d’apertura, da bambini cinesi.

Terminato il piccolo spettacolo pirotecnico composto dai cerchi olimpici, fanno il loro ingresso nel Nido d’uccello, il sindaco di Pechino Guo Jinlong ed il sindaco di Londra Boris Johnson, che si recano insieme al portabandiera del CIO, da Jacques Rogge. La scaletta ha visto passare la bandiera dal primo cittadino di Pechino al presidente del CIO, e da questo al primo cittadino di Londra. Tutto questo per segnare il passaggio del testimone dei giochi olimpici.

Tipico autobus londinese, simile a quello fatto girare intorno allo stadio per la presentazione di Londra 2012

Alle 15:08 sugli schermi dello stadio viene mandata in onda un promo delle prossime olimpiadi, che si concentra sulla fermata ed il percorso di un autobus: innovativa e dai colori brillanti, la pubblicità ha rispecchiato la vita londinese ed ha fatto vedere un po’ della sua città. Ma tutto ciò si è trasformato in realtà, con l’autobus doppio girare per lo stadio. Un autobus tipico londinese, colore rosso, con la scritta “London – Beijing – London” e davanti “London 2012”.

Dal mezzo scende una bambina di 9 anni che si scambia con una bambina cinese un pallone da calcio. Fatta risalire su di esso dopo aver attraversato un tappeto su cui sono state disegnate delle striscie pedonali, ed accompagnato dal vigile, il bus si è subito trasformato in un palco, che ha visto protagonisti Leona Lewis e Jimmy Page con la canzone “Whole Lotta Love”. Dallo stesso palchetto è poi emerso dal basso David Beckham che ha calciato il pallone verso la platea.

Leona Lewis, protagonista insieme a Jimmy Page, sul palco sopra l’autobus a due piani, nell’esecuzione della canzone “Whole Lotta Love”

Alle 15:19 si apre l’ultima parte della cerimonia: uno schermo con la tabella di partenze e arrivi di un aereoporto internazionale, una scala che conduce all’ingresso di un aereo immaginario, tre persone che guardano verso la fiamma olimpica ed una pergamena, quella stessa pergamena, anche se ridotta, che alla cerimonia d’apertura conteneva un particolare disegno. Elementi che hanno dato il saluto a Pechino e che hanno seguito lo spegnimento della fiamma olimpica: momento, accompagnato da una colonna sonora malinconica, per dire che Pechino difficilmente dimenticherà questi Giochi, ed una tela su cui vengono inseriti i vari video dei momenti più belli delle giornate passate, che pian piano si congiungono fino a raggiungere il sacro fuoco di Olimpia, che di fronte ai 3 viaggiatori, si spegne, lasciando il segno nella Cina moderna. Alle 15:24 del 24/08/2008 la fiamma olimpica inizia così il viaggio, anche se non realmente, per raggiungere nel 2012 Londra.

Nel frattempo a Buckingham Palace era iniziato il “London 2012 Party” una festa – concerto che ha dato inizio alla preparazione per questi prossimi giochi olimpici.

Ma lo spettacolo non si conclude con questo triste momento, bensì continua, e vede l’inizio del segmento “Carnevale – Io amo Pechino”, che vede protagonisti 396 figuranti, che si dispongono sulla “Torre del Ricordo”, simulando il movimento della fiamma olimpica. La torre si tinge di azzurro, e grazie ai movimenti artistici dei cinesi presenti sull’edificio, viene simulato l’apertura di 3 boccioli di fiori di rosa, color rosso vivo, in perfetta sincronia.

Logo delle prossime Olimpiadi, quelle di Londra 2012

Alcuni dei figuranti scesi poco prima, risalgono velocemente lungo la torre formando una spirale color arancio, e che viene pian piano ricoperta da dei teli dalle tonalità giallo-arancio che si elevano in aria, scoprendo la torre che vede raffigurato il logo delle Olimpiadi di Pechino 2008, costituito da tutti e 396 gli uomini partecipanti a questa segmento dello spettacolo.

Una serie di artisti e cantanti si esibiscono in quest’ultimo pezzo, ridonando un po’ di allegria alla cerimonia. Pezzo giovanile e brillante, moderno che rispecchia lo stile del video proiettato minuti prima sulle olimpiadi di Londra.

La cerimonia si conclude con il fastoso spettacolo pirotecnico, da 19 punti della città, che illumina parte della città a giorno.

A cerimonia conclusa il presidente del CONI, Gianni Petrucci, durante la conferenza stampa ha dichiarato: «Erano Olimpiadi difficili, lo sono state. Per questo arrivare noni, superare la Francia dopo 24 anni, è un risultato importante. Certo, ci sono state anche delle delusioni. Ma se per il World Economic Forum, l’Italia è al numero 46 su 125 Paesi censiti, nel medagliere olimpico siamo noni su 204. Ci sono stati più finalisti rispetto ad Atene. Per andare avanti servono cose che in Italia non ci sono. Ci vogliono tante risorse, noi non ce la facciamo».

Si chiudono così i Giochi di questa ventinovesima edizione, che hanno visto primeggiare la Cina, seguita subito dopo dagli Stati Uniti d’America, nel medagliere. Una edizione al centro dei dibattiti sui diritti umani, sin dal suo primo annuncio. Il testimone ora è nelle mani della capitale britannica, che dovrà cercare di ripetere, seppur con un budget minimo, lo spettacolo svoltosi nella capitale cinese.

Medagliere definitivo


Posizione Paese Gold medal.svg Silver medal.svg Bronze medal.svg Totale
1 Flag of the People's Republic of China.svg Cina 51 21 28 100
2 Flag of the United States.svg Stati Uniti 36 38 36 110
3 Flag of Russia.svg Russia 23 21 28 72
4 Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito 19 13 15 47
5 Flag of Germany.svg Germania 16 10 15 41
6 Flag of Australia.svg Australia 14 15 17 46
7 Flag of South Korea.svg Corea del Sud 13 10 10 33
8 Flag of Japan.svg Giappone 9 6 10 25
9 Flag of Italy.svg Italia 8 10 10 28
10 Flag of France.svg Francia 7 16 17 40
11 Flag of Ukraine.svg Ucraina 7 5 15 27
12 Flag of the Netherlands.svg Paesi Bassi 7 5 4 16
13 Flag of Jamaica.svg Giamaica 6 3 2 11
14 Flag of Spain.svg Spagna 5 10 3 18
15 Flag of Kenya.svg Kenya 5 5 4 14
16 Flag of Belarus.svg Bielorussia 4 5 10 19
17 Flag of Romania.svg Romania 4 1 3 8
18 Flag of Ethiopia.svg Etiopia 4 1 2 7
19 Flag of Canada.svg Canada 3 9 6 18
20 Flag of Poland.svg Polonia 3 6 1 10
21 Flag of Hungary.svg Ungheria 3 5 2 10
22 Flag of Norway.svg Norvegia 3 5 2 10
23 Flag of Brazil.svg Brasile 3 4 8 15
24 Flag of the Czech Republic.svg Repubblica Ceca 3 3 0 6
25 Flag of Slovakia.svg Slovacchia 3 2 1 6
26 Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda 3 1 5 9
27 Flag of Georgia.svg Georgia 3 0 3 6
28 Flag of Cuba.svg Cuba 2 11 11 24
29 Flag of Kazakhstan.svg Kazakistan 2 4 7 13
30 Flag of Denmark.svg Danimarca 2 2 3 7
31 Flag of Mongolia.svg Mongolia 2 2 0 4
32 Flag of Thailand.svg Thailandia 2 2 0 4
33 Flag of North Korea.svg Corea del Nord 2 1 3 6
34 Flag of Argentina.svg Argentina 2 0 4 6
35 Flag of Switzerland.svg Svizzera 2 0 4 6
36 Flag of Mexico.svg Messico 2 0 1 3
37 Flag of Turkey.svg Turchia 1 4 3 8
38 Flag of Zimbabwe.svg Zimbabwe 1 3 0 4
39 Flag of Azerbaijan.svg Azerbaijan 1 2 4 7
40 Flag of Uzbekistan.svg Uzbekistan 1 2 3 6
41 Flag of Slovenia.svg Slovenia 1 2 2 5
42 Flag of Bulgaria.svg Bulgaria 1 1 3 5
42 Flag of Indonesia.svg Indonesia 1 1 3 5
44 Flag of Finland.svg Finlandia 1 1 2 4
45 Flag of Latvia.svg Lettonia 1 1 1 3
46 Flag of Belgium (civil).svg Belgio 1 1 0 2
46 Flag of the Dominican Republic.svg Repubblica Dominicana 1 1 0 2
46 Flag of Estonia.svg Estonia 1 1 0 2
46 Flag of Portugal.svg Portogallo 1 1 0 2
50 Flag of India.svg India 1 0 2 3
51 Flag of Iran.svg Iran 1 0 1 2
52 bandiera Brunei 1 0 0 1
52 Flag of Cameroon.svg Camerun 1 0 0 1
52 Flag of Panama.svg Panama 1 0 0 1
52 Flag of Tunisia.svg Tunisia 1 0 0 1
56 Flag of Sweden.svg Svezia 0 4 1 5
57 Flag of Croatia.svg Croazia 0 2 3 5
57 Flag of Lithuania.svg Lituania 0 2 3 5
59 Flag of Greece.svg Grecia 0 2 2 4
60 Flag of Trinidad and Tobago.svg Trinidad e Tobago 0 2 0 2
61 Flag of Nigeria.svg Nigeria 0 1 3 4
62 Flag of Austria.svg Austria 0 1 2 3
62 Flag of Ireland.svg Irlanda 0 1 2 3
62 Flag of Serbia.svg Serbia 0 1 2 3
65 Flag of Algeria.svg Algeria 0 1 1 2
65 Flag of the Bahamas.svg Bahamas 0 1 1 2
65 Flag of Colombia.svg Colombia 0 1 1 2
65 Flag of Kyrgyzstan.svg Kirghizistan 0 1 1 2
65 Flag of Morocco.svg Marocco 0 1 1 2
65 Flag of Tajikistan.svg Tagikistan 0 1 1 2
71 Flag of Chile.svg Cile 0 1 0 1
71 Flag of Ecuador.svg Ecuador 0 1 0 1
71 Flag of Iceland.svg Islanda 0 1 0 1
71 Flag of Malaysia.svg Malesia 0 1 0 1
71 Flag of South Africa.svg Sudafrica 0 1 0 1
71 Flag of Singapore.svg Singapore 0 1 0 1
71 Flag of Sudan.svg Sudan 0 1 0 1
71 Flag of Vietnam.svg Vietnam 0 1 0 1
79 Flag of Armenia.svg Armenia 0 0 6 6
80 Flag of Chinese Taipei for Olympic games.svg Taipei Cinese 0 0 4 4
81 Afghanistan Afghanistan 0 0 1 1
81 Flag of Egypt.svg Egitto 0 0 1 1
81 Flag of Israel.svg Israele 0 0 1 1
81 Flag of Moldova.svg Moldavia 0 0 1 1
81 Flag of Mauritius.svg Mauritius 0 0 1 1
81 Flag of Togo.svg Togo 0 0 1 1
81 Flag of Venezuela.svg Venezuela 0 0 1 1
Medagliere definitivo – (fonte) Olympic rings with white rims.svgWikinews-logo.svg Segui le Olimpiadi con noi!


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Segui lo Speciale dedicato alla XXIX Olimpiade estiva.


Fonti

  • Diretta televisiva di Rai Due


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Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: l\’Italia cerca il terzo posto

Olimpiadi 2008, Pallavolo maschile: l’Italia cerca il terzo posto

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sabato 24 agosto 2008

Nell’ultima giornata delle Olimpiadi di Pechino 2008, si conclude anche il torneo di pallavolo maschile.

La finale per il primo e il secondo posto si disputerà tra Stati Uniti d’America e Brasile, con i verde-oro favoriti per la vittoria finale, ma che dovranno sicuramente tenere alta la concentrazione per evitare di dare il via libera ad una nazionale, quella statunitense, non certo accreditata, all’inizio del torneo, come possibile finalista.

La finale per il terzo e il quarto posto sarà invece tra Italia e Russia. Gli azzurri scenderanno in campo per centrare l’obiettivo di salire sul gradino più basso del podio. Per la nazionale di Andrea Anastasi, questa edizione dei giochi olimpici è stata sicuramente caratterizzata dai continui infortuni, che hanno messo a dura prova la tenuta di squadra e, di conseguenza, le scelte tecniche operate dall’allenatore azzurro.

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