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June 5, 2014

G7 di Bruxelles 4-5 giugno 2014

G7 di Bruxelles 4-5 giugno 2014 – Wikinotizie

G7 di Bruxelles 4-5 giugno 2014

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5 giugno 2014

L’incontro bilaterale tra Matteo Renzi e Angela Merkel

G7 di Bruxelles 2014

È iniziato ieri sera l’incontro tenutosi a Bruxelles tra i vari capi di Stato e di Governo per il G7, l’organizzazione che riunisce i paesi più industrializzati del pianeta. Il tema principale dell’ incontro era la situazione in Ucraina, che negli ultimi tempi si è andata sempre più ad aggravarsi con aperti scontri a fuoco tra filorussi e esercito ucraino segnando da ambedue le parti quasi 200 morti. Nella sua visita in Polonia di poco tempo fa il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama è intervenuto dicendo che la NATO sosterrà l’Ucraina e il suo cammino verso la totale indipendenza e democrazia precisando che è stato già stanziato un miliardo di dollari come aiuto economico. Assente la Russia espulsa non molto tempo fa dopo le ripetute infiltrazioni di militari russi nel territorio ucraino, il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin aveva commentato questa decisione come “non grave e perfettamente superabile da parte della Russia”.

Tutti i leader del G7, compreso il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, concordano sul fatto che la Russia abbia superato ogni limite e che si interverrà pesantemente imponendo nuove sanzioni alla Federazione. Per quanto riguarda l’Ucraina i leader europei perseguiranno l’operazione di sorveglianza della situazione e con il continuo dialogo con le organizzazioni diplomatiche ucraine.


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March 27, 2014

Visita del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama in Italia

Visita del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama in Italia

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27 marzo 2014
Atterrato ieri all’ aeroporto di Fiumicino a Roma verso le 10:00 di sera, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama è stato per la seconda volta del suo mandato in visita in Italia, l’ultima nel 2009. Quella del Presidente Obama è stata una giornata fitta di incontri, il primo si è tenuto al Vaticano con Papa Francesco durato per circa 50 minuti, nel quale il Presidente americano ha elogiato l’ impegno del Pontefice per i poveri e la lotta alle disuguaglianze. Successivamente all’incontro in Vaticano con il Papa, il Presidente Obama ha incontrato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con un colloquio di circa mezzora senza interpreti.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama

I due capi di Stato durante l’incontro hanno mostrato una grande confidenza con una grande gestualità e con espressioni soddisfatte e compiaciute, Obama ha voluto rimarcare, come già fece nella sua prima visita nel 2009, la grande energia, forza e di responsabilità del Capo dello Stato italiano.

Dopo la colazione di lavoro con Napolitano, verso le 15:00 si è tenuto l’incontro con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dove anche questo, è durato poco più di mezz’ora, finito l’incontro a susseguito una imponente conferenza stampa, nella quale il Presidente degli Stati Uniti Obama ha dichiarato che con Renzi c’è una nuova e capace generazione a guidare l’Italia, anche il Premier Renzi fatto presente la grande amicizia tra i due Paesi e si congratulato con Obama per il grande ottimismo, ricordando inoltre il famoso slogan della sua campagna elettorale “Yes We Can” dicendo che ci sarà un “Yes We Can” anche per l’Italia.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama con Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

E come ultimo impegno in Italia del Presidente Obama, c’è stata la visita al Colosseo, dove il Presidente si è compiaciuto dichiarando “Incredibile, è più grande di uno stadio da baseball”.

Per l’occasione, le misure di sicurezza messe in atto nella capitale sono state più che severe, La città è stata blindata con appostamenti di Caribinieri Polizia e Forze Speciali su tutto il territorio romano. L’auto presidenziale è stata scortata da 50 auto blindate di Polizia Italiana, Caribinieri e FBI con agenti armati al loro interno. Naturalmente, la visita del Presidente statunitense, ha suscitato moltissima emozione negli abitanti della Capitale, ma non solo, infatti sono accorsi da tutta Italia moltissime persone di diverse nazionalità, nella speranza di fare una foto,un video o semplicemente di vederlo dal vivo per la prima volta, anche solo per poco tempo.

Tuttavia la visita del Presidente Obama, non è stata gradita da tutti, infatti anche qua, non sono mancati contestatori, in particolare movimenti che criticano la politica statunitense in generale, tra i quali si possono definire Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani che sono scesi nella strade della Capitale con striscioni, cartelli e lacrimogeni; un cartello dei contestatori recitava “Putin è il benvenuto, Obama ospite indesiderato”.


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November 20, 2010

Vertice NATO a Lisbona, Stati Uniti e Russia verso l\’intesa

Vertice NATO a Lisbona, Stati Uniti e Russia verso l’intesa

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Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il Presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai, il segretario di stato americano Hillary Clinton e il Generale David Petraeus si incontrano al vertice NATO di Lisbona.

sabato 20 novembre 2010
La guerra fredda è davvero finita. A 21 anni dal crollo del Muro di Berlino la NATO ha definito una nuova Strategia, identificando le minacce del XXI secolo ed ha aperto le porte alla Russia. La sicurezza occidentale è “indivisibile” da quella russa, è stato ripetuto a Lisbona, dove è stata offerta al Cremlino un’intesa politica che si basa su due elementi: un comune mini-Scudo regionale e su un impegno più attivo in Afghanistan. I russi sono stati quasi sorpresi da questa accelerata impressa dagli occidentali e da così ampie aperture, primo frutto della nuova politica del “reset” voluta da Barack Obama. Hanno, però, accettato di confrontarsi in modo trasparente tenendo a mente sia l’isolamento in cui si trovarono per le scelte unilateraliste di George W. Bush dal 2006 al 2008 sia ricordando gli enormi problemi provocati dalle infiltrazioni radicali in Asia centrale ed in Caucaso dopo la presa di Kabul nel 1996. Intanto Mosca ha concesso più ampie possibilità logistiche di transito per la Nato, che inizia a ritirarsi dall’Afghanistan a partire dal 2011. Poi ha dato disponibilità a studiare gli aspetti tecnico-militari per il mini-Scudo. Il presidente Usa Obama ha invitato il Senato a ratificare l’accordo START II, firmato con il Cremlino in primavera, entro la fine dell’anno. Se ciò non avvenisse, ha detto Medvedev in conferenza stampa a Lisbona, “il mondo di certo non sarebbe più sicuro”.


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November 1, 2010

Internet: scoperte vulnerabilità nel sito di Barack Obama

Internet: scoperte vulnerabilità nel sito di Barack Obama

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lunedì 1 novembre 2010

Barack Obama

Un esperto di sicurezza dice di aver scoperto falle di sicurezza nel sito web di Barack Obama. Ieri, in un blog, l’esperto romeno che si firma ‘d3v1l’ ha descritto tre vulnerabilità che permetterebbero di modificare il comportamento delle pagine del sito barackobama.com.

In termini tecnici le debolezze descritte sono cross-site scripting, html injection e redirect. Sebbene Obama non corra in prima persona nelle elezioni di medio termine del 2 novembre, sta comunque facendo campagna elettorale per conservare la maggioranza del suo Partito Democratico in entrambi i rami del Congresso americano.

Già in passato simili problemi furono portati a conoscenza del pubblico: nel 2008 quando il visitatore del sito di Obama veniva connesso al sito di Hilary Clinton, sua avversaria alle primarie del Partito Democratico e nel 2009 quando vennero rivelate le credenziali di accesso al sito del presidente USA appartenenti a molti utenti.

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April 9, 2010

A Praga Obama e Medvedev firmano lo Start 2 per la riduzione degli armamenti

A Praga Obama e Medvedev firmano lo Start 2 per la riduzione degli armamenti

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venerdì 9 aprile 2010

Obama e Medvedev si stringono la mano dopo aver firmato il nuovo trattato

Stati Uniti d’America e Russia hanno siglato a Praga il nuovo Start, per la riduzione degli armamenti nucleari nell’ambito di un disarmo sempre più efficace.

Gli arsenali dei due Paesi verranno ridotti di circa il 30%. Il nuovo Start è una prosecuzione del trattato scaduto in dicembre e concordato nel 1991. Legalmente sarà in vigore per 10 anni a meno di cambiamenti concordati in anticipo. “Il mondo è oggi più sicuro”, “inizia una nuova epoca”, ecco i due messaggi lanciati da Praga in previsione della conferenza di Washington sulla proliferazione nucleare della prossima settimana.


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October 9, 2009

A Barack Obama il Nobel per la pace

A Barack Obama il Nobel per la pace – Wikinotizie

A Barack Obama il Nobel per la pace

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venerdì 9 ottobre 2009

Barack Obama insieme a Wangari Maathai, premio Nobel per la pace nel 2004 (Nairobi, 2006)

Il premio Nobel per la pace 2009 sarà assegnato al presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama. Lo ha reso noto oggi il presidente del comitato che assegna il prestigioso premio, Thorbjørn Jagland. La motivazione recita che Obama ha meritato il riconoscimento «per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli».

In una nota della commissione si legge anche che «molto di rado una persona è stata capace di dare speranza in un mondo migliore e di catturare l’attenzione del mondo quanto è riuscito a Obama», e che «come Presidente, Obama ha creato un clima nuovo nella politica internazionale: la diplomazia multilaterale ha riguadagnato una posizione centrale, con un’enfasi sul ruolo che le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali possono svolgere».

Sebbene lo stesso comitato riconosca come «il premio possa sembrare prematuro» e che l’agenda di Obama debba ancora fare i conti con numerosi nodi non facili da sciogliere, primo tra tutti lo stallo della situazione in Afghanistan, secondo lo statuto dello stesso comitato il premio deve essere assegnato a chi ha prodotto i massimi sforzi per la pace nell’anno precedente.

Gli altri premi Nobel 2009

  • Medicina o fisiologia: Elizabeth H. Blackburn, Carol W. Greider, Jack W. Szostak «per la scoperta di come i cromosomi sono protetti dai telomeri e dall’enzima telomerasi».
  • Fisica: Charles Kao «per il pionieristico progresso riguardante la trasmissione di luce in fibre ottiche per la comunicazione»; Willard Boyle e George E. Smith «per l’invenzione di un circuito semiconduttore per la raccolta di immagini – il sensore CCD».
  • Chimica: Venkatraman Ramakrishnan, Thomas A. Steitz, Ada E. Yonath «per gli studi sulla struttura e sulla funzione dei ribosomi».
  • Letteratura: Herta Müller, che «con la concentrazione di poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato lo scenario degli espropriati».
  • Economia: sarà assegnato lunedì 12 ottobre.


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August 26, 2009

USA: Obama riconferma Bernanke a capo della Federal Reserve

USA: Obama riconferma Bernanke a capo della Federal Reserve

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mercoledì 26 agosto 2009

Barack Obama e Ben Bernanke alla Casa Bianca lo scorso aprile

Il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama ha annunciato martedì la sua intenzione di nominare Ben Bernanke per un secondo mandato quale presidente della Federal Reserve, la banca centrale statunitense. Lo ha reso noto lo stesso presidente Obama, parlando dalla località turistica di Martha’s Vineyard in Massachusetts, dove sta trascorrendo le sue vacanze.

«L’uomo al mio fianco, Ben Bernanke, – ha affermato Obama – ha guidato la Fed attraverso una delle peggiori crisi finanziarie che questa nazione e il mondo intero abbiano mai affrontato. Sebbene esperto delle cause della Grande Depressione, sono sicuro che Ben non avrebbe mai immaginato di essere parte della squadra che avrebbe dovuto prevenirne un’altra. Ma grazie al suo background, al suo temperamento, al suo coraggio e alla sua creatività, è stato esattamente ciò che ha contribuito a fare. E per questo ho deciso di proporlo per un secondo mandato quale presidente della Federal Reserve».

«Ben è intervenuto su un sistema finanziario verso il collasso con calma e saggezza; con le sue azioni coraggiose e il suo pensiero fuori dagli schemi ha permesso di frenare la caduta libera della nostra economia» ha aggiunto il presidente.

US-FederalReserveSystem-Seal.svg

«Siamo stati audaci o cauti così come le circostanze lo richiedevano – ha detto a sua volta Bernanke, accettando la riconferma – ma il nostro obiettivo rimane lo stesso: ricostruire un ambiente economico e finanziario stabile, in cui le opportunità possano ancora fiorire e nel quale il duro lavoro e la creatività degli americani possano ricevere le giuste ricompense.

Ben Bernanke, che successe ad Alan Greenspan il 1° febbraio 2006, dovrà ora affrontare l’audizione di conferma presso il Senato degli Stati Uniti.

«Ci sarà un’approfondita audizione di conferma», ha detto il senatore Christopher Dodd, presidente della Commissione del Senato per le attività bancarie. «Mi aspetto che molte domande serie verranno poste riguardo il ruolo della Federal Reserve nel prossimo futuro e quali poteri essa debba o non debba avere».

«Sono estremamente compiaciuto di venire a conoscenza del fatto che Ben Bernanke sia stato nominato per un secondo mandato come presidente della Federal Reserve», ha affermato in un comunicato Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea. «Abbiamo avuto con lui un eccellente e ravvicinato rapporto nel corso delle ultime eccezionali sfide per l’economia mondiale. La Federal Reserve e la Banca Centrale Europea, insieme con le altre banche centrali, hanno dato inizio ad un livello di cooperazione senza precedenti, che è stata la chiave per affrontare la situazione attuale».

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Obama renominates Bernanke as US central banker, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

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July 10, 2009

Il papa riceve il presidente degli Stati Uniti Obama: «Sulle divergenze si possono cercare cammini comuni»

Il papa riceve il presidente degli Stati Uniti Obama: «Sulle divergenze si possono cercare cammini comuni»

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venerdì 10 luglio 2009

Benedetto XVI con Barack Obama

Papa Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la sua consorte Michelle, in Italia per il Vertice del G8 a L’Aquila.

Durante il colloquio, spiega un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, il pontefice e Obama si sono soffermati in particolare su questioni «che sono nell’interesse di tutti e costituiscono la grande sfida per il futuro di ogni nazione», come «la difesa e la promozione della vita» e «il diritto all’obiezione di coscienza»; il discorso si è spostato poi su temi come l’immigrazione e la politica internazionale, «alla luce anche dei risultati del Vertice dei G8»; infine sono state inoltre riscontrate convergenze sulle possibili prospettive per la pace in Medio Oriente.

Barack Obama e sua moglie Michelle in udienza dal papa. La first lady, secondo il protocollo, è vestita di nero con un velo che le copre il capo.

All’uscita dal colloquio privato, Obama ha espresso «l’aspettativa di relazioni molto forti» con la Chiesa Cattolica; il papa ha replicato: «Presidente prego per lei, per il suo lavoro». È seguito il tradizionale scambio di doni: il presidente americano ha portato la stola di San Giovanni Neumann, primo vescovo statunitense canonizzato, mentre Benedetto XVI ha regalato una copia autografata della sua nuova enciclica, «Caritas in veritate», e una copia dell’istruzione «Dignitas Personae», dedicata ai temi della bioetica e alla difesa della vita. Il segretario del papa, don Georg Gänswein, ha spiegato poi che questo dono ha lo scopo di «aiutare il presidente a comprendere meglio la posizione della Chiesa cattolica».

Benedetto XVI affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico

L’incontro arriva dopo un periodo di tensioni tra il presidente Obama e la Chiesa Cattolica e l’episcopato statunitense, in particolari per posizioni di Obama sull’aborto e per le sue recenti aperture alla ricerca sulle cellule staminali o alla comunità gay.

In un’intervista al quotidiano cattolico Avvenire, tuttavia, egli aveva già ribadito il suo «massimo rispetto personale» per il pontefice, come «figura che unisce una grande cultura a una grande sensibilità», così come aveva riconosciuto la «profonda influenza» da parte dei vescovi americani «sulla Chiesa e anche sulla comunità nazionale», spiegando di «difendere con forza» il diritto dei vescovi a criticarlo, nonostante le divergenze. Obama aveva inoltre parlato di essere «ispirato» continuamente da quella parte della tradizione cattolica che parla «giustizia sociale», lotta alla povertà, benessere dell’infanzia, pena di morte.


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June 25, 2009

Iran: infuria la polemica sui risultati elettorali

Iran: infuria la polemica sui risultati elettorali

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giovedì 25 giugno 2009

Mahmoud Ahmadinejad

Oltre agli scontri di piazza, che sono in corso a Teheran, si profila uno scontro fra il presidente degli Stati Uniti d’America Obama ed il presidente iraniano Ahmadinejad, che ha lanciato le sue accuse a seguito della denuncia di brogli elettorali avanzata dal candidato dell’opposizione candidato Mir Hossein Mousavi. Mahmoud Ahmadinejad ha infatti ammonito Barack Obama di non interferire negli affari interni dell’Iran.

Due giorni fa il presidente americano aveva espresso «dubbi» sul voto in Iran e nello stesso tempo aveva dichiarato che gli USA non avrebbero interferito.

Al contempo, la denuncia di annullamento delle elezioni presidenziali iraniane del 12 giugno per brogli ha scatenato le manifestazioni di piazza, che vengono represse dall’intervento armato delle forze governative.

Sarebbero 105, infine, i parlamentari iraniani che avrebbero declinato l’invito alle celebrazioni per la vittoria elettorale di Ahmadinejad, secondo fonti della BBC.

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Iran: infuria la polemica sui risultati elettorali

giovedì 25 giugno 2009

Mahmoud Ahmadinejad

Oltre agli scontri di piazza, che sono in corso a Teheran, si profila uno scontro fra il presidente degli Stati Uniti d’America Obama ed il presidente iraniano Ahmadinejad, che ha lanciato le sue accuse a seguito della denuncia di brogli elettorali avanzata dal candidato dell’opposizione candidato Mir Hossein Mousavi. Mahmoud Ahmadinejad ha infatti ammonito Barack Obama di non interferire negli affari interni dell’Iran.

Due giorni fa il presidente americano aveva espresso «dubbi» sul voto in Iran e nello stesso tempo aveva dichiarato che gli USA non avrebbero interferito.

Al contempo, la denuncia di annullamento delle elezioni presidenziali iraniane del 12 giugno per brogli ha scatenato le manifestazioni di piazza, che vengono represse dall’intervento armato delle forze governative.

Sarebbero 105, infine, i parlamentari iraniani che avrebbero declinato l’invito alle celebrazioni per la vittoria elettorale di Ahmadinejad, secondo fonti della BBC.

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