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September 10, 2011

Somalia: Elicottero della Marina Militare attaccato da pirati somali

Somalia: Elicottero della Marina Militare attaccato da pirati somali

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sabato 10 settembre 2011

Un EH 101 in fase di appontaggio.

L’area del Corno d’Africa.

Mercoledì 7 settembre un elicottero della Marina Militare Italiana è stato oggetto di un attacco da terra da parte dei pirati somali. L’elicottero, un EH 101 imbarcato sul cacciatorpediniere Andrea Doria, si trovava in perlustrazione nelle acque prospicienti le coste della Somalia nei pressi di Chisimaio a circa 400 km a sud di Mogadiscio, per acquisire informazioni sui movimenti di battelli sospetti di azioni contro il traffico mercantile in transito nella zona. Intorno alle 6.30 è stato colpito da colpi di armi da fuoco da terra, che hanno causato una perdita di carburante costringendo l’aeromobile a rientrare a bordo dell’unità navale per verificare i danni subiti e per le necessarie verifiche tecniche. L’equipaggio dell’aeromobile non ha riportato danni.

Il cacciatorpediniere Andrea Doria è salpato da Taranto il 14 giugno scorso per essere impegnato fino al prossimo dicembre nell’Oceano Indiano nell’ambito dell’operazione NATO “Ocean Shield” per il contrasto al fenomeno della pirateria nel Corno d’Africa, in qualità di nave Comando dello Standing NATO Maritime Group 1, al cui comando è il Contrammiraglio Gualtiero Mattesi.


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November 22, 2008

La Spezia: ultimo ammainabandiera per la Nave Carabiniere, in disarmo dopo 40 anni

La Spezia: ultimo ammainabandiera per la Nave Carabiniere, in disarmo dopo 40 anni

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22 novembre 2008

La Nave Carabiniere

Il pomeriggio del 19 novembre presso l’Arsenale di La Spezia si è svolto l’ultimo ammaina bandiera di Nave Carabiniere che va così in disarmo 40 anni dopo l’entrata in servizio.

Tra i presenti alla cerimonia il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale Gianfrancesco Siazzu ed il comandante in Capo di Maridipart La Spezia, il Dipartimento Militare Marittimo dell’Alto Tirreno, ammiraglio di squadra Franco Paoli, a cui il capitano di vascello Claudio Caprara, ultimo comandante di questa unità navale ha consegnato la bandiera di guerra al termine della cerimonia.

Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio La Rosa ha evidenziato che e’ intenzione della Marina Militare battezzare presto una nuova unità con questo nome, mentre il Generale Siazzu ha sottolineato come l’unità «rappresenta parte della storia della Marina, ma anche dell’arma dei Carabinieri».

Il Golfo di La Spezia e l’Aesenale Militare Marittimo in primo piano

L’unità, nata come fregata portaelicotteri, era stata costruita a Riva Trigoso dove il suo scafo venne impostato nel gennaio 1965. Varata il 30 settembre 1967 l’unità venne consegnata alla Marina Militare nell’aprile successivo.

Inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Climene, ma in fase di costruzione nel giugno 1965 il nome venne cambiato in Carabiniere. Nella sua lunga vita la nave è stata impiegata come unità di squadra nella caccia antisommergibile e alla protezione di forze navali dalle minaccia subacquea e in impieghi antiaerei e antinave.

Dall’1 aprile 1992 era stata posto alle dipendenze di Maridipart La Spezia e sottoposto ad un ciclo di grandi lavori, terminati il 31 dicembre 1994 che hanno comportato lo sbarco di cinque dei sei cannoni 76/62 e del lanciabombe antisom K 113 Menon per essere destinato a compiti di piattaforma per lo sviluppo dei sistemi di combattimento che la Marina Militare impiegherà sulle unità navali di nuova generazione.

Tra i sistemi sperimentati il sistema VLS A-43, il Sistema antisiluro SLAT, il radar multifunzionale EMPAR (European Multifunction Phased Array Radar) SPY-790 parte integrante del sistema missilistico PAAMS (Principal Anti Air Missile System) che al termine della sperimentazione ha visto il suo impiego sulla portaerei Cavour e verrà impiegato sulle unità del programma Orizzonte.

Il nome Carabiniere, nella storia della Marina Militare, era stato dato ad altre due unita’, un cacciatorpediniere in servizio dal 1909 al 1925 e un secondo cacciatorpediniere costruito anche questo a Riva Trigoso varato nel 1938, e rimasto in servizio fino al 1965 che ricoprì anche questo il ruolo di nave esperienze.

Il primo partecipò alla guerra italo-turca e alla prima guerra mondiale. Il secondo partecipò alla seconda guerra mondiale e al termine fu tra le unità navali entrate a far parte della Marina Militare. Dopo l’entrata dell’Italia nella NATO ebbe il distintivo ottico D 551. Successivamente venne riclassificato fregata e a partire dal 1960 ricoprì il ruolo di Nave Esperienze con il nuovo distintivo ottico A 5314.

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August 8, 2008

L\’addio all\’Ammiraglio Birindelli

L’addio all’Ammiraglio Birindelli – Wikinotizie

L’addio all’Ammiraglio Birindelli

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venerdi 8 agosto 2008

Gino Birindelli

Si sono svolti a Roma martedì 5 agosto nella caserma “Grazioli Lante” i funerali dell’ammiraglio Gino Birindelli morto nella capitale, all’Ospedale Militare del Celio (dove era ricoverato) sabato 2 agosto all’età di 97 anni.

Birindelli, Medaglia d’oro al Valor Militare della Seconda Guerra Mondiale era nato a Pescia il 19 gennaio 1911 e nel dopoguerra aveva ricoperto il ruolo di Comandante in Capo della Squadra Navale e Comandante Navale Alleato del Sud Europa.

A rendere omaggio alla memoria dello scomparso c’erano, tra gli altri, il presidente del Senato, Schifani, quello della Camera, Fini, il ministro della Difesa, La Russa, il capo di Stato maggiore della Marina ammiraglio Paolo La Rosa e Amedeo d’Aosta.

La cerimonia per volere dello stesso Birindelli si è svolta “in forma strettamente laica” e si è conclusa con le note della banda della Marina che hanno accompagnato il corteo funebre fuori dalla caserma. La bara avvolta nel Tricolore, è stata portata a spalla nel piazzale della caserma da sei incursori del Comsubin d’Assalto, reparto con cui Birindelli operò in guerra, violando la Base inglese di Gibilterra il 30 ottobre 1940. Accanto alla bara, su un camion, un siluro a lenta corsa, riproduzione del mezzo con cui Birindelli violò la base di Gibilterra.


Articoli correlati[]

  • «È morto l’ammiraglio Gino Birindelli» – Wikinotizie, 3 agosto 2008

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August 3, 2008

È morto l\’ammiraglio Gino Birindelli

È morto l’ammiraglio Gino Birindelli – Wikinotizie

È morto l’ammiraglio Gino Birindelli

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domenica 3 agosto 2008

Gino Birindelli

L’ammiraglio Gino Birindelli è morto a Roma all’Ospedale Militare del Celio. Era nato a Pescia il 19 gennaio 1911. Allievo all’Accademia Navale di Livorno dall’ottobre 1925, nel 1930 conseguì la nomina a Guardiamarina.

All’inizio del secondo conflitto mondiale ebbe il comando della V Squadriglia MAS per Gruppo Mezzi d’Assalto, con i quali operò poi in guerra, violando la Base inglese di Gibilterra il 30 ottobre 1940, nell’operazione denominata “B.G.2” che fallì per un’avaria all’apparecchio quando ormai si trovava a poche decine di metri da una grossa nave da battaglia. Tratto prigioniero e rientrato in patria dopo l’armistizio, partecipò alla guerra di liberazione. Per l’azione compiuta a Gibilterra, che pur non conseguendo i risultati sperati dimostro’ il valore dell’uomo, venne decorato di medaglia d’oro al valor militare.

Nel dopoguerra ricoprì vari comandi, tra cui quello del Centro Subacquei ed Incursori del Varignano e dell’incrociatore Montecuccoli con cui effettuò una crociera di circumnavigazione toccando 34 porti di quattro Continenti e percorrendo complessivamente 33.170 miglia nautiche.

Fu, inoltre Comandante della 1a Divisione Navale, Direttore Generale per il Personale della Marina, Comandante in Capo della Squadra Navale e Comandante Navale Alleato del Sud Europa.

Nel febbraio 1970 in qualità di Comandante in Capo della Squadra Navale, in una conferenza stampa a bordo dell’incrociatore Garibaldi[1] l’ammiraglio Gino Birindelli denunciò la crisi in cui versava la Marina Militare e lo stato di profondo malessere morale e materiale in cui si trovava il personale che vi operava. Le dichiarazioni di Birindelli scatenarono reazioni e prese di posizione a tutti i livelli e portarono prima alla pubblicazione di un documento noto come “Libro Bianco della Marina”[2] e di lì a qualche anno alla Legge Navale del 1975 che fu il presupposto di un sostanziale ammodernamento[3] della flotta della Marina Militare.

L’ammiraglio Birindelli è stato anche Deputato al Parlamento dal 1972 al 1976 nelle file del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale.

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha inviato al Capo di stato maggiore della Marina, Ammiraglio Paolo la Rosa, un telegramma di cordoglio.

Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, appresa la notizia della scomparsa dell’ammiraglio Birindelli, ha inviato al Generale Umberto Rocca, Presidente del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare, un telegramma, nel quale ha manifestato il profondo cordoglio per la scomparsa dell’ammiraglio Birindelli ed ha dichiarato che per il suo coraggio ed il suo valore Gino Birindelli rimane una figura di riferimento per la Marina Militare. La Russa ha anche ricordato il generoso ed appassionato impegno politico di Birindelli ed ha fatto pervenire ai congiunti dello scomparso i sentimenti della sincera e commossa partecipazione delle Forze Armate e suo personale.

Anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano appresa la notizia della scomparsa dell’Ammiraglio Birindelli ha inviato al presidente del Gruppo Medaglie D’Oro al Valor Militare un messaggio nel quale secondo quanto riferisce un comunicato stampa della Presidenza della Repubblica il Capo dello Stato ricorda «l’insigne figura di uomo e di marinaio valoroso che seppe essere limpido esempio di incomparabile abnegazione, alto senso del dovere ed impareggiabile spirito di sacrificio». Il Presidente Napolitano ha anche espresso il suo cordoglio personale in un messaggio inviato alla famiglia dell’ammiraglio scomparso.


Note

  1. La crisi della Marina Militare degli anni ’70. URL consultato il 16-1-2008.
  2. Il “Libro Bianco” della Marina. URL consultato il 16-1-2008.
  3. L’applicazione della Legge Navale. URL consultato il 16-1-2008.

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  • «L’addio all’Ammiraglio Birindelli» – Wikinotizie, 8 agosto 2008

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October 14, 2005

Varo della fregata Andrea Doria 2005

Varo della fregata Andrea Doria 2005 – Wikinotizie

Varo della fregata Andrea Doria 2005

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14 ottobre 2005

Rappresentazione computerizzata dell’Andrea Doria

Varata la nuova nave cacciatorpediniere della Marina Militare Italiana, Andrea Doria.

Il varo è avvenuto a Riva Trigoso, in provincia di Genova, senza necessità dello scivolo, ma attraverso un mastodontico carrello che ha fatta slittare la nave su una chiatta di 160 metri, da cui è stato effettuato il varo. La nuova nave fa parte del rinnovamento della Marina italiana ed andrà a sostituire le unità della classe Audace.

Il varo è stato un po’ atipico in quando l’unità si è mossa sui carrelli per soli dieci metri, a causa di una protesta sindacale.

L’utilizzo dello scivolo è ormai in disuso in quanto si sono modificate le tecniche di costruzione. In passato lo scafo cresceva su un piano inclinato sostenuto da pali di legno, già pronto per scivolare in acqua. Oggi la nave viene costruita a pezzi, montati fra loro successivamente.

L’Andrea Doria è lungo 151 m, con un dislocamento massimo di circa 7 000 tonnellate. Raggiunge una velocità di 29 nodi (53 kmh), grazie a due turbine a gas e due motori diesel. Il suo armamento comprende tre cannoni da 76mm a tiro rapido ed almeno due da 25mm per utilizzo contro imbarcazioni leggere, un lanciatore verticale di missili antiaerei (48) e due tubi lanciasiluri. Dal ponte di volo posteriore può operare un elicottero multiruolo NH-90 o EH-101, mentre due possono essere ricoverati nell’ampio hangar.

Con l’Andrea Doria viene anche modificato il modo di dare nomi alle navi: le grandi navi ricorderanno i grandi della patria (le portaerei Garibaldi e Cavour), le unità di scorta maggiori avranno nomi di ammiragli storici, mentre le prossime fregate in fase di realizzazione avranno i nomi di eroi nazionali del Rinascimento.

Non è la prima volta che a navi italiane viene dato il nome del grande ammiraglio genovese. Nel 1891 fu varata una corazzata. Una seconda nave fu varata nel 1913. Profondamente modificata fu anche utilizzata nella seconda guerra mondiale. Nel 1963 il nome fu dato ad un Incrociatore Lanciamissili Portaelicotteri, che, nel 1979, portò soccorso ai boat people del Vietnam. Vi fu anche una nave passeggeri con il nome Andrea Doria, che affondò nel 1956 al largo della Nuova Inghilterra.

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