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September 21, 2008

Israele: Ehud Olmert si è dimesso

Israele: Ehud Olmert si è dimesso – Wikinotizie

Israele: Ehud Olmert si è dimesso

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domenica 21 settembre 2008

Ehud Olmert

Ehud Olmert ha presentato ufficialmente le dimissioni dalla carica di primo ministro dello stato di Israele. L’annuncio proviene dalla radio militare israeliana.

All’inizio della seduta del Consiglio dei Ministri, nel quale ha annunciato le dimissioni, ha salutato con una stretta di mano Tzipora Melka Livni, già ministro degli Affari Esteri e nuova leader del partito Kadima, che potrebbe succedergli in tempi brevi.

Olmert ha dichiarato: «Non è per me una decisione facile. È stata anzi una decisione difficile, accompagnata da gravi incertezze. Ma in definitiva penso di aver agito in maniera opportuna, così come avevo promesso ai cittadini d’Israele. Auguro alla Livni che riesca a formare un nuovo governo nel tempo più breve possibile».


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August 12, 2008

Israele offre il ritiro dal 93% della Cisgiordania

martedì 12 agosto 2008

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12 agosto
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Insediamenti israeliani in Cisgiordania

Insediamenti israeliani in Cisgiordania

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz il primo ministro Ehud Olmert avrebbe presentato al presidente dell’Autorità palestinese Mahmud Abbas un accordo di pace comprendente il ritiro israeliano dal 93% della Cisgiordania.

In cambio del rimanente 7% della Cisgiordania, dove attualmente sorgono insediamenti israeliani, è stata offerta ai palestinesi della terra nel deserto del Negev adiacente alla Striscia di Gaza, equivalenti al 5,5% della Cisgiordania. Inoltre ai palestinesi sarà garantito il diritto di passaggio tra Gaza e Cisgiordania senza controlli di sicurezza.

Non sono state avanzate proposte riguardo la questione dello status di Gerusalemme.

Qualora si raggiungesse l’accordo Israele entrerà subito in possesso del 7% di Cisgiordania che potrà annettere, ma l’inizio del ritiro e la concessione del libero passaggio avverranno solamente quando l’Autorità palestinese riotterrà il controllo sulla Striscia di Gaza.

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July 30, 2008

Israele: Ehud Olmert si dimetterà entro settembre

Israele: Ehud Olmert si dimetterà entro settembre

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mercoledì 30 luglio 2008

Ehud Olmert

Con un comunicato in diretta TV, il leader del partito Kadima e primo ministro d’Israele, Ehud Olmert, ha annunciato che si dimetterà dalla carica entro settembre, «appena il partito avrà eletto un nuovo leader».

«Dopo l’elezione del mio successore darò le dimissioni per consentire la formazione di un nuovo governo», ha detto Olmert, il quale ha annunciato che lascerà la carica «in modo dignitoso», dichiarandosi totalmente estraneo all’accusa di corruzione formulata contro di lui: «Il tempo mi darà ragione», ha concluso il primo ministro.

Le accuse rivolte a Ehud Olmert sono pesanti: tra il 1993 e il 2006, avrebbe prima ricevuto fondi da associazioni ebraiche per svariati viaggi privati, e successivamente avrebbe preso tangenti dal miliardario statunitense Morris Talansky, per un totale di 150.000 dollari su un periodo di quattro anni.

L’Associated Press ha inoltre riferito che negli USA circolino seri dubbi che l’abbandono della politica da parte di Olmert, che non si ricandiderà neanche alle primarie di Kadima, possa costituire un pericolo per il processo di pace avviatosi tra Israele e Palestina.


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May 28, 2008

Ultime da Israele e Gaza

Ultime da Israele e Gaza – Wikinotizie

Ultime da Israele e Gaza

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mercoledì 28 maggio 2008
Ultime notizie dal Medio Oriente, entrambe in qualche modo incentrate sullo stato di Israele. L’attuale ministro della Difesa nonché esponente dei laburisti Ehud Barak ha chiesto oggi, senza giri di parole, al suo omonimo, il premier Ehud Olmert, di rassegnare le dimissioni o quantomeno abbandonare per il momento l’incarico, dato il fatto che attualmente egli è coinvolto in uno scandalo finanziario. Il premier non è disposto a cedere alla richiesta, ma si vocifera che Barak sia addirittura in procinto di porgli un ultimatum: o l’abbandono dell’incarico finché l’inchiesta sarà in corso, oppure le elezioni anticipate. Quello che ha fatto precipitare la situazione politica, data la già lunga persistenza di accuse di corruzione a carico di Olmert, è stata la testimonianza del magnate americano Morris Talanksy, che avrebbe pagato una somma di 150.000 dollari in 13 anni, sia per le campagne elettorali che per spese personali. Haaretz, che pure ammette che non vi siano prove di attività illegali, ha definito Olmert come al di là di ogni salvezza, e, come politico “finito” agli occhi dell’opinione pubblica. Il giornale lo definisce, nel migliore dei casi, come un rozzo edonista, nel peggiore come un vero e proprio autore di reati.

Certo è che, nonostante Olmert sia tutt’altro che in buone relazioni con i palestinesi, Barak è definito come più aggressivo e con minor volontà di trattare con i nemici di Israele. Probabilmente si tratta di una resa dei conti tra i due, oramai esponenti di linee d’azione filosoficamente diverse.

Nel frattempo, come anticipato qualche giorno fa, è arrivato in Medio Oriente il vescovo anglicano Desmond Tutu, Premio Nobel per la pace. Ora è a Beit Hanun, nella Striscia di Gaza. La sua volontà è quella di indagare su di un tragico fatto di un anno e mezzo fa, quando l’artiglieria israeliana, ufficialmente a causa di un errore di tiro, colpì case abitate da civili uccidendone 19, tra cui molte donne e bambini. Tutu, che è entrato dal valico egiziano di Gaza, già a suo tempo era stato incaricato di investigare su quell’episodio dall’ONU; solo che Israele non concesse l’autorizzazione ad entrare nella Striscia. Oggi ha incontrato anche i leader di Hamas rivolgendo un appello ad entrambe le parti in lotta per una tregua e il non coinvolgimento di civili. Il vescovo è riuscito dunque ad ottenere quello che l’altro premio Nobel, Jimmy Carter, mancò qualche settimana fa, allorché l’entrata a Gaza gli fu negata dagli Israeliani; tanto che l’ex-presidente dovette incontrare i leader di Hamas in Egitto.

Le dichiarazioni di Tutu e le mine antiuomo[]

Oggi Desmond Tutu ha dichiarato che l’assedio di Gaza è ‘illegale’ e costituisce ‘una enorme violazione dei diritti umani’. Lo ha dichiarato in qualità di capo della missione ONU per i diritti umani incaricata di far luce sulla strage dell’8 novembre 2006, di cui sopra, avvenuta a Beit Hanoun. È rimasto traumatizzato, per sua affermazione, dal vedere le condizioni in cui versa la Striscia dopo che Hamas ha vinto le elezioni e Israele ha posto il blocco.

Sempre oggi a Dublino è stato raggiunto uno storico accordo contro le bombe a grappolo, che sono tra le armi più pericolose, specie quelle di vecchio tipo (prive di timer di autodistruzione, come accade, invece, per le granate antiaeree). Purtroppo va rilevato che le principali utilizzatrici di queste armi, tra le nazioni mondiali, hanno disertato l’accordo. Tra queste USA, India, Cina, e Israele, che ne fece un largo uso nella guerra del 2006 (spargendone circa 2 milioni di pezzi), sopratutto nel Libano meridionale. I Paesi di cui sopra, e altri assenti a Dublino, sostengono l’utilità delle CBU e propongono un accordo al ribasso. Il premier Gordon Brown ha invece detto che, nonostante gli impegni bellici, la Gran Bretagna per dare il buon esempio distruggerà subito i suoi ordigni a grappolo.

Questi ultimi sono armi considerate ‘moderne’ ma sono tutt’altro che intelligenti, anzi tendono a colpire obiettivi aereali senza distinzione, lasciando moltissime submunizioni sul terreno. Ad esempio, l’ MLRS americano ha 644 granate per razzo, e dodici razzi per lanciatore. Con un rateo di ‘duds’ del 4%, ma spesso anche del 15, è facile capire che ogni lancio di questi lanciarazzi costituisce di fatto la posa di un campo minato, con ordigni da 4×8 cm, cilindrici, pesanti circa 230 grammi ma capaci di effetti anti-personale nel raggio di alcuni metri. Anche le munizioni più recenti hanno un rateo di colpi ‘falliti’ dell’1%, non del tutto trascurabile. E naturalmente tutte queste minuscole munizioni cadono per terra e vengono rapidamente nascoste dalla vegetazione, restando nondimeno potenzialmente pericolose (i proiettili ‘normali’ tendono a penetrare per metri nel terreno e son ben più facili da localizzare). Israele usò circa 2 milioni di questi ordigni nella guerra di 2 anni fa, e circa il 10% è rimasto inesploso.

Ma le armi moderne sono sempre più perfezionate: per esempio, i razzi MLRS sono attualmente in produzione in un tipo con autoguida data da un GPS, diventando dei veri missili tattici. Gli inglesi li hanno già usati in Afghanistan per eliminare ‘bersagli puntiformi’, che sono stati colpiti con errori di metri. Con armi del genere, in effetti, non è più realmente necessario un bombardamento a tappeto di circa 1 km2 come accadeva con gli ordigni precedenti. La vera difficoltà è reperire i soldi per rimpiazzare le vecchie scorte di munizioni con queste nuove, e vale sopratutto per l’artiglieria visto che l’aviazione oramai impiega armi come le JDAM, sempre guidate dal GPS.

Immigrati clandestini[]

Approvata da parte della Commissione Esteri e difesa della Knesset una prima lettura della bozza di legge che punisce con il carcere gli immigrati clandestini. Hanno votato in 20 a favore contro uno contrario per questa proposta di legge che punisce l’immigrazione clandestina con 5 anni di prigione, 7 se si proviene da un Paese ‘nemico’ come il Sudan. Se l’immigrato reitera il reato si arriverà rispettivamente a 7 e mezzo e a 10 anni, ma se si trovassero anche armi(per esempio, coltelli) si potrebbe anche arrivare a 20 anni di prigione. La polizia potrebbe inoltre trattenere i sospetti fino a 96 ore senza autorizzazione e 18 giorni in custodia senza formulare accuse specifiche. Il tutto non ha suscitato molte critiche, forse perché l’attenzione è maggiormente concentrata sulla Palestina, o perché si temono ulteriori immigrazioni in forze dal Darfur, da dove già in 20.000 sono arrivati negli ultimi 15 mesi, alla disperata ricerca di un Paese ricco in cui sopravvivere e mandare aiuti alla propria famiglia. Non è stata una decisione unanime, in quanto l’unico che ha votato contro, il deputato comunista Dov Khenin ha commentato: «E’ assurdo che ad occuparsi di immigrazione sia la commissione esteri e difesa della Knesset, abbiamo bisogno di una legge completamente diversa, che non neghi ma tuteli i diritti dei rifugiati politici».


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April 24, 2008

Israele tratta la pace con la Siria sul Golan, Hamas propone una tregua

Israele tratta la pace con la Siria sul Golan, Hamas propone una tregua

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giovedì 24 aprile 2008

Alture del Golan tra Siria e Israele

Il presidente siriano Bashar al-Asad ha oggi confermato di aver ricevuto la proposta del primo ministro israeliano Ehud Olmert nella quale quest’ultimo si diceva pronto a ritirarsi dal Golan in cambio di un accordo di pace.

Il messaggio, ottenuto tramite la mediazione del governo turco, non è un eccezione: Asad ha detto che la Siria e Israele si scambiano messaggi dall’aprile 2007 attraverso il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan.

«Erdogan mi ha detto che Israele e’ pronto a ritirarsi dal Golan in cambio della pace con la Siria, gli sforzi di mediazione fra Damasco e Tel Aviv si sono intensificati dopo la guerra in Libano dell’estate 2006».

Il leader siriano ha poi aggiunto «Dobbiamo trovare un terreno comune tramite la mediazione turca, e non vi saranno colloqui segreti con Israele. Le discussioni saranno pubbliche ma non dirette e verranno condotte tramite la Turchia».

Nel frattempo Hamas propone una tregua con Israele, inizialmente solo per la Striscia si Gaza, a condizione che «Israele riapra i passaggi della stessa Striscia, in particolare quello di Rafah».

La proposta è però da valutare: da un lato si potrebbe giungere alla sospensione di tiri di razzi Qassam sul territorio israeliano, dall’altra c’è che Hamas sfrutti l’eventuale periodo di tregua per rafforzarsi in vista di una ripresa delle ostilità contro lo stato ebraico.

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February 12, 2008

Il premier israeliano Olmert attacca l\’Iran: «Siamo certi che Teheran sta procedendo nella corsa alle armi nucleari»

Il premier israeliano Olmert attacca l’Iran: «Siamo certi che Teheran sta procedendo nella corsa alle armi nucleari»

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martedì 12 febbraio 2008

Questione nucleare iraniana

Durante la visita in Germania, iniziata ieri, il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha tenuto una conferenza stampa col cancelliere tedesco Angela Merkel, nel quale ha esposto gli argomenti trattati durante la loro conversazione privata, soprattutto sul caso Iran.

Nella conferenza stampa, effettuata assieme al capo del governo, Olmert ha dichiarato: «Siamo certi che l’Iran è impegnato in un’operazione segreta per costruire armi nucleari, nessuna opzione dovrebbe essere esclusa per evitare che l’Iran vada avanti». «Siamo certi che gli iraniani stiano ora lavorando in modo serio su armi non convenzionali e la metà di queste operazioni si stanno svolgendo in segreto» continua.

Il primo ministro di Israele ha poi invitato la Germania a sostenere la proposta del governo israeliano di irrigidire le sanzioni inviate a Teheran. La Germania, nazione in prima linea per combattere la costruzione dell’atomica per l’Iran, è stata obiettivo di Olmert per contrastare il piano iraniano sul nucleare.

L’annuncio della strategia del primo ministro israeliano, che si è incontrato con Angela Merkel a Meseberg, 70 km dalla capitale tedesca, Berlino, era già stato pronunciato e prevedeva di proporre all’Europa di inasprire le posizioni contro l’Iran e a invitarlo a sospendere il proprio programma nucleare.

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October 29, 2007

Il premier israeliano Olmert annuncia di avere un cancro

Il premier israeliano Olmert annuncia di avere un cancro

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lunedì 29 ottobre 2007
Il presidente Israeliano Ehud Olmert ha annunciato ai giornalisti di avere un cancro in fase iniziale alla prostata. Nonostante ciò ha rassicurato i giornalisti che continuerà il proprio lavoro normalmente fino alla vigilia dell’intervento e dopo. Dice inoltre che il tumore sarà estratto entro qualche mese, senza alcun rischio riguardo eventuali ritardi, con un’anestesia forse anche debole, senza bisogno di radiazioni, né tanto meno di chemioterapia.

Anche prima dell’annuncio della malattia la borsa di Tel Aviv ha dato qualche segno di calo, dato che le notizie dovevano inizialmente essere tenute segrete. Già qualche mese fa Olmert era stato criticato per aver tenuto segreto un problema medico alle palpebre.

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December 13, 2006

Ehud Olmert in Italia: ha visitato il premier Romano Prodi e Papa Benedetto XVI

Ehud Olmert in Italia: ha visitato il premier Romano Prodi e Papa Benedetto XVI

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Roma, 13 dicembre 2006

Il Premier Israeliano Ehud Olmert

Visita di Stato in Italia per il premier israeliano Ehud Olmert. Dopo un primo incontro col Presidente del Consiglio Romano Prodi, Olmert ha fatto visita in Vaticano a Benedetto XVI, accompagnato dal capo del Governo italiano.

Durante l’incontro, definito “amichevole”, Olmert ha invitato formalmente il Papa per una visita in Israele.

Nell’incontro stampa congiunto, successivo alla visita alla Santa Sede, Prodi ha confermato la disapprovazione nei confronti delle affermazioni anti-ebraiche espresse durante il convegno sull’Olocausto tenutosi in Iran, ricevendo il ringraziamento di Olmert, esteso alla partecipazione militare italiana di interposizione in Libano

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November 8, 2006

Errore dell\’esercito israeliano: 18 morti civili, molti donne e bambini

Errore dell’esercito israeliano: 18 morti civili, molti donne e bambini

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8 novembre 2006

A Beit Hanoun (striscia di Gaza), ennesima strage dell’esercito israeliano, diciotto morti palestinesi, le vittime erano donne e bambini, colpiti nel sonno. Ha sparato un carro armato israeliano. In seguito alla strage, il capo dell’Autorità Nazionale Palestinese ha chiesto una riunione delle Nazioni Unite per discutere l’accaduto.

Pronta la risposta anche da due fazioni armate palestinesi, Hamās e al Fath, che minacciano attentati per vendicare la strage di civili. Il governo israeliano, dal canto suo, ha porto scuse per quella che è stata definita una disgrazia causata da un errore tecnico, secondo le parole del premier di Israele Ehud Olmert, annunciando la prosecuzione delle azioni militari contro i palestinesi che avessero seguitato a lanciare colpi di mortaio contro gli insediamenti israeliani.

Olmert ha anche affermato come sia necessario avviare nuovi colloqui con il presidente palestinese Abū Māzen, impegnato nel tentativo di varare un governo di unità nazionale fra le due principali organizzazioni di al-Fath e di Hamās.

L’errore sarebbe avvenuto durante una delle numerose operazioni che il governo di Gerusalemme sta portando avanti per fermare il lancio di razzi proveniente dalla Striscia di Gaza.

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August 21, 2006

Olmert ha chiesto a Prodi che l\’Italia guidi la forza di pace in Libano

Olmert ha chiesto a Prodi che l’Italia guidi la forza di pace in Libano

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lunedì  21 agosto 2006

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In un colloquio telefonico avuto con il presidente del consiglio italiano, Romano Prodi, il premier israeliano Ehud Olmert ha ringraziato l’Italia per il suo impegno per la soluzione della crisi fra Israele e Libano e ha auspicato che l’Italia assuma la guida della missione UNIFIL rafforzata. La richiesta di Olmert si aggiunge a quella di Tony Blair, premier della Gran Bretagna, e degli Stati Uniti, che per bocca del segretario di stato, Condoleeza Rice, avevano richiesto al ministro degli esteri Massimo D’Alema che l’Italia assumesse un ruolo forte nella missione di pace.

Olmert avrebbe detto che vede nell’Italia un ruolo essenziale nell’attuazione della risoluzione 1701 e per la realizzazione della pace in Medio Oriente, e ha chiesto che la forza raggiunga il sud del Libano il più presto possibile.

Secondo fonti israeliani, Prodi avrebbe risposto che l’Italia ha intenzione di inviare una forza significativa in Libano e che auspica di poter sottoporre la questione al Parlamento il più presto possibile. I due primi ministri hanno poi convenuto di rimanere in contatto nei prossimi giorni per ridiscutere la questione.

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