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October 14, 2008

Tenta di sfuggire a posto di blocco e viene ucciso dai Carabinieri a Colle di Val d\’Elsa

Tenta di sfuggire a posto di blocco e viene ucciso dai Carabinieri a Colle di Val d’Elsa

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martedì 14 ottobre 2008
Questa mattina, verso le 6:30, a Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena, un malvivente albanese di 35 anni, Tomja Zeni, è stato trovato privo dei documenti ed identificato grazie alle impronte digitali. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine di mezza Italia, è stato ucciso da un Carabiniere mentre stava fuggendo dopo un inseguimento.

Secondo la ricostruzione dei fatti, il malvivente si trovava a bordo di una Lancia Y risultata rubata, assieme ad un complice che è invece riuscito a fuggire. L’uomo, che era già stato fermato ben dodici volte in Italia, fornendo ben nove identità diverse, non sarebbe stato in possesso di armi da fuoco.

A seguito di alcuni furti avvenuti nella zona, gli uomini dell’Arma avevano predisposto dei controlli sul territorio ed attivato dei posti di blocco ma, durante la notte, non erano riusciti a bloccare altre due autovetture, una Opel Astra ed un fuoristrada, risultate anch’esse rubate. Nelle vetture, poi abbandonate dai loro occupanti, sono stati recuperati arnesi da scasso, soldi e gioielli, forse frutto delle rapine. È stata quindi intercettata la Lancia Y che non si è fermata ad un posto di blocco. Dopo un breve inseguimento per le vie della città valdelsana l’auto dei malviventi è andata a sbattere e si è poi scontrata con la volante dell’Arma. I due a bordo hanno quindi tentato la fuga. Lo scoppio degli airbag della vettura ha forse ingannato le forze dell’ordine che hanno iniziato a sparare uccidendo uno dei due fuggitivi mentre l’altro è riuscito a scappare.

Gli inquirenti ritengono che la banda si sia resa colpevole dei numerosi furti avvenuti sia a Colle di Val d’Elsa sia nelle vicine località di Casole d’Elsa e Gaiole in Chianti, nel corso delle notti precedenti. Sul posto si sono recati gli uomini della Polizia Scientifica per i rilievi di rito, mentre sono in corso ulteriori indagini per ricostruire con esattezza l’accaduto e rintracciare il complice della vittima che si è dato alla fuga.


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October 28, 2007

Napoli: 20enne non si ferma all\’alt dei Carabinieri e viene ucciso durante l\’inseguimento

Napoli: 20enne non si ferma all’alt dei Carabinieri e viene ucciso durante l’inseguimento

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domenica 28 ottobre 2007

Una Fiat Uno, in un’immagine d’archivio

Si chiamava Pasquale Guadagno il ventenne, incensurato, di Marigliano (NA), rimasto ucciso ieri sera dopo essere stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco esploso da un militare dei Carabinieri, dopo un inseguimento durato circa cinque chilometri.

Il giovane, a bordo di una Fiat Uno rubata, non ha rispettato l’alt intimatogli dalle forze dell’ordine, dirigendosi a velocità sostenuta verso Somma Vesuviana. Durante l’inseguimento i ragazzi hanno tentato più volte di speronare l’auto dei carabinieri per farli uscire di strada e questi ultimi hanno potuto notare che almeno due degli occupanti della Uno avevano il volto coperto da passamontagna.

In località Spartimento, Guadagno assieme ad altri due occupanti del veicolo, sono scesi dall’utilitaria, tentando la fuga a piedi. Mentre stava scendendo, il 20enne è stato raggiunto al fianco da un colpo di pistola sparato da un carabiniere, mentre gli altri due si sono dileguati nella campagna. Gli stessi militari hanno accompagnato il ragazzo ferito all’ospedale di Nola, dove i tentativi di rianimazione dei sanitari sono risultati vani.

A bordo dell’autovettura al cui interno viaggiava Guadagno i Carabinieri hanno rinvenuto un passamontagna. Secondo quanto emerso dalle indagini, i tre sarebbero gli autori di una rapina ad un supermercato di Saviano. Oggi gli altri due giovani si sono costituiti spontaneamente.


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July 4, 2007

Morto carabiniere durante un inseguimento in autostrada

Morto carabiniere durante un inseguimento in autostrada

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Roma, mercoledì 4 luglio 2007

La pattuglia, in servizio questa notte a Valmontone, ha intimato la fermata ad un furgone bianco che non ha rispettato il segnale. È iniziato così l’inseguimento lungo l’autostrada A1 che si è tragicamente concluso poco prima dello svincolo per il Grande Raccordo Anulare di Roma. Il furgone ha stretto la “gazzella” verso lo spartitraffico centrale, che ha causato il ribaltamento della vettura in cui, nonostante l’immediato soccorso, è rimasto ucciso l’appuntato Roberto Sutera mentre il suo collega, il carabiniere scelto Francesco Denaro, è stato ricoverato al Policlinico Casilino in condizioni non gravi.

Il furgone è risultato in seguito rubato a Colleferro ed un’ora dopo il fatto è stato ritrovato bruciato lungo la via Appia. L’uomo che era alla guida del mezzo è stato fermato nel pomeriggio dai carabinieri; si tratta di un pregiudicato di 38 anni che cercava rifugio nella casa di un amico a Frascati.

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June 22, 2007

Carabiniere evita sciagura in mare

Carabiniere evita sciagura in mare – Wikinotizie

Carabiniere evita sciagura in mare

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venerdì 22 giugno 2007
A Sciacca, in provincia di Agrigento, Antonio Gelone, appuntato dei Carabinieri 40enne di Trapani – a Sciacca con la famiglia – ha evitato la morte a due bambini di 8 e 11 anni, che stavano giocando in mare ma stavano venendo sopraffatti dalle onde, e alla loro madre, che cercava invano di salvarli.

Gelone non ha infatti esitato a tuffarsi per recuperare una per una le tre persone in difficoltà, portandole in salvo sugli scogli. Madre e bambini se la sono cavata con qualche graffio, mentre per l’appuntato c’è una prognosi di 7 giorni per principio d’annegamento.

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May 14, 2007

Campobasso, carabinieri e poliziotti arrestati

Campobasso, carabinieri e poliziotti arrestati

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lunedì 14 maggio 2007

Associazione per delinquere, truffa continuata, falsi in atto pubblico, peculato, rivelazione di segreti d’ufficio: con queste accuse sono finiti in carcere, all’alba di oggi, su ordinanza del gip di Campobasso Roberto Veneziano, otto appartenenti alle Forze dell’ordine ed un avvocato. Si tratta del legale Ruggero Romanazzi e di Raffaele Esposito (già maresciallo dei Carabinieri in servizio alla Compagnia di Termoli), Giancarlo Littera, Michele Tenaglia e Orlando Zara (rispettivamente Ispettore capo, Sovrintendente e Assistente della Polizia di Stato in forza al nucleo di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Larino), Giovanni Antonio Pagano (Luogotenente dei Carabinieri, anch’egli in forza al nucleo di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Larino), Ugo Sciarretta (Capitano della Polizia municipale di Termoli), Luigi Soccio (Appuntato scelto dei Carabinieri in forza alla Compagnia di Termoli) e Maurizio Coppola (Colonnello Comandante provinciale dei Carabinieri di Campobasso).

Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite nell’ambito dell’inchiesta denominata “Black Hole” (“Buco nero”). Secondo gli inquirenti, i nove sarebbero implicati in episodi di intralcio alle inchieste sulla malasanità nella parte meridionale del Molise. Secondo il gip Veneziano, gli arrestati avrebbero costituito «un corpo separato, per giunta armato, costituito all’interno di un organismo di polizia giudiziaria, non alle dipendenze funzionali ma contro la Procura della Repubblica impegnata in indagini e procedimenti di particolarissima rilevanza, autogestito, autoreferenziale, soggetto a un vincolo di solidarietà reciproca strutturato su scala gerarchica».

Presso gli uffici di Polizia giudiziaria del Palazzo di Giustizia di Larino, gli inquirenti hanno sequestrato tre computer e due faldoni contenenti documenti.

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January 15, 2007

Aggressione ad una pattuglia dei carabinieri

Aggressione ad una pattuglia dei carabinieri

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Livorno, lunedì 15 gennaio 2007

Il 13 gennaio scorso, a Livorno, un’ottantina di giovani ha aggredito una pattuglia dei carabinieri.

Un’autopompa dei pompieri, dovendo passare attraversare una strada del centro della città, si trova la strada ostruita da auto e persone. Così il caposquadra, per riuscire a transitare e quindi giungere sul luogo dell’intervento per il quale era giunta una chiamata al 115, si vede costretto a chiamare le forze dell’ordine. Una “gazzella”, impegnata in un pattugliamento, interviene facendo sgomberare auto e persone. A quel punto, gli equipaggi della pattuglia intervenuta e di un’altra nel frattempo sopraggiunta si trovano improvvisamente nel mezzo di un lancio di vari oggetti da parte di un’ottantina di persone. All’arrivo di altri mezzi dell’Arma, giunti in appoggio ai colleghi oggetto dell’aggressione, gli aggressori fuggono velocemente.

Al termine degli scontri, tre militari debbono ricorrere alle cure dei sanitari in Pronto soccorso.

Il giorno seguente, 14 gennaio, i Carabinieri hanno esaminato i nastri di registrazione delle telecamere di sorveglianza per individuare i volti degli aggressori, che durante l’atto si erano coperti il viso con maglie e giubbotti. Secondo le autorità, alcuni aggressori sarebbero già stati identificati mentre le operazioni di riconoscimento continuano anche oggi.

Fonti

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April 30, 2006

Verona: carabiniere ucciso ad un posto di blocco

Verona: carabiniere ucciso ad un posto di blocco

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30 aprile 2006

L’appuntato scelto Ciro De Vita, 48 anni, è rimasto ucciso in servizio, oggi, a Verona. Il militare è stato investito da un’auto che aveva eluso un posto di blocco, guidata da un uomo che è risultato positivo al test dell’etilometro.

Il carabiniere lascia la moglie e due figli.

Fonte

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April 22, 2006

Iraq: bomba colpisce pattuglia di carabinieri

Iraq: bomba colpisce pattuglia di carabinieri

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22 aprile 2006

Iraq map nasiriyah.png

Alle ore 9.05 di stamani (le 7.05 in Italia) un ordigno è esploso a Nassiriya, in Iraq, al passaggio di una pattuglia di carabinieri italiani.

Vittima dell’attentato è stata una pattuglia del Reggimento carabinieri MSU (Multinational Specialized Unit), composta da tre veicoli a bordo dei quali si trovavano, al momento dell’esplosione, 13 militari ed un interprete di nazionalità irachena.

Uno solo dei veicoli è stato leggermente danneggiato. Nessun uomo è rimasto ferito.

L’Italian Joint Task Force, col l’ausilio della polizia locale, sta conducendo i necessari accertamenti per individuare la natura dell’ordigno esplosivo e gli eventuali responsabili. Dalle prime indiscrezioni, il gesto sarebbe da ricondurre a frange estremiste del movimento sciita di Moqtada al Sadr.

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April 2, 2006

Perugia: carabiniere ferito alla testa, è in coma farmacologico

Perugia: carabiniere ferito alla testa, è in coma farmacologico

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2 aprile 2006
Il vicebrigadiere dei Carabinieri Giampaolo Sottosanti è stato ferito alla testa, nei pressi di Perugia, da un colpo d’arma da fuoco. Sottoposto ad intervento chirurgico, il militare trentunenne è attualmente ricoverato nel Reparto di Rianimazione dell’Ospedale Santa Maria di Perugia in stato di coma farmacologico indotto. La prognosi è riservata e le sue condizioni sono definite gravissime.

Alle tre del mattino di ieri, il vicebrigadiere Sottosanti – recentemente impegnato nel servizio di carabiniere di quartiere – si trovava in prossimità del cimitero di Ponte San Giovanni, una frazione di Perugia. Fuori servizio, Sottosanti aveva contattato la Centrale operativa dell’Arma, chiedendo l’ausilio dei suoi colleghi.

All’arrivo della gazzella, gli uomini del radiomobile hanno rinvenuto l’auto del Sottosanti, ferma nel piazzale antistante il cimitero: i vetri dei finestrini laterali anteriori frantumati, un foro sul parabrezza. Sottosanti era seduto al posto di guida, impugnava ancora la pistola, il suo viso era sporco di sangue.

Non è noto il motivo per il quale il vicebrigadiere si trovasse in quel luogo a quell’ora di notte. Forse per eseguire un’indagine personale o per incontrare o sorvegliare qualcuno.

Sottosanti risiede a Ponte San Giovanni e, secondo alcune indiscrezioni, che non hanno ancora trovato conferme ufficiali, aveva chiesto aiuto ai colleghi segnalando un inseguimento di un’auto condotta da un cittadino albanese, noto per i suoi precedenti.

Fonti

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February 28, 2006

Due carabinieri picchiano a sangue un immigrato a Sassuolo

Due carabinieri picchiano a sangue un immigrato a Sassuolo

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28 febbraio 2006

Tutto è iniziato il 19 febbraio, quando una telefonata ha avvertito i carabinieri di Sassuolo che un immigrato marocchino ubriaco stava tirando delle bottiglie contro una sede della CISL. Sono subito arrivati due carabinieri in uniforme e un poliziotto in borghese che hanno fermato l’extracomunitario, Idrissi di 29 anni che al momento si trovava in mutande, per arrestarlo, ma questi ha iniziato a opporre resistenza.

Sembra che nell’iniziale colluttazione uno dei carabinieri abbia ricevuto un pugno in faccia e allora è scattata la violenza da parte delle forze dell’ordine, che hanno iniziato a picchiarlo a sangue sull’asfalto. Poi l’hanno fatto rialzare e, tenendolo fermo contro la volante, gli hanno inferto pesanti colpi a turno facendolo di nuovo stramazzare a terra, sotto gli occhi allibiti degli abitanti. Infine uno dei due militari, pesante più di 100 chili, si è messo a saltare sul ragazzo, provocando le proteste delle persone che erano presenti, alle quali ha risposto: «che cazzo vuoi, vaffanculo!»

Oltre agli occhi della folla però, era presente la telecamera di un telefonino che ha ripreso tutto e il filmato è stato pubblicato sul sito Internet dei giovani musulmani, che successivamente lo ha ritirato per non strumentalizzare le forze dell’ordine che compiono onestamente il loro lavoro. I maggiori telegiornali italiani hanno trasmesso le drammatiche immagini della violenza subita e la storia è uscita allo scoperto. I due carabinieri sono stati immediatamente trasferiti e la Procura di Modena ha avviato un’indagine sul vicebrigadiere ed sul carabiniere per lesioni aggravate.

Ora il militare da 100 chili fa il piantone, mentre l’altro svolge il suo lavoro in un ufficio, entrambi a Bologna. La vittima del pestaggio invece è finita in carcere, condannato a 6 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Fonti

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