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August 25, 2016

Anche i migranti aiutano i soccorsi per il terremoto del Centro Italia

Anche i migranti aiutano i soccorsi per il terremoto del Centro Italia

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giovedì 25 agosto 2016

I migranti del gruppo “Umana Solidarietà” stanno, in questi momenti, allestendo un centro operativo comunale in provincia di Ascoli Piceno nei pressi di Arquata, una delle località più devastate dal sisma. La loro opera di beneficenza è quella di pulire un campo limitrofe alla Salaria dove sarà allestito il centro.

Letizia Bellabarba, presidentessa del gruppo “Umana Solidarietà”, ha dichiarato che i migranti associati alla sua ONLUS erano ad Arquata per dare una mano ai soccorsi, dando la loro immediata importante disponibilità e che erano loro stessi a chiedere di dare una mano alla popolazione del territorio che li ha accolti.

Un migrante, invece, ha detto che è andato a aiutare le persone colpite dal sisma per una mera questione di umanità e che a lui non importa il colore della pelle di chi sta aiutando. Sempre questo immigrato africano, in merito a una domanda di un giornalista della testata “La Repubblica” in merito sul fatto di chi si lamenta che le persone come lui vivono nelle case e stanno bene mentre gli sfollati vivono nelle tende allestite appositamente per loro, ha risposto che tali persone sono ignoranti e che non è vero che loro stiano bene

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Terremoto del Centro Italia nel 2016.


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August 24, 2016

Terremoto di magnitudo 6.0 colpisce il centro Italia, almeno 124 i morti

Terremoto di magnitudo 6.0 colpisce il centro Italia, almeno 124 i morti

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24 agosto 2016

Dopo i recenti letali terremoti, uno del 2009 che colpì l’Abruzzo e l’altro del 2012 che colpì l’Emilia-Romagna, un altro sisma distruttivo colpisce il centro Italia, causando effetti in quattro regioni. Nella serata il Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi ha dichiarato che i morti sono almeno 120. Successivamente alla dichiarazione i morti sono saliti a 124.

La prima violenta scossa alle 03:36 del mattino è stata avvertita da migliaia di persone da Rimini fino a Napoli. L’epicentro è nei pressi di Accumoli che è poco distante dai comuni di Norcia e Amatrice, quest’ultimo comune è stato praticamente spazzato via dalla violenza del terremoto.

La gravità della situazione causata dal sisma è confermata anche dal responsabile della Croce Rossa del luogo in cui si sono manifestate le scosse sismiche. Il responsabile ha dichiarato che un ponte che permette l’accesso alla zona martoriata dal terremoto è barcollante e di conseguenza l’ingresso nella zona interessata dall’evento geologico è possibile solo a piedi.

Tra le vittime anche molti bambini. La persona più giovane colpita dal terremoto è una bambina di 8 mesi. Un’altra bambina è stata salvata dalle macerie dopo 17 ore dal terremoto.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Terremoto del Centro Italia nel 2016.


Articoli correlati[]

  • «Il bilancio delle vittime del terremoto sale a 247. S’indaga sul crollo del campanile di Accumoli e sulla scuola di Amatrice» – Wikinotizie, 25 agosto 2016

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August 7, 2016

Tempesta a Skopje provoca decine di morti e feriti

Tempesta a Skopje provoca decine di morti e feriti

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domenica 7 agosto 2016

Wikinotizie di oggi
7 agosto
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Skopje, capitale della Repubblica di Macedonia, è stata fortemente tempestata da ieri pomeriggio fino a stamattina con piogge, venti e fulmini, provocando almeno 20 morti, 22 feriti ed almeno 6 dispersi; tra i morti anche un bambino di 8 anni. Il meteo prevede ancora tempo instabile, con probabili precipitazioni in serata. La maggior parte delle vittime viveva nella periferia della città.

Ogni componente della tempesta è stato intenso: stati registrati più di 800 fulmini, venti fino a 70 km/h ed un diluvio che ha portato circa 93 l/m² d’acqua in due ore.

L’acqua è stata talmente concentrata che ha causato inondazioni alte fino a 1,5 m, unite a relativi fango e detriti.

I trasporti sono al momento interrotti ed il ponte che collega la capitale croata (Zagabria) alla costa meridionale è stato chiuso al transito per camion ed autobus di grandi dimensioni.


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June 21, 2016

Inizia l\’orrore del festival della carne di cane in Cina

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Inizia l’orrore del festival della carne di cane in Cina

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martedì 21 giugno 2016

Oggi è partito il festival di Yulin (Cina) della carne di cane. Migliaia di cani verranno uccisi. Molti animalisti, anche locali, si oppongono.

Il festival nacque nel 2009 per incentivare il turismo. Da un sondaggio risulta che la maggioranza dei cinesi non mangia carne di cane e non vuole il festival.


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Wikipedia in lingua inglese ha una voce su Lychee and Dog Meat Festival.

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February 11, 2015

Iseo al buio per M\’illumino di meno

Filed under: Ambiente,Europa,Iseo,Italia,Lombardia,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Iseo al buio per M’illumino di meno – Wikinotizie

Iseo al buio per M’illumino di meno

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mercoledì 11 febbraio 2015

Palazzo Vantini

Iseo – Con un voto unanime della giunta, lunedì 9 febbraio, il comune d’Iseo ha decretato la partecipazione alla giornata di sensibilizzazione energetica M’illumino di meno organizzata dal programma radiofonico di Rai Radio 2 Caterpillar e giunta ormai all’undicesima edizione.

Come comunicato dallo stesso sindaco, Riccardo Venchiarutti, in collegamento alla trasmissione, le luci di Palazzo Vantini, sede del Municipio, verranno spente dalle 18 alle 19.30. In concomitanza con il passaggio sopra l’Italia della Stazione Spaziale Internazionale con a bordo Samantha Cristoforetti, alle 18.38, verranno inoltre spente “tutte le luci non indispensabili”.

Con la delibera, la giunta si è inoltre impegnata a sollecitare tutti gli esercizi commerciali iseani a utilizzare fonti energetiche alternative.

Molti altri comuni hanno deciso di imitare l’iniziativa promulgato ordinanze simili alla cosiddetta “Carta di Iseo”, tra questi quello di Delia in provincia di Caltanissetta.


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July 23, 2013

Mais Ogm: proibita la coltivazione, aperte le importazioni

Filed under: Ambiente,Europa,Italia,Pubblicati,Scienza e tecnologia — admin @ 5:00 am

Mais Ogm: proibita la coltivazione, aperte le importazioni

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martedì 23 luglio 2013

Piralide del mais. Il mais Monsanto 810 è stato studiato per combatterne le infestazioni

È stata annunciata la firma di un decreto da parte dei ministri della Salute, delle Politiche agricole e dell’Ambiente che proibisce la coltivazione di uno dei più diffusi O.G.M.: il mais Monsanto 810, messo in commercio perché resistente alla piralide.

In un comunicato stampa viene ribadita l’importanza di una simile scelta: “è solo il primo elemento, quello più urgente, di una serie di ulteriori iniziative, con le quali definiremo un nuovo assetto nella materia della coltivazione di Ogm nel nostro Paese”.

La pubblicazione del decreto tarda per permettere di raccogliere i consensi presso la comunità europea.

Per contro è stato osservato che il mais Ogm BT ha il vantaggio di evitare le infestazioni da fumonisine, tossine che si producono sul mais colpito da (piralide).

La produzione italiana di mais, nella scorsa annata agraria, soprattutto a causa di una stagione particolarmente asciutta nella Pianura Padana, è stata fortemente infestata, al punto che è stata decisa la distruzione tramite incenerimento o produzione di biogas di 350.000 tonnellate, unica soluzione possibile poiché si tratta di un prodotto che, se ingerito direttamente dall’uomo od usato come mangime di animali da carne o da latte, è decisamente cancerogeno.

Dal canto suo la Monsanto, leader mondiale nel settore, ha annunciato che rinuncia a presentare in Europa nuove domande di autorizzazione per la coltivazione degli ogm, puntando tutto sull’importazione che è libera dei prodotti coltivati negli USA e negli altri stati americani.


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June 2, 2013

Assassinato l\’ambientalista Jairo Mora Sandoval

Assassinato l’ambientalista Jairo Mora Sandoval

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domenica 2 giugno 2013

La notte tra il 30 ed il 31 maggio scorso è stato sequestrato ed ucciso all’età di 26 anni l’ambientalista ed attivista costaricano Jairo Mora Sandoval, impegnato nella difesa delle tartarughe liuito (Dermochelys coriacea). Con le sue azioni di pattugliamento notturno aveva ostacolato i bracconieri che, rubando le uova dai nidi, stanno portando questa specie all’estinzione. Inoltre, attraverso una petizione on line, era riuscito ad ottenere l’intervento della polizia, destando forse un’attenzione indesiderata dai trafficanti di droga locali.

Antefatti

La riserva naturale Santuario de Vida Silvestre Costa Rica è ubicata nella provincia di Limón, in Costa Rica, ad una decina di chilometri dal capoluogo. La riserva è stata istituita nel 2009[1] su un territorio acquistato da Vanessa Lizano che comprende 16 chilometri di spiagge,[2] luogo di riproduzione delle tartarughe marine. Jairo Mora vi operava quale volontario dell’associazione ambientalista nonprofit Wider Caribbean Sea Turtle Conservation Network (WideCast),[3] nell’ambito del programma di protezione avviato nel 2010 presso il Santuario de Vida Silvestre.[2]

Le tartarughe marine sono protette dalla legislazione nazionale del Costa Rica, ma negli ultimi anni si è registrato un aumento delle attività illegali di bracconaggio.[3][4] Le uova rubate possono essere vendute sul mercato nero ad un dollaro l’una[5] e un bracconiere può arrivare ad incassare fino a 300 dollari per una notte di lavoro.[3] A testimonianza della stessa Vanessa Lizano, l’organizzazione aveva già ricevuto minacce dai contrabbandieri, infastiditi dalle loro azioni conservazionistiche e di contrasto all’attività illegale.[3]

Il 2 aprile 2013, Jairo Mora aveva rivolto un appello su Facebook ai propri sostenitori perché si unissero a lui nel chiedere una maggiore protezione da parte della polizia locale.[4] Aiuto che era giunto da parte della polizia di Limón e della guardia costiera dopo che, il 6 maggio, un elevato numero di uova era stato rubato dalla Moín Beach.[4]

Assassinio

La sera del 30 maggio 2013, Jairo Mora ed algtre quattro volontarie – tre statunitensi ed una spagnola – pattugliavano la Moín Beach nella provincia di Limón.[4] Approssimativamente alle 11:30, Mora era sceso dalla jeep che guidava per rimuovere un tronco d’albero che ostruiva il percorso quando fu aggredito da almeno cinque uomini mascherati ed armati di pistole. Mentre Mora veniva portato via, un uomo guidò la jeep con le ragazze a bordo presso una vicina casa abbandonata dove vennero loro sequestrati i cellulari, i soldi e ogni loro altro possesso.[6] Quando l’uomo lasciato di guardia se ne andò, le quattro volontarie riuscirono a fuggire e ad avvisare la polizia del sequestro.[4]

Il corpo nudo di Jairo Mora fu ritrovato la mattina seguente sulla spiaggia.[6] Mora era stato prima colpito alla testa con un ogetto contundente e poi ucciso con un colpo di pistola, con le mani legate dietro la schiena.[5]

Quella notte erano in servizio nell’area cinque poliziotti ed erano stati in contatto radio con Mora prima del suo rapimento. Tuttavia, l’obiettivo del pattugliamento era rivolto più alla protezione delle spiagge che non dei volontari, come confermato dal capo della polizia Erick Calderón, e l’area era molto vasta, oltre che completamente al buio.[4]

Reazioni

La notizia dell’omicidio di Jairo Mora ha raggiunto un’eco internazionale.[7][3] L’ambasciata statunitense in Costa Rica ha espresso la propria disaprrovazione per l’omicido,[5] così come la presidentessa del Costa Rica, Laura Chinchilla Miranda, che l’ha definito un’azione «spregevole».[6]

La polizia ha dichiarato che il movente dell’omicidio non è ancora stato determinato. Tra le persone più vicine a Jairo Mora, Vanessa Lizano sospetta che i contrabbandieri siano coinvolti nel delitto.[3] Didiher Chacon, direttore di WideCast, imputa l’omicidio ai trafficanti di droga – che spesso sono anche bracconieri – e che potrebbero essere stati infastiditi nei loro traffici dal pattugliamento notturno delle spiagge.[4][5]

A seguito della morte di Jairo Mora, WideCast ha sospeso il pattugliamento delle spiagge. Sebbene ciò fosse probabilmente l’obiettivo dei suoi asassini, l’associazione non può al momento rischiare altre vite umane per il progetto.[4]


Fonti

Note

  1. [EN] Wildlife Sanctuary. Costa Rica Wildlife Sanctuary. URL consultato il 2 giugno 2013.
  2. 2,0 2,1 [EN] Sea Turtle Program. Costa Rica Wildlife Sanctuary. URL consultato il 2 giugno 2013.
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 BBC, fonte cit., 31 maggio 2013.
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6 4,7 Lindsay Fendt, fonte cit., 31 maggio 2013.
  5. 5,0 5,1 5,2 5,3 Associated Press, fonte cit., 31 maggio 2013.
  6. 6,0 6,1 6,2 Hulda Miranday, Diego Bosque, fonte cit., 1 giugno 2013.
  7. Paolo Manzo, fonte cit., 2 giugno 2013.

Collegamenti esterni

  • [EN] WideCast. URL consultato il 2 giugno 2013.

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January 19, 2013

Utente:Nicholas Gemini/Roma, drammatica situazione dei parchi

Filed under: Ambiente,Europa,Italia,Lazio,Notizia originale,Roma — admin @ 5:00 am
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Roma, 19 gennaio 2013
La situazione dei parchi romani si presenta molto critica.

Infatti, molti spazi verdi della Capitale risultano essere abbandonati a se stessi, quotidianamente in mano al degrado e ai vandali.

La documentazione riportata qui sotto rappresenta la situazione dei parchi nel VII Municipio, esattamente nei quartieri “La Rustica” e “Tor Sapienza”, che sono arrivati al limite del sopportabile.


Fonti


Notizia originale
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Collegamenti esterni

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August 26, 2012

Lazio: Renata Polverini decreta la preapertura della stagione venatoria

Lazio: Renata Polverini decreta la preapertura della stagione venatoria

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domenica 26 agosto 2012

Renata Polverini, presidente della Regione Lazio

Un tam-tam fiducioso si rincorreva da giorni, passando di bocca in bocca tra gli appassionati di attività venatoria della regione laziale. A sollecitare le più rosee aspettative aveva contribuito anche l’iniziativa politica pubblicizzata, negli scorsi mesi, da Francesco Storace, da tempo impegnato a favore della rimozione di vincoli, balzelli, lacci e lacciuoli, che, a suo dire, ostacolano l’esercizio dell’esperienza venatoria. L’uomo politico, appoggiato dal collega Roberto Buonasorte, aveva perorato un consistente anticipo, alla fine di agosto, dell’apertura della stagione venatoria.

Il decreto della Polverini[]

Forse pungolata dall’azione del suo predecessore, forse solleticata dal serbatoio di voti garantito dai cacciatori e dai loro familiari (un vero e proprio tesoretto elettorale, tradizionalmente molto sensibile alle lusinghe della politica in tema di liberalizzazione della caccia), Renata Polverini ha infine rotto gli indugi e, come auspicato dal suo sodale e predecessore Storace, ha firmato il decreto con cui si anticipa al 1º settembre l’apertura del calendario venatorio della stagione 2012-2013.

A dare l’annuncio pubblico è stata Angela Birindelli, assessore regionale alle Politiche agricole e alla valorizzazione dei prodotti, che ha voluto così anticipare ai mass media la buona notizia riservata ai cacciatori, prima ancora che questa trovasse una sua veste ufficiale con la pubblicazione sul Bollettino della Regione Lazio.

Non si tratta dell’unica lieta novella, per i cacciatori laziali, in questa calda estate 2012. Essa fa séguito a una che la aveva preceduta: l’anticipo della cosiddetta “transumanza venatoria” verso l’Umbria, che permette ai cacciatori laziali di espandere la propria sfera di tiro attraverso il “nomadismo” verso le ambite zone di caccia della verde regione confinante. Già nel mese di agosto, infatti, torme di cacciatori laziali erano sciamate in massa, per la prova dei loro amati e fedeli cani da caccia, tra pascoli, colline e boschi del “cuore verde d’Italia”.

Una nuova specie cacciabile: il colombaccio[]

Nidiata di colombacci, che da settembre entreranno legalmente nel mirino dei cacciatori laziali

Tra le novità del provvedimento, ve n’è anche una molto attesa dai cacciatori, l’inclusione di nuove specie nella lista di quelle cacciabili. La speranza, anche questa volta, non è andata delusa: a partire da settembre 2012, i cacciatori del Lazio, oltre che godere dell’anticipo del calendario, potranno rimpinguare i propri carnieri con una preda molto ambita e ricercata, il colombaccio (Columba palumbus), specie selvatica pregiata, da non confondere con il banale piccione comune. L’annuncio di questa apertura politica sulla caccia al colombaccio è stato accolto con viva soddisfazione da parte dei cacciatori laziali e delle associazioni venatorie.

Polemiche[]

Anche quest’anno, era prevedibile, l’anticipo della stagione venatoria ha innescato alcune polemiche, come quella sollevata dall’associazione Accademia Kronos, che ha definito l’iniziativa delle regione Lazio «una follia […] dopo il caldo africano di agosto, lo stress degli animali e il rischio che, andando a sparare, si possono generare nuovi devastanti incendi». Per questa serie di motivi, l’associazione ha esortato la Polverini a un ripensamento.

Da tempo, comunque, si erano addirittura levate voci in favore di una restrizione del calendario venatorio, al fine concedere una tregua alle specie di volatili fiaccate dalla siccità e dagli incendi di un’estate di fuoco come quella 2012. Un appello pubblico, a questo proposito, è stato sottoscritto da personalità in vista, di diversa estrazione e di vario segno politico: tra questi, due ex ministri, Michela Brambilla e Umberto Veronesi, l’astronoma Margherita Hack, le scrittrici Susanna Tamaro e Dacia Maraini, gli uomini di spettacolo Franco Zeffirelli, Edoardo Stoppa e Maurizio Costanzo, lo stilista Elio Fiorucci, l’ex giornalista Vittorio Feltri, e il religioso don Luigi Lorenzetti.


Fonti[]

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June 27, 2012

Estinto l\’ultimo esemplare di tartaruga gigante dell\’Isla Pinta

Filed under: Ambiente,America meridionale,Ecuador,Pubblicati,Zoologia — admin @ 5:00 am

Estinto l’ultimo esemplare di tartaruga gigante dell’Isla Pinta

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mercoledì 27 giugno 2012

Lonesome George

Si è estinto l’ultimo esemplare conosciuto della tartaruga gigante dell’Isla Pinta (Chelonoidis abingdonii), Lonesome George.

Ne ha dato l’annuncio il Parco Nazionale delle Galápagos; l’esemplare maschio è morto a circa 100 anni, nonostante fosse piuttosto giovane per la sua specie che può vivere fino a 200 anni. Verranno eseguiti esami post-mortem per determinarne la causa.

Lonesome George[1] fu trovato nell’Isla Pinta nel 1972 da uno scienziato ungherese; fu subito integrato nel programma di riproduzione, coabitando per 15 anni con una tartaruga femmina dell’adiacente vulcano Wolf. Le uova però risultarono sterili.

Furono poi seguiti vari tentativi di accoppiamento, risultati vani. Lonesome George era un simbolo delle isole Gálapagos e un’attrazione per i turisti. Lo staff del Parco Nazionale delle Galapagos riporta: «Con la morte di George, la sottospecie della tartaruga di Pinta si è estinta». Molto probabilmente il corpo sarà imbalsamato.


Fonti[]

Note[]

  1. In altre versioni linguistiche di Wikipedia:
    • [EN] Lonesome George, in inglese;
    • [ES] El Solitario Jorge, in spagnolo.

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