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March 5, 2009

Gerusalemme: palestinese guida ruspa contro polizia e bus

Gerusalemme: palestinese guida ruspa contro polizia e bus

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giovedì 5 marzo 2009

Israele e Territori palestinesi

Un palestinese a bordo di una ruspa si è schiantato contro un veicolo della polizia israeliana e di seguito contro un autobus, fortunatamente vuoto. Il fatto è avvenuto a Gerusalemme, nei pressi del centro commerciale di Malkha, poco dopo le 13 ora locale.

L’uomo, fermato dai colpi d’arma sparati da un tassista e dal successivo intervento delle forze di sicurezza israeliane, è morto per le ferite riportate. Il palestinese, identificato sebbene non portasse con sé documenti, aveva a bordo del mezzo una copia del Corano aperta. Il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat ha richiesto la demolizione della casa dell’attentatore nella zona est della città.


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  • «Striscia di Gaza: cresce la popolazione. Israele vuole la liberazione di Shalit» – Wikinotizie, 15 febbraio 2009

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November 9, 2008

Gerusalemme: rissa tra monaci nella Basilica del Santo Sepolcro

Gerusalemme: rissa tra monaci nella Basilica del Santo Sepolcro

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domenica 9 novembre 2008

Basilica del Santo Sepolcro

Una nuova rissa è scoppiata tra dei sacerdoti armeni e greco ortodossi all’interno della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

La polizia israeliana, che è intervenuta al fine di evitare la degenerazione violenta della lite, è stata costretta a fermare due monaci.

Lo scoppio della baruffa sembra esser stato causato dai preparativi per una ricorrenza che la comunità armena stava effettuando all’interno dell’area sacra.

La Basilica infatti, eretta sul luogo dove secondo la tradizione Gesù Cristo venne crocefisso, è rigidamente suddivisa tra sei differenti confessioni cristiane.

In aprile una simile rissa era stata causata da un attardamento davanti ad una tomba di un sacerdote ortodosso.


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April 21, 2008

Gerusalemme: rissa tra sacerdoti nella Basilica del Santo Sepolcro

Gerusalemme: rissa tra sacerdoti nella Basilica del Santo Sepolcro

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lunedì 21 aprile 2008

Una rissa tra i sacerdoti armeni e greco ortodossi è scoppiata oggi all’interno della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

La Basilica, eretta sul luogo dove secondo la tradizione Gesù Cristo venne crocefisso, è rigidamente suddivisa tra diverse confessioni cristiane e gli stessi tempi dei rituali sono regolati al millesimo.

Causa dell’incidente sarebbe stato un sacerdote ortodosso che si era attardato oltre il previsto davanti ad una delle tombe della Chiesa. Il colpevole sarebbe quindi stato aggredito da alcuni religiosi armeni.

Lo scontro è poi proseguito al di fuori dalla Basilica tanto da costringere la polizia israeliana che pattuglia l’area ad intervenire.

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March 6, 2008

Gerusalemme: attentato alla scuola ebraica, 10 morti

Gerusalemme: attentato alla scuola ebraica, 10 morti

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giovedì 6 marzo 2008
In Israele ancora sangue. Un attacco terroristico contro la principale scuola rabbinica di Gerusalemme, la Merkaz Harav Yeshiva, ha causato la morte di 10 persone. Il quartiere è un cui è avvenuto l’attentato è il Kyriat Moshe, centro ebraico situato vicino ai coloni. Mitra e spari sono stati uditi nella scuola rabbinica. Tra il bilancio dei morti sono presenti anche due terroristi, colpiti dalle forze israeliane. Arye Mekel, del ministero degli Esteri, informa: «I terroristi vogliono eliminare le opportunità di pace, ma noi andremo avanti con i colloqui». Un terrorista è riuscito a fuggire e, intanto, è stato elevato lo stato alla massima allerta in tutto il Paese. Centinaia di persone hanno gridato dinnanzi alla scuola lo slogan «Morte agli arabi».

Il numero dei malviventi entrati nella scuola è confuso. Per gli ospedali la stima dei feriti è di circa 35 persone e sul luogo dell’attentato sono arrivate alcune vacanze.

L’irruzione sarebbe avvenuta nel mezzo di un’attività religiosa. La vicenda è iniziata in biblioteca. Un testimone ha riferito dei particolari: «Quella che si vede all’interno del collegio è la scena di un vero e proprio massacro i muri sono ovunque schizzati di sangue, chiazze di sangue sono anche sui pavimenti e i cadaveri sono sparsi nelle stanze e nei i corridoi».

A rivendicare Kataeb Ahrar el Jalil, formazione sconosciuta, le “Brigate degli uomini liberi della Galilea – Gruppo del martire Imad Mugnieh e martiri di Gaza”. È un riferimento al capo degli Hezbollah, ucciso il 12 febbraio a Damasco, e alle vittime degli scorsi giorni nella Striscia di Gaza.

L’ANSA ha annunciato che nella Striscia di Gaza sono stati fatti esplodere dei fuochi d’artificio dopo l’attentato. In piazza sono scese centinaia di persone, che hanno festeggiato sparando colpi di mitra. Hamas, tramite un suo portavoce, ha comunicato che «questa è la risposta naturale contro l’aggressione sionista compiuta sul popolo palestinese, e non sarà l’ultima».

Abu Mazen, presidente dell’ANP, ha condannato l’attacco «che ha causato molte vittime israeliane» e ha criticato con forza «tutti gli attacchi che hanno per obiettivo i civili, sia palestinesi che israeliani».

La Farnesina, per bocca di Massimo D’Alema, ha manifestato «profondo sdegno e condanna» e spera che «questo efferato atto di violenza, dopo i tragici eventi di Gaza, non cancelli definitivamente ogni volontà di ripresa del dialogo interrotto tra l’Anp e il governo israeliano» e che «si possa proseguire nella ricerca di una soluzione che porti pace e sicurezza per i due popoli».

Una settimana di massacri[]

La stampa e la diplomazia occidentale si dicono sdegnate dall’attacco ‘terroristico’, dal presidente Bush al capo dell’Onu Moon, ma la stampa araba non definisce l’azione come ‘terroristica’, e parla di ‘attacco’ e di ‘martiri’.

Questa settimana è stata in ogni caso una carneficina senza precedenti. Appena pochi giorni fa, migliaia di palestinesi avevano formato una pacifica catena umana in segno di protesta per il blocco israeliano, ma la manifestazione venne interrotta da Hamas. Il sindaco di Sderot era disposto a parlare con i palestinesi.

Ma circa una settimana fa un attacco israeliano uccise ben 11 palestinesi, tra cui 3 bambini che giocavano a pallone su di un campo ‘vicino’ ad una postazione di Quassam, ennesime ‘vittime collaterali’ degli attacchi nella Striscia.

La risposta di Hamas fu il lancio di decine di razzi, che uccisero un automibilista israeliano e fecero alcuni altri feriti e danni: ovviamente, questo è stato visto subito come un casus belli per ulteriore violenza. Appena domenica scorsa iniziò così una violentissima azione di terra e aria israeliana, che in 3 giorni di guerra ha ucciso non meno di 125 palestinesi (e 2 soldati israeliani), tra cui non meno di 17 bambini e decine di donne e anziani, suscitando la condanna internazionale con una relativa risoluzione ONU, avversata solo dal Canada mentre altre nazioni si sono astenute. Nel frattempo Hamas ha continuato a lanciare razzi su Israele e ha dichiarato ‘vittoria’ la ritirata degli israeliani, suscitando lo sdegno di Fatah per via del massacro di civili. Basti pensare che solo in Egitto sono stati inviati non meno di 150 palestinesi gravemente feriti dai bombardamenti.

La Rice martedì è volata a Ramallahe e Tel Aviv in una visita lampo di 2 giorni, poi mercoledì è andata via soddisfatta dei ‘progressi’: ma appena ieri 4 palestinesi sono stati uccisi da altri attacchi israeliani.

Ora il mondo trattiene il respiro: cosa farà Israele? Occuperà la Striscia di Gaza in maniera stabile, come auspicato da molti? Bombarderà per ritorsione Gaza? Olmert ha già detto che non tratterà con Hamas. Il 64% della popolazione israeliana invece appena una settimana fa era invece d’accordo sull’apertura di canali diplomatici.

Nel frattempo la Libia ha bloccato con un voto di condanna dell’ONU per la strage di israeliani della scuola rabbinica, mentre Bush si è premurato di assicurare la sua ‘vicinanza ad Israele’ al premier Olmert. La spaccatura tra ‘Occidente’ e ‘Mondo arabo’ si amplia, e certo questo non aiuta a calmierare le quotazioni del petrolio.

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August 19, 2006

Arrestato l\’assassino del volontario italiano ucciso a Gerusalemme

Arrestato l’assassino del volontario italiano ucciso a Gerusalemme

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Gerusalemme, sabato 19 agosto 2006

La polizia ha arrestato nella notte l’assassino di Angelo Frammartino, il volontario ucciso nei pressi della porta di Damasco a Gerusalemme nove giorni fa. Secondo le prime indiscrezioni, l’omicida avrebbe confessato. Durante l’interrogatorio, l’uomo, di nome Ashraf Abdel Hanaisha, avrebbe detto che la sua intenzione era uccidere un ebreo, e per questo l’assassinio di Frammartino sarebbe stato “un errore”. Il portavoce della polizia ha riportato che Hanaisha non ha mostrato di essersi pentito del suo gesto.

L’assassino sarebbe un ragazzo di 24 anni, che milita nella Jihad islamica, ed è stato arrestato nei pressi di Jenin, in Cisgiordania. L’arresto avrebbe visto coinvolti i servizi segreti israeliani, addirittura sarebbe stato effettuato dallo Shin Bet, i servizi per la sicurezza interna.

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August 10, 2006

Ucciso un volontario italiano a Gerusalemme

Filed under: Asia,Cronaca,Gerusalemme,Israele,Medio Oriente,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Ucciso un volontario italiano a Gerusalemme

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Gerusalemme, 10 agosto 2006

Un volontario italiano di 24 anni è stato ucciso a Gerusalemme, mentre camminava in compagnia di alcune amiche nel centro della città. Lo ha comunicato la Farnesina.

Angelo Frammartino si trovava nei pressi della Porta di Damasco, sulla Sultan Suleiman Road, ed è stato pugnalato da uno sconosciuto. I colpi infertigli sono stati tre, due alla schiena e poi uno alla nuca. Secondo la polizia israeliana si tratterebbe di terrorismo e non di una tentata rapina.

Sono subito intervenuti alcuni medici della Cristallo Rosso, nel tentativo di salvare la vita dell’uomo, ma i soccorsi sono stati inutili. Frammartino è morto poco dopo l’arrivo dei soccorritori, ma aveva perso molto sangue. L’arma del delito è stata ritrovata abbandonata vicino al corpo.

Poco più tardi la polizia israeliana ha effettuato tre arresti, tre giovani arabi sospettati dell’omicidio. L’identità dell’assassino verrà accertata probabilmente anche grazie alle telecamere a circuito chiuso di una vicina pasticceria, che potrebbero aver ripreso l’omicidio.

Angelo Frammartino, proveniente da Monterotondo, in provincia di Roma, era da poco arrivato in Israele per aiutare l’organizzazione di campi estivi per bambini palestinesi.

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