Wiki Actu it

September 4, 2018

Digitenne ha iniziato la propria transizione verso il DVB-T2

Digitenne ha iniziato la propria transizione verso il DVB-T2

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Jump to navigation Jump to search

martedì 4 settembre 2018

Logo dell’azienda proprietaria di Digitenne

La piattaforma televisiva Digitenne, di proprietà di KPN, ha avviato la procedura che la porterà a trasmettere entro Capodanno 2020 esclusivamente in DVB-T2 in tutti i Paesi Bassi: i preparativi per la transizione saranno completati entro questo mese mentre il 2 ottobre il nord-est dello Stato sarà la prima zona con sole trasmissioni DVB-T2, costringendo gli utenti ad usare nuovi ricevitori capaci di supportare tale tecnologia.

L’azienda ha dichiarato che questo passaggio non comporterà un aumento dei canali trasmessi ma la conversione di tutti quelli esistenti dalla definizione standard all’alta definizione.


Articoli correlati[]

  • KPN si prepara al passaggio di Digitenne al DVB-T2

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 3, 2018

RTL UHD da domani disponibile anche per alcuni clienti Sky in Germania

Filed under: Europa,Germania,Pubblicati,Scienza e tecnologia,Televisione — admin @ 5:00 am

RTL UHD da domani disponibile anche per alcuni clienti Sky in Germania

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Jump to navigation Jump to search

lunedì 3 settembre 2018

Wikinotizie di oggi
3 settembre
  • Calcio, Serie B 2018-2019: 2ª giornata
  • Calcio, Serie A 2018-2019: 3ª giornata
Collabora con noi
  • Scrivi un articolo
  • Cosa scrivere
  • Come scriverlo
  • Scrivania
  • Portale:Comunità

Logo della rete televisiva che sarà resa disponibile

A partire da domani i clienti della versione tedesca di Sky che avranno sottoscritto il pacchetto opzionale HD+, comprendente alcune reti televisive private tedesche in alta definizione, potranno vedere, se dotati di ricevitore Sky Q UHD o modulo CAM CI+ e televisore UHD, anche il canale RTL UHD, che trasmette alcuni programmi di RTL in risoluzione 4K; il canale, che originariamente avrebbe dovuto cessare le trasmissioni alla fine dell’anno, continuerà a trasmettere e rinnoverà il proprio palinsesto, rinnovando nel contempo la distribuzione esclusiva via satellite tramite HD+ (piattaforma sottoscrivibile anche autonomamente).


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

July 30, 2016

Addio ad Anna Marchesini

Addio ad Anna Marchesini – Wikinotizie

Addio ad Anna Marchesini

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

sabato 30 luglio 2016
Lutto nel mondo del teatro e della televisione: si è spenta infatti questa mattina nella sua casa di Orvieto l’attrice e doppiatrice Anna Marchesini. L’artista, che aveva 63 anni, era malata da tempo di artrite reumatoide.

A darne pubblicamente l’annuncio è stato il fratello di Anna Marchesini, attraverso il suo profilo Facebook.

L’attrice era divenuta un volto noto al pubblico televisivo a partire dagli anni ottanta, quando, assieme a Tullio Solenghi e a Massimo Lopez, partecipò a varie trasmissioni RAI, formando il celebre “Trio”, poi scioltosi nella metà degli anni novanta.

Proprio lavorando con il Trio, la Marchesini propose alcuni dei suoi personaggi più celebri, come la sessuologa Merope Generosa, la Signora Carlo (la finta moglie di Giampiero Galeazzi celebre la sua frase «E siccome che sono ciecata»), la Sora Flora, la cameriera secca, ecc.

L’ultima apparizione in TV di Anna Marchesini risale al 2014, quando l’attrice, intervistata da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa…, parlò anche della sua malattia.

Cordoglio è stato espresso dal Teatro della Pergola, che ha twittato: «Non ci sono parole se non il ricordo del coraggio di una donna e di un’attrice».


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

June 27, 2016

I giornalisti Rai oggi hanno rinunciato a firmare i servizi

I giornalisti Rai oggi hanno rinunciato a firmare i servizi

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

lunedì 27 giugno 2016

La sede centrale Rai di Viale Mazzini

Per oggi e domani, i giornalisti della Rai hanno rinunciato a firmare tutti i loro servizi per protestare contro l’intento di riduzione degli spazi dedicati all’informazione e per via dell’assunzione di giornalisti “esterni” eseguita senza alcun concorso pubblico, non tenendo conto del nuovo concorso indetto.

Il sindacato Usigrai vuole un pubblico nuovo, «ma invece la Rai non è cambiata e rimane sempre l’influenza di agenzie di produzione private ed agenti». La Rai ha risposto dicendo che non c’è nessuna intenzione di ridurre lo spazio dedicato all’informazione e che già 36 giornalisti sono stati assunti tramite il concorso pubblico.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

August 12, 2014

Addio a Robin Williams, interprete dalla comicità debordante e vincitore di un Oscar

Addio a Robin Williams, interprete dalla comicità debordante e vincitore di un Oscar

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

martedì 12 agosto 2014

Robin Williams (1951 – 2014) nel 2006

Lutto nel mondo del cinema: nella sua casa in California si è infatti spento, per asfissia, l’attore e comico statunitense Robin Williams. L’attore aveva 63 anni.

L’attore, di formazione teatrale, iniziò ad avere successo sul finire degli anni ’70 con la serie Mork & Mindy, in seguito, a partire dal 1980, iniziò per lui il successo sul grande schermo grazie a ruoli di personaggi brillanti, in film come Popeye di Robert Altman e Good Morning Vietnam: è stato anche il professore in L’attimo fuggente, Peter Pan per Steven Spielberg e il papà travestito da tata in Mrs. Doubtfire.

Il medico legale ha attribuito preliminarmente la causa del decesso ad asfissia per sospetto suicidio, ma il caso è in indagine nell’ufficio del procuratore distrettuale.

Successivamente è stata confermata l’ipotesi di suicidio e sono emersi particolari agghiaccianti rivelati da un amico dell’attore, che al New York Post parla di problemi economici che gravavano sull’attore negli ultimi anni, soprattutto a causa dei due divorzi.[1]

Fonti[]

Note[]

  1. Libero, fonte cit.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

July 10, 2014

Un\’Asti commossa ha dato l\’ultimo saluto a Giorgio Faletti

Un’Asti commossa ha dato l’ultimo saluto a Giorgio Faletti

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

giovedì 10 luglio 2014

Una folla commossa ha salutato per l’ultima volta Giorgio Faletti, l’eclettico artista, scrittore, attore, paroliere e comico astigiano, scomparso prematuramente venerdì scorso all’età di 63 anni dopo una lunga malattia.

Sono state oltre 5.000 le persone che hanno partecipato ai funerali svolti martedì pomeriggio nella chiesa della Collegiata di San Secondo di Asti, molte delle quali hanno seguito e assistito alla cerimonia funebre gremendo l’omonima piazza dedicata al Santo Patrono, non essendo riusciti a entrare all’interno della chiesa già strapiena di persone. Tanti amici, fan, gente comune e molti volti noti del mondo dello spettacolo, della musica e della televisione erano presenti per dare l’ultimo saluto, fra cui Antonio Ricci, Ezio Greggio, Sergio Vastano, Enrico Beruschi e Margherita Fumero, compagni d’avventura ai tempi del “Drive In”, ma anche Ugo Conti, Gigi Sammarchi, Franco Neri, Massimo Gramellini, Enrico Ruggeri assieme alla compagna Andrea Mirò, Franco Mussida, Giancarlo Sbriziolo (il chitarrista dei “Dik Dik”), Luca Jurman, Bruno Santori e Luciana Littizzetto.

Assieme a loro, anche gli amici più stretti come Danilo Amerio, Massimo Cotto e Paolo Conte, quest’ultimo visibilmente provato e particolarmente costernato dalla sua perdita: “Ci conoscevamo da tantissimo tempo. Era intelligentissimo e molto sensibile, aveva una reattività di spirito fantastica, unica. Di Giorgio mi mancheranno molte cose, la sua capacità di vedere le cose che rimbalzavano l’una contro l’altra, passando dall’allegro al malinconico e poi mi mancheranno i suoi libri, scritti bene e da Dio. Qui ad Asti, Giorgio era considerato un’istituzione. L’ultima volta che ci siamo visti mi ha raccontato una barzelletta”.

L’arrivo del feretro è stato accolto da un lungo applauso protrattosi per 15 minuti fra due ali di folla, prima di fare ingresso in Collegiata. Introducendo il rito funebre, il parroco don Giuseppe Gallo ha elogiato l’unità della famiglia di Faletti e l’accoglienza degli astigiani. Nell’omelia ha poi toccato numerosi temi, sottolineando come l’artista abbia vissuto “esaudendo i propri più veri e vivi desideri”, pur osservando l’”etica della solidarietà”, ovvero “sentirsi parte della città, dell’umanità”. Solo così Faletti ha potuto scrivere “parole parlanti e non parlate”. Al termine della cerimonia, è stato lasciato spazio agli interventi di chi ha lavorato e collaborato con lui, fra cui quelli toccanti del collega americano Jeffrey Deaver e di Massimo Cotto: “Non so cosa ci sia al piano di sopra. Spero ci siano dischi e libri, spero si mangi bene. Spero ti lascino cucinare. Lo dico per chi è con te: se ti lasciano cucinare poi non ti fanno più smettere”. E ancora: “Spero che tu abbia già rivisto i tuoi genitori, Zuzzurro, gli amici che ti hanno preceduto. Spero che mio padre ti abbia fatto vedere i dintorni”. “Se è vero che una persona smette di vivere non quando muore ma quando viene dimenticata, allora stai sicuro che prima di morire ti ci vorrà un bel po’”. E poi l’immagine commovente dell’ultima notte: “Tu e Roberta siete stretti uno all’altra, immobili, come addormentati, come se niente di quello che stava succedendo fosse vero, come fosse stato solo uno dei tuoi scherzi. Il tuo ultimo capolavoro. Non dimenticherò mai voi due abbracciati, come non esistesse nient’altro al di fuori di voi due” e termina dicendo “Ti saluto, vienici a trovare se puoi e se c’è qualcosa, lassù fammi sapere, e se per caso non ci sei, come non detto”.

Al sindaco della città, Fabrizio Brignolo, è affidato l’ultimo intervento: un saluto a nome della città listata a lutto, un ringraziamento per aver accettato di diventare presidente della Biblioteca Astense, e “per averci fatto ridere, e ci farai ancora ridere, per averci fatto piangere, e ci farai ancora piangere, e per essere stato un grande astigiano”.

Prima della benedizione finale sono state fatte ascoltare due canzoni di Faletti: «Confesso che ho vissuto» interpretata da Angelo Branduardi, e «Identikit». Tantissime persone hanno reso omaggio all’artista anche nella camera ardente allestita al Teatro Alfieri, rimasta aperta fino alle 14. Tra le innumerevoli testimonianze di cordoglio per la morte di Giorgio Faletti, c’è stata anche la telefonata del presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha parlato con la moglie dell’artista, Roberta Bellesini. È stata lei stessa a rivelarlo, ringraziando anche la città per la gran partecipazione e vicinanza mostrata nei confronti dell’amato scrittore e attore. “Per Giorgio – ha detto la vedova – c’è stato un eccezionale tributo d’affetto, dal premier Renzi alle tante persone comuni che hanno voluto rendere omaggio a mio marito”. La salma è stata poi tumulata presso il cimitero di Asti.


Articoli correlati[]

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

July 5, 2014

Addio a Giorgio Faletti, stroncato da un male incurabile

Addio a Giorgio Faletti, stroncato da un male incurabile

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

sabato 5 luglio 2014

Giorgio Faletti (1950-2014)

Lutto nel mondo dello spettacolo e della letteratura: si è spento ieri mattina all’Ospedale delle Molinette di Torino il popolare attore e scrittore Giorgio Faletti. Faletti, che aveva 63 anni, soffriva da mesi di un cancro ai polmoni.

A causa dell’aggravarsi della malattia, l’artista era stato recentemente costretto ad annullare una breve tournée teatrale, come aveva comunicato nel suo sito ufficiale, usando anche una certa ironia nel definire le proprie condizioni di salute. A pochi giorni fa risale invece il ricovero in ospedale.

Giorgio Faletti era nato ad Asti il 25 novembre 1950 ed aveva conosciuto la popolarità negli anni ottanta grazie alla partecipazione alla fortunata trasmissione Drive In.

In seguito Faletti si rivelò come artista poliedrico, in particolare come paroliere e cantautore e scrittore: si ricordano il suo secondo posto al Festival di Sanremo nel 1994 con il brano Signor Tenente e i suoi successi editoriali, tra cui spicca il thriller Io uccido. Al cinema aveva preso parte, tra l’altro, ai film Notte prima degli esami e Ba’aria.

Messaggi di cordoglio per la scomparsa di Faletti sono stati espressi, tra gli altri, da Antonio Ricci e Teo Teocoli e dalla squadra di calcio della Juventus, di cui l’artista era tifoso.

I funerali di Giorgio Faletti si terranno nella sua città natale, dove è stato proclamato per quel giorno il lutto cittadino. La camera ardente sarà aperta lunedì.


Articoli correlati[]

  • «Un’Asti commossa ha dato l’ultimo saluto a Giorgio Faletti» – Wikinotizie, 10 luglio 2014

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

August 24, 2012

Nuova sparatoria sul litorale laziale. Ucciso un camorrista

Nuova sparatoria sul litorale laziale. Ucciso un camorrista

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

venerdì 24 agosto 2012

Veduta di Terracina, nello scenario del Circeo

Un’estate di fuoco, quella che si vive quest’anno nelle località turistiche del litorale laziale, non solo a causa delle ondate di calore che, senza concedere tregua, da mesi avvolgono implacabili l’intera penisola. Si tratta, in questo caso, di un fuoco poco metaforico, quello sprigionato dalle pallottole esplose all’interno di interminabili faide che da anni, ormai, imperversano tra famiglie e fazioni della camorra napoletana e casertana, quelle stesse famiglie che, da tempo, hanno eletto alcune rinomate località turistiche del Lazio a buen retiro delle loro estati e a territorio di conquista per l’espansione tentacolare delle loro attività imprenditoriali. Così, quelle spiagge, in alcuni casi, finiscono inevitabilmente per essere anche teatro delle loro efferatezze omicide.

L’omicidio in spiaggia a Terracina[]

Ieri, 23 agosto, è toccato a Terracina il compito di raccogliere lo scomodo testimone della violenza camorrista estiva inaugurata poco meno di un mese fa nella non lontana Nettuno. Lo ha fatto con un agguato cruento proprio su quel lungomare che i suoi cittadini hanno voluto dedicare a una loro illustre antenata e conterranea, la mitica Circe omerica. Vittima è ancora una volta un camorrista, Gaetano Marino, napoletano, 48 anni, personaggio ben noto agli abitanti e ai frequentatori della località circea, delle cui spiagge era considerato un habitué. Marino è stato abbattuto da cinque dei numerosi colpi di pistola sparatigli contro nei pressi dello stabilimento, dopo essersi appena allontanato da quella spiaggia sulla quale, in vacanza dal suo pericoloso lavoro, si godeva ignaro i piaceri dell’estate in famiglia, tra ombrelloni e lettini dello stabilimento balneare La Sirenella, meta abituale di festose e schiamazzanti famigliole di bagnanti in cerca di relax, costrette, nell’occasione, a un precipitoso e generalizzato fuggi-fuggi. A ucciderlo, secondo le testimonianze oculari raccolte dalla squadra mobile di Latina, intervenuta sul posto, sarebbero stati in due: i killer gli avrebbero teso un tranello, inducendolo con uno stratagemma ad avvicinarsi, e quindi, compiuto il loro servizio, sarebbero fuggiti a bordo di una Fiat Punto bianca. La scena del crimine è stata subito interdetta alla folla di curiosi che si è assiepata sul lungomare, e consegnata alla polizia scientifica per i rilievi di routine.

Il precedente del 24 luglio a Nettuno[]

L’abitato di Nettuno, visto dal lungomare

Un episodio molto simile era già accaduto meno di un mese fa, a Nettuno, amena località balneare, a cui era toccato il poco invidiabile primato di inaugurare la stagione della violenza camorristica dell’estate laziale.

La dinamica e gli obiettivi di quell’episodio criminale, in quel caso, non avevano dato adito a dubbi: una vera e propria esecuzione, in perfetto stile mafioso, che, il 24 luglio 2012, aveva visto morire Modesto Pellino (Modestino), luogotenente del clan camorristico Moccia, freddato anche lui, in un agguato in piazza Garibaldi, in pieno centro cittadino, da cinque colpi di pistola indirizzatigli da suoi colleghi e rivali di un clan antagonista.

L’apparizione televisiva su Rai 2 del «padre più bello del mondo»[]

Anche la vittima di Terracina, Gaetano Marino, era un personaggio ben noto alle cronache, nel suo caso, però, non solo criminali: una vita pericolosa vissuta sempre sul filo della circospezione, della dissimulazione e della fuga, che non gli aveva però impedito, nel 2010, di guadagnarsi la ribalta mediatica, nientemeno che sulla televisione di stato, con un’apparizione da ospite d’onore in una trasmissione televisiva. Si era trattato forse di una debolezza del suo buon cuore di papà premuroso, qualità che sono solite albergare dietro la maschera spietata del buon mafioso: un mix di buoni sentimenti che doveva averlo spinto a percorrere quel sentiero di conoscenze e raccomandazioni, che, attraverso oscuri meandri, alimenta il sottobosco delle comparsate televisive e canore. Tutto questo, sia detto, non per ambizione personale, ma solo per regalare alla dodicenne Mary, figlia adorata, l’ebbrezza di esibirsi sotto le luci del palcoscenico più ambito d’Italia, quello televisivo, in uno dei tanti spettacoli che si occupano di offrire in pasto, a un pubblico vorace e di bocca buona, le incerte e indigeste esibizioni canore di improvvisate starlette in erba e minorenni aspiranti a una carriera di veline. E Mary, a suo modo, aveva saputo sdebitarsi con quel padre affettuoso, intonando per lui, di fronte all’intera Italia televisiva, un vero e proprio inno melodico all’amore filiale e paterno: «Tu sei il padre più bello del mondo che non cambierei…»

La polemica di Roberto Saviano[]

Roberto Saviano

In quell’occasione, com’era prevedibile, l’esposizione sul palcoscenico RAI 2 non era passata inosservata e aveva fornito, allo scrittore Roberto Saviano, il destro per innescare una polemica giornalistica contro la televisione di stato che, a spese dei contribuenti e dei consumatori, si permetterebbe la libertà di offrire la sua vasta ed esclusiva ribalta televisiva a improbabili quadretti pittoreschi, incentrati sull’affetto familiare filiale fiorito in una consorteria camorrista. La denuncia di Saviano andava anche oltre: quell’episodio non era l’effetto del caso o di una distrazione, ma il frutto malato delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel sottobosco degli appalti legati al mondo della televisione e dello spettacolo.

La polemica aveva anche dato, all’autore di Gomorra, l’ occasione per delineare l’alto profilo criminale di Gaetano Marino, camorrista spietato nella vita, padre premuroso e generoso in quello che voleva essere un edificante siparietto televisivo da propinare agli italiani.

L’alto profilo criminale di Gaetano Marino, alias Gaetano McKay[]

Come spiegato in quell’occasione da Saviano, Gaetano Marino non era certo un personaggio di secondo piano, ma un leader agguerritissimo della fazione dei cosiddetti Scissionisti di Secondigliano (detti anche gli Spagnoli, per via della fuga in Spagna di uno dei futuri capibastone durante i mesi che precedettero la cosiddetta guerra camorristica di Scampia), protagonisti di una faida intestina che aveva sconvolto, dall’interno, l’equilibrio del cosiddetto “cartello dei Di Lauro”. Di quella lotta intestina, la famiglia Marino (conosciuta anche, per motivi televisivi di cui si dirà più oltre, con il soprannome di McKay) era stata promotrice e fortunata protagonista. Quella faida, infatti, iniziata da Gennaro, fratello di Gaetano, aveva avuto un esito vittorioso per gli Scissionisti, anche se all’inevitabile prezzo di qualche perdita collaterale. Una di queste aveva colpito proprio Gaetano e Gennaro, rimasti orfani del loro padre Crescenzo, ucciso per ritorsione proprio dal clan Di Lauro. Crescenzo Marino era il patriarca eponimo della famiglia, quello che, per la somiglianza fisica a un personaggio di una vecchia saga televisiva western, si era guadagnato il soprannome americaneggiante di McKay, poi trasmessosi, come succede spesso, all’intera schiatta.

La misteriosa vicenda dell’amputazione delle mani[]

Gaetano Marino era noto anche per una particolare mutilazione fisica, che gli era valsa il soprannome di Moncherino, o Manuzza: dagli anni ’90, infatti, in maniera inspiegabile, era rimasto improvvisamente privo di entrambe le mani. Avvolte dal mistero, infatti, sono ancor oggi le circostanze e le cause di quella mutilazione, sulla quale è fiorita una fitta letteratura di miti e leggende, tra cui anche quella, suggestiva, ma alquanto improbabile, di un loro “discioglimento nell’acido”, che da anni si scambiavano, di bocca in bocca, in un eccitante passaparola, gli avventori abituali del lido “La Sirenella”: tra le storielle che si affollavano, senza conferme né smentite, la più accreditata, tuttavia, era quella del malaugurato imprevisto accadutogli durante la manipolazione di un ordigno. Insomma, si sarebbe trattato di quello che, a prezzo di un certo abuso di linguaggio giuslavoristico, molti cronisti avevano classificato come un “incidente sul lavoro” (un evento, tuttavia, si spera, non coperto né indennizzato dall’ INAIL). Comunque sia, era questo il motivo per cui, da tempo, Gaetano Marino era costretto a muoversi accompagnato da un fedelissimo dioscuro, un maggiordomo personale che lo seguiva ovunque e lo accudiva, facilitandolo nel compimento delle incombenze più spicciole e fisiologiche della vita: mangiare, bere, lavarsi, vestirsi, aprire le porte…

L’epilogo di Manuzza[]

Quel particolare anatomico non poteva passare inosservato sotto lo sguardo della conduttrice televisiva di quel programma galeotto su Rai Due, ignara, chissà, di trovarsi, invece, davanti alle stimmate di una feroce assiduità criminale. Forse colpita dalle circostanze, forse in ottemperanza a una scaletta predisposta da altri, aveva chiamato dal pubblico quel papà, invitandolo ad avvicinarsi al palco, perché, trepidante, porgesse la guancia al bacio dell’adorata figlia che aveva appena intonato a lui, «il padre più bello del mondo», un vero e proprio inno d’amore filiale. La conduttrice, in quell’occasione, aveva espresso i suoi più fervidi auguri, ma non certo lei, e neppure la maggior parte dei telespettatori di quell’evento, avrebbero mai immaginato che il futuro di quella famiglia, immortalata in un idilliaco siparietto televisivo, in capo a due anni sarebbe giunto a un tragico epilogo, quello che si è consumato ieri, 23 agosto 2012, su un altro palcoscenico, non più sotto i riflettori di scena, ma nella luce abbacinante di un sole infuocato, sul lungomare di Terracina, dove «il padre più bello del mondo», ancora in costume da bagno, si è accasciato a terra per sempre, sotto i colpi delle pistole, tra i miasmi della cordite e le urla in dialetto partenopeo dei parenti, sull’asfalto, squallidamente addossato alla fiancata di un’automobile, in una pozza di sangue.


Articoli correlati[]

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

July 4, 2012

Dr. House, in onda ieri in Italia l\’ultimo episodio

Filed under: Cultura e società,Europa,Italia,Pubblicati,Televisione — admin @ 5:00 am

Dr. House, in onda ieri in Italia l’ultimo episodio

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

4 luglio 2012

È andato in onda ieri su Canale 5 l’ultimo episodio dell’ottava e ultima stagione di Dr. House, intitolato “Muoiono tutti” (andato in onda negli USA, col titolo Everybody Dies, con riferimento al primo episodio, chiamato invece Everybody Lies, ossia “Tutti mentono”, frase cardine della concezione dell’uomo del medico, il 21 maggio).
All’inizio dell’episodio House, in overdose e vicino ad un uomo morto per l’assunzione di una quantità letale di droga, si trova in un edificio in fiamme e considera se uscire o lasciarsi morire nell’incendio; la scelta si svolge attraverso discussioni con le allucinazioni di Kutner, il suo dipendente morto suicida nella quinta stagione, Amber, morta in un incedente al termine della quarta, l’ex-compagna Stacy e infine Cameron, membro del primo team; nei dialoghi con loro vengono rievocati tramite flashback gli eventi dei giorni precedenti: si viene così a sapere che House deve tornare in prigione per via di uno scherzo fatto a Foreman sfuggitogli di mano, e non potrà quindi trascorrere con l’amico Wilson, malato di cancro, i suoi ultimi cinque mesi di vita, e si chiarisce l’identità del morto, che era un suo paziente.

David Shore, il creatore della serie

Nel frattempo Foreman e Wilson, allarmati dalla sua assenza, riescono a rintracciarlo e, proprio quando House, avendo rinunciato al suicidio e propostosi di diventare una persona migliore, sta uscendo dall’edificio, i due vedono crollargli addosso una trave fiammeggiante: il giorno dopo il medico legale conferma che il cadavere recuperato dai pompieri è proprio quello di House.
Durante il funerale, mentre Wilson sta accusando l’amico di essere morto da egoista, avendolo abbandonato, gli arriva un messaggio che recita “Stai zitto idiota!”: House è riuscito a salvarsi uscendo dalla porta sul retro della casa e ha ingannato il medico legale scambiando le sue impronte dentali con quelle del cadavere per poter trascorrere con Wilson i futuri cinque mesi, anche se questo gli costerà un lungo periodo di prigione e la fine del proprio lavoro; dopo una carrellata che mostra come, per i vari personaggi, “la vita va avanti”, perché “House ha toccato le loro vite, e anche se adesso se n’è andato, ne farà sempre parte” (David Shore, creatore della serie), l’episodio si conclude con i due amici che, invitandosi a godere del tempo che rimane loro (concetto sottolineato anche dalla canzone di sottofondo), sfrecciano in moto verso il tramonto.

La critica dell’episodio è divisa: Lisa Palmer di TV Fanatic ha valutato il finale con l’ottimo voto di 4.8/5, affermando di sentirsene soddisfatta,[1] mentre Zack Handlen dell’AV Club ha assegnato all’episodio il voto D+, definendolo un fallimento rispetto alle aspettative;[2] Morgan Jeffery di DigitalSpy ha dato un parere positivo, pur non ritenendolo uno dei migliori finali di serie TV.[3] Ken Tucker di Entertainment Weekly, infine, ha scritto che l’episodio è stato “un finale soddisfacente e calzante”.[4]
Ma è veramente finita? In realtà David Shore non esclude la possibilità di un film, anche se ammette che “è una cosa difficile da fare logisticamente”. Intanto si dichiara soddisfatto della scelta (era stata vagliata anche la possibilità di fare morire House), dicendo che “gli sceneggiatori avevano un sacco di idee, e più ne passavamo in rassegna, più questa sembrava giusta. House sta facendo un sacrificio e, al contempo, non lo fa. Sta con la persona con cui dovrebbe stare”, e felice dell’esperienza conclusasi (“È stata gratificante e assai migliore di quanto potessi immaginare”).

Fonti[]

Note[]

  1. http://www.tvfanatic.com/2012/05/house-review-enjoy-yourself/
  2. http://www.avclub.com/articles/everybody-dies,74015/
  3. http://www.digitalspy.co.uk/ustv/s58/house/recaps/a382900/house-was-the-last-ever-episode-a-hit-or-a-miss.html#locale
  4. http://watching-tv.ew.com/2012/05/21/house-series-finale-hugh-laurie-robert-sean-leonard/

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

June 16, 2012

Francia: muore Thierry Roland, giornalista e commentatore sportivo

Francia: muore Thierry Roland, giornalista e commentatore sportivo

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

Parigi, sabato 16 giugno 2012

Thierry Roland quest’anno

Il giornalista e commentatore sportivo Thierry Roland è morto nella notte tra venerdì e sabato alle tre del mattino, vittima di un ictus.

Commentatore di calcio delle partite riguardanti il calcio francese, insieme al suo compagno Jean-Michel Larqué, la sua schiettezza nel commentare le partite gli è valsa alcuni problemi con il mondo televisivo; infatti nel 1976, durante la partita Bulgaria-Francia, l’arbitro concesse un rigore ai bulgari durante i minuti finali della partita. Roland, infuriato, disse che «l’arbitro è un bastardo».

Nella seconda metà degli anni 1970, fu il presentatore di Stade 2, sul secondo canale della televisione pubblica francese. In seguitò migrò verso TF1, dove fece coppia con Jean-Michel Larqué, ex calciatore e bandiera del Saint-Étienne.

Il 1998 fu l’anno della sua consacrazione, infatti commentò la finale di Coppa del mondo, dove i Blues ottenero l’unico successo nell’ambito trofeo. «Credo che dopo aver visto questo, si può morire in pace!», gridò alla fine della partita, con un parrucchino con i colori della Bandiera francese.

Il duo avrebbe dovuto commentare gli Euro 2012, ma Roland non se la sentì in quanto reduce da un intervento chirurgico su un calcolo biliare. Larqué, sulla morte del suo compagno di telecronaca: «Si sentiva debole negli ultimi tempi. Oggi, i ricordi vengono cancellati da questa brutta notizia. Dobbiamo lasciare che il tempo faccia il suo corso».


Fonti[]

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di France : disparition de Thierry Roland, pubblicato su Wikinews in lingua francese.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.
Older Posts »

Powered by WordPress