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May 31, 2010

Gaza: Israele assalta una nave del convoglio umanitario, almeno 19 le vittime

Gaza: Israele assalta una nave del convoglio umanitario, almeno 19 le vittime

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lunedì 31 maggio 2010

Gaza: alle 3:30 di notte, ora italiana, un commando della marina israeliana ha abbordato ill convoglio Freedom Flotilla che tentava di forzare il blocco per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese della striscia di Gaza, causando 9 morti (date le ultime fonti, le prime stime davano un totale di almeno 19) e parecchi feriti su una nave turca, la Mavi Marmara, dove i passeggeri hanno opposto una durissima resistenza. Sembra che alcuni passeggeri abbiano attaccato i soldati israeliani, spogliandoli delle loro armi e delle loro divise, con l’intenzione di prenderli come ostaggi. In seguito a ciò, i militari della 19ª flottiglia, che indossavano soprattutto fucili a vernice, hanno aperto il fuoco.

L’attacco ha scatenato durissime reazioni in tutto il mondo. La Turchia ha rotto le relazioni diplomatiche con Israele e molti altri stati, ad esempio Danimarca, Grecia e Belgio, hanno convocato gli ambasciatori israeliani per avere spiegazioni.

Ad accentuare notevolmente la gravità dell’atto sarebbe la notizia, confermata dal Ministro dei trasporti turco Hasan Naiboglu, secondo cui il raid sia stato effettuato a 70 miglia nautiche (circa 130 chilometri) dalla costa, quindi in piene acque internazionali, in apparente violazione delle leggi internazionali sulla navigazione.


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January 8, 2010

Striscia di Gaza: riprendono i razzi ed i raid

Striscia di Gaza: riprendono i razzi ed i raid

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venerdì 8 gennaio 2010

Striscia di Gaza

A distanza di quasi un anno dall’Operazione piombo fuso la Striscia di Gaza e Israele hanno dato segno di poter riprendere le ostilità.

A seguito di una scarica di razzi e colpi di mortaio sparati dalla Striscia l’aviazione israeliana ha effettuato raid nell’area di Khan Younis e Rafah, provocando, secondo le fonti mediche e Hamas, almeno 3 morti e 2 feriti; uno dei deceduti si trovava in uno dei tunnel di contrabbando con l’Egitto.

Contemporaneamente il premier Benjamin Netanyahu ha affermato che il governo israeliano non intende aumentare le concessioni già fatte ad Hamas per la liberazione del caporale Gilad Shalit, rapito nel 2006, le quali prevedevano la liberazione di centinaia di palestinesi rei di terrorismo.


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March 5, 2009

Gerusalemme: palestinese guida ruspa contro polizia e bus

Gerusalemme: palestinese guida ruspa contro polizia e bus

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giovedì 5 marzo 2009

Israele e Territori palestinesi

Un palestinese a bordo di una ruspa si è schiantato contro un veicolo della polizia israeliana e di seguito contro un autobus, fortunatamente vuoto. Il fatto è avvenuto a Gerusalemme, nei pressi del centro commerciale di Malkha, poco dopo le 13 ora locale.

L’uomo, fermato dai colpi d’arma sparati da un tassista e dal successivo intervento delle forze di sicurezza israeliane, è morto per le ferite riportate. Il palestinese, identificato sebbene non portasse con sé documenti, aveva a bordo del mezzo una copia del Corano aperta. Il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat ha richiesto la demolizione della casa dell’attentatore nella zona est della città.


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  • «Striscia di Gaza: cresce la popolazione. Israele vuole la liberazione di Shalit» – Wikinotizie, 15 febbraio 2009

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February 5, 2009

Israele e ANP: l’opinone pubblica si radicalizza

giovedì 5 febbraio 2009

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5 febbraio
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Continuano i contatti al fine di raggiungere una tregua “stabile” tra Israele e la Striscia di Gaza. Da un lato le richieste di Hamas sono la riapertura dei valichi e l’eliminazione del blocco, dall’altra Israele chiede lo stop del lancio dei razzi e la liberazione del caporale Gilad Shalit, rapito nell’estate del 2006.

Nel frattempo in Israele fervono i preparativi per la giornata delle elezioni che si terranno il 10 febbraio per rinnovare i 120 seggi della knesset. I sondaggi danno in vantaggio al partito di destra Likud, guidato da w:Benjamin Netanyahu, con 27 seggi previsti, seguito dal centrista Kadima di Tzipi Livni, attualmente al governo. Più sepatati si pongono i laburisti di Ehud Barak e l’estrema destra di Yisrael Beiteinu, di Avigdor Lieberman, con 17 seggi previsti.

Sul versante dell’w:Autorità Nazionale Palestinese un sondaggio ha reso noto che Hamas ha superato come consensi al-Fatah, ed il 28,6% della popolazione voterebbe per l’organizzazione che comanda a Gaza contro il 27,9% in favore del partito di Abu Mazen.

Inoltre il sostegno della popolazione ad operazioni militari contro Israele è aumentato al 53,5%.

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  • «Striscia di Gaza: Israele bombarda i tunnel». Wikinotizie, 28 gennaio 2008

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Israele e ANP: l’opinione pubblica si radicalizza

giovedì 5 febbraio 2009

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Continuano i contatti al fine di raggiungere una tregua “stabile” tra Israele e la Striscia di Gaza. Da un lato le richieste di Hamas sono la riapertura dei valichi e l’eliminazione del blocco, dall’altra Israele chiede lo stop del lancio dei razzi e la liberazione del caporale Gilad Shalit, rapito nell’estate del 2006.

Nel frattempo in Israele fervono i preparativi per la giornata delle elezioni che si terranno il 10 febbraio per rinnovare i 120 seggi della knesset. I sondaggi danno in vantaggio al partito di destra Likud, guidato da Benjamin Netanyahu, con 27 seggi previsti, seguito dal centrista Kadima di Tzipi Livni, attualmente al governo. Più sepatati si pongono i laburisti di Ehud Barak e l’estrema destra di Yisrael Beiteinu, di Avigdor Lieberman, con 17 seggi previsti.

Sul versante dell’Autorità Nazionale Palestinese un sondaggio ha reso noto che Hamas ha superato come consensi al-Fatah, ed il 28,6% della popolazione voterebbe per l’organizzazione che comanda a Gaza contro il 27,9% in favore del partito di Abu Mazen.

Inoltre il sostegno della popolazione ad operazioni militari contro Israele è aumentato al 53,5%.

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Israele e ANP: l\’opinione pubblica si radicalizza

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giovedì 5 febbraio 2009

Israele e Territori palestinesi

Continuano i contatti al fine di raggiungere una tregua “stabile” tra Israele e la Striscia di Gaza. Da un lato le richieste di Hamas sono la riapertura dei valichi e l’eliminazione del blocco, dall’altra Israele chiede lo stop del lancio dei razzi e la liberazione del caporale Gilad Shalit, rapito nell’estate del 2006.

Nel frattempo in Israele fervono i preparativi per la giornata delle elezioni che si terranno il 10 febbraio per rinnovare i 120 seggi della knesset. I sondaggi danno in vantaggio al partito di destra Likud, guidato da Benjamin Netanyahu, con 27 seggi previsti, seguito dal centrista Kadima di Tzipi Livni, attualmente al governo. Più sepatati si pongono i laburisti di Ehud Barak e l’estrema destra di Yisrael Beiteinu, di Avigdor Lieberman, con 17 seggi previsti.

Sul versante dell’Autorità Nazionale Palestinese un sondaggio ha reso noto che Hamas ha superato come consensi al-Fatah, ed il 28,6% della popolazione voterebbe per l’organizzazione che comanda a Gaza contro il 27,9% in favore del partito di Abu Mazen.

Inoltre il sostegno della popolazione ad operazioni militari contro Israele è aumentato al 53,5%.


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  • «Striscia di Gaza: Israele bombarda i tunnel» – Wikinotizie, 28 gennaio 2008

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January 28, 2009

Striscia di Gaza: Israele bombarda i tunnel

Striscia di Gaza: Israele bombarda i tunnel

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mercoledì 28 gennaio 2009

Striscia di Gaza

Stamattina l’aviazione israeliana ha effettuato tre raid con bombe di penetrazione colpendo i tunnel utilizzati per il contrabbando tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. I palestinesi si servono di questi cunicoli sotterranei per eludere la sorveglianza sull’area al fine di approvvigionarsi di beni ed armi.

Mark Regev, portavoce del governo israeliano, dichiara: «Di fronte alle provocazioni reagiremo per difendersi». Hamas è «considerato responsabile del mantenimento della quiete nei villaggi della parte meridionale d’Israele», e che «contro qualsiasi tentativo di turbarla la risposta sarà durissima».

Sempre in mattinata, un razzo è stato sparato verso Negev in Israele, senza causare feriti.

Ieri un soldato israeliano è morto e tre sono rimasti feriti, a seguito di una esplosione lungo la barriera tra Israele e la Striscia di Gaza, causata, secondo i testimoni, da un piccolo gruppo di miliziani. Nello scontro a fuoco che ne è seguito un pastore palestinese ha perso la vita.

Sempre ieri, è giunto in Egitto George Mitchell, l’inviato speciale Usa per il Medio Oriente del neo-presidente americano Barack Obama.


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January 21, 2009

Striscia di Gaza: Israele completa il ritiro. Obama telefona ad Abu Mazen

mercoledì 21 gennaio 2009

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Il ritiro delle truppe israeliane entrate nella Striscia di Gaza per lOperazione Piombo fuso è terminato questa mattina: assieme allo sblocco dell’area era una delle due richieste di Hamas per mantenere il cessate il fuoco.

L’esercito rimane comunque posizionato come deterrente lungo la barriera tra Israele e la Striscia di Gaza pronto a qualunque nuovo intervento.

Intanto dagli Stati Uniti d’America Barack Obama ha effettuato la sua prima telefonata da presidente ad un leader straniero al presidente dell’ANP Abu Mazen, al quale ha promesso di adoperarsi per «una pace durevole» in Medio Oriente. Successivamente ha telefonato al premier israeliano Ehud Olmert, al presidente egiziano Hosni Mubarak, e al sovrano giordano Abdallah II.

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Striscia di Gaza: Israele completa il ritiro. Obama telefona ad Abu Mazen

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mercoledì 21 gennaio 2009

Striscia di Gaza

Il ritiro delle truppe israeliane entrate nella Striscia di Gaza per l’Operazione Piombo fuso è terminato questa mattina: assieme allo sblocco dell’area era una delle due richieste di Hamas per mantenere il cessate il fuoco.

L’esercito rimane comunque posizionato come deterrente lungo la barriera tra Israele e la Striscia di Gaza pronto a qualunque nuovo intervento.

Intanto dagli Stati Uniti d’America Barack Obama ha chiamato per la prima volta da presidente un leader straniero, il presidente dell’ANP Abu Mazen, al quale ha promesso di adoperarsi per «una pace durevole» in Medio Oriente. Successivamente ha telefonato al premier israeliano Ehud Olmert, al presidente egiziano Hosni Mubarak, e al sovrano giordano Abdallah II.


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January 18, 2009

Striscia di Gaza: dopo la conferenza di Sharm el-Sheikh Israele inizia il ritiro

Striscia di Gaza: dopo la conferenza di Sharm el-Sheikh Israele inizia il ritiro

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domenica 18 gennaio 2009

Operazione Piombo fuso

Striscia di Gaza

Alle 9 di questa mattina nuovi razzi provenienti dalla Striscia di Gaza e diretti su Israele hanno fatto temere una ripresa degli scontri a seguito dell’annuncio di cessate il fuoco unilaterale fatto ieri sera da Ehud Olmert.

Nel primo pomeriggio un portavoce della Jihad islamica ha informato che i gruppi palestinesi cesseranno il fuoco per una settimana, mentre Hamas ha precisato che la condizione si realizzerà se il «ritiro degli israeliani sarà entro una settimana».

Andy David, del Ministero degli Affari Esteri israeliano ha detto che l’annuncio «è uno sviluppo positivo» e che «il ritorno della quiete e della sicurezza era l’obiettivo per il quale le forze armate avevano lanciato l’operazione Piombo Fuso a Gaza. Israele non ha mai inteso restare nella Striscia di Gaza e se davvero ci sarà la quiete e cesserà il contrabbando di armi a Hamas, l’esercito si ritirerà progressivamente da tutte le posizioni che ora occupa nella Striscia».

Sebbene alle 18.00 si registrasse già il rientro di alcune truppe, la polizia israeliana ha però già segnalato il lancio di tre razzi.

Abu Mazen, presidente dell’Autorità palestinese: «Cessare il fuoco non basta. Israele si ritiri. Il cessate il fuoco unilaterale di Israele a Gaza è importante e necessario ma non sufficiente e occorre un completo ritiro delle truppe israeliane dall’enclave palestinese. Deve esserci un completo ritiro da Gaza e la riapertura dei valichi per consentire l’arrivo degli aiuti alla popolazione palestinese».

Contemporaneamente a Sharm el-Sheikh i leader europei Silvio Berlusconi, Nicolas Sarkozy, Gordon Brown, Angela Merkel, José Luis Rodríguez Zapatero e Mirek Topolánek, hanno tenuto assieme ad Hosni Mubarak un summit di pace.

Silvio Berlusconi ha dichiarato: «Abbiamo dato il nostro benestare affinché i nostri carabinieri si possano unire a eventuali formazioni per il controllo dei valichi» e che l’Italia è pronta «per eventuali azioni militari di mare per evitare che il contrabbando di armi possa prodursi in quella zona».

In serata i leader europei saranno a Gerusalemme per trattare con Ehud Olmert. L’Egitto si è inoltre detto contrario all’ingresso di osservatori internazionali nei propri confini.

Ismaeil Kowsari, vice presidente della commissione Sicurezza ed Esteri del Parlamento iraniano, ha affermato: «Hamas non deve accettare il cessate il fuoco unilaterale dichiarato dai sionisti e non deve avere alcuna esitazione a colpire le loro postazioni strategiche con i missili».


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