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September 11, 2018

Le ipotesi sul crollo del ponte Morandi

Le ipotesi sul crollo del ponte Morandi

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martedì 11 settembre 2018

Il ponte visto da Est dopo il crollo

In data 14 agosto, a Genova, come molti sapranno ormai, è crollato il pilone 9 del ponte Morandi, noto ufficialmente con il nome di viadotto Polcevera, causando 43 vittime, 15 feriti e più di 600 sfollati.

Antefatto[]

Il ponte Morandi è un ponte strallato di Genova che fungeva da collegamento tra l’autostrada A10 e l’autostrada A7. Fu progettato dall’architetto Riccardo Morandi e fu costruito dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua tra il 1963 e il 1967, anno della sua inaugurazione.

Gli interventi di manutenzione su questo viadotto, che già al momento della costruzione aveva sforato il budget previsto in sede progettuale, si rivelarono particolarmente costosi. Il problema principale era quello di aver immerso gli stralli in acciaio in uno strato di calcestruzzo armato precompresso, per proteggerli dai fenomeni atmosferici e dalla corrosione dovuta ai fumi delle acciaierie di Cornigliano.

Cause[]

Sono ancora in fase di accertamento le cause di questo crollo, di seguito riportiamo le più probabili:

  • la prima ipotesi, ritenuta la più probabile, è che uno strallo abbia ceduto in seguito al deterioramento o del calcestruzzo e dell’acciaio che compongono gli stralli del Morandi (che non sarebbero più stati capaci di reggere la tensione a cui erano sottoposti) o a quello degli appoggi sul pilone stesso. Sarà possibile scoprirlo esaminando il punto di rottura che non solo stabilirà la causa ma darà certezze anche sull’infrastruttura che ha provocato il crollo. Inoltre era prevista per fine 2018 la manutenzione degli stralli del pilone 9;
  • la seconda ipotesi sostiene che il deterioramento del calcestruzzo abbia lasciato scoperti i trefoli in acciaio, che sarebbero stati in seguito colpiti da un fulmine, visto da alcuni testimoni dell’accaduto, che avrebbe provocato il cedimento dello strallo e il collasso strutturale del pilone;
  • la terza ipotesi riguarderebbe il cedimento dell’impalcato (l’insieme delle travi orizzontali e parallele al manto stradale). Tuttavia questa ipotesi è ritenuta la meno probabile, visto che il cedimento avrebbe dovuto mostrare qualche segnale, che non è risultato dalle rilevazioni effettuate dalla concessionaria Autostrade per l’Italia.

Ricostruzione[]

Vista l’importanza sia per Genova che per chiunque voglia raggiungere l’Italia settentrionale o la Francia meridionale sono in cantiere alcune proposte per la ricostruzione del viadotto.

Già molti architetti hanno offerto dei progetti per la ricostruzione, tra cui Renzo Piano e Santiago Calatrava.

Quanto all’azienda che si occuperà della ricostruzione, il tutto è ancora incerto: da una parte c’è chi sostiene che il ponte non vada ricostruito da Autostrade, ma molto probabilmente da Fincantieri, dall’altra però visto che la concessione di Autostrade non è ancora stata revocata in molti sostengono che debba occuparsi della ricostruzione del ponte stesso. Tuttavia Fincantieri e Autostrade si sono dette disposte a collaborare.


Articoli correlati[]

  • «A Genova crolla il ponte Morandi» – Wikinotizie, 14 agosto 2018
  • «Inizia la procedura per la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia» – Wikinotizie, 18 agosto 2018

Fonti[]

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August 30, 2018

Crolla a Roma il tetto della chiesa di S. Giuseppe dei falegnami

Crolla a Roma il tetto della chiesa di S. Giuseppe dei falegnami

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giovedì 30 agosto 2018

La facciata di San Giuseppe dei Falegnami

Alle ore 15 di oggi 30 agosto 2018 è crollata, a Roma, la volta della chiesa di San Giuseppe dei falegnami, non lontana dal Campidoglio e dai Fori. Fortunatamente al momento del crollo la chiesa era chiusa, di conseguenza non ci si aspettano morti o feriti.

Poco dopo il crollo, i Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in salvo delle opere d’arte, tra cui “Lo sposalizio delle vergini”, di Orazio Bianchi, “La morte di San Giuseppe”, di Bartolomeo Colombo, e “La natività” di Carlo Maratta. Per quanto riguarda il soffitto, splendida opera del ‘600, sembra irrimediabilmente perduto. Risulta lievemente danneggiato anche il vicino Carcere Mamertino, posto nel seminterrato della chiesa.

Secondo alcune ipotesi, il crollo sarebbe stato causato da alcune infiltrazioni o dal cedimento di una capriata.

In previsione dell’arrivo della stagione autunnale, è stata posta una copertura provvisoria.

Il soffitto crollatto


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August 19, 2018

Le cause del crollo del Morandi sono diverse

Le cause del crollo del Morandi sono diverse

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domenica 19 agosto 2018

Il Ponte Morandi dopo il crollo

Il presidente della commissione istituita dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture ha dichiarato che le cause del crollo di una sezione di 200m del viadotto Polcevera, detto anche ponte Morandi, di Genova potrebbero essere molteplici. Prima di tutto, il ponte si sarebbe prima storto e poi sarebbe crollato.

Ad aver ceduto potrebbe essere stato uno strallo del pilone, portando con sé la sede stradale ed il pilone stesso, a causa di umidità e salsedine uniti all’usura del ponte ed all’aumento del traffico, come già si ipotizzava.

Morandi stesso, già nel 1979 (ovvero 10 anni dopo la sua costruzione), annunciava che il ponte si stava corrodendo ed il calcestruzzo usurando e che perciò andava protetto. Secondo Morandi a provocare i danni era la salsedine, ma anche i fumi dell’acciaieria.

Dopo il crollo la priorità è però quella di liberare il fiume dai detriti del ponte, perchè in caso di alluvione potrebbero provocare l’esondazione del fiume stesso, che verranno comunque analizzati (prima e dopo il loro spostamento) per fare più chiarezza sulle cause.


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August 22, 2012

Dopo Pompei, anche Roma fa la sua parte: crolla un muro al Pincio

Dopo Pompei, anche Roma fa la sua parte: crolla un muro al Pincio

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mercoledì 22 agosto 2012

La salita da piazza del Popolo al Pincio

Dopo che Pompei, con le sue storie di ordinario abbandono, aveva giustamente monopolizzato le cronache mediatiche, anche la Città eterna ha iniziato a reclamare un suo ruolo, cominciando a farsi spazio nei media con vicende di degrado del suo enorme patrimonio architettonico e archeologico.

Se ne era avuto un assaggio con la caduta di pezzi d’intonaco dal Colosseo, a cui avevano fatto da controcanto il crollo delle Mura leonine, la caduta di frammenti della Basilica di San Pietro in Vincoli e, infine, il collasso di un muro a Villa Medici.

Il crollo del mattonato al Pincio[]

La crepa nel muro, il giorno prima del crollo. Si noti il restauro appena concluso del muro vicino: evidentemente la manutenzione (e il collaudo) non comprendevano la cortina di mattoni, ma solo il muro intonacato.

Ora è toccato al Pincio il triste ruolo di protagonista della stagione di degrado dell’architettura capitolina.

Durante la notte, intorno alle 4.00 del mattino, si è letteralmente sbriciolato, per una lunghezza di 9 metri e una profondità di 20 centimetri, il rivestimento murale in mattoni che protegge il secondo dei tre tornanti attraverso cui si sonda la strada, ora intitolata a Gabriele D’Annunzio, che, secondo il progetto dell’architetto Giuseppe Valadier, parte da Piazza del Popolo e si sonda in salita fino a raggiunge la terrazza panoramica del colle.

Fortunatamente, l’ora notturna ha scongiurato conseguenze peggiori: non si registrano, infatti, ulteriori danni a persone o cose.

Dichiarazioni delle autorità[]

Il sovrintendente Umberto Broccoli

Il sindaco Gianni Alemanno

I sopralluoghi delle autorità e dei tecnici di Roma Capitale sono iniziati intorno alle 8.30, in una via Gabriele D’annunzio prontamente transennata, per motivi di sicurezza, dalla polizia municipale.

Dichiarazione del soprintendente Umberto Broccoli[]

Il sovrintendente ai Beni Culturali di Roma, Umberto Broccoli, se la prende con gli eccessi del clima, quell’avvicendarsi gli inverni molto piovosi e nevosi con estati infuocate, che avrebbero messo a dura prova la stabilità di quel muro, ma il vero responsabile, in questo come in altri episodi, sembra essere l’irrimediabile incuria e l’insensibilità dell’uomo e delle istituzioni, incapaci di proteggere, dalle ingiurie del tempo e del clima, le emergenze architettoniche che costellano gli antichi centri storici delle città.

Documentazione fotografica dello stato di pericolo[]

Peraltro, lo stato precario del paramento laterizio era apprezzabile da tutti: come documentato dall’immagine acclusa a questo articolo, risalente proprio al giorno precedente il crollo, una profonda e minacciosa incrinatura verticale, per quasi tutta l’altezza del muro, si offriva, ben visibile, non solo all’occhio competente di tecnici specializzati, ma anche allo sguardo inesperto di semplici passanti, privi di ogni specifica competenza tecnica.

Stima provvisoria dei danni[]

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, giunto sul posto per un sopralluogo, si è dichiarato comunque ottimista circa i tempi dell’intervento di messa in sicurezza e ripristino.

Il sindaco ha fatto notare che il danno non si può definire gravissimo, dal momento che il cedimento riguarda la sola cortina esteriore in mattoni, senza interessare, né lambire, la struttura portante del muro.

Per questo motivo, i lavoro di restauro, per i quali le squadre sono già all’opera, dovrebbero richiedere un lasso di tempo quantificabile in giorni e non in mesi.

Il danno per le casse del comune è stato da lui provvisoriamente stimato in ben 300 000 euro. La fonte ANSA di questa notizia, non specifica come si sia giunti a tale conclusione, che porta alla quantificazione di una somma davvero importante: se la stima provvisoria si rivelasse fondata, si tratterebbe di un esborso ingente: oltre 30 000 euro per ciascun metro lineare.


Articoli correlati[]

  • «Pompei: sopravvissuta al Vesuvio, cade sotto l’incuria degli uomini. Crollata la Schola armaturarum» – Wikinotizie, 6 novembre 2010

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November 6, 2010

Pompei: sopravvissuta al Vesuvio, cade sotto l\’incuria degli uomini. Crollata la Schola armaturarum

Pompei: sopravvissuta al Vesuvio, cade sotto l’incuria degli uomini. Crollata la Schola armaturarum

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sabato 6 novembre 2010

Via dell’Abbondanza a Pompei, come appariva in un’immagine ottocentesca di Giorgio Sommer (1834 – 1914)

Ė sopravvissuta all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e alla pressione della terra che l’aveva sommersa per quasi 2000 anni, ma da stamattina la cosiddetta Scuola dei gladiatori non esiste più, letteralmente sbriciolatasi all’improvviso nella prima mattinata.

Con il suo cumulo di macerie, la Schola offre da oggi, ai molti turisti presenti, il triste ma istruttivo spettacolo dell’incuria e dell’indifferenza delle istituzioni italiane nei confronti del patrimonio culturale, perfino nei suoi pezzi più pregiati e famosi come gli Scavi archeologici di Pompei, Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Quella che tutti chiamavano la Scuola dei gladiatori era in realtà la Schola armaturarum, sede di una eteria militare scoperta negli anni venti, riportata alla luce e restaurata da Vittorio Spinazzola, nell’ambito di una più ampia operazione di messa in luce della Via dell’Abbondanza.

Da tempo la fabbrica della Schola era visitabile solo dall’esterno: l’accesso al complesso era infatti interdetto per le precarie condizioni statiche. Ma nonostante il rischio di crollo, nessuno si era mai curato di mettere in salvo i pregiati affreschi, con soggetti militari e figurine volanti, ora seppelliti nelle macerie del crollo.

Il crollo ha anche sconvolto la viabilità pedonale e turistica del sito archeologico, costringendo le istituzioni a prendere immediati provvedimenti, con la provvisoria messa in opera di itinerari alternativi.

L’evento, per quanto funesto, non ha stupito nessuno: l’area archeologica non riceveva manutenzione da mezzo secolo. Lo stato di abbandono e degrado era da tempo all’attenzione della cronaca locale e nazionale. Il grave crollo si aggiunge infatti a una sequenza di tanti piccoli episodi di degrado, vandalismi, furti, ampiamente documentati da servizi giornalistici, fotografici e video.


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November 1, 2010

Maltempo: colata di fango nel Massese uccide madre e figlio

Maltempo: colata di fango nel Massese uccide madre e figlio

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Massa, lunedì 1 novembre 2010
Tragedia questa notte a Lavacchio, frazione del comune di Massa, in Toscana. Due persone sono state travolte e uccise da una colata di fango e detriti che – in seguito alle incessanti piogge – si è distaccata dalla vicina collina del Candia. Una terza persona risulta dispersa.

La frana (acqua, terra, sassi e detriti sparsi) si è abbattuta con violenza verso le 23 di ieri sulla casa sita in via Bergiola 217 e abitata da Antonio Guadagnucci, 48 anni, dalla moglie Nera Ricci, 39, e dal loro figlioletto di soli due anni, Mattia. Moglie e bimbo non sono riusciti a mettersi in salvo – i corpi sono stati trovati questa mattina sotto circa un metro di fango – mentre il padre, che si trovava in un’altra stanza, è stato trascinato fuori dall’edificio dalla furia della colata ed è ora ricoverato in ospedale. La primogenita della coppia, Michela, 15 anni, aveva invece deciso di trascorrere la serata fuori casa e non è stata così coinvolta.

Al contrario, è dato ancora per disperso Aldo Manfredi, camionista quarantacinquenne residente poco lontano dal luogo della tragedia, in località Mirteto. Anch’egli, dopo essere uscito di casa per controllare il livello raggiunto dalle acque dell’esondazione, è stato trascinato via dal fango; il suo corpo non è però ancora stato ritrovato. Sempre a Lavacchio un’altra abitazione è stata travolta dalla frana, ma fortunatamente i quattro occupanti sono riusciti a mettersi in salvo. Venti le famiglie evacuate.

Inevitabili le polemiche per una sciagura che poteva essere evitata, in una zona tristemente nota per il dissesto del territorio e per le frane che spesso l’hanno afflitta (le ultime di una certa importanza solo l’anno scorso). E gli abitanti attaccano: «Da anni denunciamo la pericolosità di queste zone. Tutte le volte che piove con una certa intensità qui si allaga tutto e le frane sono sempre in agguato. Eppure nessuno ci ha mai ascoltato».


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April 6, 2009

L’Abruzzo sconvolto da un sisma di magnitudo 6, centinaia di vittime

lunedì 6 aprile 2009

Wikinotizie di oggi
6 aprile
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Sisma dell’Aquila e dell’Abruzzo

Mappa con l’intensità del sisma (Fonte:USGS)
Magnitudo 5.9 (6.3?) Mw
Nazione Italia
Profondità 8-10 km
Epicentro Paganica
Data e ora 6 aprile 2009
Città più vicina Paganica
Feriti almeno 1.500
Morti almeno 150

Questa notte, alle ore 3:32, una forte scossa di terremoto è stata avvertita in tutta l’Italia centrale, in particolare nei dintorni della città dell’Aquila.

L’epicentro, stando ai primi rilevamenti dell’ente sismologico tedesco, dovrebbe trovarsi in Abruzzo, in prossimità del Monte San Franco, a 10 km di profondità ed in vicinanza delle località di Pizzoli ed Arischia, nel territorio del Parco Nazionale.

La magnitudo, secondo l’ente tedesco (fra i primi a fornire i dati su Internet), sarebbe di 6,2 e la scossa principale è stata seguita da scosse di assestamento di assai più moderata intensità alle 4:38. In serata, secondo la Rete sismica sperimentale italiana già si erano registrate due scosse di rilievo sempre nella zona dell’Aquila, la prima alle 22:48, di magnitudo 3,84, e la seconda alle 00:39, di magnitudo 3,41; secondo la Protezione Civile italiana, inoltre, uno sciame sismico si era già registrato due giorni fa.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle ore 6:50 ha rilasciato un comunicato dove viene ribadito che il sisma delle 3:32 è di 6,2 magnitudo momento e di 5,8 magnitudo Richter. Le coordinate dell’ipocentro risultano 42,33 N 13,33 E, mentre la profondità dell’ipocentro è 8,8 km.

Le prime sommarie informazioni parlano di danni all’Aquila, dove sarebbe crollata una chiesa e si registrerebbero lesioni ad edifici. L’agenzia ANSA riferisce di crolli di edifici, fra i quali un’ala della Casa dello Studente, e di timore di vittime. La popolazione si starebbe radunando nei punti di raccolta.

A Roma la scossa è stata avvertita distintamente nei quartieri nord-orientali, ma anche ad Ascoli Piceno le oscillazioni hanno suscitato allarme.

CHE COSA FARE

  • non usare il telefono cellulare, se non in caso di estrema necessità; per informazioni è disponibile un numero verde della protezione Civile: 800.860.146
  • non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma

La Protezione Civile, che ha emesso un divieto di sorvolo delle aree sinistrate, invita a non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma onde non intralciare le operazioni di soccorso.

L’autostrada A24 Roma-L’Aquila è stata chiusa cautelativamente nel tratto tra Tornimparte ed Assergi per verifiche statiche. Per le stesse motivazioni chiuso il tratto tra Sulmona e Causaria dell’A25 e un pezzo della Strada Statale 5 tra Capo d’Acero Monte e Corfino; l’A24 infine è stata totalmente chiusa da Roma a Tornimparte ai mezzi pesanti.

In un vertice tenutosi durante la notte nella Prefettura di Teramo, il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi ha ordinato la chiusura di tutte le scuole della regione che poco tempo fa erano state sottoposte a verifiche sulla stabilità in vista di una loro messa in sicurezza.

Alle 12:30 circa, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha diramato un appello a donare sangue. Circa tre ore dopo il presidente della regione, Gianni Chiodi, ha dichiarato cessata l’emergenza sangue, affermando che ve ne sarebbe a sufficienza.

Indice

I danni e le vittime

Tipici danni di un terremoto di forte intensità.

Intorno alle ore 5:00 è stata diffusa la notizia di una famiglia rimasta intrappolata nel crollo della propria abitazione all’Aquila, in via XX Settembre, la più colpita in città dal sisma.

Non risultano al momento danni alle infrastrutture ferroviarie e viarie, mentre nel capoluogo abruzzese vi sono interruzioni dell’energia elettrica (per circa 15.000 utenze) e delle comunicazioni telefoniche.

Secondo RaiNews24 l’area più danneggiata dovebbe essere quella di Paganica e due persone, una donna anziana ed una bambina, sarebbero morte a Fossa. Intorno alle ore 06:00 Repubblica ha annunciato che ci sarebbero vittime in diversi comuni del circondario e che a San Demetrio ne’ Vestini ci sarebbero 8 dispersi. All’Aquila, comunica la Repubblica, il sindaco avrebbe annunciato l’avvenuto crollo di una casa-famiglia in cui sarebbero morti 4 bambini e stima in 120.000 il numero delle persone che hanno abbandonato le proprie abitazioni.

Un iniziale bilancio della Protezione Civile vedeva un totale provvisorio di 31 vittime e 40 dispersi insieme a migliaia di sfollati. La BBC parla di 90 morti.

Il ministro degli interni Maroni ha dichiarato alle ore 12:00 che i morti sarebbero stati 50; successivamente ha elevato la stima a circa 70. Alle 14:32 Rai News 24 ha informato che i morti accertati erano saliti a 92, ma intorno alle 18 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, riferendo alla Camera dei Deputati sull’accaduto, ha precisato il numero di 91, aggiungendo che è destinato a crescere.

In serata, intorno alle 19, le agenzie giornalistiche (fra cui l’Ansa) hanno diffuso stime raccolte presso i soccorritori e che parlano di 108 morti, e poco dopo sono sopraggiunte quelle raccolte presso i sanitari, per i quali le vittime sarebbero più di 150.

Le vittime

Il bilancio provvisorio delle vittime accertate per località:

Gli edifici danneggiati o distrutti

L’Aquila

La basilica di Santa Maria di Collemaggio, uno degli edifici danneggiati (crollo dell’abside).

  • Un’ala della Casa dello Studente, capace di 158 posti, è crollata con all’interno molti giovani, alcuni dei quali già nell’elenco delle vittime. L’edificio si trova in via XX Settembre, dove altri fabbricati sono completamente distrutti.
  • L’hotel Duca degli Abruzzi, che comprendeva anche un centro congressi, è crollato su sé stesso (anche il sito web dell’albergo è stato prontamente oscurato, qui una copia cache).
  • Crollato il palazzo della prefettura insieme ad altri edifici adiacenti.
  • La cupola della chiesa delle Anime Sante, opera di Giuseppe Valadier, è crollata.
  • Distrutti il campanile e l’abside della Basilica di San Bernardino.
  • Crollato l’abside della basilica di Santa Maria di Collemaggio
  • Inagibili strutture sanitarie del Delta di medicina; l’ospedale San Salvatore sarebbe inagibile al 90% ed è stato evacuato.
  • La Cattedrale ha subito danni gravissimi.
  • Secondo Repubblica, il responsabile dei Vigili del Fuoco avrebbe affermato che il 50% delle case del capoluogo sono inagibili.
  • Secondo il premier Berlusconi, “Il centro storico dell’Aquila e tutti gli edifici pubblici della città sono inagibili”.
  • Secondo il rettore della locale università, Ferdinando Di Orio, “L’ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravamente danneggiate”

Rovere, Altopiano delle Rocche

  • Crollato il campanile della chiesa

Onna

  • Secondo ADN Kronos sarebbe crollato il 50% degli edifici
  • L’inviato del GR2 RAI delle ore 12:30 del 6 aprile 2009, giunto a Onna, afferma che l’80% degli edifici e crollato; mentre andava in onda il servizio in diretta c’è stato un nuovo crollo, percepito anche dagli ascoltatori
  • Il ponte sul fiume Aterno, lungo la Strada Statale 17, è crollato mentre vi transitava un’autovettura, i cui occupanti però sono in salvo.

Nota politica

Il direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri Guido Bertolaso ha affermato: «È la peggiore tragedia di questo inizio di millennio […] è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l’Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane. Ho parlato diverse volte con Palazzo Chigi e il Quirinale ed il presidente del consiglio sta per firmare lo stato di emergenza nazionale ai sensi della legge, anticipando quindi quelle che saranno le delibere del consiglio dei ministri. Ci sono per ora alcune decine di squadre, e stanno convergendo sull’Aquila e provincia altre 8 squadre dalle Regioni e dalle province limitrofe. Nel corso della giornata arriveranno da tutto il resto d’Italia.»

Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha decretato lo stato di emergenza ed ha annullato la visita prevista a Mosca per recarsi sui luoghi della catastrofe.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dice «profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le cui conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento» e «ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco dell’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà». Cordoglio anche da Benedetto XVI che, in un telegramma all’Arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, esprime «viva partecipazione» al «dolore delle care popolazioni colpite» dal sisma. «Nell’assicurare fervide preghiere» per le vittime, in particolare per i bambini, il pontefice invoca conforto per i familiari delle vittime e, rivolgendo «affettuosa parola di incoraggiamento» per i superstiti, invia una «speciale benedizione apostolica» a «quanti in vario modo si prodigano nelle operazioni di soccorso».

Nel frattempo sono già sorte le prime polemiche riguardo la prevedibilità di questo terremoto. Secondo Repubblica, il 1 aprile sarebbe stato denunciato per procurato allarme Giampaolo Giuliani, un ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso che, seguendo i numerosi episodi che hanno composto lo sciame sismico nella zona dell’Aquila da ottobre in avanti, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere ad un evento più serio. Da fonti governative, il portavoce della Protezione Civile, ribatte che non sarebbe possibile prevedere i terremoti. Analoga la posizione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, secondo una nota ripresa da Repubblica intorno alle 11:30. L’interessato chiede invece pubbliche scuse per le offese ricevute spiegando che le sue osservazioni si basano sulla rilevazione scientifica degli incrementi dei livelli di radon rilasciati dal terreno.

Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha aggiunto – riferisce l’ASCA – che “la previsione era stata fatta per Sulmona e immaginate se avessimo fatto spostare tutte le persone a L’Aquila“; il riferimento è ad una previsione di Giuliani, che aveva previsto un sisma a Sulmona per il 29 marzo, sisma che secondo il Corriere della Sera si è effettivamente verificato proprio alla data indicata, ma con una potenza del IV grado della scala Richter. Giuliani avrebbe poi previsto ed “anticipato” al sindaco della cittadina un sisma più potente, che però non vi è stato.

Boschi avrebbe inoltre affermato, riferisce Repubblica, che “non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi“. Anche Giuseppe Zamberletti, già capo e ministro della protezione civile ed oggi presidente dell’Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, attribuisce gravi responsabilità ai cittadini “fatalisti ed insensibili” in un’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, stigmatizzando che “più che lo stato con le risorse e gli investimenti, sono i singoli cittadini che mostrano superficialità per la sicurezza delle proprie case“.

La presidente della provincia Stefania Pezzopane, parla di tragedia annunciata e di “troppi allarmi non ascoltati“. Lo scorso 31 marzo, il sindaco dell’Aquila aveva emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole per le verifiche tecniche a seguito degli eventi sismici della settimana scorsa. Due scuole (la materna “Campanella” e la De Amicis) erano poi state effettivamente chiuse per riguadagnarne la conformità alle norme di sicurezza.

Aggiornamenti

  • Nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.9 secondo il Centro sismologico del Mediterraneo, di 4.3 secondo USGS percepita anche nel sud delle Marche.
  • L’autostrada A24 sarà chiusa per un lungo periodo, danneggiati i piloni di alcuni tratti.

Dati

SEGNALAZIONI

Se hai avvertito le scosse puoi segnalarlo a:

  • Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia compilando il modulo su questa pagina
  • Servizio Geologico degli Stati Uniti su questa pagina, selezionando la scossa e cliccando sul link Did you feel it? Tell us! al di sopra della mappa
Data Ora Latitudine Longitudine Profondità Magnitudo Fonte
6 aprile 2009 2:31:31,3 41,54 N 19,20 E 10 ML 2,6 [1]
6 aprile 2009 3:32:41,4 42,38 N 13,32 E 2 Mw 6,3 [2]
6 aprile 2009 4:25:45,0 42,43 N 13,36 E 13 ML 3,3 [3]
6 aprile 2009 4:27:48,2 42,37 N 13,23 E 2 mb 4,3 [4]
6 aprile 2009 4:31:33,0 42,41 N 13,39 E 8 ML 3,4 [5]
6 aprile 2009 4:37:05,2 42,40 N 13,31 E 2 Mw 5,1 [6]
6 aprile 2009 4:44:32,0 42,30 N 13,35 E 10 ML 3,2 [7]
6 aprile 2009 4:55:38,9 42,58 N 13,61 E 2 ML 3,3 [8]
6 aprile 2009 5:16:04,0 42,31 N 13,38 E 10 ML 2,8 [9]
6 aprile 2009 5:23:10,0 42,33 N 13,33 E 9 ML 2,8 [10]
6 aprile 2009 5:30:59,0 42,34 N 13,39 E 9 ML 2,8 [11]
6 aprile 2009 5:33:40,5 44,28 N 11,97 E 40 ML 3,4 [12]
6 aprile 2009 5:43:16,0 42,33 N 13,37 E 9 ML 3,1 [13]
6 aprile 2009 6:08:45,0 42,38 N 13,36 E 10 ML 3,0 [14]
6 aprile 2009 6:16:40,0 42,39 N 13,32 E 10 ML 3,2 [15]
6 aprile 2009 6:47:54,9 42,33 N 13,29 E 2 ML 3,9 [16]
6 aprile 2009 7:15:28,0 42,48 N 13,36 E 4 ML 3,1 [17]
6 aprile 2009 9:17:14,5 42,43 N 13,42 E 60 ML 3,9 [18]
6 aprile 2009 11:59:29,0 42,32 N 13,38 E 10 ML 3,1 [19]
6 aprile 2009 12:12:36,6 42,31 N 13,32 E 2 ML 3,5 [20]
6 aprile 2009 15:14:04,0 42,24 N 13,49 E 10 ML 3,2 [21]
6 aprile 2009 18:38:09,7 42,39 N 13,33 E 2 ML 4,0 [22]

Mappe

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

L’Abruzzo sconvolto da un sisma di magnitudo 6, centinaia di vittime

lunedì 6 aprile 2009

Wikinotizie di oggi
6 aprile
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Sisma dell’Aquila e dell’Abruzzo

Mappa con l’intensità del sisma (Fonte:USGS)
Magnitudo 5.9 (6.3?) Mw
Nazione Italia
Profondità 8-10 km
Epicentro Paganica
Data e ora 6 aprile 2009
Città più vicina Paganica
Feriti almeno 1.500
Morti almeno 150

Questa notte, alle ore 3:32, una forte scossa di terremoto è stata avvertita in tutta l’Italia centrale, in particolare nei dintorni della città dell’Aquila.

L’epicentro, stando ai primi rilevamenti dell’ente sismologico tedesco, dovrebbe trovarsi in Abruzzo, in prossimità del Monte San Franco, a 10 km di profondità ed in vicinanza delle località di Pizzoli ed Arischia, nel territorio del Parco Nazionale.

La magnitudo, secondo l’ente tedesco (fra i primi a fornire i dati su Internet), sarebbe di 6,2 e la scossa principale è stata seguita da scosse di assestamento di assai più moderata intensità alle 4:38. In serata, secondo la Rete sismica sperimentale italiana già si erano registrate due scosse di rilievo sempre nella zona dell’Aquila, la prima alle 22:48, di magnitudo 3,84, e la seconda alle 00:39, di magnitudo 3,41; secondo la Protezione Civile italiana, inoltre, uno sciame sismico si era già registrato due giorni fa.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle ore 6:50 ha rilasciato un comunicato dove viene ribadito che il sisma delle 3:32 è di 6,2 magnitudo momento e di 5,8 magnitudo Richter. Le coordinate dell’ipocentro risultano 42,33 N 13,33 E, mentre la profondità dell’ipocentro è 8,8 km.

Le prime sommarie informazioni parlano di danni all’Aquila, dove sarebbe crollata una chiesa e si registrerebbero lesioni ad edifici. L’agenzia ANSA riferisce di crolli di edifici, fra i quali un’ala della Casa dello Studente, e di timore di vittime. La popolazione si starebbe radunando nei punti di raccolta.

A Roma la scossa è stata avvertita distintamente nei quartieri nord-orientali, ma anche ad Ascoli Piceno le oscillazioni hanno suscitato allarme.

CHE COSA FARE

  • non usare il telefono cellulare, se non in caso di estrema necessità; per informazioni è disponibile un numero verde della protezione Civile: 800.860.146
  • non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma

La Protezione Civile, che ha emesso un divieto di sorvolo delle aree sinistrate, invita a non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma onde non intralciare le operazioni di soccorso.

L’autostrada A24 Roma-L’Aquila è stata chiusa cautelativamente nel tratto tra Tornimparte ed Assergi per verifiche statiche. Per le stesse motivazioni chiuso il tratto tra Sulmona e Causaria dell’A25 e un pezzo della Strada Statale 5 tra Capo d’Acero Monte e Corfino; l’A24 infine è stata totalmente chiusa da Roma a Tornimparte ai mezzi pesanti.

In un vertice tenutosi durante la notte nella Prefettura di Teramo, il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi ha ordinato la chiusura di tutte le scuole della regione che poco tempo fa erano state sottoposte a verifiche sulla stabilità in vista di una loro messa in sicurezza.

Alle 12:30 circa, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha diramato un appello a donare sangue. Circa tre ore dopo il presidente della regione, Gianni Chiodi, ha dichiarato cessata l’emergenza sangue, affermando che ve ne sarebbe a sufficienza.

Indice

I danni e le vittime

Tipici danni di un terremoto di forte intensità.

Intorno alle ore 5:00 è stata diffusa la notizia di una famiglia rimasta intrappolata nel crollo della propria abitazione all’Aquila, in via XX Settembre, la più colpita in città dal sisma.

Non risultano al momento danni alle infrastrutture ferroviarie e viarie, mentre nel capoluogo abruzzese vi sono interruzioni dell’energia elettrica (per circa 15.000 utenze) e delle comunicazioni telefoniche.

Secondo RaiNews24 l’area più danneggiata dovebbe essere quella di Paganica e due persone, una donna anziana ed una bambina, sarebbero morte a Fossa. Intorno alle ore 06:00 Repubblica ha annunciato che ci sarebbero vittime in diversi comuni del circondario e che a San Demetrio ne’ Vestini ci sarebbero 8 dispersi. All’Aquila, comunica la Repubblica, il sindaco avrebbe annunciato l’avvenuto crollo di una casa-famiglia in cui sarebbero morti 4 bambini e stima in 120.000 il numero delle persone che hanno abbandonato le proprie abitazioni.

Un iniziale bilancio della Protezione Civile vedeva un totale provvisorio di 31 vittime e 40 dispersi insieme a migliaia di sfollati. La BBC parla di 90 morti.

Il ministro degli interni Maroni ha dichiarato alle ore 12:00 che i morti sarebbero stati 50; successivamente ha elevato la stima a circa 70. Alle 14:32 Rai News 24 ha informato che i morti accertati erano saliti a 92, ma intorno alle 18 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, riferendo alla Camera dei Deputati sull’accaduto, ha precisato il numero di 91, aggiungendo che è destinato a crescere.

In serata, intorno alle 19, le agenzie giornalistiche (fra cui l’Ansa) hanno diffuso stime raccolte presso i soccorritori e che parlano di 108 morti, e poco dopo sono sopraggiunte quelle raccolte presso i sanitari, per i quali le vittime sarebbero più di 150.

Le vittime

Il bilancio provvisorio delle vittime accertate per località:

Gli edifici danneggiati o distrutti

L’Aquila

La basilica di Santa Maria di Collemaggio, uno degli edifici danneggiati (crollo dell’abside).

  • Un’ala della Casa dello Studente, capace di 158 posti, è crollata con all’interno molti giovani, alcuni dei quali già nell’elenco delle vittime. L’edificio si trova in via XX Settembre, dove altri fabbricati sono completamente distrutti.
  • L’hotel Duca degli Abruzzi, che comprendeva anche un centro congressi, è crollato su sé stesso (anche il sito web dell’albergo è stato prontamente oscurato, qui una copia cache).
  • Crollato il palazzo della prefettura insieme ad altri edifici adiacenti.
  • La cupola della chiesa delle Anime Sante, opera di Giuseppe Valadier, è crollata.
  • Distrutti il campanile e l’abside della Basilica di San Bernardino.
  • Crollato l’abside della basilica di Santa Maria di Collemaggio
  • Inagibili strutture sanitarie del Delta di medicina; l’ospedale San Salvatore sarebbe inagibile al 90% ed è stato evacuato.
  • La Cattedrale ha subito danni gravissimi.
  • Secondo Repubblica, il responsabile dei Vigili del Fuoco avrebbe affermato che il 50% delle case del capoluogo sono inagibili.
  • Secondo il premier Berlusconi, “Il centro storico dell’Aquila e tutti gli edifici pubblici della città sono inagibili”.
  • Secondo il rettore della locale università, Ferdinando Di Orio, “L’ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravamente danneggiate”

Rovere, Altopiano delle Rocche

  • Crollato il campanile della chiesa

Onna

  • Secondo ADN Kronos sarebbe crollato il 50% degli edifici
  • L’inviato del GR2 RAI delle ore 12:30 del 6 aprile 2009, giunto a Onna, afferma che l’80% degli edifici e crollato; mentre andava in onda il servizio in diretta c’è stato un nuovo crollo, percepito anche dagli ascoltatori
  • Il ponte sul fiume Aterno, lungo la Strada Statale 17, è crollato mentre vi transitava un’autovettura, i cui occupanti però sono in salvo.

Nota politica

Il direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri Guido Bertolaso ha affermato: «È la peggiore tragedia di questo inizio di millennio […] è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l’Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane. Ho parlato diverse volte con Palazzo Chigi e il Quirinale ed il presidente del consiglio sta per firmare lo stato di emergenza nazionale ai sensi della legge, anticipando quindi quelle che saranno le delibere del consiglio dei ministri. Ci sono per ora alcune decine di squadre, e stanno convergendo sull’Aquila e provincia altre 8 squadre dalle Regioni e dalle province limitrofe. Nel corso della giornata arriveranno da tutto il resto d’Italia.»

Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha decretato lo stato di emergenza ed ha annullato la visita prevista a Mosca per recarsi sui luoghi della catastrofe.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dice «profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le cui conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento» e «ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco dell’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà». Cordoglio anche da Benedetto XVI che, in un telegramma all’Arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, esprime «viva partecipazione» al «dolore delle care popolazioni colpite» dal sisma. «Nell’assicurare fervide preghiere» per le vittime, in particolare per i bambini, il pontefice invoca conforto per i familiari delle vittime e, rivolgendo «affettuosa parola di incoraggiamento» per i superstiti, invia una «speciale benedizione apostolica» a «quanti in vario modo si prodigano nelle operazioni di soccorso».

Nel frattempo sono già sorte le prime polemiche riguardo la prevedibilità di questo terremoto. Secondo Repubblica, il 1 aprile sarebbe stato denunciato per procurato allarme Giampaolo Giuliani, un ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso che, seguendo i numerosi episodi che hanno composto lo sciame sismico nella zona dell’Aquila da ottobre in avanti, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere ad un evento più serio. Da fonti governative, il portavoce della Protezione Civile, ribatte che non sarebbe possibile prevedere i terremoti. Analoga la posizione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, secondo una nota ripresa da Repubblica intorno alle 11:30. L’interessato chiede invece pubbliche scuse per le offese ricevute spiegando che le sue osservazioni si basano sulla rilevazione scientifica degli incrementi dei livelli di radon rilasciati dal terreno.

Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha aggiunto – riferisce l’ASCA – che “la previsione era stata fatta per Sulmona e immaginate se avessimo fatto spostare tutte le persone a L’Aquila“; il riferimento è ad una previsione di Giuliani, che aveva previsto un sisma a Sulmona per il 29 marzo, sisma che secondo il Corriere della Sera si è effettivamente verificato proprio alla data indicata, ma con una potenza del IV grado della scala Richter. Giuliani avrebbe poi previsto ed “anticipato” al sindaco della cittadina un sisma più potente, che però non vi è stato.

Boschi avrebbe inoltre affermato, riferisce Repubblica, che “non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi“. Anche Giuseppe Zamberletti, già capo e ministro della protezione civile ed oggi presidente dell’Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, attribuisce gravi responsabilità ai cittadini “fatalisti ed insensibili” in un’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, stigmatizzando che “più che lo stato con le risorse e gli investimenti, sono i singoli cittadini che mostrano superficialità per la sicurezza delle proprie case“.

La presidente della provincia Stefania Pezzopane, parla di tragedia annunciata e di “troppi allarmi non ascoltati“. Lo scorso 31 marzo, il sindaco dell’Aquila aveva emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole per le verifiche tecniche a seguito degli eventi sismici della settimana scorsa. Due scuole (la materna “Campanella” e la De Amicis) erano poi state effettivamente chiuse per riguadagnarne la conformità alle norme di sicurezza.

Aggiornamenti

  • Nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.9 secondo il Centro sismologico del Mediterraneo, di 4.3 secondo USGS percepita anche nel sud delle Marche.
  • L’autostrada A24 sarà chiusa per un lungo periodo, danneggiati i piloni di alcuni tratti.

Dati

SEGNALAZIONI

Se hai avvertito le scosse puoi segnalarlo a:

  • Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia compilando il modulo su questa pagina
  • Servizio Geologico degli Stati Uniti su questa pagina, selezionando la scossa e cliccando sul link Did you feel it? Tell us! al di sopra della mappa
Data Ora Latitudine Longitudine Profondità Magnitudo Fonte
6 aprile 2009 2:31:31,3 41,54 N 19,20 E 10 ML 2,6 [1]
6 aprile 2009 3:32:41,4 42,38 N 13,32 E 2 Mw 6,3 [2]
6 aprile 2009 4:25:45,0 42,43 N 13,36 E 13 ML 3,3 [3]
6 aprile 2009 4:27:48,2 42,37 N 13,23 E 2 mb 4,3 [4]
6 aprile 2009 4:31:33,0 42,41 N 13,39 E 8 ML 3,4 [5]
6 aprile 2009 4:37:05,2 42,40 N 13,31 E 2 Mw 5,1 [6]
6 aprile 2009 4:44:32,0 42,30 N 13,35 E 10 ML 3,2 [7]
6 aprile 2009 4:55:38,9 42,58 N 13,61 E 2 ML 3,3 [8]
6 aprile 2009 5:16:04,0 42,31 N 13,38 E 10 ML 2,8 [9]
6 aprile 2009 5:23:10,0 42,33 N 13,33 E 9 ML 2,8 [10]
6 aprile 2009 5:30:59,0 42,34 N 13,39 E 9 ML 2,8 [11]
6 aprile 2009 5:33:40,5 44,28 N 11,97 E 40 ML 3,4 [12]
6 aprile 2009 5:43:16,0 42,33 N 13,37 E 9 ML 3,1 [13]
6 aprile 2009 6:08:45,0 42,38 N 13,36 E 10 ML 3,0 [14]
6 aprile 2009 6:16:40,0 42,39 N 13,32 E 10 ML 3,2 [15]
6 aprile 2009 6:47:54,9 42,33 N 13,29 E 2 ML 3,9 [16]
6 aprile 2009 7:15:28,0 42,48 N 13,36 E 4 ML 3,1 [17]
6 aprile 2009 9:17:14,5 42,43 N 13,42 E 60 ML 3,9 [18]
6 aprile 2009 11:59:29,0 42,32 N 13,38 E 10 ML 3,1 [19]
6 aprile 2009 12:12:36,6 42,31 N 13,32 E 2 ML 3,5 [20]
6 aprile 2009 15:14:04,0 42,24 N 13,49 E 10 ML 3,2 [21]
6 aprile 2009 18:38:09,7 42,39 N 13,33 E 2 ML 4,0 [22]

Mappe

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

L’Abruzzo sconvolto da un sisma di magnitudo 6, centinaia di vittime

lunedì 6 aprile 2009

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6 aprile
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Sisma dell’Aquila e dell’Abruzzo

Mappa con l’intensità del sisma (Fonte:USGS)
Magnitudo 5.9 (6.3?) Mw
Nazione Italia
Profondità 8-10 km
Epicentro Paganica
Data e ora 6 aprile 2009
Città più vicina Paganica
Feriti almeno 1.500
Morti almeno 150

Questa notte, alle ore 3:32, una forte scossa di terremoto è stata avvertita in tutta l’Italia centrale, in particolare nei dintorni della città dell’Aquila.

L’epicentro, stando ai primi rilevamenti dell’ente sismologico tedesco, dovrebbe trovarsi in Abruzzo, in prossimità del Monte San Franco, a 10 km di profondità ed in vicinanza delle località di Pizzoli ed Arischia, nel territorio del Parco Nazionale.

La magnitudo, secondo l’ente tedesco (fra i primi a fornire i dati su Internet), sarebbe di 6,2 e la scossa principale è stata seguita da scosse di assestamento di assai più moderata intensità alle 4:38. In serata, secondo la Rete sismica sperimentale italiana già si erano registrate due scosse di rilievo sempre nella zona dell’Aquila, la prima alle 22:48, di magnitudo 3,84, e la seconda alle 00:39, di magnitudo 3,41; secondo la Protezione Civile italiana, inoltre, uno sciame sismico si era già registrato due giorni fa.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle ore 6:50 ha rilasciato un comunicato dove viene ribadito che il sisma delle 3:32 è di 6,2 magnitudo momento e di 5,8 magnitudo Richter. Le coordinate dell’ipocentro risultano 42,33 N 13,33 E, mentre la profondità dell’ipocentro è 8,8 km.

Le prime sommarie informazioni parlano di danni all’Aquila, dove sarebbe crollata una chiesa e si registrerebbero lesioni ad edifici. L’agenzia ANSA riferisce di crolli di edifici, fra i quali un’ala della Casa dello Studente, e di timore di vittime. La popolazione si starebbe radunando nei punti di raccolta.

A Roma la scossa è stata avvertita distintamente nei quartieri nord-orientali, ma anche ad Ascoli Piceno le oscillazioni hanno suscitato allarme.

CHE COSA FARE

  • non usare il telefono cellulare, se non in caso di estrema necessità; per informazioni è disponibile un numero verde della protezione Civile: 800.860.146
  • non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma

La Protezione Civile, che ha emesso un divieto di sorvolo delle aree sinistrate, invita a non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma onde non intralciare le operazioni di soccorso.

L’autostrada A24 Roma-L’Aquila è stata chiusa cautelativamente nel tratto tra Tornimparte ed Assergi per verifiche statiche. Per le stesse motivazioni chiuso il tratto tra Sulmona e Causaria dell’A25 e un pezzo della Strada Statale 5 tra Capo d’Acero Monte e Corfino; l’A24 infine è stata totalmente chiusa da Roma a Tornimparte ai mezzi pesanti.

In un vertice tenutosi durante la notte nella Prefettura di Teramo, il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi ha ordinato la chiusura di tutte le scuole della regione che poco tempo fa erano state sottoposte a verifiche sulla stabilità in vista di una loro messa in sicurezza.

Alle 12:30 circa, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha diramato un appello a donare sangue. Circa tre ore dopo il presidente della regione, Gianni Chiodi, ha dichiarato cessata l’emergenza sangue, affermando che ve ne sarebbe a sufficienza.

Indice

I danni e le vittime

Tipici danni di un terremoto di forte intensità.

Intorno alle ore 5:00 è stata diffusa la notizia di una famiglia rimasta intrappolata nel crollo della propria abitazione all’Aquila, in via XX Settembre, la più colpita in città dal sisma.

Non risultano al momento danni alle infrastrutture ferroviarie e viarie, mentre nel capoluogo abruzzese vi sono interruzioni dell’energia elettrica (per circa 15.000 utenze) e delle comunicazioni telefoniche.

Secondo RaiNews24 l’area più danneggiata dovebbe essere quella di Paganica e due persone, una donna anziana ed una bambina, sarebbero morte a Fossa. Intorno alle ore 06:00 Repubblica ha annunciato che ci sarebbero vittime in diversi comuni del circondario e che a San Demetrio ne’ Vestini ci sarebbero 8 dispersi. All’Aquila, comunica la Repubblica, il sindaco avrebbe annunciato l’avvenuto crollo di una casa-famiglia in cui sarebbero morti 4 bambini e stima in 120.000 il numero delle persone che hanno abbandonato le proprie abitazioni.

Un iniziale bilancio della Protezione Civile vedeva un totale provvisorio di 31 vittime e 40 dispersi insieme a migliaia di sfollati. La BBC parla di 90 morti.

Il ministro degli interni Maroni ha dichiarato alle ore 12:00 che i morti sarebbero stati 50; successivamente ha elevato la stima a circa 70. Alle 14:32 Rai News 24 ha informato che i morti accertati erano saliti a 92, ma intorno alle 18 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, riferendo alla Camera dei Deputati sull’accaduto, ha precisato il numero di 91, aggiungendo che è destinato a crescere.

In serata, intorno alle 19, le agenzie giornalistiche (fra cui l’Ansa) hanno diffuso stime raccolte presso i soccorritori e che parlano di 108 morti, e poco dopo sono sopraggiunte quelle raccolte presso i sanitari, per i quali le vittime sarebbero più di 150.

Le vittime

Il bilancio provvisorio delle vittime accertate per località:

Gli edifici danneggiati o distrutti

L’Aquila

La basilica di Santa Maria di Collemaggio, uno degli edifici danneggiati (crollo dell’abside).

  • Un’ala della Casa dello Studente, capace di 158 posti, è crollata con all’interno molti giovani, alcuni dei quali già nell’elenco delle vittime. L’edificio si trova in via XX Settembre, dove altri fabbricati sono completamente distrutti.
  • L’hotel Duca degli Abruzzi, che comprendeva anche un centro congressi, è crollato su sé stesso (anche il sito web dell’albergo è stato prontamente oscurato, qui una copia cache).
  • Crollato il palazzo della prefettura insieme ad altri edifici adiacenti.
  • La cupola della chiesa delle Anime Sante, opera di Giuseppe Valadier, è crollata.
  • Distrutti il campanile e l’abside della Basilica di San Bernardino.
  • Crollato l’abside della basilica di Santa Maria di Collemaggio
  • Inagibili strutture sanitarie del Delta di medicina; l’ospedale San Salvatore sarebbe inagibile al 90% ed è stato evacuato.
  • La Cattedrale ha subito danni gravissimi.
  • Secondo Repubblica, il responsabile dei Vigili del Fuoco avrebbe affermato che il 50% delle case del capoluogo sono inagibili.
  • Secondo il premier Berlusconi, “Il centro storico dell’Aquila e tutti gli edifici pubblici della città sono inagibili”.
  • Secondo il rettore della locale università, Ferdinando Di Orio, “L’ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravamente danneggiate”

Rovere, Altopiano delle Rocche

  • Crollato il campanile della chiesa

Onna

  • Secondo ADN Kronos sarebbe crollato il 50% degli edifici
  • L’inviato del GR2 RAI delle ore 12:30 del 6 aprile 2009, giunto a Onna, afferma che l’80% degli edifici e crollato; mentre andava in onda il servizio in diretta c’è stato un nuovo crollo, percepito anche dagli ascoltatori
  • Il ponte sul fiume Aterno, lungo la Strada Statale 17, è crollato mentre vi transitava un’autovettura, i cui occupanti però sono in salvo.

Nota politica

Il direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri Guido Bertolaso ha affermato: «È la peggiore tragedia di questo inizio di millennio […] è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l’Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane. Ho parlato diverse volte con Palazzo Chigi e il Quirinale ed il presidente del consiglio sta per firmare lo stato di emergenza nazionale ai sensi della legge, anticipando quindi quelle che saranno le delibere del consiglio dei ministri. Ci sono per ora alcune decine di squadre, e stanno convergendo sull’Aquila e provincia altre 8 squadre dalle Regioni e dalle province limitrofe. Nel corso della giornata arriveranno da tutto il resto d’Italia.»

Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha decretato lo stato di emergenza ed ha annullato la visita prevista a Mosca per recarsi sui luoghi della catastrofe.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dice «profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le cui conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento» e «ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco dell’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà». Cordoglio anche da Benedetto XVI che, in un telegramma all’Arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, esprime «viva partecipazione» al «dolore delle care popolazioni colpite» dal sisma. «Nell’assicurare fervide preghiere» per le vittime, in particolare per i bambini, il pontefice invoca conforto per i familiari delle vittime e, rivolgendo «affettuosa parola di incoraggiamento» per i superstiti, invia una «speciale benedizione apostolica» a «quanti in vario modo si prodigano nelle operazioni di soccorso».

Nel frattempo sono già sorte le prime polemiche riguardo la prevedibilità di questo terremoto. Secondo Repubblica, il 1 aprile sarebbe stato denunciato per procurato allarme Giampaolo Giuliani, un ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso che, seguendo i numerosi episodi che hanno composto lo sciame sismico nella zona dell’Aquila da ottobre in avanti, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere ad un evento più serio. Da fonti governative, il portavoce della Protezione Civile, ribatte che non sarebbe possibile prevedere i terremoti. Analoga la posizione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, secondo una nota ripresa da Repubblica intorno alle 11:30. L’interessato chiede invece pubbliche scuse per le offese ricevute spiegando che le sue osservazioni si basano sulla rilevazione scientifica degli incrementi dei livelli di radon rilasciati dal terreno.

Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha aggiunto – riferisce l’ASCA – che “la previsione era stata fatta per Sulmona e immaginate se avessimo fatto spostare tutte le persone a L’Aquila“; il riferimento è ad una previsione di Giuliani, che aveva previsto un sisma a Sulmona per il 29 marzo, sisma che secondo il Corriere della Sera si è effettivamente verificato proprio alla data indicata, ma con una potenza del IV grado della scala Richter. Giuliani avrebbe poi previsto ed “anticipato” al sindaco della cittadina un sisma più potente, che però non vi è stato.

Boschi avrebbe inoltre affermato, riferisce Repubblica, che “non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi“. Anche Giuseppe Zamberletti, già capo e ministro della protezione civile ed oggi presidente dell’Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, attribuisce gravi responsabilità ai cittadini “fatalisti ed insensibili” in un’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, stigmatizzando che “più che lo stato con le risorse e gli investimenti, sono i singoli cittadini che mostrano superficialità per la sicurezza delle proprie case“.

La presidente della provincia Stefania Pezzopane, parla di tragedia annunciata e di “troppi allarmi non ascoltati“. Lo scorso 31 marzo, il sindaco dell’Aquila aveva emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole per le verifiche tecniche a seguito degli eventi sismici della settimana scorsa. Due scuole (la materna “Campanella” e la De Amicis) erano poi state effettivamente chiuse per riguadagnarne la conformità alle norme di sicurezza.

Aggiornamenti

  • Nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.9 secondo il Centro sismologico del Mediterraneo, di 4.3 secondo USGS percepita anche nel sud delle Marche.
  • L’autostrada A24 sarà chiusa per un lungo periodo, danneggiati i piloni di alcuni tratti.

Dati

SEGNALAZIONI

Se hai avvertito le scosse puoi segnalarlo a:

  • Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia compilando il modulo su questa pagina
  • Servizio Geologico degli Stati Uniti su questa pagina, selezionando la scossa e cliccando sul link Did you feel it? Tell us! al di sopra della mappa
Data Ora Latitudine Longitudine Profondità Magnitudo Fonte
6 aprile 2009 2:31:31,3 41,54 N 19,20 E 10 ML 2,6 [1]
6 aprile 2009 3:32:41,4 42,38 N 13,32 E 2 Mw 6,3 [2]
6 aprile 2009 4:25:45,0 42,43 N 13,36 E 13 ML 3,3 [3]
6 aprile 2009 4:27:48,2 42,37 N 13,23 E 2 mb 4,3 [4]
6 aprile 2009 4:31:33,0 42,41 N 13,39 E 8 ML 3,4 [5]
6 aprile 2009 4:37:05,2 42,40 N 13,31 E 2 Mw 5,1 [6]
6 aprile 2009 4:44:32,0 42,30 N 13,35 E 10 ML 3,2 [7]
6 aprile 2009 4:55:38,9 42,58 N 13,61 E 2 ML 3,3 [8]
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6 aprile 2009 5:23:10,0 42,33 N 13,33 E 9 ML 2,8 [10]
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6 aprile 2009 5:33:40,5 44,28 N 11,97 E 40 ML 3,4 [12]
6 aprile 2009 5:43:16,0 42,33 N 13,37 E 9 ML 3,1 [13]
6 aprile 2009 6:08:45,0 42,38 N 13,36 E 10 ML 3,0 [14]
6 aprile 2009 6:16:40,0 42,39 N 13,32 E 10 ML 3,2 [15]
6 aprile 2009 6:47:54,9 42,33 N 13,29 E 2 ML 3,9 [16]
6 aprile 2009 7:15:28,0 42,48 N 13,36 E 4 ML 3,1 [17]
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6 aprile 2009 11:59:29,0 42,32 N 13,38 E 10 ML 3,1 [19]
6 aprile 2009 12:12:36,6 42,31 N 13,32 E 2 ML 3,5 [20]
6 aprile 2009 15:14:04,0 42,24 N 13,49 E 10 ML 3,2 [21]
6 aprile 2009 18:38:09,7 42,39 N 13,33 E 2 ML 4,0 [22]

Mappe

Fonti

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L’Abruzzo sconvolto da un sisma di magnitudo 6, centinaia di vittime

lunedì 6 aprile 2009

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6 aprile
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Sisma dell’Aquila e dell’Abruzzo

Mappa con l’intensità del sisma (Fonte:USGS)
Magnitudo 5.9 (6.3?) Mw
Nazione Italia
Profondità 8-10 km
Epicentro Paganica
Data e ora 6 aprile 2009
Città più vicina Paganica
Feriti almeno 1.500
Morti almeno 150

Questa notte, alle ore 3:32, una forte scossa di terremoto è stata avvertita in tutta l’Italia centrale, in particolare nei dintorni della città dell’Aquila.

L’epicentro, stando ai primi rilevamenti dell’ente sismologico tedesco, dovrebbe trovarsi in Abruzzo, in prossimità del Monte San Franco, a 10 km di profondità ed in vicinanza delle località di Pizzoli ed Arischia, nel territorio del Parco Nazionale.

La magnitudo, secondo l’ente tedesco (fra i primi a fornire i dati su Internet), sarebbe di 6,2 e la scossa principale è stata seguita da scosse di assestamento di assai più moderata intensità alle 4:38. In serata, secondo la Rete sismica sperimentale italiana già si erano registrate due scosse di rilievo sempre nella zona dell’Aquila, la prima alle 22:48, di magnitudo 3,84, e la seconda alle 00:39, di magnitudo 3,41; secondo la Protezione Civile italiana, inoltre, uno sciame sismico si era già registrato due giorni fa.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle ore 6:50 ha rilasciato un comunicato dove viene ribadito che il sisma delle 3:32 è di 6,2 magnitudo momento e di 5,8 magnitudo Richter. Le coordinate dell’ipocentro risultano 42,33 N 13,33 E, mentre la profondità dell’ipocentro è 8,8 km.

Le prime sommarie informazioni parlano di danni all’Aquila, dove sarebbe crollata una chiesa e si registrerebbero lesioni ad edifici. L’agenzia ANSA riferisce di crolli di edifici, fra i quali un’ala della Casa dello Studente, e di timore di vittime. La popolazione si starebbe radunando nei punti di raccolta.

A Roma la scossa è stata avvertita distintamente nei quartieri nord-orientali, ma anche ad Ascoli Piceno le oscillazioni hanno suscitato allarme.

CHE COSA FARE

  • non usare il telefono cellulare, se non in caso di estrema necessità; per informazioni è disponibile un numero verde della protezione Civile: 800.860.146
  • non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma

La Protezione Civile, che ha emesso un divieto di sorvolo delle aree sinistrate, invita a non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma onde non intralciare le operazioni di soccorso.

L’autostrada A24 Roma-L’Aquila è stata chiusa cautelativamente nel tratto tra Tornimparte ed Assergi per verifiche statiche. Per le stesse motivazioni chiuso il tratto tra Sulmona e Causaria dell’A25 e un pezzo della Strada Statale 5 tra Capo d’Acero Monte e Corfino; l’A24 infine è stata totalmente chiusa da Roma a Tornimparte ai mezzi pesanti.

In un vertice tenutosi durante la notte nella Prefettura di Teramo, il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi ha ordinato la chiusura di tutte le scuole della regione che poco tempo fa erano state sottoposte a verifiche sulla stabilità in vista di una loro messa in sicurezza.

Alle 12:30 circa, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha diramato un appello a donare sangue. Circa tre ore dopo il presidente della regione, Gianni Chiodi, ha dichiarato cessata l’emergenza sangue, affermando che ve ne sarebbe a sufficienza.

Indice

I danni e le vittime

Tipici danni di un terremoto di forte intensità.

Intorno alle ore 5:00 è stata diffusa la notizia di una famiglia rimasta intrappolata nel crollo della propria abitazione all’Aquila, in via XX Settembre, la più colpita in città dal sisma.

Non risultano al momento danni alle infrastrutture ferroviarie e viarie, mentre nel capoluogo abruzzese vi sono interruzioni dell’energia elettrica (per circa 15.000 utenze) e delle comunicazioni telefoniche.

Secondo RaiNews24 l’area più danneggiata dovebbe essere quella di Paganica e due persone, una donna anziana ed una bambina, sarebbero morte a Fossa. Intorno alle ore 06:00 Repubblica ha annunciato che ci sarebbero vittime in diversi comuni del circondario e che a San Demetrio ne’ Vestini ci sarebbero 8 dispersi. All’Aquila, comunica la Repubblica, il sindaco avrebbe annunciato l’avvenuto crollo di una casa-famiglia in cui sarebbero morti 4 bambini e stima in 120.000 il numero delle persone che hanno abbandonato le proprie abitazioni.

Un iniziale bilancio della Protezione Civile vedeva un totale provvisorio di 31 vittime e 40 dispersi insieme a migliaia di sfollati. La BBC parla di 90 morti.

Il ministro degli interni Maroni ha dichiarato alle ore 12:00 che i morti sarebbero stati 50; successivamente ha elevato la stima a circa 70. Alle 14:32 Rai News 24 ha informato che i morti accertati erano saliti a 92, ma intorno alle 18 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, riferendo alla Camera dei Deputati sull’accaduto, ha precisato il numero di 91, aggiungendo che è destinato a crescere.

In serata, intorno alle 19, le agenzie giornalistiche (fra cui l’Ansa) hanno diffuso stime raccolte presso i soccorritori e che parlano di 108 morti, e poco dopo sono sopraggiunte quelle raccolte presso i sanitari, per i quali le vittime sarebbero più di 150.

Le vittime

Il bilancio provvisorio delle vittime accertate per località:

Gli edifici danneggiati o distrutti

L’Aquila

La basilica di Santa Maria di Collemaggio, uno degli edifici danneggiati (crollo dell’abside).

  • Un’ala della Casa dello Studente, capace di 158 posti, è crollata con all’interno molti giovani, alcuni dei quali già nell’elenco delle vittime. L’edificio si trova in via XX Settembre, dove altri fabbricati sono completamente distrutti.
  • L’hotel Duca degli Abruzzi, che comprendeva anche un centro congressi, è crollato su sé stesso (anche il sito web dell’albergo è stato prontamente oscurato, qui una copia cache).
  • Crollato il palazzo della prefettura insieme ad altri edifici adiacenti.
  • La cupola della chiesa delle Anime Sante, opera di Giuseppe Valadier, è crollata.
  • Distrutti il campanile e l’abside della Basilica di San Bernardino.
  • Crollato l’abside della basilica di Santa Maria di Collemaggio
  • Inagibili strutture sanitarie del Delta di medicina; l’ospedale San Salvatore sarebbe inagibile al 90% ed è stato evacuato.
  • La Cattedrale ha subito danni gravissimi.
  • Secondo Repubblica, il responsabile dei Vigili del Fuoco avrebbe affermato che il 50% delle case del capoluogo sono inagibili.
  • Secondo il premier Berlusconi, “Il centro storico dell’Aquila e tutti gli edifici pubblici della città sono inagibili”.
  • Secondo il rettore della locale università, Ferdinando Di Orio, “L’ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravamente danneggiate”

Rovere, Altopiano delle Rocche

  • Crollato il campanile della chiesa

Onna

  • Secondo ADN Kronos sarebbe crollato il 50% degli edifici
  • L’inviato del GR2 RAI delle ore 12:30 del 6 aprile 2009, giunto a Onna, afferma che l’80% degli edifici e crollato; mentre andava in onda il servizio in diretta c’è stato un nuovo crollo, percepito anche dagli ascoltatori
  • Il ponte sul fiume Aterno, lungo la Strada Statale 17, è crollato mentre vi transitava un’autovettura, i cui occupanti però sono in salvo.

Nota politica

Il direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri Guido Bertolaso ha affermato: «È la peggiore tragedia di questo inizio di millennio […] è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l’Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane. Ho parlato diverse volte con Palazzo Chigi e il Quirinale ed il presidente del consiglio sta per firmare lo stato di emergenza nazionale ai sensi della legge, anticipando quindi quelle che saranno le delibere del consiglio dei ministri. Ci sono per ora alcune decine di squadre, e stanno convergendo sull’Aquila e provincia altre 8 squadre dalle Regioni e dalle province limitrofe. Nel corso della giornata arriveranno da tutto il resto d’Italia.»

Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha decretato lo stato di emergenza ed ha annullato la visita prevista a Mosca per recarsi sui luoghi della catastrofe.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dice «profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le cui conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento» e «ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco dell’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà». Cordoglio anche da Benedetto XVI che, in un telegramma all’Arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, esprime «viva partecipazione» al «dolore delle care popolazioni colpite» dal sisma. «Nell’assicurare fervide preghiere» per le vittime, in particolare per i bambini, il pontefice invoca conforto per i familiari delle vittime e, rivolgendo «affettuosa parola di incoraggiamento» per i superstiti, invia una «speciale benedizione apostolica» a «quanti in vario modo si prodigano nelle operazioni di soccorso».

Nel frattempo sono già sorte le prime polemiche riguardo la prevedibilità di questo terremoto. Secondo Repubblica, il 1 aprile sarebbe stato denunciato per procurato allarme Giampaolo Giuliani, un ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso che, seguendo i numerosi episodi che hanno composto lo sciame sismico nella zona dell’Aquila da ottobre in avanti, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere ad un evento più serio. Da fonti governative, il portavoce della Protezione Civile, ribatte che non sarebbe possibile prevedere i terremoti. Analoga la posizione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, secondo una nota ripresa da Repubblica intorno alle 11:30. L’interessato chiede invece pubbliche scuse per le offese ricevute spiegando che le sue osservazioni si basano sulla rilevazione scientifica degli incrementi dei livelli di radon rilasciati dal terreno.

Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha aggiunto – riferisce l’ASCA – che “la previsione era stata fatta per Sulmona e immaginate se avessimo fatto spostare tutte le persone a L’Aquila“; il riferimento è ad una previsione di Giuliani, che aveva previsto un sisma a Sulmona per il 29 marzo, sisma che secondo il Corriere della Sera si è effettivamente verificato proprio alla data indicata, ma con una potenza del IV grado della scala Richter. Giuliani avrebbe poi previsto ed “anticipato” al sindaco della cittadina un sisma più potente, che però non vi è stato.

Boschi avrebbe inoltre affermato, riferisce Repubblica, che “non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi“. Anche Giuseppe Zamberletti, già capo e ministro della protezione civile ed oggi presidente dell’Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, attribuisce gravi responsabilità ai cittadini “fatalisti ed insensibili” in un’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, stigmatizzando che “più che lo stato con le risorse e gli investimenti, sono i singoli cittadini che mostrano superficialità per la sicurezza delle proprie case“.

La presidente della provincia Stefania Pezzopane, parla di tragedia annunciata e di “troppi allarmi non ascoltati“. Lo scorso 31 marzo, il sindaco dell’Aquila aveva emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole per le verifiche tecniche a seguito degli eventi sismici della settimana scorsa. Due scuole (la materna “Campanella” e la De Amicis) erano poi state effettivamente chiuse per riguadagnarne la conformità alle norme di sicurezza.

Aggiornamenti

  • Nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.9 secondo il Centro sismologico del Mediterraneo, di 4.3 secondo USGS percepita anche nel sud delle Marche.
  • L’autostrada A24 sarà chiusa per un lungo periodo, danneggiati i piloni di alcuni tratti.

Dati

SEGNALAZIONI

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  • Servizio Geologico degli Stati Uniti su questa pagina, selezionando la scossa e cliccando sul link Did you feel it? Tell us! al di sopra della mappa
Data Ora Latitudine Longitudine Profondità Magnitudo Fonte
6 aprile 2009 2:31:31,3 41,54 N 19,20 E 10 ML 2,6 [1]
6 aprile 2009 3:32:41,4 42,38 N 13,32 E 2 Mw 6,3 [2]
6 aprile 2009 4:25:45,0 42,43 N 13,36 E 13 ML 3,3 [3]
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Fonti

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