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November 20, 2015

Il doppio centenario di Avezzano: terremoto e guerra

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venerdì 20 novembre 2015

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Convegno sul doppio centenario ad Avezzano

Monumento all’ex cimitero dei prigionieri austro-ungarici, romeni e degli imperi centrali

Un convegno sul doppio centenario del 1915, riguardante il terremoto di Avezzano del 13 gennaio e la grande guerra, si è svolto oggi presso la sala conferenze “Antonio Picchi” di villa Torlonia nel cuore della città. Il convegno, oltre ad aver richiamato nel capoluogo della Marsica le scolaresche di tutto il territorio, i rappresentanti istituzionali della città e i membri dell’istituzione del centenario del terremoto, ha visto la partecipazione dell’ambasciatrice della Romania in Italia, Dana Constantinescu e del presidente nazionale della Lega Navale Italiana, l’ammiraglio Romano Sauro, nipote diretto del patriota Nazario Sauro.

L’appuntamento ha messo in luce lo stretto legame che da sempre intercorre tra Italia e Romania. In particolare nel 1915 e per buona parte del 1916, quando circa 3.000 prigionieri romeni, su un totale di 18.000 appartenenti agli schieramenti militari degli imperi centrali, specificatamente degli austro-ungarici, furono imprigionati ad Avezzano nella località denominata “Concentramento” a cominciare dai mesi che seguirono il sisma, che il 15 gennaio del 1915 distrusse completamente la città e buona parte del suo circondario. Il campo di lavoro per i prigionieri fu istituito dal governo centrale per sopperire al vuoto generazionale che si venne a creare a causa della chiamata al fronte per i pochi giovani marsicani superstiti del sisma che furono così sottoposti ad un’ulteriore durissima prova. Lungo l’Isonzo e sul Carso perirono oltre 2.000 fanti originari di Avezzano e della Marsica.

I prigionieri del campo di concentramento di Avezzano si resero protagonisti della faticosa e volenterosa ricostruzione della città distrutta dal sisma con la realizzazione di numerose opere pubbliche: strade, edifici, pineta e rimboschimento del monte Salviano. In mattinata le autorità comunali e le associazioni di volontariato della città hanno inaugurato il restaurato monumento all’ex cimitero militare di via Piana. Nel 2007, a causa dell’espansione edilizia della città, si è proceduto alla riesumazione dei resti e con cerimonia ufficiale e solenne alla restituzione delle spoglie alle autorità estere.

Nel corso del 2015, oltre la memoria, hanno preso il via alcune iniziative culturali di riflessione ed incentrate sulla ricerca e sulla sicurezza. Oltre ad Avezzano sono state coinvolte, in particolar modo, le 37 municipalità della Marsica.

Il 13 gennaio del 1915 una scossa di magnitudo 7.0 della scala Richter e ancora dell’XI grado della scala Mercalli causò oltre 30.000 morti nella Marsica e nelle aree montane del centro Italia, in particolare in Abruzzo e nel Lazio. Epicentro del catastrofico sisma fu la città di Avezzano dove si contarono, su una popolazione di circa 13.000 abitanti, oltre 10.000 vittime per un totale dell’80% dei cittadini residenti. Dell’intera città rimasero in piedi poche abitazioni, l’unica che non fu abbattuta per il rischio crollo fu il villino del cementista bolognese Palazzi ancora esistente e regolarmente abitato.

100 anni dopo l’indicibile tragedia la città di Avezzano e la Marsica attuano nel corso del 2015 una serie d’iniziative volte al suffragio ed alla prevenzione e per celebrare la rinascita sociale e culturale dei propri luoghi. Il 15 gennaio, nella giornata in cui tradizionalmente vengono commemorate le vittime del sisma, in tutto il territorio della Marsica alle ore 07:52 hanno risuonato le campane per dare il via alle celebrazioni commemorative legate al centenario del sisma che si protraggono nel corso di tutto il 2015.

Tra le iniziative commemorative si segnala l’emissione del francobollo speciale del centenario da parte di Poste italiane, mentre l’istituto poligrafico e zecca dello Stato ha coniato la moneta con impressi i simboli della tragedia e della rinascita del territorio. L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha realizzato un documentario, in tre parti, dal titolo “Le radici spezzate: Marsica 1915 – 2015”, in cui è raccontato attraverso immagini e testimonianze il fenomeno della delocalizzazione, ovvero della ricostruzione in altri posti dei borghi montani distrutti dal sisma e che è stato impossibile ricostruire nei luoghi originari come Albe Vecchia, Frattura, Morino Vecchio e Sperone. L’INGV e la protezione civile hanno promosso nel corso dell’anno numerosi convegni scientifici in vari centri del territorio marsicano.

Tra gli eventi più suggestivi “La spirale della Memoria”, un lento cammino, durato 15 giorni, che ha permesso di ripercorrere i luoghi della tragedia e di offrire in un prezioso taccuino lo scambio di memorie attraverso i racconti di nonni e genitori e attraverso le rare e preziose fonti locali giornalistiche e culturali. Numerose anche le iniziative volte a favorire l’importanza della prevenzione. Nel centro di Avezzano sono state effettuate, attraverso l’attività di carotaggio, indagini geologiche al fine di analizzare i mutamenti del terreno e, con l’ausilio del piezometro, di monitorare i movimenti della faglia. Grazie a questi studi è stata realizzata la mappa della microzonizzazione sismica della città, mentre nei principali comuni del territorio sono stati presentati i piani intercomunali di protezione civile.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Terremoto della Marsica del 1915.


Fonti[]

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August 28, 2012

Rigurgiti omofobi in Abruzzo

Filed under: Abruzzo,Cronaca,Forza Nuova,Omofobia,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Rigurgiti omofobi in Abruzzo – Wikinotizie

Rigurgiti omofobi in Abruzzo

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martedì 28 agosto 2012

Manifestazione di Forza Nuova di fronte al Castelvecchio di Verona

Il dibattito su un possibile riconoscimento, anche in Italia, di un sistema di diritti per le coppie omosessuali, al pari di quanto succede in altri paesi del mondo occidentale, sta crescendo, con la sua coda di distinguo e polemiche, man mano che ci si avvicina alla possibile scadenza elettorale prevista per il prossimo anno.

L’iniziativa di Forza Nuova[]

Oggi, martedì 28 agosto, la temperatura dei commenti han raggiunto il calor bianco dopo che, in Abruzzo, il coordinamento regionale di Forza Nuova, organizzazione di estrema destra, è passato al contrattacco con affissioni di manifesti inneggianti a un’Italia che «ha bisogno di figli, non di omosessuali». La slogan omofobico, su fondo rosso e a caratteri cubitali, campeggia sull’immagine inequivocabile di un’allegra e sorridente famigliola eterosessuale composta da due genitori e due figli, un quantitativo al di sotto della crescita zero.

A chiarire meglio il pensiero che ispira gli autori dell’iniziativa, è lo stesso coordinatore regionale, Marco Forconi, che si esprime, sull’omosessualità, con parole destinate ad acuire ancor di più la polemica: «proviamo ribrezzo e repulsione per quella che consideriamo una patologia».

La campagna è iniziata nel comune di Ortona, in provincia di Chieti, in risposta a un’iniziativa dell’ARCI contro l’omofobia, ma l’organizzazione di estrema destra già annuncia di volerla estendere a tutto l’Abruzzo, non solo a colpi di manifesti, come fatto finora, ma anche attraverso volantinaggi e gazebo informativi per strada.

Reazioni e appelli[]

La vicenda ha suscitato le reazioni sdegnate di associazioni impegnate per l’affermazione dei diritti civili, contro discriminazione e omofobia. Il comportamento è stato stigmatizzato come un «gravissimo segnale di intolleranza» che non è possibile sottovalutare, una «campagna di odio ideologico e omofobo» da «respingere con forza» con un appello «a tutti gli attivisti, i militanti, le forze sociali, civili e politiche di condannare e di respingere il razzismo e l’omofobia delle formazioni neofasciste e di sostenere le campagne democratiche e civili di difesa e affermazione dei diritti di tutte le persone, qualunque sia la loro scelta sessuale o la loro provenienza geografica».


Fonti[]

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May 27, 2012

Giro d\’Italia 2012: Kreuziger vince in solitaria la diciannovesima frazione

Giro d’Italia 2012: Kreuziger vince in solitaria la diciannovesima frazione

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Alpe di Pampeago, domenica 27 maggio 2012

Roman Kreuziger, professionista dal 2006, è alla sua prima affermazione in un Grande Giro

Vittoria del ventiseienne ceco Roman Kreuziger nella diciannovesima tappa del Giro d’Italia 2012, 198 chilometri da Treviso all’ Alpe di Pampeago. L’atleta dell’Astana, arrivando in solitaria, si è aggiudicato il primo successo di tappa in un Grande Giro. Dietro di lui si sono piazzati il canadese Ryder Hesjedal, lo spagnolo Joaquim Rodríguez (sempre in maglia rosa), gli italiani Michele Scarponi e Domenico Pozzovivo e il colombiano Rigoberto Urán.

Resoconto[]

IL PERCORSO — La diciannovesima tappa del Giro 2012 prende il via da Treviso e si conclude all’Alpe di Pampeago dopo 198 chilometri di gara. Dal punto di vista altimetrico, il tracciato della tappa presenta diverse ascese di alta difficoltà. Tra le asperità spiccano, la Sella di Roa, 7 chilometri al 6,6% di pendenza media, poi il Passo Manghen, 20,5 chilometri al 7,4% di pendenza media (è una salita di prima categoria) prima di affrontare l’Alpe di Pampeago, 7,7 chilometri al 9,8% di pendenza media, il Passo di Lavazé, 6,3 km al 8,6% di pendenza media, e nuovamente l’Alpe di Pampeago, dove è posto l’arrivo della frazione.

LA FUGA — Al nono chilometro prende forma la fuga che caratterizzerà buona parte della tappa. Vanno via in diciassette, Emanuele Sella dell’Androni Giocattoli-Venezuela, Andrey Zeits dell’Astana, Ivan Santaromita della BMC Racing Team, Stefano Pirazzi della Colnago, Pierre Cazaux dell’Euskaltel, Andrea Guardini della Farnese Vini, Sandy Casar della FDJ-BigMat, Mikhail Ignatyev della Katusha, Adam Hansen della Lotto, Francisco Ventoso della Movistar, Serge Pauwels dell’Omega Pharma-Quickstep, Juan Manuel Gárate della Rabobank, Thomas Rohregger della RadioShack, Juan Antonio Flecha della Sky, Cesare Benedetti del Team NetApp e Lucas Sebastián Haedo della Saxo Bank. Dopo poco gli attaccanti hanno già preso il largo: Pirazzi vince il primo traguardo volante e il vantaggio dei diciassette arriva a 7′ al 40º chilometro.

Pirazzi scollina per primo sulla Sella di Roa, il gruppo scollina a 6’36” dai fuggitivi, che nei chilometri successivi riprendono a guadagnare. Sul Passo Manghen i fuggitivi hanno superato i 10′ di vantaggio e Guardini comincia a staccarsi. Nel gruppo, uno dei favoriti per la vittoria finale, José Rujano si ritira, mentre Christian Vande Velde e Sylwester Szmyd (gregari rispettivamente di Hesjedal e di Ivan Basso) hanno dei problemi meccanici.

Rodríguez mantiene la maglia rosa davanti a Hesjedal, Scarponi e Basso

Comincia a diminuire il vantaggio dei fuggitivi: Pirazzi scollina anche sul Passo Manghen davanti a Rohregger, ostacolato da una moto di ripresa della RAI, mentre il gruppo giunge sul Passo Manghen con circa 6′ di ritardo dai fuggitivi. In pianura comincia a lavorare la Liquigas di Basso, mentre il gruppetto di fuggitivi si sgretola: davanti rimangono solo Pirazzi, Casar e Rohregger con un vantaggio di appena tre minuti dal plotone. Rohregger non tiene il ritmo dei suoi compagni di fuga, che rimangono in due; dietro di loro Sella e Zeits stanno guidando un gruppetto di inseguitori che sono distanti di circa 1′, e il gruppo è sempre a 3′ di distacco. Proprio dal plotone si stacca Paolo Tiralongo, ottavo nella classifica generale.

L’ATTACCO DI KREUZIGER – Sella raggiunge Rohregger, e nel gruppo attacca Dario Cataldo. A questo punto Roman Kreuziger fa partire prima il suo gregario Kevin Seeldraeyers, poi attacca raggiungendo e successivamente superando il belga. Sul Passo di Lavazé Pirazzi scollina davanti a Casar, dietro Sella e Rohregger sono a 24″, il gruppetto composto da Cataldo, Pauwels e Kreuziger è a 1’54”, invece il plotone scollina a 2’48”.

Sella e Rohregger raggiungono il duo di testa, formando così un quartetto al comando. Dietro Kreuziger e Cataldo avanzano lasciando Pauwels nelle retrovie; il gruppo è sempre tirato dai Liquigas. Pirazzi e Casar scattano lasciando sul posto Sella e Rohregger che vengono ripresi nei chilometri successivi da Cataldo e da Kreuziger. Kreuziger stacca Cataldo e va in solitaria a raggiungere e poi staccare Casar e Pirazzi. Dietro, nel gruppo, iniziano i primi scatti: Scarponi scatta in tre occasioni, ma viene subito ripreso da Hesjedal, che contrattacca portandosi con se Scarponi. I due staccano tutti gli altri big, con dietro la coppia Joaquim Rodríguez-Domenico Pozzovivo e, ancora più staccati, l’altro duo formato da Basso e da Rigoberto Uran.

Kreuziger va a vincere la frazione sull’Alpe di Pampeago: venuto con ambizioni di classifica, crolla nella tappa di Cortina, ma salva parzialmente il suo Giro d’Italia. A 19″ Hesjedal, poi a 32″ Rodríguez che supera Scarponi, a 35″. Poi Pozzovivo arriva a 43″, Basso è a 55″, Urán a 57″. Rodríguez mantiene la maglia rosa davanti a Hesjedal, a 17″, a Scarponi (ora a 1’39”) e davanti a Basso, che deve recuperare 1’45”.


Fonti[]

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May 13, 2012

Giro d\’Italia 2012: vittoria di Domenico Pozzovivo nell\’ottava tappa

Giro d’Italia 2012: vittoria di Domenico Pozzovivo nell’ottava tappa

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Lago Laceno, domenica 13 maggio 2012

Domenico Pozzovivo negli ultimi chilometri dell’ottava tappa del giro d’Italia, durante la fuga che gli è valsa la vittoria in solitaria.

Lo scalatore della Colnago-CSF Domenico Pozzovivo ha vinto oggi l’ottava tappa del Giro d’Italia 2012, 229 chilometri da Sulmona a Lago Laceno. Decisivo il suo scatto solitario in salita a 6,5 chilometri dall’arrivo, un attacco a cui nessuno si è opposto e che ha permesso al ventinovenne ciclista lucano di festeggiare il primo successo in carriera nella “Corsa Rosa”.

Secondo, staccato di 23 secondi, si è classificato lo spagnolo Beñat Intaxausti, autore di un vano inseguimento; poco più indietro il gruppo dei migliori regolato in volata dall’altro spagnolo Joaquim Rodríguez. In questo plotoncino ha chiuso anche Ryder Hesjedal: nonostante qualche momento di difficoltà nell’ultima ascesa, il canadese è riuscito a stare a ruota e a mantenere la maglia rosa.

Resoconto[]

IL PERCORSO — È l’ottava tappa di questo Giro d’Italia. Dopo l’arrivo di ieri a Rocca di Cambio, la partenza odierna è a Sulmona, sempre in Abruzzo, mentre l’arrivo è a Lago Laceno, frazione del comune di Bagnoli Irpino, in Campania. La frazione è simile a quella di ieri, l’andamento altimetrico è variabile, mosso. Dopo l’ascesa verso Roccaraso e il transito per il Piano delle Cinque Miglia e per Castel di Sangro, ecco la prima salita di media difficoltà: è quella verso il valico del Ma­cerone, ove è posto un Gran Premio della Montagna di quarta categoria. Si passa quindi per Isernia, Benevento, San Giorgio del Sannio (qui è il traguardo volante di giornata) e Montemarano, sempre diretti verso sud-est.

È l’erta finale, quella verso l’altopiano del Lago Laceno, il punto saliente dell’intera tappa. Si tratta di una salita di 9,9 chilometri con pendenza media del 5,9% e massima del 12% (nel tratto iniziale) che porta gli atleti, superato un dislivello di 589 metri, ai 1087 metri di Colle Molella, ove è posto un altro GPM, questa volta di seconda categoria. La tappa però non si conclude qui: ci sono infatti ancora 4,4 chilometri di pianura prima dell’arrivo. I 229 chilometri della tappa, la seconda più lunga di questo Giro dopo la Assisi-Montecatini Terme del 16 maggio, conducono la carovana nel punto più meridionale di tutta la “Corsa Rosa” edizione 2012. La risalita comincerà domani.

FUGA A QUATTRO — Partenza ufficiale alle 11:00 locali. Gruppo inizialmente compatto, poi, al decimo chilometro di corsa, se ne vanno il francese Julien Berard (AG2R La Mondiale), lo spagnolo Miguel Mínguez dell’Euskaltel-Euskadi, il costaricano Andrey Amador della Movistar e il campione nazionale polacco Tomasz Marczyński, della Vacansoleil-DCM. Al chilometro 35 i quattro hanno un vantaggio di 2 minuti e 30 secondi sugli inseguitori, mentre altri atleti che avevano provato ad unirsi al tentativo di fuga (tra essi Matteo Rabottini, a lungo in avanscoperta ieri) vengono ripresi dal gruppo.

Al chilometro 70, nei pressi di Isernia, gli attaccanti hanno già undici minuti di margine. Poco prima, sul GPM di Macerone, era transitato per primo Marczyński davanti a Berard. Il gruppo, dopo aver a lungo lasciato spazio e aver tenuto – come ormai di consueto in queste tappe – un’andatura oltremodo tranquilla, comincia ad attivarsi quando al traguardo mancano una novantina di chilometri. Così vannao avanti a tirare gli uomini Garmin (per la maglia rosa Ryder Hesjedal) e Liquigas (per Ivan Basso). Sul traguardo volante di San Giorgio del Sannio, a 65 dall’arrivo, è primo ancora Marczyński (il gruppo è a soli 3’50”); poi, tra scatti e controscatti, il polacco e Amador staccano Berard e Mínguez. Il francese e lo spagnolo vengono ripresi poco dopo, mentre l’azione di Marczyński e Amador si esaurisce quando al traguardo mancano diciotto chilometri. Gruppo compatto.

Beñat Intxausti, qui impegnato al Critérium du Dauphiné 2011, ha chiuso secondo dopo aver invano tentato di raggiungere Pozzovivo

L’AZIONE DI POZZOVIVO — Inizia la salita. Sono inizialmente i gregari di Roman Kreuziger, con Enrico Gasparotto in testa, a fare l’andatura e a scremare il gruppo; dopo un po’ si porta davanti a tirare Sylwester Szmyd della Liquigas. Hesjedal rischia di staccarsi, ma riesce a tener duro e a restare “incollato” alle ruote dei migliori. Nel punto più difficile dell’ascesa, lì dove le pendenze sono del 12%, a poco più di due chilometri dal GPM, parte Domenico Pozzovivo della Colnago-CSF. Il suo attacco è irresistibile, e viene salutato con giubilo dai tanti tifosi giunti dalla vicina Basilicata (Pozzovivo è originario di Montalbano Jonico).

Il gruppo non reagisce, solo lo spagnolo Beñat Intaxausti della Movistar tenta di riagganciarsi all’atleta lucano; la sua azione, forse un po’ tardiva, lo porta però a scollinare con 28 secondi di ritardo. Gli ultimi ultimi 4,4 chilometri, caratterizzati da discesa e pianura, sono interminabili per il ventinovenne lucano, scalatore puro, solo 165 cm di altezza per 53 kg di peso. Il grande sforzo risulta però premiato: al traguardo di Lago Laceno il vincitore è proprio Domenico Pozzovivo. Un trionfo tanto ambito e tanto atteso, il primo per lui in carriera al Giro d’Italia. Secondo, a 23 secondi, chiude Intxausti. Poi, a 27 secondi, ecco tutti i migliori: lo sprint per il terzo posto è appannaggio dall’altro spagnolo Joaquim Rodríguez.

Undicesimo, nello stesso gruppetto di Rodríguez, chiude Ryder Hesjedal: la maglia rosa resta sulle sue spalle. Piccola variazione nella graduatoria generale: lo stesso Rodríguez, grazie agli otto secondi di abbuono, scavalca Paolo Tiralongo e si assesta al secondo posto della classifica provvisoria, a nove secondi da Hesjedal. Damiano Caruso, ventiquattrenne ragusano della Liquigas, è invece la nuova maglia bianca. Domani frazione pianeggiante da San Giorgio del Sannio a Frosinone: atteso, almeno sulla carta, un arrivo in volata.

Ordine d’arrivo[]

Sulmona Lago Laceno – 229 km
# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Italy.svg Domenico Pozzovivo Flag of Ireland.svg Colnago-CSF 6h06’05”
37,532 km/h
2 Flag of Spain.svg Beñat Intxausti Flag of Spain.svg Movistar a 23″
3 Flag of Spain.svg Joaquim Rodríguez Flag of Russia.svg Katusha a 27″
4 Flag of Belgium (civil).svg Thomas De Gendt Flag of the Netherlands.svg Vacansoleil s.t.
5 Flag of Italy.svg Dario Cataldo Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma s.t.
6 Flag of Italy.svg Damiano Caruso Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
7 Flag of Italy.svg Gianluca Brambilla Flag of Ireland.svg Colnago-CSF s.t.
8 Flag of Poland.svg Bartosz Huzarski Flag of Germany.svg Team NetApp s.t.
9 Flag of Venezuela.svg José Rujano Flag of Italy.svg Androni Gioc. s.t.
10 Flag of France.svg John Gadret Flag of France.svg AG2R La M. s.t.
11 Flag of Canada.svg Ryder Hesjedal Flag of the United States.svg Garmin s.t.
12 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana s.t.
13 Flag of Colombia.svg Rigoberto Urán Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling s.t.
14 Flag of Italy.svg Damiano Cunego Flag of Italy.svg Lampre-ISD s.t.
15 Flag of Italy.svg Michele Scarponi Flag of Italy.svg Lampre-ISD s.t.

Classifiche[]

Classifica generale – Maglia rosa[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Canada.svg Ryder Hesjedal Flag of the United States.svg Garmin 32h23’25”
 km/h
2 Flag of Spain.svg Joaquim Rodríguez Flag of Russia.svg Katusha a 9″
3 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana a 15″
4 Flag of the Czech Republic.svg Roman Kreuziger Flag of Kazakhstan.svg Astana a 35″
5 Flag of Spain.svg Beñat Intxausti Flag of Spain.svg Movistar s.t.
6 Flag of Italy.svg Ivan Basso Flag of Italy.svg Liquigas a 40″
7 Flag of Italy.svg Damiano Caruso Flag of Italy.svg Liquigas a 45″
8 Flag of Italy.svg Dario Cataldo Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma a 46″
9 Flag of Luxembourg.svg Fränk Schleck Flag of Luxembourg.svg RadioShack a 48″
10 Flag of Italy.svg Eros Capecchi Flag of Italy.svg Liquigas a 52″
11 Flag of Colombia.svg Rigoberto Urán Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling a 53″
12 Flag of Italy.svg Michele Scarponi Flag of Italy.svg Lampre-ISD a 54″
13 Flag of Italy.svg Domenico Pozzovivo Flag of Ireland.svg Colnago-CSF a 55″
14 Flag of Colombia.svg Sergio Henao Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling a 1’10”
15 Flag of Italy.svg Damiano Cunego Flag of Italy.svg Lampre-ISD a 1’14”

Classifica a punti – Maglia rossa[]

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Australia.svg Matthew Goss Flag of Australia.svg Orica-GreenED. 65
2 Flag of the United Kingdom.svg Mark Cavendish Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling 55
3 Flag of Colombia.svg Miguel Ángel Rubiano Flag of Italy.svg Androni Gioc. 36
4 Flag of Italy.svg Domenico Pozzovivo Flag of Ireland.svg Colnago-CSF 35
5 Flag of Spain.svg Joaquim Rodríguez Flag of Russia.svg Katusha 30

Gran Premio della Montagna – Maglia azzurra[]

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Colombia.svg Miguel Ángel Rubiano Flag of Italy.svg Androni Gioc. 23
2 Flag of Poland.svg Michał Gołaś Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma 16
3 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana 9
4 Flag of Italy.svg Domenico Pozzovivo Flag of Ireland.svg Colnago-CSF 9
5 Flag of Italy.svg Cesare Benedetti Flag of Germany.svg Team NetApp 7

Classifica giovani – Maglia bianca[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Italy.svg Damiano Caruso Flag of Italy.svg Liquigas 32h24’10”
 km/h
2 Flag of Colombia.svg Rigoberto Urán Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling a 8″
3 Flag of Colombia.svg Sergio Henao Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling a 25″
4 Flag of the United States.svg Peter Stetina Flag of the United States.svg Garmin a 38″
5 Flag of the Netherlands.svg Tom-Jelte Slagter Flag of the Netherlands.svg Rabobank a 1’41”

Trofeo Fast Team[]

# Squadra Tempo
1 Flag of Italy.svg Liquigas-Cannondale 95h56’59”
2 Flag of Kazakhstan.svg Astana Pro Team a 27″
3 Flag of the United States.svg Team Garmin-Barracuda a 45″

Trofeo Super Team[]

# Squadra Punti
1 Flag of the United States.svg Team Garmin-Barracuda 184
2 Flag of Australia.svg Orica-GreenEDGE 133
3 Flag of Luxembourg.svg RadioShack-Nissan 114

Altri premi[]

  • Traguardi Volanti: Olivier Kaisen, 8 punti
  • Azzurri d’Italia: Matthew Goss, 8 punti
  • Premio della Fuga: Reto Hollenstein, 344 punti
  • Premio della Combattività: Miguel Ángel Rubiano, 21 punti
  • Premio Fair Play: sette squadre a 0 punti


Fonti[]

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May 12, 2012

Giro d\’Italia 2012: settima tappa a Paolo Tiralongo, Hesjedal in rosa

Giro d’Italia 2012: settima tappa a Paolo Tiralongo, Hesjedal in rosa

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Rocca di Cambio, sabato 12 maggio 2012

Paolo Tiralongo è originario di Avola, ed è professionista dal 2000

Vittoria del trentaquattrenne siciliano Paolo Tiralongo nella settima tappa del Giro d’Italia 2012, 205 chilometri di saliscendi da Recanati a Rocca di Cambio. L’atleta dell’Astana ha superato allo sprint il marchigiano Michele Scarponi, aggiudicandosi così il secondo successo di tappa al Giro dopo quello dell’anno scorso a Macugnaga. Staccati di pochi secondi tutti gli altri big, a cominciare da Fränk Schleck, terzo. Crolla invece la maglia rosa Adriano Malori: il simbolo del primato passa sulle spalle del canadese Ryder Hesjedal, quinto all’arrivo.

Resoconto[]

IL PERCORSO — La settima tappa del Giro 2012 prende il via da Recanati, la città del poeta Giacomo Leopardi, e si conclude a Rocca di Cambio dopo 205 chilometri di gara; vengono così percorse le strade dell’Appennino centrale tra Marche e Abruzzo, passando anche per il capoluogo abruzzese, L’Aquila (ove è posto l’unico traguardo volante). Dal punto di vista altimetrico, il tracciato della frazione presenta diverse salite di media o lieve difficoltà. Tra le asperità spiccano, il Colle di Galluccio, 5,6 chilometri al 5% di pendenza media (è un Gran Premio della Montagna di terza categoria) a metà tappa, e, più rilevante, l’ascesa finale che porta al traguardo di Rocca di Cambio. Si tratta di 19,1 chilometri al 4% medio con punte finali del 10% negli ultimi mille metri. All’arrivo, quota 1392 m s.l.m. è posto un GPM di seconda categoria: si tratta del primo arrivo in salita di questa “Corsa Rosa” edizione 2012.

Il gruppetto presso l’ascesa di Rocca di Cambio a 6,5 km dall’arrivo.

QUATTRO IN FUGA — La giornata è estiva, sole e quasi 30°C di temperatura; tanti i tifosi alla partenza, quasi tutti a sostenere l’idolo di casa Michele Scarponi. Già al chilometro zero prende forma la fuga che caratterizzerà buona parte della tappa. Vanno via in quattro, due italiani, l’abruzzese Matteo Rabottini della Farnese-Selle Italia e il toscano Mirko Selvaggi della Vacansoleil-DCM, il giapponese Fumiyuki Beppu della Orica-GreenEDGE e lo svizzero Reto Hollenstein del Team NetApp. Dopo poco gli attaccanti hanno già preso il largo: il vantaggio dei quattro tocca il suo massimo, 9 minuti e 15 secondi, intorno al 35º chilometro di corsa. Il gruppo procede placido – conducono gli uomini della Lampre-ISD, la squadra della maglia rosa Adriano Malori – e lascia spazio. Hollenstein, che in classifica ha 1’21” da Malori, rimane a lungo maglia rosa virtuale.

Sul colle di Galluccio, come detto GPM di terza categoria, transita per primo Beppu (suoi 5 punti utili per la classifica della maglia azzurra), poi Rabottini. Il gruppo scollina dopo circa otto minuti. Da annotare il dato sulla velocità media tenuta dai ciclisti fino a quel momento, davvero bassa, attorno ai 33 km/h. Solo quando all’arrivo mancano sessanta chilometri, il gruppo decide di aumentare lievemente l’andatura: in testa a tirare si fanno vedere, oltre ai Lampre-ISD, un uomo della Katusha, la formazione di Joaquim Rodríguez, e uno della Garmin-Barracuda, la squadra di Ryder Hesjedal. Davanti i quattro fuggitivi cominciano ad accusare i segni della stanchezza, e il loro vantaggio scende vertiginosamente in pochi chilometri.

Ryder Hesjedal, nato a Victoria nel 1980, professionista dal 2004, è la nuova maglia rosa

CI PROVANO PIRAZZI ED HERRADA — Dopo il traguardo volante dell’Aquila (primo Beppu su Selvaggi), i quattro sostanzialmente non collaborano più. Anzi va all’attacco solitario il pescarese Matteo Rabottini: il suo vantaggio sul gruppo, all’inizio della salita, è però inferiore ai due minuti. Ai meno 15 si conclude la giornata di gloria di Beppu, Hollenstein e Selvaggi: i tre vengono infatti ripresi e superati da Stefano Pirazzi, venticinquenne della Colnago-CSF. Malori intanto già si stacca, un po’ come da previsioni: la maglia rosa, sulle sue spalle soltanto da ieri, non sarà più sua questa sera.

Rabottini, raggiunto in testa da Pirazzi e dallo spagnolo José Herrada (Movistar), non si dà per vinto, resiste per alcuni chilometri prima di venir riassorbito dal gruppo (una cinquantina di unità) ai meno dieci. Si staccherà poi per un salto di catena. I big restano nell’ombra, il ritmo comunque sale, con scatti e controscatti, tutti vani, delle seconde linee (ci provano anche Damiano Cunego ed emanuele Sella, subito ripresi). Davanti conducono sempre Pirazzi ed Herrada, dietro è l’Astana a fare l’andatura e, chilometro dopo chilometro, a cercare di ricucire sui due contrattaccanti.

TIRALONGO BEFFA SCARPONI — Una breve discesa prima dell’ultimo strappo permette a Herrada e Pirazzi di mantenere una decina di secondi di margine sul gruppo in vista del triangolo rosso dell’ultimo chilometro. L’atleta della Colnago-CSF, però, si pianta già sulle prime rampe, e deve arrendersi; la leadership di Herrada, rimasto tutto solo davanti, non dura molto più a lungo: lo spagnolo viene infatti raggiunto dai migliori a 700 metri dal traguardo. Inizia quindi una sorta di lunghissimo sprint. Michele Scarponi, aiutato in precedenza dal compagno di squadra Przemyslaw Niemiec, riesce a fare il vuoto con alla ruota il solo Paolo Tiralongo. Il marchigiano, sempre in testa, sembra averne di più, Tiralongo però lo salta sull’ultimissima rampa tagliando per primo il traguardo. La tappa è sua.

L’atleta dell’Astana mette a segno il suo secondo successo di tappa al Giro dopo quello dell’anno scorso a Macugnaga; firma inoltre la prima vittoria di marca italiana in questo novantacinquesimo Giro d’Italia. Scarponi deve accontentarsi del secondo posto, terzo è il lussemburghese Fränk Schleck a tre secondi, quarto lo spagnolo Joaquim Rodríguez, quinto il canadese Ryder Hesjedal, poi tutti gli altri big con distacchi di alcuni secondi. Proprio Hesjedal, questa mattina terzo in graduatoria a 15 secondi da Malori (al traguardo a 11’28” dal vincitore), è la nuova maglia rosa. Una maglia storica per il suo paese: è infatti il primo canadese a vestire il simbolo del primato al Giro d’Italia. Primo inseguitore nella generale è ora Tiralongo, a 15 secondi, segue Rodríguez a 17.

Domani l’ottava tappa, da Sulmona a Lago Laceno, 229 chilometri e secondo arrivo in salita di questo Giro. La salita finale è più dura di quella odierna – sono 9,9 chilometri con pendenze medie del 5,9% e massime del 12% – mentre gli ultimi quattro chilometri sono pianeggianti.

Ordine d’arrivo[]

Recanati Rocca di Cambio – 205 km
# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana 5h51’03”
35,038 km/h
2 Flag of Italy.svg Michele Scarponi Flag of Italy.svg Lampre-ISD s.t.
3 Flag of Luxembourg.svg Fränk Schleck Flag of Luxembourg.svg RadioShack a 3″
4 Flag of Spain.svg Joaquim Rodríguez Flag of Russia.svg Katusha s.t.
5 Flag of Canada.svg Ryder Hesjedal Flag of the United States.svg Garmin a 5″
6 Flag of Italy.svg Domenico Pozzovivo Flag of Ireland.svg Colnago-CSF a 9″
7 Flag of Spain.svg Daniel Moreno Flag of Russia.svg Katusha s.t.
8 Flag of Italy.svg Ivan Basso Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
9 Flag of Spain.svg Mikel Nieve Flag of Spain.svg Euskaltel a 11″
10 Flag of Italy.svg Gianluca Brambilla Flag of Ireland.svg Colnago-CSF s.t.
11 Flag of Colombia.svg Sergio Henao Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling s.t.
12 Flag of Spain.svg Beñat Intxausti Flag of Spain.svg Movistar s.t.
13 Flag of Italy.svg Eros Capecchi Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
14 Flag of Belgium (civil).svg Serge Pauwels Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma s.t.
15 Flag of France.svg John Gadret Flag of France.svg AG2R La M. s.t.

Classifiche[]

Classifica generale – Maglia rosa[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Canada.svg Ryder Hesjedal Flag of the United States.svg Garmin 26h16’53”
40,405 km/h
2 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana a 15″
3 Flag of Spain.svg Joaquim Rodríguez Flag of Russia.svg Katusha a 17″
4 Flag of the United States.svg Christian Vande Velde Flag of the United States.svg Garmin a 21″
5 Flag of the United States.svg Peter Stetina Flag of the United States.svg Garmin a 26″
6 Flag of Spain.svg Daniel Moreno Flag of Russia.svg Katusha s.t.
7 Flag of the Czech Republic.svg Roman Kreuziger Flag of Kazakhstan.svg Astana a 35″
8 Flag of Italy.svg Ivan Basso Flag of Italy.svg Liquigas a 40″
9 Flag of Italy.svg Damiano Caruso Flag of Italy.svg Liquigas a 45″
10 Flag of Italy.svg Dario Cataldo Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma a 46″
11 Flag of Italy.svg Marco Pinotti Flag of the United States.svg BMC s.t.
12 Flag of Luxembourg.svg Fränk Schleck Flag of Luxembourg.svg RadioShack a 48″
13 Flag of Spain.svg Beñat Intxausti Flag of Spain.svg Movistar a 51″
14 Flag of Italy.svg Eros Capecchi Flag of Italy.svg Liquigas a 52″
15 Flag of Colombia.svg Rigoberto Urán Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling a 53″

Classifica a punti – Maglia rossa[]

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Australia.svg Matthew Goss Flag of Australia.svg Orica-GreenED. 65
2 Flag of the United Kingdom.svg Mark Cavendish Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling 53
3 Flag of Colombia.svg Miguel Ángel Rubiano Flag of Italy.svg Androni Gioc. 36
4 Flag of the United Kingdom.svg Geraint Thomas Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling 26
5 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana 25

Gran Premio della Montagna – Maglia azzurra[]

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Colombia.svg Miguel Ángel Rubiano Flag of Italy.svg Androni Gioc. 23
2 Flag of Poland.svg Michał Gołaś Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma 16
3 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana 9
4 Flag of Italy.svg Cesare Benedetti Flag of Germany.svg Team NetApp 7
5 Flag of Italy.svg Alfredo Balloni Flag of the United Kingdom.svg Farnese Vini 6

Classifica giovani – Maglia bianca[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of the United States.svg Peter Stetina Flag of the United States.svg Garmin 26h17’19”
40,394 km/h
2 Flag of Italy.svg Damiano Caruso Flag of Italy.svg Liquigas a 19″
3 Flag of Colombia.svg Rigoberto Urán Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling a 27″
4 Flag of Estonia.svg Tanel Kangert Flag of Kazakhstan.svg Astana a 40″
5 Flag of Colombia.svg Sergio Henao Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling a 44″

Trofeo Fast Team[]

# Squadra Tempo
1 Flag of the United States.svg Team Garmin-Barracuda 77h36’14”
2 Flag of Kazakhstan.svg Astana Pro Team a 39″
3 Flag of Italy.svg Liquigas-Cannondale a 1’09”

Trofeo Super Team[]

# Squadra Punti
1 Flag of the United States.svg Team Garmin-Barracuda 174
2 Flag of Australia.svg Orica-GreenEDGE 133
3 Flag of Luxembourg.svg RadioShack-Nissan 111

Altri premi[]

  • Traguardi Volanti: Olivier Kaisen, 8 punti
  • Azzurri d’Italia: Matthew Goss, 8 punti
  • Premio della Fuga: Reto Hollenstein, 344 punti
  • Premio della Combattività: Miguel Ángel Rubiano, 21 punti
  • Premio Fair Play: otto squadre a 0 punti


Fonti[]

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October 10, 2010

Afghanistan: attaccati i soldati italiani, quattro morti e un ferito

Afghanistan: attaccati i soldati italiani, quattro morti e un ferito

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domenica 10 ottobre 2010
Quattro soldati italiani appartenenti alla 269ª Compagnia del 7º Reggimento Alpini di stanza a sono stati uccisi nella giornata di ieri in un attentato nella zona di Farah, in Afghanistan. Un quinto soldato, che faceva parte di una colonna di mezzi di scorta a degli autocarri civili, è rimasto ferito, ma le sue condizioni non sono definite critiche. Le vittime sono:

  1. 1º Caporal Maggiore Gianmarco Manca, 32 anni (Alghero)
  2. Caporal Maggiore Marco Pedone, 23 anni (Gagliano del Capo)
  3. 1º Caporal Maggiore Sebastiano Ville, 27 anni (Lentini)
  4. 1º Caporal Maggiore Francesco Vannozzi, 26 anni (Pisa)

Il soldato ferito è il 1º Caporal Maggiore Luca Cornacchia, 31 anni, da Pescina, in . L’attacco è avvenuto in due fasi: inizialmente con l’esplosione di una bomba artigianale, cui ha fatto seguito una sparatoria, alla quale i militari hanno risposto riuscendo a far allontanare gli attentatori.

Con le quattro vittime di ieri, il totale dei soldati italiani caduti in Afghanistan sale a trentaquattro. L’ultimo attentato che era costato la vita ad un soldato era avvenuto poco meno di un mese fa, il 17 settembre.

Tutte le alte cariche dello Stato, come di consueto, hanno indirizzato messaggi di cordoglio e vicinanza alle famiglie dei soldati caduti.

I talebani afgani, attraverso il portavoce Qari Muhammad Yousaf, hanno rivendicato l’attentato al convoglio Italiano[1].


Fonti[]

Note[]

  1. la Repubblica, fonte cit.
Wikivoyage

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August 28, 2010

Gardaland: polemiche per il divieto d\’accesso sulla monorotaia a una bambina down

Gardaland: polemiche per il divieto d’accesso sulla monorotaia a una bambina down

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sabato 28 agosto 2010

La Monorotaia di Gardaland è una delle attrazioni del parco, ed è attiva dal 1988

Il parco divertimenti di Gardaland è da qualche giorno al centro di una polemica, dopo che Aldo Aceto, ex procuratore di Pescara e padre di una bambina di otto anni affetta da sindrome di Down, ha denunciato dalle pagine del quotidiano abruzzese Il Centro quella che a prima vista apparirebbe come una sorta di discriminazione perpetrata nei confronti della figlia.

L’episodio è accaduto alcuni giorni addietro: la bambina, insieme con la famiglia, stava per entrare sulla monorotaia, il mezzo di trasporto che fa il giro del parco, ma gli addetti hanno rifiutato alla comitiva l’ingresso, adducendo motivi di sicurezza che, sempre secondo i responsabili di Gardaland, vietano alcune attrazioni a persone particolarmente sensibili a “reazioni incontrollate”.

Il magistrato ha duramente attaccato il parco, scagliandosi contro la decisione di non far salire la bambina (che a quanto pare era già salita sull’attrazione durante la mattinata) ma anche contro gli ingressi preferenziali per disabili, poichè rappresenterebbero una “discriminazione razziale”. «All’ingresso non mi è stato fornito nessun opuscolo – dichiara Aceto -. L’ho preso alla fine della giornata, constatando quanto quella che abbiamo subito sia stata un’ingiustizia fondata soltanto sul pregiudizio».

Da Castelnuovo del Garda spiegano: «Gardaland è da sempre attenta ai diritti dei suoi ospiti disabili; lo testimoniano tutte le iniziative adottate per rendere sempre più agevole la loro visita al Parco: i parcheggi riservati, l’ingresso preferenziale dal Castello che consente di evitare le code, il noleggio di sedie a rotelle e, non ultimo, un opuscolo informativo realizzato in collaborazione con le associazioni che si occupano di disabilità e che viene distribuito ad ogni ospite disabile all’entrata dal Castello, e che può essere facilmente reperito sul sito web». Sull’episodio, in particolare, la direzione aggiunge: «Probabilmente il signor Aceto non ha fatto presente alle casse la disabilità della figlia. Se lo avesse fatto, sarebbe stato indirizzato all’entrata del Castello dove la bambina avrebbe avuto diritto all’ingresso gratuito al Parco e dove avrebbe ricevuto l’opuscolo con le informazioni. Il mancato rispetto di quanto prescritto dalla legge e di quanto indicato dal costruttore rappresenterebbe una grave inadempienza da parte nostra, sanzionabile sia civilmente che penalmente».


Fonti

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August 25, 2010

Atri: importanti musicisti ospiti al Festival Internazionale dei Duchi d\’Acquaviva

Filed under: Abruzzo,Atri,Europa,Italia,Pubblicati,Teramo — admin @ 5:00 am

Atri: importanti musicisti ospiti al Festival Internazionale dei Duchi d’Acquaviva

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sabato 25 agosto 2010

Musicisti di fama mondiale all’11a edizione del Festival Internazionale dei Duchi d’Acquaviva, tra i quali il Maestro Eugen Indjic, pianista, allievo prediletto del famosissimo pianista Arthur Rubinstein, che fra il 1970 e il 1974 ha vinto il primo premio in alcuni tra i maggiori concorsi internazionali: Concorso “Chopin” (1970), Concorso “Ledds” (1972) e Concorso “Rubinstein” (1974); o Marco Rogliano, violinista, che ha fatto il suo debutto internazionale come solista nel 1989 eseguendo il Concerto di Sibelius con la Helsingborg Symphony Orchestra. Il festival si tiene nella città di Atri, piccolo centro di 11 000 abitanti nel teramano, in Abruzzo.


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September 15, 2009

Berlusconi consegna le case ad Onna

Filed under: Abruzzo,Cronaca,Europa,Italia,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Berlusconi consegna le case ad Onna – Wikinotizie

Berlusconi consegna le case ad Onna

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martedì 15 settembre 2009

Guido Bertolaso

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed il Direttore del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso (foto), consegnano oggi le prime novantaquattro villette prefabbricate in legno, costruite grazie ai fondi raccolti dalla Croce Rossa Italiana ed alla manodopera fornita dalla Protezione Civile e dalla Provincia autonoma di Trento, per i terremotati residenti nel paese di Onna.

Bertolaso ha spiegato che codeste abitazioni: «vengono utilizzate come chalet o seconde case nelle zone di montagna e sull’Appennino», sono perciò «assolutamente definitive, realizzate per dare certezza del futuro».

Per la fine dei lavori di costruzione delle altre case progettate con criteri antisismici si dovrà attendere ancora, fino ai primi di dicembre, ma tutto procede come previsto dal Governo e dalla Protezione Civile. Il premier Silvio Berlusconi ai telegiornali ha detto di «guardare al futuro con tanta speranza e serenità».

Massimo D’Alema ha dichiarato che Berlusconi non dovrebbe esporsi né festeggiare, perché «le villette che erano state promesse da Berlusconi […] non sono ancora pronte»; i meriti fino ad ora apparterrebero unicamente al presidente della provincia di Trento Lorenzo Dellai, che ha fatto dono dei prefabbricati.

A queste argomentazioni Guido Bertolaso ha risposto: «Qui abbiamo un successo del Sistema Italia, di cui dovremmo tutti essere orgogliosi e invece si sollevano dei distinguo fra chi li ha costruiti e chi li ha finanziati. […] Ad Onna avremmo potuto fare tutto da soli ma proprio perché Onna, completamente rasa al suolo, è un simbolo di questo terremoto, abbiamo voluto coinvolgere più organismi. Abbiamo chiesto alla protezione civile del Trentino di realizzare le case e alla Croce Rossa di pagarle»


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May 28, 2009

Terremoto dell\’Aquila: i parenti degli studenti morti rifiutano la laurea \”honoris causa\”

Filed under: Abruzzo,Italia,Politica e conflitti,Pubblicati,Terremoti — admin @ 5:00 am

Terremoto dell’Aquila: i parenti degli studenti morti rifiutano la laurea “honoris causa”

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giovedì 28 maggio 2009

Danni in periferia de L’Aquila

Le famiglie di otto studenti universitari deceduti durante il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, sono state contattate dal magnifico rettore, perché potessero ricevere, durante una cerimonia che si terrà domani, la laurea honoris causa per i loro ragazzi deceduti.

Gli otto erano: Michele Strazzella, Enza Terzini, Tonino Colonna, Luca Lunari, Marco Alviano, Angela Cruciano, Luciana Capuano, Davide Centofanti.

A tale invito le famiglie si erano già espresse negativamente, mediante una lettera che avevano recapitato all’indirizzo del rettore; hanno scritto: «Quella laurea è solo un blando tentativo di chiudere una tragica parentesi che ha sconvolto la nostra esistenza». Ma ora i familiari apprendono che alla cerimonia di domani sarà presente anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, un particolare che essi finora ignoravano.

Paolo Colonna, padre del diciannovenne Tonino, afferma: «Non si può trasformare una cerimonia in un momento preelettorale», e ancora: «Mio figlio era uno studente universitario ed è morto sotto le macerie, cosa c’entra questo con la campagna elettorale?»

La testimonianza[]

Un rapporto della Protezione civile datato 2006, in possesso dei genitori degli studenti, indicava come tutte le facoltà universitarie nonché buona parte degli edifici pubblici avessero delle gravi carenze strutturali, e si sarebbe dovuto ristrutturarle. Il signor Colonna afferma: «Quegli studi sono stati fatti nel 2006 e sono rimasti nei cassetti dell’amministrazione» e poi: «Tutti sapevano, solo noi non sapevamo. Se lo sapevamo i nostri figli li tenevamo a casa».

Tornando a quei giorni, ancora il sig. Colonna: «Siamo stati noi a tirarli fuori dalle macerie»; avuta notizia del terremoto il padre è accorso da Torre de’ Passeri: «Sul posto c’erano dei ragazzi che scavavano, non c’era la Protezione civile, non c’era nessuno, loro sono arrivati solo diverse ore dopo».

«Le scosse erano iniziate a ottobre e il 30 marzo alle tre e mezzo c’era stata una scossa del quarto grado: i ragazzi stavano facendo lezione e sono usciti all’aperto. Perché non hanno deciso allora di chiudere l’università?». «Quando ho chiesto al preside della facoltà di mio figlio se poteva dirmi che i nostri figli andavano a lezione in strutture sicure non mi ha replicato nulla».

La reazione[]

Domani Paolo Colonna insieme agli altri genitori cercheranno di intervenire alla cerimonia per illustrare il loro punto di vista. «So già che non mi faranno entrare», dice ancora Paolo: « ma se ci saranno anche gli altri ci proverò lo stesso». La loro intenzione è ancora più ferma dopo avere appreso, che a distanza di tempo una settimana dalle elezioni europee, il presidente del consiglio consegnerà personalmente le lauree: «Vuol dire che moralmente abbiamo proprio toccato il fondo e io non ci sto».


Fonti[]

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