Wiki Actu it

November 3, 2009

Strasburgo: la Corte europea dei diritti dell\’uomo \”boccia\” il crocifisso a scuola

Strasburgo: la Corte europea dei diritti dell’uomo “boccia” il crocifisso a scuola

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

martedì 3 novembre 2009

Il crocifisso, tradizionale rappresentazione nell’iconografia cattolica.

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha accolto il ricorso presentato da una signora finlandese naturalizzata italiana nel 2002, che aveva chiesto di rimuovere il crocifisso dalle aule della scuola che frequentavano i due figli. La donna è stata assistita dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (di cui è socia) durante l’intero iter giuridico: Tar del Veneto, Corte Costituzionale, Consiglio di Stato e Corte Europea. Dopo sette anni, la corte, che ha sede a Strasburgo, ha accolto il ricorso della donna, spianando così la strada alla rimozione del tradizionale simbolo della religione cattolica nel Paese. Per la corte, l’esposizione del crocifisso rappresenterebbe «una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni».

La CEDU stabilisce inoltre che il governo italiano debba pagare alla signora un risarcimento pari a cinquemila euro per danni morali.

La decisione ha suscitato un vespaio di polemiche nell’intero emiciclo politico. La maggioranza ha espresso la sua contrarietà alla decisione della corte, e il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato che l’Italia presenterà ricorso. Contrari alla decisione anche i ministri Roberto Calderoli e Angelino Alfano, nonché il neoeletto segretario del PD Pierluigi Bersani, secondo il quale «un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto».

Il direttore della Sala Stampa della Città del Vaticano, Federico Lombardi, ha commentato: «Si tratta di un’ottica miope e sbagliata, accolta in Vaticano con stupore e rammarico. Stupisce che una Corte europea intervenga pesantemente in una materia molto profondamente legata all’identità storica, culturale, spirituale del popolo italiano».

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 18, 2009

“Liberi di non credere”, a Roma meeting nazionale promosso dalle Associazioni Laiciste

venerdì 18 settembre 2009

Le mura abbattute accanto a Porta Pia

Domani 19 settembre, giorno precedente alla ricorrenza dei 139 anni dalla presa di Roma con la celebre Breccia di Porta Pia, si terrà nella capitale il “primo meeting nazionale per un paese laico e civile”, una manifestazione a favore della laicità delle istituzioni e della parità di diritti tra credenti e non credenti promossa dalla UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) e intitolata Liberi di non credere. [1]

A piazzale Ankara verranno proposti diversi interventi, a partire dalle 14.30, di numerosi rappresentanti dell’UAAR tra cui Adele Orioli, Giorgio Villeia, Rosalba Sgroia e a partire dalle 17.00 gli interventi dei presidenti onorari tra cui Franco Grillini, Laura Balbo, Piergiorgio Odifreddi (video-intervento) e Margherita Hack (video-intervento), per concludere con il segretario UAAR Raffaele Cercano.[2]

A seguire tuttavia non verrà proposto il concerto precedentemente previsto, sempre in conseguenza ai tragici eventi avvenuti a Kabul. Il giorno seguente, 20 settembre, verrà poi deposta una corona per la celebrazione ufficiale della Breccia di Porta Pia. La manifestazione vedrà inoltre l’adesione di diverse associazioni, partiti o loro sezioni locali come Arcigay, Associazione culturale Civiltà Laica, SOS Razzismo, Alleanza Laica, Nuovo Partito d’Azione, Partito dei Comunisti Italiani, Radicali e numerose altre associazioni.[3]


Note

  1. Presentazione e rivendicazioni del meeting
  2. Il programma del meeting
  3. Adesioni

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

“Liberi di non credere”, a Roma meeting nazionale per un paese laico e civile

venerdì 18 settembre 2009

Le mura abbattute accanto a Porta Pia

Domani 19 settembre, giorno precedente alla ricorrenza dei 139 anni dalla presa di Roma con la celebre Breccia di Porta Pia, si terrà nella capitale il “primo meeting nazionale per un paese laico e civile”, una manifestazione a favore della laicità delle istituzioni e della parità di diritti tra credenti e non credenti promossa dalla UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) e intitolata Liberi di non credere. [1]

A piazzale Ankara verranno proposti diversi interventi, a partire dalle 14.30, di numerosi rappresentanti dell’UAAR tra cui Adele Orioli, Giorgio Villeia, Rosalba Sgroia e a partire dalle 17.00 gli interventi dei presidenti onorari tra cui Franco Grillini, Laura Balbo, Piergiorgio Odifreddi (video-intervento) e Margherita Hack (video-intervento), per concludere con il segretario UAAR Raffaele Cercano.[2]

A seguire tuttavia non verrà proposto il concerto precedentemente previsto, sempre in conseguenza ai tragici eventi avvenuti a Kabul. Il giorno seguente, 20 settembre, verrà poi deposta una corona per la celebrazione ufficiale della Breccia di Porta Pia. La manifestazione vedrà inoltre l’adesione di diverse associazioni, partiti o loro sezioni locali come Arcigay, Associazione culturale Civiltà Laica, SOS Razzismo, Alleanza Laica, Nuovo Partito d’Azione, Partito dei Comunisti Italiani, Radicali e numerose altre associazioni.[3]


Note

  1. Presentazione e rivendicazioni del meeting
  2. Il programma del meeting
  3. Adesioni

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

June 12, 2009

Manifesti ateo-agnostici: continuano le polemiche

Filed under: Ateismo,Cultura e società,Europa,Italia,Pubblicati,Religione,UAAR — admin @ 5:00 am

Manifesti ateo-agnostici: continuano le polemiche

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

venerdì 12 giugno 2009

Campagna Ateobus a Londra

Continua la campagna della UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) a favore del laicismo e dell’ateismo in Italia e continuano le reazioni negative. L’ultimo avvenimento risale al 9 giugno scorso: il maresciallo dei Carabinieri di Papozze, comune della provincia di Rovigo, ha ordinato di rimuovere i manifesti della UAAR che, a suo parere, offendevano il «sentimento religioso» della popolazione con la frase «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno». Successivamente il sindaco della cittadina si è detto stupito dell’avvenimento.

La stessa campagna, proposta nello scorso gennaio per gli autobus (i cosiddetti “ateobus”) della città di Genova, era stata rifiutata dall’agenzia pubblicitaria IGPDecaux secondo motivazioni basate sul Codice di autodisciplina pubblicitaria[1] che vieta «i messaggi commerciali che possano offendere la sensibilità religiosa, morale, civile o la dignità della persona». Lo stesso slogan era stato preventivamente autorizzato per essere diffuso sugli autobus londinesi, dove aveva preso inizio la campagna Ateobus a cura della BHA (British Humanist Association)[2].

Ai primi di febbraio l’associazione cattolica romana VeraLibertà aveva espresso ostilità contro le affissioni pubblicitarie contenenti messaggi atei o agnostici;[3] l’associazione aveva preso di mira i cartelli pubblicitari del film Religiolus, di Larry Charles, su cui avevano posto degli adesivi che recitavano Ateo no come richiesta di censura del film, definito empio e amorale.

Certamente più violento il messaggio del 27 febbraio diffuso dal circolo di Forza Nuova di Pescara che, «a vile, squallida e blasfema provocazione di un manipolo di adepti dell’associazione UAAR» propose di «riparare materialmente alla grave offesa che questi manifesti provocano alla città di Pescara ed ai suoi cittadini, rimuovendoli uno dopo l’altro».

Congresso UAAR nel 2007

Una posizione simile era stata espressa il giorno successivo dall’amministrazione comunale di Vasto, in provincia di Chieti: il comune, governato dal Partito Democratico, alla fine di febbraio dichiarava: «Non faremo come Pescara, in questa città non verrà autorizzata alcuna affissione che inneggia all’ateismo […] Sono frasi che offendono la coscienza di amministratori e cittadini, a Vasto il divieto di affissione è categorico e nel caso in cui dovessimo vedere uno di quei manifesti attaccato abusivamente li strapperemo di persona».

A Cernusco sul Naviglio alcuni manifesti dell’UAAR erano stati strappati tempo addietro.

Nel resto d’Europa la situazione è altrettanto varia, infatti diversi governi hanno preso posizioni differenti riguardo a manifesti atei o agnostici: Regno Unito, Svezia e, dall’altra parte dell’Oceano, Chicago per gli Stati Uniti d’America hanno autorizzato la diffusione di questi messaggi pubblicitari.

Di opinione contraria l’Austria e la Germania che non hanno concesso le autorizzazioni per la diffusione della pubblicità non-credente sugli autobus mentre in Ungheria, come risposta alle campagne atee europee, circolano già autobus e tram con lo slogan “If there really is no God, we should start worrying” (“Se veramente Dio non esistesse, dovremmo cominciare a preoccuparci“).


Articoli correlati[]

Fonti[]

Note[]

  1. Codice di autodisciplina pubblicitaria
  2. BHA – British Humanist Association
  3. VeraLibertà

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

January 29, 2009

Il nuovo ateo-bus: \”In Italia ci sono milioni di atei\”

Il nuovo ateo-bus: “In Italia ci sono milioni di atei”

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

giovedì 29 gennaio 2009

Ricostruzione grafica della prima versione della campagna.

La prima campagna, quella che intendeva far girare per Genova due autobus con la scritta «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno», è stata rifiutata dall’IGP Decaux, l’agenzia pubblicitaria concessionaria delle autolinee urbane genovesi; ma l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) ha oggi annunciato di aver ottenuto l’approvazione della concessionaria per un altro slogan da apporre sugli autobus genovesi: «La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima è che credono nella libertà di espressione».

«Dopo tutto l’inatteso bailamme per i vecchi ateobus, – spiega Raffaele Càrcano, segretario generale dell’UAAR – volevamo lanciare un altro messaggio: volevamo dire che, tra gli italiani, uno su sette è ateo o agnostico, anche se politici, media e aziende municipalizzate non ne tengono conto. La nostra è una campagna per la loro visibilità, perché più visibilità significa meno discriminazione e più rispetto».

I dati cui fa riferimento Càrcano sulla percentuale di atei e agnostici italiani sono tratti dall’ultimo rapporto sulla libertà religiosa redatto dal Dipartimento di Stato statunitense.[1]

Il vecchio slogan non è stato però accantonato: sono state infatti raccolte donazioni per 23.000 euro, che saranno usate per portare la campagna in altre città italiane. «Non desistiamo perché è in gioco la libertà di espressione: – insiste Carcano – dobbiamo ribadire che, per la nostra Costituzione, credenti e non credenti hanno gli stessi diritti, compreso quello di dire “Dio c’è” o “Dio non c’è”».


Articoli correlati[]

Note[]

  1. U.S. Department of State, Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor, “Italy”, International Religious Freedom Report 2008.

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

January 19, 2009

«Dio ti è vicino»: la risposta dei credenti ai bus atei

«Dio ti è vicino»: la risposta dei credenti ai bus atei

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 19 gennaio 2009

Autobus a Londra

A seguito della campagna ateista su autobus approdata dalla Gran Bretagna alla Spagna promuovendo lo slogan «Dio probabilmente non esiste, quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita», ecco che arriva la risposta dei credenti.

È iniziata oggi la controffensiva ufficiale: su alcuni autobus a Barcellona sono comparse le scritte pro-Dio, promosse dall’associazione cattolica “E-cristians”: «Quando tutti ti abbandonano, Dio ti sta vicino».

Anche in Italia è stata tentata una campagna simile a Genova, su iniziativa dell’UAAR, ma lo slogan non è stato accettato dall’azienda che gestisce gli autotrasporti, in quanto «contrario al Codice di autodisciplina pubblicitaria perché lesivo delle convinzioni religiose delle persone».


Articoli correlati[]

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

January 7, 2009

«Dio non esiste, goditi la vita»: gli atei predicano dai bus

«Dio non esiste, goditi la vita»: gli atei predicano dai bus

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 7 gennaio 2009

Ricostruzione grafica della campagna.

«Dio probabilmente non esiste, quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita».

È questo lo slogan che è comparso ieri su degli autobus a Barcellona, in Spagna. La curiosa campagna pubblicitaria è opera di diverse associazioni atee che hanno deciso di promuovere il loro punto di vista affidandosi ai canali commerciali. Atheist Bus Campaign, questo il nome della campagna, è stata ideata dalla giornalista Ariane Sherine, in risposta ad una uguale e contraria campagna promossa dai cristiani evangelici; un grande contributo è stato dato dall’etologo inglese Richard Dawkins, autore del bestseller “L’illusione di Dio”, che ha promesso di raddoppiare tutte le donazioni, fino ad un importo complessivo di 5 500 sterline (circa 6 000 euro).

Già ad ottobre questi poster erano comparsi a Londra, dove avevano avuto un riscontro positivo nella popolazione, raccogliendo offerte per circa 130 000 sterline (circa 145 000 euro). Da ieri quindi lo slogan è anche in spagnolo: «Probablemente Dios no existe. Deja de preocuparte y goza de la vida».

Lo scopo di questa campagna è, secondo gli organizzatori, quello di «aumentare la consapevolezza tra i cittadini atei, non credenti e liberi, in generale, circa la necessità di rendersi visibili e fieri delle proprie convinzioni e per consentire loro di rivendicare gli stessi diritti e le libertà che sono riconosciuti agli altri cittadini per il semplice fatto di possedere o di esprimere una fede religiosa».

La risposta dell’arcivescovado di Barcellona: «Per i credenti la fede nell’esistenza di Dio non è motivo di preoccupazione né è un ostacolo per godere onestamente della vita, ma è una solida base per vivere la vita con un atteggiamento di solidarietà, di pace e con il senso della trascendenza».


Fonti[]


Ricerca originale
Questo articolo (o parte di esso) si basa su informazioni frutto di ricerche o indagini condotte da parte di uno o più contributori della comunità di Wikinotizie.

Vedi la pagina di discussione per maggiori informazioni.

Articoli correlati[]

Collegamenti esterni[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

November 3, 2007

Rimini: ottavo congresso dell\’UAAR

Rimini: ottavo congresso dell’UAAR – Wikinotizie

Rimini: ottavo congresso dell’UAAR

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

Rimini, sabato 3 novembre 2007
È in corso di svolgimento da questa mattina a Rimini l’VIII congresso nazionale dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR), in programma al salone dei congressi dell’hotel Sporting. Il congresso, il primo dal 2004 ad affrontare questioni di sostanza, fa seguito a quello, puramente tecnico, tenutosi a Bologna nel 2006.

Si tratta del primo congresso nel quale l’UAAR si presenta come associazione di promozione sociale, e tra i temi trattati figura proprio l’illustrazione delle nuove prerogative di cui essa gode: in primis, come è stato illustrato dalla presidenza del congresso, la facoltà di agire presso autorità e istituzioni in qualsiasi occasione si ritenga leso il principio di laicità dello Stato.

Un’immagine del congresso di Rimini: in piedi Giorgio Villella

All’ordine del giorno del congresso, al quale partecipano 107 delegati in rappresentanza dei 2.400 soci dell’associazione[1], il rinnovo di tutte le cariche direttive (comitato di coordinamento, segretario nazionale), del collegio dei probiviri e la discussione delle tesi associative. Il segretario uscente, Giorgio Villella, ha annunciato la sua intenzione di non ricandidarsi. Per quanto riguarda le tesi – che rappresentano la linea programmatica dell’associazione – sono state presentate numerose mozioni di modifica, le più rilevanti delle quali riguardano le rivendicazioni dell’UAAR riguardo all’insegnamento della religione cattolica – e delle eventuali ore alternative – nella scuola statale (una proposta mira a impegnare l’UAAR ad adoperarsi in tutte le sedi opportune al fine di richiedere, in alternativa all’abolizione dell’IRC, l’istituzione parallela, ove essa venga impartito, di simmetrico insegnamento di teorie agnostiche e atee, con le stesse modalità di finanziamento dell’IRC), e all’Otto per Mille (in alternativa alla sua abolizione o al meccanismo di riparto proporzionale attuale sulle scelte non espresse, è stato proposto che l’UAAR si adoperi per chiedere l’istituzione di una “tassa di religione” sul modello tedesco, su base totalmente volontaria e che non impegni i contribuenti che non vogliono destinare parte delle proprie tasse ad alcuna confessione religiosa).

Nella mattinata di domani è prevista l’elezione del comitato di coordinamento e del nuovo segretario nazionale: candidato unico, al momento, è Raffaele Carcano, attualmente responsabile dei contenuti del sito ufficiale dell’associazione.

Note[]

  1. Comunicato stampa UAAR del 30 ottobre 2007.


Notizia originale
Questo articolo contiene notizie di prima mano comunicate da parte di uno o più contribuenti della comunità di Wikinotizie.

Vedi la pagina di discussione per maggiori informazioni.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

April 9, 2006

Un presidente di seggio fa togliere un crocifisso dal seggio

Un presidente di seggio fa togliere un crocifisso dal seggio

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

Amelia, 9 aprile 2006

Durante le operazioni per le votazioni, domenica 9 aprile, un presidente di seggio di una sezione di Amelia (in provincia di Terni) ha fatto togliere dalla parete il crocifisso.

La cosa ha suscitato durissime critiche da parte dei rappresentanti di lista del centrodestra. Alcuni agenti della Guardia di Finanza hanno avvisato del fatto i Carabinieri di Amelia, i quali hanno effettuato un sopralluogo, rivelando che il crocifisso rimaneva tuttora staccato dalla parete.

Il telegiornale TG 4 diretto da Emilio Fede delle ore 18.55, ha dato la notizia dichiarando l’episodio inconcepibile.

Il problema non è nuovo. Già in passato diverse associazioni hanno presentato ricorsi contestando il fatto che nei seggi elettorali sia esposto il crocifisso che è un simbolo religioso.

La questione risulta anche strettamente connessa all’obbligo di esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche (visto che le sezioni elettorali vengono ospitate nelle aule scolastiche). Sul problema se nelle aule scolastiche possa o meno essere presente il crocifisso, la Corte Costituzionale ha recentemente dichiarato la sua incompetenza e il Consiglio di Stato ha affermato che il crocifisso deve rimanere nelle aule dove avvengono le lezioni indicando nelle radici cristiane dell’Italia la motivazione principale, radici che sono ben evidenti nella storia democratica e secolare del paese, ma che non sono accennate nella Costituzione italiana, che afferma invece la laicità dello Stato.

Tuttavia il DPR 30 marzo 1957 N. 361 prevede che nei simboli elettorali non possano essere presenti simboli religiosi (art. 14) e l’asportazione del crocifisso potrebbe benissimo rientrare all’interno dei lavori necessari per trasformare le aule da sede di lezioni a sede di seggio. Nessuna legge infatti prescrive che dentro al seggio debba essere esposto il crocifisso, mentre è chiaro che sono vietati qualsiasi simbolo che possa avere anche un lontano riferimento a liste elettorali e partiti politici. Tuttavia nessuna norma richiede esplicitamente che il crocifisso venga tolto. Né d’altro canto il crocifisso sembra rientrare all’interno della questione, in quanto il simbolo religioso in sè non indica preferenza per alcun partito o coalizione politica.

Inoltre è da notare che nessuna norma richiede che le votazioni si svolgano in aule scolastiche (esiste sì una norma che consente l’uso delle aule scolastiche e che obbliga il sindaco a fornirle in caso di bisogno, ma nulla vieta che le elezioni avvengano in altri locali forniti dal comune o resi disponibili con l’intervento del prefetto). In tal caso nessuna norma prevede che venga esposto il crocifisso, così come nessuna norma prevede che venga esposto durante le elezioni nell’aula scolastica. L’unica motivazione addotta al motivo perché deve esserci è in realtà il fatto che c’è già. Tuttavia anche il fatto che nelle aule scolastiche debba esserci il crocifisso è oggetto di discussione e critica da parte di alcune associazioni laiciste ed di area atea-materialista.

Solleva anche qualche dubbio il controllo fatto delle forze dell’ordine. La stessa legge, infatti, dispone che a capo della questioni di polizia all’interno del seggio è proprio il presidente di seggio e dispone anche (art. 43 e succ.) che le forze dell’ordine non possano (salvo casi specifici) entrare nella sala del seggio. Inoltre l’art. 66 prevede che sia il presidente a decidere sui reclami (facendone notazione nel verbale).

Fonti[]

Risorse[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Powered by WordPress