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August 17, 2011

Google acquista Motorola Mobility

Google acquista Motorola Mobility – Wikinotizie

Google acquista Motorola Mobility

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mercoledì 17 agosto 2011

Logo di Google

Google sta procedendo all’acquisto di Motorola Mobility, società nata dalla scissione di Motorola che si occupa principalmente di telefonia mobile. Si tratta di un affare da 12,5 miliardi di dollari USA (equivalenti a due anni di utili di Google), 40 dollari per azione, con un premio del 63,5% rispetto alle quotazioni di mercato di venerdì e un rialzo in borsa di Motorola Mobility del 55,8%[1]. Affinché l’affare possa concludersi, è necessaria l’approvazione dell’antitrust americana, per la quale bisognerà attendere la fine del 2011 o l’inizio del 2012.

Motorola rappresenta un acquisto strategico da parte dell’azienda di Mountain View. Si tratta infatti del terzo produttore di device Android nonché di un’azienda storica nel settore mobile, con un portafoglio brevettuale molto ampio (oltre 17 000 brevetti approvati e circa 7 000 in fase di valutazione dell’autorità[2]) che copre campi di interesse vitale per Android (connessioni 2G, 3G, 4G, codifica e decodifica video) e può essere di grande aiuto per proteggere il sistema operativo di Google dagli attacchi della concorrenza sul fronte brevettuale, che si stanno facendo particolarmente aggressivi.


Fonti[]

Note[]

  1. Forbes, fonte cit.
  2. Ars Technica, fonte cit.

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August 11, 2009

Internet: Google lancia il progetto Caffeine

Internet: Google lancia il progetto Caffeine

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martedì 11 agosto 2009
Google lancia un nuovo progetto denominato Caffeine. Il comunicato è stato dato tramite uno dei blog del colosso di Mountain View. il progetto Caffeine sta impegnando da qualche mese diversi ingegneri elettronici di Google, che stanno cercando di creare un motore di ricerca ancora più veloce e con maggiori risultati, il tutto allo scopo di mantenere il primato sul mercato, che attualmente si attesta intorno all’80%. La nuova versione del famoso motore di ricerca può essere provata all’indirizzo http://www2.sandbox.google.com. La veste grafica è praticamente immutata, ma quel che conta si può vedere effettuando una ricerca, che fornirà, a detta di Google, circa il 30% di risultati in più rispetto alla versione “normale” ed in maniera più veloce. Caffeine viene visto come la risposta di Google a Bing di Microsoft, nuovo motore di ricerca, che nonostante i buoni apprezzamenti, non ha inciso più di tanto nella parte di mercato dell’azienda di Redmond.


Fonti[]

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February 1, 2009

Internet: Google in tilt per 40 minuti a causa di un errore nella compilazione delle liste dei siti pericolosi

Filed under: Cultura e società,Google,Informatica,Mondo,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Internet: Google in tilt per 40 minuti a causa di un errore nella compilazione delle liste dei siti pericolosi

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domenica 1 febbraio 2009

Google logo png.png

Nella giornata di ieri 31 gennaio, il motore di ricerca Google è rimasto bloccato per circa 40 minuti a causa di un errore, tra le 15.30 e le 16.10 CET, disorientando tutti gli utenti che, ad ogni ricerca, vedevano comparire il risultato «Questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer» per ogni sito, con conseguenti rallentamenti nelle ricerche.

L’azienda ha spiegato il problema a guasto risolto: «La frase comparsa nel periodo in questione indicava come sospetto o contenente materiale pericoloso, qualsiasi risultato di una ricerca. Tale messaggio è in realtà visibile solo su quei siti, dichiarati effettivamente a rischio, da segnalazioni degli utenti dopo un attento controllo da parte di un’associazione non-profit StopBadware.org. Visto il lavoro delicato e di altissima responsabilità, la gestione della lista dei siti malevoli non è trattata automaticamente con script o programmi, ma è analizzata manualmente da esseri umani, che come tali possono sbagliare».

Per errore era stata inserita nella lista dei siti pericolosi tutti quelli contenenti il carattere “/”, ovvero l’intera rete.


Fonti[]

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October 9, 2007

Il Google Phone non sarà un telefono

Il Google Phone non sarà un telefono – Wikinotizie

Il Google Phone non sarà un telefono

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martedì 9 ottobre 2007

Lo annuncia il New York Times: il fantomatico gPhone, il telefono che per mesi si diceva sarebbe stato prodotto da Google non vedrà la luce. Sembra ormai certo che l’azienda di Mountain View non seguirà le orme della Apple, preferendo il mercato della pubblicità sui cellulari, un mercato che sembra dei più promettenti. Gli ingegneri di Google, infatti, si stanno sì soffermando sulla telefonia mobile, ma non sull’hardware, bensì sul software. Google starebbe infatti mettendo a punto un sistema operativo per cellulari basato su Linux, mentre la costruzione del telefonino vero e proprio verrà affidato ad altri produttori.

La mossa di Google si inserisce nel mercato della pubblicità sui cellulari, un mercato che secondo gli analisti si rivelerà molto promettente e che aprirà nuove possibilità di business. Addirittura si ipotizza che il costo dei nuovi cellulari con sistema operativo Google saranno pagati in parti dalla pubblicità a schermo.

Non la Apple, non la Nokia o gli altri produttori di telefonini: il “nemico” di Google, quindi, diventa sempre più la Microsoft, che produce già il sistema operativo per molti telefonini, Windows Mobile.

Fonti

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September 2, 2007

Google, scoppia il rito della foto con la star

Google, scoppia il rito della foto con la star

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domenica 2 settembre 2007

Cartello che indica il Googleplex

Un ingegnere dell’azienda Google, Tan Chade-Meng, è diventato famoso all’interno del colosso di Mountain View per la sua passione di fotografare i personaggi famosi che vanno a visitare il quartier generale del noto motore di ricerca.

In quattro anni, dal 2003 al 2007, Tan ha scattato più di 100 fotografie che lo raffigurano in compagnia di importanti personalità, divise in sette categorie nel suo album di fotografie Picasa: “Presidential Gallery”, “Political Leaders”, “Media Stars”, “Tech Industry Titans”, “Major Award Winners”, “Best-Selling Authors” e, per concludere, “Other Famous People”.

La prima foto dell’ingegnere lo raffigura insieme a Jimmy Carter, ex presidente degli Stati Uniti, in seguito appesa nel suo ufficio. Venendo a conoscenza di questa passione i colleghi hanno iniziato a segnalargli in anticipo le visite dei vip.

Con il passare del tempo la foto con l’ingegnere, oggi trentasettenne, è diventata un rito che ha luogo prima che la star termini la sua visita. Secondo il TimesDaily anche Larry Page ne ha scattate un paio.

Alcuni appaiono sorridenti, altri rassegnati. Qualcuno gli dà pure la mano al momento del click mentre altri non guardano nemmeno nell’obiettivo.

Tra le star più note compaiono Bill Clinton (ex presidente USA), Michail Sergeevič Gorbačëv (premio Nobel per la pace), Colin Powell (segretario di Stato degli Stati Uniti), Robin Williams (attore) e Gwyneth Paltrow (attrice).

Non mancano nemmeno le foto con Linus Torvalds e Richard Stallman, i due maggiori rappresentanti del software libero.

Fonti

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March 6, 2007

Microsoft critica Google sul copyright

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Microsoft critica Google sul copyright

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martedì 6 marzo 2007

Microsoft logo12.png

Microsoft ha attaccato Google sul copyright. Alcuni funzionari del gigante del software hanno constatato che Google ha un approccio alquanto “superbo” per quanto riguarda il copyright. Il consulente di Microsoft, Thomas Rubin, ha preparato una nota che ha inviato all’associazione americana degli editori. Egli ha sottolineato che l’idea di Google di creare un motore di ricerca per i libri online potrebbe riversarsi sulle spalle degli editori.

Rubin ha criticato quelle compagnie che usano il lavoro di vari editori e non il proprio, constatando che queste compagnie fatturano miliardi di dollari sulle spalle di altre persone. Ha affermato che, a differenza di Microsoft, Google si sente sicura nel rendere rintracciabili online certi contenuti e chiedere solo dopo il permesso all’autore. Secondo il consulente generale di Microsoft, Google non avrebbe sempre chiesto il permesso, riservandosi anzi di farlo solo dopo che l’autore avrebbe chiesto alla società di rimuovere i contenuti contestati.

Google logo png.png
Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Microsoft faults Google on copyright protection, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

In risposta alle accuse di Microsoft, il vicepresidente del reparto sviluppo di Google ha detto che la sua società si riserva il diritto di adire vie legali contro le accuse, in quanto Google avrebbe sempre chiesto il permesso di pubblicare online determinati contenuti. A dimostrazione del fatto, il vicepresidente ha affermato che Google ha lavorato con alcune migliaia di partner e che negli ultimi tempi ha dato vita ad una partnership con la BBC e la N.B.A. per mostrare video su YouTube.

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February 2, 2007

Gmail dovrà cambiare nome in Europa

Gmail dovrà cambiare nome in Europa – Wikinotizie

Gmail dovrà cambiare nome in Europa

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venerdì  2 febbraio 2007

Logo di Gmail, Google

Google dovrà probabilmente cambiare il nome di Gmail, servizio di hosting di posta elettronica. Secondo Ars Technica, l’Unione Europea accetterà l’istanza di un imprenditore tedesco, Daniel Giersch, che prima dell’azienda di Mountain View, aveva lanciato un servizio di webmail con il nome identico. L’imprenditore tedesco ha infatti vinto una causa in Germania, dopo aver denunciato i danni che l’omonimia potrebbe comportare per G-Mail, il servizio di Giersch. La causa era stata intentata proprio dall’azienda americana.

Dopo aver vinto la causa in Germania, Giersch ha denunciato il fatto alla Corte Europea, che potrebbe dargli ragione, costringendo il gigante americano a cambiare il nome del servizio di posta elettronica in Europa. Qualcosa di simile era già accaduto nel Regno Unito, dove Google ha cambiato il nome del suo servizio in GoogleMail nel 2005, cosa che farebbe pensare la linea morbida dell’azienda americana, che non avrebbe intenzione di trascinare battaglie legali, preferendo adattarsi alle decisioni dei tribunali.

Fonti

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January 3, 2007

Un computer assumerà i nuovi dipendenti di Google

Un computer assumerà i nuovi dipendenti di Google

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mercoledì 3 gennaio 2007
Da questo mese di gennaio in poi ad assumere i dipendenti di Google non sarà più una persona in carne ed ossa, bensì un computer. Questo è stato reso necessario per rendere più veloci le richieste di assunzione, che hanno oltrepassato le centomila al giorno. I candidati saranno valutati attraverso un test che misurerà la psicologia, l’istruzione, la preparazione e altre caratteristiche della persona. Gli impiegati attuali sono circa diecimila e le prospettive per il 2008 ipotizzano che tale numero sia destinato a raddoppiare.

Fonti

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October 10, 2006

Google acquista You Tube

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Google acquista You Tube

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martedì  10 ottobre 2006

Una delle sedi europee di Google.

Il colosso del web Google ha raggiunto l’accordo per l’acquisto di YouTube, un sito di distribuzione gratuita di video autoprodotti dagli stessi utenti. L’accordo siglato prevede da un lato l’acquisto per 1,65 miliardi di dollari (1,30 miliardi di euro), e dall’altro la possibilità per You Tube di continuare ad operare in perfetta autonomia, addirittura mantenendo gli stessi dipendenti. Per la company di Mountain View si tratta dell’operazione più onerosa messa a segno. La mozione per l’acquisto in azioni è stata votata stamatina da entrambi i consigli di amministrazione delle aziende.

La trattativa, inoltre, si è perfezionata in un clima tutt’altro che sereno per i vertici di Google, in quanto già da tempo E-Bay e Yahoo avevano stretto accordi, anche a livello finanziario, per cercare di bloccare la compagnia del motore di ricerca per antonomasia.

Fonti

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April 7, 2006

La polizia indaga su una “Google-bomb” contro Berlusconi

7 aprile 2006
Il fenomeno del Googlebombing, che significa bombardare Google, finisce sotto inchiesta. Il Commissario dell’Autorità garante delle comunicazioni ha infatti informato di aver attivato la Polizia postale per indigare su una Google-Bomb riguardante il premier Silvio Berlusconi: Digitando, infatti, la frase “miserabile fallimento” sul motore di ricerca, appare infatti come primo risultato la pagina della Presidenza del Consiglio in cui è presente la biografia di Silvio Berlusconi.

La “bomba” era nota da tempo fra gli internauti (infatti, gli utenti di Wikipedia l’avevano da tempo inserita nella voce Googlebombing) ed era nata grazie ad un passaparola su internet, al fine di sfruttare l’algoritmo alla base di Google.

Ora il commissario ha aperto una inchiesta per verificare modalità, responsabili e mandanti dell’azione.

Riferimenti esterni

Fonti

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