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December 7, 2013

È morto Nelson Mandela

È morto Nelson Mandela – Wikinotizie

È morto Nelson Mandela

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Johannesburg, sabato 7 dicembre 2013

Nelson Mandela, detto amichevolmente Madiba dai sostenitori.

Giovedì 5 dicembre è scomparso Nelson Mandela, primo presidente sudafricano ad essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993. Aveva 95 anni.

Nato nel 1918 a Mvezo da una famiglia di etnia Xhosa, dopo la scuola metodista si iscrisse all’Università di Fort Hare per poi trasferirsi a Johannesburg, dove studiò legge all’Università del Witwatersrand, frequentando militanti e dirigenti del primo partito fondato dai neri in Sudafrica (1912), l’African National Congress (ANC). La vittoria del partito razzista “Fronte nazionale” nelle elezioni del 1948 radicalizza le sue posizioni. Nel 1952 aprì il primo studio legale gestito da neri in Sudafrica insieme a Oliver Tambo nel centro di Johannesburg.

Nel dicembre del 1956 venne arrestato con l’accusa di tradimento in un processo che si concluderà cinque anni dopo, con l’assoluzione. Nello stesso anno fondò il braccio armato dell’ANC, la “Lancia della Nazione”. Nel 1962 venne arrestato e condannato a cinque anni di prigione per attività sovversive ed espatrio illegale al rientro da una lunga missione in Africa e Europa. Nel 1964 fu condannato ai lavori forzati a vita al processo di Rivonia e trasferito nel carcere di Robben Island, al largo di Città del Capo, dove passò diciotto dei suoi ventisette anni di prigione. Si laureò in legge per corrispondenza all’Università di Londra. In prigione la sua fama e la sua popolarità aumentarono tanto da portarlo a diventare il simbolo della lotta al regime razzista.

Nel 1982 venne trasferito nella prigione di Pollsmoor. Tre anni più tardi Mandela rifiutò la proposta del presidente Botha, che gli offrì la libertà in cambio alla rinuncia incondizionata alla violenza. Nel 1988 fu trasferito nella prigione di Victor Verster (Città del Capo), dove le condizioni di detenzione migliorarono. Nel 1989 Botha venne sostituito alla presidenza da Frederik Willem de Klerk, che il 2 febbraio 1990 annunciò la liberazione di Mandela. Eletto presidente dell’ANC, Madiba iniziò un difficile periodo di negoziato col governo di De Klerk, che proseguì per quattro anni. Nel 1993 ricevette il Nobel per la pace insieme allo stesso De Klerk e il 27 aprile 1994 L’ANC vinse col 62% le prime elezioni multirazziali nella storia del Sudafrica: Mandela divenne il primo presidente nero del suo Paese.

Dopo il 1999 l’anziano leader aveva continuato a spendere le sue energie e il suo nome per numerose cause umanitarie. Nel 2004 aveva annunciato l’intenzione di ritirarsi dalla vita pubblica per dedicarsi alla famiglia. Nel novembre 2009, l’ONU ha proclamato il 18 luglio “Mandela day”.

Intorno alle 20:50 del 5 dicembre 2013, Nelson Mandela si è spento nella sua casa a Johannesburg.


Fonti[]

Wikipedia

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July 11, 2010

Calcio, Mondiali 2010: ¡España campeona del mundo!

Johannesburg, domenica 11 luglio 2010

Flag of Spain.svg

È Andrés Iniesta l’uomo della storia. Un gol del giocatore del Barcellona a pochi minuti dal termine del secondo tempo supplementare consegna la vittoria alla formazione iberica, che si laurea campione del mondo per la prima volta nella sua storia. L’Olanda, per la terza volta perde in finale.

Al Soccer City di Johannesburg l’incontro è caratterizzato da una comprensibile tensione; nel primo tempo si è visto poco calcio e molti calci, soprattutto da parte olandese; l’arbitro ha estratto svariati cartellini gialli, risparmiando anche un rosso a Nigel de Jong, autore di un fallo molto pericoloso (calcio sul petto di Xabi Alonso).

La prima occasione dell’incontro arriva al quinto minuto ed è Sergio Ramos, di testa, ad impegnare Maarten Stekelenburg. Pochi minuti dopo David Villa calcia sull’esterno della rete. A tempo quasi scaduto Arjen Robben costringe Iker Casillas alla deviazione in angolo.

Adidas Jabulani Gold (1).jpg

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Si arriva alla ripresa. Al 62′ Robben ha un’occasione colossale: lanciato a tu per tu davanti al portiere da un passaggio illuminante di Wesley Sneijder, il fantasista del Bayern Monaco non calcia benissimo e Casillas riesce a parare di piede.

W.Cup.svg

Al 69′ l’occasione d’oro è per la Spagna: sul cross di Jesús Navas, John Heitinga manca l’intervento e favorisce Villa, che calcia verso la porta ma trova la pronta respinta dello stesso Heitinga.

Andrés Iniesta, l’uomo che ha consegnato alla Spagna la prima Coppa del Mondo in 100 anni di storia della RFEF

Al 78′ nuova grossa occasione per Sergio Ramos che, liberissimo sugli sviluppi di un calcio d’angolo, non colpisce bene di testa, mandando il pallone oltre la traversa.

All’83’ Robben è nuovamente lanciato in contropiede; Carles Puyol lo trattiene, ma l’olandese continua nella sua azione e Casillas interviene. Robben si lamenta con l’arbitro per la mancata assegnazione del fallo e quest’ultimo lo ammonisce per proteste.

È l’ultima occasione dei tempi regolamentari. Dopo un primo tempo molto teso ed un secondo decisamente più spettacolare, si va sullo 0-0 ai tempi supplementari.

Al 94′ Cesc Fabregas è servito con un ottimo passaggio da Iniesta: davanti al portiere, ignora il compagno Fernando Torres meglio piazzato e calcia sul piede del portiere Stekelenburg.

Due minuti dopo, al 96′, Joris Mathijsen colpisce di testa dopo un calcio d’angolo e la palla finisce alta di poco.

Al 101′ Jesús Navas conclude verso la porta: determinante è la deviazione del capitano olandese Giovanni van Bronckhorst, che fa terminare il pallone sull’esterno della rete.

Nel secondo tempo supplementare, al 109′, l’Olanda rimane in 10 uomini per l’espulsione di Heitinga, che ferma Iniesta lanciato a rete. L’arbitro non considera l’azione come chiara occasione da gol, ma il difensore olandese era già ammonito e riceve un secondo cartellino giallo.

La superiorità numerica sembra non sortire inizialmente i suoi effetti, ma al 116′ arriva l’azione decisiva del campionato del mondo: Fabregas lancia Iniesta in area ed il centrocampista del Barça incrocia perfettamente, insaccando alle spalle dell’estremo difensore oranje.

L’Olanda tenta le ultimissime carte con la forza della disperazione, ma non trovano il pari. Dopo 2 minuti di recupero, Howard Webb emette il triplice fischio che consegna il titolo mondiale alla Spagna.

Questa vittoria porta con sé una serie di “prime volte”: è la prima vittoria spagnola, è il primo mondiale vinto da un’europea al di fuori dell’Europa, è la prima volta che una nazionale vince il titolo dopo aver perso il primo incontro.

Si chiude il sipario su questo mondiale. Appuntamento al 2014 in Brasile.


Fonti

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July 3, 2010

Calcio, Mondiali 2010: alla sagra dei rigori sbagliati festeggia la Spagna

Calcio, Mondiali 2010: alla sagra dei rigori sbagliati festeggia la Spagna

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Johannesburg, sabato 3 luglio 2010

È sempre El Guaje. Non è la solita Spagna, spettacolare e di classe. Il merito è di un Paraguay ordinato, egregiamente messo in campo dal commissario tecnico Gerardo Martino. Alla fine di una gara molto tirata e con poche emozioni però, sono gli spagnoli a festeggiare, sempre per merito di David Villa.

Poche emozioni, come detto, ma molto intense, e concentrate soprattutto in due minuti nel secondo tempo. L’unico reale sussulto nella prima frazione porta la firma del paraguaiano Nelson Valdez, che al 40′ segna un gol, non convalidato per un presunto fuorigioco di Óscar Cardozo.

Nella ripresa arrivano le più grosse occasioni. Al 58′ l’arbitro concede un calcio di rigore al Paraguay per atterramento di Óscar Cardozo da parte di Gerard Piqué. Tira lo stesso Cardozo, ma il portiere Iker Casillas blocca a terra. Un minuto dopo, per fallo di Antolín Alcaraz su Villa, il rigore viene concesso alla Spagna. Xabi Alonso spiazza Justo Villar, ma il direttore di gara fa ripetere a causa dell’ingresso in area di alcuni calciatori spagnoli. Sul secondo tiro, il portiere para, e subito dopo si presenta una nuova occasione per la Spagna per il fallo di Villar su Cesc Fàbregas, atterrato in area. Rigore non concesso, il risultato resta così sullo 0-0.

Il gol che decide la partita arriva all’84’ minuto: Andrés Iniesta porta avanti il pallone in azione personale per una ventina di metri, poi premia con un passaggio sulla destra lo scatto di Pedro, il cui tiro finisce sul palo, ma viene raccolto dal sempre presente Villa, che controlla, poi tira a sua volta. La sfera colpisce entrambi i pali, danzando sulla linea, prima di finire in fondo al sacco. È il gol decisivo, il quinto del Guaje in questi mondiali. Il Paraguay va vicinissimo al pareggio al minuto 89, ma la conclusione di Lucas Barrios viene respinta da Casillas; sulla ribattuta di Roque Santa Cruz è ancora il portiere spagnolo a bloccare.

Dopo 4 minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine, decretando la qualificazione spagnola. Tra quattro giorni a Durban ci sarà Germania-Spagna, rivincita della finale di Euro 2008.


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June 28, 2010

Calcio, Mondiali 2010: tris Brasile, quarto di finale contro l\’Olanda

Calcio, Mondiali 2010: tris Brasile, quarto di finale contro l’Olanda

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Johannesburg, lunedì 28 giugno 2010

Juan realizza la rete dell’1-0 per il Brasile

Si preannuncia un quarto di finale di alto livello, venerdì prossimo a Port Elizabeth: a sfidare l’Olanda, qualificatasi nel pomeriggio, sarà infatti il Brasile pentacampione, che questa sera ha sconfitto con un rotondo 3-0, secondo previsioni, il Cile di Marcelo Bielsa.

I cileni pagano la superiorità tecnica degli avversari, ma nonostante il passivo, non escono umiliati dal confronto, che per i primi 30 minuti si rivela molto equilibrato, con la retroguardia della Roja che controlla senza troppa apprensione le tuttavia rare folate verdeoro. Il primo tentativo della gara porta la firma di Jean Beausejour, che al 2′ minuto si guadagna un corner; 2 minuti dopo è un’incursione di Arturo Vidal ad impensierire i difensori di Carlos Dunga.

Il Brasile si sveglia al 9′, quando Gilberto Silva tenta una conclusione dai 30 metri, smanacciata in angolo da Claudio Bravo.

Al 27′ Lúcio viene sgambettato in area di rigore da Pablo Contreras, ma il direttore di gara non accorda il penalty. Nonostante l’errata valutazione dell’arbitro, il vantaggio arriva comunque poco più tardi, al 34′, quando Juan svetta di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo e sblocca il risultato. Quattro minuti dopo arriva il raddoppio, realizzato da Luís Fabiano, che conclude al meglio una rapida azione di contropiede, su assist di Kaká. Il primo tempo si conclude 2-0.

Al 59′ arriva il terzo gol: lo realizza Robinho appena dentro all’area di rigore, dopo un ottimo spunto di Ramires. Due soli minuti più tardi ci sarebbe l’occasione per il poker, ma Dani Alves calcia fuori dalla distanza.

Il Cile tenta di segnare almeno il gol della bandiera, sfiorandolo al 65′ con Jorge Valdivia, che controlla bene il pallone al limite dell’area brasiliana e calcia poco sopra la traversa. Il legno lo colpisce al 78′ Humberto Suazo sugli sviluppi di un corner. Il Brasile controlla gli ultimi tentativi avversari senza problemi e si assicura la qualificazione al turno successivo.

Tabellino[]

28 giugno 2010
ore 20:30
Brasile Flag of Brazil.svg 3 – 0 Flag of Chile.svg Cile Ellis Park Stadium, Johannesburg
Spettatori: 54 095
Arbitro: Howard Webb (Inghilterra)
Juan Segnato dopo 34 minuti 34′
Luís Fabiano Segnato dopo 38 minuti 38′
Robinho Segnato dopo 59 minuti 59′
Referto

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Brasile
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Cile
Flag of Brazil.svg
Brasile:
PT 1 Júlio César
TD 2 Maicon
DC 3 Lúcio (c)
DC 4 Juan
TS 6 Michel Bastos
CC 8 Gilberto Silva
CC 13 Daniel Alves
CC 18 Ramires Ammonito dopo 72 minuti 72′
CO 10 Kaká Ammonito dopo 30 minuti 30′ Sostituito dopo 81 minuti 81′
SA 11 Robinho Sostituito dopo 85 minuti 85′
A 9 Luís Fabiano Sostituito dopo 76 minuti 76′
Sostituzioni:
A 21 Nilmar Entra dopo 76 minuti 76′
CC 20 Kléberson Entra dopo 81 minuti 81′
TS 16 Gilberto Entra dopo 85 minuti 85′
Commissario tecnico:
Dunga
BRA-CHI 2010-06-28.svg
Flag of Chile.svg
Cile:
PT 1 Claudio Bravo (c)
TD 4 Mauricio Isla Sostituito dopo 62 minuti 62′
DC 5 Pablo Contreras Sostituito dopo 46 minuti 46′
DC 18 Gonzalo Jara
TS 2 Ismael Fuentes Ammonito dopo 68 minuti 68′
CC 6 Carlos Carmona
CC 8 Arturo Vidal Ammonito dopo 46 minuti 46′
CC 15 Jean Beausejour
SA 7 Alexis Sánchez
SA 11 Mark González Sostituito dopo 46 minuti 46′
A 9 Humberto Suazo
Sostituzioni:
CO 10 Jorge Valdivia Entra dopo 46 minuti 46′
SA 21 Rodrigo Tello Entra dopo 46 minuti 46′
CC 20 Rodrigo Millar Ammonito dopo 80 minuti 80′ Entra dopo 62 minuti 62′
Commissario tecnico:
Flag of Argentina.svg Marcelo Bielsa

Man of the Match:
Robinho (Brasile)

Guardalinee:
Darren Cann (Inghilterra)
Mike Mullarkey (Inghilterra)
Quarto uomo:
Martin Hansson (Svezia)
Quinto uomo:
Stefan Wittberg (Svezia)


Fonti[]

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June 27, 2010

Calcio, Mondiali 2010: Tévez e… Rosetti lanciano l\’Argentina

Calcio, Mondiali 2010: Tévez e… Rosetti lanciano l’Argentina

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Carlos Tévez, attualmente in forza al Manchester City, ha realizzato oggi una doppietta

Johannesburg, domenica 27 giugno 2010

Nel quarto incontro degli ottavi di finale, pronostico rispettato dall’Argentina, che supera 3-1 il Messico al Soccer City di Johannesburg. Sul risultato pesa però un errore della terna arbitrale italiana, guidata da Roberto Rosetti, che convalida una rete, quella dell’1-0, in evidente fuorigioco di Carlitos Tévez.

La nazionale messicana inizia meglio, colpendo al 9′ una traversa con Carlos Salcido e sfiorando il palo con Andrés Guardado pochi istanti dopo.

Il risultato si sblocca al 26′ minuto, con Tévez che, come detto, realizza di testa in posizione di evidente off-side, tra le veementi e giustificate proteste messicane. Al 33′, con la nazionale Tricolor colpita psicologicamente dall’episodio di pochi minuti prima, arriva il raddoppio albiceleste con Gonzalo Higuaín, abile a rubare palla a Ricardo Osorio sfruttando un appoggio sbagliato dell’avversario, e a depositarla in rete dopo aver dribblato anche l’estremo difensore Óscar Pérez.

Ad inizio ripresa, dopo 7 minuti, Tévez chiude il conto segnando dalla lunga distanza. Il Messico accorcia le distanze con Javier Hernández al 71′, evidenziando qualche crepa nella difesa argentina. La gara si conclude 3-1, la nazionale di Diego Armando Maradona accede ai quarti dove, il 3 luglio allo stadio Green Point di Città del Capo, affronterà la Germania.

Tabellino[]

27 giugno 2010
ore 20:30
Argentina Flag of Argentina.svg 3 – 1 Flag of Mexico.svg Messico Soccer City, Johannesburg
Spettatori: 84 377
Arbitro: Roberto Rosetti (Italia)
Tévez Segnato dopo 26 minuti 26′, Segnato dopo 52 minuti 52′
Higuaín Segnato dopo 33 minuti 33′
Referto Hernández Segnato dopo 71 minuti 71′

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Argentina
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Messico
Flag of Argentina.svg
Argentina:
PT 22 Sergio Romero
TD 15 Nicolás Otamendi
DC 2 Martín Demichelis
DC 4 Nicolás Burdisso
TS 6 Gabriel Heinze
CC 14 Javier Mascherano (c)
CD 20 Maxi Rodríguez Sub off.svg 87′
CS 7 Ángel Di María Sub off.svg 79′
SA 10 Lionel Messi
A 11 Carlos Tévez Sub off.svg 69′
A 9 Gonzalo Higuaín
Sostituzioni:
CC 8 Juan Sebastián Verón Sub on.svg 69′
CD 17 Jonás Gutiérrez Sub on.svg 79′
CO 23 Javier Pastore Sub on.svg 87′
Commissario tecnico:
Diego Armando Maradona
ARG-MEX 2010-06-27.svg
Flag of Mexico.svg
Messico:
PT 1 Óscar Pérez
TD 5 Ricardo Osorio
DC 2 Francisco Rodríguez
DC 4 Rafael Márquez (c) Yellow card.svg 28′
TS 3 Carlos Salcido
CC 6 Gerardo Torrado
CC 16 Efraín Juárez
CC 18 Andrés Guardado Sub off.svg 61′
SA 17 Giovani dos Santos
SA 21 Adolfo Bautista Sub off.svg 46′
A 14 Javier Hernández
Sostituzioni:
CS 7 Pablo Barrera Sub on.svg 46′
A 9 Guillermo Franco Sub on.svg 61′
Commissario tecnico:
Javier Aguirre

Man of the Match:
Carlos Tévez (Argentina)

Guardalinee:
Paolo Calcagno (Italia)
Stefano Ayroldi (Italia)
Quarto uomo:
Jerome Damon (Sudafrica)
Quinto uomo:
Célestin Ntagungira (Ruanda)


Fonti[]

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June 24, 2010

Calcio, Mondiali 2010: l\’Italia perde 3-2 con la Slovacchia ed è fuori

Calcio, Mondiali 2010: l’Italia perde 3-2 con la Slovacchia ed è fuori

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Róbert Vittek è l’autore di due delle tre reti slovacche nell’incontro odierno

Johannesburg, giovedì 24 giugno 2010
È finita al primo turno, dopo sole tre partite, l’avventura della Nazionale italiana allenata da Marcello Lippi ai Mondiali di calcio in Sudafrica. Fatale agli azzurri la sconfitta per 2-3 nel terzo, decisivo, incontro con l’esordiente Slovacchia di Marek Hamšík, che si va ad aggiungere ai due deludenti pareggi nei precedenti incontri con Paraguay e Nuova Zelanda. E se non è una “Corea”, poco ci manca: gli azzurri erano infatti i campioni uscenti ed erano stati inseriti in un girone che, al momento del sorteggio, era stato etichettato come “facile”.

Con la sconfitta con la Slovacchia, che passa il turno come seconda dietro al Paraguay, l’Italia chiude il girone F all’ultimo posto con soli due punti, dietro anche alla Nuova Zelanda, che viene eliminata, ma che chiude imbattuta. Curiosamente, sono uscite al primo turno le prime due squadre del mondiale di Germania 2006: oltre all’Italia, anche la Francia, vicecampione, ha lasciato mestamente il mondiale. Non era mai successo.

Non accadeva dai Mondiali in Germania del 1974 che gli azzurri uscissero al primo turno. In precedenza era successo nel 1950, nel 1954, 1962 e nel 1966 (quelli della “fatal Corea”), ma non era mai accaduto che l’Italia finisse ultima nel girone della prima fase eliminatoria e che non vincesse nemmeno una partita. Da campioni del mondo in carica, gli azzurri erano usciti al primo turno nel 1950 (bisogna però anche dire che erano passati 12 anni dall’ultimo mondiale per via della guerra), mentre l’ultima volta in cui l’Italia era detentrice del trofeo, nel 1986 in Messico, fu “stoppata” agli ottavi dalla Francia di Michel Platini.

Oltre all’Italia, era già capitato ad altre due nazionali dedentrici del titolo di uscire al primo turno, segnatamente al Brasile nel 1966 e alla Francia nel 2002. Per la cronaca, la Slovacchia è andata in goal due volte con Vittek (1-0 e 2-0) e una con Kopúnek (3-1), mentre per l’Italia sono andati a segno Di Natale e Quagliarella nei minuti finali (1-2 e 2-3).

Con l’amaro addio al Sudafrica, che evidentemente non porta troppa fortuna agli Azzurri (a cui toccò la stessa sorte nella Confederations Cup dell’anno scorso, anche se allora vinsero almeno una partita), si chiude un ciclo, compreso quello in panchina, con Marcello Lippi che lascia il suo posto a Cesare Prandelli. Per contro, con questa vittoria, la Slovacchia raggiunge il secondo posto e conquista la qualificazione agli ottavi di finale.

CRONACA DELL’INCONTRO – Slovacchia e Italia si sfidano nell’ultima giornata del girone F, dopo aver raccolto rispettivamente 1 punto e 2 punti nei due turni precedenti, ma con intatte possibilità di qualificazione agli ottavi: all’Italia una vittoria garantirebbe la certezza del passaggio del turno, ma potrebbe bastare anche un pareggio (se non vince la Nuova Zelanda), mentre gli slovacchi sono costretti a vincere per restare nel torneo (ma potrebbe anche non bastare, nel caso di una contemporanea vittoria della Nuova Zelanda).

Fischio d’inizio della gara alle ore 16.00 all’Ellis Park, “tempio” del rugby in Sudafrica agli ordini dell’arbitro inglese Howard Webb: gli azzurri si caricano a vicenda al termine dell’esecuzione dell’Inno di Mameli, ma in campo appaiono contratti e lasciano spazio e campo agli slovacchi.

Il primo campanello d’allarme per la difesa italiana scatta gia al 5′ quando Hamšík viene imbeccato da un passaggio filtrante: l’attaccante del Napoli mette però malamente fuori di sinistro da buona posizione. Azione quasi in fotocopia al 24′, ma stavolta Vittek fa centro con un tiro a fil di palo su cui Marchetti non può nulla: 1-0.

Nel corso del primo tempo, è poi sempre la Slovacchia a rendersi pericolosa. L’unico pericolo creato dagli azzurri è un quasi autogoal di Martin Škrtel, che, per mettere in angolo, per poco non sorprende il proprio portiere Ján Mucha con un colpo di testa. Si va così al riposo con il punteggio di 1-0 per la Slovacchia.

Ad inizio ripresa, Lippi effettua subito due cambi, facendo entrare Christian Maggio e Fabio Quagliarella al posto di Domenico Criscito e Gennaro Gattuso. I cambi sembrano dare qualche frutto, e la squadra, impalpabile nei primi 45′ minuti, riesce a rendersi più pericolosa. L’occasione più ghiotta capita a Quagliarella, che al 65′ si trova la porta spalancata, ma il difensore slovacco Škrtel salva sulla linea a Mucha battuto.

Al 73′, la Slovacchia riesce però a portarsi sul 2 a 0. La squadra di Vladimír Weiss batte un calcio d’angolo (contestato dagli azzurri): la difesa avversaria rinvia di testa, ma la palla capita sui piedi di Hamšík, che dalla destra mette in mezzo; il più lesto ad intervenire è Vittek, che da pochi passi fulmina Marchetti insaccando sul primo palo. A quel punto per gli azzurri sembra davvero finita, ma nei 10 minuti finali succede un po’ di tutto.

All’80’, Quagliarella viene servito in area da Vincenzo Iaquinta: Mucha respinge, ma sulla palla si avventa Di Natale che mette dentro a porta vuota. Gli azzurri ora ci credono: all’83’ palla in mezzo dalla sinistra per Quagliarella che mette dentro, ma l’illusione del clamoroso pareggio dura soltanto pochi secondi, in quanto il goal viene annullato per un millimetrico fuorigioco. Cinque minuti dopo la difesa italiana si fa però sorprendere da una rimessa laterale che mette il neo-entrato Kopúnek a tu per tu con Marchetti, beffato da un pallonetto: 3-1. A riaccendere le flebili speranze italiane ci pensa Quagliarella, che beffa Mucha con un pallonetto dal limite che si insacca all’incrocio dei pali: 2-3. Dopo il gol, si accende un parapiglia e gli stessi Quagliarella e Mucha vengono ammoniti.

L’arbitro concede 4′ minuti di recupero e proprio al 94′ c’è spazio per l’ultima chance di pareggio per l’Italia: spiovente dalla destra che giunge sui piedi di Simone Pepe, ma il neo-juventino “buca” la palla di destro. Su quel tiro si spengono le speranze di una rocambolesca qualificazione per l’Italia. Al fischio finale, c’è spazio solo per i festeggiamenti dei giocatori e dei tifosi slovacchi e per le lacrime di Quagliarella, consolato da Fabio Cannavaro.

L’ALTRO INCONTRO: NUOVA ZELANDA – PARAGUAY– Nella giornata della disfatta azzurra, il Paraguay e la Nuova Zelanda disputano a Polokwane una partita quasi priva di grandi emozioni, con la formazione sudamericana poco brillante, che comanda il gioco ma sterilmente, creando un paio di occasioni nella ripresa, nelle quali Mark Paston se la cava senza particolari problemi. Finisce 0-0 con il Paraguay che mantiene la prima posizione, mentre la Nuova Zelanda chiude eliminata ma imbattuta.

Classifica

Concluse le sei gare del Gruppo F, la situazione delineatasi in classifica è la seguente:

Squadra P.ti G V P S GF GS DR
Flag of Paraguay.svg Paraguay 5 3 1 2 0 3 1 2
Flag of Slovakia.svg Slovacchia 4 3 1 1 1 4 5 -1
Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda 3 3 0 3 0 2 2 0
Flag of Italy.svg Italia 2 3 0 2 1 4 5 -1


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Calcio, Mondiali 2010: l’Italia perde 3-2 con la Slovacchia ed è fuori

Johannesburg, giovedì 24 giugno 2010

È finita al primo turno, dopo sole tre partite, l’avventura della Nazionale italiana allenata da Marcello Lippi ai Mondiali di calcio in Sudafrica. Fatale agli azzurri la sconfitta per 2-3 nel terzo, decisivo, incontro con l’esordiente Slovacchia di Marek Hamšík, che si va ad aggiungere ai due deludenti pareggi nei precedenti incontri con Paraguay e Nuova Zelanda. E se non è una “Corea“, poco ci manca: gli azzurri erano infatti i campioni uscenti ed erano stati inseriti in un girone che, al momento del sorteggio, era stato etichettato come “facile”.

Con la sconfitta con la Slovacchia, che passa il turno come seconda dietro al Paraguay, l’Italia chiude il girone F all’ultimo posto con soli due punti, dietro anche alla Nuova Zelanda, che viene eliminata, ma che chiude imbattuta.

Curiosamente, sono uscite al primo turno le prime due squadre del mondiale di Germania 2006: oltre all’Italia, anche la Francia, vicecampione, ha lasciato mestamente il mondiale.

Non accadeva dai Mondiali in Germania del 1974 che gli azzurri uscissero al primo turno. In precedenza era successo nel 1950, nel 1954, 1962 e nel 1966 (quelli della “fatal Corea”), ma non era mai accaduto che l’Italia finisse ultima nel girone della prima fase eliminatoria. Da campioni del mondo in carica, gli azzurri erano usciti al primo turno nel 1950 (seppure fossero passati 12 anni dall’ultimo mondiale per via della guerra), mentre l’ultima volta in cui l’Italia era detentrice del trofeo, nel 1986 in Messico, fu “stoppata” agli ottavi dalla Francia di Michel Platini.

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Per la cronaca, la Slovacchia è andata in goal due volte con Vittek (1-0 e 2-0) e una con Kopúnek (3-1), mentre per l’Italia sono andati a segno Di Natale e Quagliarella nei minuti finali (1-2 e 2-3).

Con l’amaro addio al Sudafrica, che evidentemente non porta troppa fortuna agli Azzurri (a cui toccò la stessa sorte nella Confederations Cup dell’anno scorso, anche se allora vinsero almeno una partita), si chiude un ciclo, compreso quello in panchina, con Marcello Lippi che lascia il suo posto a Cesare Prandelli.

Per contro, con questa vittoria, la Slovacchia raggiunge il secondo posto e conquista la qualificazione agli ottavi di finale.

CRONACA DELL’INCONTRO – Fischio d’inizio della gara alle ore 16.00 all’Ellis Park, “tempio” del rugby in Sudafrica agli ordini dell’arbitro inglese Webb (quello della finale di Champions League tra Bayern ed Inter): gli azzurri si caricano a vicenda al termine dell’esecuzione dell’Inno di Mameli, ma in campo appaiono contratti e lasciano spazio e campo agli slovacchi.

Il primo campanello d’allarme per la difesa italiana scatta gia al 5′ quando Hamšík viene imbeccato da un passaggio filtrante: l’attaccante del Napoli mette però malamente fuori di sinistro da buona posizione.

Azione quasi in fotocopia al 24′, ma stavolta Vittek fa centro con un tiro a fil di palo su cui Marchetti non può nulla: 1-0.

Nel corso del primo tempo, è poi sempre la Slovacchia a rendersi pericolosa. L’unico pericolo creato dagli azzurri è un quasi autogoal di Škrtel, che, per mettere in angolo, per poco non sorprende il proprio portiere Mucha con un colpo di testa.

Si va così al riposo con il punteggio di Slovacchia 1 – Italia 0.

Ad inizio ripresa, Lippi effettua subito due cambi, facendo entrare Maggio e Quagliarella al posto di Criscito e Gattuso.

I cambi sembrano dare qualche frutto, in quanto l’Italia, impalpabile nei primi 45′ minuti, riesce a rendersi più pericolosa.

L’occasione più ghiotta capita a Quagliarella che al 65′ si trova la porta spalancata, ma un difensore salva sulla linea a Mucha battuto.

Al 73′, la Slovacchia riesce però a portarsi sul 2 a 0: Hamšík riceve palla da calcio d’angolo (contestato dagli azzurri) e dalla destra mette in mezzo: il più lesto ad intervenire è Vittek, che da pochi passi fulmina Marchetti insaccando sul primo palo.

A quel punto per gli azzurri sembra davvero finita, ma nei 10 minuti finali succede un po’ di tutto.

All’80’, Quagliarella viene servito in area da Iaquinta: Mucha respinge, ma sulla palla si avventa Di Natale che mette dentro a porta vuota.

Gli azzurri ora ci credono: all’83’ palla in mezzo dalla sinistra per Quagliarella che mette dentro, ma l’illusione del clamoroso pareggio dura soltanto pochi secondi, in quanto il goal viene annullato per un millimetrico fuorigioco.

Cinque minuti dopo però, la difesa italiana si fa sorprendere da una rimessa laterale che mette in neo-entrato Kopúnek a tu per tu con Marchetti, beffato da un pallonetto: 3-1 e per gli azzurri è notte fonda.

A riaccendere le flebili speranze italiane ci pensa Quagliarella beffa Mucha con un “cucchiaio” dal limite che si insacca all’incrocio dei pali: 2-3 Dopo il goal, si accende un parapiglia e gli stessi Quagliarella e Mucha vengono ammoniti.

L’arbitro concede 4′ minuti di recupero e proprio al 94′ c’è spazio per l’ultima chance di pareggio per l’Italia: spiovente dalla destra che giunge sui piedi di Pepe, ma il neo-juventino “buca” la palla di destro.

Su quel tiro si spengono le speranze di una rocambolesa qualificazione per l’Italia. Al fischio finale, c’è spazio solo per i festeggiamenti dei giocatori e dei tifosi slovacchi e per le lacrime di Quagliarella, consolato da Cannavaro.

L’ALTRO INCONTRO: NUOVA ZELANDA – PARAGUAY– Nella giornata della disfatta azzurra, il Paraguay e la Nuova Zelanda disputano a Polokwane una partita quasi priva di grandi emozioni, con la formazione sudamericana poco brillante, che comanda il gioco ma sterilmente, creando un paio di occasioni nella ripresa, nelle quali Mark Paston se la cava senza particolari problemi. Finisce 0-0 con il Paraguay che mantiene la prima posizione, mentre la Nuova Zelanda chiude eliminata ma imbattuta.

Classifica

Concluse le sei gare del Gruppo F, la situazione delineatasi in classifica è la seguente:

Squadra P.ti G V P S GF GS DR
Flag of Paraguay.svg Paraguay 5 3 1 2 0 3 1 2
Flag of Slovakia.svg Slovacchia 4 3 1 1 1 4 5 -1
Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda 3 3 0 3 0 2 2 0
Flag of Italy.svg Italia 2 3 0 2 1 4 5 -1


Fonti

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June 21, 2010

Calcio, Mondiali 2010: Portogallo devastante, vincono Cile e Spagna

Calcio, Mondiali 2010: Portogallo devastante, vincono Cile e Spagna

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lunedì 21 giugno 2010

Portogallo e Corea del Nord raccolte prima del calcio d’inizio

Si è completata oggi la seconda giornata di incontri della fase a gruppi del Campionato mondiale di calcio attualmente in corso in Sudafrica; tre le gare disputate.

GIRONE G – La giornata si apre con la seconda gara del gruppo del Brasile, vincente nella serata di ieri contro la Costa d’Avorio. Il Portogallo, dopo il pareggio con gli africani nella gara inaugurale, al Green Point Stadium di Città del Capo ha bisogno dei 3 punti contro la Corea del Nord per tenersi in scia dei verdeoro. Gli asiatici, nel primo tempo, confermano la buona prestazione fornita nella prima partita, concedendo alla formazione di Carlos Queiroz un solo gol, realizzato al 29′ da Raul Meireles.

La pioggia battente caratterizza tutta la durata dell’incontro e nella seconda frazione diventa anche una tempesta di gol per i malcapitati nordcoreani. Dopo la strenua resistenza degli uomini di Kim Jong-Hun nei primi 45 minuti, il Portogallo va a segno con Simão Sabrosa, Hugo Almeida, Liédson, Cristiano Ronaldo e due volte Tiago Mendes. Il risultato finale è un pesantissimo 7-0 che fa molto bene alla differenza reti della nazionale portoghese. I lusitani pur non ancora matematicamente certi, hanno praticamente acquisito la qualificazione; la Costa d’Avorio infatti, unica in grado di raggiungere in classifica la formazione europea, ha una differenza reti di -2, contro il +7 avversario. Serve una larghissima vittoria contro la Corea del Nord ed una pesante sconfitta portoghese col Brasile.

GIRONE H – Alle 16.00, al Nelson Mandela Bay Stadium di Port Elizabeth, la sorprendente Svizzera ed il Cile cercano di continuare la corsa intrapresa nella prima giornata. Ottmar Hitzfeld imposta la sua nazionale allo stesso modo della sfida contro la Spagna, basandosi sul gioco di rimessa. La tattica dà ancora i propri frutti, ma al 30′ avviene una svolta, che potrebbe condizionare il resto dell’incontro; una manata di Valon Behrami sul volto di Arturo Vidal viene ritenuta volontaria dal direttore di gara, il quale espelle l’elvetico di origine kosovara.

Nonostante l’inferiorità numerica, la Svizzera resiste strenuamente, anche grazie agli interventi di Diego Benaglio, arrivato a superare il record assoluto di imbattibilità ai campionati del mondo detenuto in precedenza dalla nazionale italiana (559 minuti contro 550). Al 75′ minuto però, la difesa deve capitolare; la rete cilena è messa a segno da Mark González. Il Cile tenta di arrotondare il bottino, senza riuscirci. Risultato finale è un 1-0 a favore dell’undici di Marcelo Bielsa.

In serata tocca alla Spagna, che all’Ellis Park Stadium di Johannesburg affronta l’Honduras con l’intento di centrare quella vittoria clamorosamente mancata all’esordio. Le “Furie Rosse” disputano una partita decisamente convincente, giocando un calcio veloce, con precise verticalizzazioni e creando svariate occasioni da gol. L’Honduras non è all’altezza dei campioni d’Europa e raramente si rende pericoloso. La Spagna passa in vantaggio al 17′ minuto con una spettacolare azione personale di David Villa neoacquisto del Barcellona, il quale riceve palla sulla linea laterale sinistra, rientra verso il centro, entra in area vincendo un rimpallo, salta un secondo avversario in dribbling e calcia verso il secondo palo.

Ad inizio ripresa, al 51′, gli spagnoli raddoppiano, di nuovo con El Guaje Villa. Gli uomini di Vicente Del Bosque avrebbero anche l’occasione di arrotondare ulteriormente il risultato, ma lo stesso Villa calcia a lato un calcio di rigore. Finisce 2-0. Al momento la classifica vede in testa il Cile, che pur a punteggio pieno, non ha ancora la certezza di centrare la qualificazione, anzi, è paradossalmente a rischio eliminazione, nel caso perdesse contro la Spagna nell’ultimo incontro e la Svizzera riuscisse a mettere a segno molti gol nella sfida con l’Honduras.

Classifiche[]

Completata la seconda giornata di incontri nel Gruppo G, questa è la classifica:

Squadra P.ti G V P S GF GS DR
Flag of Brazil.svg Brasile 6 2 2 0 0 5 2 3
Flag of Portugal.svg Portogallo 4 2 1 1 0 7 0 7
Flag of Côte d'Ivoire.svg Costa d’Avorio 1 2 0 1 1 1 3 -2
Flag of North Korea.svg Corea del Nord 0 2 0 0 2 1 9 -8

Si è chiuso il secondo giro di gare anche nel Gruppo H, e la situazione di classifica è la seguente:

Squadra P.ti G V P S GF GS DR
Flag of Chile.svg Cile 6 2 2 0 0 2 0 2
Flag of Spain.svg Spagna 3 2 1 0 1 2 1 1
Flag of Switzerland.svg Svizzera 3 2 1 0 1 1 1 0
Flag of Honduras.svg Honduras 0 2 0 0 1 0 3 -3


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June 20, 2010

Calcio, Mondiali 2010: deludente Italia, Paraguay primo, Brasile qualificato

Calcio, Mondiali 2010: deludente Italia, Paraguay primo, Brasile qualificato

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domenica 20 giugno 2010
Continuano le gare del Campionato mondiale di calcio attualmente in corso di svolgimento in Sudafrica. Questi i tre incontri del secondo turno della fase a gironi disputati domenica 20 giugno.

GIRONE F – Alle ore 13.30 al Free State Stadium di Bloemfontein sono scese in campo Slovacchia e Paraguay. La partita non ha offerto grossi spunti di spettacolo, ma ha mostrato una decisa superiorità della nazionale sudamericana; la Slovacchia è riuscita a tirare in porta con il solo Víttek nei minuti di recupero del secondo tempo. Il risultato finale di 2-0, frutto delle reti di Enrique Vera al 27′ minuto e di Cristian Riveros all’86’, consegnano ai biancorossi una agevole vittoria e la provvisoria posizione di capolista del girone.

Alle ore 16.00, tocca all’Italia, che affronta al Mbombela Stadium di Nelspruit la Nazionale di calcio della Nuova Zelanda. La sfida, alla luce dei risultati della prima giornata, con gli azzurri chiamati ad una vittoria dopo il buon pareggio contro il Paraguay e la grossa disparità di valori sulla carta, si presenta quanto mai a pronostico chiuso a favore dei campioni del mondo. Invece, la pochezza di idee e la deconcentrazione della squadra di Marcello Lippi in questo secondo incontro è disarmante ed anche una nazionale di non elevato tasso tecnico come quella neozelandese riesce a fare un figurone, portandosi a casa un pareggio che la tiene ampiamente in corsa per la qualificazione.

I marcatori: passa in vantaggio la nazionale neozelandese dopo 7 minuti con un gol Shane Smeltz, partito in posizione di sospetto fuorigioco. Il pareggio azzurro avviene su calcio di rigore, assegnato per una lieve trattenuta in area ai danni di Daniele De Rossi e trasformato al 29′ minuto da Vincenzo Iaquinta. La situazione di classifica vede il Paraguay al primo posto con 4 punti, Italia e Nuova Zelanda a 2 punti, Slovacchia a 1 punto. Non è esclusa l’ipotesi, nel caso in cui azzurri e neozelandesi pareggiassero i prossimi rispettivi incontri con lo stesso risultato, che la qualificazione venga decisa dal lancio della monetina.

GIRONE G – In serata si gioca al Soccer City Stadium di Johannesburg. Si affrontano Brasile e Costa d’Avorio. I verdeoro, dopo la partita poco brillante dell’esordio contro la nazionale nordcoreana, mostrano un gioco decisamente migliore. Gli africani partono meglio ma non concretizzano. Il primo gol della gara arriva al 25′ minuto e lo realizza Luis Fabiano, assistito da Kaká, con un potente tiro da distanza ravvicinata, sul quale il portiere ivoriano non fa nemmeno in tempo a muoversi. Il raddoppio brasiliano è messo nuovamente a segno da O Fabuloso, che al 50′ minuto controlla il pallone con abilità superando due avversari con un doppio “sombrero” e piazzando il pallone alle spalle di Boubacar Barry; l’azione, pur spettacolare, è viziata da ben due falli di mano.

Il Brasile chiude l’incontro al 62′ minuto con Elano che sfrutta alla perfezione un’incursione di Kaká sulla fascia sinistra ed il suo assist a centro area. Didier Drogba riesce solo ad addolcire la serata ivoriana con il gol della bandiera, realizzato al 79′ minuto. Con la vittoria di questa sera, il Brasile raggiunge con una gara di anticipo gli ottavi di finale. L’unica macchia della serata è il cartellino rosso rimediato da Kaká a tempo quasi scaduto per un buffetto ad Abdul Kader Keïta, che accentua di molto gli effetti del colpo.

Classifiche[]

Dopo le gare di oggi, la situazione di classifica nel Gruppo F è la seguente:

Squadra P.ti G V P S GF GS DR
Flag of Paraguay.svg Paraguay 4 2 1 1 0 3 1 2
Flag of Italy.svg Italia 2 2 0 2 0 2 2 0
Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda 2 2 0 2 0 1 1 0
Flag of Slovakia.svg Slovacchia 1 2 0 1 1 1 3 -2

In attesa di Portogallo-Corea del Nord la classifica nel Gruppo G è la seguente:

Squadra P.ti G V P S GF GS DR
Flag of Brazil.svg Brasile 6 2 2 0 0 5 2 3
Flag of Portugal.svg Portogallo 1 1 0 1 0 0 0 0
Flag of Côte d'Ivoire.svg Costa d’Avorio 1 2 0 1 1 1 3 -2
Flag of North Korea.svg Corea del Nord 0 1 0 0 1 1 2 -1


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June 19, 2010

Calcio, Mondiali 2010: Olanda agli ottavi, Camerun eliminato

Calcio, Mondiali 2010: Olanda agli ottavi, Camerun eliminato

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sabato 19 giugno 2010

Dopo le gare della seconda giornata del girone E, è già tempo di verdetti definitivi, con il calcio africano che perde una delle sue maggiori rappresentanti.

Alle 13.30 si sfidano Olanda e Giappone al Moses Mabhida Stadium di Johannesburg. L’Olanda non è brillantissima, anche per merito di una compagine nipponica ben messa in campo dal CT Takeshi Okada. Ogni iniziativa olandese viene regolarmente interrotta grazie all’ottima organizzazione difensiva avversaria. Come sta accadendo molto spesso in questa manifestazione, ci vuole un errore dell’estremo difensore per sbloccare il risultato: su tiro dalla distanza di Wesley Sneijder, il portiere giapponese Eiji Kawashima respinge malissimo il pallone, che finisce nella sua porta. Nella ripresa, al 90′, il Giappone sfiora il pari con il subentrato Shinji Okazaki, che calcia poco sopra la traversa.

Alle 20.30, la sfida tra le due sconfitte della prima giornata, Camerun-Danimarca, al Loftus Versfeld Stadium di Pretoria, può risultare decisiva per determinare chi possa ancora sperare nella qualificazione e chi invece, perdendo, abbandonerà aritmeticamente il mondiale. La squadra africana inizia molto meglio, e dopo soli 10 minuti di gara Samuel Eto’o sblocca il risultato, su assist di Pierre Webó che approfitta di un passaggio sbagliato di Christian Poulsen. Dopodiché il Camerun sembra dilagare, dall’alto di un evidente strapotere atletico. Al 33′ minuto però, i danesi trovano il pareggio con Nicklas Bendtner, che deve solo spingere in rete un perfetto assist di Dennis Rommedahl. Nella ripresa, lo stesso Rommedahl si inventa uno spettacolare gol su azione personale, con tiro a girare sul secondo palo, alla destra del portiere. Finisce così 2-1 per la Danimarca. Il risultato costringe il Camerun ad una prematura eliminazione, proietta l’Olanda agli ottavi e rende decisiva per la seconda qualificazione la gara tra Giappone e Danimarca, che si affronteranno il 24 giugno al Royal Bafokeng Stadium di Rustenburg.

GIRONE D – Proprio a Rustenburg nel pomeriggio, alle 16.00, si sono affrontate Ghana ed Australia nella seconda partita valida per la seconda giornata del girone D. Gli africani, complice la sconfitta della Germania nella partita contro la Serbia, avevano un’ottima occasione per mettere una seria ipoteca alla qualificazione, sconfiggendo gli australiani, pesantemente sconfitti nel primo incontro. All’11’ minuto però, sono proprio questi ultimi a passare in vantaggio, con una rete di Brett Holman, lesto nell’approfittare di una respinta non perfetta del portiere ghanese Richard Kingson. Un quarto d’ora dopo, Harry Kewell respinge con un braccio, sulla linea di porta, un tiro di Kevin-Prince Boateng. L’arbitro Rosetti, correttamente, assegna il rigore agli africani ed espelle il giocatore australiano. Asamoah Gyan trasforma il rigore del pareggio. Nonostante oltre 70 minuti di superiorità numerica, il Ghana non riesce a superare le resistenze di un’ottima Australia; la partita è gradevolissima, piena di ribaltamenti di fronte, ed alla fine si conclude con un giusto 1-1. Con questo risultato, il Ghana mantiene la testa del girone, con 4 punti, ponendosi davanti a Germania e Serbia, 3 punti, ed all’Australia, 1 punto.

Classifiche[]

Conclusasi la seconda giornata, la situazione di classifica nel Gruppo D è la seguente:

Squadra P.ti G V P S GF GS DR
Flag of Ghana.svg Ghana 4 2 1 1 0 2 1 1
Flag of Germany.svg Germania 3 2 1 0 1 4 1 3
Flag of Serbia.svg Serbia 3 2 1 0 1 1 1 0
Flag of Australia.svg Australia 1 2 0 1 1 1 5 -4

Dopo i primi quattro incontri, la situazione di classifica nel Gruppo E è la seguente:

Squadra P.ti G V P S GF GS DR
Flag of the Netherlands.svg Olanda 6 2 2 0 0 3 0 3
Flag of Japan.svg Giappone 3 2 1 0 1 1 1 0
Flag of Denmark.svg Danimarca 3 2 1 0 1 2 3 -1
Flag of Cameroon.svg Camerun 0 2 0 0 2 1 3 -2


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