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August 18, 2016

L\’ONU sospende gli aiuti umanitari per la Siria

L’ONU sospende gli aiuti umanitari per la Siria

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giovedì 18 agosto 2016
I bombardamenti sulla Siria continuano senza sosta, così come i combattimenti a terra, ostacolando enormemente gli aiuti umanitari per i civili. In particolare nella zona di Aleppo non si riesce a mantenere più il contatto con le organizzazioni umanitarie.

L’inviato speciale dell’ONU, De Mistura, dichiara che: «In un mese, non un solo convoglio umanitario ha raggiunto le aree assediate.» e in conseguenza decide di sospendere tutti gli aiuti umanitari. La prossima settimana sarà anche riconvocata a Ginevra l’unità operativa per riorganizzare il piano di aiuti.

La ripresa degli aiuti ha al momento una sola condizione: la dichiarazione di una tregua di due giorni, in particolare ad Aleppo. Tale richiesta è già stata fatta in passato, ma è stata ignorata.

La Russia, secondo le dichiarazioni del ministro della difesa russo Igor Konashenkov, per il momento è favorevole alla tregua di 48 ore e ad impegnarsi per far passare in sicurezza gli aiuti, il tutto però a partire da settimana prossima. L’esercito russo si occuperebbe anche di accordarsi col governo siriano, in modo da coinvolgerlo e limitare al minimo i sospetti su secondi fini delle spedizioni umanitarie.


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July 15, 2016

Francia: camion contro la folla

Francia: camion contro la folla – Wikinotizie

Francia: camion contro la folla

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venerdì 15 luglio 2016

Ieri notte, al termine della tradizionale festa per l’anniversario della presa della Bastiglia, un tunisino trentenne residente a Nizza si è lanciato con un camion contro la folla che stava guardando uno spettacolo pirotecnico a Nizza riuscendo a seminare vittime per ben 2 km. La strage è avvenuta sulla Promenade des Anglais e ci sarebbero almeno 84 morti e un centinaio di feriti.

L’autore della strage, ancora sul camion, è stato ucciso dagli agenti della Gendarmerie nationale.

Lo stato di emergenza ancora attivo in Francia in seguito agli ultimi attentanti (del 13 giugno 2016 e del 13 novembre 2015), che doveva concludersi il 26 luglio, è stato prolungato di altri tre mesi dal presidente Hollande, e i riservisti sono stati richiamati.


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October 7, 2014

Siria: Stato Islamico a un passo dalla conquista di Kobanê

Siria: Stato Islamico a un passo dalla conquista di Kobanê

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martedì 7 ottobre 2014
Il gruppo terrorista autoproclamatosi Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (Isis), ha conquistato la maggior parte dei quartieri della città siriana di Kobanê, molto vicina al confine con la Turchia, in cui ormai si combatte per strada. Il presidente turco Erdoğan ha dichiarato che gli attacchi aerei occidentali siano stati inutili per trattenere l’avanzata dei terroristi, ed è dunque arrivato il momento di un’azione via terra.

La Turchia ha già schierato l’esercito a poca distanza dalla città siriana, ma per ora sono in attesa di ordini, probabilmente il presidente è in attesa di un riconoscimento ufficiale occidentale. L’unico sostegno da parte della Turchia sono gli aiuti umanitari, che ormai sono inutili, poiché la città è disabitata a causa degli scontri dei giorni scorsi. Chi invece sta combattendo per difendere la città siriana è il gruppo “Unità di difesa del popolo” (YPG), le forze armate curde, lasciate a combattere da sole, peraltro ostacolate dagli stessi militari turchi, i quali alla frontiera stanno fermando il passaggio di armi e aiuti a loro favore.


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March 7, 2014

Siria: ritardi nello smantellamento delle armi chimiche

Siria: ritardi nello smantellamento delle armi chimiche

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7 marzo 2014

Il Presidente siriano Bashar al-Assad

La Siria non sarebbe in grado di tener fede agli impegni presi per lo smantellamento delle armi chimiche e non avrebbe neppure la reale intenzione di farlo; conseguentemente, la prossima scadenza del 15 marzo verrà quasi certamente mancata.

È quanto riporta l’agenzia Reuters, riferendo il parere di due fonti anonime interne all’Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche).


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November 17, 2012

Gaza: Israele pronta a combattere

Gaza: Israele pronta a combattere – Wikinotizie

Gaza: Israele pronta a combattere

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sabato 17 novembre 2012

La mappa di Gaza

Dopo il centinaio di razzi lanciati da Gaza negli scorsi giorni e i bombardamenti da parte israeliana, Israele si appresterebbe ad invadere la Striscia di Gaza.

I soldati israeliani sono 30 000 e hanno già raggiunto i confini della Striscia di Gaza, riferisce la CNN. «Stiamo in una fase di espansione della campagna», ha dichiarato il generale Yoav Mordechai. L’esercito israeliano ha annunciato tramite Twitter di aver colpito nella notte 85 siti terroristici, in 6 ore. I raid israeliani hanno colpito anche l’abitazione di un responsabile di Hamas, fonti mediche riferiscono del ferimento di 35 persone. Nella scorsa nottata anche il ministro dell’Interno palestinese ha dovuto vedersela con i raid, dato che la sua casa è stata colpita.

I soccorritori sono alla ricerca di persone rimaste sotto le macerie. Intanto a Tel Aviv è avvenuta un’esplosione, a causa di un missile intercettato dalle batterie contraeree.


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Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Israele.

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November 15, 2012

Escalation tra Gaza e Israele, dopo l\’uccisione di Ahmed Jabari

Escalation tra Gaza e Israele, dopo l’uccisione di Ahmed Jabari

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giovedì 15 novembre 2012

Mappa della Striscia di Gaza

Mohamed Morsi

Le Brigate al-Khassam, dopo l’uccisione di Ahmed Jabari, importante esponente dell’ala militare di Hamas, hanno lanciato circa 110 razzi dalla Striscia di Gaza, cui l’esercito israeliano ha risposto con una campagna di bombardamento sulla Striscia. Si contano 3 vittime israeliane e 15 palestinesi.

Il leader palestinese Abu Mazen ha interrotto il suo tour in Europa, mentre sabato sarà al Cairo per una riunione speciale della Lega araba. Il presidente egiziano Mohamed Morsi ha espresso le sue considerazioni sul tema, dinanzi alle telecamere della televisione pubblica, dicendo “gli israeliani devono comprendere che noi non accettiamo questa aggressione e che questo non porta che all’instabilità della regione”. Più dura, invece, è stata la reazione del Qatar, secondo la quale bisognerebbe punire Israele.


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October 20, 2011

Gheddafi è morto

Gheddafi è morto – Wikinotizie

Gheddafi è morto

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giovedì 20 ottobre 2011

Muhammar Gheddafi.

Il rais libico Muammar Gheddafi è morto. Il colonnello sarebbe arrivato senza vita nella città di Misurata, dove i miliziani del CNT lo hanno portato dopo la cattura vicino Sirte. Lo riferiscono fonti della tv satellitare al-Arabiya. In base a questa ricostruzione, sarebbe stato quindi ferito fuori Sirte e giunto cadavere a Misurata. Ad ucciderlo sarebbe stato Mohamed al-Bibi, un ventenne che è stato premiato dai ribelli libici con una pistola d’oro come segno di riconoscenza.

Catturato verso le 13:25, secondo l’emittente araba Lybia TV, poco dopo la morte del ministro della difesa, Abubakr Yunes Jaber, sarebbe stato trovato in una buca e lì, nonostante le suppliche dell’ex-raìs, sarebbe stato gambizzato alle 13:32 e trasportato in ospedale, dove arriverà morto, essendo spirato verso le 13:38. Tuttavia, altre fonti parlano di esecuzione o di bombardamenti da parte della NATO. Alle 14:00 l’annuncio ufficiale del CNT: Gheddafi sarebbe morto per le ferite subite. Annunciato il discorso del leader del consiglio nazionale, Muṣṭafā ʿAbd al-Jalīl.

Un video è apparso sul sito di hosting video Youtube, che sembrerebbe riprendere l’ex-raìs ormai deceduto: si possono notare sangue in testa e dalla bocca e gli occhi semi aperti. Anche alcune foto amatoriali riprendenti il corpo del colonnello sono state scattate.

Catturati altri esponenti del regime di Gheddafi, tra cui il portavoce Ahmed Ibrahim, dato più volte per morto.

Con la fine di Gheddafi, finisce quindi la guerra civile in Libia. «Le agenzie dicono che Gheddafi è stato catturato. Questo significa che la guerra è finita», è quanto affermato dal primo ministro Silvio Berlusconi. «Sic transit gloria mundi», ha aggiunto commentando la morte del colonnello.

Nella capitale Tripoli si festeggia la notizia della cattura. Questa mattina le truppe del CNT sono riuscite, dopo un’azione di 90 minuti, ad espugnare la città di Sirte, che diede i natali al colonnello.


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Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Libia.

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October 18, 2011

Rilasciato Gilad Shalit

Rilasciato Gilad Shalit – Wikinotizie

Rilasciato Gilad Shalit

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martedì 18 ottobre 2011

Shalit poco dopo la sua liberazione

Il caporale venticinquenne Gilad Shalit è tornato libero, dopo 5 anni di prigionia. In cambio sono stati liberati i primi 447 dei 1027 palestinesi, come previsto dagli accordi tra Hamas e Israele. Secondo le foto che sono state fatte girare verso le 10:30, sembra che il caporale sia un po’ smagrito ma goda di buone condizioni di salute.

«”Tutti per uno e uno per tutti” è uno dei valori di Israele. Ora siamo aperti più di prima, spero che la mia liberazione aiuti il processo di pace», ha affermato il caporale, intervistato poco dopo la sua liberazione. La liberazione è avvenuta stamattina, dopo un viaggio travagliato: da Gaza fino a Rafah, in Egitto, per poi ritornare in patria. «Ho riportato vostro figlio a casa», sono state le parole del primo ministro Benjamin Netanyahu rivolte ai genitori di Shalit.

Dall’altra parte, Hamas ha festeggiato la liberazione dei detenuti con cartelli vari, come «La resistenza ha sconfitto Israele» e «Abbiamo promesso e abbiamo mantenuto». Anche un dirigente di al-Fatah, Hisham Abdel Razeq, ha partecipato alla gioia.

Nel mondo questa liberazione è stata accolta come segno di riavvicinamento e di accelerazione dei processi di pace. Il segretario generale dell’ONU Ban ki-Moon ha infatti affermato: «Dopo questo rilascio ci saranno ripercussioni positive sul processo di pace in Medio Oriente che in questo momento è in una fase di stallo.

Il sequestro di Shalit avvenne il 25 giugno 2006 e ciò diede inizio all’operazione “Piogge estive” volta alla liberazione del soldato.


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October 14, 2011

Sirte, l\’ultima trincea di Gheddafi

Sirte, l’ultima trincea di Gheddafi – Wikinotizie

Sirte, l’ultima trincea di Gheddafi

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venerdì 14 ottobre 2011
Dopo Tripoli, conquistata da qualche mese, Sirte deve cadere. Insieme a Bani Walid. Sono soltanto due le città controllate dal Raìs. Non a caso Sirte è la città natale di Muhammar Gheddafi. Oramai si combatte sempre di più, gli ultimi fedelissimi al Colonnello e i Ribelli, che hanno quasi tutta la Libia. E neanche il maltempo abbattutosi questa settimana nella regione della Sirtica fermeranno gli scontri. Secondo il Corriere della Sera, non esistono statistiche, ma se fosse possibile studiare la casistica delle vittime, quasi certamente il numero di ribelli libici uccisi o feriti dai loro compagni sarebbe più alto di quelli colpiti dal nemico. Ieri in molti casi si sono sparate addosso le formazioni provenienti da Misurata e quelle di Bengasi.


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Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Libia.

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September 21, 2011

Gheddafi ritorna: «La rivoluzione è una farsa»

Gheddafi ritorna: «La rivoluzione è una farsa»

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mercoledì 21 settembre 2011

Ribelli su una torre

L’emittente televisiva Arrai TV ha diffuso un messaggio audio del colonnello.

Gheddafi, oltre a rivendicare il consenso popolare — «È difficile rovesciare questo regime perché rappresenta milioni di libici» e «il solo potere legittimo è quello che deriva dal popolo e dai comitati popolari: tutti gli altri sono nulli e illegittimi» —, ha anche affermato che la guerra civile in corso è tutta una «farsa», invitando i suoi cittadini a «non credere» a un cambiamento: «Ciò che sta accadendo in Libia è una farsa che regge soltanto grazie ai bombardamenti aerei che non dureranno in eterno».

Secondo Gheddafi, se dovessero far cadere il suo regime ne verrebbe «imposto un altro con l’aiuto dei raid aerei e marittimi». Intanto Obama ha ricordato che la missione Nato «andrà avanti finché la popolazione corre pericoli».


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Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Libia.

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