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October 20, 2011

Unione Europea: «Se l\’Italia vuole il Ponte se lo deve pagare da sola»

Unione Europea: «Se l’Italia vuole il Ponte se lo deve pagare da sola»

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giovedì 20 ottobre 2011

Il progetto del cosiddetto Ponte sullo Stretto di Messina è stato cestinato definitivamente dall’Unione europea. Nella lista delle priorità strategiche delle grandi reti di trasporto trans-europee per il periodo 2014-2020 sono presenti linee ferroviarie come la Napoli-Bari, la Napoli-Reggio Calabria e la Messina-Palermo, ma non il ponte.

Assieme alla lista si è anche provveduto a cofinanziare tali opere: circa 50 miliardi di euro, dei quali 31,7 circa solo per i trasporti. Esclusi quindi i cofinanziamenti per il ponte: la grande opera verrebbe a costare circa 9 miliardi di euro, escludendo le centinaia di milioni già versate per studi e valutazioni preventive.

L’estone Siim Kallas, attuale commissario europeo per i trasporti, ha affermato che sarà il governo italiano a decidere sulle sorti del Ponte. Pronta la risposta dell ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli: «Il Ponte per il governo resta una priorità essenziale per lo sviluppo del sistema dei trasporti dell’Italia». «Lo faremo con i soldi dei privati».


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May 22, 2006

Il governo Prodi cerca una soluzione per il Ponte sullo Stretto di Messina

Il governo Prodi cerca una soluzione per il Ponte sullo Stretto di Messina

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22 maggio 2006

Oggi a Roma è programmato un vertice tra i neo ministri delle Infrastrutture Di Pietro, dei Trasporti Bianchi, dell’Ambiente Pecoraro Scanio, la Società Ponte sullo Stretto e i rappresentanti delle due regioni interessate. Si discuterà dell’intenzione del Governo Prodi di accantonare il progetto di realizzazione del ponte più lungo del mondo. La grande opera, infatti, non è ritenuta prioritaria nel programma dell’Unione e i soldi necessari all’opera saranno dirottati in altre opere di maggior rilievo per il bene comune, tra cui il completamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Le conseguenze di tale decisione non sono lievi. A oggi è stato presentato solo il progetto preliminare e firmato il contratto che impegna il General Contractor alla presentazione del progetto operativo entro la fine di quest’anno. Secondo il ministro Bianchi, se il progetto viene ora bloccato dal contraente la penale di rescissione prevede un pagamento di 55 milioni di euro, che aumenterebbero a 60 milioni qualora si arrivasse alla presentazione del progetto. Se la rescissione avvenisse ancora più in là nel tempo, magari a cantieri aperti, la cifra potrebbe aumentare considerevolmente fino ad un massimo di 388 milioni di euro, pari al 10% della cifra appaltata.

Il 27 marzo Impregilo ha firmato il contratto come General Contractor per la progettazione e la realizzazione del Ponte e l’attuale Presidente del Consiglio Romano Prodi aveva espresso la sua preoccupazione: «la corsa alla firma ha provocato in me un’enorme preoccupazione perché farla a 10 giorni dalle elezioni non credo che abbia un significato prettamente economico». «Mi sono sorpreso di questa corsa perché è risaputo che la nostra posizione sia contraria».

Notizie correlate

  • «Ponte sullo stretto di Messina nel mirino della mafia 2005» – Wikinotizie, 4 novembre 2005
  • «Impregilo si aggiudica la gara del Ponte sullo Stretto di Messina 2005» – Wikinotizie, 12 ottobre 2005

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November 4, 2005

Ponte sullo stretto di Messina nel mirino della mafia

Ponte sullo stretto di Messina nel mirino della mafia

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4 novembre 2005

Foto satellitare dello stretto di Messina.

La Direzione investigativa antimafia nella relazione semestrale al Parlamento denuncia che «Cosa nostra tende a rafforzare la propria maglia invasiva con interventi volti a tentare di interferire anche sulla realizzazione di grandi opere d’interesse strategico nazionale, quale, ad esempio, il ponte sullo Stretto di Messina». Per questo la DIA è impegnata «a rendere ancora più incisiva la rete dei controlli di natura preventiva sulle cosiddette Grandi opere».

«Le difficoltà nel ricomporre integralmente i contrasti interni non sono d’impedimento al prosieguo dell’opera di contaminazione dell’ambiente economico ed imprenditoriale da parte di Cosa nostra». Infatti l’infiltrazione nel sistema degli appalti pubblici «rappresentano un momento di grande interesse per le cosche attive in Sicilia e in altre zone del Paese». Le ingenti risorse in gioco, circa 4,6 miliardi di euro, spingono la mafia «ad affidare ruoli di responsabilità a uomini d’onore dotati di cultura multidisciplinare, professionisti preparati e competenti».

Attualmente il progetto è oggetto di due inchieste della magistratura: una riguarda l’impatto ambientale sul territorio, materia sulla quale l’Unione Europea si è già espressa avviando una procedura di infrazione lo scorso 25 ottobre, per non avere fornito adeguate informazioni dato che lo studio presentato dal Governo «non è stato fatto correttamente».

L’altra inchiesta si occupa dell’intercettazione telefonica tra l’economista Carlo Pelanda e Paolo Savona, all’epoca presidente di Impregilo, in cui si annunciava la vittoria proprio dell’Impregilo, cosa che è avvenuta e che un bookmaker siciliano, esperto in scommesse sulle gare d’appalto, dava per favorita già da tempo.

È da ricordare che una volta firmato il contratto, nel caso che il progetto si arenasse per problemi economici o giudiziari, lo Stato dovrebbe pagare una penale del 10% pari a 460 milioni di euro, una cifra impressionante.

Notizie precedenti

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October 12, 2005

Impregilo si aggiudica la gara del Ponte sullo Stretto di Messina 2005

Impregilo si aggiudica la gara del Ponte sullo Stretto di Messina 2005

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12 ottobre 2005

L’Impregilo costruirà il ponte sullo Stretto di Messina[]

Il consorzio capitanato da Impregilo si è aggiudicato la gara d’appalto per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.
La prima pietra sarà posta nel 2006 e la costruzione sarà ultimata in 70 mesi, terminando quindi nel 2012. Il costo dell’opera è di 3,88 miliardi di euro.

L’Impregilo ha battuto la concorrente Astaldi, aggiudicandosi la gara d’appalto più ricca mai svoltasi in Italia.
Pietro Ciucci, amministratore delegato della società concedente “Stretto di Messina” ha spiegato di come l’Impregilo abbia presentato l’offerta più vantaggiosa rispetto a tutti i punti di vista.
Le due offerte a confronto:

Società Profilo
tecnico
max 50
Tempi
in mesi
prev. 78
Offerta
economica
max 50
Impregilo 48,08 60 50
Astaldi 43,65 74 8,8

Ciucci ha sottolineato «In particolare l’offerta vincitrice prevede un ribasso complessivo medio ponderato del 12,33%».
Andrea Monorchio, presidente dell’Ispa, ha detto: «Ormai non fare il ponte è impossibile: lo Stato pagherebbe a causa delle penali cifre equivalenti alla costruzione del ponte».
Ermete Realacci (Margherita) è preoccupato dell’aspetto economico: «Tutto fa pensare che i costi previsti lieviteranno in corso d’opera».

Impregilo e consorzio aggiudicatario[]

Il maggior azionista dell’Impregilo è la società Igli (15,5%) delle famiglie Benetton, Bonomi, Gavio e Rocca, un altro 11,8% fa capo alla Gemina.
L’impregilo detiene il 45% del consorzio aggiudicatario, il resto delle quote appartengono a Sacyr SA (18,7%), Società Italiana Condotte (15%), Cooperativa CMC (13%), Ishikawajma-Harima Heavy Industries Co. (6,3%) e ACI Consorzio Stabile del Gruppo Gavio (2%).

Il nuovo ponte[]

Il ponte sullo stretto diverrà il più lungo al mondo a campata unica: 3.300 m. Il tratto stradale avrà 3 corsie in entambi i sensi, due linee ferroviarie, due corsie di servizio e una corsia di servizio per la linea ferroviaria.
Questa la classifica dei ponti a campata unica più lunghi.

Ponte Stato Lunghezza
Akashi Kaikyo Giappone 1.991 m
Great Belt East Danimarca 1.624 m
Humber Gran Bretagna 1.410 m
Jangyn Cina 1,385 m
Tsing Ma Cina 1.377 m
Verrazzano Narrows USA 1.298 m
Golden Gate USA 1.280 m
Hoga Kusten Svezia 1.210 m
Mackinac USA 1.158 m
Minami (South) Bisan-Seto Giappone 1.100

Fonti[]

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