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August 5, 2016

Rio de Janeiro: il pugile Hassan Saada arrestato per tentato stupro

Rio de Janeiro: il pugile Hassan Saada arrestato per tentato stupro

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Rio de Janeiro, venerdì 5 agosto 2016

Alla vigilia dei Giochi olimpici di Rio 2016, il pugile del Marocco Hassan Saada è stato arrestato con l’accusa di tentato stupro. Il boxeur, martedì scorso, avrebbe tentato di abusare di due cameriere della struttura che ospita gli atleti.

L’arresto è stato disposto dal giudice Larissa Nunes Saly e, secondo la testimonianza delle due donne, Saada avrebbe attirato una delle cameriere con una scusa e avrebbe tentato di baciarla. Il pugile avrebbe, in seguito, palpato il seno di un’altra cameriera e le avrebbe chiesto di masturbarlo in cambio di denaro.

Saada avrebbe dovuto sostenere il primo incontro nella categoria mediomassimi domani, contro il turco Mehmet Nadir Ünal, ma, a causa dell’arresto, potrebbe essere definitivamente escluso dai Giochi.


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July 18, 2016

Presunto stupro a Villa Ada. La ragazza non ha segni di violenza

Presunto stupro a Villa Ada. La ragazza non ha segni di violenza

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lunedì 18 luglio 2016

Wikinotizie di oggi
18 luglio
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Ieri sera a Roma una ragazza sedicenne, scappata da qualche giorno di casa da Firenze, aveva denunciato uno stupro subìto nei giardini di Villa Ada, accaduto in una delle baracche presenti. Subito dopo sono intervenuti degli agenti che avevano individuato e arrestato due nordafricani. Le prima notizie dicevano di 26 e 31 anni, ora invece avrebbero entrambi 21 anni. La ragazza aveva raccontato che, prima della violenza, come spesso faceva, stava aspettando delle amiche in una delle panchine del parco, per poi essere presa dai due.

Successivamente è stato scoperto che la ragazza non aveva nessun appuntamento e sembra che i medici non abbiano trovato nessun segno di violenza sulla giovane.

I due nordafricani, entrambi di 21 anni, sono stati rilasciati ma rimangono indagati. Gli occupanti delle baracche, una decina di persone, sono stati sgomberati e portati in un centro di identificazione.


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November 25, 2013

Ricorre la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Ricorre la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

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lunedì 25 novembre 2013

La scarpa rossa, simbolo della giornata, in quanto rappresenta le donne ed il sangue (la violenza).

Ricorre oggi la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, come stabilito il 17 dicembre 1999 dall’ONU. In tutto il mondo si sono svolte manifestazioni caratterizzate da Flash mob di donne vestite di nero e rosso.

In tutta Italia le associazioni e la politica hanno manifestato in favore della donna e della sue dignità. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha nominato Cavaliere Lucia Annibali, la donna genovese sfregiata dall’acido che l’ex fidanzato le aveva fatto gettare da due aguzzini. Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha dichiarato dopo il Consiglio dei Ministri «guerra totale al femminicidio» ribadendo l’impegno del governo in questi sette mesi nel contrastare la violenza contro donne. Anche la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, spesso impegnata nella difesa dei diritti umani, ha parlato con la figlia di Lea Garofalo, uccisa dal marito.

A Roma, il Palazzo del Campidoglio è stato illuminato di rosso ed un gran numero di scarpe vermiglie sono state esposte sui gradini del Palazzo. Sotto ad ogni scarpa c’era un biglietto con il nome di una donna vittima di femminicidio.

Le associazioni hanno però ricordato che purtroppo in Italia le donne uccise tra le mura domestiche da parenti, coniugi o “ex” sono circa una ogni 2-3 giorni e nel 2013 sono avvenuti già più di 150 femminicidi. È stato inoltre ribadita la necessità che ogni donna che subisca violenza fisica domestica esponga subito denuncia, ed eventualmente si rivolga a centri specializzati.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Fonti

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September 12, 2012

Cina: donna picchiata da funzionari pubblici per non aver pagato una multa

Cina: donna picchiata da funzionari pubblici per non aver pagato una multa

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mercoledì 12 settembre 2012

Il poco edificante episodio reso noto oggi, documentato da un video amatoriale, proviene da un mondo diverso rispetto a quello della dissidenza politica, e offre uno spaccato sul microcosmo amministrativo della sconfinata repubblica cinese e sull’arroganza prevaricatrice dei pubblici poteri. Esso rivela anche un modo singolare di interpretare il potere amministrativo, attraverso strattonate, calci e pugni.

La vittima di questo increscioso episodio di violenza di gruppo è una donna dall’apparente età di venti o trent’anni, da una provincia della Cina orientale, destinataria di una multa irrogatagli, sembra, per aver reciso un fiore in un giardino pubblico. L’importo della sanzione era di mille yuan, l’equivalente di circa 120 euro al cambio valutario, ma la donna non aveva provveduto al pagamento. A causa di questo, si era vista tagliare l’alimentazione della rete elettrica della sua abitazione. Per chiedere ragioni, o per effettuare rimostranze, si era recata in un ufficio comunale della sua città, portando con sé il figlioletto di pochi anni.

Salite le scale del colonnato di quello che sembra un padiglione d’ingresso, la donna viene affrontata in maniera brusca da un funzionario pubblico che inizia a strattonarla con violenza sotto gli occhi del bambino. Immediatamente si fanno sotto altri dipendenti intervenuti a dare man forte al collega. Si forma così un folto gruppo di persone che inizia a incalzare la donna. In breve tempo, il violento alterco degenera ulteriormente: dagli strattonamenti si passa ai calci e ai pugni. Nel video, la donna, accerchiata, separata dal figlio, appare inerme e incapace di difendersi o sottrarsi alle percosse: barcolla sotto i colpi fino a cadere a terra, sempre sotto lo sguardo del bambino che segue gli spostamenti del gruppo.

Nella squadra dei picchiatori che ha inflitto queste violenze alla donna, oltre a funzionari e dipendenti pubblici, pare vi fosse anche uno degli esponenti politici di spicco della città, il vicesegretario del Partito Comunista Cinese di quel comune.


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August 7, 2010

Stuprata una diciassettenne francese a Capri

Stuprata una diciassettenne francese a Capri

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La Piazzetta, centro e icona della vita notturna caprese

sabato 7 agosto 2010
Capri. Connie, diciassettenne francese in vacanza sulla rinomata isola del golfo di Napoli, ha subito uno stupro nella notte tra il 6 e il 7 agosto. La ragazza è stata rinvenuta al mattino da un netturbino, abbandonata per terra, in stato di semi-incoscienza e sotto intossicazione alcolica, dimentica di ogni dettaglio dell’evento. La giovane trascorreva le vacanze dopo aver appena finito il liceo, già in procinto di iniziare l’università. Era a Capri in compagnia di due amiche, una delle quali divideva con lei la stanza d’albergo, mentre l’altra, insieme al fidanzato italiano, era ospite di un altro hotel

Gli esami in ospedale hanno confermato la violenza sessuale: per curarne le lesioni, i medici hanno dovuto ricorrere all’applicazione di cinque punti di sutura. Ne è seguita la denuncia obbligatoria alle forze dell’ordine, che hanno dato inizio alle indagini esaminando le immagini casualmente riprese delle varie videocamere di sorveglianza installate sull’isola e servendosi delle testimonianze fornite dalla comitiva con cui la ragazza aveva trascorso la serata in giro tra alcune esclusive discoteche dell’isola, il Lambertu e Le Clochard: del gruppo di ragazzi facevano parte, oltre alle amiche connazionali, alcuni rampolli della Napoli-bene

Lo stupro sarebbe avvenuto in via Ignazio Cerio, una traversa di via Camerelle, la rinomata via delle boutique e dello shopping caprese, a breve distanza dalla famosa Piazzetta, celebre epicentri attorno a cui ruota la vita mondana e notturna della Capri modaiola e godereccia.

I sospetti si sono presto appuntati su un diciassettenne napoletano, identificato come figlio di un noto e facoltoso professionista di Posillipo: il ragazzo, rintracciato in una villa di amici ad Anacapri, è stato sottoposto a interrogatorio dal tardo pomeriggio del 7 agosto. Inizialmente ha sostenuto di non ricordare nulla della serata; poi è stato messo di fronte alle registrazioni delle videocamere di sorveglianza, una delle quali lo aveva ripreso all’interno del lussuoso Hotel Quisisana mentre chiedeva di potersi lavare le mani insanguinate. Di fronte alle evidenze video, ha fatto alcune ammissioni che hanno determinato l’adozione del provvedimento restrittivo di fermo di polizia, emesso nei suoi confronti dal Tribunale dei minori del capoluogo campano.

Secondo la ricostruzione cronachistica, la ragazza avrebbe respinto decisamente le prime avance e insistenze del giovane, degenerate poi in approcci violenti di fronte ai recisi dinieghi: incalzata, la ragazza ha cercato di sottrarsi allo stupro dimenandosi e urlando, ma le sue invocazioni sono cadute nel vuoto di fronte a quello che le fonti giornalistiche definiscono un muro di silenzio e omertà opposto in pieno centro abitato.

Dopo il fermo e l’interrogatorio il minore è stato affidato al Centro di prima accoglienza di via dei Colli Aminei. Intanto Connie ha lasciato l’isola insieme alla sua compagnia, definitivamente. La giovane vittima dello stupro avrebbe promesso infatti di non rimettere mai più piede sull’isola.


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November 8, 2008

RDC: l\’Onu osserva «bambini reclutati a forza, donne stuprate ed esecuzioni sommarie»

RDC: l’Onu osserva «bambini reclutati a forza, donne stuprate ed esecuzioni sommarie»

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sabato 8 novembre 2008

Repubblica Democratica del Congo

Kiwandja, città del Nord Kivu in Repubblica Democratica del Congo, è stata riconquistata ieri, dopo due giorni di battaglia, dalle milizie ribelli del prete-generale Laurent Nkunda.

L’area era stata presa qualche giorno fa dalle truppe irregolari Mai-Mai, che appoggiano il fronte governativo contro il Congresso nazionale per la difesa del popolo di Nkunda.

Il prete-guerriero aveva intimato di alla popolazione di lasciare la città, per non diventare bersaglio dell’attacco. Oggi Kiwandja è sotto il controllo del maggiore Muhire, il quale afferma che durante gli scontri non sono stati fatti prigionieri, e che le vittime, comprendenti solo i combattenti, sono state circa 50.

Altre fonti parlano di oltre 200 morti, mentre un abitante della città, unico scampato della sua famiglia, sostiene di esser stato risparmiato «soltanto perché andassi nella foresta a dire gli altri di non unirsi ai Mai-Mai».

Una portavoce della Missione delle Nazioni Unite in Congo riferisce di «bambini reclutati a forza, donne stuprate ed esecuzioni sommarie», mentre i caschi blu, che erano stanziati a quanlche centinaio di metri in linea d’aria dagli scontri, non si sono mossi dalla loro posizione, che invece hanno protetto armi alla mano sparando anche contro i civili che tentavano d’avvicinarsi.

Il solo ambulatorio dell’area è quello di una chiesa protestante, unico rimasto attivo dopo la dipartita delle Ong internazionali. Un infermiere: «Sono scappati tutti, tranne Medici senza frontiere. Se fossi al governo, proibirei a questa gente di tornare qui».

Intanto a Nairobi le trattative internazionali sono giunte all’accordo di chiedere al Cnlp un cessate-il-fuoco e della creazione di un corridoio umanitario.

Bertrand Bisimwa, portavoce dei ribelli: «Il vertice internazionale di è un altro summit inutile. Avrebbero dovuto pretendere che il governo congolese accetti di negoziare con noi». Inoltre il Cndp ha già «decretato un cessate il fuoco unilaterale e la creazione di un corridoio umanitario».


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August 24, 2008

Il sindaco di Roma Alemanno accusa: «Imprudenti i due turisti olandesi»

Il sindaco di Roma Alemanno accusa: «Imprudenti i due turisti olandesi»

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domenica 24 agosto 2008

Respinge le accuse il sindaco di Roma Gianni Alemanno e passa al contrattacco.

Dopo le critiche dell’opposizione, sia nazionale che locale, seguite all’aggressione con stupro di due turisti olandesi accampati a sud della capitale da parte di immigrati rumeni, il sindaco di Roma in un’intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica esprime il suo parere sulla vicenda.

Definisce il caso di ieri un episodio «limite» in quanto è difficile, dichiara, garantire la sicurezza di due persone che si accampano in un posto «abbandonato da Dio e dagli uomini» per di più indicato loro da immigrati.

Alemanno ricorda che questo tipo di camping è vietato dalle leggi italiane e assicura che se i due avessero raggiunto le strutture autorizzate di Ostia nulla sarebbe successo. Proprio per questo motivo, rifiuta paragoni con il caso Reggiani. E alla sinistra, che accusa l’amministrazione di aver solo agitato il tema sicurezza negli anni dell’amministrazione veltroniana risponde invitando le opposizioni a fare proposte diverse dal «braccialetto di Rutelli» invece di strumentalizzare questa vicenda.

Nondimeno, il Sindaco appare deciso ad evitare la nascita di ulteriori sacche di «degrado» e ha convocato in Campidoglio una riunione con le associazioni di categoria, in quanto i due rumeni coinvolti erano pastori alle dipendenze di cittadini italiani.

Non muta, invece, la decisione di Alemanno di riservare i militari al controllo delle periferie e lasciare alle sole forze dell’ordine il pattugliamento del centro cittadino. E annuncia, oltre alla piena attuazione del Patto per la sicurezza, una raffica di ordinanze «contro i writers, i graffitari, e contro i danneggiamenti».


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June 5, 2008

Milano: 30enne italiano violenta e ingravida immigrata 13enne

Milano: 30enne italiano violenta e ingravida immigrata 13enne

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giovedì 5 giugno 2008

Un uomo di 30 anni è stato accusato di avere violentato una ragazzina marocchina di 13 anni, stupro in seguito al quale la minorenne è rimasta anche incinta.

È stato appurato dall’indagine che l’uomo, frequentatore abituale di ambienti normalmente popolati di minorenni (che cercava di adescare), come scuole medie, oratori etc. l’abbia circuita convincendola il 7 febbraio ad andare a casa sua, dove lo stupro sarebbe avvenuto. La ragazza è rimasta incinta, dopo una indagine approfondita gli investigatori hanno arrestato l’uomo.

Altre storie simili, con vittime straniere, sono pure accadute ai danni di una donna rumena a Roma, impiegata nelle pulizie, minacciata con un taglierino da un 39enne mentre lavorava in un call-center. Il 6 maggio scorso è stato invece arrestato un uomo, 32enne incensurato e coniugato mentre tentava violenza nei confronti di una prostituta straniera, nel suo appartamento.


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June 4, 2008

Ragazza violentata sull\’intercity Torino-Reggio Calabria

Ragazza violentata sull’intercity Torino-Reggio Calabria

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mercoledì 4 giugno 2008

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Questa mattina, una ragazza calabrese di 20 anni è stata stuprata in un vagone dell’intercity Torino-Reggio Calabria, all’altezza di Pisciotta, in provincia di Salerno. La giovane è riuscita a chiedere aiuto agli altri passeggeri mentre il colpevole, un 46enne di Tropea, pregiudicato per reati simili, cercava di fuggire.

I passeggeri hanno fermato l’uomo e lo hanno condotto dal capotreno. È stato poi arrestato dalla Polizia Ferroviaria della stazione di Sapri e accusato del reato di violenza sessuale; in suo possesso, CD e videocassette pornografiche.

Il Procuratore Alfredo Greco, della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, si occuperà del caso. L’uomo potrebbe essere processato già domani mattina per direttissima.


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January 12, 2008

Firenze: donna stuprata nei bagni del museo degli Uffizi

Firenze: donna stuprata nei bagni del museo degli Uffizi

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sabato 12 gennaio 2008
Una 25enne, dipendente del museo degli Uffizi di Firenze, è stata stuprata da un uomo nei bagni della galleria. Da giorni egli la corteggiava, ma lei lo rifiutava. Il malvivente, arrestato dai carabinieri, è un uomo di 37 anni, residente nella provincia fiorentina, ma originariamente campano. È stato arrestato dalle forze dell’ordine.

Il crimine è avvenuto durante la pausa pranzo: l’uomo le aveva intimato di seguirlo e dopo lo stupro lei era riuscita a scappare, rivolgendosi ai carabinieri. Le forze dell’ordine l’hanno portato al pronto soccorso, dove c’è stata la verifica dello stupro. A seguito di varie ore e alla descrizione della donna l’uomo è stato arrestato e portato in caserma. Non ha rilasciato alcuna dichiarazione e risulta che sia separato e convivente; secondo il codice penale italiano potrebbe restare in carcere fino a 10 anni.

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