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July 3, 2012

Mali: gli islamisti continuano la distruzione in Timbuctù

Filed under: Africa,Mali,Politica e conflitti,Pubblicati,UNESCO — admin @ 5:00 am

Mali: gli islamisti continuano la distruzione in Timbuctù

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Timbuctù, martedì 3 luglio 2012

La moschea Sankore, una delle tre moschee di Timbuctù, classificata come patrimonio mondiale dell’umanità

Dopo la distruzione di sette dei sedici mausolei musulmani il 30 giugno, gli islamisti di Ansar Eddine hanno ripreso a distruggere Timbuctù, attaccando la moschea di Sidi Yeyia, risalente al XV secolo. Un ex guida turistica, testimone oculare della scena, ha riportato: «Sono venuti con i picconi, hanno cominciato a gridare “Allah” e hanno sfondato la porta. Questo è molto grave. Tra i civili che stavano a guardare, alcuni hanno pianto». La porta sud della moschea di Sidi Yeyia è stata chiusa per decenni a causa di una credenza locale, affermando che la sua apertura avrebbe portato sfortuna. I membri di Ansar Eddine, hanno giustificato la distruzione della porta per convincere la gente che la sua apertura non causerebbe la fine del mondo.

La procuratrice della Corte Penale Internazionale, Fatou Bensouda, ha dichiarato: «Il mio messaggio a coloro che sono coinvolti in questo atto criminale è chiaro: fermare la distruzione delle proprietà religiose. Si tratta di un crimine di guerra per la quale i miei servizi sono pienamente autorizzati a indagare». L’Associazione dei leader religiosi del Mali ha condannato il delitto di Timbuctù e ha fatto presente come «anche il Profeta (Maometto, ndr) avrebbe visitato le tombe e mausolei. Questa è intolleranza».

Il 28 giugno, Ansar Eddine – l’organizzazione islamica che dice di «agire per conto di Dio» – a seguito della decisione dell’UNESCO di includere la città di Timbuctù nella Lista del patrimonio dell’umanità a rischio, a causa della presenza degli islamisti nella città, il fine settimana scorso ha minacciato di attaccare le moschee di organizzazione islamica della città, in quanto considera empi i monumenti antichi di Timbuctù.


Fonti[]

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Mali : les islamistes poursuivent leurs destructions à Tombouctou, pubblicato su Wikinews in lingua francese.

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October 31, 2011

L\’UNESCO riconosce la Palestina come Stato membro

L’UNESCO riconosce la Palestina come Stato membro

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lunedì 31 ottobre 2011

Bandiera dell’UNESCO

107 voti a favore, contro 14 contrari (in particolare USA, Germania, Canada ed Israele) e 52 astenuti (tra cui Italia e Regno Unito). Questo è il risultato della votazione odierna per il riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’UNESCO, avvenuta oggi a Parigi.

Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che non accetteranno tale decisione minacciando di sospendere i finanziamenti, 77 milioni, pari al 22% dei 653 milioni dollari totali. Difatti, due leggi varate negli anni 90 vietano il finanziamento da parte degli USA di associazioni ed organizzazioni che accettino la Palestina come membro. Si rischia quindi di ritornare al boicottaggio, durato vent’anni, dell’organizzazione per disparità di vedute in politica estera.

Israele invece ha fatto sapere che questa votazione è «una tragedia» e che non accetteranno di diventare «il fesso della Regione. Non è ammissibile che una volta dopo l’altra ci venga sputato in faccia, e poi si venga a dire che è solo una benefica pioggerella».

Questa votazione fornirebbe la possibilità alla Palestina di diventare membro dell’ONU.


Articoli correlati[]

  • «L’UNESCO intende votare per l’ingresso della Palestina tra i suoi membri» – Wikinotizie, 26 ottobre 2011

Fonti[]

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October 26, 2011

L\’UNESCO intende votare per l\’ingresso della Palestina tra i suoi membri

L’UNESCO intende votare per l’ingresso della Palestina tra i suoi membri

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mercoledì 26 ottobre 2011

Emblema dell’UNESCO

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) intende votare per l’ingresso della Palestina tra i suoi membri. Questa richiesta è stata anche nominata come Palestine 194.


Articoli correlati

Fonti

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June 25, 2011

Wikipedia proposta per la lista UNESCO dei Patrimoni dell\’Umanità

Wikipedia proposta per la lista UNESCO dei Patrimoni dell’Umanità

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Wikimedia-logo.svg Questo articolo cita la Wikimedia Foundation o uno dei suoi progetti o persone ad essi legati. Vi informiamo che Wikinotizie è un progetto della Wikimedia Foundation.

sabato 25 giugno 2011

Logo dell’iniziativa

La Wikimedia Foundation ha lanciato lo scorso 23 maggio 2011 una petizione per convincere l’UNESCO ad applicare i criteri per il Patrimonio Mondiale Culturale adattandoli alla nuova era digitale per poter nominare Wikipedia come primo Patrimonio dell’Umanità digitale e globale.

L’idea fu originariamente proposta alla Conferenza di Berlino del 2011, per Wikimedia dall’associazione locale di utenti e sostenitori Wikimedia chapters. La petizione on-line è stata lanciata su Wikipedia in lingua tedesca ed è considerato il primo tentativo per un’entità digitale, e con i curatori della lista particolarmente conservatori, si prevedono delle polemiche a riguardo.

Jimbo Wales ha dichiarato:

« L’idea di base è quella di riconoscere che Wikipedia è quell’incredibile fenomeno culturale globale che ha cambiato la vita di centinaia di migliaia di persone. »

Si è ipotizzato che, se Wikipedia non riuscirà ad entrare nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, possa venire inserita nella lista dei patrimoni culturali immateriali.


Articoli correlati[]

  • «Wikipedia come Patrimonio dell’Umanità: Germania e Italia in prima fila nelle sottoscrizioni» – Wikinotizie, 30 giugno 2011
  • «Wikipedia come Patrimonio dell’Umanità: dall’Italia 7000 nuove adesioni in una settimana» – Wikinotizie, 7 luglio 2011

Fonti[]

Collegamenti esterni[]

  • Informazioni su Wikipedia come Patrimonio dell’Umanità :
    sulle wiki di Wikimedia.de [EN]-[DE] e di Ten Wikipedia [EN]
  • [EN] [DE] wikipedia.de/wke, il sito dell’iniziativa, con la petizione anche in italiano.
CC-BY-SA icon.svg Articolo pubblicato con licenza CC BY-SA,
in quanto importato da Wikipedia.

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October 9, 2008

L\’UNESCO elogia gli studi sull\’arte rupestre di Emmanuel Anati

L’UNESCO elogia gli studi sull’arte rupestre di Emmanuel Anati

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venerdì 9 ottobre 2008

Emmanuel Anati

Il direttore del settore Cultura dell’Unesco, Francesco Bandarin, ha deciso di riconoscere l’importanza dei lavori effettuati dallo studioso d’arte rupestre Emmanuel Anati a seguito della «qualità della relazione preparata per il World Heritage Centre sull’identificazione dei principali siti d’arte rupestre nel mondo» e «l’importante contributo è un punto di riferimento per qualsiasi futura attività in questo settore».

Il professor Anati, che risiede in Val Camonica, uno dei più vasti poli di arte rupestre a livello mondiale, ha ricevuto il riconoscimendo dopo aver presentato un libro nel quale esprime la sua opinone riguardo l’ultimo decennio di studi dell’arte rupestre e circa il rapporto tra la ricerca e le istituzioni.

«Non ho tenuto la lingua a posto e il mio rapporto critico sullo stato dell’arte rupestre è di certo impegnativo e destinato ai Ministeri della cultura dei 198 Stati membri dell’Unesco e non al grosso pubblico. Una proposta di politica e di strategia pluriennale per l’arte rupestre. Ritenevo che per il mio linguaggio critico mi mandassero al diavolo e invece ho ricevuto un encomio. Nel libro ho tracciato un excursus su circa 700 siti principali dell’arte rupestre nel mondo (sparsi in una sessantina di Paesi), 29 dei quali sono stati iscritti nel patrimonio mondiale. Ho proposto di fare in modo che in 5 anni questi ultimi arrivino a 100, perché sono particolarmente significativi per la storia dell’umanità. Propongo che lo studio dei siti d’arte rupestre debba prendere una direzione organica per cui occorre stabilire regole interne su come procedere».

Francesco Barndarin ha sostenuto le conclusioni di Anati, precisando il «bisogno di rafforzare l’azione internazionale nel campo della documentazione e d’interpretazione dei siti rupestri» e l’importanza di creare una «banca dati internazionale sui siti rupestri, finalizzata a supportare lo sforzo di ricerca ed interpretazione. Si devono accelerare i tempi di iscrizione nella lista dei patrimoni mondiali del sito d’arte rupestre da diverse parti del mondo, supportando gli Stati membri dell’assemblea patrimonio mondiale, nella preparazione delle pratiche di candidatura».

Fonti

Collegamenti esterni

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