Wiki Actu it

September 7, 2012

Nicole Minetti, primo giorno di lavori consiliari dopo la pausa estiva

Nicole Minetti, primo giorno di lavori consiliari dopo la pausa estiva

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

venerdì 7 settembre 2012

Ieri, 6 settembre, è ripresa l’attività dei rappresentanti eletti al Consiglio regionale della Lombardia, dopo la pausa per le vacanze estive. La data segnava anche il ritorno alla politica attiva di Nicole Minetti, l’ex igienista dentale folgorata dalla passione politica nel 2010. Il rientro di Nicole avviene dopo un’estate che l’aveva vista costantemente sotto l’obiettivo dei paparazzi e nel mirino del gossip , soprattutto grazie alla sua relazione sentimentale con Fabrizio Corona, divo delle cronache mondane e delle platee televisive e mediatiche. Su di lei, e sul suo futuro politico e professionale, erano fiorite inoltre numerose indiscrezioni, condite anche da qualche polemica.

La vicenda delle dimissioni annunciate e poi smentite[]

Fabrizio Corona, protagonista del gossip estivo sulla Minetti.

Negli utlimi tempi, infatti, La Minetti aveva dovuto fronteggiare le forti pressioni di chi, all’interno del suo stesso schieramento di centro destra, ne sollecitava a gran voce le dimissioni. Tra questi, anche esponenti ai massimi livelli, come il segretario Angelino Alfano, che temevano danni all’immagine del partito dopo l’appannamento subito dalla brillante figura di Nicole Minetti a seguito degli opachi strascichi giudiziari dello Rubygate, nel quale la donna è rimasta coinvolta insieme a Emilio Fede e Lele Mora.

Questa insistente moral suasion l’aveva inizialmente spinta a cedere, e a formulare una promessa di imminenti dimissioni. Questo abbandono, aveva promesso, sarebbe avvenuto prima, comunque, della discussa maturazione del diritto al vitalizio che la Lombardia riserva ai consiglieri regionali anche alla loro prima esperienza politica.

Qualcosa deve invece averla indotta a una clamorosa retromarcia, pochi giorni fa, quando, al settimanale Diva e Donna, ha dichiarato di non voler lasciare il Pirellone, motivando questo attaccamento alla carica politica con l’amore per le idee di libertà propugnate da Silvio Berlusconi, notoriamente suo mentore.

Il rientro al Pirellone[]

Il Presidente della Giunta lombarda, Roberto Formigoni

Per questo, il suo ritorno ai lavori consiliari era atteso con molta trepidazione dalle testate di informazione, che le hanno riservato un’accoglienza degna di un vero e proprio evento, la cui copertura ha visto il dispiegamento di un nutrito plotone di oltre 40 tra cronisti, fotografi e cameraman, tutti assiepati al piano terra del Pirellone in attesa della sua venuta, trattenuti da un cordone di addetti.

Tuttavia, l’ansia mediatica di rivelazioni eclatanti da parte della donna politica è andata in buona parte delusa, dal momento che la Minetti, assediata dai giornalisti, si è mantenuta su uno stretto riserbo.

Il regolamento ad personam anti-paparazzi[]

Deludente è stata anche la copertura dell’evento in termini fotografici e televisivi. I cronisti e gli operatori in attesa, infatti, hanno avuto l’amara sorpresa di scoprire che, proprio a partire da ieri, è entrato in vigore un nuovo regolamento, voluto dall’Ufficio di presidenza di Roberto Formigoni, che mette in “castigo” paparazzi e cineoperatori, ai quali, d’ora in poi, sarà vietato introdurre attrezzature fotografiche e da ripresa all’interno della buvette.

La misura restrittiva è stata percepita dagli addetti ai lavori come una sorta di disposizione ad personam a beneficio di Nicole Minetti. Quest’ultima, però, appositamente interrogata mentre si dirigeva al proprio seggio consiliare, si è schernita negando ogni collegamento tra l’atto amministrativo regolamentare dell’Ufficio di presidenza e la sua persona: «Non credo l’abbiano fatto per me, siamo in 80…».

Articoli correlati[]


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

August 16, 2012

Politici cinesi nei guai per un\’orgia

Politici cinesi nei guai per un’orgia – Wikinotizie

Politici cinesi nei guai per un’orgia

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

giovedì 16 agosto 2012

Un’adunata congressuale del PCC

Wang Minsheng, segretario del partito comunista cinese del Distretto di Luyang, nella provincia di Anhui, è rimasto impigliato nelle maglie del Web in compagnia del suo vice. Tutta colpa di quelle foto di gruppo, un centinaio in tutto, in cui i due politici in carriera, in compagnia di un terzo uomo, posavano nudi, accanto a due discinte quanto sorridenti partner femminili.

Quelle foto, scattate forse da una terza partner, dovevano documentare un’allegra orgia di gruppo appena consumata (o da consumare) e immortalarne il piacevole ricordo. Ma qualcosa deve essere andato storto e quelle immagini, necessariamente riservate alla riservatissima contemplazione di pochi intimi (il sesso di gruppo, in Cina, è severamente punito come reato), hanno seguito un percorso non proprio insolito nel mondo globalizzato, finendo dritte dritte nella più imbarazzante delle agorà virtuali, un frequentatissimo social network locale, una sorta di Twitter in salsa asiatica.

Il tam-tam sulla rete ha poi fatto il resto: la notizia si è diffusa presto in Cina e di lì è dilagata nel mondo intero, suscitando, in Cina, uno scalpore che ha subito diviso il paese tra colpevolisti e innocentisti. Prevedibile e goffa l’autodifesa del politico, che ha immediatamente gridato al complotto, denunciando le foto come contraffazioni. Ma questa linea di difesa deve essere servita a poco con i sussiegosi funzionari del Partito Comunista Cinese se, come annunciato dal Quotidiano del Popolo, al politico e al suo vice è toccata una severissima doppia sanzione: immediata rimozione dalla carica e apertura di un’inchiesta. Un’ingloriosa parabola per i rampanti funzionari di Anhui, precipitati dall’ebbrezza del potere alla polvere dell’ignominia: sic transit gloria mundi!.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

June 15, 2009

Argentina: sacerdote cattolico condannato a 15 anni per molestie su minori

Argentina: sacerdote cattolico condannato a 15 anni per molestie su minori

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

lunedì 15 giugno 2009
Il sacerdote cattolico argentino Julio Grassi, noto per aver dato vita ad una fondazione per ragazzi poveri, è stato condannato alla pena di 15 anni di carcere con l’accusa di molestie nei confronti di uno dei ragazzi a lui affidati. Si tratta del terzo caso di condanna di un esponente del clero cattolico argentino per abuso di minore.

Il processo contro Grassi, promotore della fondazione “Felices los Niños”, è durato nove mesi e verteva su diciassette accuse di abuso su tre ragazzi aiutati dalla sua fondazione; i fatti risalivano al 1996. L’imputato è stato condannato per abuso sessuale e per corruzione di uno dei tre minori, mentre gli altri quindici capi d’imputazione sono caduti. Anche dopo la sentenza Grassi ha continuato a dichiararsi innocente e vittima di una ingiustizia e il suo avvocato ha annunciato ricorso in secondo grado. Anche l’avvocato di una delle vittime degli abusi ha annunciato di voler far ricorso per le accuse rigettate, lamentandosi per il fatto che la corte permetta a Grassi di restare libero in attesa dell’appello.

Dopo la lettura della sentenza si sono avuti scontri tra sostenitori di Grassi e suoi oppositori fuori dal tribunale di Buenos Aires.

La fondazione “Felices los Niños” era stata promossa da Grassi nel 1993, con lo scopo di accogliere i bambini poveri. Gran parte dei finanziamenti provenivano da donazioni sollecitate da Grassi attraverso appelli televisivi, cui hanno risposto diverse personalità di spicco argentine, che dopo l’inizio dello scandalo hanno preso le distanze dal sacerdote accusato di abusi.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

July 19, 2008

Australia, Benedetto XVI condanna i preti pedofili: «Vanno assicurati alla giustizia»

Australia, Benedetto XVI condanna i preti pedofili: «Vanno assicurati alla giustizia»

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

sabato 19 luglio 2008

Papa Benedetto XVI

Da Sydney in Australia, dove si trova per presiedere alla Giornata Mondiale della Gioventù, papa Benedetto XVI è tornato a parlare dello scandalo dei preti pedofili, con parole durissime, pronunciate durante l’omelia nella messa celebrata alla St.Mary’s Cathedral.

Il pontefice ha detto che i preti pedofili «devono essere portati davanti alla giustizia», e c’è «vergogna per i loro misfatti», ma ha anche espresso «compassione e cura» per le vittime degli abusi. Nel paese oceanico, i dati riferiti dall’associazione Broken Rites, parlano di 107 condanne per preti e religiosi cristiano-cattolici, e di numerosi altri procedimenti giudiziari in corso.

Le parole pronunciate da Ratzinger sembrano in parte le associazioni che rappresentano gli abusati, i quali avevano chiesto al Santo Padre di pronunciarsi in forma solenne chiedendo scusa per quanto accaduto. Parlano ai vescovi riuniti nella grande città australiana, ha aggiunto: «Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa Nazione». «Davvero sono profondamente addolorato per il dolore e la sofferenza subita dalle vittime e assicuro loro che come loro pastore anche io condivido la loro sofferenza».

Papa Benedetto XVI ha poi continuato: «Questi misfatti, che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore e hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. Chiedo a tutti voi di assistere i vostri vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura, e i responsabili di questi misfatti devono essere portati davanti alla giustizia». «È una priorità urgente quella di promuovere un ambiente più sicuro e sano, specialmente per i giovani».

Per Chris Mac Isaac, presidente di Broken Rites, le dichiarazioni fatte dal papa non sono sufficienti: «Le scuse non bastano, vogliamo i fatti. Una cosa è quello che dice il Papa, un’altra è ciò che fa»


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

March 12, 2008

Il governatore dello stato di New York si dimette dopo lo \”scandalo a luci rosse\”

Il governatore dello stato di New York si dimette dopo lo “scandalo a luci rosse”

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 12 marzo 2008

Eliot Spitzer

Eliot Spitzer, governatore dello Stato di New York, coinvolto negli scorsi giorni da uno scandalo sulla presunta frequentazione di una prostituta di lusso, ha annunciato oggi la sua intenzione di dimettersi dalla carica. L’annuncio ufficiale sarà dato dallo stesso governatore alle 11.30 di questa mattina, ora di New York, quando in Italia saranno le 17.30.

Il suo successore alla carica dovrebbe essere David Alexander Paterson, già vice-governatore in carica, che diverrebbe così il 55esimo a ricoprire questo incarico. David Paterson, è il primo afroamericano a diventare governatore dello stato di New York ed il primo governatore non vedente (legally blind) negli Stati Uniti.

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

February 17, 2008

Giocatore del Real Madrid sorpreso in un bacio omosessuale: divampa la polemica

Giocatore del Real Madrid sorpreso in un bacio omosessuale: divampa la polemica

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

domenica 17 febbraio 2008

Divampa la polemica in Spagna a causa di un curioso episodio di gossip; un giocatore del Real Madrid, José María Gutiérrez (più conosciuto come Guti) è stato fotografato da un reporter di un giornale scandalistico, mentre baciava un ragazzo, del quale non si conosce l’identità e con il quale era stato a cena fino a poco prima.

Guti è sentimentalmente legato ad Arancha de Benito, una presentatrice di una televisione spagnola, con la quale ha avuto due figli e che, subito dopo aver appreso la notizia, avrebbe deciso di «prendere una pausa di riflessione».

Molta eco è stata data dai quotidiani e dai siti internet iberici a questo episodio, che ha riportato alla ribalta uno dei temi più scottanti del gossip sportivo, e cioè l’omosessualità, reale o presunta, degli atleti.

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

August 28, 2007

Scandalo per la Bushell, la spogliarellista politico

Scandalo per la Bushell, la spogliarellista politico

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

martedì 28 agosto 2007

Oggi il giornale scandalistico inglese The Sun ha pubblicato un’intervista a Myrna Bushell, 38 anni, dallo scorso maggio consigliere in un consiglio comunale della contea del Devon. La donna era finita a luglio su tutti i giornali britannici dopo la scoperta della sua doppia vita: di giorno impiegata comunale, la notte spogliarellista sotto lo pseudonimo di Jessica. Una storia che ricorda il film francese Bella di giorno in cui la protagonista, Séverine Serizy (interpretata da Catherine Deneuve), si prostituiva di giorno per rimediare ai problemi sentimentali con il marito.

Al contrario della finzione cinematografica la Bushell spiega ai giornalisti che i suoi striptease le permettono in realtà di passare più tempo in compagnia di sua figlia di 5 anni, Holly. Nel recente articolo tuttavia vengono smentite le dichiarazioni fatte precedentemente dal consigliere. Infatti quando venne alla luce la storia ella dichiarò che le foto osé che la ritraevano appartenevano al passato mentre invece nel Sun mette in mostra gli abiti con cui usualmente effettua le sue performance.

Le foto, pubblicate su un sito web con cui ha lavorato, sono allegate dal prezzario: si parte da 95 sterline per un semplice strip in lingerie, per poi salire a 110 per un topless, fino ad arrivare a 125 per lo spogliarello completo in 15 minuti e 160 per il bis.

Myrna, che in un primo momento aveva affermato di aver lavorato per il sito citato «nei tre anni precedenti alla mia elezione», al quotidiano britannico afferma che continua a lavorare in quel campo, arrivando a guadagnare fino a 195 sterline per un nudo completo, partendo da un costume sexy da infermiera, accompagnato da una lap dance.

Alle accuse risponde dichiarando che al primo posto della sua vita c’è sempre la politica. Ma a Bideford i cittadini l’accusano di aver nascosto la verità. Tre suoi colleghi nel partito liberale hanno abbandonato la poltrona scandalizzati dal secondo mestiere della donna.

In realtà Myrna gestiste un negozio in compagnia del marito trentaquattrenne Mel. Dalle elettrici rimane comunque nota per il nome d’arte che le è stato affibbiato: “The Devon Lady”.

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

August 8, 2007

Italia: Don Gelmini, l\’avvocato Coppi rinuncia alla difesa: «Ma per me è comunque innocente»

Italia: Don Gelmini, l’avvocato Coppi rinuncia alla difesa: «Ma per me è comunque innocente»

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 8 agosto 2007
L’avvocato Franco Coppi ha abbandonato la difesa di Pierino Gelmini, il sacerdote attualmente sotto inchiesta presso la procura della Repubblica di Terni per presunti abusi sessuali nei confronti di un’ospite di una delle sue comunità di recupero.

La rinuncia all’incarico è stata motivata dallo stesso avvocato Coppi a causa del suo disaccordo con la linea difensiva adottata da don Gelmini: questi, infatti, in interviste rilasciate successivamente alla pubblicazione della notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati, ha dapprima sostenuto di essere bersaglio di quelli da lui definiti “magistrati anticlericali”, poi ha parlato di «un’offensiva ebraico-radical chic» che mirerebbe a screditare la Chiesa cattolica. In particolare, tale ultima dichiarazione aveva sollevato le proteste del portavoce della comunità ebraica Riccardo Pacifici, e Gelmini si era scusato per le sue esternazioni, correggendo il bersaglio della sua polemica in «lobby massonica radical chic».

Tali dichiarazioni hanno indotto il suo difensore, l’avvocato Franco Coppi, a rinunciare alla difesa. Il legale ha tuttavia specificato di essere convinto dell’assoluta estraneità di don Gelmini ai fatti a questi contestatogli. Il disaccordo è nato solo in relazione alla condotta difensiva dello stesso Gelmini, da Coppi definita «ingestibile».

Pierino Gelmini risulta iscritto dal 3 agosto scorso nel registro degli indagati della procura della Repubblica presso il tribunale di Terni per presunti abusi commessi in una sede delle sue comunità di recupero per tossicodipendenti, ad Amelia. Ad accusare il sacerdote due pregiudicati, uno dei quali, a detta di don Gelmini stesso, già a lui noto per aver tentato di estorcergli denaro.

Articoli correlati

  • «Italia: Don Gelmini, reazioni della comunità ebraica alle accuse di lobbyismo» – Wikinotizie, 6 agosto 2007

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

August 6, 2007

Italia: Don Gelmini, reazioni della comunità ebraica alle accuse di lobbyismo

Italia: Don Gelmini, reazioni della comunità ebraica alle accuse di lobbyismo

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

lunedì 6 agosto 2007
Non accennano a placarsi le polemiche susseguenti all’iscrizione nel registro degli indagati di Pierino Gelmini, il sacerdote fondatore di alcune comunità di recupero per tossicodipendenti: adesso è il turno della comunità ebraica, chiamata in causa domenica da alcune affermazioni sulle quali lo stesso Don Gelmini ha fatto parzialmente marcia indietro già nel pomeriggio.

L’indagine[]

Lo scorso 3 agosto il religioso è stato formalmente indagato dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Terni, a seguito delle accuse formulate da due giovani che hanno denunciato abusi sessuali avvenuti nella comunità di Amelia (da cui la competenza territoriale del tribunale di Terni). La denuncia risalirebbe a circa sei mesi addietro e sarebbe confermata da altre testimonianze. Don Gelmini sostiene – a sua volta – che le accuse provengono da un noto pregiudicato barese – già ospite della comunità – il quale in passato aveva già cercato di estorcergli denaro tramite minacce e ricatti; quanto all’altro accusatore, a detta di Gelmini si tratta di un complice presumibilmente contattato durante la detenzione.
La questione ha assunto subito un risvolto politico, sia per il coinvolgimento di un esponente del clero, sia per l’amicizia personale di don Gelmini con il leader dell’opposizione Silvio Berlusconi: esponenti del centrodestra hanno preso le difese del sacerdote, in particolare il parlamentare di AN Maurizio Gasparri, che ha rimarcato il ruolo sociale di don Gelmini, mentre Luca Volontè (UDC) ha preferito attribuire l’inchiesta a un non meglio precisato «furore anticattolico» invitando nel contempo il ministro della Giustizia Mastella a ordinare un’ispezione alla procura di Terni. Di segno opposto le reazioni del centro-sinistra: il deputato di RC Vladimir Luxuria ha sostenuto l’inopportunità di fare assoluzioni preventive per il solo fatto che la persona indagata è un sacerdote.

«Un’offensiva ebraico-radical chic»[]

Ma è stato domenica scorsa, in un’intervista concessa a un giornalista di Repubblica durante un incontro con i ragazzi di una delle sue comunità in provincia di Reggio Calabria, che don Gelmini ha contrattaccato e ha avuto parole durissime non solo nei confronti dei suoi accusatori, ma anche contro i giudici che lo hanno messo sotto indagine. A Giuliano Foschini, inviato del quotidiano della Capitale, Gelmini ha esplicitamente dichiarato di essere, a suo giudizio, il bersaglio di una fazione anticlericale della magistratura, aggiungendo, riguardo ai recenti scandali di abusi su minori accertati a carico di preti cattolici negli Stati Uniti, che «[…] partendo dagli Stati Uniti, è in atto un’offensiva ebraico-radical chic che mira a screditare la chiesa cattolica».
Le reazioni della comunità ebraica non hanno tardato a manifestarsi: Riccardo Pacifici, vicepresidente e portavoce della comunità, ha stigmatizzato le dichiarazioni di don Gelmini, definite «farneticanti» e attribuite «allo stress del momento e anche al caldo». Lo stesso Pacifici ha detto di attendersi le scuse del sacerdote, il quale ha tuttavia rettificato il contenuto della sua dichiarazione di poche ore prima: nella stessa giornata, infatti, questi ha testualmente dichiarato: «Volevo dire lobby massonica radical chic. Chiedo scusa agli ebrei perché per loro io ho molto rispetto e considerazione». Prevedibilmente, anche tali dichiarazioni hanno suscitato alcune reazioni a livello politico, anche se in questo caso la contrapposizione dei fronti è stata meno netta: laddove, infatti, il deputato dei DS Franco Grillini ha ribattuto che, a suo giudizio, qualora esista una lobby è solo quella cattolica, l’esponente di Forza Italia Maria Burani Procaccini, pur dichiarandosi cattolica e sostenitrice dell’operato di don Gelmini, ha sottolineato che «è sbagliato parlare di lobby ebraiche».

«Non interferiremo»[]

Nel frattempo l’ufficio stampa del ministro della Giustizia Mastella – chiamato in causa dalla polemica innescata da Volontè – ha annunciato che, mentre si asterrà in qualsiasi modo dall’interferire sull’indagine in corso, vigilerà per evitare qualsivoglia strumentalizzazione in chiave anticlericale della vicenda, non mancando tuttavia di accusare la stampa di speculazioni.

Articoli correlati[]

  • Italia: Don Gelmini, l’avvocato Coppi rinuncia alla difesa: «Ma per me è comunque innocente», 8 agosto 2007

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

May 20, 2007

Documentario su Chiesa e pedofilia della Bbc: Annozero vorrebbe mandarlo in onda in Italia

Documentario su Chiesa e pedofilia della Bbc: Annozero vorrebbe mandarlo in onda in Italia

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

domenica 20 maggio 2007
Si chiama Sex crimes and Vatican (in italiano “Crimini sessuali e Vaticano”) ed è il documentario di 39 minuti trasmesso nel Regno Unito ad ottobre 2006 dalla BBC, la tv pubblica britannica.

Il documentario

Il filmato, che ha lo stile simile a quelli di Michael Moore, è condotto da Colm O’Gorman, vittima da adolescente delle violenze di un sacerdote irlandese. Il tema del documentario è la pedofilia violenta di alcuni preti in Irlanda, negli Usa e in Brasile.

Nel filmato si analizza anche la vicenda di padre O’Grady, che confessò di aver abusato sessualmente di trenta bambini e bambine.

Al centro del video c’è la Crimen sollicitationis, un documento del Vaticano emesso nel 1962, con il quale – secondo la Bbc – si «obbligavano le persone coinvolte in scandali sessuali a non rendere pubblica la vicenda, pena la scomunica». Nel documentario è accusato anche Joseph Ratzinger, all’epoca prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che «impose per 20 anni l’applicazione del documento».

La messa in onda in Italia

Michele Santoro vuole acquistare il filmato per trasmetterlo durante AnnoZero, ma per adesso la Rai non lo ha autorizzato, e sembra che nessuno voglia prendersi la responsabilità di mandarlo in onda.

Il documentario è comunque già disponibile, sottotitolato in lingua italiana, e messo sulla rete da “Bispensiero“, il portale siciliano degli amici di Beppe Grillo. Il video è adesso disponibile su Google Video, e sarebbe il filmato più visto dagli utenti in questi giorni.

Le reazioni di Avvenire

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Crimen sollicitationis.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Sex crimes and the Vatican.

Il quotidiano cattolico Avvenire ha definito il documentario «roba da bidone della spazzatura», affermando che la Crimen sollicitationis è in realtà una forma di difesa degli abusati: bisogna «denunciare la vicenda direttamente al Vaticano» perché la Congregazione ha la competenza diretta nei casi di abuso sessuale che coinvolgono persone della Chiesa.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Powered by WordPress