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June 1, 2008

Hezbollah consegnano corpi dei militari israeliani uccisi nel 2006

Hezbollah consegnano corpi dei militari israeliani uccisi nel 2006

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domenica 1 giugno 2008

File:Flag of Hezbollah.svg
La bandiera dell’Hezbollāh libanese.
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Sono stati consegnati alla Croce Rossa dal movimento libanese degli Hezbollah i corpi dei due soldati israeliani uccisi nella Guerra del Libano nel 2006. Wafik Safa, responsabile della sicurezza del movimento sciista, ha riferito l’accaduto ai mass media del paese dei cedri.

Safa afferma: «Abbiamo consegnato al Comitato internazionale della Croce Rossa le salme dei soldati israeliani uccisi durante la guerra del 2006, e lasciati dall’esercito di Israele in Libano». La restituzione delle salme è avvenuta in seguito alla scarcerazione del libanese Nissim Nasser, accusato di spionaggio e internato nelle carceri dello stato ebraico per 6 anni. Hezbollah e Israele hanno trattato a lungo per lo scambio.

Wafik Safa non ha precisato però se i due cadaveri appartengono ai militari israeliani catturati due anni fa. Proprio questo fatto causò la guerra tra le due nazioni, che durò per più di un mese.


Fonti

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August 29, 2006

Partiti i militari italiani diretti in Libano

Partiti i militari italiani diretti in Libano

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martedì  29 agosto 2006

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Salutati dal Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e dal Ministro della Difesa, Arturo Parisi, sono salpati diretti in Libano i 2.153 militari imbarcati sulla portaerei Garibaldi, sulle navi da trasporto San Marco, San Giorgio e San Giusto e sulla corvetta Fenice. Ha così preso il via l’operazione “Leonte” (l’antico nome del fiume Litani) che darà attuazione alla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Gli equipaggi delle navi e l’équipe del comandante delle forze d’altura, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, contano 1.350 unità mentre 803 sono i militari che compongono le forze da sbarco e specialistiche (Fucilieri della Marina, Incursori del Comsubin, Lagunari dell’Esercito, alcuni Guastatori, un nucleo Nucleare-batteriologico-chimico, un plotone per la bonifica degli ordigni esplosivi ed alcuni Carabinieri, che adempiranno a compiti di polizia militare. Sulla Garibaldi sono stati imbarcati cinque elicotteri SH3D, sei elicotteri AB212 e quattro aerei AV-8 plus, a decollo verticale.

Il comando operativo delle forze italiane sarà esercitato dal Capo di stato maggiore della Difesa per tramite del Comando operativo di vertice interforze, con il supporto del Comando in Capo della squadra navale.

Fonti

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August 23, 2006

Amnesty International accusa Israele di \”crimini di guerra\” in Libano

Amnesty International accusa Israele di “crimini di guerra” in Libano

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mercoledì  23 agosto 2006

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Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Amnesty International accuses Israel of “war crimes” in Lebanon, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

L’aver mirato alle stazioni di servizio in Libano è citato come una delle prove contro Israele

L’organizzazione a favore dei diritti umani, Amnesty International ha accusato Israele di aver commesso crimini di guerra colpendo deliberatamente delle infrastrutture civili in Libano durante i 34 giorni di conflitto. Amnesty ha definito gli attacchi «indiscriminati e sproporzionati». Israele ha respinto l’accusa.

«Il modello, lo scopo e la scala degli attacchi rende la difesa di Israele, ovvero che si tratta di un “danno collaterale”, semplicemente poco credibile», ha detto Kate Gilmore, di Amnesty International.

Amnesty International ha affermato che la grandezza della distruzione causata dai raid aerei e dai bombardamenti e le dichiarazioni del generale israeliano Dan Halutz, secondo cui «non c’è nulla di sicuro [in Libano]», come la prova che i civili sono stati deliberatamente colpiti.

Israele ha rigettato le accuse, affermando che i bombardamenti sui civili erano giustificati dal fatto che Hezbollah ha usato i civili come “scudi umani”: le infrastrutture libanesi erano «obiettivo di bombardamenti solo quando venivano utilizzate dai militanti del Partito di Dio, e questo in accordo con le regole della guerra», ha detto il portavoce israeliano Mark Regev. «Diversamente da Hezbollah, noi non abbiamo deliberatamente colpito la popolazione civile», ha detto Regev.

Più di 1.000 libanesi, per lo più civili, sono stati uccisi durante i combattimenti, mentre 161 israeliani, per lo più soldati, sono stati uccisi da Hezbollah. Gli attacchi di Israele hanno anche ferito circa 4.000 persone, e ha creato circa un milione di profughi, circa un quarto della popolazione del Libano.

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August 21, 2006

Olmert ha chiesto a Prodi che l\’Italia guidi la forza di pace in Libano

Olmert ha chiesto a Prodi che l’Italia guidi la forza di pace in Libano

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lunedì  21 agosto 2006

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In un colloquio telefonico avuto con il presidente del consiglio italiano, Romano Prodi, il premier israeliano Ehud Olmert ha ringraziato l’Italia per il suo impegno per la soluzione della crisi fra Israele e Libano e ha auspicato che l’Italia assuma la guida della missione UNIFIL rafforzata. La richiesta di Olmert si aggiunge a quella di Tony Blair, premier della Gran Bretagna, e degli Stati Uniti, che per bocca del segretario di stato, Condoleeza Rice, avevano richiesto al ministro degli esteri Massimo D’Alema che l’Italia assumesse un ruolo forte nella missione di pace.

Olmert avrebbe detto che vede nell’Italia un ruolo essenziale nell’attuazione della risoluzione 1701 e per la realizzazione della pace in Medio Oriente, e ha chiesto che la forza raggiunga il sud del Libano il più presto possibile.

Secondo fonti israeliani, Prodi avrebbe risposto che l’Italia ha intenzione di inviare una forza significativa in Libano e che auspica di poter sottoporre la questione al Parlamento il più presto possibile. I due primi ministri hanno poi convenuto di rimanere in contatto nei prossimi giorni per ridiscutere la questione.

Fonti

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August 17, 2006

I primi 2500 uomini dell\’esercito libanese raggiungono il sud del paese

I primi 2500 uomini dell’esercito libanese raggiungono il sud del paese

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giovedì  17 agosto 2006

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I primi 2500 uomini dell’esercito libanese si sono attestati nel sud del Libano. Dopo decenni le forze regolari dell’esercito libanese attraversano il fiume Litani, confine settentrionale dell’area controllata dagli Hezbollah. I soldati si sono attestati presso la cittadina di Marjayoun a pochi chilometri dal confine con Israele. Il generale libanese, responsabile delle operazioni, ha annunciato che i suoi uomini si disporranno nelle prossime ore lungo la “Linea blu”, il confine internazionale riconosciuto tra Libano e Israele.

Continua intanto il ritiro delle ultime truppe israeliane dal sud del Libano, le quali stanno gradualmente cedendo il controllo ai militari libanesi delle postazioni da loro conquistate durante i violenti scontri dei giorni scorsi.

I restanti 12500 soldati verranno stanziati nel sud del Libano nei prossimi giorni in attesa delle forze UNIFIL, la forza delle Nazioni Unite.

Il governo libanese intanto ha ribadito di non voler assumersi la responsabilità del disarmo delle milizie Hezbollah.

Fonti

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August 16, 2006

Libano: continua il ritiro israeliano

Libano: continua il ritiro israeliano – Wikinotizie

Libano: continua il ritiro israeliano

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mercoledì  16 agosto 2006

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Continua a tenere la tregua in Medio Oriente e prosegue il ritiro delle truppe israeliane, che dovrebbe completarsi nei prossimi dieci giorni. Rientrano, inoltre, le migliaia di rifugiati che avevano abbandonato il sud del Paese.

Inizierà oggi l’ingresso dei 15.000 soldati libanesi, che dovrebbero prendere posizione a nord del fiume Litani. Nelle prossime due settimane, inoltre, è atteso l’arrivo del 3.000/3.500 caschi blu delle Nazioni Unite.

Rare le deroghe alla tregua entrata in vigore l’altro ieri: un raid aereo israeliano è stato condotto contro un’abitazione a Khan Yunis (a sud della Striscia di Gaza). Secondo fonti militari, la casa ospitava un deposito di armi. Il raid ha provocato la morte di due palestinesi e il ferimento di almeno quattro persone.

L’immobile – rimasto completamente distrutto – apparteneva ad Hassan Shaat, militante della Brigata dei Martiri di al Aqsa, l’organizzazione legata ad al-Fatḥ.

Fonti

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August 14, 2006

Iniziata la tregua fra Israele e Libano

Iniziata la tregua fra Israele e Libano – Wikinotizie

Iniziata la tregua fra Israele e Libano

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lunedì  14 agosto 2006

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Fra Israele e Libano è in atto la tregua ordinata dall’ONU, e dopo 33 giorni di scontri, il Libano meridionale ritorna lentamente alla normalità. Da questa mattina alle 7 (ora italiana) i missili di Hezbollah e i raid degli aerei israeliani sono terminati, anche se Israele continua a bloccare i confini del Libano per evitare che giungano rifornimenti al Partito di Dio.

Il segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, ha espresso sollievo per l’inizio della tregua, che permetterà ora l’attuazione della risoluzione 1701, approvata domenica dal consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Intanto, nel Libano meridionale, dopo giorni di assordanti esplosioni, dalle 8 (ora locale) è ripiombato il silenzio, anche se fino a pochi minuti prima infuriavano i combattimenti fra Hezbollah e Israele.

Anche i primi profughi stanno ritornando nelle proprie terre, dopo che l’avanzata israeliana li aveva spinti ad abbandonare città e villaggi che sarebbero stati bombardati dai bombardieri con la Stella di Davide. Secondo le Nazioni Unite, dal nord del Libano e dalla Siria si starebbero spostando circa un milione di persone.

Anche se non sono mancati scontri dell’ultimo minuto, la tregua sembra reggere: tuttavia Israele ha ammonito, per bocca del ministro della Difesa Emil Peretz, che in caso di violazione della tregua da parte di Hezbollah, l’esercito israeliano riprenderà le operazioni militari.

Il quotidiano Maariv, di Israele, approfittando della tregua, ha provato a stilare un bilancio provvisorio dei caduti israeliani: i militari morti sono stati 117, mentre i civili sono stati 41.

Gli scontri fra Israele e Hezbollah era cominciati a seguito del rapimento di due soldati israeliani.

Fonti[]

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Colloquio Prodi-Bush: l\’Italia in Libano solo con l\’egida dell\’ONU

Colloquio Prodi-Bush: l’Italia in Libano solo con l’egida dell’ONU

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lunedì 14 agosto 2006

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Il presidente del consiglio italiano, Romano Prodi, ha avuto un colloquio telefonico questa mattina con il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, durante il quale ha chiesto espressamente che la forza internazionale in azione in Libano venga dotata di un mandato ONU privo di ambiguità.

Il premier italiano, inoltre, ha assicurato che l’Italia farà la propria parte per far giungere gli aiuti umanitari ai profughi libanesi e per la ricostruzione del Paese.

Prodi ha inoltre aggiunto che riconosce ad Israele il diritto di vivere in pace e sicurezza, auspicando inoltre che la comunità internazionale faccia degli sforzi per arrivare alla soluzione del problema palestinese.

Bush ha risposto con un apprezzamento per la decisione italiana di partecipare alla forza ONU, definendola «forte e coraggiosa».

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Per D\’Alema i soldati italiani giungeranno in Libano fra 14 giorni

Per D’Alema i soldati italiani giungeranno in Libano fra 14 giorni

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lunedì 14 agosto 2006

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Per il ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema, i primi soldati italiani giungeranno in Libano entro quattordici giorni. Il ministro è a Beirut, dove ha visitato la parte meridionale della città, devastata dalle ultime settimane di bombardamenti israeliani.

Durante la sua visita, D’Alema ha incontrato il presidente del Parlamento libanese, Berri, e il premier libanese Fuad Siniora, e commentando le immagini di devastazione ha detto che questa crisi è stata una tragedia e che “bisognerà lavorare a fondo per uscire da questo clima d’odio, e creare una pace duratura.”

Il capo della diplomazia italiana ha inoltre ricordato l’impegno profuso dal governo italiano, sia dal punto di vista diplomatico (come la conferenza di Roma di fine luglio) che dal punto di vista umanitario. D’Alema ha inoltre detto che una nave di aiuti italiana sta per raggiungere i porti libanesi: si tratta di un carico di 500 tonnellate di aiuti e un ospedale da campo.

Per quanto riguarda i tempi del dispiegamento delle truppe, D’Alema ha affermato che tutte le decisioni a riguardo spettano prima di tutti alle Nazioni Unite.

Fonti

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Per D\’Alema i soldati italiani giungeranno in Libano fra 14 giorni

lunedì 14 agosto 2006

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Per il ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema, i primi soldati italiani giungeranno in Libano entro quattordici giorni. Il ministro è a Beirut, dove ha visitato la parte meridionale della città, devastata dalle ultime settimane di bombardamenti israeliani.

Durante la sua visita, D’Alema ha incontrato il presidente del Parlamento libanese, Berri, e il premier libanese Fuad Siniora, e commentando le immagini di devastazione ha detto che questa crisi è stata una tragedia e che “bisognerà lavorare a fondo per uscire da questo clima d’odio, e creare una pace duratura.”

Il capo della diplomazia italiana ha inoltre ricordato l’impegno profuso dal governo italiano, sia dal punto di vista diplomatico (come la conferenza di Roma di fine luglio) che dal punto di vista umanitario. D’Alema ha inoltre detto che una nave di aiuti italiana sta per raggiungere i porti libanesi: si tratta di un carico di 500 tonnellate di aiuti e un ospedale da campo.

Per quanto riguarda i tempi del dispiegamento delle truppe, D’Alema ha affermato che tutte le decisioni a riguardo spettano prima di tutti alle Nazioni Unite.

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