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August 14, 2006

Giunta in Italia la salma del volontario ucciso a Gerusalemme

Giunta in Italia la salma del volontario ucciso a Gerusalemme

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lunedì  14 agosto 2006

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Alle 17.50, è atterrato nell’area militare dell’aeroporto di Ciampino, l’Airbus A-2319, su cui viaggiava la salma di Angelo Frammartino, il cooperatore volontario 25enne ucciso giovedì scorso a Gerusalemme. La salma era scortata dal padre del giovane, Michelangelo, e Sergio Bassolli, responsabile del gruppo di volontari di cui faceva parte Angelo.

A terra, ad accogliere il feretro, avvolto in una bandiera della pace, c’erano anche il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e Antonino Lupi, sindaco di Monterotondo, la cittadina in provincia di Roma da cui proveniva il giovane ucciso. Proprio il Sindaco Lupi ha dichiarato ai giornalisti: «È stata una tragedia tremenda, assolutamente inimmaginabile e adesso il dolore è grande, sia da parte dell’amministrazione comunale sia in tutta la comunità cittadina».

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August 13, 2006

Domani rientra la salma del volontario ucciso a Gerusalemme

Domani rientra la salma del volontario ucciso a Gerusalemme

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13 agosto 2006

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La salma di Angelo Frammartino, 24 anni, il volontario italiano per la cooperazione ucciso giovedì scorso a Gerusalemme, sarà rimpatriata domani: nella mattinata, un Airbus del 31° stormo dell’Aeronautica militare partirà dall’aeroporto di Ciampino diretto a Tel Aviv; il volo di ritorno è atteso tra le 17 e le 19.

Le spoglie del giovane, avvolte da una bandiera della pace, saranno accolte dal Presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, che ha annunciato la sua partecipazione alle esequie di Frammartino, che si svolgeranno martedì 15 agosto, nel duomo di Monterotondo (RM).

L’omicidio

Angelo Frammartino si trovava a Gerusalemme dal 1° agosto: il suo compito era quello di assistere i ragazzi palestinesi della città vecchia. Mani ignote l’hanno colpito con tre coltellate alle spalle, mentre passeggiava sulla Sultan Suleiman Road, poco prima delle 20 di giovedì 10 agosto. Due colpi l’hanno raggiunto alla schiena, uno alla nuca. I pur tempestivi soccorsi prestati da un equipaggio della Stella di Davide sono risultati vani: il giovane è morto sul luogo dell’aggressione.

Le indagini

Proseguono senza novità le indagini sulla morte del ragazzo: non è ancora stato catturato, infatti, il suo aggressore, un giovane palestinese che pare avere tra 16 e 18 anni. Sergio Bassoli, responsabile del gruppo Cgil/Arci di cui faceva parte Frammartino, ha comunicato che l’autopsia sul corpo del cooperatore, prevista per oggi, è stata completata: «Ci hanno consegnato tutti i documenti», ha detto.

Notizie correlate

  • Giunta in Italia la salma del volontario ucciso a Gerusalemme, 14 agosto 2006

Fonti

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Prodi: \”La missione italiana in Libano può essere momento di coesione politica\”

Prodi: “La missione italiana in Libano può essere momento di coesione politica”

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domenica  13 agosto 2006

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Il presidente del Consiglio italiano, Romano Prodi, ha ribadito che l’Italia parteciperà alla missione di pace in Libano. Prodi lo ha annunciato ufficialmente dopo un vertice a Palazzo Chigi con il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, il ministro della Difesa, Arturo Parisi, il ministro dei Beni Culturali e presidente della Margherita Francesco Rutelli ed il sottosegretario Enrico Letta.

Prodi ha affermato che verrà pienamente rispettato l’articolo 11 della Costituzione italiana, e che l’invio di soldati rappresenterà un’occasione di coesione politica fra maggioranza e opposizione.

Venerdì 18 agosto verrà convocato un consiglio dei ministri straordinario sulla questione, dopodiché il Parlamento verrà ufficialmente informato. I dettagli dell’operazione non sono ancora pronti, in quanto il numero dei soldati e le altre modalità di invio delle truppe devono essere in primis concordate a livello internazionale, con l’ONU e le altre nazioni che hanno dichiarato la disponibilità di una partecipazione. Prodi ha ipotizzato che l’Italia possa partecipare con un contingente di 2 000 – 3 500 uomini, e ha rassicurato che non verranno introdotte nuove tasse per finanziare la missione.

La Casa delle Libertà è, in linea di massima, favorevole alla missione di peacekeeping con partecipazione italiana, ma ha chiesto che il governo sia chiaro sulle regole d’ingaggio, chiedendo che siano compatibili con la missione “Enduring Freedom”, e diversi esponenti dell’opposizione hanno chiaramente detto che il sì del centrodestra è tutt’altro che scontato.

Fonti

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Lunedì 14 agosto Israele e Libano cesseranno le ostilità

Lunedì 14 agosto Israele e Libano cesseranno le ostilità

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13 agosto 2006

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Israele e Libano hanno deciso di cessare le ostilità alle ore 7 di lunedì 14 agosto (alle 8 ora locale). Il segretario dell’ONU Kofi Annan lo ha annunciato stamani, aggiungendo che si avvieranno al più presto le consultazioni per il rafforzamento della forza di pace UNIFIL.

L’annuncio di Annan è giunto 24 ore dopo l’approvazione della risoluzione 1701, e dopo che Israele e Libano avevano annunciato di essere soddisfatti delle condizioni poste nella risoluzione e di volere collaborare con le Nazioni Unite per una soluzione pacifica della crisi. Israele ha anche deciso di ritirarsi dal Libano meridionale, ma solo dopo l’avvento delle truppe del Libano nelle zone occupate dalle truppe con la Stella di Davide.

Anche Hezbollah si è detto favorevole alla cessazione delle ostilità e ha chiamato al rispetto delle condizioni poste dall’ONU.

Fonti[]

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August 12, 2006

Crisi in Medio Oriente: votata la risoluzione

Crisi in Medio Oriente: votata la risoluzione

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12 agosto 2006

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Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha votato all’unanimità la bozza di risoluzione numero 1701 per porre fine alla crisi in Medio Oriente.

La risoluzione votata nella notte è lunga 6 pagine nelle quali l’Onu chiede l’immediata cessazione degli attacchi degli hezbollah e della controffensiva israeliana e chiede al governo libanese l’invio delle proprie forze militari e di quelle dell’UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon, “Unione interforze di nazioni in Libano”) nelle zone a sud dello Stato e contemporaneamente chiede al Paese dei cedri di estendere la propria sovranità su tutto il territorio dello stato. Il Consiglio di sicurezza chiede inoltre alla comunità internazionale pieno sostegno alla popolazione libanese colpita dagli attacchi israeliani, aprendo e riadeguando porti, aeroporti e qualsiasi mezzo di comunicazione per permettere il ritorno a casa degli sfollati. Chiede, inoltre, ai due stati di sostenere la pacifica convivenza nei territori tramite il rispetto della Linea Blu di separazione dei territori dei due paesi e l’adozione di misure di sicurezza atte a inpedire l’insorgere di nuovi conflitti nel pieno rispetto degli accordi di Taif.

Il Consiglio di sicurezza decide di affiancare al corpo militare libanese un massimo di 15.000 uomini della UNIFIL per coordinare le operazioni e per permettere alla popolazione libanese un facile accesso agli aiuti umanitari.

Infine chiede allo stato libanese maggiori controlli sulle dogane per impedire l’arrivo di armi da paesi stranieri, e chiede al Segretario Generale Kofi Annan di attuare prima possibile la risoluzione per garantire ai due paesi un pace duratura e immediata.

La risoluzione è stata accettata dal Governo israeliano, mentre oggi si riunirà il consiglio libanese per l’approvazione del testo.

Fonte[]

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August 8, 2006

Secondo il Libano, la risoluzione dell\’ONU non fermerà il conflitto

Secondo il Libano, la risoluzione dell’ONU non fermerà il conflitto

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8 agosto 2006

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Il Libano ha avvisato le Nazioni Unite che la risoluzione del consiglio di sicurezza abbozzata da Stati Uniti e Francia non metterà fine al conflitto in atto in Libano. Il conflitto tra Israele e gli Hezbollah ha lasciato migliaia di senza tetto e ne minaccia molti altri. La risoluzione richiede la costituzione di una zona cuscinetto tra il sud del Libano e il nord di Israele. La bozza richiede anche che venga messa fine a ogni tipo di ostilità, ma non fa menzione al ritiro di Israele, che è uno dei punti-chiave posti dal primo ministro libanese Fuad Siniora Per porre fine alla crisi.

Mitri, ministro della cultura libanese, ha chiesto che venga presa una chiara decisione sul ritiro che Israele deve effettuare dal Libano.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Lebanon: UN resolution won’t end conflict, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

Ieri il segretario di stato americano, Condoleezza Rice, avrebbe detto che «stiamo affrontando il problema che infesta il Libano da anni e anni e anni, e il problema non può essere risolto da una sola risoluzione dell’ONU». La Rice ha anche ribadito che la risoluzione è solo un primo passo per un futuro migliore nella risoluzione del conflitto.

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August 7, 2006

Oltre 1.000 i morti nella guerra israelo-libanese

Oltre 1.000 i morti nella guerra israelo-libanese

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7 agosto 2006

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Proseguono le ostilità tra israeliani e libanesi, giunte oggi al 29° giorno: fonti governative di Beirut stimano che sia già oltre 1.000 i morti nel conflitto. Nel pomeriggio di oggi si riunirà il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere della situazione, ed in particolar modo della risoluzione franco-statunitense che potrebbe essere votata tra oggi e domani.

Ancora vittime

Sono undici le vittime di due raid compiuti dalle forze israeliane nel sud del Libano, nella zona di Sidone: colpiti i villaggi di Ghassaniyeh e di Kfar Tebnit.

Colpito anche il villaggio di Houla. Secondo il primo ministro Fouad Siniora, proprio ad Houla si sarebbero registrate oltre 40 vittime, frutto di un «massacro deliberato», rientrante – sempre secondo il premier – in una tattica di «terrorismo di Stato» condotto da Israele.

A Tiro, due incursioni aeree israeliane hanno causato la morte di 5 civili.

Anche i razzi hezbollah sono tornati a colpire Naharya, Safed, Tiberiade e Kiryat Shmone, nella Galilea del nord. Buona parte della popolazione della regione si ripara all’interno di rifugi, ma sono oltre 300mila gli sfollati, per lo più ospiti di parenti ed amici in altre zone del Paese.

Fonti

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August 6, 2006

Ministro siriano respinge la risoluzione proposta dall\’ONU

Ministro siriano respinge la risoluzione proposta dall’ONU

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6 agosto 2006

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La Siria ha respinto la risoluzione proposta dall’ONU, preparata da Stati Uniti e Francia, per un cessate il fuoco nel conflitto israelo-libanese.

Il ministro degli esteri della Siria ha detto che la risoluzione vuole la continuazione della guerra e ha adottato il solo punto di vista di Israele.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Syrian minister rejects proposed U.N. resolution, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

La Siria ha anche avvertito le proprie forze armate di tenersi pronte per fronteggiare un eventuale attacco di Israele. Il ministro ha anche detto che “Se Israele attaccherà la Siria, qualunque mezzo venga usato, sia sul terreno che in aria, il nostro governo farà partire immediatamente il contrattacco” e che la Siria è pronta a fronteggiare la possibilità di una guerra di portata regionale se l’aggressione di Israele continuerà.

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August 1, 2006

Israele: altri raid aerei

Israele: altri raid aerei – Wikinotizie

Israele: altri raid aerei

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1 agosto 2006

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I raid israeliani sono ripresi nei confronti del Libano. Migliaia di soldati israeliani sono impegnati da giorni in combattimenti contro gli hezbollah su sei diversi fronti del sud.

Il governo israeliano ha dato via libera alla piu’ grande operazione militare di terra in libano da quando il 12 luglio, sono iniziati gli scontri. Il governo presieduto da Olmert ha dato indicazione di ampliare l’offensiva di terra contro i combattenti hezbollah in territorio libanese. Ora i soldati israeliani si trovano anche a parecchi chilometri in Libano. Finora non si erano allontanati più di tanto dal confine israeliano.

Fonti

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Israele lancia una grande offensiva di terra

Israele lancia una grande offensiva di terra

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1 agosto 2006

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Il gabinetto ristretto per la sicurezza di Israele, presieduto dal premier Ehud Olmert, ha dato il via libera alla più grande operazione di terra dell’esercito israeliano in Libano da quando si sono aperte le ostilità, il 16 luglio scorso.

Durante la riunione di questa notte, il gabinetto avrebbe dato via libera all’operazione per permettere all’esercito di distruggere le postazioni e le infrastrutture degli Hezbollah nel Libano meridionale.

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